RSS

Questi sarebbero i liberali?

24 Gen

In accordo con quanto scritto nel post precedente, vi mostro perché, mi sono sentito di scrivere certe cose:

1) Giornale online l’occidentale. Per essere veramente liberi i giovani hanno bisogno di regole. Giornale che si autodefinisce liberale, con questa tipa qua, con queste idee, che ci spiega COME devono essere liberi i giovani.

2) Quest’altro, aggregato in TocqueVille, aggregatore “liberale”, non conosce evidentemente la definizione di liberalizzazioni. Fortuna che è anti-kom.

3) Poi ci sono i liberali alle vongole, quelli che sono liberali, ma gli evasori fiscali sono cattivi. E fanno pure concorrenza sleale. E che aspettano che “tutti paghino le tasse”, così poi finalmente saranno basse.

Io mi sono perfino stufato di correggere le malsane idee di questi dementi economico-sociali. Non ce la faccio veramente più. E intanto la guerra civile sta dietro l’angolo.

Annunci
 
3 commenti

Pubblicato da su 24 gennaio 2012 in liberalismo

 

Tag: , ,

3 risposte a “Questi sarebbero i liberali?

  1. FP

    24 gennaio 2012 at 22:18

    caro Liberty, concordo come al solito al 100% con te.
    I moderni liberali che giustificano il controllo globale e le pretese fiscali non capiscono un bel Kaiser. Sono confusi e ignoranti. Si tratta di vere e proprie spugne imbevute della propaganda di regime che delegano ad altri l’esercizio intellettuale prendendo per ovvio quanto di meno ovvio possa esistere.
    Faccio l’esempio della norma infame, illiberale, incostituzionale, totalitaria e che grida vendetta dell’obbligo di inviare copia dei nostri estratti conto all’Agenzia delle Entrate: nessuno si è mai reso conto che controllo significa potere? Controllo significa potere spesso arbitrario di ricatto delle oligo-burocrazie statali sulle nostre proprietà? Vi rendete conto che questo è l’ennesimo passo in avanti verso il baratro di un regime autoritario? Vi rendete conto che nella pur ultra-socialista costituzione italiana ci sono dei limiti ben chiari allo strapotere dello stato e che invece oggi siamo ultra pedinati da questa modernissima STASI? Vi rendete conto che perchè una democrazia sia veramente tale non basta essere chiamati a fare una croce ogni 5 anni ma è necessario prima di tutto garantire la persona nei confronti dello stato? Vi rendete conto che oltre alla libertà di pensiero va garantita anche la libertà economica? Vi rendete conto che se non poniamo un limite alle pretese di queste merde si sentiranno autorizzati a prelevare quanto gli pare e piace? Vi rendete conto che se prelevano quanto gli pare e piace questi limiteranno sempre di più la nostra libertà economica? Vi rendete conto che la nostra libertà economica corrisponde alla nostra libertà reale, cioè muoversi, mangiare, vestirsi, divertirsi, magari avere figli, cose che di fatto ci vengono negate quando si è no ci restano solo i soldi per sopravvvere? Vi rendete conto che anzichè pretendere una riforma repentina e radicale della nostra ultra-socialista costituzione italiana, introducendo per esempio la possibiltà di referendum fiscali, stiamo accettando anche l’eliminazione delle garanzie personali come l’inviolabilità della corrispondenza?
    Insomma cari ignoranti e confusi lib-lab vi rendete conto che state rinunmciando ad usare il Vostro cervello?
    Eh sì caro Liberty. Perchè in Italia ci sono pochi liberali? Io credo per 3 motivi (tutti collegati)
    1. la dittatura del regime dei burocrati e la sua propaganda opprimente che portano avanti a tutela dei propri interessi di casta
    2. l’ignoranza (soprattutto in campo economico) portata avanti dalla solita casta di prima
    3. il relativismo (portata avanti dalla solita casta di prima) cioè l’ideologia che fa comodo al nuovo ordine mondiale e siccome tutto è relativo, vince la decisione – formalmente – democratica.

    Scusatemi se insisto su questa questione del relativismo ma è proprio importante perchè è l’ossatura che giustifica la moderna dittautura delle oligarchie falsamente democratiche. Mi spiego meglio: nessuno potrà mai mettere lo stato prima della persona, anche e soprattutto perchè è la persona che esiste, che prova idee e sentimenti, che ha intelligenza e dignità, mentre lo stato è solo un’astrazione giuridica che non esiste: esistono gli interessi di coloro che utilizzano l’idea di stato, ma questi interessi non possono obbligarmi a subire le loro pretese. Questo deve essere chiaro e riportarci ad un sano realismo. Dobbiamo capire che ci sono cose giuste e vere che non sono opinabili, che non sono relative, perchè rappresentano la realtà.
    Nessuno può privarci del 70% di ciò che guadagniamo. Non sta nè in cielo e nè in terra questa cosa. Il mio diritto a godere dei frutti del mio lavoro e a decidere cosa fare liberamente del mio denaro attraverso liberi scambi è quanto di più sano e logico e realistico possa esistere. Non è un’opinione, è un mio diritto a prescindere, è la realtà naturale dei fatti. La teoria del prelievo fiscale è invece molto relativa e basata su concetti come lo stato che rappresentano astrazioni giuridiche molto meno reali e vere dei miei bisogni.
    Quindi in economia come in politica cerchiamo di basarci di più sulla logica e sul realismo e ribelliamoci (come altre volte in passato) alle pretese astratte. Cari burocrati della casta, la gente prima o poi si romperà realisticamente i coglioni e vi verrà a prendere a casa…. e voi come i vecchi dirigenti dell’est Europa non riuscirete neanche a comprendere il perchè!

    A quel santo della moderna religione umanitaria che si chiama Bagnasco, da buon cristiano vorrei ricordare che un sano realismo è soprattutto cristiano. A parte il diritto naturale, spesso invocato contro il socialismo proprio dalla Chiesa e oggi da Voi dimenticato, caro Bagnasco, e a parte il fatto che dovreste occuparVi di evangelizzazione e non di politica (materia verso la quale ultimamente non mi pare che siate molto ferrati), a parte infine il fatto che voi stessi fate parte della cricca, cosa che appartiene al versante di “mammona” cioè il versante ooposto a quello che dovreste rappresentare, a parte tutto questo, mi permetto di ciatere un passo del vangelo molto istruttivo anche per i non credenti, un passo in cui, secondo il Vostro ragionamento, Gesù stesso dovrebbe essere il primo evasore e dunque il primo peccatore, visto che Lei ha dichiarato ieri il peccato di evasione fiscale:

    Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: “Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?”. Rispose: “Sì”. Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: “Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?”. Rispose: “Dagli estranei”. E Gesù: “Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va’ al mare, getta l’amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te”.

    In questo passo Gesù si autoesenta dalla tassa in quanto figlio del Re. Tuttavia estende questo diritto anche a Pietro, che non era certo figlio di Dio per nascita. Però Pietro è un uomo libero (divenuto figlio di Dio in questo senso) e pertanto viene esentato. Il succo del discorso è che gli uomini liberi, quelli che conoscono al verità e la giustizia, non possono essere sottoposti alle pretese dei moderni re di questa terra. Ma siccome non si può pretendere di risolvere sempre il problema attraverso un miracolo (che oltretutto aumenterebbe la base monetaria), caro Bagnasco almeno eviti di predicare il contrario di quanto è scritto nei vangeli….

    Caro Bagnasco forse hai dimenticato un altro passo:

    Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. 1Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».

    Anche questo passo si colloca in questo insieme di conflitti di Gesù con le autorità. Gesù non dice che sia giusto pagare le tasse. Egli infatti usa il termine “rendete”, non come spesso vi comoda “date”. Infatti e Gesù avesse giustificato il tributo a Cesare, si sarebbe schierato contro il popolo che istigato dagli Zeloti fremeva sotto il giogo romano, se invece avesse condannato il pagamento sarebbe stato accusato presso le autorità come ribelle e ostile al governo di Roma; per questo egli risponde in modo imprevedibile, senza prendere posizione, ma tracciando una netta separazione tra gli ordinamenti politici e sociali e l’autorità religiosa. “Allora disse LORO” (cioè ai farisei, non al popolo): “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, cioè in altre parole liberatevi di ciè che non vi appartiene in quanto sacerdoti (cioè la politica e il commercio) e rendete a Dio ciò che è di Dio (cioè siccome siete preti occupatevi di Dio). Ripeto Gesù non poteva giustificare (e non giustificò) il pagamento del tributo contro il popolo che odiava le tasse, e che poi per questo motivo si ribellò ai romani. La risposta di Gesù fu riferita esclusivamente ai farisei (che insieme agli erodiani rappresentavano un potere politico-religioso) criticandoli di fatto e invitandoli ad occuparsi solo di religione e non di affari e politica. Per questo motivo nessuno dei presenti ebbe qualcosa da obiettare, neanche tra il popolo stanco dei soprusi.
    Mediti caro Bagnasco, mediti e rifletta prima di dichiarare il peccato mortale di evasione fiscale,
    mediti su quello che è scritto nel successivo capitolo del vangelo di Matteo quando Gesù maledice gli scribi ed i farisei che “egano carichi insopportabili e pesanti e li impongono sulle spalle degli uomini”. Guai a voi, guai a voi!

    FP

     
    • Borderline Keroro

      28 gennaio 2012 at 18:52

      Caro FP, parendomi parecchio interessante mi sono preso l’impegno di leggere il tuo commento non appena avevo una mezz’oretta libera, e ti devo dire che ciò che hai scritto mi è servito per scrivermi anche degli appunti con cui sarò in grado di ribattere alle uscite di un certo frate che conosco e con cui spesso ho da ridire.
      Complimenti e grazie.

       
  2. libertyfighter

    25 gennaio 2012 at 22:47

    Magari tutti articolassero pensieri sensati come il tuo. Interessante anche la spiegazione sui Vangeli. Purtroppo il clero è prostituito al potere Statale.

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: