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La mia banca è differente

25 Mar

Vuoi una banca veramente differente? Ecco i motivi per cui scegliere finalmente una banca di cui fidarsi:

  1. Zero spese di gestione
  2. Prelievo immediato, illimitato e gratuito
  3. Perfetto anonimato
  4. Immunità garantita contro i prelievi forzosi dei governi
  5. Riserva integrale al 100%, rimani protetto contro gli squilibri della riserva frazionaria.
  6. Chiunque volesse rubare i tuoi risparmi deve mettere in gioco la sua vita e non può farlo per semplice atto legislativo.
  7. Tassa sui conti implicitamente pagata

In cambio di tutto questo l’unico svantaggio è che non ti paghiamo gli interessi dello 0.00000004% come le altre banche. Ma non avendo spese di gestione, il saldo rimane positivo, a differenza di ciò che accade con i conti correnti usuali nei quali tasse e spese sono sempre maggiori degli interessi percepiti.

Cosa aspetti? Chiudi il tuo attuale conto ed aprilo con noi. Dormirai sonni tranquilli.

 

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9 commenti

Pubblicato da su 25 marzo 2013 in banche, crisi economica, cronaca, Europa, moneta

 

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9 risposte a “La mia banca è differente

  1. walter

    25 marzo 2013 at 21:12

    Temo che in quel caso dovremmo pagare qualcosa alla banca perchè svolgerebbe a tutti gli effetti la funzione di custodia invece di re investimento dei depositi…

     
    • omo tigre

      26 marzo 2013 at 12:33

      pollo…

       
  2. Fanfulla

    26 marzo 2013 at 11:10

    Il più bel post in assoluto!

     
  3. pierino60

    26 marzo 2013 at 21:14

    Saldo positivo?
    Mi sembra ci si dimentichi dell’esistenza di un piccolo fenomeno che si chiama inflazione…

     
    • meno stato per tutti

      27 marzo 2013 at 13:56

      mentre con i soldi nelle banche tradizionali, sei protetto dall’inflazione no?
      uahahuahuahuahuahuahauh

       
  4. libertyfighter

    27 marzo 2013 at 17:28

    @pierino
    Tanto l’interesse bancario è irrisorio e ben al di sotto del tasso di inflazione. Quindi il saldo rimane positivo:
    MATERASSO: 0 spese – INFLAZIONE
    BANCA TRADIZIONALE – X di spese, – INFLAZIONE + 0.00000000004% di INTERESSE.

    Noterai che se X > INTERESSE, come succede per quasi tutti, il materasso ha un saldo migliore.

     
  5. pierino60

    28 marzo 2013 at 21:31

    Ovvio che se vuoi investire i tuoi soldi il conto è comodo come appoggio, per fare un esempio, comperando titoli di stato brasiliani come ho fatto io ( oltre a molti diversi investimenti ) nel giro di 3 anni ho preso l’ 8,5% annuo di interesse, su una moneta che si è svalutata del 5 % in questi tre anni ho guadagnato quasi il 7% all’anno, con gli altri investimenti fatti mi sono coperto abbondantemente dall’ inflazione, e diversificando accuratamente mi sono protetto per quanto possible dalle minchiate dei politicanti da strapazzo che hanno trascinato l’Italia nella cacca negli ultimi 20 anni.
    Il punto è che il denaro se non circola è carta straccia, e negli ultimi 500 anni il capitalismo è nato e cresciuto solo dove c’ erano banche funzionanti, i comuni come Firenze nel ‘500, poi l’Olanda, L’ Inghilterra, gli Stati Uniti.
    La demonizzazione delle banche assomiglia terribilmente alla demonizzazione della finanza, perchè senza l’ intermediazione finanziaria non esiste sviluppo, ma la decrescita infelice dei grillini, che non per niente sono i primi a sbraitare contro le banche.
    Insomma con tutti i difetti che possono avere le banche il capitalismo dei materassi non è mai esistito e nessun imprenditore con una buona idea andrà mai casa per casa a chiedere fondi da investire.
    Per quanto riguarda le spese in banca sono minime, il grosso sono le tasse e i bolli che PRINCIPALMENTE i governicchi dei cretini berlusconiani hanno gonfiato all’inverosimile, io ho un conto a canone ZERO e spese ZERO, comprensivo di 2 carte di credito, di deposito titoli, di cassetta di sicurezza , di assegni illimitati. Volgio proprio vedere poi quanti IN REALTA’ non hanno conti in banca o in posta, e tengono veramente la carta moneta nel materasso.

     
  6. libertyfighter

    29 marzo 2013 at 20:55

    Sono d’accordo Pierino. Perfettamente d’accordo, il mio post era una iperbole per porre l’accento sulla crisi della fiducia bancaria EUROPEA (e non mondiale, almeno per adesso) che innesterà il caso CIPRO.
    E’ ovvio che chi ha grossi capitali li sposterà all’estero in altre banche, ma che garantiscono l’anonimato. Poi li investirà ovviamente, ma all’ESTERO, usando come base d’appoggio la società o il conto estero.
    Per quanto riguarda l’acquisto titoli è chiaro che ti fruttano, ma non sei certo al sicuro da un prelievo forzoso, appena si accorgeranno che i capitali bancari sono fuggiti, prenderanno dal possesso di titoli.

    Le banche e l’intermediazione di denaro sono una entità prasseologica importantissima. Sono una funzione economica dell’economia di mercato, fondamentale.
    Ma questo per quanto riguarda l’INTERMEDIAZIONE DI DENARO.
    Viceversa, la riserva frazionaria e la moneta fiat sono QUANTO DI PIU’ PERICOLOSO sia stato concepito.
    Più della bomba atomica, perché alla lunga cagionano PER FORZA DI COSE, molti più danni e molti più morti. Perché il sistema collassa tutto.

    Per non farlo collassare stampano ancora di più moneta, riversando sull’economia reale il costo del moral hazard causato dalle suddette regole. Depauperando la popolazione, ti esponi sempre più a pericoli di rivoluzioni, sommosse, guerre civili e perfino guerre nazionali.
    Quindi va bene banche, ma si cominci a pensare di ritornare alla moneta merce con riserva integrale.

    Neanche una parola sulla “decrescita felice” … non vale la pena di commentare questa patologica teoria genocida.

     
    • pierino60

      1 aprile 2013 at 10:30

      Nello specifico caso degli investimenti in titoli, anche per un piccolo investitore c’è un accorgimento abbastanza semplice, le leggi possono esser applicate solo nel campo della giurisdizione dello stato che le emette, se si dovesse arrivare ad un default totale e al ripudio del diritto internazionale i problemi sarebbero talmente seri da rendere irrilevante un esproprio di 4 risparmi.
      QUindi quando comperi un titolo qualsiasi basta leggere le prime due lettere del relativo codice ISIN se eviti il codice IT già sei relativamente meno preoccupato.
      Detto questo suò caso di Cipro c’è un bel articolo:
      http://www.nytimes.com/2013/04/01/business/global/calculating-impact-of-cypruss-bank-bailout.html
      Ma la cosa che mi convince poco è che in effetti i fallimenti bancari hanno sempre comportato una perdita da parte dei depositanti oltre alla garanzia, io sinceramaente penso che se c’è un fallimento è meglio fare pagare il conto a chi incassava generosi interessi che al contribuente, se non facevano così dovevamo pagare noi, la quota italiana erano 5 miliardi di euro, un IMU e mezza…

       

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