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Chi evade è un ladro.. ma non si impicca e la moglie non si vende.

06 Feb

Questo è uno dei centomila imprenditori che vengono notoriamente chiamati “evasori fiscali”.

 

Da corriere del veneto.

CASTELFRANCO (Treviso) – Aveva deciso di farla finita, disperato perché non riusciva a trovare lavoro. La moglie l’ha trovato impiccato a una corda in garage, riuscendo a salvarlo per un pelo. Da quel momento alla famiglia ci ha pensato lei. Facendo, in un primo momento all’insaputa del marito, la prostituta su strada. Fino a due anni fa la vita di Paolo, 44enne di Castelfranco, era del tutto normale, per nulla diversa da quella dei tanti artigiani che lavorano in proprio. Paolo è specializzato nella lavorazione del cartongesso, un lavoro che fa da quando era adolescente. Poi è arrivata la crisi. «Sono stato costretto a chiudere la mia impresa. Non c’era più abbastanza lavoro, non riuscivo a pagare le tasse». Paolo non si perde d’animo, viene assunto in una ditta del padovano come operaio specializzato. Sei mesi al termine dei quali i titolari gli avevano fatto intravedere la possibilità dell’assunzione a tempo indeterminato. «Invece mi hanno lasciato a casa, e tanti saluti».

Inizia un’odissea senza fine nelle agenzie interinali, un pellegrinaggio della disperazione in tutte le imprese edili della zona. «Mi dicono tutti che a 44anni sono troppo vecchio. Che costo troppo come operaio specializzato». Il passo dallo sconforto alla depressione è breve. «E’ grazie a mia moglie se sono ancora vivo. Il giorno in cui mi sono impiccato, un anno fa, è stata lei a salvarmi». La donna, di sette anni più giovane, aveva capito che così era impossibile continuare. Ha rassicurato il marito. Ai soldi ci avrebbe pensato lei. «Mi disse che era stata assunta a Vicenza, come badante. Avrebbe dovuto fare i turni di notte. Finalmente potevamo respirare». Invece per il 44enne castellano il destino aveva in serbo un’altra mazzata. «Circa un mese e mezzo dopo che mia moglie aveva iniziato a lavorare, sono stato svegliato da una telefonata nel cuore della notte. Era la questura di Vicenza». Una retata. «Ci sono rimasto malissimo, ero arrabbiato, non sapevo neanche più cosa provavo». La moglie, invece lavorare come badante, si prostituiva lungo le strade della Castellana e del Vicentino. L’aveva tenuto nascosto per non turbare il compagno, già provato dal tentativo di suicidio. Una decisione coraggiosa, di sacrificio estremo, presa in totale autonomia. «E’ una situazione che ho imparato ad accettare, ma che non mi sta assolutamente bene. Per questo continuo nella disperata ricerca di un lavoro. Qualsiasi, purché sia onesto». Paolo e la moglie hanno otto mesi di affitto arretrato da pagare: «Non so quanto resista il padrone di casa prima di buttarci fuori. Mia moglie riesce a portare a casa anche centocinquanta euro in una sera, se va bene. Ma spesso torna a mani vuote. Con quello che guadagna riusciamo a mangiare. Ma così non può continuare». La ricerca di Paolo continua. Per riscattare l’orgoglio, ma soprattutto per liberare la moglie da un giogo insopportabile.

 

Possiamo notare come in Italia se non c’è lavoro, si fallisce perché non si riescono a pagare le tasse. In un paese che ambisce a definirsi civile, questa cosa dovrebbe essere strutturalmente impossibile.

Aggiungo che se il povero Paolo fosse stato uno spietato evasore fiscale, oltre a non andare in depressione e tentare il suicidio, oltre a non aver mandato inconsapevolmente sua moglie a battere (ma a mio modo di vedere è stato lo Stato Italiano a mandare la moglie su una strada), avrebbe probabilmente continuato a possedere una azienda, produrre occupazione E cartongesso, e l’indotto generato sarebbe stato comunque supertassato dallo stato italiano.

Invece adesso colca.

 

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4 commenti

Pubblicato da su 6 febbraio 2012 in crisi economica, cronaca, evasione fiscale

 

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4 risposte a “Chi evade è un ladro.. ma non si impicca e la moglie non si vende.

  1. FP

    8 febbraio 2012 at 00:15

    Secondo voi cos’è moralmente e naturalmente più ovvio? Evadere le tasse o farsi trombare la moglie su un marciapiede?
    E ancora una domanda se permettete: non sarebbe il caso di indagare la moglie per evasione fiscale, magari con un procedimento induttivo e applicazione della nuova norma “solve et repete”?
    E non finisce qui…come mai, mi chiedo proprio come mai le prestazioni sessuali a pagamento non sono ricomprese nel redditometro?
    E la signora, perchè ha omesso di segnalare l’indebito uso di contante posto in essere a fini di riciclaggio?
    Mi chiedo anche perchè non si sia ancora provveduto a realizzare un minimo di tracciambilità sulle trombate, pretendendo che la registrazione degli estremi del documento con tanto di codice fiscale e invio dell’elenco clienti-fornitori all’Agenzia delle Entrature?
    Infine scusate, perchè le più belle le tromba solo er banana? Eh no, caro signor B., così non va bene, si metta in coda come gli altri. Le attività sessuali vanno attentamente regolamentate in modo che le scarse risose erotiche siano equamente condivise. D’altronde in un paese serio che si rispetti, il SSN dovrebbe doverosamente prendersi carico di chi ha bisogno di un certo supporto psico-erotico (e vi assicuro che ce ne sono tanti!). Questa non è democrazia!

    Vi rendete conto che l’Italia va male proprio per questo, perchè nessuno, tranne i tecnocrati salvatori-della-patria si pone queste domande?
    Meno male che ci sono loro, quelli che stanno compiendo il miracolo, quelli che hanno fatto esattamente ciò che si doveva fare, i professoroni dell’Università del Minchigan, loro sì che hanno capito tutto. E voi frequentatori di questo blog, smettetela di sentirvi troppo liberi a scapito degli altri! Adeguatevi al pensieto unico, al pensiero preconfezionato per voi! Anzi fate a meno di pensare, che è meglio, c’è già chi pensa per Voi, non l’avete ancora capito?
    Avanti così, forza Italia! Sempre più standard & poors!

     
  2. libertyfighter

    8 febbraio 2012 at 02:01

    Commento da incorniciare.

     
  3. Borderline Keroro

    10 febbraio 2012 at 17:43

    Va bene la socializzazione della potta;
    però se mi devo metter in fila con “er banana”, io sto dietro.
    Non per essere malfidente…

     
  4. Borderline Keroro

    10 febbraio 2012 at 17:47

    Ok, scherzi a parte, la situazione è poco piacevole.
    E peggiorerà.
    Bisogna fare i complimenti alla nostra classe dirigente.
    E i complimenti anche a noi: che bei pirla che siamo.

     

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