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Soluzione vera alla crisi economica.

15 Giu

Dopo aver giocato a fare lo stupido con il post precedente, proviamo adesso a fornire una soluzione razionale alla crisi economica. Per razionale, a scanso di equivoci neolinguistici, si intenda una soluzione che rispetti i principi logici di identità e causalità. Cose del tipo:

Se una cosa è Nera, non può essere Bianca.

Se un uomo è morto, non può essere vivo.

Se A è causa di B, allora A è temporalmente precedente B e contemporaneamente B NON E’ temporalmente precedente ad A.

Robe semplici e banali, ma che ormai il mondo, nello studio delle scienze umane ha dimenticato, preferendo affidarsi a superstizioni e intuizioni prive di ogni logica e conflittuali tra loro.

Riassumiamo la realtà.

Per completezza, si rammenta che la definizione di Capitale usata in questo post è quella di Capitale in senso Austriaco, peraltro l’unica scuola economica ad avere una teoria del capitale.

  1. Abbiamo imparato che ogni essere umano si nutre di Capitale. L’uomo per vivere consuma capitale austriaco. Sia per nutrirsi, sia semplicemente vivendo, perché come abbiamo imparato, il tempo vitale di un uomo è il suo capitale principale.
  2. Affinché l’uomo continui a vivere, il capitale consumato deve essere rigenerato e più capitale viene creato più uomini possono mantenersi in vita. Viceversa, la diminuzione del capitale provoca sofferenza e morte.
  3. Abbiamo studiato che, in accordo alla teoria soggettiva del valore, il capitale stesso è valutato soggettivamente e  viene creato attraverso la collaborazione volontaria, gli scambi volontari. Abbiamo altresì imparato che gli scambi forzosi sono una transazione a valore negativo, che pertanto diminuisce il capitale totale degli aderenti allo scambio.
  4. Il Capitale è prezioso e va conservato. L’uomo ne impiega ingenti quantità per nutrirsi, il che significa che non è igienico che una quota parte delle riserve venga distrutto dall’incuria. Il che significa che nella società è fondamentale avere una riserva di valore.

Appare chiaro quindi che per arginare la crisi, bisogna incrementare la quantità di capitale accumulato. Questo, per il terzo punto, significa ridurre le transizioni forzate e aumentare le transizioni volontarie.

In effetti l’Italia va a rotoli semplicemente perché il numero di transizioni economiche forzate e distruttrici di capitale è maggiore di quelle volontarie e creatrici di capitale. Questo può essere riconosciuto agevolmente pensando che le transizioni economiche fatte dallo Stato o dagli enti pubblici, nascono tutte da una transazione forzata. Nello stato italiano, la quota parte di PIL intermediato dallo Stato è superiore alla quota parte di PIL basato su transazioni volontarie.

Per uscire dalla crisi economica quindi, bisogna solo far sì che la gente decida di accumulare capitale. Ci viene in soccorso quindi l’azione umana, che ci dice che per fortuna non c’è bisogno di costringere nessuno ad accumulare capitale. L’attività umana, tutta l’attività umana ha come unico scopo l’accumulo di capitale Austriaco.

Se il capitale non si accumula ma si riduce, è perché l’attività umana è ostacolata. Non si accumula capitale perché è sempre più difficile agire. La cosa da fare è banale e semplice. Lasciare che il capitale si crei e si accumuli.

In parole povere, l’Italia deve diventare un paese in cui:

  1. Lavorando ci si arricchisca. Il che significa che se Gino lavora, Gino deve arricchirsi. Non si deve arricchire Mario con il lavoro di Gino. Né Fernando. Questo per il semplice fatto che se Gino lavora e Fernando si arricchisce, a causa della soggettività del valore e quindi del capitale, il capitale perso da Gino è maggiore del capitale guadagnato da Fernando. In soldoni, i soldi degli altri valgono meno che i soldi propri.
  2. Gli imprenditori devono fare la fila per lavorare in Italia. Perché imprendere in Italia deve essere sinonimo di facilità di arricchimento.
  3. Il capitale in Italia deve essere al sicuro. Al sicuro da furti, redistribuzioni forzate, perdita di valore. Coloro che possiedono capitale devono anelare, bramare di tenerlo in Italia perché qui è più al sicuro che in altri posti (e.g. Svizzera, Cayman, Lussemburgo etc.).
  4. Fare impresa in Italia deve essere facile e conveniente. La burocrazia deve essere quasi assente, i controlli preventivi devono essere limitati, le spese da sostenere minime. Solo così si può ricreare quel substrato di imprenditori che sono la base per una economia florida.
  5. I diritti di proprietà devono essere rispettati. Questo significa una legislatura che li tutela principalmente CONTRO il potere costituito e una giustizia che sia veloce e giusta.

Che fare dunque? Il salvataggio italiano deve procedere attraverso due direzioni contemporaneamente. La prima è puntare a trasformare il Paese in uno che abbia nei cinque punti precedenti il suo punto di forza. La seconda, molto molto importante, è fare in modo che il Paese, governato da chicchessia, non sia in grado di tornare indietro e fare strage dei suddetti principi.

Ragion per cui, è fondamentale che le riforme partano dalla Costituzione Italiana. L’attuale Costituzione infatti è sostanzialmente inutile. Non protegge nessuno dal più completo esproprio dei suoi beni. In effetti si adatta perfettamente ad una ipotetica situazione in cui la tassazione totale sia il 100% dei propri redditi. Nulla, nell’attuale carta, osta una situazione di questo tipo. Tralascio poi le dichiarazioni di intenti tipo che l’Italia sia fondata sul lavoro e che lo Stato promuova lo stesso.

Le riforme da fare in carta costituzionale devono essere importanti e sostanzialmente irrevocabili. Principalmente bisogna modificare il primo articolo, fondando l’Italia sulla proprietà privata individuale.

Introdurre un articolo che renda automaticamente incostituzionale una tassazione totale (diretta, indiretta, curvilinea, a semicerchio) maggiore del 30%

Qualcosa di verificabile automaticamente. Se dimostri che ti sto rubando più del 30% di quanto guadagni, l’eccedenza semplicemente non me la paghi.

Introdurre un articolo che renda possibile l’abrogazione referendaria delle leggi fiscali.

Introdurre un articolo che renda obbligatorio un referendum in caso di aumento di tassazione (sempre nei limiti del 30%)

Introdurre un articolo che renda impossibile per lo Stato emettere titoli di debito. Lo Stato spende ciò che incassa. E se non incassa abbastanza, riduce i consumi.

Introdurre un articolo che renda incostituzionale le tasse sulle proprietà.

Introdurre un articolo che renda immodificabili i precedenti articoli costituzionali.

Questa parte non è un di più che si potrebbe fare. Questa parte delle riforme rappresenta la garanzia per il cittadino di non essere lo schiavo del potere politico. Rappresenta la garanzia di non vedersi espropriati di venti anni di lavoro, di tutti gli sforzi fatti nella propria vita e così via.  Queste modifiche vanno fatte. Vanno fatte bene e va impedito che il primo stronzo socialcomunista che arriva le demolisca una ad una riconsegnando di fatto allo Stato il potere di schiavizzare i propri cittadini. Per questo devono essere al di fuori della possibilità da parte della politica di modificarle. Per vederla (erroneamente) alla Rousseau, sono quella parte del “contratto sociale”, che deve tutelare il contraente.

Parallelamente a queste riforme, direi contemporaneamente, bisogna far ripartire l’economia. Per far ciò si proceda come segue:

Si prende la “spesa pubblica”. Si sottrae da questa il capitolo Pensioni.  Il rimanente viene diviso per due.

Si effettuano tagli alla spesa pubblica per una di queste due metà. Lo spreco c’è ed è elevato, quindi un taglio simile, se fatto coscientemente fa solo del bene. Lo si faccia con un occhio di riguardo per gli stipendiati pubblici a reddito basso, mentre si può avere molta meno pietà per la pletora di dirigenti e quadri pubblici con stipendi alti. Se un manager da 10000 euro al mese si ritrova senza stipendio, sarà meno incasinato di un dipendente il cui stipendio è 1200.

Una volta tagliata la spesa pubblica in questo modo, si prende la cifra risparmiata e la si impiega tutta per l’abbassamento della tassazione, che deve rapidamente raggiungere quel 30% iscritto in Costituzione. Il suggerimento è di cominciare detassando completamente la benzina, in questo modo le merci ricominciano a spostarsi e diverse attività tornano ad essere convenienti. In secondo luogo, si abbassi la tassazione alle imprese. Si elimini l’IRAP.

Fatto questo, mancano ancora un paio di cosette. Prima di tutto si DELEGIFERI. Non è possibile avere 200 mila leggi. Non è possibile che qualunque attività venga in mente di intraprendere, ci sono chili di burocrazia, permessi, contropermessi, tangenti da mollare e richieste di autorizzazione da espletare. Il corpus normativo va snellito e tutte le limitazioni all’attività imprenditoriale privata devono essere abolite. Come recita il punto 2 gli imprenditori devono fare la fila per investire e aprire in Italia. Ogni singola persona deve avere sempre come opzione fattuale quella di aprire una attività privata. Anche perché se si vuole che gli stipendi dei dipendenti siano alti, bisogna mettere in concorrenza gli imprenditori. Con tre aziende e 20 milioni di aspiranti dipendenti, non si può chiedere che si abbiano degli stipendi competitivi. Ovviamente si abolisca istantaneamente il CCN, in modo da depotenziare le varie sigle sindacali che in Italia godono di superpoteri simili a quelle dei banchieri.

Si ristabilisca e si fortifichi il segreto bancario. Anche questo potrebbe essere messo in Costituzione. Si ridimensioni il corpo della guardia di finanza alle sole frodi e truffe finanziarie e si uniscano le eccedenze ai corpi di Polizia e/o Carabinieri con lo scopo di proteggere la vita e la proprietà dei privati.

Con queste riforme, la popolazione Italiana, non solo smetterà di arrancare, ma otterrà un boom economico sostenibile e duraturo tale da portarla sicuramente tra le migliori nazioni al mondo. E non la 93esima. Il Boom economico che ne deriverebbe permetterebbe alle casse dello stato, costretto a non rubare più del 30%, un discreto surplus di entrate che potrebbe perfino essere utilizzato per ripianare il debito. Ammesso che sia la cosa da fare…

A completamento di tutto ciò è necessaria una riforma della Giustizia che consenta in special modo alle cause civili, di essere risolte in tempi brevi. Meno di un anno possibilmente. Sulla Giustizia Penale ci sarebbe ancora da dire, ma in questa sede soprassederò. Infine la moneta. Benché la massa di coglioni economici stia ululando al ritorno alla lira del cazzo, la moneta  DEVE avere la funzione di riserva di valore. La Lira non aveva questa funzione e da ciò deriva che non serve, anzi è dannosa.

Allora se si crede di dover uscire dall’Euro, che comunque è una moneta molto più stabile della lira, si esca per una moneta merce e NON per una moneta fiat.

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32 risposte a “Soluzione vera alla crisi economica.

  1. FP

    18 giugno 2012 at 10:45

    Caro Liberty, cristianamente parlando ti definirei una specie di “voce che grida nel deserto!”
    Tu non te ne accorgi ma sei molto cristiano.
    Oggi, cristianamente, mi sono molto alterato leggendo sui giornali che è in corso un convegno intitolato “Il contributo francescano al superamento dell’attuale crisi finanziaria”… Azzz…
    Alla presenza del ministrolo Passera, i francescani non solo parlano di economia, no, addirittura vorrebbero dare lezioni di finanza..
    Dire che i francescani si possano occupare di finanza (cioè di potere) è una contraddizione, è talmente assurdo che non mi vengono paragoni… Ve lo immaginate un frate che fa l’operatore di borsa? Per chi non lo sapesse San Francesco non si occupò mai di potere, bensì si spogliò letteralmente di tutto questo e decise di dedicarsi ad altro… decise di dedicarsi alla contemplazioine, alla preghiera e ai bisognosi.
    Ora invece i francescani non solo non parlano più di Gesù ma invece pretendono di darci lezioni su un argomento che non compete loro! Addirittura lo fanno invitando come relatore un ministro che è un campione dell’assolutismo statale e del nuovo ordine mondiale, cioè di un progetto antitetico rispetto al piano di Dio sui popoli, il piano di Dio che ogni cristiano dovrebbe conoscere leggendo la bibbia e l’Apocalisse.
    Ma tant’è! Oggi va di moda propagandare per vera l’ideologia dominante, un’ideologia fatta di cose illogiche come le dottrine keyunesiane, anzichè riferisi alla sempolicità e all’ovvietà della logica.
    Bravi questi francescani! Si sono trasformati in farisei!
    Ahh… quando tornerà Gesù Cristo e vi chiederà conto… cosa gli racconterete? Che avete raccontato il vangelo o che avete propagandato la teoria della Passera?

     
  2. Fanfulla

    18 giugno 2012 at 13:13

    e bravo cicciottone…
    ma come la mettiamo con le corporazioni, il clientelismo, le banche e gli interessi dannati dei politici?
    Il paese può andare a remengo ma loro stanno fermi sulle loro posizioni (e sulle loro sedie!)
    Come si trova soluzione a ciò? Una bella rivoluzione?
    Non ci credo. Ma ci spero.

    Fanfulla

     
  3. libertyfighter

    18 giugno 2012 at 16:02

    Caro FP, io trovo in molti insegnamenti Cristiani la semplicità logica della scuola economica austriaca. Non solo, la stessa scuola, come tu ben sai, nasce dalla Scolastica, che comunque era di natura cristiana. Quindi niente di nuovo. Purtroppo però i finanziamenti pubblici corrompono chiunque ed ecco spiegato il comportamento francescano, che peraltro è molto simile al comportamento dei “cattolici adulti” e di taluni alti prelati che vengono a raccontarci della giustezza di pagare le tasse. Roba che se gesù Cristo tornasse sulla terra li seppellirebbe con tutto il tempio.

     
  4. libertyfighter

    18 giugno 2012 at 16:06

    Caro Fanfulla. Io non so COME fare queste riforme. So solo che sono queste quelle che vanno fatte. La via più semplice? Un golpe militare con me a fare le riforme. Rivoluzione popolare? Ci credo poco, la gente italiana non capisce un cazzo fritto di economia. Sosterrebbero il primo demagogo che promettesse pane e figa per tutti con la moneta stampata a cazzo di cane.
    Il primo che dice:
    -Non diminuisco la spesa, aumento i salari, diminuisco le ore di lavoro e faccio pagare solo gli evasori fiscali, in Italia ha gioco facile nel farsi votare dalla manica di negletti economici.

    La soluzione meno cruenta forse sarebbe spiegare testa per testa ad ogni italiano come funzionano le cose. Ma ci vuole tanto impegno, tanti soldi, tanto tempo.

     
  5. Vittorino

    5 settembre 2012 at 07:40

    buon giorno Alex
    ho letto i tuoi post sulla pagina di Facco . . . e ho letto il resto sul tuo Blog . . . fantastico . . .
    hai voglia di seguirci in “La Critica (liberale)” e di conseguenza in “Italia Confederata” . . . ? ? ?
    scusa non posso chiederti l’amicizia perchè Facebook mi ha bloccato per 30 giorni . . . e sono in castigo . . . “vittorino agazzi”
    a presto
    Vittorino

     
  6. maria angela gobbi

    8 settembre 2012 at 07:35

    felicissima di vedere stampate,ben scritte,le opinioni mie-sostengo davanti ad amici e conoscenti:
    lo Stato si ritira da tutte le incombenze fasulle e se ne tiene solo due o tre,Polizia e Carabinieri-Esercito(obbligo per tutti di prestare un po’ di tempo alla sicurezza nazionale,con o senza armi).Banca Nazionale.Controllo FEROCE sulle varie schiavitù( donne musulmane,lavoratori cinesi,prostitute ecc)
    Poi si dichiara:Italiani,fate voi-
    Parlamento O Senato(non tutti e due,uno sparisce) ridotto all’osso.Parlamentari,Sindaci,Governatori ecc ecc eleggibili solo per un mandato,poi a casa
    Stipendi folli aboliti.

     
  7. libertyfighter

    8 settembre 2012 at 11:36

    @vittorino.
    Vedrò di che si tratta.

    @ m.a.g.
    Felice pure io, adesso come si fa a farle applicare a forza?

     
  8. The_Joker (@The_Joker_IT)

    11 settembre 2012 at 19:26

    Alcune osservazioni:
    1) modificare l’articolo 1 è inverosimile e in ogni caso i primi 12 articoli sono di fatto quelli non modificabili;
    2) una tassazione totale inferiore del 30% idem. Se al momento è del 55% senza contare iva/accise/etc.. arrivare a quella cifra è pressoché impossibile. Per quel che proponi servirebbe eliminare completamente sanità e scuola pubblica. E’ più ragionevole la proposta di fermare il declino del 40% di PIL prodotto dallo Stato.
    3) con l’abrogazione popolare di leggi fiscali nessuno vorrebbe pagare le tasse. La norma serve solo per evitare scontati referendum. Tutti vorrebbero eliminare le tasse.
    4) inserire rigidità di spesa a debito, ovviamente in caso di reale necessità o per finanziare spese in conto capitale è senza senso. Irrealistico.
    5) insomma è irrealistico anche vietare le tasse sulle proprietà, nei limiti della ragionevolezza fiscale è giusto che chi possiede tanto contribuisca. Aumenti la tassazione diretta? Metti l’IVA al 30%? Non è fattibile.

    Io sono un liberale, ma tu proponi modifiche l-i-b-e-r-t-i-c-i-d-e passando da un male all’altro. Una norma di principio è valida e soprattutto giusta quando ha pesi e contrappesi.

    Cito:
    “tutte le limitazioni all’attività imprenditoriale privata devono essere abolite”. Tutte? Quindi se devo costruire una strada se io proprietario di un fondo posso oppormi alla costruzione? Non scherziamo!

    “Si ristabilisca e si fortifichi il segreto bancario”. Se uno non ha rubato nulla e non ha nulla da nascondere non c’è motivo che il fisco non possa sbirciare nei conti dei cittadini, ovviamente senza essere oppressivi e senza comportarsi come il sig. Befera che invia lettere per acquisti ritenuti eccessivi per il proprio reddito. E’ solo un modo per aiutare i FURBI ad occultare i propri capitali.

    “ridimensioni il corpo della guardia di finanza” mha la guarda di finanza fa un gran lavoro.. in ogni caso se solo avesse le possibilità sta sicuro che scoverebbe tanti FURBETTI che girano in Ferrari ma dichiarano 20.000€.

    In definitiva, al di la di misure puramente utopiche (modifica art. 1 cost. in primis) la tua soluzione alla crisi economica di stampo iper-liberticida è semplicemente irrealizzabile. Mi viene da sorridere davvero nel leggere certe cose, e ripeto parli con un liberale non con un puzzoso comunista.

    Il riassunto del tuo progetto tenderebbe solo a far arricchire in modo esagerato una ristrettissima élite facendo però finire sulla strada metà della popolazione in Italia. Ne vale la pena? Non ti pare già sufficiente che il 10% delle famiglie controllano il 50% della ricchezza?

    A me sembra di si; il modo di uscita dalla crisi si gestisce in modo più ordinato, ragionato e specialmente con un obiettivo specifico: il miglioramento delle condizioni generali dei cittadini residenti, l’obiettivo non può essere di conseguenza quello di favorire le varie lobby economiche e finanziarie a danno di tutto il resto!

    Saluti.

     
  9. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 20:18

    Caro Joker. Cadi in una serie di risposte tipiche di chi non è avezzo a trattare determinati temi economici. Per fortuna scrivi con cortesia e senza arroganza alcuna, quindi non ho difficoltà a risponderti.

    1) I primi dodici articoli della costituzione vanno cambiati perché non funziona. Se non lo si fa con le buone, gli eventi faranno si che li cambierà d’imperio il primo dittatore che si prenderà la penisola.

    2) Questo lo dici tu. Secondo me, quando hai tolto province, regioni, comunità montane, enti inutili, ridotto il budget e le competenze dei restanti comuni, impedito di assumere contatombini, licenziati i contatombini i passacarte, i peracottari i guardasole che fanno parte del pubblico impiego, licenziato la metà più uno dei manager pubblici che per la maggior parte sono ridondanti e inutili, tolto ogni finanziamento pubblico a stampa, teatro, cinema, sagre paesane, feste della polpetta, feste della patata, feste del caxxo, revocato la pensione a chi ci è andato a 35 anni, impedito ai politici di averla avendo versato 2 anni di contributi. il 30% del PIL è sovrabbondante. Forse basterebbe pure il 25%.
    In ogni caso, se mi procuri una dettagliata lista delle spese pubbliche, il taglio te lo faccio io e ti faccio vedere che ci rientriamo nel 30%.

    3) Se TUTTI vogliono abrogare le tasse, rimane pacifico che coloro che sono eletti da TUTTI per fare il volere di TUTTI (così recita il famoso mantra) non dovrebbero avere il diritto di imporle. Altrimenti non stanno facendo il volere di TUTTI, ma di NESSUNO. O meglio il loro. Quindi l’argomentazione è senza senso. Se il popolo è sovrano e il popolo non vuole nessuna tassa, nessun politico ha il diritto di imporla. FINE. In ogni caso è sufficiente limitare i referendum fiscali ad un paio l’anno così si limita il numero di tasse che viene eliminato ogni anno, permettendo alla situazione di assestarsi.
    Poi non è vero che TUTTI abrogherebbero tutto. In Svizzera è una vita che fanno referendum fiscali e qualche tassa la pagano ancora. Ogni tanto se le aumentano pure da soli..

    4) REALE necessità è un concetto soggettivo e non valido generalmente. I politici ritengono necessario fare debito? NON C’E’ PROBLEMA. Indebitano la loro proprietà privata e se il debito non viene saldato, gli vengono pignorate le proprietà loro. Non c’è nessuna reale necessità che ti dia il diritto di indebitare GLI ALTRI. Come non c’è nessuna reale necessità che ti dia il diritto di sterminare la popolazione.

    5) E’ giusto cosa??? Che chi si è fatto il culo paghi il triplo di chi si gratta i coglioni? No grazie. Chi ha tanto è, o dovrebbe essere, perché se lo è guadagnato.
    Se ha rubato, esiste la legge contro il furto. Se se lo è guadagnato, è perché ha fatto del bene alla società, che infatti lo ha premiato nel libero mercato. L’idea che chi ha di più deve pagare di più è una perversione socialista, tra l’altro il primo freno al fare sempre meglio. Il vantaggio relativo a sforzarsi di più viene mangiato dalla tassazione progressiva e alla gente conviene fare di meno.

    “Quindi se devo costruire una strada se io proprietario di un fondo posso oppormi alla costruzione? ”

    Interpreto la frase perché non è che si capisca granché.
    Se il terreno dove dovresti costruire la strada è mio, o me lo compri al prezzo che dico io, oppure fai una strada da qualche altra parte.
    Le attività che una impresa non può fare sono quelle che danneggiano la proprietà altrui. Fine.

    “. Se uno non ha rubato nulla e non ha nulla da nascondere non c’è motivo che il fisco non possa sbirciare nei conti dei cittadini”

    No. Se uno vuol sapere quanti soldi ho e dove si trovano è solo per un motivo. Perché vuole rubarmeli.
    Ma chi ha detto che io mi devo fidare dello Stato? Chi ha detto che è buono? Secondo me, e secondo molta gente, il fisco vuol solo fottermi denaro. E lo Stato pure. Quindi io DEVO NASCONDERE IL DENARO proprio da chi vuole rubarmelo. Affinché io trovi anche solo plausibile che qualcuno spii i miei movimenti di denaro, questo qualcuno deve essere DIO e agire solo per il mio bene, con l’onniscienza che è propria di DIO e non di comuni mortali, che sono 2 milioni di anni che se possono ti fregano. Esempio semplice. Se sai quanti soldi abbiamo nei conti correnti, puoi farti i calcoli e sparare una tassa retroattiva che me li confisca nella misura che tu ritieni più opportuna. E lo Stato Italiano, già lo ha fatto con Amato. Cos’è? Un furto. Legalizzato, ma comunque un furto. E quindi io sono giustificatissimo nel non farti sapere dove ho i soldi e quanti ne ho. Mi sento più sicuro a telefonare a Lupin.

    “..furbetti con ferrari e 20000 euro”.
    La tassazione è furto. L’evasione è legittima difesa. Lo è in ogni caso. Apoditticamente e prasseologicamente. Ma fino a che la tassazione è ai livelli attuali (o pure poco più bassi), evadere è DOVEROSO, al fine di conservare capitale che altrimenti verrebbe distrutto dalle mani bucate dello Stato.
    Quindi il furbetto di cui parli, nello Stato italiano è in verità uno che sta ,inconsciamente, facendo del bene alla società intera.

    Riguardo le considerazioni finali.
    Viviamo in un tempo in cui “socialista” non va più di moda. Democristiano neppure, e tutti si professano liberali. Purtroppo, non lo sono affatto.

    La prima libertà, quella più importante di tutte è la libertà economica. La libertà economica permette le altre, successive libertà (di stampa, di parola). Senza libertà economica non esiste alcuna altra libertà che non sia un fantoccio. Per avere la libertà economica non c’è altro modo che garantire il diritto di proprietà (ed ecco che le tasse sulla proprietà non devono esistere).

    Questi concetti sono stati dimostrati da Mises e i suoi allievi da diversi lustri. Se non sei d’accordo, mi spiace ma non puoi essere liberale.
    Riguardo alla tua idea che il MIO SISTEMA favorirebbe le lobby, è una stupidaggine. La lobby quello che NON VUOLE è una economia di mercato in cui tutti i suoi clienti dopodomani possono abbandonarlo a favore del primo scavalcafossi che, con un modesto negozietto, fa un prodotto migliore o a più buon mercato ceteris paribus.
    Le Lobby hanno bisogno del Potere della Legge, che permetta di limitare la concorrenza e continuare a farli campare bene, nonostante le loro inefficienze.
    Se il 50% della ricchezza è detenuto nelle mani del 10% della popolazione (ammesso ma non concesso che sia vero), è significativo che è avvenuto in una situazione di economia pianificata, iperstatalismo e tassazione oltre l’umano. Tutti concetti ALIENI da una economia liberale e di libero mercato. Sarà forse proprio a causa dello Statalismo imperante se la ricchezza si è così distribuita?
    Piccolo piccolo aiuto.
    Nell’ URSS socialista, il 3% della popolazione (i capi di partito) detenevano il 95% della ricchezza.
    Nella Cina maoista, il 2% della popolazione (i capi del partito) detenevano il 95% della ricchezza complessiva.
    Gli altri morivano di fame.
    Ora, come mai queste percentuali bulgare le otteniamo proprio con governi statalisti e non con le economie “iperliberiste” e di libero mercato?

     
    • The_Joker (@The_Joker_IT)

      11 settembre 2012 at 21:17

      Iniziamo con i dati
      – “Bankitalia: “Il 45% della ricchezza italiana in mano al 10% delle famiglie” http://goo.gl/2JXmp
      Vuoi la situazione USA? Il 20% della popolazione controlla l’84% della ricchezza. http://goo.gl/YTEw7
      Come vedi se il sistema comunista è altamente ingiusto spostando la ricchezza nelle mani di pochi, non si può dire che i due esempi da me citati con fonte siano altrettanto. Ovviamente è una situazione migliore ma fino a un certo punto.

      – In ogni caso se tu aspiri a cambiare le cose in modo così drastico, salvo di voler preparare un colpo di Stato con l’appoggio dell’esercito, cadi proprio nell’irrealizzabilità del progetto. Quindi è di per se inutile.

      Se vuoi arrivare a discutere di qualcosa di realizzabile è una cosa diverso è parlare di utopie. Abbi pazienza ma le cose che tu proponi il larga parte lo sono.

      – Non puoi modificare la Costituzione come dici, non sarebbe possibile salvo con metodi non democratici, tu vorresti tagliare la tassazione totale di 25 punti di PIL (dal 55% al 30%) sono 350 miliardi di euro, ti rendi conto che una tale quantità di spesa non la puoi ridurre se non annullando quasi completamente sanità, istruzione, pensione.. Tu vorresti portare la spesa pubblica totale da 770 miliardi di euro – 350 miliardi di euro = 420 miliardi di euro. La cosa è obiettivamente assurda e irrealizzabile. Si torna alla mia prima costatazione di irrealizzabilità del progetto.

      – Se nessuno vuole tasse e tutti votano per non avere tasse equivale che non vi è più una nazione con un governo centrale e vige l’anarchia, la legge di natura dove vive e comanda il più forte. Vuoi questo?

      – Hai presente quando un’azienda chiede un finanziamento per un investimento? Saremo concordi che è normale che uno si finanzi, tipicamente, chiedendo soldi a terzi. Se lo può fare un privato perché non può farlo lo Stato (ovviamente con ragionevoli limiti e ovviamente con vincoli precisi a come utilizzare il denaro ottenuto in prestito.

      [aperta parentesi] Gli USA presi d’esempio pressoché sempre come un paese liberista (da imitare) è arrivato al punto di aver un disavanzo sul PIL del 13% circa, svendere la propria sovranità cedendo debito pubblico ai “nemici” cinesi con un debito pubblico totale BEN al di sopra del 100% (dove è calcolato solo il debito pubblico federale e non dei singoli stati). Insomma non è un esempio così positivo di stato virtuoso. Anche loro hanno vissuto e vivono al di sopra delle loro possibilità, emettendo cartastraccia a manetta distorcendo il mercato e causando squilibri in tutto il globo. Per ora possono visto il signoraggio del dollaro ma arriverà il tempo che non potranno più innondare il mercato della loro valuta per sostenere il loro immane debito e deficit. [Chiusa parentesi]

      – Io penso che sia giusto tutelare più la parte produttiva della società con tasse equilibrate piuttosto di chi vive di rendita, che equivale vivere alle spalle altrui. Se lavori e produci vai aiutato e incoraggiato se fai un cazzo e vivi alle spalle altrui aallora ci devono essere anche disincentivi.

      – La tassazione nella giusta quantità, al di sotto del picco della curva di Laffer, serve a finanziare la gestione dello Stato e non è un furto è un costo da pagare per avere servizi pubblici. Oppure preferisci vivere in un castello in mezzo al nulla dove al di fuori e far west? Se la tassazione è troppo elevata è capibile che uno evada se può ma se la tassazione è in una quantità “giusta” e tu evadi lo stesso allora questa gente va colpita pesantemente. Immagino saprai cosa succede negli USA se l’IRS ti becca ad evadere il fisco.. ti rivolta come un calzino eppure li pagano mediamente il 33% salvo alcuni furbetti che con giochini vari arrivano a pagare neanche il 10% (tra cui l’attuale candidato premier per i repubblicani).

      – Nessuno dice che non debbano essere garantite e facilitate le libertà economiche ma esse debbono avere anche un minimo di regole affinché non cozzino su altre libertà. Tali regole significano che una parte forte non possa approfittarsi (troppo) di una debole, mi sembra un concetto pienamente ragionevole. Ricorda che oltre individui siamo anche individui facenti parte di una società non robot o animali da soma.

      Dici che non sono un liberale? Più tarsi come no, ma sono una persona ragionevole e anche i migliori propositi devono scontrarsi con la dura realtà. Se è vero che il socialismo reale ha fallito, ha fallito anche li liberismo senza regole. Ci vogliono libertà chiare con regole sociali di civile sopportazione altrimenti non si va che in anarchia e secondo la legge del più forte.
      Dici che non sono avvezzo a trattare temi economici, bhe ti sbagli. Saluti

       
  10. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 21:46

    “- “Bankitalia: “Il 45% della ricchezza italiana in mano al 10% delle famiglie” http://goo.gl/2JXmp
    Vuoi la situazione USA? Il 20% della popolazione controlla l’84% della ricchezza. http://goo.gl/YTEw7
    Come vedi se il sistema comunista è altamente ingiusto spostando la ricchezza nelle mani di pochi, non si può dire che i due esempi da me citati con fonte siano altrettanto. Ovviamente è una situazione migliore ma fino a un certo punto.”

    Appunto. Concordi con me che se nel socialismo puro (Russia e Cina) la ricchezza è totalmente concentrata, in Italia è un pò meglio e gli Stati Uniti, che per quanto socialisti pure loro, lo sono meno dell’Italia, la situazione è ancora migliore.
    Detto questo, la ricchezza va anche (e dovrebbe essere solo) a chi è più intraprendente e più dotato. Quindi, stante che l’ottimo sicuramente non è quello americano, la percentuale che rispecchia il “giusto valore” quale sarebbe?
    Il 30% controlla il 70% ? Il 35% controlla il 65% ?
    Un valore giusto non si può estrarre. Rimane l’andamento tendenziale. Negli stati più socialisti va peggio che in quelli meno socialisti. E su questo bisogna basarsi.

     
  11. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 21:55

    “In ogni caso se tu aspiri a cambiare le cose in modo così drastico, salvo di voler preparare un colpo di Stato con l’appoggio dell’esercito, cadi proprio nell’irrealizzabilità del progetto. Quindi è di per se inutile.”

    Mah. Vedi… io non “aspiro” a nulla. Io valuto la situazione e decido della mia vita in ottemperanza al principio di causalità e all’assioma di Azione.
    In pratica adesso aspiro ad emigrare perché so già quali “cazzi” passerà a breve questo paese di mentecatti economici.
    Quello che tu hai letto è una ricetta per salvarsi. E’ troppo “drastica” ?
    Va bene. Non facciamola e facciamo default, rivoluzione civile e dittatura successiva.
    Non ci sono soluzioni al casino fatto finora, che non siano “drastiche”. Se l’iceberg lo hai di fronte, è inutile correggere la rotta con pochi centesimi di grado. Devi come minimo svoltare a 90°.
    Ora, l’iceberg è lì. Grosso e minaccioso. Io dico che bisogna strambare. Altri dicono che l’iceberg è finto, una illusione ottica, altri ancora (Monti) che lo hanno puntato di proposito, perché ci fa bene.
    Io lo capisco che cadranno alcuni tavoli con la strambata. Forse anche molti tavoli. Ma non siamo in una di quelle situazioni che i politici amano, quelle che si risolvono da sole e in cui basta chiudere gli occhi e risvegliarsi dopo qualche mese per vedere che tutto è andato a posto per i cavoli propri.
    No. Qui, o agisci o ti schianti. Se agire è troppo “drastico”, vuol dire che lo schianto è meglio.
    Per me va bene. Io sto alienando tutto e poi scappo. Fatemi sapere come è.

     
  12. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:02

    “- Non puoi modificare la Costituzione come dici, non sarebbe possibile salvo con metodi non democratici, tu vorresti tagliare la tassazione totale di 25 punti di PIL (dal 55% al 30%) sono 350 miliardi di euro, ti rendi conto che una tale quantità di spesa non la puoi ridurre se non annullando quasi completamente sanità, istruzione, pensione.. Tu vorresti portare la spesa pubblica totale da 770 miliardi di euro – 350 miliardi di euro = 420 miliardi di euro. La cosa è obiettivamente assurda e irrealizzabile. Si torna alla mia prima costatazione di irrealizzabilità del progetto.”

    Ammesso che i dati siano quelli che hai dato (io NON INCLUDO la spesa pensionistica in spesa pubblica), è un taglio di MENO della metà.
    Ora da bravo pensa, secondo te, ogni 2 euro che entrano nel pubblico, lo SPRECO PURO è inferiore o superiore a 1 euro?
    Secondo me DI MOLTO SUPERIORE ad 1 euro.
    Ragion per cui, eliminando gli sprechi puri, e neanche tutti, il taglio da me descritto è fattibile.
    Facile? No. Ma nessuno paga 25000 euro al mese (stipendio da senatore a vita di Monti) per una cosa facile facile.
    Ripeto, io nei calcoli TOLGO la spesa pensionistica, perché di fatto sono soldi dei lavoratori che dovrebbero tornare ai lavoratori. (A proposito, nella comunistissima Cina, la pensione pubblica NON E’ OBBLIGATORIA).
    Per quanto riguarda Sanità e Scuola Pubblica, per formazione sono contrario ad entrambe, ma per “quieto vivere”, nel calcolo ho rinunciato ad abolirle. Cionondimeno il fatto è uno solo. La quantità di soldi sprecati dal settore pubblico nella sua interezza è sicuramente maggiore del 50%. Quindi il taglio è fattibile e doveroso.

     
  13. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:08

    ” Hai presente quando un’azienda chiede un finanziamento per un investimento? Saremo concordi che è normale che uno si finanzi, tipicamente, chiedendo soldi a terzi. Se lo può fare un privato perché non può farlo lo Stato (ovviamente con ragionevoli limiti e ovviamente con vincoli precisi a come utilizzare il denaro ottenuto in prestito.”

    Perché al privato se fallisce, prelevano i SUOI SOLDI e le SUE PROPRIETA’.
    Lo Stato, a parte che non lo fanno fallire, ma per pagare preleva i SOLDI E LE PROPRIETA’ DEGLI ALTRI. Lo fa alzando le tasse o inflazionando la moneta, il che è lo stesso.
    Adesso la domanda è spontanea. TU COSA PENSI CHE ACCADA se dai il permesso a della gente di chiedere finanziamenti per investimenti A SPESE ALTRUI?
    Cosa credi che accada TASSATIVAMENTE alla qualità degli investimenti, sempre facendo salva la buona fede?
    Io sono FAVOREVOLE, FAVOREVOLISSIMO, all’indebitamento personale di Napolitano, Monti o Berlusconi o tutto il Senato e la Camera, al fine di fare investimenti. L’importante è che in caso di perdite, paghino rispettivamente Napolitano, Monti o Berlusconi, tutto il Senato e la Camera.
    Non io, tu, egli, la casalinga di voghera, l’agricoltore del triveneto o l’operaio dell’hinterland milanese.

     
  14. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:17

    “Se nessuno vuole tasse e tutti votano per non avere tasse equivale che non vi è più una nazione con un governo centrale e vige l’anarchia, la legge di natura dove vive e comanda il più forte. Vuoi questo?”

    Se nessuno vuole tasse e tutti votano così non sono io che voglio l’assenza di un governo centrale. Sono TUTTI A VOLERLO. o comunque, la MAGGIORANZA. E siccome la Maggioranza o TUTTI sono quelli che in teoria hanno il potere di decidere, vuol dire che è giusto così. Perché l’opinione di Monti, o di un senatore o di chi per lui dovrebbe in questo caso non rispettare il legittimo volere popolare? Non ha senso.

    L’idea che poi tutti decidano di abolire tutte le tasse non è dimostrata. E’ plausibile che la tassazione si fermi ad un livello sano giudicato a maggioranza. L’idea poi che senza Stato viga la legge del più forte, l’anarchia e il caos, pure andrebbe dimostrata. In realtà ci sono diversi esempi di regolamentazioni automatiche grazie al mercato in più o meno tutti i campi dello scibile umano.

    Comunque, se anche fosse come dici tu, rimane il diritto di una intera nazione di annichilirsi se lo desidera, come è diritto di ogni singolo essere umano suicidarsi. Quindi se per uno strano caso, l’assenza di tassazione provocasse l’annichilimento e ciononostante tutti fossero d’accordo per l’assenza di tassazione, sarebbe giusto così, e non che il parere di un Bersani qualsiasi valga in questo caso più che quello di 60 milioni di Mario Rossi.
    Bersani non è nessuno.

     
  15. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:21

    [parentesi] Gli Usa è da tempo che da queste parti non son trattati da paese “liberista”. Qui si sostiene che siano incancreniti nel socialismo (e tra l’altro Obama è socialista convinto), e che infatti, tutta la merda che si sono spalati contro deriva dalle idee socialiste che pian piano hanno attecchito. A partire dalla FED per arrivare al New Deal, solo per rimanere nel periodo anteguerra. Concordo con te che han fatto schifo. [fine parentesi]

     
  16. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:25

    “Io penso che sia giusto tutelare più la parte produttiva della società con tasse equilibrate piuttosto di chi vive di rendita, che equivale vivere alle spalle altrui. Se lavori e produci vai aiutato e incoraggiato se fai un cazzo e vivi alle spalle altrui aallora ci devono essere anche disincentivi.”

    Chi lavora e produce non ha bisogno di essere né aiutato né incoraggiato. Ha bisogno di essere LASCIATO IN PACE A LAVORARE E PRODURRE (la storia sulle leggi ostative e sulla GdF), e che gli si permetta di GODERE DEI FRUTTI DEL PROPRIO LAVORO. Quindi NON tassandolo.
    Chi non fa un cazzo può vivere alle spalle altrui solo se:
    1) Gli dai un sussidio statale.
    2) Lo metti a lavorare nel pubblico (perché un privato non lo prende)
    3) Non permetti al privato di licenziarlo.
    4) Gli dai uno “stipendio di cittadinanza”.
    5) Vive sulle spalle di amici e parenti che volontariamente lo campano pur non facendo un cazzo.

    Con il mio modo di vedere, i primi 4 punti saltano tutti. Il 5 rimane legittimo.
    Fidati, maggior disincentivo di NON AVERE SOLDI PER VIVERE, non esiste.

     
  17. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:38

    ” La tassazione nella giusta quantità, al di sotto del picco della curva di Laffer, serve a finanziare la gestione dello Stato e non è un furto è un costo da pagare per avere servizi pubblici. Oppure preferisci vivere in un castello in mezzo al nulla dove al di fuori e far west? Se la tassazione è troppo elevata è capibile che uno evada se può ma se la tassazione è in una quantità “giusta” e tu evadi lo stesso allora questa gente va colpita pesantemente. Immagino saprai cosa succede negli USA se l’IRS ti becca ad evadere il fisco.. ti rivolta come un calzino eppure li pagano mediamente il 33% salvo alcuni furbetti che con giochini vari arrivano a pagare neanche il 10% (tra cui l’attuale candidato premier per i repubblicani).”

    Allora. La tassazione è una richiesta violenta. Quindi prima di tutto è SEMPRE SEMPRE E SEMPRE IMMORALE E SBAGLIATA. Detto questo, facciamo finta che finanziare la gestione dello Stato sia utile e che non si possa fare in modo non violento. La curva di Laffer l’abbiamo passata da almeno 20 anni e fino a che non la ripassiamo al contrario l’evasione è sacrosanta anche secondo il tuo punto di vista giusto?
    Quindi da venti anni a questa parte l’evasione e MORALE e gli evasori sono individui SANI E GIUSTI.

    Poi, la tassazione “giusta” non esiste. Non c’è un parametro oggettivo per definirla, è qualcosa di completamente soggettivo. Secondo. Definire “giusto” un esproprio violento equivale a dire che a gasare qualche ebreo ogni tanto è pure giusto, l’importante è non esagerare.
    Perché da un punto di vista puramente economico, la gente SPRECA la propria vita a cercare di GUADAGNARE, allo scopo di perseguire i propri FINI PERSONALI. Quindi estorcergli il tempo e la fatica impiegati a guadagnare è come ammazzarne una parte.
    Riguardo l’America, il fatto che si evada (meno) anche col 33% ti fa capire che la “giustezza” di una tassazione non è proprio così univoca. Aggiungo che quelli ceh pagano “neanche il 10%”, di solito stanno pagando, non in percentuale ma in dollari, una cifra pari a quella di cento lavoratori di basso livello.
    E prima o poi qualcuno dovrà spiegare per quale motivo il signor Smith, solo perché più bravo dei vari Jones nel proprio lavoro, debba pagare 100 volte di più una aspirina, un posto letto, un sindaco, una strada o quant’altro. QUELLO USUFRUISCE DEI SERVIZI esattamente (o ancor meno) come tutti gli altri.
    Tanto è vero che nessun alimentari privato si permette di dire a Smith:
    “Visto che sei ricco, la bistecca la paghi 1200 euro al kg”.

     
  18. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:48

    ” Nessuno dice che non debbano essere garantite e facilitate le libertà economiche ma esse debbono avere anche un minimo di regole affinché non cozzino su altre libertà. Tali regole significano che una parte forte non possa approfittarsi (troppo) di una debole, mi sembra un concetto pienamente ragionevole. Ricorda che oltre individui siamo anche individui facenti parte di una società non robot o animali da soma.”

    Appunto. E invece se tu mi stabilisci un monopolio tramite leggi, il monopolista se ne approfitta in maniera indegna di coloro più “deboli”. La differenza è che io debole, non posso andare da un altro perché lui è appunto monopolista tramite leggi.
    La differenza è che col sistema “Lo Stato controlla”, il più forte non è il più in gamba, ma il più ammanicato.
    Adesso, molto più che in una società di libero mercato selvaggio e senza regole, i più forti se ne approfittano dei più deboli. Solo che i più forti adesso sono valutati secondo il parametro “conoscenze politiche”.
    Il libero mercato NON PERMETTE A NESSUNO DI APPROFITTARE dei deboli più di tanto.
    Tanto è vero che tutte le dittature hanno dovuto imporre SERI PALETTI al libero scambio in modo da poter vessare a piacimento i deboli della società.

    Io so benissimo che siamo individui e non robot o animali da soma. E infatti l’economia Austriaca si rivolge ad un mondo popolato da individui. Il keynesianismo e la teoria mainstream, ad un mondo popolato da robot senza fini propri. Tanto è vero che proprio Keynes dichiara che il suo sistema sarebbe più adatto ad una Germania Nazista piuttosto che ad un regime più liberale.

    E’ proprio perché io non voglio la prevaricazione del più debole che non voglio lo Stato forte. Perché il modo più semplice di approfittarsi del più debole è attraverso lo Stato.

    E’ proprio perché mi stanno a cuore i deboli se predico il liberalismo più sfrenato unito alla difesa dei diritti di proprietà.
    I liberali passano per gente senza cuore. In realtà il cuore lo hanno e pompa pure tanto. E’ una questione di mezzi e fini.

    Sei sicuro che il miglior modo di evitare la prevaricazione di Forti contro Deboli il sistema migliore sia eleggere delle persone e dargli il permesso di essere più Forti di tutti? Non è che per caso, questa è la prima legittimazione della prevaricazione successiva? Il liberale pensa che il Potere sia una arma troppo troppo grossa per darla in mano a qualcuno, e che sia molto meglio se questo Potere venga spezzato in tanti tanti piccoli pezzi.

     
  19. libertyfighter

    11 settembre 2012 at 22:55

    “Dici che non sono un liberale? Più tarsi come no, ma sono una persona ragionevole e anche i migliori propositi devono scontrarsi con la dura realtà. Se è vero che il socialismo reale ha fallito, ha fallito anche li liberismo senza regole. Ci vogliono libertà chiare con regole sociali di civile sopportazione altrimenti non si va che in anarchia e secondo la legge del più forte.”

    Vero, sei una persona ragionevole. Ma anche le persone ragionevoli cadono in errore. Senza bisogno di fargliene o farsene una colpa.
    Il “liberismo senza regole” non può aver fallito, perché PRIMA bisognerebbe decidere dove lo hanno applicato.
    In Italia direi di no. Negli Usa dopo la nascita della FED neppure.
    Abbiamo 200000 leggi contraddittorie. Non possiamo pagare 1001 euro cash. Per aprire un chiosco di limonata occorrono 273 permessi.
    Quando arriva il liberismo sfrenato?

    Libertà chiare e regole chiare. Sono d’accordissimo.
    Le regole sono semplici:

    1) LA PROPRIETA’ PRIVATA, COSI’ COME LA VITA (proprietà del proprio corpo) è SACRA E INVIOLABILE. Quello che è mio è mio e quello che è tuo è tuo.

    2) FAI QUELLO CHE TI PARE BASTA CHE NON INTACCHI LA MIA PROPRIETA’ e la MIA VITA.

    O se vuoi, Cristianamente parlando:

    1) Non uccidere
    2) Non desiderare la roba altrui.

    Dacché si deriva che tutto ciò che NON RISPETTA questi due principi è sbagliato. Si deriva che non puoi creare una società che duri nel tempo con questi principi violati e che, per quanto tu possa estendere un pò il corpus normativo di una Nazione, non devi MAI fare leggi contraddittorie con i primi due punti.

     
  20. The_Joker (@The_Joker_IT)

    11 settembre 2012 at 23:29

    Te la chiudo usando la teoria dei giochi: tu tendi realizzare a una situazione pareto efficiente che sarebbe la miglior allocazione delle risorse in un contesto idealizzato dove tutto funziona in modo perfetto, io invece pur capendo la tua posizione in quanto realista e ragionevole ritengo accettabile un equilibrio di nash tendenziale che non sarà il migliore in assoluto ma perlomeno si avvicina ad esserlo in un contesto dove più persone devono trovare un accordo sul convivere e evitare il conflitto danneggiandosi a vicenda. Se ci pensi il tuo idealismo del puro individualismo è il rovescio di quello socialista dove aspirano a una società “dei tutti perfetta”, etc, etc.. poi sappiamo a cosa porta questa pia illusione. Gli estremi hanno sempre pro e contro e come li ha il socialismo di stampo comunista li ha pure il liberismo “selvaggio”. Non esiste una situazione perfetta.

    Idealmente tutti vorrebbero tendere alla perfezione ma la realtà è imperfetta, prima si accetta prima si trova una soluzione realistica da attuare per migliorare la società. Ciao.

     
  21. libertyfighter

    12 settembre 2012 at 08:27

    Ma io sono d’accordo con te. Infatti la mia società “perfetta” non prevede la tassazione al 30%.
    Quindi non cerco “la migliore allocazione”. La mia soluzione è già un equilibrio di nash. Il problema non è cercare un compromesso nei modi. Il problema è quando cerchi un compromesso nei principi. I compromessi nei principi portano solo danni.
    Quindi: “Le tasse sono un furto” è un principio e come tale non derogabile. Poi il fatto che da questa situazione la loro abolizione totale sia utopistica, fa sì che io chieda un tetto max del 30%.

     
    • Borderline Keroro (@BorderKeroro)

      12 settembre 2012 at 15:03

      No cazzo, il 30% è troppo.
      Lo Stato deve essere il più debole possibile e fare poche cose.
      Che poi tanto tenderà sempre e comunque ad espandersi

       
  22. libertyfighter

    12 settembre 2012 at 15:39

    Beh, per me quello è il limite massimo oltre cui non ha il POTERE di espandersi. Confido che una volta impossibilitati ad andare oltre il 30% sorgeranno pure politiche che vorranno diminuirlo. Più che altro perché quelle che lo vogliono aumentare sono diventate fuorilegge, ma tu politico qualche finta idea devi pur proporla.

     
    • Borderline Keroro (@BorderKeroro)

      12 settembre 2012 at 16:52

      Sì, immagino che tu abbia usato il 30% per limitare le tue aspirazioni.
      Hai letto del nuovo partito che vuole fare Facco?
      Credo tu lo conosca.
      Propone il 15%.
      Come in Slovacchia, Paese che mi premurerò di visitare a breve.

       
  23. libertyfighter

    12 settembre 2012 at 17:47

    Come no? Praticamente ha colto esattamente il messaggio di un mio post di qualche tempo fa.
    Mi sono pure iscritto al gruppo Facebook. Purtroppo le adesioni sono ancora poche e Facco vuole ovviamente che si raggiunga un numero congruo per non naufragare nell’oceano di firme.

    Speriamo vada in porto.

     
  24. magazzinaggio

    16 maggio 2013 at 00:21

    Bellarticolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, dove lasciare qualche commento, con la speranza di ritorni sul mio blog, quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

     
  25. Graziano

    20 giugno 2013 at 20:41

    Tutte chiacchiere, non ho nè tempo nè voglia di perdere tempo con queste scemenze: se fosse tutto così semplice i problemi si sarebbero già risolti. Un mercato lasciato a sè stesso è come un mondo in preda all’anarchia. Sono stufo di sentire l’antistatalismo di chi vive dei soldi dello stato come Von Hayek, credo più a un Worren Buffet che ciò che capiva dei mercati lo ha dimostrato.
    Dettto questo non perdo più tempo

     
  26. libertyfighter

    20 giugno 2013 at 23:48

    Graziano..
    Che dire, non mi sembra di aver letto altri commenti tuoi su questo post, quindi mi aspettavo un primo commento un pò più esplicativo. Invece due frasi fatte e zero spiegazioni, oltre una serie di insulti assurdi.
    anarchia e mercato sono due concetti ben diversi in uno non esiste la proprietà privata, nell’altro si. A chi lo vuoi lasciare il mercato? A un politico? Bella pensata. Partendo dal presupposto che lo “Stato”, la “Società” sono concetti collettivi, mentre le azioni concrete sono sempre e solo individuali, mi spieghi quale sarebbe l’individuo che dovrebbe decidere del mercato e in base a quale principio filosofico? E’ lui in possesso di una conoscenza superiore rispetto agli altri 6G di comuni mortali?

     

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