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L’Italia e la grande rivolta fiscale

23 Mag

Fortunatamente, anche in lingua italiana, si leggono sempre più articoli seri. Segno che la fame e la carestia a qualcosa servono. Ad accendere il cervello a sempre più persone. Riporto un articolo scritto dal Mises in Canada e tradotto dal sito su Ludwig Von Mises italiano.

Mi fa particolarmente piacere perché  è segno che in Canada seguono le nostre vicende e, evidentemente meno rincoglioniti di noi dalle idiozie statocentriche, sanno valutare molto meglio le dinamiche sociali in atto.

In rosso le mie considerazioni personali

Fonte:  www.vonmises.it

L’imposizione fiscale è un furto. Non c’è modo di negarlo. Se io e altri vandali bussassimo alla porta di un ignaro individuo e gli chiedessimo del denaro minacciandolo di imprigionarlo in caso di inadempimento, questo rappresenterebbe un chiaro caso di rapina. È una tattica comune usata dalle bande di strada al fine di offrire protezione con la canna della pistola. L’unica differenza tra i teppisti privati e gli individui impiegati dallo stato è il distintivo; esso rende legali l’estorsione e l’imprigionamento.

Chiaro e netto. Come abbiamo sempre detto noi libertari italiani.  

Detto ciò, sono passati tre anni dalla crisi finanziaria e i governi ancora sono alle prese con la Depressione. Le entrate fiscali calano mentre la spesa pubblica è salita alle stelle, nel vano tentativo di stabilizzare l’economia. La maggior parte di questa orgia spesarola è stata finanziata dalle banche centrali, attraverso la manipolazione monetaria e la soppressione dei tassi di interesse fino a livelli clamorosamente bassi. Questo è il rimedio keynesiano alla recessione. Spendi ciò che non hai attraverso la stampante monetaria. I banchieri centrali hanno ricreato il Paradiso Terrestre attraverso questa manipolazione?

Finora no.

E neppure aspettando. Non è con le favole che si sconfigge il Reale.

Come nella Grande Depressione, il regime di incertezza e un’enfasi sul consumo piuttosto che sull’investimento privato ha impedito una sostenibile ripresa. I debiti pubblici continuano il loro trend rialzista, che non vede fine. Gli speculatori hanno iniziato l’attacco all’Eurozona; precisamente Grecia, Portogallo, Italia e Spagna. La Grecia è praticamente andata, giacché anche il più stupido dei commentatori ritiene possibile una sua uscita dall’euro. Nel frattempo, in Italia, la mancanza di efficacia della riscossione fiscale ha forzato la mano del Primo Ministro Mario Monti, con l’intento di reprimere l’evasione fiscale. Ciò non è piaciuto molto alla popolazione italiana. Dal San Francisco Chronicle:

Equitalia, l’agenzia di riscossione italiana, è stata oggetto di un’ondata di attacchi in seguito all’irritazione popolare causata dall’intensificarsi degli sforzi miranti al recupero di 120 miliardi di euro (153 miliardi di dollari) di entrate fiscali perse a causa dell’evasione. Il 12 maggio, una bomba Molotov è esplosa al di fuori degli uffici di Equitalia di Livorno, un giorno dopo un pacchetto esplosivo è stato consegnato ai quartieri generali Romani, luogo di un’esplosione che strappò parte della mano al direttore generale già nello  scorso dicembre.

“non ho mai visto un’atmosfera simile” ha detto Ballico, impiegata di Equitalia dal 1998 e ora in procinto di lasciare temporaneamente il lavoro per unirsi al sindacato UGL. “Ci chiamano squali, vampiri; i miei colleghi hanno a che fare con crisi di ansia e mal di pancia ogni giorno, sono particolarmente impauriti”.

Notizia per la signora Ballico: lei e i suoi colleghi siete “vampiri”. La vostra professione è basata sulla violenza e la rapina dei vostri concittadini. Perché non dovrebbero etichettarvi per ciò che veramente siete?

Toh, Mario Monti hai sentito? Befera, batti un colpo! VAMPIRI. MERDOSI VAMPIRI. Altra considerazione personale. I colleghi vampiri hanno il mal di pancia e le crisi d’ansia. I “clienti” del loro lavoro spesso hanno problemi respiratori causa cappio al collo e forti mal di testa da intossicazione da piombo. Mi pare che stiano ancora meglio i vampiri

Gli attacchi reazionari sono il risultato dell misure di austerità imposte all’Italia e agli altri paesi altamente indebitati della periferia dell’Eurozona. Queste misure sono spesso descritte come selvaggi tagli di spesa quando, in realtà, la popolazione è stata ancora più spremuta per finanziare le azioni governative. La classe politica si ostina a non ridurre significativamente il suo ruolo; il denaro doveva essere a basso costo; i bei tempi non sarebbero mai dovuti finire.

E ora gli schiavi si stanno ribellando.

Ancora prima, questo mese, un imprenditore cinquantaquattrenne alle prese con difficoltà finanziarie e debiti fiscali intorno ai 2.400 euro, ha preso in ostaggio 15 persone in un ufficio di Equitalia vicino Bergamo per parecchie ore, prima di arrendersi alla polizia”.

Quando le catene dell’oppressione sono ulteriormente strette, alcuni reagiscono non proprio gentilmente.

E questa è la tendenza in tutto il mondo praticamente. Alla luce dell rinuncia della cittadinanza statunitense da parte del cofondatore di Facebook Eduardo Saverin, il quale è volato a Singapore per evitare di riempire le tasche dell’IRS di miliardi che avrebbe dovuto guadagnare dall’iniziale offerta pubblica per la popolare applicazione, il Senatore di New York Chuck Schumer e il Senatore della Pennsylvania Bob Casey hanno introdotto un disegno di legge che impone il 30% di capital gain tax sui professionisti che seguono le orme di Saverin. In Francia molti imprenditori pianificano una dipartita a seguito dell’elezione di Francois Hollande, che ha promesso di alzare l’aliquota progressiva più alta fino al 75%. Sulla Grecia vi sono state numerose pressioni per ridurre l’evasione fiscale. Lo stesso in Spagna. Anche le banche svizzere sono state prese di mira dal Dipartimento di Giustizia Statunitense per la loro condotta fiscale di favore.

Chapeau per Eduardo Saverin. Non sapevo

I politici e i loro lacchè burocrati pensano solo nel breve periodo. Vedono meno entrate fiscali e provano a confiscare di più; questa reazione è solo la visione esteriore del vero motivo del loro agire, cioè ristabilire la supremazia gerarchica. Come mai le persone si dimostrino riluttanti nel cedere una quota maggiore dei frutti del loro sudore non è un pensiero che passa per la loro testa. Nella mente del politico è il popolo che serve lo stato, non il contrario. Secoli di democrazia obbligatoria non hanno alterato il rapporto tra l’aristocrazia e gli schiavi che coltivano i loro campi. Oggi la schiavitù si maschera grazie all’esistenza dell’urna elettorale.

Come un tossicodipendente, lo stato deve essere sostenuto da entrate sempre maggiori per soddisfare la bramosìa di ripagare i suoi elettori; deve continuare a comprare consenso per sostenere il velo che maschera le sue tendenze predatorie. Al diminuire delle entrate, i governi occidentali vanno in crisi; come i produttori del preveggente Atlas Shrugged, molti dei membri produttivi della società sono stanchi di spremersi per finanziare elemosine politiche o guerre senza fine. Tale resistenza non è limitata alle sole classi abbienti, come fa notare il Chronicle: “molta della rabbia diretta ad Equitalia arriva da persone di modesti mezzi economici”.

Ahhhh che bel libro ha citato qui. Mai letto  un romanzo più straordinario. Da Nobel per la letteratura. Credetemi, per farmi leggere DUE volte un romanzo così lungo (3 volumi), vuol dire che ne vale la pena

Il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha dichiarato che gli attacchi agli esattori “sono attacchi allo stato”. Ciò che non dice, però, è che lo stato porta avanti una guerra perpetua su coloro che ne finanziano le funzioni. Nella, probabilmente, più grande e precisa descrizione dello stato mai scritta, l’individualista anarchico Lysander Spooner spiega la differenza tra un ladro di strada e un esattore fiscale:

Il governo, in effetti, non tende agguati a uomini in posti isolati, gli si para davanti improvvisamente e, tenendo una pistola puntata alla sua testa, procede a svuotare le sue tasche. Ma la rapina è sempre rapina; ed è ancora più vergognosa e vile.

Il ladro di strada si prende la responsabilità e i pericoli del suo gesto; non pretende di avere “diritto” al vostro denaro né dichiara di usarlo a vostro beneficio; non pretende di essere altro che un ladro e non ha un’impudenza tale da dichiararsi un “protettore” che preleva forzosamente il denaro di altri per proteggere gli individui che non sono capaci di farlo da soli o non apprezzano il suo caratteristico sistema di protezione. È una persona normale, incapace di simili dichiarazioni. Inoltre, avendo preso il vostro denaro, vi lascia, proprio come vi auguriate che faccia. Non continua a seguirvi contro la vostra volontà, professandosi “sovrano” di diritto a causa della protezione che egli vi dà. Non vi “protegge” comandandovi di inchinarvi a lui e servirlo, richiedendo di fare questo e vietandovi quell’altro; rubandovi altro denaro quando lo ritiene opportuno; etichettandovi come “ribelli”, “traditori”, “nemici del paese” e sparandovi senza pietà se mettete in dubbio la sua autorità o resistete alle sue pretese. Il bandito è troppo gentiluomo per macchiarsi di simili nefandezze e imposture. In breve, Il ladro si limita a rapinarvi: “non cerca di rendervi il suo zimbello e il suo schiavo.

L’unica differenza tra un ladro e un esattore fiscale è il riconoscimento, da parte del ladro, dell’ingiustizia del delitto. L’esattore non solo si sente incaricato a sottrarre i frutti del lavoro altrui con la forza, ma lo fa anche con la pretesa di “servire” le sue vittime.

Et voilà, altri eversivi che paragonano Stato e Mafia. Proprio oggi che celebriamo l’attentato allo Stato da parte dei concorrenti.

Decine di anni fa, nel mezzo della Grande Depressione, i governi Occidentali si avvantaggiarono della crisi, consolidando ed ingrandendo la loro autorità. Gli elettori non si ribellarono più di tanto; cedettero la loro libertà personale ed economica in cambio di programmi governativi assistenziali. Sembrò la scelta giusta.

Fu il grande inganno orchestrato dalla classe politica in cerca di ulteriore potere.

Ora che il denaro, per lo stato salvatore, sta finendo, la scelta è più chiara che mai. Le sanguisughe che vivono di stato sono disposte a tutto per preservare il loro benessere. Dalla protesta politica all’evasione fiscale, costringere i cittadini alla fedeltà politica è il loro scopo. Sta alla popolazione decidere quanto debbano loro dare.

I piccoli imprenditori Italiani hanno fatto la loro scelta e hanno detto “no” all’ulteriore inasprimento fiscale a vantaggio dei dipendenti pubblici. Speriamo non siano i soli.

Articolo originale di James E. Miller su Mises Canada

Traduzione di Luigi Pirri

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4 risposte a “L’Italia e la grande rivolta fiscale

  1. FP

    4 giugno 2012 at 22:59

    Ahio! Sardegna…
    (Ahio senza accento sulla “o”, purtroppo)

    Cito quest’ultima chicca…Lugio e agosto la GDF si trasferisce in Costa Smeralda!
    Hanno già prenotato 500 posti letto. Poverini, non gli basta avere le spiagge con i lidi riservati (e da noi pagati). Si meritano di più, ospitiamoli sontuosamente in Costa Smeralda…

    http://www.ilgiornale.it/interni/il_fisco_costa_smeralda500_agenti_vacanzaa_caccia_evasori_fiscali/fisco-controlli-anti_evasione-blitz-costa_smeralda-sardegna-cortina-alberghi/04-06-2012/articolo-id=591046-page=0-comments=1

    Io per esempio avevo deciso di passare le vacanze in Gallura, ma con buona pace dei miei amici galluresi, preferirò volgere la mia prua altrove..
    Per me è un po’ come schivare casa mia, perchè quei luoghi li sento come la mia seconda terra, anzi forse sono più affezionato alla Sardegna che alla mia regione.
    Purtroppo ho un piccolo difetto, che è contro la sobrietà richiesta dagli esattori nostrani.
    Mi piace pescare e per pescare uso talvolta una barca, insieme a dei miei amici che condividono la passione per questo sport…
    No, non voglio che mi vengano a rompere il cazzo mentre sono in vacanza…
    Se poi mi vedono su una barca scatta un controllo induttivo, e che gliene frega a loro se per la pesca rinuncio alla pizza o magari alle mignotte! Eh no, barca o gommone che sia, devi dimostrare se te la puoi permettere.
    E allora sai che me ne frega? Vado altrove.
    Vadano affanculo le sanguisughe. Me ne vado in Tunisia, così mi faranno una bella operazione da falegnameria, loro e chi ce li ha mandati.
    Chissà come saranno contenti a Porto Cervo, i nostri albergatori e tutto l’indotto… Spero vivamente che si uniscano presto ai pastori sardi che presero a sassate Equitalia. Una bella lotta interclassista contro le sanguisughe merdose dello stato, alla quale parteciperei volentieri unendo le forze di mare a quelle di terra, e sperando anche in quelle aeree se possibile.
    Intanto la barca non la vedrete neanche col cannocchiale. Per fortuna il mare è abbastanza vasto. Dedicato a tutti i solerti invidiosi dipendenti di Befera che amano far andare a picco le barche che navigano meglio, a cominciare da quella chiamata Italia!

     
  2. libertyfighter

    5 giugno 2012 at 10:41

    Caro FP. Ti consiglio spassionatamente la Thailandia. Lì con una 30 di euro al giorno ti affitti la barca con tanto di Thai alla guida. E i mari Thailandesi sono LEGGERMENTE pescosi. Certo pure la Tunisia va bene.

     
  3. FP

    5 giugno 2012 at 11:24

    Grazie, ci avevo pensato… proprio leggendo il tuo post.
    Magari ti chiamerò per maggiorni info.
    Ci andrò di sicuro quest’inverno!

     

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