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Le nuvole sono a quote più basse: possibile effetto raffreddamento

24 Feb

Così affermano gli eminenti scienziati dell’università di Auckland.

Dicono che questo possibile effetto di raffreddamento potrebbe contrastare il “global warming” provocato dall’uomo.

E io che pensavo che il global warming non ci fosse perché sono dieci anni che sparano puttanate colossali sugli effetti climatici indotti dall’uomo. Io che pensavo che avessero taroccato i dati. Invece come al solito, c’avevano visto giusto, e il global warming antropico non sta avvenendo, o ritarda a causa di queste nubi più basse.

Ahhh ecco. Quanto sono diffidente alle volte. Il global warming antropico c’è è assodato. Solo che non ha alcun fenotipo a causa di queste nuvolacce infami.

Solo che sono proprio diffidente, e adesso sto pensando che qualcuno cerca di salvare capra e cavoli ed ha creato una proposizione teologica (“ESISTENZA DEL GLOBAL WARMING ANTROPICO), indimostrabile come un mistero della fede, perché non è osservabile (A causa delle nuvole eh…).

Nel frattempo nel mondo, per dare retta a queste graziose teste di cazzo, abbiamo bruciato fantastilioni di dollari e obbligato le aziende a limitare la produzione per produrre meno “ossigeno per piante”, che probabilmente non ha alcun effetto negativo salvo l’aumento di floridezza  di boschi, foreste e mari.

 

 

 

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3 commenti

Pubblicato da su 24 febbraio 2012 in cronaca, scienza malata

 

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3 risposte a “Le nuvole sono a quote più basse: possibile effetto raffreddamento

  1. FP

    24 febbraio 2012 at 13:05

    Ma noi voliamo più alti delle nuvole!

    Mamma mia che sparacazzari!
    Ma vi rendete conto, anche scientificamente, che idiozie stanno dicendo?
    Questa del Global Warming è una delle tante trovate che ha come scopo incutere terrore nella popolazione mondiale, PROVOCARE IL PROBLEMA PER OFFRIRE LA RISPOSTA. E qual’è la risposta? Quella che vogliono loro, cioè farti accettare più tasse e più spesa pubblica. Ma vadano a cagare.

    LA VERITA’ E’ CHE NEL MONDO DELLA RICERCA APPLICATA ALLE NUOVE FONTI ENERGETICHE CI SONO INTERESSI COLOSSALI, BEN PIU’ FORTI DI QUELLI CHE RIGURDANO LE FONTI TRADIZIONALI.

    Sul fotovoltaico non tutti sanno che per recuperare l’energia necessaria a produrre il silicio occorrente in forma pura e cristallina, sono necessari dai 15 ai 20 anni di esposizione. Quindi qual’è la convenienza energetica oltre a quella economica? Me lo spieghino!

    Ma vorrei porre l’attenzione su Un esempio ancora più significativo del fotovoltaico e poco conosciuto: La fusione nucleare, più o meno il processo di produzione di energia che avviene nel sole.
    Chi conduce le ricerche? Vista la grande onerosità della ricerca (si tratta di controllare l’esplosione dii una bomba H) in pratica c’è solo il CERN a poco altro a livello mondiale.
    Il CERN è un’autentico ministero sovranazionale che assorbe come una spugna migliaia di miliardi senza produrre niente di nuovo nel settore energetico.
    La tecnologia di fusione nucleare prevede temperature da 6 a 12 milioni di gradi, il cui controllo è praticamente impossibile, ogni anno sono necessari migliaia di miliardi per proseguire su questa sterile via. Non ostante il fallimento di fatto di questa tecnologia, migliaia di ricercatori continuano a richiedere fondi e a propagandare chissà quali scoperte pur di mantenersi il posto. Se anche riuscissero a fare una centrale, questa dovrebbe essere gestita a livello globale, il che vorrebbe dire centralizzare la produzione energetica a livello neanche nazionale ma sovranazionale, con ingenti investimenti ovviamente gestiti a livello pubblico. Insomma una bella prospettiva di libertà!
    Ma siamo sicuri che non ci siano altre strade per sfruttare l’energia nucleare?

    L’enegia dell’atomo può essere infatti sfruttata in 2 modi: energia chimica (parte superficiale dell’atomo) e energia atomica (nucleo dell’atomo) dove però ci sono fattori di scala almeno sei ordini di grandezza (1 grammo di combustibile nucleare a fronte di 1000 Kg di combustibile chimico).
    Ora noi conosciamo 2 metodi per produrre energia dall’atomo: la fissione (atomi grandi, come alcuni isotopi di uranio, che bengono rotti) e fusione (atomi piccoli come l’idrogeno che vengono fusi in uno più grande). Della fissione conosciamo i problemi connessi alla radioattività delle scorie, della fusione conosciamo l’impossibilità a controllare le alte temperatuire.

    Non ci sono altre vie? E chi l’ha detto?

    Le vie per “estrarre” l’energia dal nucleo potrebbero essere anche altre.
    Io personalmente tempo fa mi sono appassionato alla cosiddetta “fusione fredda”, terminologia dispregiativa usata dalla scienza finanziata, per definire un fenomeno che sembrava essere impossibile. In effetti gli scopritori Fleishman & Pons non capirono bene perchè questo fenomeno potesse avvenire, e non riuscivano a replicarlo, ma il fenomeno si manifestò in più di una occasione.
    Nel corso del tempo ci sono stati soprattuttoo in Italia diversi studi, mandati avanti nel silenzio dei laboratori. La scuola italiana di fisica è la più forte del mondo e difatti è da noi che sono venute fuori alcune idee interessanti.

    Alcuni ricercatori si sono pagati il proprio laboratorio. è il caso di Piantelli, a Siena.
    Altri, come Fabio Cardone hanno lavorato in ambito pubblico con qualche timido aiuto da parte di chi sputtana i soldi nei pannelli solari, cioè i politici.

    Il concetto di fondo è che le reazioni nucleari sono possibili anche non per la generalità delgi atomi coinvolti (per i quali effettivamente è necessaria molta energia) ma solo in “intorni” atomici vicini ad un punto di collasso originato dalla pressione. Tutto qui. In pratica la stuttura della materia, in particolare quella dei metalli, può essere usata per conentrare l’energia in piccoli punti e in quei piccoli punti i livelli energetici bastano a produrre la fusione solo per pochi atomi. Ma questi pochi atomi danno un’energia limitata dal loro numero e quindi molto controllabile e non esplosiva. In pratica abbiamo aperto una via nuova al nucleare rispetto alle 2 conosciute.

    La NASA e gli americani hanno ben compreso le potenzialità di questa nuova tecnologia e stanno cerndo di portarsela via.
    I notri politici incapaci, anzi capaci di rompere solo i coglioni, stanno dormendo perfettamente.
    Sulla realtà del fenomeno, pur non essendo un fisico, posso dire di aver assistito più volte alla produzione di un calore non alimentato e stabile nel tempo (stiamo parlando di mesi), quindi non è una bufala.
    La cosa più interessante, in chiave libertaria, è che teoricamente si va verso l’autosufficienza e l’autoproduzione di energia, addirittura a livello famigliare.

    Il 20 aprile si terrà un bel convegno dal titolo “ATOMO: POTENZIALITA’ INESPLORATE” a cui parteciperanno esperti da tutto il mondo, sia di tecnologie nucleari tradizionali che innovative.
    Spero che partecipi anche qualche sapientone che abbiamo al governo.

     
  2. libertyfighter

    28 febbraio 2012 at 17:11

    Io sono sempre stato contrarissimo alla balla sul fotovoltaico. Devo però ammettere che ho sempre valutato il tutto nel rapporto ciclo di vita-produzione. E tanto mi bastava a dire che sono una emerita puttanata.
    La valutazione sull’energia spesa per la produzione del pannello non l’avevo mai presa in considerazione. Anche se ad onor del vero, tale valutazione dovrebbe, in una economia sana, riverberarsi sul costo del pannello, e quindi forse è già compresa nella mia valutazione.
    Anyway it’s a shit.

     
  3. FP

    28 febbraio 2012 at 17:52

    certo che dovrebbe rivallersi sul costo caro Liberty….Purtroppo questi se non alterano il mercato non si sentono a posto con la loro coscienza di idioti!

     

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