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E’ tutta colpa della crisi!!!

03 Set

Da quando il collasso, che si prospettava certo da diversi anni, per chi avesse voluto vederlo, è ormai evidente perfino nelle menti più semplici e idiote, tipo quelle dei politici e dei giornalisti nostrani, lo sport nazionale è diventato quello di imputare il collasso alla crisi economica.

L’Italia va male perché c’è la Crisi.

Crisi, rigidamente con la C maiuscola, in quanto assurge ad essere senziente e con volontà propria. Oltre ad avere un discreto potere. Leggiamo ad esempio in uno degli ormai quasi giornalieri pezzi del corriere della sera:

Autunno caldo, la crisi chiude i negozi.

Come vedete è proprio la Crisi che ha deciso che quest’autunno possano chiudere svariate migliaia di imprese, per un totale stimato di 150 mila in un anno. Cattiva proprio questa signora Crisi. Perché avrà deciso così? Che interesse ha Mrs Crysis a far chiudere i negozi italiani?

Alla stessa stregua è trattato da altro giornale (la fetenzia di Repubblica) il problema del milione e mezzo di posti  di lavoro persi dagli under 35 negli ultimi cinque anni:

La Crisi ha duramente colpito gli under 35.

Ancora più malvagia Mrs Crysis, oltre a far chiudere i negozi, se la prende pure con i più giovani. Che perdono il lavoro per colpa sua.

Per pietà mi fermo qui, ma potrete trovare una quantità industriale di articoli di giornale in cui la crisi economica viene personificata e la si rende causa di qualcosa. In particolare causa di tutti i problemi che stiamo avendo. Allora è colpa della crisi se non c’è lavoro, è colpa della crisi se le tasse sono alte, è colpa della crisi se i negozi chiudono è colpa della crisi se le banche non prestano.

Quindi la soluzione dovrebbe essere semplice: trovare Mrs Crysis e incarcerarla. A quel punto tutto torna bello e funzionante. Sappiamo benissimo di chi è la colpa di tutto. Abbiamo un colpevole. Meglio ancora del Palla di Neve di Orwelliana memoria, questa volta il colpevole non è neppure un essere umano, ma una entità non definita di nome “crisi economica”.

Ma il problema è che le entità diverse dagli individui non sono in grado di agire, come tali non sono in grado di assumersi la colpa di nulla. Crisi, per chi non fosse completamente digiuno di nozioni economiche o in grossa malafede, è un risultato. Un insieme di conseguenze di qualcosa.

Dire che stiamo nel letame “a causa della crisi” è un’idiozia madornale. Stare nel letame significa già “essere in crisi economica”. E non possiamo essere in crisi economica a causa della crisi economica.

La crisi economica è un effetto.

Supponiamo che la mia macchina fonda il motore, perché io mi sono scordato di metterci l’olio. Guardo la macchina guasta, con un monoblocco fumante bianco al posto di quel che una volta era il motore  e dico: “peccato, colpa della fusione del motore se io ho perso la macchina”.

La colpa non è della fusione del motore. La colpa non è neanche delle leggi della termodinamica. La colpa non è neppure della resistenza al calore delle varie componenti del motore.

La colpa è mia che mi sono dimenticato di mettere l’olio nel motore. Se siamo in centomila a scordarci di mettere l’olio nei motori, ugualmente non ha senso pubblicare articoli dicendo:

“Centomila macchine distrutte per colpa della fusione del motore”.

Se poi per legge imponiamo a 64 milioni di italiani di viaggiare senza olio motore, ugualmente non possiamo dire che il parco macchine italiano sia stato distrutto a causa “della fusione del motore”.

Una, centomila o l’intero parco macchina sono stati distrutti dalla MANCANZA DI OLIO MOTORE, il che HA CAUSATO la fusione del motore.

Alla stessa maniera dovrebbe essere trattata la crisi economica. La crisi è la “fusione del motore”. Le cause della crisi sono da ricercarsi in chi ha dimenticato o chi ha imposto di non utilizzare l’olio motore.

Nessuno invece pare preoccuparsi delle cause che producono la crisi economica. Giornali e politicanti sembrano un gruppo di struzzi con la testa sotto la sabbia.

D’altra parte, le stesse dichiarazioni dei ministri “tecnici” , sono accordate alla stessa nota.

“Vedo la fine del tunnel”

“La ripresa ci sarà”

“La crisi sta per passare”.

La crisi viene vista come una persona o come un fenomeno atmosferico. Come Katrina. Arriva, devasta e poi se ne va. Ma la crisi non è una persona né un fenomeno atmosferico. E’ la conseguenza di una serie di cause. Quindi finché le cause non vengono rimosse, la crisi non passa. Possono passare due mesi, quattro mesi o dieci anni, la crisi non può passare da sola.

Allo stato attuale ovviamente, nessuna riforma è stata fatta e quelle che sono state decise vanno nella direzione contraria al risanamento. Sono ALTRE CAUSE di crisi economica aggiunte alle già abbondanti e preesistenti.

D’altra parte è improbabile che considerando la crisi come una persona vivente e agente, o come un tornado, qualcuno possa identificarne le cause. Bisognerebbe prima capire che è causata da qualcosa e poi scoprire che cosa sta causandola.

 

 

 

 

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8 commenti

Pubblicato da su 3 settembre 2012 in crisi economica, giornali, politica

 

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8 risposte a “E’ tutta colpa della crisi!!!

  1. Borderline Keroro (@BorderKeroro)

    4 settembre 2012 at 07:34

    Giornali e politicanti sembrano un gruppo di struzzi con la testa sotto la sabbia.

    No no no.
    Non tengono la testa sotto la sabbia, semplicemente sottolineano quanto interessante possa essere il dito.
    Il dito che indica la Luna, ovviamente.
    Ma a noi del satellite, checcefrega? Guarda quant’è bbello ‘sto dito.
    Se dovessimo andare a cercare le colpe di quanto sta accadendo, i politici sarebbero indiziati abbastanza seriamente, come i banchieri.
    E i giornalisti, come sempre a guardia della democrazia, hanno fatto benissimo il loro dovere.
    Ovvero tenerla fuori, la democrazia.
    In fin dei conti i soldi pubblici servono esattamente a pagare il loro silenzio sulle faccenduole che non si devono divulgare.
    L’Italia è in crisi, e come ci assicurano “La crisi sta per passare”.
    E’ come quel tizio, malato, a cui la malattia è passata. Dopo che è morto.

     
  2. FP

    4 settembre 2012 at 07:37

    Caro liberty hai proprio ragione, la crisi ha un colpevole. Ebbene si’ mi accuso: il responsabile sono io… Sono io che ho lavorato troppo per me e poco per loro, sono io che ho pagato poche tasse, sono io che ho pensato al mio futuro e non a quello dello stato, sono io che ho pensato alla mia libertà anziché farmi condurre come una pecora sociale da questi lupi affamati e stupidi. D’altronde sono fatto così necessito di una castrazione economica affinché non non predomini il mio istinto egoistico. Bene così diamogli più del 50% ci pensano loro a pensare per noi, sapranno loro decidere meglio cosa e’ bene per noi dando a ciascuno ciò che si merita…d’altronde siamo in un paese democratico o no? Allora perfetto.. E se poi non ci va bene siamo sempre in tempo (dopo 5 anni) a fare una ‘x’ su un foglio, così forse cambieremo il lupo di turno… Nel frattempo la nostra libertà sara’ giustamente sempre più limitata per giuste doverose e preminenti esigenze volte alla risoluzione della crisi perenne dovuta agli imbecilli che non capiscono come me, come noi…

     
  3. sasà

    5 settembre 2012 at 16:49

    Riflettendo sulle origine e le cause del debito pubblico e in generale sul dissesto delle finanze dello stato italiano, a capire bene come stanno le cose si rimane veramente esterrefatti.
    Sempre se ho capito bene, per questo voglio condividerle qui anche per dei chiarimenti.
    Torniamo indietro di qualche anno, durante gli anni ’70 in italia c’era una inflazione molto alta, con punte del 20%, perchè?
    Quando lo stato italiano non aveva soldi per affrontare le spese emetteva titoli di stato, ma a differenza di adesso era presente un accordo tra il tesoro e la banca d’italia per il quale quest’ultima era obbligata ad acquistare i titoli che restavano invenduti.
    Gli effetti erano che lo stato poteva emettere titoli agli interessi che preferiva, quindi bassi, però gli acquisti che effettuava la banca d’italia consistevano di fatto nella creazione di nuova moneta e quindi in inflazione e deprezzamento della stessa.
    Nel 1981 il ministro Andreatta, magari con le migliori intenzioni, decise di porre fine a questo sistema con il famoso divorzio tesoro-banca d’italia.
    Il risultato è stato che l’italia ha visto ridursi drasticamente l’inflazione a scapito dell’esplodere del debito pubblico e degli interessi su detto debito, visto che adesso lo stato doveva emettere titoli che trovassero il gradimento del mercato e quindi fu costretto ad aumentare gli interessi che riconosceva agli acquirenti.
    C’è da dire innanzitutto che il metodo degli anni ’70, se non ottimale perchè l’ideale sarebbe spendere solo quello che hai, aveva comunque un pregio, e cioè i vantaggi derivanti alla popolazione dall’avere uno stato spendaccione che garantiva tante cose che in realta non ci si poteva permettere, erano comunque pagati dalla stessa generazione che ne godeva attraversa la tassa occulta dell’inflazione, a differenza del sistema vigente dal 1981 in poi attraverso il quale i conti del finto benessere creato dalla eccessiva spesa pubblica li pagano le generazioni successive che si ritrovano un fardello di debiti senza aver mai beneficiato delle spese sostenute per crearli.
    Basti pensare ad un dato incredibile ma vero, lo stato italiano negli ulimi 20 anni, ripeto venti anni, ha sempre speso meno di quello che incassava, quindi ha sempre avuto un bilancio in pareggio o in attivo, da stato virtuoso, chiaramente al netto degli interessi sul debito che poi mandavano tutto a puttane.
    Quindi sono 20 anni che una generazione intera fa sacrifici per pagare lo scialo della generazione precedente senza peraltro ottenere molto visto che il debito non fa che aumentare.
    Questo perchè mentre durante gli anni in cui si è formato il debito si emettevno titoli di stato per affrontare delle spese, adesso non si fa altro che, allo scadere delle varie tranche di titoli, pagare solo gli interressi maturati e rimetterlo al mercato visto che è impossibile pagare il tutto e chiudere la partita ma solo procrastinare alle generazioni successive.
    Abbiamo un fardello addosso che è impossibile levarsi.
    Se ci si pensa è una situazione spaventosa, una intera generazione sacrificata dalla precedente che tra l’altro gode di pensioni per le quali non ha versato i contributi, solo una parte, e che dai 65 anni in su ha anche diritto alle cure gratis, cioè pagate da qualcun altro, del servizio sanitario nazionale.
    C’è solo una soluzione secondo me ripudiare il debito e ridurre lo stato al minimo per evitare altre catastrofi simili in futuro, non vedo altre vie di uscita.

     
  4. libertyfighter

    5 settembre 2012 at 19:04

    Hai capito 3/4.

    “C’è da dire innanzitutto che il metodo degli anni ’70, se non ottimale perchè l’ideale sarebbe spendere solo quello che hai, aveva comunque un pregio, e cioè i vantaggi derivanti alla popolazione dall’avere uno stato spendaccione che garantiva tante cose che in realta non ci si poteva permettere, erano comunque pagati dalla stessa generazione che ne godeva attraversa la tassa occulta dell’inflazione”

    L’unico modo possibile è spendere MENO di quello che hai. AL LIMITE, SOLO quello che hai.
    Il metodo degli anni 70 in realtà non ha prodotto i vantaggi che dici. Perché la gente non poteva permettersi affatto beni stranieri. I costi di importazione con l’inflazione galoppante sono proibitivi per gli indigeni. Quindi tutte le ditte che lavoravano con prodotti di importazione erano poco sviluppate e producevano poco e male.
    Svalutare non porta mai alcun beneficio generale. Quindi pregi ZERO.

    Le persone di quegli anni NON HANNO USUFRUITO di nulla di più di ciò che guadagnavano, perché come dici tu, pagavano tutto il debito con la monetizzazione.

    Il problema è che quando svaluti la moneta, la gente se ne accorge e si rende perfettamente conto che le cose non stanno andando bene. E che la stai tassando.
    Ancor di più ti si abbassa la fiducia nella moneta. La gente comincia a tesaurizzare altre valute, a pagare in valuta estera, fino a non utilizzare per nulla più la tua moneta. Tipo Weimar o il simpatico Zimbabwe.

    Andreatta quindi non poteva che mettere un freno a tutto ciò. Ed ha fatto bene ad impedire il circolo vizioso. Solo che lo ha creato, ma con esso tutti gli Stati, potendo continuare a farlo INDEBITANDO i propri sudditi.
    Il debito, a differenza dell’inflazione galoppante, si vede con molto ritardo. Quando te lo chiedono indietro. Se poi fai il giochino di rinnovare il debito pagando con altro debito gli interessi + il tuo disavanzo annuale, puoi continuare a tirare la corda fino a che il peso degli INTERESSI diventa insostenibile. Cosa che è avvenuta adesso. Lo stesso giochino puoi farlo anche privatamente. Vedrai che non ti accorgi dei problemi fino a quando la somma per interessi che ogni anno devi sborsare non diventa eccessiva.

    La generazione che ha goduto di benefici non pagati è quella che HA FATTO il debito, quindi la generazione dall’ 81 al 90, su per giù.
    Qui tornano i tuoi 20 anni.

    Il fardello del Debito Pubblico è enorme. Soprattutto non siamo noi a doverlo pagare. Però NON E’ VERO che non sia ripagabile.
    (milioni di euro)
    Il debito pubblico Italiano è 1.972,940
    La spesa pubblica italiana è una volta escluse le pensioni, intorno ai 500.000

    Prendi la spesa pubblica, detrai gli interessi. Diciamo intorno ai 60.000. Dimezzi la parte restante.

    Sono 270.000 risparmiati ogni anno.

    Di questi: dividi per due. 130000 vanno tutti in DETASSAZIONE.
    Gli altri li usi per ripianare il debito.

    L’anno successivo grazie a parte del debito ripianato gli interessi sono più bassi, parte del debito è estinto e i tuoi introiti, nonostante la detassazione, anzi PROPRIO GRAZIE alla detassazione, sono più alti, perché hai avuto crescita economica.
    A questo punto usi il surplus di bilancio che ottieni ogni anno per pagare interessi e parte del debito. Al rate dell’accantonamento iniziale di 130000 milioni di euro ci metti una quindicina d’anni. Ma la cosa è più rapida perché il boom economico dovrebbe permetterti di saldare il debito a rate maggiori.

    Inoltre puoi fare ancora prima vendendo parallelamente i beni pubblici e le varie partecipazioni pubbliche e gli enti del cazzo che hai costruito.

     
  5. sasà

    5 settembre 2012 at 20:15

    “Il problema è che quando svaluti la moneta, la gente se ne accorge e si rende perfettamente conto che le cose non stanno andando bene. E che la stai tassando.”

    E’ proprio questo il punto, i politici (dalla vista corta) non volevano che la gente si rendesse conto della politica scellerata che si stava effettuando.
    Durante gli anni ’80 si sono comportati come se avessero trovato la gallina dalle uova d’oro, ed il vero Potere (potenti dalla vista lunga) ha lasciato fare perchè era necessario avere un grande debito e quindi una grande dipendenza dalle istituzione finanziarie internazionali per costringere se riluttanti i nostri imbelli politici da quattro soldi ad aderire all’Europa, perchè ai nostri non piaceva l’idea, giustamente peraltro, di cedere il loro potere ai burocrati di Bruxelles.
    Questo era l’unico sistema per ottennere cessioni di sovranità nazionale all’Europa, sotto il ricatto dei detentori del debito.
    Avere una moneta inflazionata ha chiaramente dei grossi svantaggi, ma sei comunque ancora padrone del tuo destino e puoi invertire la rotta, essere in balia delle banche internazionali è ben peggio, è la fine.

     
  6. libertyfighter

    5 settembre 2012 at 21:29

    Si e no. Il Potere ha lasciato fare perché chi è che non li avrebbe lasciati fare, essendo quelli che prestano aggratis?
    Non è necessaria la teoria complottistica per capire perché se ad uno gli proponi di stamparsi soldi, prestarteli e campare di interessi, quello ti dice di si.

    Invertire la rotta è difficile in entrambi i casi, perché nel caso precedente se ti fermi ti ritrovi con zero “servizi pubblici” e una moneta che non vale nulla.
    Nel caso del debito invece con zero “servizi pubblici”, ma almeno del capitale

     
  7. sasà

    6 settembre 2012 at 19:47

    Io ho sempre dei dubbi, te li espongo, non essere troppo severo.
    Ora rimane il fatto che, essendo i detentori di oltre l’85% del debito italiano costituito da istituti finanziari che da decenni si leccano i baffi con gli interessi che paga il nostro governo, noi abbiamo un regolare e continuo trasferimento di ricchezza dal cittadino che lavora alle banche.
    Tu fai un analisi di come sarebbe possibile ripagare il debito ma siamo sicuri che sia giusto pagarlo perche qui secondo me abbiamo dei truffatori da entrambi i lati della barricata.
    Io potrei capire se tizio che ha lavorato sudato e guadagnato denari decide di investire in titoli di stato, ha pienamente diritto ad essere ripagato.
    Ma il sistema è più complesso, abbiamo delle banche che funzionano sotto il regime di riserva frazionaria (che io non considero l’origine di tutti i mali) ma tale sistema è garantito da una banca centrale che viene giustamente definita “prestatore di ultima istanza”, quindi un sistema a riserva frazionaria garantito.
    La banca oltre a svolgere il ruolo di intermediario svolge il ruolo di investitore senza soldi e senza correre dei rischi ma accolandoli alla banca centrale.
    Lo stato non ha i soldi e se li fa prestare da chi nemmeno li avrebbe ma li crea grazie al moltiplicatore bancario guadagnandoci gli interessi.
    Ma questo punto sarebbe meglio che lo stato se li stampasse da solo i soldi invece di commissionare la stampa alle banche, ci risparmieremmo almeno gli interessi.
    Voglio dire che il senso di impedire allo stato di detenere la possibilità di creare denaro è totalmente vanificato se tu concedi questo potere a degli istituti privati che lo usano per farsi i propri interessi.

     
  8. libertyfighter

    6 settembre 2012 at 21:24

    Non proprio. Con questo sistema hai evitato le inflazioni galoppanti. La separazione banca centrale, stato, ha comunque limitato l’inflazione che in un mondo a moneta fiat sa essere disruptiva. Il deprezzamento della moneta negli stati che se la possono stampare a piacimento è molto maggiore. Allora il problema non è dire “adesso la moneta non si stampa più a piacimento”, seppure avendo trovato un metodo contorto per rendertelo difficile. Il problema è che una volta riportato il problema sul piano della REALTA’ (i beni non si stampano a piacimento), qualcuno ha pensato bene di continuare a farlo a debito.
    Quindi il problema è TUTTO di coloro che han pensato di continuare a debito.
    La banca centrale prima di tutto non si è presa il potere di stampare dal nulla, ma gli è stato dato da coloro che poi han pensato di continuare col debito. Secondo poi, agisce come un normale prestatore (ad eccezione del fatto che i soldi sono finti).
    E secondo me è il DEBITORE che quando si accolla un debito deve essere sicuro di poterlo affrontare. Il prestatore si limita a fornire una opportunità che tu puoi decidere se cogliere o meno.

    Rimane ovviamente il fatto che i soldi che presta sono finti. Che non è un problema da poco certo, ma le colpe sono sempre e solo di chi ha deciso che i soldi si possono stampare a cazzo di cane. A quel punto, la banca centrale fa un lavoro MIGLIORE rispetto ad un governo autostampante. La soluzione è migliore. SENZA DUBBIO.

    E’ il fatto che sia concesso a qualcuno di indebitare qualcun altro, il MAIN problem della crisi.
    Che poi venga fatto con soldi finti aggiunge danno.

    Riguardo alla riserva frazionaria e il prestatore di ultima istanza, non sono due cose distinte. Sono una unica cosa. E’ a causa della riserva frazionaria se le banche rischiano il default perché non possono restituire i soldi presi in CUSTODIA. Ed è per evitare il default che esiste il prestatore di ultima istanza. Che nasce come CONSEGUENZA DIRETTA della riserva frazionaria, la quale NON PUO’ FUNZIONARE senza.

    Quindi cacca entrambi

     

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