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Fallacie Economiche 1- Il prezzo calmierato

08 Apr

In questo post, il primo strettamente economico da un pò di tempo a questa parte, analizzerò le più comuni fallacie economiche che vengono ripetute come mantra da tutti coloro che hanno la colpa di non capire nulla di azione umana e comunque, discutere di  situazioni economiche particolari.

Quando si parla di libero mercato, ad esempio, nella mia vita ho sentito diverse volte la seguente critica:

Lo Stato è necessario nel calmierare i prezzi che altrimenti sarebbero da strozzinaggio. Supponiamo che per un qualche motivo in una certa zona ci sia solo un fornaio e che quello decida di vendere il pane a 100000 euro alla pagnotta.. Lo Stato deve intervenire per fissare un prezzo equo per il pane, affinché il capitalista e bastardo fornaio non strangoli le persone con le sue richieste esose

Una simile situazione, in un sistema di mercato libero è da rigettare su tutti i fronti. Vediamo perché.

Prima di tutto, manca una spiegazione logica del perché questo fornaio si trovi senza concorrenza. Possiamo supporre un olocausto post nucleare in cui 100-200 anime si trovino tra le macerie e tra essi vi sia un solo fornaio. Il fornaio stabilirà quindi un prezzo per il pane. Prezzo che a lui sembra equo. Diciamo 100000 euro alla pagnotta. Accade però che i compratori non abbiano i soldi o non reputino il prezzo giusto.

Allora intanto il fornaio non vende il pane, e quindi dei 100000 euro presunti, il guadagno diventa nullo, in quanto nessuno ha accettato il prezzo giusto.  Qualcuno potrebbe obbiettare che i consumatori sono costretti a comprare il pane dal fornaio in questione pena la morte per inedia.  Anche questo non è vero, perché non vivendo di solo pane, i consumatori si orienterebbero verso beni sostitutivi (riso, pasta…).

Altra ipotesi quindi necessaria per far reggere l’asserzione iniziale, è che non esistano beni sostitutivi. E la domanda è sempre la stessa: perché ? Perché dovrebbe esistere un solo fornaio, nessun coltivatore di riso né di farinacei che per sete di profitto personale non sia pronto a vendere la pagnotta non dico a 3 euro, ma a 1000 euro l’una?? Solitamente chi pone questa questione rimane molto vago sul come sia possibile una tale mancanza di concorrenza strutturata. Certo potremmo ipotizzare che una istituzione assegni una sola licenza di fornaio, al panettiere in questione e che la concorrenza sia bloccata proprio dal fatto che nessuno possa aprire un altro forno senza licenza.  Ma questo non è libero mercato bensì dirigismo politico. Quello è CERTO che permette di fare prezzi di monopolio, anche piuttosto esosi.

Possiamo supporre che il luogo ove tutto ciò avviene sia a distanza di svariati km da altri centri abitati, le vie di comunicazione siano impervie etc etc. Ma in ogni caso, il prezzo praticato dal fornaio in questione non può superare di gran lunga le spese di trasporto necessarie a portare in loco il pane dal centro abitato vicino. Questo per il semplice fatto che se un fornaio di qualunque paese vicino si accorgesse che può vendere il pane lì, ricavandoci 100 volte quel che ricava abitualmente , ci metterebbe ben poco ad aprire una nuova bottega e far concorrenza.

I latori di questa fallacia economica però, solitamente non demordono ed arrivano ad ipotizzare che comunque, per qualche astruso motivo, non sia possibile la concorrenza, non sia possibile far giungere nuovi fornai e il nostro sia l’unico al mondo ( o per lo meno nel mondo interconnesso con il luogo ove si svolge l’azione) in grado di fare il pane.

In questo caso è vero, il fornaio può fare prezzi di monopolio ben più alti del prezzo di mercato del pane in altre zone del Paese. Prezzi che non sono troppo più alti però, perché lo stesso non può evitare di fare i conti con la sostituibilità del bene in questione. Non può evitare che la gente lasci perdere il pane e si nutra di riso per esempio.

Ma se per assurdo si fosse in questa situazione, l’idea che lo Stato possa decidere un prezzo diverso da quello stabilito dal fornaio, presuppone sempre e solo una cosa: i lavori forzati. Mi spiego meglio. Con tutte le teorie più disparate sul controllo dei prezzi che un ingegnere sociale può inventarsi, non può assolutamente evitare che il panettiere, invece di alzarsi alle quattro ed andare a fare il pane, non decida che, ai prezzi decisi dallo Stato, non sia più soddisfacente starsene a casa ed evitare di produrlo.

In questo caso, nella nostra comunità isolata, colpita da disastro nucleare ma ancora piena di gente tranne che di fornai e con le vie di comunicazione tutte bloccate, il pane non viene più a costare tanto, ma semplicemente non c’è più.

L’unica soluzione che un pianificatore sociale che abbia in avversione il prezzo di mercato (cioè quello deciso dal fornaio) è quello di obbligare il fornaio ad alzarsi la mattina e produrre pane, nella quantità decisa dallo Stato e  da vendere al prezzo deciso dallo Stato.  C’è un nome per questo tipo di attività. Si chiama schiavismo.

Tutte le teorie economiche socialiste, ovvero tutte quelle che si basano sulla centralizzazione del potere e sulla violazione dei diritti di proprietà privati, sono prasseologicamente furti e come tali, per poter essere mantenuti indefinitivamente, DEVONO PER FORZA ridurre in schiavitù le vittime.

In particolare la teoria del controllo dei prezzi provoca scarsità del bene il cui prezzo è calmierato. Scarsità che nel nostro esempio è proprio assenza, in quanto si ha un solo produttore che decide autonomamente di smettere di produrre. Per evitare la scarsità, presto  o tardi il pianificatore è costretto a limitare la possibilità di non lavorare e non produrre dei produttori di ricchezza.

Quando quindi ci si dichiara d’accordo con un prezzo calmierato, in sostanza si sta affermando che lo Stato ha il diritto, per qualche fine da esso sbandierato e sul quale si può o meno esser d’accordo, di deportare persone dalle proprie case e metterli in ceppi a lavorare. Basta solo specificare quali siano i casi in cui lo Stato avrebbe questo diritto.

Fare una asserzione del genere, ovvero che il fine Statale giustifica i mezzi Statali (deportazioni, lavori forzati, schiavitù), porta ovviamente alla situazione prasseologica che conosciamo molto bene. I casi in cui lo Stato trova legittimo agire da schiavista aumentano e si moltiplicano fino a che la situazione di vita quotidiana è quella in cui gli uomini sono ai lavori forzati e vengono giornalmente deportati e inchiavardati al posto di lavoro. L’emergenza diventa norma.

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Una risposta a “Fallacie Economiche 1- Il prezzo calmierato

  1. Borderline Keroro

    9 aprile 2013 at 09:55

    Carissimo Liberty, ho letto solo molto velocemente, dopo approfondirò, perché non ho tempo. Se posso permettermi una piccola critica, non hai tenuto conto del fattore fondamentale.
    Ovvero che a certa gente è più facile metterla nel culo che in testa.
    Quindi continueranno imperterriti per la loro strada sulla via della sodomizzazione passiva. E senza vaselina, questo per la serie “più fa male più fa bene”.
    Contenti loro…

     

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