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Tutti cadono dal pero

24 Nov

Quello che forse fa più tristezza del sistema Italia, è che tutti gli scontatissimi danni che vengono provocati dalle Teorie Economico-Politiche perniciose che vengono adottate, sono puntualmente accolti con stupore e senso di incredulità.

Come se mai e poi mai ci si sarebbe aspettati accadimenti del genere. Nei giornali di questi giorni ne abbiamo diverse prove.

Prendiamo ad esempio questo articolo de Il Giornale “Se le aziende straniere non investono in Italia“. Il testo spiega, alla luce di una ricerca Kroll, che in Italia gli stranieri non investono e i motivi per cui questo accade.

Non serviva certo una ricerca Kroll, né serviva un articolo oggi. Queste cose si sanno e bastava un anno fa guardare il rapporto di heritage.org sull’Italia per leggere più o meno le stesse cose. D’altra parte se il paese è 92esimo per le libertà economiche su 150, nessuno dovrebbe chiedersi come mai uno straniero preferisca non buttare soldi nel cesso italiano. Ha 91 paesi migliori nei quali investire. Questo è il dato di fatto. Pubblicare oggi un articolo dal titolo “Se “, quando la proposizione dubitativa poteva essere eliminata già da tre o quattro anni, è piuttosto triste e squallido.

Altro esempio. La legge contro la stampa.  Legge che forse in Italia non serviva neppure, tanto la stampa era sussidiata e perciò già di per sé non libera. Ma col caso Sallusti e la susseguente legge, si è finalmente certificata la fine del concetto stesso di stampa libera.

Sallusti, già da tempo ha messo in guardia su ciò che gli stava accadendo, e una persona che avesse voluto fare due più due, avrebbe ben capito che il problema era serio.  Però in Italia la critica alle leggi razziali è “che mi frega tanto io non sono ebreo”, e quindi, specialmente perché Sallusti è di un giornale Berlusconiano, non si è mosso un solo giornalista (ad eccezione forse del Fatto Quotidiano). Tutti a godere che, pur violando tutti i diritti immaginabili, si stava punendo un diavolo berlusconiano.

Accade che qualche giorno fa, Repubblica censuri un pezzo di Oddifreddi. Piuttosto ovvio, visto che con i nuovi chiari di luna, la redazione rischia il carcere alla Sallusti. Eppure Oddifreddi si incazza e chiude addirittura il suo blog. Però fin quando toccava a Sallusti, non ho sentito Oddifreddi difenderlo.

Oggi si sveglia anche l’ordine dei giornalisti. L’ordine dei giornalisti è quello che non ha mosso un dito fino ad adesso a difesa della libertà di stampa. All’ordine dei giornalisti, del caso Sallusti non è fregato granché, sulla scorta del “che mi frega, tanto io non sono berlusconiano”.

Il risultato è che per l’ordine stesso dei giornalisti non è ingiusto limitare la libertà di stampa, a patto che lo si faccia per colpire i “cattivi” nel panorama politico.  Chiaramente, mai avrebbe pensato che chi giudica i “cattivi”, potesse includere anche lo stesso ordine tra questi. Tant’è oggi, il presidente dell’ordine dei giornalisti Enzo Iacopino si definisce inquietato perché i magistrati, preso coraggio dal caso Sallusti, adesso compiono atti come la “perquisizione dell’Ordine dei giornalisti”, che IO definirei intimidatori, ma si sa mai che mi becchi una querela per aver “offeso” i magistrati.

Si sapeva che sarebbe andata a finire così. Si sa da tempo che l’Italia è una magistratocrazia, ma fino a che chi comanda punisce chi ci è nemico, anche violando OGNI codice morale, etico e perfino normativo, tutto va bene.

Lo stesso discorso potrebbe farsi in altri campi. Nel 2006, la magistratura ha fatto un test, in tacito accordo con i giornalisti. Ha testato su Luciano Moggi e un’altra decina di persone, se era possibile appioppare sentenze di condanna senza prove, usando intercettazioni illegali, copiando e ritagliando ove servisse e occultando tutto il resto. Questo TEST è stato fatto a Napoli, dalla Procura e dai Carabinieri. Non da gelatai e pizzettari.  Il test ha dato esito positivo. Le persone sono state condannate, i giornalisti hanno evitato di fare domande scomode e tutti sono stati felici al grido di “che mi frega, io non sono né juventino eppoi Moggi è brutto”.

Lo stesso metodo è poi stato applicato al Presidente del Consiglio, intercettando la massima carica dello stato con la scusa di intercettare un suo interlocutore telefonico. Anche questa cosa qui è passata in cavalleria, perché il Presidente del Consiglio era una persona particolare.  “Che mi frega a me, tanto non sono Berlusconiano”.  Siccome questo metodo testato più volte ha sempre funzionato, si è arrivati ad intercettare pure il Presidente della Repubblica.

Solo in questo momento si solo levati i cori di stupore e sdegno del giornalume e dei media nostrani. Stavolta hanno intercettato “i buoni” e questo ha destato scalpore.

Ma quando si accettano compromessi sui principi, solo perché vanno a sfavore dei propri nemici, ci si riduce sempre a questo. Ad un certo punto, i tuoi nemici e quelli di coloro che distorcono la giustizia non coincidono più, o peggio coloro che distorcono la giustizia diventano i tuoi nemici. A quel punto è tardi. La deroga ai principi, è stata già accettata e non c’è ragionamento che tenga.

Una lezione che sarebbe fondamentale imparare è che è fondamentale ribellarsi quando i nostri “nemici” subiscono una ingiustizia. Più di quando sono i nostri amici a subirla. Parteggiare per un amico è più semplice e può essere scambiato per interesse personale. Ribellarsi ad una ingiustizia subita da un nostro nemico invece, è sintomo di principi saldi e coerenza morale.

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9 commenti

Pubblicato da su 24 novembre 2012 in cronaca, giornali, intercettazioni, socialismo

 

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9 risposte a “Tutti cadono dal pero

  1. Route Ruttolo (@RouteRuttolo)

    25 novembre 2012 at 15:31

    Sallusti ha diffamato una persona(che fosse magistrato forse da peso al suo ragionamento) ma molti giornalisti come Sallusti diffamano ogni giorno. Arrivando a rovinare anche vite. Sallusti ha avuto mille possibilità per non andare in galera, infatti è quasi impossibile per un giornalista andare in galera, ma lui ha voluto fare “l’eroe” con la consapevolezza che lo avrebbero salvato. Odifreddi viene censurato per un pezzo matematico, logico. Non per diffamazione. Non tocca ad Odifreddi(matematico) difendere o condannare Sallusti.
    Cercando di argomentare una sua opinione fa lo sbaglio di prendere un esempio vero(Calciopoli) dove non sono i magistrati e i carabinieri a costruire tutto il “circo”(infatti la Boccassini aveva già archiviato, cosi anche Torino) ma sono i giornali e i giornalisti(sì, proprio loro che lei non vuole vedere in galera). Infatti le indagini dei carabinieri si basano su pagelle della Gazzetta, su opinioni di giornalisti della Gazzetta e aizzano il popolo bue con titoloni della Gazzetta(e sue amiche più piccole). Distruggono la più grande squadra italiana, costruita a regnare anche nel mondo per chissà quanti anni, distruggono il calcio italiano che dal 2006 a oggi è passato dal competere per il primo posto al competere col portogallo e la francia per il 4/5.
    Perciò i giornalisti sono come le altre persone: distruggi la vita di una o più persone? Meriti il carcere… Se per i giornalisti è difficile provarlo(perché come dicevo all’inizio Sallusti HA voluto andare in carcere, bastava che pagava 20mila euro di pena pecuniaria per non andarci) allora facciamogli pagare i danni. Se i 443milioni di euro di danno che chiede la Juve, li dovesse pagare Galdi&Co(più Auricchio, FIGC, PM e compagnia bella) voglio vedere chi ha il coraggio di fare un altra pagliacciata come quella del 2006. Infatti dopo i 2milioni di Formigli, non vedo più comparazioni ridicole per le macchine FIAT(anche se a me fanno cagare, non vado in Televisione a dirlo, perché alla fine è una opinione personale se non ho dei dati che confermano le mie impressioni. Se costruisco i dati, ha ragione il danneggiato a pretendere i danni)

     
    • Borderline Keroro (@BorderKeroro)

      25 novembre 2012 at 17:54

      Sallusti non ha diffamato, l’articolo era di Renato Farina. Sallusti si è semplicemente rifiutato di rivelare il nome dell’articolista. Essendo direttore (mi pare di “Libero”) ha poi pagato le conseguenze.
      Come tu ben sai i magistrati tendono ad essere piuttosto autoreferenziali, e per loro il costo di una causa di qualsiasi genere è prossima allo zero.
      Per quanto concerne Calciopoli, ti assicuro che Libertyfighter è perfettamente a conoscenza degli accadimenti, ovviamente in cinque righe non può spiegare tutto. E mi sembra che il riassunto possa reggere; specie per uno come me, convinto che alla storia abbiano messo mano anche i servizi segreti (è tutta una questione di “do ut des”).
      Odifreddi, dal canto suo, è un matematico. Questo significa che non dovrebbe frantumarmi i coglioni con faccenduole relative all’esistenza di Dio, eppure lo fa.
      Io non sono un calciatore eppure ho difeso, e tutt’ora difendo, la Juve. Anche se la cosa, concorderai, era più di competenza di altri.
      Il punto fondamentale è che non ci si può voltare dall’altra parte quando vengono inchiappettati i nostri nemici, innanzitutto egoisticamente perché la ruota gira ma in secondo luogo anche perché un’ingiustizia è un’ingiustizia.
      Che parte della magistratura lavori con i piedi mi pare innegabile. Autoreferenziali e tronfi, si permettono di tutto, escono dalle loro competenze. Questa Legge non ci piace e faremo di tutto per non applicarla non puoi dirlo se sei un magistrato, perché andare contro una legge dicono sia una contravvenzione, se non addirittura un reato.
      Non ti piace la legge? Ti dimetti.
      Vuoi cambiarla? Ti dai da fare per raccogliere firme o ti fai eleggere in parlamento. In casi estremi fai una rivoluzione. Ma la magistratura ha come compito fare rispettare le leggi ed irrogare sanzioni verso chi le infrange.
      Come posso dire che la magistratura italiana fa, in molti ambiti, schifo? Semplice: guarda quanto durano i processi.
      Chiaro che se i processi sono infiniti non è colpa loro. Sarà di mia nonna casomai.
      E guarda quanto alcuni magistrati si avvalgano del battage mediatico per inchiappettarsi la vittima di turno. Luciano Moggi, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, Alberto Stasi: lo sputtanamento multimediale è stato devastante. A prescindere da come li consideriamo.
      C’è poi Enzo Tortora, il suo PM che ha sbagliato, ho letto che ha fatto carriera. In magistratura ovviamente, non nel campo della raccolta dei pomodori dove io l’avrei mandato.
      Certa gente si incaponisce di avere ragione ed insiste per anni ad indicare come colpevole chi ha deciso a suo tempo. E non cambia idea ufficialmente nemmeno se viene giù Gesù Cristo a prenderla a sberle.

       
      • libertyfighter

        25 novembre 2012 at 18:09

        Grazie Borderline. Sei stato perfetto!!

         
  2. Andrew (bandreabis)

    25 novembre 2012 at 15:36

    AMEN!

     
  3. libertyfighter

    25 novembre 2012 at 17:43

    @routeRuffolo
    Sallusti non ha diffamato proprio nessuno, in quanto l’articolo non l’ha scritto lui. Casomai è “responsabile” di ciò che ha scritto qualcuno sul suo giornale.
    Oddifreddi ha scritto un pezzo in cui paragona Israele ai nazisti, ma siccome il direttore di Repubblica da qualche giorno sa che con una denuncia di qualche ebreo, il direttore va in carcere, ha preferito censurare il pezzo. In questo senso sono simili le due cose.

    Allargando il discorso al concetto di diffamazione in generale, la cosa si fa complessa. In primo luogo, il concetto di “diffamazione” è MOLTO, ma MOLTO soggettivo. Il che significa che chi giudica può facilmente condannare o assolvere una persona per lo stesso ATTO. Benché sia necessario difendere le persone dalla diffamazione a mezzo stampa, allargare la responsabilità di un pezzo non solo allo scrittore, ma addirittura ad un direttore che, probabilmente non leggerà mai TUTTI i pezzi che vengono pubblicati, è pericoloso.
    Inoltre poter incarcerare o rovinare economicamente sulla base di “diffamazione” da un ulteriore potere alla politica, perché non dubito che il primo articolo caustico contro un politico verrà impugnato come diffamante e con qualche giudice amico ecco che si sbattono in cella gli oppositori del regime.

     
  4. libertyfighter

    25 novembre 2012 at 18:22

    @routeRuttolo
    Tu dici, che Calciopoli non sono stati i magistrati ma i giornalisti. Io sapevo che a dare anni di carcere erano i magistrati, mentre i giornalisti più che scrivere puttanate aggratis sui giornali, non possono fare. In Calciopoli, i giornali han fatto da grancassa ed hanno orientato il “sentimento popolare”. Però i Carabinieri di via Selci prendevano ordini dai vari Lepore, Narducci, Beatrice e chi per loro. Il famoso fascicolo 45 ce l’hanno i magistrati, le intercettazioni con i baffi fornite dai carabinieri sono state visionate e scartate dai magistrati.
    L’ipotesi (più che un’ipotesi) che le intercettazioni non fossero dei carabinieri, ma provenissero dalla telecom, doveva essere vagliata dai magistrati. Che han soprasseduto.
    Il processo farsa, le tre ricusazioni del giudice, tutta roba della magistratura.

     
  5. Route Ruttolo (@RouteRuttolo)

    27 novembre 2012 at 04:03

    Sallusti, aveva responsabilità oggettiva, lo sapeva bene mentre andava avanti con la sua testardaggine. Nella legge di prima e in questa, realmente andare in carcere per un giornalista è pari al Sallustiano(dire impossibile era giusto prima di Sallusti, perciò se non mandi l’avvocato a difenderti e non accetti in nessun modo di rettificare, o alla fine di trasformare la condanna in pena pecuniaria per aver diffamato attraverso le pagine del tuo giornale, allora meriti il carcere).

    Per quanto riguarda Calciopoli, è vero che gli anni li danno i magistrati, ma li danno su base politica e “sentimento popolare”(essendo la magistratura solo un trampolino di lancio a una carriera e non una professione, come giustamente ricordava libertyfighter). E col sentimento popolare si crea anche la base politica. Auricchio è stato messo a fare un lavoro, che avrebbe fatto qualcun’altro. E nessuno poteva fare niente senza assopire i tifosi juventini che ricordiamocelo sono un bel bacino di voti. Senza quel tam-tam dei media nel 2006, nessun PM avrebbe fatto un passo. Perciò rimango convinto che la casta peggiore in questo paese sia quella dei giornalisti(un passo più dietro a pari merito ci sono i magistrati, i politici e gli industriali). Lo sappiamo bene, con una legge che ti manda in carcere o una che ti lascia fuori, chi ha le spalle ben coperte(che sia politico, giornalista o magistrato) farà contro di te quello che vuole fare.

     
    • Borderline Keroro (@BorderKeroro)

      1 dicembre 2012 at 10:55

      ammettiamo che Sallusti si meriti pure di essere deglandato a martellate.
      L’articolo che l’ha inguaiato riprendeva una notizia de “La Stampa” aggiungendo dei commenti.
      In teoria, quindi, la fonte dell’errore è “La Stampa”, ma non ho contezza di querele contro detta testata.
      Questo potrebbe indurre il sospetto che il Dott. Cocilovo volesse colpire esattamente in quella direzione, ovvero Sallusti.
      Oppure che il Dott. Cocilovo, dovendo scegliere a chi chiedere conto, se la prenda con i più deboli.
      Ovviamente sono sospetti sbagliati, perché l’equanimità della magistratura italiana è sotto gli occhi di tutti; e fulgidi esempi di tale equanimità sono, tra gli altri, il Dott. Narducci, il Dott. Guariniello, la Dott.ssa Boccassini. E non dimentichiamo i Dottori Ingroia e Palamara.
      Per fortuna che abbiamo servitori dello Stato di questa caratura morale e dalle indubbie capacità!

       
  6. libertyfighter

    27 novembre 2012 at 09:34

    Ehm. Il magistrato è un funzionario pubblico. Il giornalista un privato. Quindi il giornalista, può essere fazioso, stupido e scrivere tonnellate di monnezza. Che tra l’altro senza i sussidi pubblici pagherebbe per intero con il calo di vendite. Il magistrato dovrebbe invece far rispettare la legge (la quale dovrebbe coincidere con la Giustizia), a prescindere dai sentimenti popolari e dall’aspetto politico.

     

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