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Nessuno Stato può costringere un individuo a produrre ricchezza.

25 Gen

Pubblico integralmente un perfetto post di FunnyKing. Chiarezza estrema, sintesi e problema evidenziato perfettamente. E’ un capolavoro e pertanto me lo salvo sul blog.

Da rischiocalcolato.it

Stampatevi questo concetto nella mente:
Nessuno Stato può costringere un individuo a produrre ricchezza. Solo l’individuo può decidere di farlo se le condizioni sembrano giuste per se stesso. 
Vi piaccia o no questa è la nostra natura .
Lo Stato, può mandare i carabinieri, i finanzieri e persino i carri armati. Lo stato può confiscare, imprigionare persino torturare. Ma, mai, mai e poi mai potrà costringere un individuo a fare del suo meglio per produrre ricchezza. E’ questo il vero motivo che ha distrutto ogni tentativo di regime comunista, niente altro.
L’essenza di quello che sta accadendo in Italia  è proprio questo. Ci sono categorie di produttori di ricchezza netta che hanno deciso che non vale più la pena di continuare. Non ci stanno più dentro, troppi rischi e poco (o niente) da guadagnare. Alcuni si fermano altri se hanno la forza (i camion) protestano come possono.
Dall’altra parte una pletora di parassiti impazziti, media mainstream in testa, che addita i manifestanti come mafiosi, affamatori (loro), assassini e cialtroni.

Per inciso, vorrei segnalarvi che qui  in Genova i pescatori hanno smesso di uscire in mare e di rifornire i grossisti. Il motivo: troppe tasse e regolamenti (che altro!).

L’ Italia non andrà in bancarotta per questioni legate all’incapacità dello stato nel farsi pagare le tasse, si può dire tutto di Befera ma non che faccia il suo sporco lavoro dannatamente bene, almeno dal punto di vista dei parassiti.In realtà la questione degli evasori fiscali e degli speculatori è una barzelletta. L’Italia andrà in bancarotta perchè chi produce ricchezza netta, ovvero non sussidiata dallo stato, non ha più convenienza a farlo. Dunque non lo farà.
Lo voglio ripetere per l’ennesima volta, l’Italia avrebbe potuto salvarsi con un taglio feroce della spesa pubblica e delle tasse. Prima di tutto abbattendo i costi della politica e i sussidi ai settori industriali improduttivi, poi con il taglio di pensioni e tagli agli stipendi pubblici. Non esiste un altro modo onesto per dirlo.
Si è scelta la via delle tasse, ed è comprensibile. Mario Monti è solo l’ultima incarnazione del sistema parassitario che sta distruggendo questo paese. Guardate le facce dei politici che lo sostengono sono sempre le stesse, hanno solo smesso di fingere di essere all’opposizione l’uno dell’altro. (E non fatevi ingannare dalla Lega, se davvero fosse all’opposizione ora sarebbe a fianco dei manifestanti anzichè a frasi le seghe in via Bellerio, troppo comode le poltroncine romane)
Dunque più tasse? Bene e noi smettiamo di lavorare. E’ questa la Rivolta di Atlante.
Funnyking

 

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14 commenti

Pubblicato da su 25 gennaio 2012 in articoli economici, liberalismo, tasse

 

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14 risposte a “Nessuno Stato può costringere un individuo a produrre ricchezza.

  1. LightQuantum

    25 gennaio 2012 at 21:59

    Ecco perchè ho deciso di trasferirmi a produrre in Svizzera… e tornare in Italia giusto per vacanza e tempo libero.

     
  2. FP

    26 gennaio 2012 at 11:14

    Prima della “cura” Monti, (dati relativi al 2009) l’Italia era al 70° posto come indice di libertà economica secondo la classifica stilata dal Fraser Institute di Vancouver (che in Italia è in network con il Centro Einaudi).
    Ora dopo il deciso passo indietro montiano verso il baratro del totalitarismo fiscale saremo sicuro all’ultimo posto almeno tra i paesi OCSE.
    Come recita il rapporto, i Paesi più liberi sono in genere anche quelli che generano i redditi medi più elevati. Hong Kong, Singapore, Nuova Zelanda, Svizzera, Australia, Canada sono quelli dove i vincoli all’attività economica sono meno pesanti, ma compaiono tutti anche ai primi posti della classifica dei Paesi con reddito pro capite (a parità di potere d’acquisto).
    Ma và?!
    Quindi chi va in Svizzera fa molto bene, in alternativa va bene anche il Cile, oppure addirittura Giordania e Kenia!
    http://www.freetheworld.com/datasets_efw.html

    FP

     
  3. libertyfighter

    26 gennaio 2012 at 16:05

    Presto detto. Siamo 92ESIMI. E con i dati aggiornati a fine 2011, quindi sicuramente SENZA la CURA MONTI.
    L’anno prossimo, tenendo conto del governo Monti, metteremo sicuramente la terza cifra. Ultracentenari. Ammesso, ma non concesso, che l’anno prossimo esista ancora una Italia.

     
    • Borderline Keroro

      28 gennaio 2012 at 11:28

      Esatto. Tutto. Specie l’ultima frase.

       
  4. FP

    28 gennaio 2012 at 19:14

    750.000 calci in culo a Celentano!
    Ultima perla di oggi: la RAI ha firmato un contratto di 750.000 euro per ottenere la partecipazione di celentano a Sanremo.
    Non ci è dato sapere se questi pochi spiccioli siano lordi ho netti, ma in compenso le 3 apparizioni non dovranno avere interruzioni pubblicitarie. Così la Rai dovrà aggiungere il costo opportunità della pubblicità non incassata!
    Ovviamente non posso e non voglio giudicare sul valore monetario della prestazione celentanesca, assodato che non è possibile dare un valore, a prescindere. D’altronde il valore dipende molto da cosa passa in testa a chi decide nello scambio, e se a decidere è un funzionario para-pubblico, l’opportunità di pagare uno con i soldi nostri per farsi fare propaganda di regime è quanto di meglio ci possa insegnare la logica omosessuale di Ricucciana memoria. Ma è proprio in chiave morale che vorrei innestare il mio ragionamento su un doveroso confronto in merito di apparizioni: valgono più quelle di Celentano o quelle della Madonna? Beh se un santo ci benedice, anche Celentano ben-dice! Quindi meglio lui, d’altronde chi altri può esprimere oggi giorno un giudizio così oggettivamente illuminante e santificante? Direi che ai fini del servizio pubblico è necessario, anzi è palesemente ovvio rivolgerci a questi miti del paraculismo moderno, come lui, Benigni e altri degni sparacazzari da oscar!
    Bene così, diamo spazio alle aziende private, a coloro che producono ricchezza! D’altronde la RAI è o non è un soggetto privato? E allora che volete sindacare? Sono accordi privati. Certamente la RAI avrà il proprio ritorno.. però intanto ritornate il canone che avete rubato a quelli a cui non frega un cavolo nè della RAI nè di celentano!

     
  5. D.

    29 gennaio 2012 at 05:08

    secondo te è erroneo asserire ( in realtà far presente ) che l’anarco capitalismo ha in sé un germe comunista?

    Il tema su cui si discute è l’homo. Debbo io ritenermi uguale ad un aborigeno, ad un negro o quantunque ad un borgataro?
    Fatta salva la possibilità di “mobilità” , la molteplicità dei vari diritti che si dovrebbe avere costringerebbe ipso facto gli innaturali ad una data funzione a retrocedere ed i naturali ad una data funzione a sopravanzare.

    Cosicché in poliarchia non si possa MAI AFFATTO dare possibilità di scelta del proprio destino, ma pura corrispondenza spontanea di esso.
    Un uomo di natura vile merita evidentemente un para-socialismo, e sarebbe contento di ciò. Razze diverse avrebbe diverse organizzazioni.

    D’altronde, a pensarci, i llibero mercato è una stronzata.ANCHE SOLO PROVARE AD ASSOCIARE LA PAROLA libertà A QUALSIVOGLIA EPITETO è limitativo.

    Libertà non è scelta, giacché scelgiere rientra nella volontà. Ed il mercato ha da interagire con molte altre cose che lo ridimensionano ipso facto.
    Pensare ciò è la più completa forma, immediata tra l’altro, di negazione del centralismo pianificatore.

    Vabbuò.

    Saluti, daouda

     
  6. libertyfighter

    30 gennaio 2012 at 10:12

    Non credo caro daouda.
    Nessuna teoria libertaria impone a te di considerarti uguale ad un aborigeno, un nero o un non acculturato. La teoria libertaria impone che di fronte alla Legge questi uomini siano uguali ed abbiano gli stessi diritti NEGATIVI.
    Quindi hanno il tuo stesso diritto alla loro vita e alla loro proprietà privata. Hanno diritto a fare liberi scambi di merce and so on.
    Poi, nel tuo privato tu sei liberissimo (in ottica liberale) di discriminarli come ti pare e piace ed of course , loro possono fare lo stesso. Facendo sempre salvi i diritti negativi ed agendo limitatamente al proprio privato.
    Non ci sarebbe un livellamento dei gruppi, perché i gruppi (acculturati – borgatari ad esempio), non sarebbero mai e poi mai obbligati ad entrare in contatto o a scambiarsi prodotti. Tutte le interazioni tra questi gruppi avverrebbero su base solamente volontaria, e l’unica cosa che può accadere è che l’interazione volontaria tra i due gruppi spinga ognuno dei due ad arraffare i pregi dell’altro gruppo diminuendo al contempo i difetti del proprio. Questo ovviamente perché in assenza di coercizione i difetti generano minori profitti e sono di ostacolo al raggiungimento dei fini personali.

    Tu dici che un uomo vile merita un para-socialismo. Forse. Ma in una società libera, il vile troverebbe da solo la sua collocazione in un para-socialismo. Un para -socialismo privato, in cui sarà ben felice di pagare 7-8 volte i servizi che gli vengono resi. Tipo Vanna Marchi.
    Ma la cosa veramente importante è che gli uomini NON VILI, non saranno obbligati a vivere in un socialismo.
    E questo caro daouda è molto più importante.

     
  7. FP

    30 gennaio 2012 at 13:23

    Concordo 100%!

     
  8. D

    30 gennaio 2012 at 15:20

    Il fatto di come io consideri me stesso è del tutto irrilevante.
    La teorizzazione basantesi sui principi, essendo a-priori ed universale, ergo non soggetta al parere, non può soccombere come lasci sperare , all’opinionismo che ognuno avrebbe su di sé e sugli altri, e quindi su ciò che ne deriverebbe in qualsivoglia altro campo.

    La Legge uguale per tutti è un assunto egualitario di per sé contraddittorio, di conseguenza tali “diritti” non possono essere garantiti per tutti.

    Ugualmente la coercizione viene a mancare, di senso e di fatto, se usata per impedire di ottenere ad un ‘individuo o ad una collettività un “diritto” che non può avere per via della sua natura manchevole, che altrimenti si tramuterebbe ipso facto in privilegio.

    Non perché io non capisca lo spontaneismo istantaneo provulgantesi dai principi, semmai proprio per questo.

    Dovremmo quindi avere in senso lato un uso della Forza alla Bastiat frammisto all’assenso individuale che suggerisci tu.

    Ma c’è un’altra cosa che si deve tener presente ossia il fatto che le interazioni sono tra individui.
    Si cita troppo IL mercato.
    Dmenticando che di IL ne esistono molti ma molti altri e ridursi al solo campo economico-giuridico è da idioti.
    Una armoniosa società capace di far esprimere gli individui non può non esser vista che come l’interazione tra questi vari IL cosicché nessun campo sia indipendente dall’altro campo scientifico.

     
    • D

      30 gennaio 2012 at 15:24

      “Dovremmo quindi avere in senso lato un uso della Forza alla Bastiat frammisto all’assenso individuale che suggerisci tu”

      Ma è proprio per questo d’altronde che si propagano le stronzate affinché chi fosse naturalmente condotto dalla sua natura e dal giudizio principiale ( e quindi non del potere ) ad una posizione subordinata para-schiavistica ( per prendere il caso più estremo possibile ) si senta al centro dell’attenzione e modifichi i suoi appetiti e la sua coscienza.

      proprio il caso odierno vien da scrivere…ma tali persone, alle volte inscusabili, sono meno responsabili di chi le stronzate le propaga con dovizia e lungimiranza adusa ai propri tornaconti criminali e parassitari.

       
  9. libertyfighter

    30 gennaio 2012 at 18:39

    Il fatto è che i diritti NEGATIVI non sono soggettivi. Il diritto alla proprietà di se stesso, come il diritto alla proprietà privata, sono “abbastanza” oggettivi, per quanto può essere oggettiva una spiegazione tramite parole. Poi non esistono altri “diritti” e nessun ente in grado di garantirli o negarli. L’apriorismo è ante, viene prima del tuo diritto soggettivo a discriminare nel privato, cosa che NON viene demandata ad una opinione “comune” o pubblica, all’opinionismo.
    A casa mia entra chi voglio io e solo chi voglio io. Non esiste nessun opinionismo che abbia il diritto di impormi chi o cosa devo far entrare a casa mia.

     
  10. daouda

    30 gennaio 2012 at 23:02

    L’assolutizzazione di qualsivoglia cosa o concetto è sbagliata. L’assoluto, LA LIBERTA’ TOTALE, è talmente scevra da ogni limite che è indefinibile ed inassociabile a qualsivoglia altra realtà che non sia la sua propria ( metafisica apofatica ).

    Proprio perché l’apriorismo è ante, si può sapere se vi sono individualità che meritano di vedersi “negati” i propri “diritti” partendo dal fatto che l’assunto “legge è uguale per tutti” è un principio egualitaristico in sé stesso illogico.
    E LO E’ PER DEFINIZIONE ( il ché implica che quel che affermi è falso ).
    E tale negazione dall’esterno , in natura, non può che sussistere assieme ad una disposizione interiore che OGGI è impossibile ad aversi viste le manipolazioni culturali poste in essere.
    La legge è diversa per tutti, anzi, bisogna favorirne la diversificazione più totale. E tutto sommatto ogni individuo è legge a sé stesso poiché la sua volontà ponderata è espressione di una disciplina propria al soggetto .
    Ma ogni legge ha un suo posto gerarchico. E la protesta che vorrei provare ad alzare con ancora più pressione, se potessi, è la riduzione dell’homo all’aspetto economico-giuridico mentre ogni scienza non può ignorare le altre pena l’atrofia di determinate capacità con correlativa disregolazione “sociale”.
    L’ordine naturale è altamente gerarchico per definizione, mentre l’anarcocapitalismo si pone alquanto egualitaristicamente , in modo esclusivo.
    Difatti l’anarchismo non dovrebbe affatto far parte del nostro retaggio.Non è lo stato il problema, essendo un effetto di VARI problemi.

    Uccidere chi propaga idealità sovversive è pura e semplice autodifesa. La degenerescenza è all’interno di una società, ma la perversione le viene immessa dall’esterno approfittando proprio delle sue falle.

    Solo Hoppe ha visto giusto al riguardo.

     
  11. libertyfighter

    31 gennaio 2012 at 01:17

    Scusa, ma Hoppe è il principe degli anarcocapitalisti… Gli dai ragione e poi critichi l’anarcocapitalismo? Mi riprometto di risponderti domani riguardo al resto.

     
  12. daouda8

    31 gennaio 2012 at 13:42

    Hoppe è conservatore e anarcocapitalista. Sicuramente vede le cose meglio degli altri.

     

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