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Otto domande economiche frequenti…

19 Giu

Mentre leggevo i commenti del post “Una Lira bucata“, di Nicola Porro, mi sono imbattuto in un commento di un certo Emanuele, il quale, in un tono civile ed educato, chiedeva a Porro di rispondere a delle domande. Purtroppo però, la risposta a queste è piuttosto lunga e giustamente Nicola gli ha risposto che un commento non era la sede più adatta.

Essendo argomentazioni piuttosto comuni, l’ho preso per spunto per un post, nel quale risponderò ad Emanuele.

Caro Emanuele, a differenza di Porro io sono di scuola Austriaca di Economia. In ogni caso la teoria monetarista  è infinite volte meno errata delle seguite Keynesiane e Neokeynesiane.

1) Non si capisce perchè il passaggio dall’euro alla lira dovrebbe essere repentino o improvviso. Se preparato per tempo, sarebbe meno traumatico;

Deve essere improvviso perché tutti sanno che subito dopo, step 0, ci sarà un deprezzamento. Quindi la gente tende a prelevare i soldi dalle banche, perché quelli reali non li puoi convertire. E se ha particolarmente paura, gli euro li manda pure all’estero. Siccome il sistema attuale collassa se la gente richiede ciò che è suo, questo va impedito. Ti rendi conto dell’immoralità della frase precedente?

Che la svalutazione nell’immediato sia poca non ci crede nessuno, e comunque la considera una perdita e quindi agisce per evitarlo. Lo fanno per primi quelli che dicono “niente panico”. Lo fanno ancora prima le banche che disinvestono immediatamente. Ci fu lo stesso problema quando Amato si fotté il 6 per mille di tutti i conti correnti degli italiani. Infatti Amato che è malvagio ma non completamente stupido, lo fece nel weekend a banche chiuse.

2)Con una Banca centrale autonoma, si potrebbe SICURAMENTE far fronte alla perdita di potere d’acquisto della lira, perchè non è solo importante quanto vale una moneta , ma anche quanta se ne ha. Avere un euro forte ma uno stipendio da fame, è così conveniente? Guardi che i tedeschi stanno già pagando a caro prezzo la deflazione; l’Euro sta uccidendo l’economia di tutta l’Eurozona;

In effetti è riuscito bene ai tedeschi di Weimar. Erano tutti milionari. Pure il più scarso pezzente era stramilionario. Però i meschini continuavano a buttare milioni di marchi nel caminetto per riscaldarsi.

I soldi, ti ricordo, servono a COMPRARE beni reali. Se li raddoppi e i beni reali non raddoppiano (cosa impossibile), i soldi dimezzano il valore. Ti pare a te che se bastava stamparsi la carta fiduciaria non avevano risolto già tutti i problemi dell’Uomo gli Egiziani?

Hai un euro forte che ti permette di importare beni a poco prezzo dai paesi che attualmente ti stanno campando, mentre hai uno stipendio da fame per i seguenti tre motivi:

1) I tuoi soldi finiscono per il 60% allo stato e non a te. Sfortunatamente questo accade anche per le aziende (70%) che poi chiudono e tu fai difficoltà pure a trovare lavoro.

2) Le modalità di lavoro, le innovazioni, le possibilità sono ostacolate da regolamenti e giustizia immorali e bizantini.

3) I soldi che arrivano allo Stato, ben lungi dall’essere amministrati con la saggezza di chi ha sputato sangue per ottenerli, finiscono a gente che investe da un punto di vista politico e non economico, e quindi finanziano progetti sbagliati e generale malinvestment, che deforma la struttura del capitale e la fa crollare. Distruggendolo.

Detto in altre parole. Produci poco perché ti fanno lavorare male e disagiato (2). Due terzi di ciò che guadagni va a qualcun altro (1). E questo qualcun altro li spreca in progetti sballati, vizi, e sostentamento di se stessi(3) .

3) la solita storia della svalutazione=inflazione. Non è così. Una svalutazione non sempre corrisponde   all’inflazione e, se quest’ultima si verifica, è dell’ordine di circa 1/15-1/20 rispetto alla svalutazione (meglio dire deprezzamento).Veda gli studi di Bagnai, che non è uno stupidotto e viene interpellato dalle tv sempre più spesso;

Prima o poi dovrò fare un post su questo Bagnai, che da quello che ho letto mi pare il solito megafono Neokeynesiano, ma tutti me lo citano. Un “ricercatore associato” della prestigiosa università di Chieti-Pescara. Bah..

Svalutazione-inflazione. Tu consideri l’inflazione come l’aumento del livello generale dei prezzi , in perfetto accordo con le teorie mainstream. In realtà il significato originale di inflazione è “aumento della massa monetaria”. L’aumento del livello generale dei prezzi è una media fatta a caso su un paniere di beni scelti arbitrariamente e che se anche fosse fatto diversamente, non significa un cavolo. Pensa che succede se il prezzo dei carburanti quadruplica e il prezzo del chewing gum diminuisse di quattro volte.

Quello che devi capire, perché é fondamentale, da capire in economia, è chi rimane col cerino in mano, espressione eufemistica per dire chi lo prende nel … alla fine.

Supponiamo che l’Italia passi alla lira. Quello che avviene è sostanzialmente che converte tutto il debito pubblico in Lire, poi se ne stampa una buona quantità e ripaga parte del debito. O anche tutto chi lo sa..

La domanda è: siccome il debito è stato pagato, chi lo ha pagato? Qualcuno lo ha pagato no? Lo Stato Italiano.    Essendo la moneta stampabile un mezzo per acquistare beni reali, sostanzialmente si è dato ai debitori una promessa di acquisizione di un certo numero di beni e servizi. Siccome lo Stato non produce beni e servizi, è chiaro che i debitori verranno pagati in beni e servizi di coloro che sono obbligati a commerciare con le lire. Quindi i contribuenti.Ma non tutti i contribuenti allo stesso modo. Perché chi può farsi pagare in valuta estera invece non paga. Principalmente quindi pagano i dipendenti, tutti coloro che lavorano nel mercato interno e in maniera tragica coloro che invece devono pagare le importazioni. Con moneta meno buona.

Che abbiamo fatto quindi? Abbiamo aumentato le tasse per pagare il debito, accanendoci in maniera particolare su tutti i consumatori e i lavoratori di prodotti importati. Tipo tutti i carburanti, il ferro per tutti gli usi e quant’altro.

Diversamente sarebbe supporre, per qualche sortilegio alieno, che i beni e servizi di cui abbiamo usufruito e che abbiamo evitato di pagare si annichiliscano in una esplosione nucleare che lasci intatto il resto della realtà. Non credo che tu dichiarandoti favorevole alla lira volessi intendere:

“Il debito va ripagato alzando le tasse a tutti i lavoratori di basso livello italiani favorendo le aziende che vendono all’estero rispetto a quelle che vendono agli italiani.

Poi, che il livello generale dei prezzi  tenda a crescere in maniera disomogenea a seconda di come evolve la situazione, e che quindi per panieri ben studiati possa sembrare moderato, è un fenomeno ottico.

Ora fai attenzione: chiediamoci chi invece ci guadagna.

I creditori sicuramente no, visto che vengono pagati con una moneta con una data di scadenza più vicina dell’euro,  e visto che loro in fondo, hanno il diritto a veder pagati i beni e i servizi erogati senza corrispettivo.

Gli italiani poveri ci rimettono, le aziende che vendono all’interno pure

Le aziende esportatrici ne traggono un vantaggio nel breve termine.

Chi ha fatto il debito, ovvero la politica, invece si sarà lavato la coscienza, tolto le castagne dal fuoco e con un pò di sano populismo sarà anche ritenuto uno geniale stratega.

Chi ha sperperato in maniera sballata i prestiti del debito, non verrà punito né sarà costretto a ridimensionarsi : la politica, il pletorico apparato pubblico, la parte inutile di dipendenti pubblici, la pubblicità politica  a suon di cattedrali nel deserto potrà continuare. E continueranno a spiegare economia gli economisti pagati dai soldi pubblici, gli apparati sindacali.

Ora se unisci i puntini, forse potrai capire perché qualcuno vorrebbe adottare questa  soluzione. Inoltre, siccome il debito è causato da una certa smania di spendere più di quanto si preleva dalle tasse, ci puoi scommettere che lo stato continuerà a farlo, potendo ripetere il procedimento ad libitum.

4) un articolo rigoroso dovrebbe dire a quanto ammonterebbe il deprezzamento della lira. La banca giapponese Nomura dice intorno al 20, diciamo pure 30%. Non mi sembra una tragedia. Vorrebbe dire inflazione più alta (ma non è neppure detto)del 2%;

Il deprezzamento  immediato della lira dipende da quanta parte del debito vogliono ripagare, dalla fiducia che otterranno dai paesi esteri sulla solidità (…..) della tua moneta e da una miriade quantità di fattori. Provare a quantificarla è esercizio inutile. Ciò che ti ho mostrato prima è avvenuto, il trasferimento di ricchezza c’è stato. Ma quel che è più importante ancora, il debito pubblico è un termometro che ti sta dicendo indubitabilmente, che il tuo  Stato sta spendendo più soldi pubblici di quanti ne incassa. (E lo fa nonostante incassi le più alte tasse del mondo). Tu cambi l’unità di misura del termometro e fai finta di nulla. Cosa può succedere? Che ignori i sintomi ma non il problema. Quindi sarai costretto a cambiare ancora l’unità di misura del termometro, e ancora e ancora, perché ti è evidentemente più comodo che affrontare il problema. E ogni volta trasferirai ricchezza da qualcuno a qualcun altro.

5) Una banca centrale può fare molto sui cambi (che sarebbe meglio mantenere FLUTTUANTI). Guardi cosa riesce a fare la banca centreale svizzera con il Franco: vogliono che il cambio con l’euro stia intorno all’1,20 e così è da quasi un anno; inoltre, di una moneta deprezzata, sa cosa fanno i mercati, signor Porro? Se la comprano, riportandone il valore a livelli più alti;

Deprezzare una moneta fiat al ritmo dell’Euro, che invero è molto minore di quello che terrebbe la newLira, invece che astenersi dal farlo, è piuttosto facile. Basta stamparne a sufficienza. Il problema è semmai il contrario. Tipo la newLira che volesse mantenere il cambio col Franco a 1.3.  Non ho mai sentito di gente che abbia fatto fortuna accumulando i miliardi di miliardi di foglietti di Weimar riportando il valore in alto. Nè attuali possessori di denaro dello Zimbabwe che stia facendo i salti di gioia.

6) riguardo alle svalutazioni competitive, non c’è nulla di male e lei lo sa bene. Le aziende, forse, smisero di innovare, ma se si sostiene un mercato interno, con adeguati salari, si può raggiungere un discreto equilibrio;

Peccato che gli adeguati salari sono quelli che, nel paragrafo precedente come spiegavo pagano la svalutazione in termini di MERCI, BENI, SERVIZI, reali. La moneta compra MERCI, BENI e SERVIZI veri. Non dimenticarlo mai. Ora, se adesso NON HANNO adeguati salari, e dopo PAGANO le svalutazioni monetarie, come possono stare meglio dopo? Cambiando nome alle promesse di beni futuri?

7) il turismo. E’la risorsa che ci rende grandi e primissimi al mondo; potremmo quasi vivere solo di quello. Ma quando si chiede ai politici di investire sui beni culturali e sul turismo, rispondono che non ci sono i soldi. Bugia: con la lira nulla vieterebbe di creare posti di lavoro pubblici per la conservazione, il potenziamento e lo sviluppo dei beni artistici e paesaggistici del nostro Paese;

Ancora e sempre Keynes. Finanziare lo sviluppo tramite la spesa pubblica. Gli Egizi erano poveri  perché non avevano la stampante e le menti illuminate alla Keynes. Ragionando in beni reali, la spesa pubblica la paghi fornendo beni reali (promesse di acquisto)  ai posti di lavoro pubblico creati per potenziare e sviluppare i beni artistici e paesaggistici del nostro paese. Quindi nel mondo reale che fai? Stai fornendo porzioni di beni reali e servizi delle solite categorie per pagare la spesa pubblica. Probabilmente farai fallire diverse imprese nell’indotto, ma nel frattempo ti illudi che il valore prodotto dai tuoi enti pubblici sia maggiore di quello prodotto dalle imprese che sono per forza di cose fallite. E però non è così. Perché le aziende pubbliche sono meno produttive delle aziende private, e quindi in totale ci hai rimesso. In compenso qualcuno ha piazzato qualcuno dei suoi, comprato qualche voto e, incidentalmente sistemato qualche altra cattedra di economia.

Ma tu pensi veramente che se lasciassi la possibilità agli italiani di guadagnare per sé e non per altri sconosciuti, e contemporaneamente non gli mettessi i bastoni tra le ruote, il turismo IN ITALIA non sarebbe ultramoderno e ultrasviluppato? Ci potremmo campare dici? Lo penso anche io. Ma non puoi campare in nessun modo se il lavorare non è conveniente o è impossibile.  Allora abbassa le tasse, distruggi la legislazione ostativa e lascia che la gente faccia quello che gli riesce meglio. Lavorare per arricchirsi. Ma se per dare

1 Fuffo (come vedi la moneta è indifferente) al mese ad ogni cameriere ne devo pagare 4 fuffi, ma quanti camerieri ti credi che assumo? E poi c’è disoccupazione?

8  ) e ciò è possibile perchè uno stato con moneta propria non ha bisogno di emettere titoli di stato, e lei lo sa benissimo. Si legga (invito anche i lettori a farlo) “Understanding modern money system” di Cullen Roche, che è diventato nemico dei cartalisti-MMTers ma non ha ALCUN dubbio sul fatto che gli Stati Uniti e tutti i paesi con moneta sovrana non fanno altro che emettere denaro a piacimento, senza essere veramente indebitati. Senza “debito pubblco” gli USA non potrebbero sopravvivere perchè hanno la peggior bilancia delle partite correnti del mondo.

Ah beh. Infatti gli Stati Uniti si stanno impoverendo da diverso tempo, come testimonia la crisi economica costante, il disagio sociale, le case abbandonate e quant’altro.  Quello che accade è che piano piano la classe media americana sta pagando in termini di “promesse di beni futuri”, i Cinesi, che li stanno campando da diverso tempo. Pian piano che i cinesi chiedono “beni presenti” (esempio: comprando una azienda) in ossequio a “promesse di beni futuri”, gli americani si impoveriscono. Vero che tutti i paesi con moneta sovrana passano il tempo a  emettere denaro a piacimento. A questo punto dovrebbe pure esserti abbastanza facile capire perché.

Pensa adesso al presidente della FED. Può creare “promesse di beni futuri” a piacimento, prelevare da questi il suo lauto stipendio (in merci beni e servizi reali) e fornire queste promesse di beni futuri ai politici, i quali prelevano  il loro lauto stipendio (in merci beni e servizi reali), e pagano il loro lauto stipendio agli economisti che gli dicono che fanno bene (in merci, beni e servizi reali).

Secondo te, chi dei tre avrebbe interesse a NON farlo?

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12 commenti

Pubblicato da su 19 giugno 2012 in Debito, economia austriaca, moneta, politica, tasse

 

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12 risposte a “Otto domande economiche frequenti…

  1. Fanfulla

    20 giugno 2012 at 11:36

    Caro Dottò
    a volte capita di trovare certi “poverini” di spirito.
    Il bello è che sono anche dei “chien savants” coi loro bei articoli alla Culen Rotthe
    per rendere il dibattito più esilarante.
    Ma da dove vengono costoro?
    Dal buco di culo scappellato di Bernanke?
    Ossequi

    Fanfulla

     
  2. Silvano

    20 giugno 2012 at 15:02

    @fanfulla
    non trovo corretto denigrare e deridere chi non ha nozioni economiche sufficienti per gestire una discussione. d’altro canto se le teorie d Mises fossero state accolte prima, non saremmo in questa situazione, ma come giustamente ha scritto l’autore del post, alla classe politica fa piu comodo chi giustifica le loro pulsioni che chi le condanna e keynes in questa giustificazione è stato il maestro dei maestri.

    @all’autore: Bagnai non è altro che un altro economista (tra l’altro piuttosto irnico se vogliamo, e questo depone in suo favore a mio avviso) keynesiano o neokeynesiano in puro stile Krugman.
    che dire oltre? Per me che come lei vengo da scuola Austriaca 8anche se non sono un accademico) è comunque importante legere e capire il pensiero delle altre teorie economiche perche alla fine qualcosa di corretto ci sta sempre non trova?
    per quanto riguarda la MMT, i cartalisti, Barnard e compagnia bella, beh, dopo la prima lettura gia si capisce che di fondamentali economici non ce ne stanno proprio, ergo tempo sprecato a leggere.

    saluti 🙂

     
  3. libertyfighter

    20 giugno 2012 at 15:22

    Caro Silvano, neanche io sono un accademico. Sono un ingegnere elettronico e informatico. Io il pensiero keynesiano e neokeynesiano ho provato a leggerlo. Ma mi sono fermato quando mi volevano spiegare come scavando una buca e poi ricoprendola si facesse crescere l’economia. Dalle mie parti si chiama “arte di Penelope” o “arte di maria cazzetta”. Una volta detta una cazzata del genere, come quella per cui aumentare la spesa pubblica (cioé il prelievo fiscale diretto o indiretto tramite svalutazione) si finanzia la crescita, il resto della teoria può dire quel che vuole.
    Chiaro che se porta a queste conseguenze illogiche ed inesistenti, non può essere altro che sbagliata dalla A alla Z. E difatti, volendo farsi male ed andandola a leggere, fa semplicemente ridere.

     
  4. Fanfulla

    20 giugno 2012 at 18:28

    Caro Silvano
    hai perfettamente ragione, sono stato cattivo…
    Ma me frega cassi!
    No me va de avere rispetto de un che disi troiae scoltà in television o chisadove
    e el se presenta come laureà ala Misomeyo University.
    E sta gente cita, cita (come la simia cita) el professoròn de qui, e l’esperto de là…
    ma in culo de loro mare, osti!
    L’ultimo che i gà tirà fora, el xè sto professor Bagnai dela prestigiosa università de l’arostesin de Pescara (chè no so nianca dova la se trova) che me conta l’economia del freschìn, che la spusa zà de la catedra nianca fossi un bisatto.
    Ma cossa volè che ve conti sta gente, la television e i giornai? Le bale, le bale de comodo, mone!
    El problema xé l’euro siora, ma no, xé la germania cativa che no vol l’eurobond, mah per mi bisognassi aver la moneta separata, e no so cossa…
    Troiae apunto.
    Ma no ghe vien el dubio che ghe sia qualcosa de sbajà.
    E alora che i vadi a lezer qualcosa de meo, che i giri per internet i pol trovar tante bele robe, dai.
    E che no i se metta subito a zigar come dei cani se qualcuno disi na roba diversa dele altre.
    De le parti mie se disi che a dire la verità ghe vole un cojon, a dire busie ghe vole un bricon.
    Fate vobis e nel fratempo spero che ve sié fati do risade co sto comento.
    Ossequi

    Fanfulla

     
  5. Borderline Keroro

    21 giugno 2012 at 08:00

    Ma, ma, ma… non pensavo.
    Questo post mi ha risollevato la giornata.
    Anzi, il mese.
    E ce ne voleva, eh!

     
  6. Borderline Keroro

    21 giugno 2012 at 08:21

    Solo vorrei aggiungere una piccola riflessione che riguarda lo scavo ed il reinterro delle buche.
    E’ evidente, a meno di non essere un completo idiota, che scavare e ricoprire una buca è un lavoro perfettamente inutile. A questi scavatori bisogna però dare da mangiare, e fin qui possiamo anche dire “vabbè, non vorrai mica farli morire di fame, no?”.
    Eh no, mica siamo cattivi.
    Il problema, però, è quando gli operai lavoratori scavatori di buche** scavano le buche in mezzo alla strada, impedendo il passaggio dei prodotti reali.
    Ed è appunto quello che tu dici qui
    “2) Le modalità di lavoro, le innovazioni, le possibilità sono ostacolate da regolamenti e giustizia immorali e bizantini.”
    In più gli operai lavoratori scavatori di buche** pretendono pure di essere loro a comandare.

    ** ora, che cazzo vor dì “operai lavoratori scavatori di buche”? Il buon Libertyfighter forse era troppo piccino per ricordare, ma alla fine degli anni ’70 o ai primi anni ’80, la RAI ci proponeva degli interessantissimi documentari cinesi che ci mostravano come la gente colà vivesse felicissima grazie al caro compagno Mao, che provvedeva a tutti.
    E allora vai con la costruzione di un ponte per il superamento di un fosso agricolo (roba che se non avevi 70 anni lo potevi superare con un salto).
    12 “operai lavoratori costruttori di ponti” in appena 6 mesi di lavoro presentavano un’opera che, noi Italiani, mai e poi mai ci saremmo sognati.
    Già, devi sapere che a quel tempo il comunismo, in ‘taglia, era un sogno quasi a portata di mano, e ci stavano entusiasticamente educando al nuovo regime prossimo venturo.
    Ho cercato su youtube, ma non sono mai riuscito a trovarli, perché, veramente, vale la pena guardarsene un paio.
    Per la serie “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”.

     
  7. libertyfighter

    21 giugno 2012 at 09:20

    “E’ evidente, a meno di non essere un completo idiota, che scavare e ricoprire una buca è un lavoro perfettamente inutile. A questi scavatori bisogna però dare da mangiare, e fin qui possiamo anche dire “vabbè, non vorrai mica farli morire di fame, no?”.”

    Purtroppo, caro BK, ci sono parecchi completamente idioti che non credono sia inutile.
    Perché secondo loro, dar da mangiare a costoro, che in cotal modo possono “spingere i consumi”, mette in moto l’economia. Nessuno che si preoccupi che quei consumi e quel cibo sono di qualcun altro, che non ha consumato e mangiato per permetterlo agli scavatori di buche di farlo. E nessuno che si preoccupi di capire che quella produzione è stata creata tramite attività imprenditoriale e poi distrutta perché impiegata in qualcosa di completamente inutile. Insieme al capitale TEMPO degli scavatori e ricopritori di buche.
    Si vocifera sempre “beh, sempre meglio che disoccupati”. Invece NO. Primo perché si è impedito ai tax payer di assumere qualcuno di veramente utile all’umanità con quei soldi. O incrementare i guadagni di altra gente utile. Secondo, perché in un mondo normale c’è sempre qualcosa di utile da fare per gli altri per cui venir pagati.
    Invece condannare l’agricoltore del triveneto ad assumere un toscano che scava la buca e poi la riempie è da dementi.

    Per quanto riguarda la Rai, siamo abituati alle menzogne che questo canale di merda ci propina. D’altra parte, essendo una rete di propaganda statale, statocentrica e statocratica, non ci si può aspettare altro. Fanno esattamente quello che fanno tutte le TV di stato in dittature più o meno accentuate.
    Compreso mettere le mogli degli editori dei giornali di comodo a parlare di calcio, benché le stesse non ne capiscano un cazzo. E probabilmente è il solo cazzo che non capiscono.

     
    • Borderline Keroro

      21 giugno 2012 at 11:17

      Ma infatti, dover spendere soldi in modo inutile è buttare via le risorse. Che per definizione sono scarse.
      A questo punto tanto vale coltivare 50 ettari di terra a mais, raccoglierlo, e buttarne metà a mare. Ha esattamente lo stesso senso.

      Sulla seconda parte sono d’accordo: se vuoi veramente vedere le comiche, devi seguire le trasmissioni sportive della RAI. SI vede subito l’impreparazione e il conseguente cazzeggiamento globale degli addetti all’apparizione televisiva.
      D’altronde Mediaset e Sky non è che siano molto migliori, è il giornalismo italiano che fa schifo.
      Ma schifo forte.
      L’unica cosa bella delle trasmissioni sopra richiamate è la luce: il tecnico delle luci è bravissimo, riuscirebbe a far apparire senza rughe anche la mummia di Tutankhamon.
      E io e te parliamo “forse” dello stesso “fenomeno parastatale” con imbottiture al polisilossano.

       
  8. sasà

    21 giugno 2012 at 11:57

    Ciao liberty, grazie del file che mi hai spedito sulla Juventus.
    Devo dire che hai il dono della divulgazione di cose economiche in modo chiaro e semplice, dovresti sfruttarlo. Non so dove Carbone disse che gli ingegneri sono quelli che apprezzano di più l’aconomia austriaca quando la scoprono, più degli stessi laureati in economia, perchè sono abituati a vedere nella pratica i risultati di un determinato “pensiero” e quindi riconoscono le fumisterie e le distinguono dalle cose vere.
    Nel tuo commento sopra hai definito il pensiero Keinesiano “arte di penelope”, hai proprio centrato il bersaglio, questo modo di ragionare infatti si sposa benissimo col modo di pensare femminile ed infatti avanza senza difficoltà con la progressiva femminilizzazione della nostra società. Secondo me la chiave di tutto è lì.
    Ciao

     
  9. adriano

    18 settembre 2012 at 14:01

    Non bisogna tornare alla moneta nazionale.Occorre tornare alle monete nazionali.Come prima dell’euro.Poi ognuno gestisce i propri guai.Come prima dell’euro.Se ci riesce.Ah già,dimenticavo.L’euro è irreversibile.Come la morte.

     
  10. libertyfighter

    18 settembre 2012 at 14:49

    Caro Adriano, tornare alla moneta nazionale non fa sparire i problemi. I problemi che abbiamo sono che bruciamo più risorse di quante ne produciamo e la NATURA, il COSMO, la legge di CAUSA EFFETTO, ci dicono che se fai così, muori in fretta.
    Le monete nazionali ti danno la possibilità di distorcere l’erosione di risorse scegliendo le vittime a cui eroderle, ma non ti risolvono il problema. Inoltre, e questo è vero soprattutto per noi italiani, le monete nazionali ti permettono la distruzione della moneta locale con una facilità irrisoria, che fa si che una classe politica sconsiderata, invece di trovarsi in difficoltà di rifinanziamento del debito, si trovi a distruggere la moneta.

     

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