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Disoccupazione di Stato.

04 Apr

In Italia un giovane su tre è senza lavoro. In Italia manca il lavoro. Ogni giorno ci troviamo dinanzi alla costatazione che l’Italia è afflitta pesantemente dal problema della disoccupazione.

La disoccupazione strutturale , cioè quella che si protrae nel tempo, è uno dei molteplici esempi di problemi creati dallo Stato.

Vale a dire che senza lo Stato, praticamente non esisterebbe.

Se ci pensate infatti, il lavoro non è altro che uno scambio volontario. Io faccio qualcosa per te e tu mi paghi. Siccome è uno scambio volontario, per quanto da noi detto qui, conviene ad ambo le parti.

In astratto quindi, mancanza di lavoro può esistere solo ed esclusivamente se la maggior parte degli uomini non avesse desiderio di modificare in meglio la propria esistenza. Non c’è nulla da fare perché siamo tutti soddisfatti in tutti i nostri stimoli presenti e futuri.

Non è certamente questa la situazione italiana e in generale, questa situazione non attiene al mondo terreno.

Non vi è un motivo logico per cui due persone non trovino il modo di farsi dei favori a vicenda e migliorare ciascuno la propria condizione.

Il mercato, tramite il denaro, aveva inventato un mezzo efficientissimo per facilitare i “favori a vicenda”. Un mezzo di scambio comune, accettato da tutti che permetteva di scambiarsi favori a velocità mai viste prima. In queste condizioni, l’umanità era destinata ad un rapidissimo accrescimento del benessere.

Poi a causa di qualcuno che trovava faticoso lavorare, le cose sono un pò cambiate.

Coma già detto infatti, viene prodotto e si lavora in settori dove il costo del prodotto finale è inferiore al valore che i cittadini ritengono di attribuire al bene o servizio che hanno intenzione di comprare. Va da se quindi che aumentando i costi di prodotti e servizi artificialmente, si mettono fuori gioco diversi lavori, che costano troppo per quanto rendono.

Chi di voi trova onesto dover pagare 2000 euro per la sostituzione di due tubi in bagno? Pochi. E pochi saranno quelli quindi disposti a spendere questi soldi. Gli altri si terranno il bagno gocciolante o provvederanno ad una riparazione da soli. Il risultato sarà che ci saranno meno idraulici perché diminuirà la richiesta, stante i prezzi artificialmente aumentati.

Lo stesso vale per il lavoro dipendente. Il Contratto Collettivo Nazionale ad esempio, impone dei costi di assunzione che rendono i lavoratori marginali antieconomici. Se una persona produce un netto di 600 euro, ma lo stato mi impone di dargliene almeno 800, è chiaro che eviterò di assumere quella persona e cercherò solo persone in grado di produrmi almeno 1000 – 1200 euro.

In questo modo, i lavoratori marginali, (quelli che i socialisti pretenderebbero di difendere), vengono progressivamente esclusi dal lavoro. Esempio banale. Un monco ha chiaramente difficoltà lavorative. Eppure esistono dei lavori che, magari con minore efficienza, potrebbe svolgere anche senza una mano. Ma se questi lavori producono meno di quanto stabilito dal CCN, non verranno svolti e il monco non verrà assunto per farli. Viceversa in un contesto di libertà, il monco sarebbe stato assunto con una paga commisurata alla sua produzione permettendo al datore di lavoro di espletare il suddetto job, ed al monco di portare a casa un pò di euro che sono sempre utili.

Ma non è certo solo il CCN il problema. Parliamo di Cuneo fiscale.

In Italia per poter dare 1400 euro ad un dipendente, il datore di lavoro ne paga qualcosa come 3000. Questo perché è costretto a pagare, oltre che lo stipendio al dipendente, i contributi per una pensione che il dipendente al 90% non vedrà e l’IRPEF del dipendente (almeno 25% di costi aggiuntivi) più altri svariati balzelli ed ammennicoli.

Quindi, come al solito, l’imprenditore non può assumere nessuno la cui redditività marginale sia inferiore o uguale a 3000 euro. Altrimenti ci rimette. Ancora una volta, i lavoratori marginali sono estromessi dal mercato del lavoro.

Per quei lavoratori la cui redditività supera i 3000 euro comunque, le cose non sono migliori. Infatti sono in grado di spendere meno della metà di quanto producono e spendono in una situazione di prezzi maggiorati da altri balzelli ancora, tipo IMU, accise, IVA. Il che significa che nonostante producano per 3000, ricevono solo 1200 ed hanno un potere di acquisto abbattuto a 7-800 euro. Quindi il mercato interno ristagna, gli investimenti pure, e la stessa redditività delle aziende in cui lavorano si abbassa, causando ancor più marginalizzazione dei lavoratori: saranno sempre meno quelli che potranno garantire una redditività sufficiente ad essere assunti.

Tutto questo è causato solo ed esclusivamente dall’interferenza dello Stato nell’economia. La condizione di disoccupazione cronica è una condizione che in un mercato libero è praticamente inesistente. Un mercato libero non marginalizza i lavoratori ma anzi, grazie alla possibilità di modulare i compensi in base alla produttività tende a trovare un impiego utile anche per i lavoratori submarginali. Certo, guadagneranno poco, ma poco è sempre meglio di niente, e quel poco che guadagnano saranno in grado di investirlo con molto più potere di acquisto di quanto potrebbero fare adesso se pure lavorassero.

Quindi cari lettori, quando sentite qualcuno lamentarsi che non si trova lavoro, ricordate bene chi è il colpevole e perché questo qualcuno, contrariamente alla condizione “naturale”, non è in grado di trovare nulla di utile da fare. Soprattutto spiegatelo anche a lui, perché sicuramente vi dirà che lo Stato dovrebbe provvedere a trovargli un lavoro….

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6 risposte a “Disoccupazione di Stato.

  1. Paolo

    4 aprile 2012 at 14:06

    quindi resta solo da convincere una discreta porzione di popolazione che non possono vivere senza fare un lavoro utile o comunque che qualcuno sia disposto a pagare…
    allo stato delle cose credo che senza un’intervento di forza non si potrà “convincere” nessuno di questi.. ahimè

     
  2. libertyfighter

    4 aprile 2012 at 14:59

    In realtà no. Resta solo da convincerli che è esattamente quello che già fanno quando “arrotondano” il lavoro da dipendente facendo un secondo lavoro in nero, o dando ripetizioni o quant’altro già fanno abitudinariamente.

     
  3. LightQuantum

    4 aprile 2012 at 16:03

    Evviva il NERO!

     
  4. FP

    4 aprile 2012 at 17:30

    La gente si sta incazzando sempre più.
    Oggi sono entrato in un bar ed ho sentito una donna ed un uomo che discutevano mandando imprecazioni contro il governo. La donna ha detto testulamente “Bisognerebbe cominciare ad ucciderli” e l’uomo ha risposto “Credo che manchi poco”..
    Personalmente sono pe la non violenza ma nnon tutti sono sulla mia stessa lunghezza d’onda.
    Occhio politici e professoroni vari, il prossimo suicida potrebbe essere un kamikaze.
    Quando incontro la gente per strada quasi sempre il ragionamento è lo stesso, i toni vanno dall’incazzato al disilluso, ma pur sempre sono toni negativi.
    La verità è che siamo messi peggio di quello che si crede, ed il fatto che siamo vicini alla rivolta non credo che sia una bugia.
    Spagna, Irlanda e Portogallo sono messi malle, il nostro spread è di nuovo salito. Già si parla di un’ennesima manovra, mentre ancora l’IMU non è stata pagata….
    Torno a ripetere la domanda che ho fatto qualche giorno fa: prima o dopo l’estate?

     
  5. libertyfighter

    4 aprile 2012 at 17:39

    In coincidenza con l’Imu, anche se forse il fatto che per la prima rata useranno le aliquote base, invece delle nuove gli darà qualche mese in più.

     
    • Borderline Keroro

      5 aprile 2012 at 06:28

      … e secondo te per quale motivo sono tornati alle aliquote base?
      Al lavoro abbiamo notato un calo incredibile delle telefonate, difficilmente giustificabile con le tariffe telefoniche. Il traffico è calato mostruosamente, anche nelle ore di punta, e non incolperei il car sharing.
      Alla domanda di FP sono tentato di rispondere: né prima né dopo, ma durante l’estate.
      Non mi stupirei di vedere anche politici locali malmenati dalla folla inferocita.
      Ne conosco purtroppo uno e devo dire che ha modi abbastanza arroganti (“io so io e voi non siete un cazzo”, ma meno simpatico del Marchese Onofrio del Grillo).
      Una pedata, ma anche due via, dove non batte il sole gliela darei volentieri anch’io, lo ammetto.

       

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