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Non basta il libero mercato. Serve la Politica.

18 Apr

Leggete questo pezzo che riporta l’outlook sull’Italia stilato da Censis e Confcommercio.

Niente di speciale, nulla che non si era già detto sarebbe avvenuto già il giorno dell’insediamento di Monti, che aveva palesato a tutti la sua “cura” a base di espropri proletari, ma proletari di lusso, giacca cravatta e autoblu.

Ovvio che quel che prevedo io con un anno di anticipo, venga ufficializzato l’anno dopo da istituti di ricerca e associazioni di consumatori. Ovvio perché loro sono a stipendio pubblico e garantiti dagli errori. Io invece ci metto la faccia. E forse, anzi sicuramente, sono più intelligente e preparato.

Comunque il dato, nella sua scontatezza è sconfortante. 4.2 milioni di famiglie non sanno come sbarcare il lunario. Non arrivano a fine mese. 4.2 milioni di famiglie sono, contando le standard 4 persone a famiglia, circa 16.8 milioni di persone.  Ovvero su una popolazione di 60 milioni di persone, il 28%.

Se facciamo una approssimazione giornalistica, possiamo dire che il 30% della popolazione italiana in questo momento è povera. Non arriva alla fine del mese. Non mettono insieme il pranzo con la cena. Vedetela come volete.

Non è mica facile rendere povero il 30% della popolazione di una Nazione. Bisogna saper fare bene le cose, perché l’uomo per sua natura rifugge la povertà, la mancanza di mezzi economici per raggiungere le proprie soddisfazioni. Quindi, per sua natura l’uomo tende a uscire dalla povertà e migliorare il suo standard di vita.

E’ necessario quindi che gli venga impedito con la forza, o con una costante minaccia dell’uso della forza. E bisogna farlo non per un piccolo gruppo di uomini, ma per tutta la popolazione italiana, o per lo meno per quel trenta percento.

Ebbene signori, qui non basta il libero mercato. Il libero mercato può produrre ridicole percentuali di disoccupazione frizionale, o più probabilmente di disoccupazione voluta (abbastanza soldi in famiglia). Ma certi risultati non puoi ottenerli così, alla cazzo di cane, mandando allo sbaraglio la gente, facendola decidere dei propri interessi. Con simili ricette non vai da nessuna parte.

Il libero mercato ha questo grande torto. Non impedisce a nessuno di produrre e arricchirsi. Non ne ha il potere.

Il libero mercato distribuisce il potere tra miliardi di individui, ognuno volto a tirare l’acqua al proprio mulino, ma per effetto della convenienza della divisione del lavoro, e del potere dei liberi acquirenti, ognuno di questi tira l’acqua anche per tutti gli altri.

Ma purtroppo, il libero mercato non ha il potere di rendere povero il 30% della popolazione di una nazione. Anzi, rema costantemente in direzione opposta. E’ chiaro quindi che per raggiungere un tale scopo, il libero mercato è inadatto. Serve che il potere sia centralizzato, in modo che pochi uomini comandino su tutti gli altri e possano obbligarli e costringerli a rimanere poveri. Serve un potere oppressivo, pervasivo, totalizzante. E serve che le spese affrontate per praticare tale potere oppressivo siano scaricate sugli oppressi e non pagate da chi gestisce il potere.

Per rendere povero il 30% di una Nazione, è NECESSARIA, FONDAMENTALE, IMPRESCINDIBILE

LA POLITICA

 

E il bello è che ce la cantano e ce la menano sul fatto che sono lì per tutelare le “classi deboli”.

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4 commenti

Pubblicato da su 18 aprile 2013 in Uncategorized

 

4 risposte a “Non basta il libero mercato. Serve la Politica.

  1. Borderline Keroro

    25 aprile 2013 at 14:53

    Scusa se dissento, ma non è mica necessario essere più intelligenti e/o più preparati per dire certe cose. Basta essere onesti. E, chiaramente, un minimo intelligenti e preparati. Ma soprattutto bisogna essere privi di secondi fini. E con un po’ di buon senso ci si arriva agevolmente.

     
  2. libertyfighter

    26 aprile 2013 at 01:18

    Mah, io tutta questa gente onesta che ha capito che è il potere politico che distrugge le economie e le persone non ne vedo.

     
    • Borderline Keroro

      26 aprile 2013 at 10:00

      Infatti. Non intendevo dire che ce n’è a josa in giro. Intendevo semplicemente che non serve poi questa grande intelligenza e/o preparazione. Basta smetterla di mettere la testa sotto la sabbia, a mutande ben abbassate peraltro, come fa la gente in genere. Tutti che aspettano l’intervento salvifico dello Stato.
      Il che, se mi permetti, equivale a sperare che Jack lo squartatore ti voglia solo operare di appendicite.
      Qualcuno in giro che l’ha capito c’è, ma tante volte mi sono sentito dire “sì, penso anch’io, ma eh beh, speriamo che non succeda…”
      Che non succeda? Speriamo? Ok, stappiamo la vodka e diamoci all’alcool per festeggiare, che la speranza è l’ultima a morire.
      Ed è vero, morirà per ultima, perché noi finiremo tutti al macello molto prima.
      Quando leggo certi articoli sulla carta da culo stampata, mi chiedo se l’università italiana prepari realmente la gente a capire le cose o se, invece, la prepari unicamente a metterlo in quel posto agli altri.
      Prenditi il Sole ad esempio: veramente non hanno capito una mazza o sono anche loro addetti a preservare ed orientare come un qualsiasi fogliaccio rosa?
      Ma quand’è che cominciamo a spegnere la TV, a smettere di comprare riviste e giornali?
      Un saluto ed un abbraccio. E buon divertimento domenica contro il topo.

       
      • libertyfighter

        26 aprile 2013 at 13:41

        Al Sole 24 ore la maggior parte di loro crede genuinamente che si possa fabbricare ricchezza stampando moneta e nel ruolo salvifico delle istituzioni. Come spiegato dalla teoria economica mainstream. Quelli che hanno capito che qualcosa non va, guardano la busta paga, largamente finanziata da Banche e Governi e quindi fanno finta di niente..

        Il popolo è generalmente ignorante e analfabeta economicamente. Ed è scientemente mantenuto in tale stato.

         

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