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Apriresti una attività autonoma in Italia?

02 Mar

Mentre meditavo sulla mia posizione di precariato lavorativo, mi è venuto spontaneo porgermi questa domanda:

“Ammesso di avere un opportuno budget da investire, aprirei una attività autonoma in Italia?”

Mettiamo per ipotesi che abbiate un capitale di 200k euro e una idea decente da proporre. Ma voi aprireste che so, un alimentari, un negozio di parrucchiere, una fraschetta, una salsamenteria, un ferramenta… in Italia?

Io ho provato a pensarci.

Saltiamo il tempo e le pratiche burocratiche necessarie ad aprire,  abbiamo che la tassazione sulle imprese arriva al 70% degli utili. Produco 10 per avere 3.

Se potessi avere una smisurata produttività potrei anche campare. Però poi c’è che se assumo qualcuno ho un cuneo fiscale enorme, una difficoltà a licenziare quasi insormontabile e il “salario minimo” che mi impediscono di assumere a costi accettabili e quindi puntare alla produttività. Produttività stroncata anche dai costi dei trasporti più alti al mondo e da una burocrazia che definire kafkiana sarebbe un eufemismo.

Dulcis in fundo un pacchettino di 200.000 leggi che si contraddicono a vicenda e vertono su tutto lo scibile umano che è perfettamente inutile conoscere tanto sono interpretabili a seconda della convenienza. Tramite queste leggi sei potenzialmente sempre sotto scacco di sanzioni, interruzioni di servizio e altri imprevisti che provocano danni economici.

In buona sostanza vuoi il 30% delle briciole che riesci a guadagnarti , con la consapevolezza che in qualche modo un altro 15% te lo prendono quando loro serve?

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8 risposte a “Apriresti una attività autonoma in Italia?

  1. Borderline Keroro

    2 marzo 2012 at 20:31

    Devo veramente risponderti?
    Non vedo l’ora che salti tutto in maniera da poter ricostruire qualcosa di decente. Ma speriamo che accada in fretta.
    Ah, e quel giorno in cui salterà tutto, fossi un politico, comincerei a correre. Ma forse anche qualche giorno prima.
    Guarda, sono così incazzato che ho deciso che una singola mazza da baseball non basta (causa l’usura).

     
  2. Borderline Keroro

    3 marzo 2012 at 09:29

    Mi sono informato relativamente all’apertura di una eventuale impresa.
    In qualsiasi altro Paese europeo, tanto per stare nei paraggi, ti fanno i ponti d’oro, e ti danno anche una mano a partire; tranne forse la Romania dove c’è una corruzione ed una incertezza legale abbastanza simile alla nostra (abusi da parte di pubblici ufficiali sono all’ordine del giorno, per quanto mi hanno raccontato).
    C’è internet, c’è Ryanair: anche le piccole imprese possono delocalizzare, almeno parte del business.
    Uno dice “eh, ma così evadi”
    No, così esporto parte dell’impresa, la parte che non è necessario tenere qui.
    E bisogna portare fuori quanto più possibile, in modo da:
    a) aiutare la bancarotta di questa repubblica, irriformabile in quanto i detentori dei privilegi hanno in mano, direttamente o meno, le leve del potere
    b) costruire un tessuto produttivo sano che può, se e quando sarà il caso, rientrare in Italia
    c) male che vada è comunque una base per trasferirsi all’estero

    Per farlo non serve avere frequentato la Bocconi, anzi, visti i risultati meglio non esserci stati.
    Cari amici, fra poco mi recherò a Innsbruck di persona con altri, per sistemare un paio di cosette bancarie (per ora ancora legali ma che temo diventeranno presto illegali: per il nostro bene, Ça va sans dire).
    Ricordo a tutti che avere un cc bancario all’estero è possibilissimo e la legge per ora non lo vieta.
    Ricordo altresì che le manovre di accerchiamento ai nostri risparmi da parte dei delinquenti di Stato continuano e continueranno fino ad arrivare a privarcene (sempre, ovviamente, per il nostro bene). Per cui prima ci togliamo dalle palle i vincoli italiani e meglio è.
    Non appena avrò molto ben chiaro il quadro bancario e fiscale in cui muoversi, posterò.
    Magari in privato.
    Buona giornata

     
  3. Sav

    3 marzo 2012 at 11:29

    Leggendo questo articolo mi sono ricordato di questo simpatico spot http://www.youtube.com/watch?v=lNYuLxRMw7M visto qualche anno fa, mentre mi trovavo nella mia stanza d’albergo ad Hong Kong. Poi mi è subito venuto in mente questo altro spot http://www.youtube.com/watch?v=LE6jRsLr7xE
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro e, del resto, non per niente loro sono al primo posto mentre noi (solo?) al novantaduesimo posto della classifica stilata dalla Heritage Foundation per il 2012.
    http://www.heritage.org/index/ranking

     
  4. libertyfighter

    3 marzo 2012 at 11:51

    Mamma mia Sav. Il contrasto tra i due video mi ha scioccato.

     
  5. Sav

    3 marzo 2012 at 17:26

    sì liberty, scioccante è la parola esatta! Per il resto il mio senso del pudore mi impedisce di commentare ulteriormente, e anche perchè poi http://www.youtube.com/watch?v=rBtHW14nCb4
    Ciao e buon fine settimana

     
  6. FP

    5 marzo 2012 at 16:19

    La risposta è ovvia. Nessuno vuole investire in italia perchè nessuno vuole mettersi in società con un ladro che non collabora al business e anzi pretende il 70% dei profitti, rompendo pergiunta i coglioni e che ti punta continuamente la pistola alla testa.

    Ciò premesso queste sono le categorie di soggetti che fanno eccezione:
    1. Le multinazionali che sono obblligate ad avere una sede in Italia
    2. Le multinazionali che riescono a fare una buona pianificazione fiscale internazionale (cioè che riescono ad eludere il ladro)
    3. Le aziende italiane che non riescono a delocalizzare immediatamente
    4. Le aziende italiane guidate da imprenditori altruisti che non vogliono chiudere perchè sarebbe un dramma per i dipendenti
    5. Tutti coloro che per motivi affettivi non si rassegnano a lasciare il paese e quindi cercano di sopravvivere non ostante tutto.
    6. Chi riesce ancora a fare il nero.
    7. amanti del rischio e avventurieri che hanno l’obiettivo di sfidare il ladro.
    8. quelli che dallo stato ricevono privilegi moralmente o legalmente illegittimi.

    Ovviamente tra queste categorie non vedo investitori veri, cioè quelli interessati al business, cioè quelli che producono davvero ricchezza. Pertanto il nostro futuro è segnato da un inesorabile declino.
    Non credo che il popolo riuscirà ad esercitare il diritto di autodifesa, perchè il ladro è ben armato, ha l’occhio di horus che vede tutto e uccide senza pietà.
    Concordo con Borderline: solo la bancarotta ci salverà…

     
    • libertyfighter

      5 marzo 2012 at 18:49

      1 e 2) Non credo che le multinazionali siano “obbligate”. Pur con tutti gli sgravi fiscali del caso, se crolla il mercato interno molte chiuderanno le filiali.

      3 e 4) Vero. Ma fortunatamente con le condizioni poste è probabilissimo che queste falliscano e chiudano del tutto.

      5) Già, ma la maggior parte sono dipendenti. E dipendenti da chi se scompaiono gli autonomi?

      6) Invero troppo pochi.
      7) Non esistono, gli amanti del rischio scommettono con quote migliori in altri luoghi.
      8) Di questi invece ce ne sono tanti.

       
  7. FP

    5 marzo 2012 at 16:36

    IL “LADRO” E’ ANCHE STUPIDO

    In n paese del Sud un giorno un anziano intriso di saggezza popolare mi mise in guardia dai “fessi”: Di fessi ce ne sono due specie: il “buon fesso” (abbastanza umile e innoco) e il “fesso maligno” , che unisce al suo stato di imbelle l’orgogliosa imbecillità della sua strafottenza.
    Il fesso maligno è imprevedibile, perchè il suo comportamento non risponde ad una logica, ma tutt’al più al suo odio.
    Mi pare questo il caso del grande ladro fiscale e dei sui – Dio ce ne liberi – rappresentanti.
    Il ladro, ben sapendo di essere socio obbligatorio dei produttori di reddito, non fa niente per agevolarne il business in modo da avere una fette più consistente, ma al contrario lo ostacola.
    E se qualcuno osa ribellarsi? PUM! Lo si uccide tramite Equitalia, così si uccide definitivamente anche il business e le relative possibilità di partecipazione al profitto…Insomma un comportamento da idioti, ben pubblicizzato dagli spot antievasione. Che dire? Siamo tutti a rischio, perchè il “fesso maligno” non sa quello che fa, e prima o poi ti darà dei guai. Meglio seguire il consiglio del saggio. Fuggi dal fesso, perchè se ci fai affari prima o poi “l’hai sul accèr!”

     

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