RSS

ILVA. I magistrati ripristinano la pena di morte in Italia.

30 Nov

Il caso dell’Ilva, acciaieria tarantina che oggi viene chiusa e dismessa dopo decisione di chiusura preventiva da parte della magistratura, è una di quelle situazioni in cui, guardando con occhio “prasseologico”, risultava evidente già da tempo la piega che avrebbero preso gli eventi.

Devo dire che non ho mai dubitato della chiusura, specie nel momento in cui gli imprenditori a capo della stessa acciaieria hanno dichiarato che se non li si faceva produrre, revocando la chiusura preventiva, avrebbero dismesso l’impianto.

Il problema dell’Ilva, ma come lei, di diverse altre fabbriche in Italia, è che l’azienda è accusata di distruggere l’ambiente e provocare seri danni alla salute delle persone che vivono nei pressi della stessa. Allo stesso tempo però, l’Ilva da lavoro praticamente a tutti coloro che ci vivono nei pressi.

In pratica, se chiude l’Ilva, immediatamente tutta Taranto si trova senza lavoro. Se non chiude l’Ilva, probabilmente continueranno le persone nei dintorni ad ammalarsi di tumore in maniera più frequente rispetto alla “norma”.

La situazione si presenta complicata in virtù di pregresso “lassismo” governativo, che ha lasciato una azienda che inquina in maniera enorme, crescere fino al punto in cui la sua chiusura è un problema regionale. Quindi un errore del governo. Oppure la situazione si è ingarbugliata perché regole che prima permettevano all’Ilva di esistere, sono state cambiate rendendola fuori legge. Quindi, ugualmente un errore governativo. Oppure l’Ilva è ancora dentro la legge e sbagliano i magistrati, quindi comunque un errore del pachiderma statale.

Questo per far capire che seppure nella vicenda c’entri in maniera forte il privato, titolare dell’azienda, il problema è comunque un problema derivante dalle inefficienze statali.

Il problema è che prima o poi, ogni utopia socialista si scontra con la realtà. La realtà in questo caso è che nessuno può lavorare in perdita e quando si costringono le aziende a rimetterci, l’unica cosa che può accadere è che esse chiudano. Non esiste un mondo in cui le aziende continuano a lavorare accumulando disavanzi.

In Italia, in questo momento abbiamo la corrente socialista che può essere definita magistratocrazia. I magistrati in Italia sono coloro che comandano e decidono. Ogni despota socialista prima o poi deve scontrarsi con la realtà dei fatti. Quasi ogni volta che ciò accade, è costretto ad usare la forza per mantenere il potere nonostante i danni cagionati. Ed è proprio per questo che ero certo che la magistratura avrebbe chiuso l’Ilva.

Mi spiego meglio. La chiusura preventiva dell’impianto è oggettivamente una stronzata. Ma nello stesso momento è una decisione del pontefice massimo del socialismo italiano, ovvero proprio la magistratura. Lasciare aperta l’Ilva e revocare una decisione del pontefice massimo significa minare la credibilità indiscussa del Signore delle Terre Italiche.

Vuol dire ammettere che lo Stato e i loro capi (la magistratura) non sono onniscenti e onnipotenti, ma che viceversa, anche loro devono guardare in faccia la realtà.

La risposta quindi ad una situazione di tale tipo è sempre la stessa. Lo Stato non sbaglia mai, costi quel che costi. Quindi se per affermare il sacro principio che i magistrati non possono toppare, bisogna uccidere una intera città, questo non è importante, perché le vittime sono solo un danno collaterale di un “fine” nobile, come può essere quello di ristabilire l’infallibilità dello Stato.

Ecco quindi che i magistrati hanno di fatto ristabilito la pena di morte in Italia, condannando una buona parte della città di Taranto alla morte per miseria o per gli annessi e connessi della miseria

Annunci
 
30 commenti

Pubblicato da su 30 novembre 2012 in cronaca, magistratura, socialismo

 

Tag: , , ,

30 risposte a “ILVA. I magistrati ripristinano la pena di morte in Italia.

  1. Borderline Keroro (@BorderKeroro)

    1 dicembre 2012 at 11:27

    Pensa che io il DASPO lo darei a gente come Zamparini, Cellino, e a un altro che hai capito chi è ma che è come la merda,: intoccabile.
    Sarebbe poi da impedire la frequentazione degli stadi a certi giornalai, primi responsabili dell’accensione degli animi, con l’unico scopo di vendere qualche copia in più.
    E’ ovvio che il sistema della giustizia serva a proteggere il sistema, non la giustizia.
    Specie qui in ItaGlia.

     
    • Borderline Keroro (@BorderKeroro)

      4 dicembre 2012 at 10:36

      Ho postato qui per sbaglio. Si riferiva al post precedente.

       
  2. Luca Giagnoni

    1 dicembre 2012 at 18:48

    Io non sono d’accordo, dire che la magistratura goda di privilegi è un conto, ben altro è elevarla a sistema dirigista centralizzato in grado di condizionare la vita politica e sociale. Il magistrato ha il compito di applicare ed interpretare la legge, è, come comunemente si dice, uno strumento dello strumento politico. La politica fa le regole, inflaziona la nostra vita di leggi e norme che finiscono per regolamentare anche quando e come devi cacare. In un contesto simile la funzione dell’interprete è veramente critica. Pensare che uno strumento possa avere un potere così invasivo è francamente sbagliato proprio perché è sbagliata la concezione comune sulla funzione del giudice. Egli non è un assistente sociale deputato esclusivamente a garantire il cittadino mediante la sua azione, è invece chiamato ad applicare il diritto positivo; se poi questo non protegge l’interesse del privato ma persevera nell’ autogarantirsi l’immortalità politica e con essa la perpetuità dei privilegi, certo non possiamo incolpare un’interprete.
    L’ilva è il classic esempio di fallimento statal-politico che muta le regole del gioco quando è pendente la partita senza curarsi delle conseguenze

     
  3. libertyfighter

    1 dicembre 2012 at 19:45

    @Luca.

    Un conto è quello che è scritto e che si racconta. Un conto è ciò che è.
    Allo stato attuale (dal 1993), un magistrato con estrema semplicità può far fuori un politico, semplicemente sputtanandolo tramite inchiesta, non importa quanto farlocca. Ne abbiamo avuti diversi casi di politici inguaiati dai magistrati.

    Per una questione di parità di poteri, per un politico dovrebbe essere altrettanto semplice far fuori un magistrato. Così però non è, di fatto i magistrati non possono essere toccati dalla politica.

    Il risultato al di là della retorica su come sono divisi i poteri, è che il magistrato comanda sul politico. Se il politico fa ciò che dice il magistrato, continua ad esistere. Viceversa, indagine, fuga di notizie, sputtanamento e distruzione del politicante.

    Il politico non ha alcuna difesa contro i magistrati, i quali per contro sono blindati contro la magistratura. Quindi la domanda rimane una sola:

    “Chi comanda sopra ai magistrati?”
    La risposta è nessuno. Ergo, loro comandano. Si fa quel che piace alla magistratura perché loro hanno potere di ricatto e la politica no. Noi cittadini neanche a parlarne.

    Poi: all’interprete vengono passati dei testi da interpretare. I magistrati scelgono le cause da portare avanti e quelle da non portare avanti, per effetto di una porcata sesquipedale che si chiama “obbligo dell’azione penale”.
    Obbligo dell’azione penale che, insieme alla scarsità endemica del tempo e delle risorse a disposizione fa si che la classse di magistrati scelga IN PERFETTA AUTONOMIA O ARBITRIO, quali procedimenti perseguire e quali no.

    Quando vedrò un interprete che interpreta solo quel che cazzo vuole, potrò forse paragonarlo ai magistrati italiani.

    Questo non significa che invece siano i politici a dover fare come cazzo vogliono. Però perfino quella manica di cretini socialisti che risponde al nome di costituenti, aveva capito che i due poteri dovevano controbilanciarsi e non assoggettarsi completamente l’uno all’altro come è stato fatto nel 1993 con la rinuncia all’immunità parlamentare. Rinuncia che è stata fatta perché ai froci comunisti del cazzo faceva piacere spazzar via i propri nemici tramite magistratura.
    Ma i froci comunisti del cazzo pensavano che la magistratura avrebbe fatto loro un favore e poi restituito loro il potere. Sono proprio coglioni.

    I magistrati sono uomini, prima che una “figura funzionale”. E gli uomini sono alla ricerca del potere. Gli è stato dato nel 93 in quanto sono divenuti l’unica entità intoccabile e parimenti gli unici che possono legittimamente toccare gli altri. Ti torna?

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 00:23

      “chi comanda sopra i magistrati? nessuno”…bene, su questa affermazione posso essere anche d’accordo (anche se esiste un organismo Come il CSM) ma allora sul piano politico potrei fare la medesima considerazione: chi comanda sopra i politici? risposta: i politici stessi, almeno per i presunti illeciti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni, tramite il parlamento attraverso la pregiudiziale pronuncia sulla legittimità dell’arresto che, in questi frangenti funge da strumento di impunità per tutti i politici corrotti, che ricandidandosi pro futuro si tutelano ampiamente (l’esempio lampante è dell’utri che ha recentemente dichiarato di ricandidarsi alle politiche per “legittima difesa” il che già ridimensiona significativamente la tua obiezione). Mi pare dunque che i politici abbiano strumenti importanti per sfuggire alle grinfie giustizialiste dei magistrati cattivoni.
      Quanto al resto della risposta mi pare di capire che tu sia orientato per la non costituzionalità dell’obbligatorietà dell’azione penale come succede in Inghilterra, sarebbe certamente in linea con un approccio liberista che condivido perchè eliminerebbe le storture e i vizi insiti alla devoluzione ad un organo pubblico di un compito così importante.
      Quello che bisogna capire è che qualsiasi condotta suscettibile di integrare una fattispecie incriminatrice è stata resa penalmente rilevante dagli stessi soggetti che vorrebbero sfuggire alla medesima condotta una volta compiuta; c’è qualcosa che non torna dal punto di vista logico.
      In linea generale il potere giurisdizionale è di difficile connotazione e strutturalmente diverso dagli altri poiché l’UOMO-inteprete giuridico (in funzione giudicante…diverso è il caso della funzione requirente sulla quale potrei essere anche d’accordo su quel che dici) è chiamato, nell’applicare le leggi, a ricostruire ex post fatti di cui non ha avuto percezione diretta, basandosi sugli apporti di altri uomini a loro volta non aventi la percezione diretta (con la sola eccezione dei testimoni oculari)….capisci dunque la difficoltà di ricondurre a questa figura i canonici istituti giuridici (penso ad esempio alla responsabilità civile) applicabili agli altri pubblici ufficiali

       
      • libertyfighter

        2 dicembre 2012 at 12:17

        Chi comanda sopra i politici? I magistrati, non i politici stessi. Che sarebbe sbagliato uguale, visto che dovremmo esser noi a comandare no?

        E’ sufficiente guardare che fine han fatto tutti coloro che hanno proposto modifiche all’ordinamento della magistratura. Mastella ministro della giustizia ce lo ricordiamo? Ed era candidato col partito delle toghe.
        Ma appena ha provato a toccare qualche privilegio, inchiesta, smerdamento, governo caduto.

        I politici non possono difendersi, la “pregiudiziale sull’arresto” è un qualcosa che deve essere votato dal Parlamento, il che significa che devi avere amici anche gli altri dello schieramento, inoltre, anche in caso di pregiudiziale, ai magistrati basta incriminarti per qualunque altro finto reato gli venga in mente, hanno la libertà di selezionarli come preferiscono, e le spese le paghiamo noi. Indaga oggi, indaga domani, smerda oggi smerda domani, prima o poi non tutto il parlamento fermerà l’arresto.

         
  4. libertyfighter

    1 dicembre 2012 at 19:48

    Per esempio, i giornalisti non possono neppure parlar male dei magistrati, come si vede dal caso Sallusti. Gli stessi giornalisti possono sputtanare a zero i politici e questo rientra nel diritto di cronaca. Chi è che decide quando è diritto di cronaca? I magistrati. ma va?

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 00:29

      Vabbè dai non mi dire che credi alla favola del Sallusti giornalista moderato e povera vittima sacrificale… perchè non sta in piedi. Sallusti è e resta una viscida e strisciante larva asservita all’ establishment. Se i politici ritengono eccessivo il potere dei Pm e dei Giudici in ordine alla definizione o estensione del cd “diritto di cronaca” lo definiscano in via di interpretazione autentica in sede legislativa in modo da legare le mani “giuridicamente”. Il problema è che la colpa della cattiva giustizia è del cattivo diritto fatto da cialtroni e da tromboni. Ma questo non lo riusciamo a capire.

       
  5. libertyfighter

    2 dicembre 2012 at 12:11

    @Luca.
    Io non credo a nulla. Sallusti manco lo conosco. Però in compenso so che è finito in galera per un articolo di giornale (e quindi per un reato di opinione), che non ha scritto lui, perché si é rifiutato di dare il nome di chi ha scritto l’articolo in questione. Cosa che secondo me, avrebbe dovuto fare qualunque direttore di un giornale, facendo questo parte della cosiddetta “libertà di stampa”, al pari di un giornalista che non cita i suoi informatori.

    Quindi per me Sallusti può pure essere ultraviscido. Strisciante e asservito e bla bla.
    Però allora lo arresti per “viscidume” e “strisciaggio”, ammesso che siano reati.
    Invece lo hai arrestato per un reato di opinione commesso DA UN ALTRO e le chiacchiere stanno a zero. Se ci arrestavi Stalin così, avrei protestato lo stesso.

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 12:24

      ma se la legge prescrive un obbligo di vigilanza (la cd culpa in vigilando) un giudice cosa dovrebbe fare se sussume la fattispecie concreta in quella astratta?? dovrà condannare

       
  6. libertyfighter

    2 dicembre 2012 at 12:32

    Quindi? Il fatto non cambia. Hai arrestato un giornalista per “responsabilità oggettiva” di un reato di opinione commesso da qualcun altro.

    Manco er duce…

    Figurati a me che cazzo me frega se sussume la fattispecie concreta o quella astratta. Se le mettessero entrambe nel culo, io discuto i fatti, non le fattispecie. E pago per ottenere dei servizi, che invece sono questo.

    Considerato poi che interpretano come meglio credono, non avrebbero avuto difficoltà né ad interpretare assurda la carcerazione per responsabilità oggettiva su reato di opinione.
    Assurda la distruzione preventiva di 30000 posti di lavoro, e assurde tante altre cose.

    Ti direi pure, assurdo che il possesso di schede telefoniche straniere sia indizio di reato, assurdo tutto. E il fatto che ci sono 4500000 leggi in Italia mi fa solo capire che ognuno può interpretare un fatto come meglio crede.

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 14:18

      Liberty tutto ciò che descrivi e critichi è conseguenza, effetto, sintomo la causa è SOLO politica poichè le miserie della politica diventano le miserie del diritto ed è proprio quello che sta succedendo, il giudice di merito o di legittimità difronte a norme folli non può saggiarne la bontà sindacandole, può solo applicarle. La responsabilità oggettiva non è una creazione pretoria ricavabile dalla giurisprudenza, ma una vera e propria fattispecie incriminatrice creata dal parlamento. Cosa cavolo c’entra l’esecutore semmai prenditela con con chi forgia l’oggetto dell’esecuzione (ossia LA POLITICA)

       
  7. libertyfighter

    2 dicembre 2012 at 12:35

    Io pago per incarcerare i giornalisti e rimettere in libertà ladri e assassini, pago per l’ hotel ai domiciliari ai pluriomicidi colposi, pago per violare sistematicamente la libertà di assunzione e licenziamento e pago per far riassumere diciannove teste di cazzo di cui un datore di lavoro non sente alcuna utilità. Hanno fatto uscire boss mafiosi perché si sono scordati le motivazioni

    Poi però, Sallusti e l’Ilva erano i soli due casi, in tutta italia dove la magistratura aveva le mani legate.

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 15:06

      Paghi per obbligo legislativo diretto non per obbligo derivato dal giudicato…se non ci fosse il primo sparirebbe anche il secondo. Tutti gli obblighi nella civil law sono di derivazione legislativa o al massimo filtrati dalle autorità amministrativi e MAI di matrice giurisprudenziale

       
  8. libertyfighter

    2 dicembre 2012 at 15:49

    Luca, tu mi parli di come dovrebbe essere. Però nella sostanza complici da un lato il corpus normativo contraddittorio e molto interpretabile, dall’altro l’obbligatorietà dell’azione penale inserita in un mondo a risorse economiche finite, rende di fatto il magistrato completamente padrone del destino di ogni italiano.
    Chiaro che sono stati errori politici a permettere questo, ma cionondimeno questo è adesso.

    Il magistrato può inquisire chi vuole, procedendo d’ufficio sulla base di semplici sospetti. Può coprire i colleghi che fanno altrettanto approfittando dell’interpretabilità del codice. Lo può fare anche spostando la priorità su ALTRI CASI, che può perfino inventare e perseguire sempre tramite “obbligatorietà dell’azione penale”. Può sputtanare a mezzo stampa facendo filtrare notizie riservate SENZA pagarne conseguenze. Perché i colleghi sono quelli che decidono. E interpretano. O lasciano in un cassetto. Possono aiutare fazioni politiche se lo desiderano, indagando e incriminando la fazione opposta, sorvolando sulla fazione amica. Possono poi fare il contrario, quando le esigenze politiche fossero mutate. Adesso possono anche incarcerare giornalisti rei di diffamare chi? Ma guarda un pò, proprio due magistrati. Non possono essere rimossi, né per via politica, né per via elettiva, in quanto non sono elettivi. Non hanno responsabilità né penale né civile per come agiscono e se anche l’avessero, di riffa o di raffa sempre sotto il giudizio di colleghi si deve passare.

    A me non sembra una condizione da “meri esecutori dell’obbligo legislativo”.

    L’azione umana mi insegna però che un essere umano, messo in una condizione simile, non si comporterebbe a lungo come mero esecutore.

     
    • Luca Giagnoni

      2 dicembre 2012 at 22:18

      Sullo strapotere dei PM sono d’accordo anche io infatti sarei per l’abolizione del 112 cost. Tu parli, infatti, sempre del PM titolare di un potere obiettivamente eccessivo quanto alla sua estensione ma soprattutto scevro da controllo. La funzione giudicante invece è davvero deputata alla sola aplicazione dei precetti normativi e che sarebbe necessaria anche in un sistema libertario (qui però si limiterebbe ad applicare i contratti)

       
      • libertyfighter

        2 dicembre 2012 at 22:41

        Sicuro, la funzione giudicante è un qualcosa che serve in ogni sistema. La magistratura italiana è altra cosa dall’essere puramente giudicante.

         
  9. libertyfighter

    2 dicembre 2012 at 15:51

    Dimenticavo l’interpretazione molto discutibile dei casi in cui è lecito fare intercettazioni telefoniche, che ci ha fatto diventare i più spiati d’Europa.

     
  10. FP

    3 dicembre 2012 at 00:25

    Luca ma sei di Prato?
    Caro Liberty, grazie per le tue puntuali perle di saggezza..? No, semplicemente di ovvieta’.
    Ora sul caso ILVA, a parte gli attorcigliamenti mentali da epistemologia della scienza della folosofia del diritto, la verita’ e’ ovvia: l’ILVA inquina si’ ma poco, campa 12.000 famiglie, e i magistrati cacano il cazzo.
    avete capito bene: l’ILVA produce poco inquinamento!! Talmente poco che in un paese che non fosse comandato da idioti, l’idea di chiudere questa fabbrica non l’avrebbe mai avuta nessuno. Ma siccome siamo in Italia e c’e’ al potere una classe di criminali che odiano gli industriali, allora hanno deciso di metterli in galera attuando il loro perverso disegno social-ecologista.
    La seconda ovvieta’ e’ che in un qualsiasi paese, se anche quella fabbrica inquinasse a bestia, cosa che ripeto, NON FA, spetterebbe alla politica deciderne le sorti, vista l’importanza strategica a livello locale e nazionale. invece no, di fronte al decreto, si
    ricorre alla corte costituzionale, anziche’ eseguire la legge, i nostri moderni robin hood si sentono solo loro i veri difensori della gente contro gli assassini capitalisti, quindi giu’ a rompere i coglioni.
    La terza ovvieta’ e’ che non si puo’ obbligare qualcuno a fare l’imprenditore per forza. magari in un sistema socilista o capital socialista come la cina, puoi obbligare un contadino a diventare un infelice e rassegnato operaio, ma non puoi certo obbligare una persona a fare l’imprenditore con i soldi suoi ma alle regole (quali?) tue…
    Altra ovvieta’: la magistratura non puo’ usare l’arresto come strumento di coercizione. Appena i Riva hanno deciso di chiudere la produzione, zac! arresto.
    Ultima ovvieta’: nessun funzionario dello stato puo’ danneggiare un privato, soprattutto quando questo trascende le finalita’ della legge, bensi’ solo per scopi evidentemnte estorsivi: come mai sono sotto sequestro le merci pronte per la vendita? ma si’ facciamoli fallire, bandiera verde… trionfera’!
    Mi fermo qui, ma non senza invitarvi a leggere questo articolo che dice la verita’ sui rischi per la salute derivanti dall’ILVA: http://m.quotidiano.net/primo_piano/2012/12/01/810509-nella_pianura_padana_inquinamento_doppio.shtml

     
    • Luca Giagnoni

      3 dicembre 2012 at 16:53

      No sono di Pistoia, perché???

       
    • Luca Giagnoni

      3 dicembre 2012 at 16:58

      Beh d’altra parte non puoi nemmeno pensare che ogni situazione critica abbisogni di un decreto anche perché mineresti alla radici i requisiti di generalità e astrattezza delle norme. Tuttavia di questa vicenda la politica deve fare solo mea culpa poichè non si tratta di stabilire se l’ILVA inquina de facto, ma solo se l’ILVA inquina de jure ossia secondo gli odierni parametri legislativi che, in barba alla certezza del diritto, continuano a mutare costringendo gli imprenditori a investimenti onerosi per adeguarsi.

       
  11. FP

    3 dicembre 2012 at 23:53

    Sei sicuro che l’ILVA inquini “de iure”? Ho molti dubbi al riguardo.
    E poi, cazzo, si tratta dell’ILVA! L’astrattezza normativa me la sbatto sui coglioni, se permetti. Non e il pizzicagnolo sotto casa. Hanno fatto il decreto? cosa rompete i coglioni con i conflitti di attribuzione? E poi la cosa più disgustosa: il sequestro delle merci…Vera e propria estorsione.
    Quando gli comoda compiono veri e propri reati, tanto chi li punisce (estorsione, detenzione preventiva illegittima cioè sequestro di persona etc..)? Altrimenti utilizzano la scusa dell’incertezza del diritto per applicare la loro ideologia.. e poi caro, l’incertezza del diritto nasce anche da come si interpreta, tutte le interpretazioni sono giuste (purchè gli facciano comodo). Ma vadano affanculo, loro e chi non li spara.

     
  12. Luca Giagnoni

    4 dicembre 2012 at 12:17

    Come fai a dire che l’incertezza nasce dall’interpretazione, questa è cronologicamente e logicamente successiva all’ emanazione positiva. Semmai, date le premesse logiche, è il cattivo diritto che genera cattiva interpretazione. I romani dicevano “buona legge è buona giustizia”.

     
  13. Luca Giagnoni

    4 dicembre 2012 at 12:23

    Inoltre, caro, anche laddove residuano fisiologicamente margini interpretativi la scelta tra le varie interpretazioni possibili anche se compiuta secondo congruità logiche argomentative necessita di una base politica innegabile in qualsiasi scelta, tale base politica è definita ideologia normativa. Ti consiglio di leggere le monografie di Alf Ross e di Luigi Lombardi Vallauri…due dei massimi teorici dell’interpretazione

     
  14. libertyfighter

    4 dicembre 2012 at 14:24

    “anche se compiuta secondo congruità logiche argomentative necessita di una base politica innegabile in qualsiasi scelta”

    “Base politica” è un eufemismo per dire che, qualora non reggessero alla logica, bisogna farle reggere dal punto di vista politico.

    La logica è a-politica. Le scelte basate sulla logica non hanno alcun bisogno di avere sottesa una “base politica”. Se le scelte si reggono sulla “base politica” invece che sull'”inconfutabilità logica”, sono di per sé opinabili e senza alcun riscontro fattuale. In pratica dei soprusi.

    Se non é possibile individuare un motivo logico per prendere determinate decisioni in ambito giuridico, allora è necessario non prenderle affatto, in quanto trattasi di sopruso per costruzione.

     
  15. Luca Giagnoni

    4 dicembre 2012 at 16:28

    Non è la scelta che è logica, perché in una scienza sociale le scelte sono sempre frutto di un bilanciamento di interessi contrapposti, il pragmatismo appartiene al diritto nelle argomentazioni che conducono sempre ad una pluralità di opzioni possibili la cui scelta è, (ahimè ragazzi ma è così) politica.

     
  16. libertyfighter

    4 dicembre 2012 at 17:12

    L’economia è una scienza sociale. Non si presta a bilanciamento di interessi contrapposti. Reagisce solo alla realtà.
    Dopo duecento anni siamo ancora qui a scrivere cazzate socialiste perché una volta qualcuno ha detto che nelle scienze sociali tutto è vero o falso a seconda del bilanciamento degli interessi contrapposti.
    E quindi per esempio, se gli interessi premono per un esproprio della CASA, questa sarà un’ottima misura economica, perché voluta dal bilanciamento di interessi contrapposti.

    Tutto ciò che è scienza e non opinione, tutto ciò che è fattuale e non giudizio di valore ha un solo stato di esistenza. O è, o NON è. Non c’è PROVARE, come direbbe qualcuno.

    La cosiddetta scienza sociale a soluzioni multiple (e infinite, dipende dalla contrapposizione degli interessi) si chiama ARBITRIO, di sociale non ha nulla, di scienza ancor meno.
    Tutto ciò che non è logico, o non esiste tout court, o è un giudizio di valore soggettivo, e come tale non indagabile dalle “scienze sociali”.
    La soluzione multipla serve solo a dar ragione a qualunque scalzacani che non ha bisogno di accendere il cervello ed usare le connessioni logiche, perché al sicuro dietro l’idea che qualunque scelta non sia giusta o sbagliata, ma dipenda dal bilanciamento delle forze contrapposte.

    SONO CAZZATE

     
  17. Luca Giagnoni

    4 dicembre 2012 at 17:35

    Infatti il diritto o la scienza giuridica è scienza fino al punto in cui non devi scegliere, tu intenderesti l’interprete come mero applicatore passivo delle norme, ma NON è possibile a meno che non tu doti il mercato di norme inequivocabili secondo l’assunto “in claris non fit interpretatio” obiettivo certamente lodevole ma altrettanto impossibile.

    Anche in un mercato libero in cui è assenze qualsiasi determinazioni normativa da parte di un’autorità statale il giudice sarà chiamato a fare delle scelte che non saranno mai univoche, in questi casi dovrà infatti interpretare i contratti tra privati e quindi ricostruirne l’oggetto e la volontà dei contraenti ex post ossia non avendone percezione sensoriale diretta ma solo derivata da documenti quali rappresentazione tipica dei fatti, mai potrà sapere con certezza la volontà di una dlle parti, potrà solo desumerla da indici sintomatici. Come vedi la scelta è più netta ma abbisogna sempre di una componente politica-ideologica.

     
  18. libertyfighter

    4 dicembre 2012 at 18:49

    Un contratto liberamente firmato da ambo le parti è generalmente molto più chiaro di una norma di diritto positivo. Nessuna delle due parti ha vantaggi nel firmare un contratto che non ha ben compreso o che non sia chiaro. A differenza del vantaggio NETTO che ha l’interprete nell’emanare (o far emanare) una legge poco chiara.
    Inoltre, il contratto privato agisce solo sui contraenti, eliminando il danno subito da coloro che non lo firmano. Se anche non fosse possibile eliminare completamente l’arbitrio giuridico, una società siffatta lo limiterebbe di molto, al contrario di un sistema a diritto positivo in cui il legislatore può legiferare sul cazzo che gli pare, come gli pare e far interpretare la legge da chi gli pare.

     
    • Luca Giagnoni

      4 dicembre 2012 at 20:42

      é più chiaro semplicemente perchè traduce gli interessi di due soggetti (SE BILATERALE) ma infatti il margine di politicità, come ho indicato, è nettamente inferiore ma questo non significa che non ci sia perchè è insito alla funzione giudicante.

      Il sistema fatto di contratti dove il diritto positivo protegge solo la proprietà privata è sicuramente migliore su questo sono d’accordo..altrimenti non seguirei i tuoi post e questo sito 🙂

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: