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Il tunnel se lo è arredato

31 Lug

La fine del Tunnel è vicina, dice il decrepito morto in piedi che ci governa. In realtà il Tunnel lo stanno arredando, lui e tutti i suoi compari politici. O al limite, quel che vede è il muro laterale. A lui potrà pure sembrare la fine, ma l’unica cosa che possiamo farci, è schiantarci contro lo stesso. Non c’è nessuna fine del tunnel. C’è solo un banchiere semi rincoglionito dall’età, che fa finta di non capire le dinamiche economiche, perché così lo pagano di più, e pretende pure di prenderci per il culo.

Lo spread? E’ colpa della litigiosità dei partiti, dice lo stesso decrepito morto di sonno precedente. La cosa strana è che lo spread era alto pure con Berlusconi, e i partiti erano altrettanto litigiosi, se non di più allora. Ma il solito banchiere con la laurea regalata al discount Bocconi, continua a volerci prendere per il culo.  La teoria è che se lo spread diminuisce è merito suo e della sua banda di ricchi zombie. Se lo spread sale, è sempre colpa di qualcun altro. Della Merkel, dei partiti che litigano, di sua sorella che non ha staccato di lavorare alle 5 del mattino come suo solito. Di chiunque, ma non sua e della valanga di peracottari che si è portato appresso. Da queste parti ci si continua a fare la stessa, retorica domanda. Ma se lo spread è influenzato dai partiti che litigano e dalla Merkel, perché stiamo mollando 25Keuro al mese a questo vecchio ricco e malato? L’unico scopo con cui lo si era posto a capo del gabinetto era (la speranza che tirasse lo sciacquone una volta entratoci)  abbassare lo spread tirato su dalla nefasta influenza berlusconiana. Almeno così ci raccontavano i dementi che hanno deciso di piazzarlo lì. Se adesso lo spread è diventato esogeno, a che cazzo serve Mario Monti? Si potrebbe prenderlo a calci in culo fino a che i piedi non ci diventano dispari? Si potrebbe revocargli il senatoriato a vita? Magari passando per la via più semplice?

La prerogativa di far cadere il governo però, ci informa il Nonno Comunista, è unica del Presidente della Repubblica. Lo ringraziamo per questa precisazione che avrà fatto almeno 15 volte nel suo mandato, e lo ringraziamo anche per la sua chiara competenza in materie economiche. Competenza che si evince da una vita passata a militare nel comunismo per poi moderarsi (?) nel socialismo, dottrine economiche che saprebbero far fallire un monopolista di bevande ghiacciate nel deserto. Una filosofia adatta solo all’estinzione umana per fame e a null’altro, predicata da gente che non saprebbe amministrare un piccione morto, figuriamoci una micro azienda o, ancor peggio una Nazione.

Un comunista che si impiccia di economia dovrebbe solo essere una barzelletta. Invece noi, paese sull’orlo del baratro, ma dal lato sbagliato, lo abbiamo messo a scegliere gli uomini e dettare la politica economica Italiana.

Vero è che anche tutti gli altri papabili, non capiscono una beata fava, ma a questo punto era meglio uno con la sindrome di down, paralizzato fino alla lingua e che si esprime sbattendo le ciglia.

Nel frattempo, siccome la disoccupazione ha raggiunto l’11 percento, le tasse sono da record del mondo, la seconda rata IMU sta per spazzar via le ultime aziende dei matti che ancora imprendono in Italia, i boliviani ritornano in Bolivia perché si guadagna di più, dopo aver distrutto per l’ennesima volta i propositi di annichilimento delle province, sostituendo la parola “accorpamento” con la gattopardiana “riordino”, i politici del cazzo si sono messi finalmente a discutere dei veri punti scottanti e utili al futuro del paese:

La legge elettorale (!!)

Le unioni gay (!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

Specie in quest’ultimo campo, si sente parlare Bersani, il quale sapendo che è comunista e quindi di economia non capisce nulla, come spiegato poc’anzi, ha potuto finalmente riparlare entrando in un argomento inutile, tedioso e improduttivo, come piace a lui. C’è da dire che almeno ha il buon senso di non aprire bocca su nessun argomento serio. Lo sa di essere incapace, il buon Bersani.

Non c’è nulla da fare, cari i miei lettori. Questo Paese andrebbe nuclearizzato, decontaminato e venduto a trance.  Non c’è la più minima speranza di vederlo ripartire, troppa la coglionaggine, mista agli interessi di bottega insiti nella testa della casta politica e giornalistica per sperare di tirarlo fuori dal guado. Troppi pure i coglioni della base, quelli che basta che spunta una “faccia nuova” che sono pronti a votarlo in massa, senza capire un’acca di ciò che intende fare o non fare. Per permettere all’Italia di risollevarsi, bisognerebbe annichilire non soltanto tutta l’intera casta dei politici, almeno fino al livello provinciale, ma pure l’intera casta giornalistica, tre quarti degli attori e dei cabarettisti, che sono allineati come formiche, tutta la casta sindacale, che non se ne salva uno che sia uno, gli ambientalisti coi soldi degli altri, i professori pubblici, la gente comune infettata dal virus del socialismo becero….

Troppi per sperare realisticamente che succeda.

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Una risposta a “Il tunnel se lo è arredato

  1. Borderline Keroro (@BorderKeroro)

    8 agosto 2012 at 06:40

    non c’è nulla da commentare, purtroppo.
    Semplicemente volevo dirti che il supremo idiota, quando ha parlato di luce in fondo al tunnel, mi ha fatto venire subito (subito-subito) in mente Willy coyote che s’infila nella galleria e corre incontro al treno.

     

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