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Attentato durante il giuramento. Riflettiamoci su.

28 Apr

Quello che avrò preventivato almeno una decina di volte già un anno fa, è puntualmente avvenuto oggi. Difficile stupirsi quando ormai tutto quello che dico accadrà, accade perentoriamente.

Ma come dicono alcuni amici, non è poi tanto difficile prevedere certe cose. E in effetti l’attentato di oggi l’avevano previsto in tanti. Salvo magari proprio coloro cui era diretto.

I fatti sono noti ormai:

Mentre al Quirinale il nuovo governo giurava, un tale Luigi Preiti stava aspettando l’arrivo dei nuovi ministri a Piazza Chigi. Non aveva però previsto che la polizia avrebbe fatto sgomberare la piazza prima del loro arrivo e, visto andare in fumo il suo piano di strage di politici e suicidio, ha scaricato l’arma contro i Carabinieri posti a guardia delle porte di Palazzo Chigi.

Togliamo subito un dubbio. Non è colpa della campagna grillina per Rodotà, né dei toni dei grillini. Luigi Preiti non è un attivista di estrema sinistra o estrema destra che è partito per motivi politici. Luigi Preiti è un cinquantenne disoccupato, come tanti, troppi nel nostro paese. Un separato,  che inoltre non riusciva più a vedere il figlio.  Uno, uno dei tanti che non ha retto. Uno che invece di impiccarsi in silenzio ha pensato quello che tanti pensano e pochi dicono. Perché una volta che devo suicidarmi, non la faccio pagare a coloro che per buona parte e come classe in generale, sono responsabili del mio disastro?

Se uno non ce la fa più, nessun prezzo da pagare è troppo alto. Se la propria vita non interessa più, di certo non interessa neppure il rispetto della legge. E allora se la colpa secondo me é tua, ti ammazzo prima di me. Pura prasseologia. Funziona così.

Non conosco la situazione generale riguardo il matrimonio di Luigi, quindi non so come stiano le cose in quel caso specifico. Però è indubbio che il problema separazioni e relative assegnazioni di proprietà è un problema serio in Italia.

Sulla disoccupazione invece sono molto più ferrato e so bene che tale situazione era inevitabile. Quando per trenta, quaranta, cinquanta anni si continua ad aumentare l’imposizione fiscale e le regolamentazioni, distorcendo sempre più la struttura produttiva, prima o poi finisci in crisi economica. E se poi quando sei in crisi le uniche idee che ti vengono sono ALTRE LEGGI E ALTRE TASSE, prima o poi le cose degenerano. Quanti politici avete sentito negli ultimi 30 anni che volessero abolire leggi piuttosto che proporne di nuove??? Altre leggi = altri regolamenti, altre spese pubbliche, altre tasse, altri fallimenti, altra disoccupazione, altre possibili attività che scadono nel submarginale.

E siccome non c’è speranza per un cittadino, di farsi rimborsare dei danni causati dai politici, né di citarli in tribunale per ottenere giustizia, ecco che l’unico modo che rimane è quello di farsi “giustizia da soli”.

Luigi Preiti è “uno dei tanti”. Luigi Preiti è un segnale. Sono i prodromi dei prodromi della rivoluzione. La rivoluzione che la Storia insegna c’è sempre, dall’antica roma fino all’Argentina.

La rivoluzione non è una cosa buona. Lo sarebbe, se tutti coloro che la fanno avessero capito le cause dei problemi e le soluzioni per risolverli. Così non è e probabilmente finiremmo in un neo fascismo o neo comunismo senza nessun beneficio per le persone.

Per evitare la rivoluzione però, vanno fatte le cose giuste, e vanno fatte in fretta. Molto in fretta. Fare appelli alla calma o alla coesione non serve a nulla. Servono fatti. E fatti giusti, perché la politica ha cazzeggiato e gozzovigliato per quaranta anni, ma se questo governo non fa il GIUSTO, non so se ci sarà un’altra elezione democratica. Tanto per dire.

Non vanno prese decisioni solo per “fare qualcosa”. Bisogna RESTITUIRE RISORSE AI CITTADINI. Tante risorse.

Questo affinché riparta l’economia.

Pacifico che le risorse vadano restituite e non redistribuite. Toglietevi in fretta dalla testa l’idea di tassare qualcuno per aiutare chi perde il lavoro, oppure per aiutare le imprese ad andare avanti. Non funziona è il solito gioco perverso in cui prima mi levi soldi, poi me ne ridai parte come “concessione straordinaria di sua magnificenza il governo”. RITIRARE LA MANO FISCALE.

Quindi la domanda successiva è DOVE REPERIRE I SOLDI che mancheranno nella Spesa pubblica.

Qui pure i soldi vanno risparmiati e non presi in prestito. Primo perché lorsignor politici non dovrebbero essere abilitati a indebitare noi gentili cittadini. Secondo perché è il risparmio che permette le economie sostenibili e non il debito. Come ai signori politici può insegnare qualunque massaia italiana. Quello che non funziona nel piccolo e nel privato, non diventa sostenibile in grande e nel pubblico. Solo magari, ci mette di più a manifestare i danni, che però sono molto più ingenti.

Che tutto questo sia ben chiaro al nuovo governo e al nuovo parlamento, perché il segnale Preiti ha certificato che potrebbe essere l’ultimo prima della guerra civile. Ci stupiscano per una volta in 40 anni, prendano decisioni economicamente intelligenti.

 

 

 

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8 risposte a “Attentato durante il giuramento. Riflettiamoci su.

  1. Borderline Keroro

    29 aprile 2013 at 09:46

    I politici e i loro corifei continuano a sproloquiare di democrazia e che “non si fa così”, ecc.
    In effetti, però, quando uno è messo in un angolo e non riesce a far valere le sue ragioni, è ovvio che reagisca male. Anche perché la magistratura spesso si occupa del sesso degli angeli e decide velocemente solo quando cercano di toccare il suo “orticello”.
    Quindi, quando uno non ha più nulla da perdere cosa vuoi che gliene freghi? Vada come vada cosa possono togliergli? Solo la dignità, e infatti subito è partito il battage pubblicitario su quanto fosse spregevole l’attentatore, che “giocava al videopoker mentre la moglie andava a zappare la terra 10 ore al giorno a 700 € al mese”. Quello è un disperato, e credo che anche i carabinieri ne siano coscienti. Carabinieri che, diciamocelo, sono mal pagati per fare da scudo umano ad un branco di stronzi senza eguali.
    Tanti auguri quindi ai due militi, che guariscano in fretta.
    Tanti auguri all’Italia, che i suoi parassiti (politici e loro clienti e amici), si tolgano dalle palle quanto prima.

     
  2. pierino60

    29 aprile 2013 at 14:09

    Mi sembra che il sig Preiti sia ben poco difendibile, se non per pura presa di posizione “ideologica” e che incolpare “la politica” sia una forma speculare del politicamente corretto sinistrorso.
    La mia opinione personale è che una persona che si è procurato in ambienti della bassa criminalità comune una pistola con la matricola abrasa ben 5 anni fa, viveva di espedienti e si faceva mantenere dalla moglie, e spara a due carabinieri solo perchè non ha trovato di meglio da fare è un pezzente, la feccia della società, difenderlo è un insulto nei confronti della grandissima maggioranza degli italiani che si fa il culo per sopravvivere, che è disposta per dignità personale a fare QUALSIASI lavoro per mangiare.
    E nell’alessandrino dove viveva se vuoi lavorare in campagna, un lavoro, ancora oggi lo trovi.
    Le colpe della politica non giustificano nessun lavativo fancazzista, dato poi che nelle foto fatte dopo la cattura in cretino in questione rideva della sua opera, sostenere che sia in quaisiasi modo comprensibile mi sembra puro delirio.
    Mi ricordate i sessantottini che giustificavano il delirio rivoluzionario marxista con il concetto che “I proletari non hanno nulla da perdere se non le proprie catene
    ed hanno un mondo da guadagnare.”
    IO ho iniziato 35 anni fa a lavorare, e con un diploma preso col massimo dei voti ho fatto 3 anni a scaricare sacchi da 50 kg a spalla, sono arrivato ad avere la responsabilità di un impianto chimico a ciclo continuo ( 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno ) e di un centinaio di operai, poi mi sono rotto le palle e mi sono trovato un lavoro come tecnico di produzione, ma se dovessi rimanere disoccupato sarei disposto a fare QUALSIASI LAVORO, e qualsiasi cosa per sopravvivere, ma considererei sempre e comunque chi spara ad un carabiniere una merda di uomo.

     
  3. libertyfighter

    29 aprile 2013 at 19:14

    @Pierino.
    Se non commettessi reato, ti farei vedere quanto ci vuole a procurarsi una pistola al mercato rionale.
    Solo che ovviamente TUTTE quelle che compri clandestinamente hanno la matricola abrasa.
    Ragion per cui a me, del fatto che abbia comprato una pistola al mercato invece che dall’armiere, frega proprio un cazzo.

    Qui non si giustifica nessuno. Soprattutto perché al posto di un politico ha sparato a due carabinieri. Però se il messaggio è “povero scellerato la colpa della sua vita è sua”, dove invece la colpa di milioni di poveri in Italia è DELLA POLITICA E DEI POLITICI (e della IDEA del SOCIALISMO). Perché come lui, centinaia di imprenditori FESSI che si sono tolti la vita senza portare con sé una dozzina di stronzi governanti, stavano nella stessa disperazione. Loro pure sono fancazzisti oppure il solo fatto di non aver ammazzato i loro carnefici li trasforma in esseri buoni????
    Quando mi farai vedere che uno non trova lavoro in una società col 4% di disoccupazione, magari ti dico “è un fancazzista”. Quando sei oltre il 10% e lasciamo perdere quella giovanile il discorso si fa diverso.
    Siccome la disoccupazione è colpa SOLO DELLA POLITICA, non ci sono storie. Il 99% dei disoccupati lo è per CAUSA di quella grande finzione che doveva proteggere i poveri dai cattivi capitalisti.
    Infatti con quel collaudato sistema abbiamo 5 milioni di poveri che una società capitalista non sarebbe MAI E POI MAI riuscita a produrre.

    Videopoker?
    Parliamo di videopoker.
    I videopoker sono un monopolio governativo, o meglio un cartello di comune accordo tra camorristi e mafiosi e politici. Perché IO non posso vendere le mie macchine videopoker e fargli concorrenza, facendo vincere ai giocatori percentuali maggiori dei propri soldi????

    Allora tu mi metti i videopoker in monopolio. Il bingo in monopolio. Il casinò in monopolio, il lotto e le lotterie in monopolio. Mi fai la pubblicità PAGATA DA ME sulle RETI PUBBLICHE per istigarmi a buttare i soldi nel cesso del TUO gioco d’azzardo mal pagato, ti lavi la faccia con un “gioca responsabilmente” che dovresti solo andare a fare in culo…

    Poi se la gente si rovina, sarà pure una loro libera scelta, ma tu Stato col ditino alzato “era un tossico del gioco – fate tutti i dieci minuti di odio-“, mentre ti paghi le troie con gli incassi del bingo e le mazzette della camorra… per favore fai silenzio, perché sei ridicolo e ti attiri altri proiettili vaganti.

     
  4. libertyfighter

    29 aprile 2013 at 19:17

    Per inciso, io di ideologico non ho nulla. Se non ci fosse una PRECISA relazione di CAUSALITA’ tra DISOCCUPAZIONE e SCELTE POLITICHE, tra POVERTA’ e VIOLAZIONI DI PROPRIETA’ PRIVATA non starei qui a parlarne.
    Siccome c’è ed è provata, sarò forse “ideologo del principio di causa effetto”. Questo forse si.

     
  5. pierino60

    1 maggio 2013 at 09:18

    Iniziamo dal fondo:
    I videopoker non sono un monopolio, io conosco un buon numero di baristi, tabaccai e persino benzinai che hanno messo una macchinetta, ne sono gestori ( sono praticamente in affitto ) e devono solo usare macchinette omologate e pagare una pecentuale dell’incasso come imposta, guadaganano benino sull’imbecillità dei drogati del gioco ma la cosa mi sembra giusta.
    La mia opinione è che incolpare la “politica” delle azioni di un singolo è idiota come incolpare la “società”, la politica può essere responsabile delle condizioni in cui si trova il singolo in questione ma NON delle sue azioni.
    La responsabilità è SEMPRE personale, e io valuto le azioni di una persona, nel caso in questione un piccolo imprenditore che è fallito nel 2009 ( quando secondo il vangelo berlusconiano la crisi non esisteva ed è colpa di Monti ) e abitava in una città il cui tasso di disoccupazione era del 7% se voleva trovare un occupazione non si sarebbe trasferito a Rosarno in Calabria, pretendere di incolpare la politica anche di simili comportamenti è ridicolo.
    Insomma dire che le azioni e le decisioni dei politci siano causa di distorisioni nell’economia e di impoverimento è sensato, dire che l’azione idiota di un imbecille fancazzista rincoglionito dal gioco sia per questo giustificabile e comprensibile è assurdo.
    Si noti che nel caso delle responsabilità della politica vale lo steso principio, sono sempre personali, generalizzare e fare grandi seghe filosofiche serve solo a evitare di scendere nello specifico, di ragionare sui fatti.

     
  6. libertyfighter

    1 maggio 2013 at 09:50

    Sono un monopolio proprio perché le macchinette sono omologate (tangente governativa). Tu puoi comprare SOLO quelle che dice lo Stato. Che poi sono quelle della camorra.

    Per quanto riguarda Preiti, Vespa ha interrogato tutti e due i paesi nei quali è vissuto e non cìè ne è stato uno che è riuscito a definirlo fancazzista. Anzi, tutti “gran lavoratore”. Inoltre sia la ex moglie che la famiglia hanno molto attenuato il problema videopoker.
    In ogni caso non è mio compito giustificare o comprendere il gesto di Preiti.
    Io mi limito a dire che è prevedibile ed inevitabile. Come era inevitabile per Maria Antonietta, come era inevitabile per Lincoln, come era inevitabile per Umberto I etc.

    Sulla responsabilità politica invece non la vedo come te. Il sistema democratico è progettato in modo da eliminare la responsabilità personale della politica. Possono aver compiuto stragi (economiche), e l’unica cosa che rischiano è di andare a casa una volta ogni 5 anni. Con una buonuscita di 2-300000 euro.
    Inoltre variando ogni 5 anni ed essendo 1000 ogni legislatura possono sempre scaricare la colpa di qualunque cosa su qualche predecessore più o meno conosciuto. E’ fatto apposta. DOVREBBE esser personale, ma il fatto stesso che le decisioni vengano approvate a maggioranza, annacqua la responsabilità in almeno 600 individui. Se poi ci metti la filosofia astratta per cui QUELLI sarebbero l’anima della società collettiva e quindi che se hanno preso decisioni atte a rovinare gran parte della popolazione non è colpa loro ma dell’anima collettiva della società che voleva questo…..

     
    • Borderline Keroro

      2 maggio 2013 at 09:45

      E l’avevo pur detto che era partita la campagna stampa per trasformare Preiti in un essere schifoso. Sono andati anche a intervistare il figlio di 11 o 12 anni. Complimenti.
      Pensate che pacchia per lui se Mussolini avesse avuto una stampa così pronta a prostituirsi ai voleri delle elite e della classe politica.
      Faccio sommessamente presente ai signori che hanno festeggiato il 25 aprile che la resistenza era qualcosa che si potrebbe descrivere come una specie di gara di “tiro al politico”.
      Per chiarire, ritengo che la resistenza, specie quella di origine comunista, fosse formata da rubagalline, che dopo la liberazione si occuparono di regolare conti personali e pensare al proprio orticello.
      Chiaro, ci furono anche episodi eroici e personaggi che realmente combatterono per la libertà.
      Mi viene in mente la brigata Osoppo. Di cui gli storici, organici al PCI, non ci hanno raccontato nulla: si sono senz’altro dimenticati di farlo, come per le foibe.
      Però il punto fondamentale è questo: la ribellione popolare è giusta quando la classe politica non ti lascia altra alternativa. Ed è evidente che questi cialtroni non mollano di loro sponte, preferendo spolparci fino all’osso per star bene loro.
      Stanno svendendo l’Italia.
      Però fra qualche anno, non ti preoccupare caro Liberty, tanti individui pronti a criticarci oggi scenderanno dalle montagne dopo qualche settimana passata a “resistere” e ci frantumeranno i testicoli con frasi del seguente tenore:
      “io ho fatto la resistenza!”
      “sono dovuto andare a lavorare in Francia, io laureato in scienze della pace all’università di roccacannuccia ho dovuto fare il muratore!”
      “ho rischiato la mia vita per il mio Paese combattendo contro i naziturboeuropeisti”.
      Robetta già vista.
      Sempre pronti a saltare sul carro del vincitore, salvo essersi occupati di sputarti addosso fino all’ultimo momento.
      Spero di essermi spiegato.

       
  7. libertyfighter

    2 maggio 2013 at 21:58

    Il bello dei tuoi commenti è che scorrono lisci come l’olio nel mio cervello. Non trovo 1 parola sbagliata!

     

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