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Italia 2012: l’anno del Default

04 Gen

Come era ben facile da prevedere un secondo dopo aver letto le “riforme” messe in atto dalla banda di terroristi al governo, la crisi italiana sta incamminandosi decisa verso il default finanziario.

E come altrettanto ampiamente previsto, nel frattempo lo stato italiano sta smettendo i panni dello stato di diritto per trasformarsi in un regime sovietico di polizia tributaria.

Che la situazione fosse disperata io lo dicevo da tempo. La novità è che ne sta prendendo coscienza un numero  enorme di persone. Il distacco della popolazione da quel cancro che è la politica è ai valori di  Luigi XVI, i primi botti dell’anno sono stati in due sedi Equitalia, chi non chiude e scappa all’estero si suicida per l’estorsione fiscale.   (Tra quelli che hanno chiuso, pure il mio tabaccaio di fiducia, ad un anno dal mio fornitore di computer di fiducia).

Tutto questo mentre le tasse sulla benzina la rendono inarrivabile ai più e gli aumenti autostradali delle autostrade più care al mondo fermano quei meno che ancora potevano fare benzina. Entrambi questi aumenti si ripercuoteranno svariate volte su qualsiasi altro prodotto, anche sui generi alimentari.

Le intelligenti misure del governo dei Geni nel frattempo, hanno prodotto una drastica contrazione dei consumi già nelle feste di Natale e Capodanno, dove abbiamo registrato una perdita di volume di affari di fun miliarduccio di euro. Il primo trentesimo della manovra dei Geni evapora via così, in soli sette giorni. Del resto se mentre ti fai capodanno a Cortina vieni fermato e perquisito dalla Guardia di Finanza, e se il cenone di capodanno al ristorante entra a far parte del redditometro, è pure lecito chiederti chi te lo fa fare.

Ci sarà da ridere all’arrivo dei saldi di gennaio, che faranno un altro atroce flop

Nel frattempo, il governo dei Geni NON vara serie riforme liberalizzatrici, né riduce i costi della politica. Tutto come previsto. L’unico tiepido passettino sarebbe l’apertura dei negozi a qualunque ora. Un principio giustissimo che infatti è già osteggiato da metà delle associazioni di commercianti. Ad ogni modo, ho idea che nessuna riforma liberalizzatrice possa far qualcosa se non si riduce notevolmente l’oppressione fiscale. Ed è per questo che andremo in default.

Sul piano delle relazioni estere, continua l’accapigliamento con la Germania, che oltre ad essere accusata di aver messo lì Monti (ma a me pare che sia stato Napolitano con l’appoggio della politica italiana), viene accusata di trarre “indebiti benefici” dalla moneta comune. Polemiche artificiose e secondo me senza reale fondamento. L’Euro è una moneta che si svaluta meno della lira. Questo la rende una moneta MIGLIORE della lira. Se qualcuno ha problemi, la causa non è e non può mai essere il fatto di avere una moneta BUONA. La verità è che si vuole avere una moneta da SVALUTARE per poter ridurre il debito e trainare le esportazioni verso i paesi con monete migliori della nostra. E’ un giochino interessante, che può dare anche i suoi frutti per determinate classi sociali. Ma non è una soluzione. Perché svalutare significa sostanzialmente fottere altri soldi ai possessori di moneta, quindi agli italiani in primis.

Mentre noi guardiamo in cagnesco oggi la Germania e domani la Francia per non dover guardare il porcile che è casa nostra, tra Israele e Iran siamo già ai ferri corti. Che sia questa la miccia che permetterà il nuovo tragico bagno di sangue con cui i governanti cercheranno di farci dimenticare la crisi?

Mentre guardo con rassegnazione una catena di eventi prevedibili ed inevitabili, col sorriso amaro di chi sapeva da tempo che sarebbe andata così, ripenso ad Ayn Rand, e al suo “rivolta di Atlante”. E’ sorprendente quanto l’analisi del socialismo fatta nel romanzo, e portata avanti fino alle più nefaste conseguenze, sia aderente alla realtà che stiamo vivendo. Come leggere un libro del 1957 e scambiarlo per un quotidiano italiano del 2012.

Ma voglio essere ugualmente un pò ottimista, ed apprendo con piacere l’esistenza di un dibattito sopra Iniquitalia, con due bei pezzi del Giornale (uno,due ), uno di Giacalone, scatenati tutti dalla ottima presa di posizione di Beppe Grillo.  Perfino l’Occidentale prende atto della situazione e ammette l’esistenza di un problema. Sono timidi passi, ma sono pur sempre passi nella direzione giusta. Il passo successivo è riconoscere che la tassazione è ingiusta per definizione. E quindi, che deve essere utilizzata il meno possibile e sotto stretto controllo dei soggetti alla stessa. Sarà dura, ma è l’unica speranza che abbiamo di uscirne senza bagno di sangue.

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7 commenti

Pubblicato da su 4 gennaio 2012 in cronaca

 

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7 risposte a “Italia 2012: l’anno del Default

  1. GabriZ

    4 gennaio 2012 at 18:35

    Caro Libertyfighter, ti ho trovato grazie un amico. Ho la fortuna di avere qualche giorno di vacanza e sto investendo con gran piacere una certa frazione del mio soggiorno in montagna per leggerTi.

    Hai stile e sostanza, sto imparando con piacere un sacco di cose.

    Purtroppo il poco tempo libero che ho per informarmi su quanto accade intorno a me lo sfrutto male, sui canali più immediati e banali (tg e un paio di quotidiani la settimana). E’ una vergogna lo so; d’altra parte sono sempre stato un accanito sostenitore della seguente (discutibilissima) teoria: se l’Italia va bene e il mio studio di ingegneria no i miei bimbi fanno la fame, viceversa qualcosa sul piatto riesco sempre a mettere, visto che progetto al 95% per l’estero. E pertanto ho sempre convogliato la quasi totalità delle mie energie a zappare ed irrigare il mio orticello facendomi solo sfiorare da quello che succede intorno. Ma mi par intendere che qualcosa di grosso sta per succedere a breve..e grazie ai Tuoi post lo sapremo forse con un po’ anticipo. Grazie.

    Oggi in seggiovia ho quasi convinto un mio amico sulla legittimità morale dell’evasione, recitando il tuo post a riguardo 😉

    Ti auguro un buon 2012, anche se può sembrare una presa per i fondelli dato il periodo, ma non lo e’.

    Con simpatia e stima

    Gabriele

     
  2. libertyfighter

    7 gennaio 2012 at 01:34

    Grazie Gabriele. Sono commenti come questi che, sebbene esagerati nei miei meriti, costituiscono la forza per continuare a scrivere.
    Caro collega, non aver paura di coltivare il tuo orticello. Il bello del libero mercato e delle società civili è che aiuti gli altri proprio in ragione del fatto che coltivi il tuo orticello. Vero che qui in Italia non sempre è così, ma è altresì vero che non credo che il tuo lavoro consista nel depredare orticelli altrui.

     
  3. evaristo

    7 gennaio 2012 at 09:14

    Curiosamente queste parole credo che ben si adattino anche alla nostra situazione
    politico-economica.

    My mind is clearer now Adesso capisco meglio
    At last, all too well Finalmente, e fin troppo bene
    I can see Riesco a vedere
    Where we all soon will be Dove presto finiremo tutti
    If you strip away Se separi
    The myth from the man Il mito dall’uomo
    You will see Vedrai
    Where we all soon will be. Dove presto finiremo tutti.

    “HEAVEN ON THEIR MINDS” da “JESUS CHRIST SUPERSTAR”

     
  4. Borderline Keroro

    7 gennaio 2012 at 23:07

    Ciao da Borderline Keroro
    (firmo subito altrimenti mi dimentico)
    Ebbene, sono quasi d’accordo su tutto, ma dire che l’€ è una buona moneta! E’ sempre una moneta fiat e manipolata da coloro che ne hanno le leve.
    Vero, la liretta era addirittura peggiore.
    Ma credo che tornerà: sui media ultimamente hanno incominciato ad evidenziare l’aumento del costo della vita causato dall’euro. Certo che se facessero lo stesso esame prendendo la lira (anni ’70) saremmo costretti a tornare al Sesterzio (che avrebbe peraltro una base in oro, per cui sarei anche d’accordo).
    Ciao e speriamo bene per domani a Lecce

     
  5. libertyfighter

    8 gennaio 2012 at 01:23

    Ciao, qui non serve che ti firmi, vedo che hai un bell’account wordpress:P
    Ovvio che l’Euro è una schifosa moneta fiat, ma è altrettanto ovvio che lo sono tutte, e che se lo si cambia, non lo si fa per arrivare ad una moneta merce, ma per tornare ad una moneta ad inflazione galoppante. Con la quale fai buffi a dismisura, distorci il mercato facendo concorrenza sleale sulle esportazioni e distruggi le importazioni e la possibilità per i locali di accedere a merci prodotte all’estero. Ma nascondi meglio il mangia mangia. Sono d’accordo con te. Torniamo al Sesterzio. Una solida moneta d’oro.
    Ciao, speriamo bene si, che oggi le merde hanno pure fatto manita….

     

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