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Milena Gabanelli. Ma allora ci fa ! -Repost

16 Apr

La Gabanelli, che non è una economista né si intende di economia, continua ad avere un sogno nel cassetto. L’abolizione del contante. E quindi, dopo averci deliziato con articoli di giornale sul tema, è andata in scena direttamente su Report, teorizzando il fantastico mondo senza contante.

Essendomene già occupato, in questa Italia gattopardiana nella quale perdiamo tempo a dire sempre le stesse cose, mi limito a ripostare quanto scrissi immediatamente dopo  le sue uscite sui giornali:

L’originale è datato 14 novembre 2011.

Mi avevano descritto Milena Gabanelli come una promettente giornalista, conduttrice peraltro di una trasmissione RAI : Report, che in molti mi hanno descritto come molto interessante.

Ora, io la RAI non la guardo, perché mi sono comprato il diritto a non foraggiare gli ingrassatori di stato ivi presenti rinunciando al televisore, quindi non mi permetterò di giudicarla in quanto conduttrice di una trasmissione che non ho mai visto.

Una cosa è certa. In campo economico non gli si può chiedere di più che il conto della spesa.

Dico questo perché avendone appunto sentito parlare, mi sono balzati agli occhi un paio di articoli scritti da lei per il corriere della sera. 

Facendo un enorme sforzo per tutelare la buona fede della giornalista nello scrivere certe corbellerie (e non è facile, lavorando costei per Rai3), rivolgo perciò un appello accorato alla stessa.

Signora Gabanelli, si astenga dal parlare di economia. Fa la figura del prete che vuole insegnare a un pornostar come soddisfare sessualmente una donna.

E vado ad argomentare, perché qualsiasi accusa, se non è dimostrata non è né giustificata, né  di un qualsiasi valore. A meno che non ci si trovi nella Procura di Napoli . Ma questa è un’altra storia

Il primo articolo balzatomi agli occhi è “La Grecia? Compriamocela noi”  .L’articolo non porta la firma della Gabanelli, ma di un altro genio, Michele Buono, facente parte de “Il Team della Gabanelli”, rubrica sotto la quale scrive sul corriere.

L’articolo è ridicolo e pure patetico. Il fulcro del discorso è questa frase:

“Semplici cittadini, studenti, professionisti, casalinghe spontaneamente traducono e rilanciano la proposta nella propria lingua e sottoscrivono la disponibilità a versare il proprio danaro in un soggetto pubblico che salvi quei beni dalla dispersione, ovvero il patrimonio della Grecia svenduto a prezzi stracciati a dei soggetti privati che non hanno nessuna responsabilità verso la società e l’interesse generale.”

Signor Buono, signora Gabanelli. 

Voi e l’  “ingegnere ambientale” che ha avuto l’idea,  vi siete accorti che già esiste un soggetto pubblico incaricato di salvare quei beni dalla dispersione?

Proprio così, esiste già. Si chiama Repubblica Ellenica. E racconta su per giù le stesse identiche cazzate (leggete pure fandonie) che ci racconta il soggetto pubblico Repubblica Italiana. Più o meno che sono li per salvare il patrimonio della Grecia dalle avide mani private che non hanno nessuna responsabilità verso la società e l’interesse generale.”

Quindi spiegatemi un pò, cosa dobbiamo fare? Ne creiamo un altro con l’utopia che quello nato con i nostri soldi privati finisca diversamente da quello creato con i soldi privati ellenici?

Oppure ci state semplicemente chiedendo di finanziare lo Stato Greco? Nel qual caso vi faccio presente che lo stiamo già finanziando, con interessi alti è vero, ma questo è dovuto al fatto che sta collassando e rischiamo di perdere i nostri soldi.

Vi faccio presente, che questi enti pubblici il patrimonio che dovevano salvaguardare rischiano di perderlo non perché il Signore Onnipotente si è messo di traverso, ma semplicemente perché se lo sono ipotecato.

Peggio di come lo avrebbe sfruttato qualsiasi imprenditore privato avido, stupratore di bambini e insensibile a tutta la società, al mondo e finanziatore di guerre mondiali.

Nessuno perde niente se non si indebita come un porco prima. Però il suo soggetto pubblico lo ha fatto, e lo ha fatto con beni che non erano suoi, a differenza di qualsiasi maiale privato irresponsabile e bla bla bla.

(Un giorno mi dovrete spiegare perché i privati sono sempre insensibili alla società e agli interessi generali, però a battere cassa venite sempre dai privati).

Di certo però non mi sarei scomodato a scrivere tutto ciò per un misero articolo senza capo né coda, che suscita solo un amara risata.

Il vero scandalo, le vere assurdità sono contenute nell’articolo “Fine del contante, fine del sommerso“, firmato dalla stessa Gabanelli.

Questo articolo è un tale condensato di ignoranza economica e costruttivismo sociale, tanto da essere pericoloso. L’articolo riprende una antica teoria, dalle solide basi scientifiche, appena inferiori a quelle dell’omeopatia o del moto perpetuo. La teoria della sparizione del contante.

Dal canto suo la Gabanelli mette subito le mani avanti, dichiarando giustamente di non essere una economista. Questo le fa onore, anche se si è comunque sopravvalutata, dato che avrebbe dovuto dire di non capirne proprio nulla.

Il primo svarione, anche se ancora leggero, la Gabanelli lo scrive quando dice:

“In presenza di forti tagli alla spesa pubblica la crescita può derivare solo dal settore privato, in altre parole: o da maggiori investimenti, o da maggiori consumi dei cittadini, o da maggiori esportazioni”

In realtà sappiamo bene che la quasi totalità della crescita deriva dal settore privato.  La produttività di un settore pubblico non è facilmente quantificabile perché è svincolata da logiche di mercato. In ogni caso però è scientificamente inferiore alla produttività media di un privato, essendo gestita appunto con logiche che non premiano la produttività né il profitto. Possiamo chiamarla gestione a “pene di segugio”, oppure “gestione sociale”. I soldi con cui si produce nel pubblico inoltre, vengono dal settore privato, in quanto risultanti dal pagamento di tasse.  

Questo può essere interpretato come “investimenti forzati” da parte del privato in alcune aziende (pubbliche) che non sono famose per la produttività o il profitto. Chiaramente gli investimenti forzati impediscono gli investimenti volontari, quelli che genererebbero profitto e quindi aumento di PIL e riduzione del rapporto debito/PIL.

A questo punto segue una breve analisi sul perché aumentare ancora l’IRPEF è inutile e come anche una ICI sarebbe impraticabile. Analisi largamente condivisibile, anche se non ci vuole granché a rendersene conto.

Il problema invece arriva quando parla della soluzione. Appunto la famosa teoria della sparizione del contante.

“Ad oggi solo pagamenti superiori a 2.500 euro devono essere fatti mediante assegno, bonifico, carta di credito, o bancomat. Ben al di sopra della tipica fattura che un privato riceve da un professionista, un commerciante o un artigiano. Abbassare la soglia a 200 euro migliorerebbe un po’ la situazione, ma non troppo. Pensiamo al parrucchiere, al ristoratore, al falegname, al meccanico, al medico, al dentista, all’idraulico, all’estetista, ecc. Una larga parte del PIL. “

L’idea di fondo è sempre la solita analisi da bambino delle elementari con ritardi mentali:

“Evasione —> privati bastardi ma soprattutto autonomi bastardi —> Eliminiamo il contante per legge –> Evasione impossibile”.

Il ragionamento non c’è che dire, fila. Ma come lui ne puoi fare altri.

“Esiste la morte —> La colpa è della mortalità umana –>Eliminiamo la morte per legge –>Evviva siamo immortali”

“Tanta gente si frattura gambe cadendo e finendo a carico del SSN –> Maledettà forza di gravità –> Bandiamo la forza di gravità per legge –> Nessuno cade più e si spezza le gambe—> SSN risparmia.”

“Quali categorie hanno assolutamente bisogno di contante? Lo spacciatore, il tangentista, il riciclatore. Tutte le attività criminali esistono solo grazie all’uso del contante, e non contribuiscono alla ricchezza dello Stato, ma generano un costo in termini sociali, di polizia, di burocrazia, ecc. Anche l’evasione fiscale e l’economia sommersa esistono solo grazie all’uso del contante.”

.

Qui si nota la superficialità con la quale si è affrontato un argomento così serio. Tutte le attività criminali esistono solo grazie all’uso del contante… Le frodi bancarie per esempio. Le carte di credito clonate.

 L’ aumento della massa monetaria globale… (questa la Gabanelli non la capirà).

E chi è che ha bisogno di contante se non lo spacciatore, il tangentista, il riciclatore?

Un mio amico ha comprato un divano, ma alla moglie non piaceva e così me lo sono ricomprato usato io.

Nel mondo della Gabanelli ho bisogno di un lettore di carta magnetica per ricomprarmi il divano dal mio amico.

Nel mondo della Gabanelli non posso mandare un mio amico a comprare due birre e poi ridargli i soldi se il mio amico non si è portato dietro il fottuto lettore di schede magnetiche.

Nel mondo della Gabanelli, che ovviamente è benpensante, socialista e di sinistra, non c’è spazio per i lavavetri ai semafori, per i mendicanti, per gli artisti di strada.

Nel mondo della Gabanelli non esiste la paghetta per mio figlio.

Nel mondo della Gabanelli se salta la corrente, o la connessione, siamo morti di fame. Anzi, laddove non sia arrivato internet, nel mondo della Gabanelli non ci deve essere vita.

O forse distribuiamo carta di credito, conto in banca e lettore di schede ad ogni essere umano alla nascita?

Notate il lapsus freudiano riguardo al fatto che le “attività criminali”, tra cui ovviamente da socialista statalista, schiera anche il lavoro nero e l’evasione fiscale, non contribuiscono alla ricchezza “dello Stato”.

Non la NOSTRA ricchezza, la ricchezza “dello Stato”. Come a implicitamente sottolineare che NOI dobbiamo lavorare e produrre per contribuire alla ricchezza “dello Stato”.

“Se è vero che negli ultimi decenni si è cominciato a tassare di più quei beni e quelle attività che più costano alla collettività (pensiamo al tabacco, agli alcolici, all’ingresso dell’auto in città), allora esiste anche un principio sulla base del quale si possa tassare chi utilizza il contante, in quanto fattore generante costi e ingiustizia sociale. La tassa potrebbe essere applicata dalle banche in occasione di ogni prelievo e deposito. “

Questa è la parte in cui, accortasi che senza contante qualcosa non funziona, prova a metterci una pezza introducendo una enorme tassazione in occasione dei prelievi. Alla quale aggiunge pure una sui depositi perché “two is megl che uan” e perché “le tasse son bellissime”.

” Tanto per dire, negli Stati Uniti si paga abitualmente il caffè da Starbucks con la carta di credito. Non solo, Starbucks si è attrezzato per accettare anche pagamenti mediante codici a barre che appaiano sul telefonino degli utenti che ne hanno richiesto il servizio. “

Qui invece si procede alla leccatina agli Stati Uniti per accalappiare i titubanti a cui il comunismo da fastidio, con la solita storia “se succede in America, allora è bello”.

In realtà in America non succede. Starbucks ti permette di pagare con carta, come qualsiasi ristorante da noi, solo che accetta pure il contante, non prova  campare in un mondo senza contante.

“D’altra parte, come si può pretendere che un consumatore, di fronte all’alternativa “120 euro con fattura/ricevuta, oppure 100 senza fattura” scelga di farsi fare la fattura? Se però al consumatore quei 100 euro “costassero” 150 a causa di una tassa sul contante … a quel punto preferirebbe chiedere la fattura e pagare 120 euro mediante assegno, bonifico, bancomat, ecc.. “

Ovvio. Certo, non si analizza l’ipotesi “io i soldi non li verso  in banca e non li ritiro, la tassa te la sbatti e continuo a pagare 100, anzi probabilmente 80 per la contrazione del volume del contante e l’aumento di valore del medesimo”.

Una ipotesi che forse, andava valutata.

Il resto dell’articolo è un crescendo di luoghi comuni e idiozie costruttiviste su come sarebbe bello e funzionante il tutto.

Signora Gabanelli.

Il contante, la moneta, non sono una legge. Sono un fatto naturale. Come i terremoti, le eruzioni vulcaniche e il sole che sorge. Il contante è una esigenza nata con la divisione del lavoro e per farlo sparire bisogna far sparire la divisione del lavoro. Certo per capirlo, sarebbe stato necessario studiare la divisione del lavoro, e per capire la divisione del lavoro sarebbe stato utile il concetto di proprietà privata. Che a Rai 3 non hanno ancora capito

La sua idea, oltre ad essere biecamente costruttivista, non funziona. Non funziona perché una MONETA deve avere due caratteristiche: “una riserva di valore” ed essere accettata in cambio di ogni merce. Da quando le banche centrali possono inflazionarla a piacimento, la moneta corrente ha fortemente compromesso la prima funzione. 

Lei vuole togliergli la seconda. Quel che accadrebbe non è quello che si immagina lei. Quel che accadrebbe è semplicemente la nascita di una nuova moneta, parallela alla prima che si muoverebbe di mano senza l’ausilio di banche. Dollari, dobloni o pezzi d’oro, baratti e scambi in natura. 

Detto questo, rimane il problema grave, gravissimo, della tracciabilità.

Lei viene qui a raccontarci la solita storiella, valida pure per le intercettazioni, del “se non ho niente da nascondere, che problema c’è se vengo tracciato?”

Il problema c’è, e rimane lo stesso. Chi mi garantisce che il tracciatore sia il Cristo Redentore e non un bastardo?

Lo sa lei che Gestapo e Stasi avrebbero fatto carte false per avere un sistema di tracciamento simile?

Lei vuol far sapere a tutti gli enti pubblici che ho comprato una pelliccia per la mia amante? Oppure al suo capo ufficio che la sera prima ha pagato 5 pinte in un bar per nudisti a Ostia?

Che Marrazzo abbia regolarmente pagato una prestazione da un Trans, è opportuno che lo sappia tutta l’Agenzia delle Entrate?

Non pensa che queste informazioni facilmente reperibili (basta corrompere, pure pagandoci la tassa x contante, un funzionario del Fisco), costituiscano una fonte immensa di possibili ricatti, ritorsioni e altro?

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10 commenti

Pubblicato da su 16 aprile 2012 in articoli economici, giornali, moneta

 

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10 risposte a “Milena Gabanelli. Ma allora ci fa ! -Repost

  1. FP

    16 aprile 2012 at 12:03

    sono 60 anni che l’Italia va dietro a presunti intellettuali sinistroidi del cazzo che ci indicano la via dello statalismo come risoluzione dei problemi e che si intendono di costruire un paradiso artificale dove il potere pubblico opprime l’uomo.
    Ovviamente utilizzando la TV pubblica…che siamo costretti a pagare anche se non vogliamo vederla.
    Che disgusto, che arroganza da perfetti ignoranti… Basta, avete rotto i coglioni con queste stupidaggini, con questi inutili lavaggi del cervello. Ora quella di togliere il contante…Ideozie. Cazzate. Cose indegne dell’intelligenza umana. Cose indegne della libertà.
    La sinistra ha fatto abbastanza danni. Ancora avete il diritto di parlare dopo che ci avete portato al collasso? Debito pubblico, stato mostruoso, caste di idioti….altro che giornalisti brillanti! Piaghe, piaghe che non si risanano mai.
    Mi sento stanco, disgustato, arrabbiato… Ho la nausea di gente così superficiale e ideologicamente “tarata”. E’ arrivato il momento di ribellarsi a questa propaganda di regime.
    Manca poco…Lo spread è a 400, i mercati sono terrorizzati da Spagna e Italia. Bene così, sono contento, crolli tutto, lo stato, la Rai, i sapientoni del cazzo! Voglio vedere la gente per strada, voglio vederli scappare rincorsi dalla folla, sì mi voglio fare due risate. E’ vero, non sarà un momento facile per tutti, ma forse sarà fatta un po’ di piazza pulita.

     
    • libertyfighter

      16 aprile 2012 at 19:26

      Il problema è il dopo. Nessuno farà la benché minima scelta giusta e ci verrà proposto l’ennesimo dittatore del cazzo con teorie nazionalcomuniste. Urge colpo di stato libertario.

       
  2. fabrizio60

    16 aprile 2012 at 22:30

    Da una pseudointellettualoide di sinistra non si poteva sperare nulla di piu’ o di meglio. Lavora su RAI3, la stupidita’ e’ garantita!!!! provate a mandarla a chiedere ad un ottantenne di un circolo ARCI che cosa ne pensa di andare al bar e di pagare il caffe con il telefonino dopo essersi connesso ad internet e al sito della sua banca, per ricevere poi la lo scontrino via e-mail!! sarei curioso di contare i vaffa che si prende

     
  3. Borderline Keroro

    17 aprile 2012 at 08:18

    Incredibilmente la Gabanelli ci fa e ci è.
    Ma è un evento sempre meno raro in questo Paesello.

     
  4. prometeo

    18 aprile 2012 at 12:43

    Che l’abbiano minacciata? È diventata a tutti gli effetti un agente del sistema…

     
  5. M.G.

    18 aprile 2012 at 14:09

    Egregio signor Libertyfighter,
    In seguito alla lettura del suo post non posso che sentirmi offesa e indignata,
    e tengo a rimarcare endiade OFFESA E INDIGNATA.
    Lei può anche definire la mia visione economica un film di fantascienza, ma le ricordo che essendo laurata al DAMS di Bologna (mica pippe!) il mio film è di sicuro degno del Festival di Cannes!
    Inoltre, essendomi meritata il titolo di giornalista con il mio stile innovativo (tanto che viene insegnato nelle scuole di giornalismo), posso tranquillamente affermare che la mia verità è più valida della sua, visto che non paga manco il canone.
    Si ricordi che, come appartenente ad una certa ideologia, IO sono depositaria del bene e del male, e sono sempre IO a sancire cosa è giusto e sbagliato in questo sistema economico-sociale. Perciò la sua opinione in confronto alla mia non è sufficientemente blasonata, e il solo fatto che lei critichi il mio articolo mi suscita come già detto stizza.
    Si aspetti ben presto una punizione divina.

    Milena G.

     
  6. Fanfulla

    18 aprile 2012 at 14:10

    NON E’ VERO SO ER FANFULLA!!!

     
  7. Max

    2 settembre 2012 at 22:22

    Ecco perche’ la Gabanelli ed i massoni vogliono eliminare il contante :

     
  8. Camilla LdH

    16 dicembre 2012 at 23:07

    Gabanelli Lei è perfettamente inutile come la maggior parte dei nostri politici. Per quanto mi riguarda potrebbero anche chiudere Rai3 e mandarla a coltivare le terre italiane, ammesso che ne sia capace.
    La cosa più grave è che non solo parla di cose che non sa (utilizzo del contante e questioni economiche) ma si permette anche di gettare fango su imprese italiane come l’Eni, azienda che rappresenta migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro prodotti per l’Italia.
    Lei dovrebbe solo vergognarsi.

     

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