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Il problema è il liberismo. Ci vogliono più regole!

16 Nov

Riporto dal blog di Nicola Porro, una Circolare dell’ agenzia delle entrate che spiega in poco tempo:

  1. A cosa porta il Socialismo
  2. Perché l’Italia è in crisi economica
  3. L’utilità della regolamentazione pubblica

Ecco a voi. Poi ditemi se non vi viene voglia di aprire una partita IVA.

 

OGGETTO: IVA – Cessioni patate prefritte surgelate – aliquota applicabile –
Consulenza giuridica – D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Con la richiesta di consulenza giuridica indicata in oggetto, ALFA ha
chiesto chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 4 per cento alle patate prefritte surgelate, ai sensi del n. 6) della Tabella A, parte II, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Quesito ALFA aderisce a Confindustria e rappresenta sul piano nazionale molti e differenziati settori produttivi, tra cui quello dei prodotti surgelati.

Sotto il profilo della qualificazione, per “patate prefritte surgelate” si
intende il prodotto composto esclusivamente da patate che hanno subito un
trattamento di prefrittura e successivo surgelamento.
Pertanto, il prodotto si presenta senza aggiunta di ingredienti diversi da
patate e olio e perciò si distingue da quello preso in considerazione dalla
risoluzione 9 febbraio 2004, n. 13, ossia dalle patate prefritte alle spezie
(ingredienti: patate, olio vegetale, olio extravergine di oliva, sale, spezie – rosmarino, aglio e salvia – e aromi naturali) alle quali è stata riconosciuta applicabile l’aliquota IVA del 10 per cento, ai sensi del punto 70) della Tabella Direzione Centrale Normativa A, parte III, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633 [ortaggi e piante mangerecce (esclusi i tartufi) preparati o conservati senza aceto o acido acetico (v.d. ex 20.02)].

Parere dell’Agenzia delle Entrate
In merito all’aliquota IVA applicabile alle cessioni del prodotto “patate
prefritte surgelate”, descritto da ALFA, sulla base del parere tecnico rilasciato ad ALFA dall’Agenzia delle Dogane con nota prot. n. … del … marzo 2012, allegata all’istanza, si esprimono le seguenti considerazioni.
Il prodotto in questione, definito “patate prefritte surgelate”, consiste in
patate surgelate previamente sottoposte ad un processo non più complesso della semplice prefrittura, senza aggiunta di altri ingredienti oltre a patate e olio.
Secondo l’Agenzia delle Dogane, “I prodotti sopra descritti, così come
peraltro confermato da numerose Informazioni Tariffarie Vincolanti rilasciate
recentemente sia dall’Italia che da numerosi stati della Comunità Europea, sono da classificare al codice NC 2004 1010 come “altri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell’aceto o nell’acido acetico, congelati, diversi dai prodotti della voce 2006; – Patate: — semplicemente cotte”.
A tale classificazione l’Agenzia delle Dogane è pervenuta anche tenendo
conto di quanto indicato dalle Note esplicative alla Nomenclatura Combinata,
che proprio al codice 2004 1010 precisano testualmente: “rientrano in
particolare in questa sottovoce i prodotti di cui alle note esplicative del SA [Sistema Armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, ndr], voce 2004, secondo comma, punto 1”. In base a quest’ultimo punto, tra i prodotti più frequentemente posti in commercio della voce 2004.10 (Patate) rientrano le patate (fritte) interamente o parzialmente cotte nell’olio e poi congelate.
La stessa Agenzia delle Dogane precisa, altresì, che, diversamente dal
prodotto cui si riferisce la risoluzione n. 13/E del 2004, nel caso di specie non vi è alcuna aggiunta né di spezie né di altre erbe aromatiche.
Tanto premesso, per quanto concerne l’esatta individuazione dell’aliquota
IVA applicabile alla commercializzazione di tali prodotti, si rileva che il n. 6) della tabella A, parte II, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, prevede l’applicazione dell’aliquota IVA del 4 per cento per “ortaggi e piante mangerecce, anche cotti congelati o surgelati”, richiamando la voce doganale 07.02.
Come precisato dall’Agenzia delle Dogane, “la voce 0702 500 (patate)
con l’entrata in vigore il 1° gennaio 1988 della nuova Nomenclatura Combinata, è stata suddivisa in due nuove voci, la 0710 1000 e la 2004 1010”. In particolare, la voce 0710 1000 individua le patate nell’ambito della voce che comprende gli “Ortaggi o legumi, anche cotti, in acqua o al vapore, congelati”, mentre gli stessi ortaggi o legumi preparati o conservati con procedimenti diversi dalla cottura in acqua o al vapore, rientrano nel Capitolo 20 e, nello specifico, la patate, come sopra ricordato, rientrano nella voce 2004 1010.
Pertanto, in base al richiamo contenuto nel n. 6) della Parte II della
Tabella A alla citata voce doganale 07.02 – corrispondente alla voci 0710 1000 e 2004 1010 della tariffa doganale vigente (Taric), nella quale, in particolare, l’Agenzia delle Dogane ha fatto rientrare il prodotto “patate prefritte surgelate” senza aggiunta di altri ingredienti oltre patate e olio – alle cessioni dei citati prodotti surgelati si rende applicabile l’aliquota IVA del 4 per cento.

IL DIRETTORE CENTRALE

 

 

 

 

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8 commenti

Pubblicato da su 16 novembre 2012 in burocrazia, socialismo

 

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8 risposte a “Il problema è il liberismo. Ci vogliono più regole!

  1. sav

    18 novembre 2012 at 17:00

    Ciao liberty, leggendo viene davvero in mente un qualche regime socialista e si riesce quasi ad immaginare l’oscuro burocrate che ha prodotto questa risposta dal sapore così surreale.
    Chi può farebbe bene ad abbandonare la barca prima che sia troppo tardi, perchè è chiaro che faremo davvero una brutta fine.

     
  2. libertyfighter

    18 novembre 2012 at 22:35

    Hai detto tutto.
    Oggi mio cognato però mi faceva notare un’altra cosa. I “nuovi” politici. E’ piuttosto chiaro che tra un pò qui esplode tutto. Chi glielo fa fare ai nuovi a lanciarsi in politica adesso giusto in tempo per farsi impiccare dalla gente incazzata?

     
  3. sav

    19 novembre 2012 at 22:03

    Effettivamente questa è una bella domanda.
    In genere il politico medio non brilla per preparazione ed intelligenza e, al limite, quelli più dotati riescono a mascherare con una parlantina sciolta la quasi assente attività neuronale.
    Tuttavia arrivati a questo punto non mi sembra sia neanche più necessario conoscere la teoria austriaca od essere particolarmente svegli per capire che qui salta tutto..(a proposito, l’IMU in arrivo darà una bella spintarella)
    Sinceramente non saprei, magari questi “nuovi politici” sono fra quelli, talmente avulsi dalla realtà, che credono di vedere la luce in fondo al tunnel…ma non si sono accorti che è un treno!
    Oppure magari sono consapevoli del disastro in arrivo ma sono convinti che ci sia tempo per fare ancora qualche giro di giostra senza finire impalati nelle piazze, prima che le cose si mettano davvero male.
    A me quel che preoccupa davvero non è solo il botto, ma soprattutto quello che succederà dopo, perchè so benissimo che qualsiasi cosà verrà dopo in questo povero paese avrà i connotati del più becero socialismo, poco importa se in salsa rossa o nera. Del resto il popolo italiano in passato ha già dimostrato di gradire molto questo tipo di condimenti.
    Non credo ci sarà spazio per qualsiasiidea liberale, perciò l’unica cosa sensata per chi può sarebbe levare le tende il prima possibile.

     
  4. Fortebraccio

    24 novembre 2012 at 16:52

    Sapevate la notizia bomba sulle agenzie di rating?
    Un’improvvisa irruzione delle forze dell’ordine nella sede di Moody’s ha rivelato al mondo una realtà sconvolgente. La famosa agenzia di rating è composta da una sola persona, l’ex bookmaker settantenne Frank Moody, che vive da vent’anni barricato nel suo ufficio e per passare il tempo alterna i suoi due hobbies: costruire navi in bottiglia e diramare per scherzo notizie di fantasia sullo stato delle finanze mondiali. «Solo un autentico idiota poteva prendere sul serio i miei dispacci», ha dichiarato agli inquirenti il vecchio Frank Moody, incredulo per tutto il baccano che la sua attività ricreativa ha suscitato nel mondo negli ultimi anni. Il suo avvocato fa notare che, per evitare equivoci, Moody’s aveva adottato un assurdo sistema di valutazione basato su una sequenza del tutto insensata di lettere e numeri, tipo abb o aab2 o bba1. «Che volete che ne sappia io del sistema bancario olandese o del debito pubblico del Ghana? Neanche i ministri del Tesoro e i banchieri centrali ci capiscono un accidente. L’economia è solo un maledetto guazzabuglio, lo dice anche mia moglie. Fatevene una ragione, ragazzi, e lasciatemi in pace». Il mondo economico, sotto choc, sta valutando l’attendibilità delle altre agenzie di rating.

     
  5. libertyfighter

    24 novembre 2012 at 20:12

    Ho ricercato ciò che dici. Ho trovato questo articolo di Michele Serra su “L’Espresso”.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/dietro-moodys-ce-un-ubriaco/2187381

    Non ho però capito se il post è serio o faceto, visto ciò che scrive su ALTRE agenzie di Rating, che per inciso non conosco assolutamente. Sade & Sade, su Internet non mi pare esistere, stesso dicasi di BOUVARD & MOULLIAC e Pedro Y Gonzalo sono citati solo da link al suddetto articolo di Serra.
    Per quanto riguarda Moody’s , dal sito ufficiale
    http://www.moodys.com/Pages/atc.aspx

    Rilevo che è una azienda con sedi in tutto il mondo, diversi dipendenti ed impiegati. Non mi risulta che faccia tutto da solo questo Frank Moody. Di cui tra l’altro non trovo traccia. Non ci sono ex bookmaker in Linkedln. Wikipedia riporta un solo Moody famoso, ed è un pugile morto nel 63.

    Quindi la domanda è: Non è che l’ubriaco in questione è proprio Michele Serra???
    Nel caso, non sarebbe il caso di sporgere denuncia?

     
  6. Fortebraccio

    24 novembre 2012 at 22:21

    Caro Liberty, forse ti potevi risparmiare tutte queste ricerche sulla sadica agenzia di rating Sade & Sade e sulla fantomatica Pedro Y Gonzalo o sul povero tenero Frankie Moody, se avessi letto il titolo della rubrica settimanale di Serra: “SATIRA PREVENTIVA”

     
  7. libertyfighter

    25 novembre 2012 at 00:16

    Ah ecco. Mi era sfuggito il titolo. Però nel tuo post il titolo “satira preventiva” non c’era, quindi ho creduto giusto cercare la fonte per vedere se casomai ci fosse stato qualcosa di vero.

     
  8. Borderline Keroro (@BorderKeroro)

    25 novembre 2012 at 18:30

    altroché se mi è venuta voglia di aprire partita IVA. In Gran Bretagna.

     

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