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Alea Iacta Est

23 Apr

Due mesi non sono stati sufficienti ai derelitti del PD per comprendere di aver perso le elezioni e per capire quello che io avevo scritto un minuto dopo il voto. Sono riusciti ad implodere su se stessi in un impeto di tafazzismo fuor dal comune. Ma che fossero una manica di coglioni era risaputo. In ogni caso, per non fare la “Grosse Coalition”, semplicemente perché l’altro lato era composto dai paria del voto: quelli che se pure prendono quanto loro valgono un terzo e sarebbe meglio se fossero schiacciati come serpi sull’altare della “presentabilità presunta”, per non fare la Grosse Coalition, dicevo, sono riusciti a non fare neppure il presidente della Repubblica.

Devo dire che ho passato le elezioni presidenziali a ridere come un matto. Lanciati a 200 Km/h contro un muro e con alla radio la voce del Berlusca che diceva: “FRENATE!”. E loro ad accellerare perché l’ha detto il Berlusca e quindi BISOGNA fare tutto il contrario. Anche se il muro è là.

Certo parte dell’elettorato del PD è composto da bambini mocciosi che se pure perdono, battono i piedi e vogliono che il mondo cambi affinché loro si trasformino in vincitori, frignano e si lagnano affinché possano governare senza numeri, o più pateticamente, cercando una coalizione con un movimento di protesta trasversale come quello grillino.

Che fosse trasversale ovviamente, per questa gente è un dettaglio da poco, era ovvio che dovessero comportarsi come costola del PD, e sticavoli a tutti coloro che han votato M5S partendo da CDX.

Comunque alle elezioni presidenziali i nodi vengono al pettine. La parte del PD ancora ragionante prova a candidare Marini. I fusi di cervello glielo bocciano.

Allora Bersani fa una piroetta e da fautore delle larghe intese, torna sui suoi passi per accontentare gli estremisti antiPDL. PRODI.

Stroncato pure lui, stavolta da parecchi dei ragionanti.  Esce fuori Rodotà: un simpatico signore in politica da altrettanti anni di Marini, con la stessa età dello stesso, solo di estrazione comunista d’antan come si confà a qualcuno che debba fare danni.

Non ho capito il motivo logico per cui i grillini si siano tanto affezionati a questa figura, tanto da proporlo come panacea dei mali italiani, e attribuirgli la qualifica di “presidente voluto da tutti gli italiani”.

Maddeché ? Ma io un altro comunista non lo volevo proprio. E come me penso TANTI E TANTI italiani. L’unica cosa in più che aveva Rodotà rispetto a Marini era ovviamente la netta distanza dal PDL e da Berlusconi, e avrebbe pertanto potuto mantenere il livello di scontro a quello che è stato per diverse decadi.

Esattamente l’idea che scorre nella testa dei bambini mocciosi di cui sopra, ai quali non frega assolutamente nulla di non fare un governo, non fare riforme, non fare niente. L’importante è che non faccia neppure il PDL.

Ecco quindi che la candidatura di Rodotà era ben vista SOLO PERCHE’ GARANTIVA (forse) la mancanza di larghe intese. Il Comunista Rodotà, come il Comunista Prodi, sono stati chiesti non per le loro dubbie (o indubbie) capacità, ma solo perché garantivano il proseguo dello scontro frontale sulle palle degli italiani tra “destra” e “sinistra” italiane.

Chiaro che l’insulto è comodo, perché non deve mai essere verificato dalla prova dei fatti. Ma chiaro anche che in teoria in parlamento ci si sta per FARE e non per FAR PASSARE IL TEMPO insultandosi l’un l’altro, mentre si maturano mensilità.

Specie in un momento in cui, causa 40 anni di becero socialismo, siamo con le pezze al culo e le persone muoiono come mosche nonostante noi si sia in tempo di “pace”.

Fortunatamente la teoria dello scontro fino alla fine tra i due maggiiori partiti italiani non ha avuto i voti e si è dissolta con l’intero partito del PD.

La rielezione di Napolitano è stata la piena e più totale sconfitta, sia del PD che della politica in generale. Si sono dimostrati incapaci di fare qualunque cosa, perfino di sceglier un presidente non di tutti, ma neppure di maggioranza come fecero con Napolitano I.

Napolitano II , è stato il “time over” della politica. Il tempo è finito, avete perso, e per forza di cose c’è dovuto tornare un 87 enne che stava già con la testa alle Bermuda. Non è stato “scelto”, nel senso più vero del termine, ma è stata la CONSEGUENZA del non scegliere e del non fare un cazzo dilazionato per due mesi.

Non credo di poter essere tacciato di simpatie per Napolitano, ma nel frangente, ha la stessa idea mia, quindi sono piuttosto soddisfatto della sua rielezione: il suo discorso è molto simile alla mia soluzione unica, e inoltre non ha mancato di bastonare selvaggiamente il PD tafazziano.

In questo concordo con Berlusconi quando dice di aver apprezzato moltissimo il discorso di Napolitano, e questo non perché debba fare sviolinate sul Berlusca, ma semplicemente perché é quel che ho detto io già da due mesi. Se Berlusconi è d’accordo con me e Napolitano pure: bene vuol dire che entrambi sono su decisioni giuste.

Detto ciò, adesso e con due mesi di ritardo, andrà fatto un governo di coalizione che faccia le riforme GIUSTE, e non le idiozie. In accordo a quanto detto a suo tempo, andranno fatte soprattutto e alla peggio anche soltanto, le riforme economiche, con una dieta paleolitica per le spese statali e l’abbassamento netto della pressione fiscale, una selvaggia delegiferazione e una riforma della magistratura.

Tutto il resto può attendere.  Non che non sia necessario, ma è meno urgente di quanto detto sopra.

Badino bene i signori che mettono su il governo di larghe intese: non hanno ancora salvato nulla. Né dell’Italia, né dei loro partiti, né delle loro vite.

Hanno la possibilità, di comune accordo di abbassare nettamente le imposte, abrogare il regime fiscale assassino, ripristinare la certezza del diritto. MA SE NON LO FANNO, o se ci ripropinano un altro governo di merda come il governo Monti, dei professori dei miei coglioni che pensano a come estrarre soldi, invece che come produrli, sarà l’olocausto.

La decisione di larghe intese è giusta. Giustissima. Unica e Inevitabile. Ma è il punto di partenza. Un fallimento lungo questa strada non ammette nuovi tentativi. La riedizione dello governo Schiatta Italia avrebbe una delle seguenti conseguenze:

1) Monocolore Grillino con maggioranza Bulgara alle prossime elezioni.

Con tutto ciò che ne consegue, per la politica ovviamente e purtroppo pure per noi per le idee economiche sballate che hanno costoro. Il M5S non ha mai pensato che il potere statuale sia eccessivo. Chiaro quindi che in un monocolore M5S possiamo aspettarci ancor più potere da parte di organi dello Stato e ancora più arbitrario per i motivi che noi conosciamo bene.

2) Guerra Civile a metà mandato con venuta al potere di leader armati, caduta della Repubblica e instaurazione di governi di guerra o similia.

Basta analizzare i commenti dei vari giornali conseguenti la rielezione di Napolitano per accorgersi che, oltre al fatto che Napolitano è diventato servo di Berlusconi a detta di alcuni, tutto il panorama forcaiolo italiano da Repubblica a FattoQuotidiano la vedono come una prova di “inciucio gattopardesco” con l’unico scopo di non cambiare nulla.

Ecco. Non solo questo non è più possibile, visto che causa gli effetti su-indicati. Ma inoltre le riforme GIUSTE dovranno esser fatte alla svelta, perché il malcontento generale, che alimenta il M5S e le posizioni Travagline, sarà sconfitto SOLO CON UNA EVIDENTE RIPROVA FATTUALE DELLA BONTA’ ECONOMICA DELLE DECISIONI PRESE.

I privati devono ricominciare a guadagnare per il loro sozzo profitto, che mi auguro sia tanto, la gente deve tornare a lavorare nel privato e deve tornare a guadagnarsi i denari che, non possono essere né stampati, né inventati né “redistribuiti”, ma devono essere PRODOTTI.

Il dado è tratto. O un governo che per la prima volta nella storia della repubblica prende decisioni economicamente giuste e importanti, oppure sarà probabilmente l’ultimo governo della storia repubblicana.

Non posso certo dire che la prospettiva di “inciucio gattopardesco” sia da escludere a priori, non posso dire che i Travaglini e i Grillini sbaglino a temerla e l’unico motivo per cui non sono a spingere affinché l’ antipolitica trionfi, è SOLO perché l’attuale antipolitica ha idee economiche che sono pure anti-vita.

In linea teorica hanno ragione dicendo quel che dicono. Sarebbe da appoggiarli, ma quando la soluzione ai problemi economici poi è “suicidiamoci sorridendo”, capite bene che il mio appoggio a mettere in pratica tali “idee” non ci sarà mai.

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1 Commento

Pubblicato da su 23 aprile 2013 in crisi economica, cronaca, politica, socialismo, tasse

 

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Una risposta a “Alea Iacta Est

  1. piccoli-traslochi

    9 maggio 2013 at 23:14

    Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gi salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

     

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