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FarsaScommesse: la nuova tragicommedia della Latrina Italia.

24 Ago

L’Italia è ormai uno scempio in tutti i campi della Società Umana: record del Mondo di pressione fiscale e record del Mondo di costo del carburante (intimamente legati). Costituzione orrenda, Presidenti di Consiglio e della Repubblica malati di alzhaimer e se anche non lo fossero completamente digiuni di concetti economici (l’uno è keynesiano, l’altro marxista). Mummie politiche ai loro posti da trent’anni con le stesse vetuste idee sbagliate e lo stesso anelito dittatoriale. Spesa pubblica incontrollata e demenziale. Giustizia penale e civile lenta, farraginosa, incerta e spesso pure in malafede.

Ma il peggio del peggio lo stiamo vedendo in quello che una volta era il nostro fiore all’occhiello. Il Calcio. E lo stiamo vedendo per merito esclusivo della GIUSTIZIA SPORTIVA e della CLASSE GIORNALISTICA.

C’era una volta il campionato più bello del mondo.  Poi nel calcio si è abbattuta come una scure la caratteristica peculiare della Nazione. L’INVIDIA e il SOTTERFUGIO.

L’Invidia e il sotterfugio che fanno si che chi “riesca meno” nella vita o nel suo lavoro, imputi a chi “riesce meglio” tutte le nefandezze possibili pur di non fare autocritica e capire che forse dipende da lui.

Ma questo lo sapete già, è ormai nota ai più la faccenda di Farsopoli .

Quest’anno, in concomitanza con il trentesimo scudetto vinto dalla Juventus (a pensar male si fa peccato…), la FIGC e la Sporcizia Sportiva hanno replicato le indagini farsa del 2006 aumentando però il coefficiente di difficoltà. Tutto iniziò con uno scandalo scommesse che riguardava pochi calciatori di pochi club minori, sui quali sta indagando la magistratura ordinaria. Spunta un tal Filippo Carobbio (chiamato affettuosamente dalla PROCURA SPORTIVA   Pippo) che confessa di essersi venduto DIVERSE PARTITE. A questo punto interviene la procura sportiva. Il solito Palazzi. Chi è Palazzi? Palazzi è uno che ha studiato(?) forse magistratura. In ogni caso è uno che perde i dibattimenti pure col suo cane. Avendo però “le spalle coperte”, trova posto nell’unica procura in cui non serve argomentare, tanto si vince a prescindere: la procura sportiva. Leggenda narra che all’Università Palazzi sia stato battuto in dibattimento da un down, uno schizofrenico conclamato e perfino un muto che si spiegava a gesti.

Palazzi va da Carobbio e gli dice:  Se fai dei nomi ti regalo uno sconto di pena (sportiva). Più fai i nomi grossi e meglio sarà.

Come lo so? Perché é quello che ha detto pure a Locatelli e Paoloni, che lo han più volte ribadito.

Carobbio però ha un problema: lo scandalo non toccava nessun nome grosso. Fortunatamente però si ricorda che per Palazzi, certe squadre hanno la precedenza e altre possono pure essere prescritte. Allora pensa alla Juventus. Anche qui c’è un problema. Alla Juventus Carobbio risulta sconosciuto. Ma Carobbio si ricorda gli unici elementi che ha intercettato nella sua scarsa carriera, che poi sono andati alla Juventus. E fa il nome, in sede Sportiva ma NON in sede PENALE, di   Antonio Conte , di Angelo Alessio e di Stellini. Chi sono? Lo staff tecnico che adesso è alla Juventus. Antonio Conte per inciso è quello che in 5 anni di carriera ha vinto tre campionati e si è permesso di riportare la Juventus al tricolore dopo due settimi posti.

Una cosa analoga accade con un altro pentito. Tal Masiello. Lui giocava nel Bari e pure lui aveva voglia dei grossi sconti di pena promessi da Palazzi. Deve tirare fuori un nome. Ma di quelli interessanti. E decide di infamare un suo ex collega ai tempi del Bari, casualmente titolare della Nazionale e della Juventus tricolore.

Voi direte: si, ma perché i nomi grossi sono solo quelli della Juventus? In realtà no, sono stati fatti altri nomi grossi, solo che le squadre che non iniziano per J, non interessavano. Sono stati fatti nomi di calciatori del Napoli, dell’Inter, della Lazio. Solo per citarne alcuni. Probabilmente, anzi quasi certamente, sono stati fatti con gli stessi crismi con cui sono stati nominati i succitati Bonucci e Conte. Ovvero, senza prove, senza riscontri e con l’unico scopo di cercarsi un bello sconto di pena. In ogni caso comunque, non hanno suscitato nella giustizia sportiva lo stesso interesse di quelli che poi sono andati alla Juventus.

Parte la canea mediatica. Scompaiono tutti i nomi degli implicati nelle scommesse clandestine. Carobbio e Masiello diventano BUONI. Tra i cattivi i soli Conte e Bonucci. A dir la verità Masiello si ricorda che esiste un altro giocatore della Juventus che nel passato prossimo non giocava con la stessa. Si chiama Simone Pepe e  all’epoca dei fatti militava nell’Udinese. Allora inventa una combine tra il suo Siena e l’Udinese in cui Pepe sarebbe venuto a conoscenza della combine perché ad una telefonata che diceva:

“Vuoi comprare una Ferrari”, il Pepe ha risposto “no”.

Palazzi, tutto eccitato e in preda ad una erezione priapica, parte lancia in resta. Finalmente ha quel che gli serve. Nomi di gente che ora fa parte della Juventus. Quella stessa società che ha citato per danni la FIGC per 444 milioni di Euro. Quella stessa società che ha OSATO vincere quando tutto era stato programmato affinché non vincesse più, la stessa società che li ha costretti ad accettare un “30 SUL CAMPO” che ha più valenza di tre stelline sulla maglia.

Dopo mesi di sonnolenza, ai nomi di Pepe, Bonucci, Conte, il processo subisce la solita accelerazione juventina. “Bisogna fare presto”, come titolano sempre i giornali quando vogliono metterlo nel culo di taluni. Così Palazzi chiede un illecito sportivo per Bonucci, una omessa denuncia per Pepe e due omesse denunce per Conte.

A differenza del 2006 però, in sede Juventus non trovano il clima di  “prego accomodatevi e usate pure il nostro culo” che caratterizzava la società a quei tempi. Esce quindi fuori che nessuno della magistratura ordinaria ha mai incriminato né Bonucci né Pepe, che questa considera Masiello un millantatore e che anche per Conte non ci sono assolutamente indizi di reato.

Come conseguenza di tutto ciò il tentativo di incriminare Bonucci per illecito cade nel vuoto, perfino con un branco di mentecatti venduti a giudicare. Palazzi fa una figuraccia in mondovisione e viene ripreso durante il primo grado di giudizio ad implorare Bonucci di firmare un patteggiamentino tanto per non fargli fare una figura di merda colossale. Bonucci rifiuta, viene assolto e Palazzi scava ancor di più negli abissi del patetico, con un ricorso che titolava

“Non è giusto, dategli almeno una omessa denuncia no? Almeno una multina per divieto di sosta? Un autovelox? Possibile che non possiamo incriminarlo per nulla????”

Niente da fare. Le accuse erano così inconsistenti e così largamente smentite dalla magistratura ordinaria, che la farsa sportiva non ha avuto il coraggio di seguire Palazzi nelle sue masturbazioni mentali. Finiscono assolti sia Bonucci che Pepe e il “pentito” Masiello, completamente screditato.

A Palazzi rimane quindi solo il pentito Carobbio, sul quale si basa tutto il suo “lavoro”. Benché anche questo per la magistratura ordinaria sia “poco credibile”, Palazzi lo giudica come un incrocio vivente tra Gandhi e Madre Teresa di Calcutta. Credibile sempre. Anche al poker. E certo che è uno che ha ammesso di essersi venduto svariate partite.

Quindi cosa succede? Succede che Palazzi affibbia a Conte due omesse denunce sulla base di ciò che ha detto Carobbio. Cioé che Antonio Conte, in una riunione tecnica prima di Siena Novara, di fronte a tutto lo staff, tutti i giocatori, qualche magazziniere, avrebbe detto “tranquilli ragazzi che ci siamo messi d’accordo per un pareggio”. Versione smentita da tutti i partecipanti alla riunione tranne Carobbio e che porta all’incriminazione NON per Illecito, come avrebbe dovuto essere se si fosse dato credito a Carobbio. Ma per “omessa denuncia”. Perché? Perché l’illecito sportivo riguarda la magistratura ordinaria e Palazzi sa benissimo che la magistratura ordinaria ha escluso già da diverso tempo l’illecito per Conte. Invece “omessa denuncia” non viene indagata nell’ordinario e quindi Palazzi può inventare come più lo aggrada.

La seconda omessa denuncia riguarda un Siena Albinoleffe, in cui l’accusa si basa sul fatto che un certo Mastronunzio sia stato messo fuori rosa da Conte nelle ultime tre giornate. Secondo Carobbio, perché non si prestava alle combine. L’unico problema è che Mastronunzio le ultime tre giornate era infortunato, come dichiara qui e come da sempre è scritto negli archivi del Siena. Ma sono dettagli.

Palazzi però, dopo aver perso una prova di dibattimento casalingo in cui, giudice la madre, ha perso contro il suo gatto morto, comincia a sospettare di non avere proprio le prove in tasca. Quindi convince gli avvocati di Conte che è meglio chiuderla con un patteggiamento, senza ammissione di colpa, di 3 mesi.

Piccolo escursus. Secondo la vulgata italiana e secondo lo spaccio ufficiale dei giornalisti goebbeliani, nella giustizia sportiva esisterebbe un principio: l’inversione dell’onere della prova.

Principio che solo dei dementi in concetti di diritto, o solo dei socialisti proni a qualunque abietto totalitarismo, possono considerare poter esistere. Significa che basta un qualunque stronzo che ti denunci per una qualsiasi cosa gli passi per la mente, e sei tu a dover trovare le prove della tua innocenza. Non loro a dover dimostrare la tua colpevolezza. Un principio simile non esiste, perché significherebbe solo che nella giustizia sportiva ogni giorno tutti sono colpevoli e diventano innocenti solo qualora riescano a provare cosa han fatto ogni giorno. Qualcosa che esisteva forse in Germania Est. Qualcosa che è analogo a dire “non esiste il diritto”.

Ma come ormai dovreste sapere da Farsopoli, non finisce qui, infatti per facilitare il compito di chi deve dimostrare di essere innocente nei confronti di chi senza prove lo accusa, la giustizia sportiva usa le seguenti regole:

  1. Le difese non possono portare prove a discarica
  2. Le difese non possono controinterrogare i teste che li accusano
  3. Le difese hanno più o meno 15 minuti di tempo per parlare, sulla base solo delle carte raccolte dall’accusa, possibilmente avendole ricevute un giorno prima del processo.

Con questi chiari di luna è ovvio che la proposta dei tre mesi senza ammissione di colpa, piuttosto che un processo maoista con fucilazione annessa, per la difesa di Conte era una proposta accettabile. Non per Conte, né per gli altri che hanno tutti patteggiato per lo stesso motivo, pur se si sentono innocenti. Ma quantomeno per limitare i danni.

Avete presente uno stupratore che dice alla donna: “se stai zitta, uso la vaselina?”.

Qui entra in gioco il resto della feccia presente in FIGC. Per la prima volta nel corso di secoli di giurisdizione, un patteggiamento concluso tra le parti non viene accettato dalla Corte, che reputa troppo bassa la squalifica di tre mesi per Conte. Il derelitto che se ne è uscito con questa dichiarazione è tal Sergio Artico.

Gli avvocati della difesa a questo punto ricusano  la corte disciplinare, in quanto con tale uscita hanno chiaramente fatto capire che già hanno scritto la sentenza, prima ancora del dibattimento (che tanto non c’è come abbiamo visto).

Giustamente la richiesta di ricusazione della disciplinare, viene presentata alla disciplinare stessa, la quale ovviamente la rifiuta.

Ti pare a te che ho già deciso le pene e adesso io stesso avallo la richiesta di ricusazione contro me stesso?

Palazzi allora ringalluzzito da Artico che gli ha formalmente detto: “Vai avanti che vogliamo condannare Conte e lo faremo comunque”, dopo aver proposto tre mesi, si sente forte e ne propone 12. Per le stesse, risibili accuse per le quali aveva patteggiato 3 mesi.

In prima istanza, Conte viene condannato per due omesse denunce e prende dieci mesi. Va da se che in ossequio alla logica, nessuno presente alla famosa riunione tecnica viene deferito, tranne appunto Conte, Carobbio, Alessio e Stellini. La giustificazione del procuratore è che “In teoria potevano essere tutti al bagno mentre Conte parlava“.

Nel frattempo, usanza italica, sui giornali (due in particolare) compaiono le sentenze il giorno prima che venissero decise. Quindi tutti sapevano che Conte avrebbe preso 10 mesi, pure se la disciplinare non aveva ancora deciso. Del resto come in ogni giustizia che si rispetti, la camera di consiglio si svolge al bar, la corte telefona agli amici e racconta aneddoti, storielle, chiede pareri…

Caso strano,la disciplinare molla ad Antonio Conte 10 mesi per DUE omesse denunce.

Per il secondo grado gli avvocati, pur essendo castrati dalle “regole” della giustizia sportiva, riescono ad evidenziare che nelle carte dell’Accusa, Carobbio prima dice che Conte ha detto che la partita era accomodata, e poi fa un discorso motivazionale intenso per spronare la squadra a vincere la partita. Per fortuna che Carobbio questo lo ha detto nelle carte dell’Accusa e quindi è stato possibile portarlo a processo. Nel secondo grado quindi cade, per manifesta infondatezza, pure l’accusa sull’omessa denuncia nella riunione tecnica.

La corte federale quindi prende in mano la calcolatrice e prova a fare il calcolo 10 mesi per due omesse denunce. Una è caduta, ne rimane una. 10 / 2 continua a fare 10 e conferma, per UNA omessa denuncia, la stessa pena comminata per due.

Un tizio della corte federale, tornato dal bar chiama un giornalista e gli rilascia una intervista in cui dice “A Conte è pure andata bene”. Che dite? Non può farlo? Ma dai…

Alla fine del secondo grado, la Juventus decide di rilasciare una sacrosanta conferenza stampa in cui denuncia tutto il marciume della Procura Federale guidata da quello che perde i dibattimenti col gatto morto, il marciume della FIGC, guidata da un albero. Già perché la FIGC è guidata da Abete. Abete è una conifera che si trova lì solo perché ha il fratello lobbysta e banchiere. Abete è una conifera. E’ fermo, non serve a nulla, tranne a reggere le palle di natale tra il 25 dicembre e il 6 gennaio.

A differenza di una conifera però, Abete non produce ossigeno, ma lo consuma e con esso consuma anche tanti soldi dei contribuenti. Il ruolo di costui nella vicenda è secondario, come può essere il ruolo di un oggetto di arredamento in una cena tra amici. Abete in FIGC è come la bomboniera portacandele del matrimonio del vostro migliore amico. Si mette in una teca, giusto perché pare brutto cestinarla, ma non serve a nulla, occupa spazio e raccoglie polvere.

Antonio Conte e la Juventus, assieme al fior fiore degli avvocati italiani, avvocati veri e non procuratori federali inabili al contraddittorio, fanno questa conferenza stampa dove denunciano a gran voce le varie violazioni ai diritti umani compiuti da una FIGC che ben lungi da essere super partes è solo una latrina.

Violazioni Costituzionali e dei diritti umani che perfino Giulia Bongiorno, forse il miglior avvocato italiano non ha mancato di evidenziare.

Per comodità vi elenco qui di seguito le violazioni di cui si è resa colpevole la FIGC nelle ultime due farse:

  1.  I processi senza difesa (Farsopoli e FarsaScommessopoli)
  2.  I processi senza poter portare prove a discolpa (Farsopoli e FarsaScommessopoli)
  3.  I pentiti senza contraddittorio  (FarsaScommessopoli)
  4.  I pentiti smentiti dagli incensurati e ritenuti credibili a prescindere (FarsaScommessopoli)
  5.  L’inversione dell’onere della prova  (FarsaScommessopoli e Farsopoli)
  6.  La costituzione di reati sportivi retroattivi da applicare all’uopo  (Farsopoli)
  7.  Sentenziare sulla base del “sentimento popolare” (Farsopoli)
  8.  Le sentenze anticipate dai giornali  (FarsaScommessopoli e Farsopoli)
  9.  La corruzione dei pentiti a base di arbitrari sconti di pena e la successiva spinta alla delazione e falsa testimonianza, da parte della procura. (FarsaScommessopoli)

Di fronte ad una situazione simile, ci si attenderebbe che chi ha il dovere di vigilare sulla FIGC apra gli occhi e cominci ad indagare. Purtroppo però il pesce puzza sempre dalla testa. E se è marcio Palazzi, marcio Abete, figuratevi chi sta sopra di loro, abbrancato alla poltrona pubblica da secoli, alla guida del Coni.

Alla guida del Coni c’è un habitué della politica italiana. Gianni Petrucci. Un tipo che raccatta soldi pubblici da 35 (TRENTACINQUE) anni. Sempre nello sport, prima in pallacanestro, poi in FIGC, poi nel CONI, adesso è perfino sindaco di San Felice Circeo. L’esempio esatto di parassita politico italiano.

Ci si aspetta comunque che Petrucci, in quanto presidente del Comitato Olimpico Nazionale, indaghi sulle violazioni costituzionali che vengono denunciate a torto o a ragione (a ragione), dalla più rappresentativa società Italiana.

Invece Petrucci che fa? Se la prende perché hanno “commentato le sentenze“.

Secondo Petrucci è ignobile che si commentino le sentenze. Non è mica ignobile proibire la difesa, non è ignobile corrompere i pentiti per fargli fare falsa testimonianza, non è ignobile violare nessuno dei 9 punti precedenti. E’ ignobile commentare.

E fortuna che ci tacciamo di avere la libertà di parola !!!!!

Secondo Petrucci inoltre, la Juventus starebbe facendo “manifestazioni muscolari”. La logica petrucciana vuole che indire una conferenza stampa per commentare una sentenza è una “manifestazione muscolare”.

Andare da un pentito e dirgli : “Spara dei nomi a caso, purché importanti e ti faccio un mega sconto di pena”, invece no. Andare ad un processo e dire “Non abbiamo tempo di ascoltare le difese”, “non abbiamo tempo di far controinterrogare i teste dalle difese, non è una “manifestazione muscolare”. Condannare gente senza prova, facendosi beffe dei più elementari diritti, esattamente come un qualsiasi tenente delle SS durante il nazismo non è una “manifestazione muscolare”. Anzi, casomai sarebbero gli ebrei che “commentando la sentenza” stanno facendo una manifestazione muscolare.

Ovviamente, una volta che il Boss ha parlato, perfino i picciotti possono fare i galli. Dopo mesi di silenzio passati a ciucciare acqua dalle radici, l’Abete torna a parlare e declama la sua solita leccata al Boss. Fino a ieri è stato zitto perché non aveva ben chiaro da che lato andava il suo capo. Oggi lo sa e parla.

Parla con la sua solita verve burocratica nella quale inventa un altro principio da logica dell’assurdo.

Chi è condannato dalla giustizia sportiva non deve parlare, perché lo fa solo perché è condannato.

Uguale uguale al tenente delle SS che dice che chi viene giudicato colpevole dalle SS non ha diritto di criticare i sistemi di giudizio delle SS.

Insomma, la FarsaScommesse italica è l’ennesima prova che ormai l’Italia è la Latrina d’Europa. Se fossimo in una commedia dell’Assurdo, farebbe anche ridere, come può far ridere il romanzo di Kafka “Il Processo”. Ridi, perché sai che non è la realtà nella quale vivi. Però se poi ti accorgi che è la realtà nella quale vivi, allora non fa più ridere, perché ogni qualvolta che questa manica di barbari fa qualcosa, tante persone innocenti passano i guai. E’ successo a Bonucci, a Pepe, a Di Vaio e a tanti altri nella FarsaScommesse. E’ successo a Conte, il quale rimane innocente fino a prova contraria e quindi è innocente perché “prove contrarie” è stato abolito dalla federcalcio.

Persone innocenti che perdono soldi, tempo, e salute alle prese con un macabro rito sacrificale degno neppure del più sperduto villaggio tribale amazzonico. Persone a cui viene impedito di lavorare, per intenderci. Persone che potremmo essere noi o voi, semplicemente perché un domani qualcuno si arroga il diritto di dire che in un certo ambito, vale la “presunzione di colpevolezza”, in spregio a tutti i diritti umani.

Non è il calcio il problema. Non è una partita a Monopoli. Si tratta di VITE UMANE, martoriate e violentate nel loro habitat lavorativo. E’ roba SERIA. Estremamente seria.

Ma critiche simili non le troverete sui giornali. I giornalisti italiani sono un pò come l’Albero in FIGC. Se un potente dice che lanciandosi dal 5 piano si sopravvive e si ha pure un orgasmo, i giornalisti scrivono un approfondimento dicendo che lo hanno fatto anche loro ed in effetti è vero. I giornalisti italiani ormai non hanno idee. Sono dei passacarte che scrivono quello che gli viene detto così colà dove si puote ciò che si vuole. Probabilmente non rileggono neppure i pezzi che scrivono, tanto non utilizzando più il concetto di logica e di causa effetto, potrebbero al massimo correggere qualche errore grammaticale.

Se almeno sapessero ancora la grammatica italiana.

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3 commenti

Pubblicato da su 24 agosto 2012 in Calcio, cronaca, giornali

 

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3 risposte a “FarsaScommesse: la nuova tragicommedia della Latrina Italia.

  1. Borderline Keroro (@BorderKeroro)

    31 agosto 2012 at 20:52

    mi piacerebbe commentare, ma quando m’incazzo vado giù pesante.
    Mi spiace che Palazzi non abbia preso qualche pizza quando era in vacanza a dire minchiate e si è fatto sentire dai tifosi della Juve (che volevano linciarlo).
    Una testa di cazzo del genere prende ordini da qualcuno, non può essere casuale.
    Questo è in cattiva fede. Come la FIGC.
    E, a proposito di Petrucci, la faccenduola del figlio che ha investito e ucciso un ragazzo?
    Puzza di insabbiamento lontano un miglio:
    http://pinoscaccia.wordpress.com/2012/02/29/un-ragazzo-muore-il-fatto-non-sussiste/
    http://www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=105687.0
    http://www.lazio.net/forum/index.php?topic=12437.0
    http://gianlucs.wordpress.com/2012/08/27/il-figlio-di-gianni-petrucci-e-lincidente/

    Paese di merda, dove si condannano gli innocenti e si premiano i delinquenti

     
  2. libertyfighter

    1 settembre 2012 at 00:34

    Cazzo che storia di Merda. Non la sapevo. Però noto la “mano” della “giustizia” italiana. Angelo Alessio per esempio, non è mai stato interrogato né citato. E si è beccato una condanna sportiva. Petrucci Junior neppure è mai stato interrogato né fermato nonostante avesse ammazzato un ragazzo. E si è beccato l’assoluzione piena.

     

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