RSS

Padre e figlia ammazzati a Roma. Le mie scuse alla comunità Cinese

07 Gen

Scrivo questo post per manifestare le mie sincere condoglianze alla signora Lia Zheng, alla comunità cinese di Roma, ai Cinesi in generale, e più in generale a tutti quegli uomini onesti (quindi sono esclusi a priori tutti i politici) che rendono civile una società. Quello che è accaduto due giorni fa a Roma, è qualcosa di animalesco, qualcosa di vergognoso, qualcosa migliaia di volte più grave e più ingiusto di un paio di miccette nell’agenzia di strozzinaggio pubblica.

Quando i commercianti rischiano ogni sera la morte per il solo fatto che lavorano, vuol dire che la società civile è alla frutta. Quando poi i banditi non esitano a sparare neppure in presenza di infanti, vuol dire che la società civile è annientata. Per inciso questo fa ben capire come la presenza dello Stato non sia affatto né sinonimo, né condizione sufficiente ad avere la società civile. Roma è solo Stato, eppure la civiltà se la è scordata da un pezzo. In realtà come ben sappiamo lo Stato è il principale ostacolo allo sviluppo di una società civile. Ma questa è un’altra storia.

D’altra parte non ci si può aspettare molto da una città che l’unico “crimine” che combatte è il parcheggio vietato e che da tempo raziona l’illuminazione stradale per evidenti problemi di bilancio. Sono perciò profondamente onorato di aver gettato nel cesso 2000 euro di multe per divieti di sosta vari quest’anno. Ci pagavo da solo due stipendi per un poliziotto armato di bazooka a Tor Pignattara.

Ma questo è un post di condoglianze, quindi evito di farla lunga sullo schifo della gestione pubblica romana. Mi limito a chiedere scusa alle vittime a nome mio, perché non rappresento nessun altro e perché IO non mi arrogo il diritto di rappresentare nessuno senza suo regolare assenso, chiedo scusa e mi vergogno come un cane. Perché se quando muoiono due giovani è sempre una tragedia (il padre della piccola Joy di 9 mesi, aveva 31 anni), ancor di più lo è quando pensi che sono persone che hanno affrontato migliaia di chilometri, provato ad assorbire la nostra cultura, aperto una attività onesta e sognato di farsi una vita in Italia. Così tanto da aver dato alla luce la bambina qui da noi. Hanno avuto il privilegio di morire ammazzati come cani (anzi no che adesso se ammazzi un cane ti fanno un culo così), lontani migliaia di miglia dai loro cari, ammazzati dalla delinquenza del paese che li ospitava. Chapeau.

“Lo Stato c’è” -afferma il Viminale in una nota ilare e sarcastica. “Ma era voltato dall’altra parte” aggiungerei io. In generale questi statisti, abituati alle nozioni sociali avulse dal concetto di tempo (generate da teorie economiche ridicole), tendono a dimenticare che nell’uomo il concetto temporale è importantissimo.

Lo Stato DOVEVA ESSERCI PRIMA, del duplice omicidio. Che si presenti adesso a rassicurare gli animi è solo una presa in giro. Lo Stato, ammesso che ci sia mai stato, per Lia Zheng è finito due giorni fa. E non torna.

Un discorso più ampio, che non mi pare il caso di eviscerare qui, mi farebbe dire alla signora Lia che “Lo Stato c’è, ed è proprio per questo che ci ammazzano come cani!”.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 gennaio 2012 in cronaca

 

Tag: , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: