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Le agevolazioni al credito non sono una misura liberale

14 Giu

E’ allo studio, almeno a detta di Zanonato, una serie di misure per far ripartire l’economia italiana. Per quanto riguarda le imprese, oltre ad un taglio delle bollette elettriche di cui ancora non si sa come avverrà, spicca la seguente intenzione:

Per le imprese arriveranno dalla Cassa Depositi e Prestiti “cinque miliardi di credito agevolato, ad un tasso dimezzato rispetto a quello di mercato”, per chi rinnoverà “il processo produttivo acquistando nuovi macchinari, fino a 2 milioni di euro”.

Ecco, questo è il tipico modo di agire della congrega farabutto-statale. Le imprese falliscono per troppo esproprio tassatorio. Significa che gli incassi non coprono le spese. Perché appunto gli incassi netti sono scarsi a causa delle tasse e le spese pure. In questa situazione non conviene investire, punto e basta. Non sono due aziende in crisi per mancanza di mezzi di produzione o di capitale da investire, mentre le altre sono floride. La stragrande maggioranza delle nostre aziende soccombe. Vogliamo forse credere che siano tutte obsolete nei macchinari e che non ci sia un problema sistemico di tassazione che semplicemente, rende impossibile imprendere?

Ma allora che senso ha agevolare l’indebitamento di aziende già sufficientemente all’avanguardia? Se l’aumento di produttività e competitività che si ottiene dall’acquisto di nuovi macchinari è troppo poco per compensare gli interessi (dimezzati) più il buco di bilancio causato dalla tassazione omicida, cosa accade?

Ovvio, che regaliamo un’altra azienda alla cricca bancaria. Nuovo trasferimento di denaro verso quel 10% di persone che ha il 90% della ricchezza italiana (a voler credere a certi sondaggi): banchieri e politici

Quella che può sembrare una misura di alleggerimento del carico fiscale per le imprese quindi, è in realtà un doppio tranello. Prima di tutto le spinge ad indebitarsi nell’acquisto di nuovi macchinari che rischiano di non risolvere il problema strutturale. Secondo, le mantiene sotto il ricatto dell’elemosina di Stato.

Io non riconosco che non sia giusto espropriarti del 75% di ciò che guadagni e non mi sogno di abbassare le pretese, tutt’al più ti restituisco una elemosina del maltolto che posso revocarti quando voglio. Io sono il signore tuo Dio e non avrai altro Dio al di fuori di me.

Un pò blasfemo lo Stato ?

Che se ne debba occupare Francesco ?

Le uniche misure liberali sono Abbassare le pretese. Abbassare le tasse.

Non agevolazioni fiscali per qualunque cosa venga loro in mente, non cercare di pilotare il risparmio o quel che ne resta verso ciò che Loro e non i titolari del risparmio credono sia l’allocazione giusta. Idee del genere sono tutt’altro che idee di libertà. Sono sprezzanti elemosine.

 

 

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6 commenti

Pubblicato da su 14 giugno 2013 in liberalismo, politica, socialismo, tasse

 

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6 risposte a “Le agevolazioni al credito non sono una misura liberale

  1. pierino60

    16 giugno 2013 at 11:58

    Parti bene ma poi finisci nel luogocomunsmo pseudogrillino.
    I liberalidelcazzo che impestano la politica italiana hanno fatto credere che fosse possibile tagliare le tasse senza incidere nella spesa pubblica, inventandosi mitologie ridicole come quella che sia possibile “affamare la bestia” e invece si facevano solo più debiti, che la propaganda di destra e di sinistra ( berlusconi compreso purtroppo ) pretende sia possibile pagare riprendendo la sovranità monetaria e stampando carta straccia.
    è un cretino in malafede chi racconta che è possibile ridurre le tasse senza:
    1) vendere TUTTE le partecipazioni dello stato in TUTTE le imprese ad OGNI COSTO ( ne mercato non esistono prezzi “sbagliati” se una cosa vale trovi chi te la paga il giusto).
    2) eliminare tutte le possibilità da parte di enti statali di essere gestite con criteri “politici” imponendone une gestione privatistica e responsabilità personali ( di tasca loro ) degli amministratori.
    3) rendere pubbliche tutte le spese della PA con in nome e cognome di chi le decide, in modo da evitare che milioni di imprenditori raccomandati possano arricchirsi con forniture pagate il doppio del prezzo di mercato grazie agli “amici” con la tessera di partito.
    4) Ricalcolare TUTTE le pensioni con il metodo contributivo, in modo che non esistano più i milioni di cittadini che incassano in pensioni il triplo di quanto abbiano pagato in contributi, da questo punto se si ragiona nel medio termine basta boccarne qualsiasi rivalutazione.
    Quindi fregarsene dei milioni di cittadini che pagherebbero di tasca propria il risanamento dell’economia italiana, non esistono pasti gratis e se deve pagare qualcuno meglio che sia chi ingrassa senza nessun merito.
    Credere che possano pagare le banche o i politici è una stronzata senza fondamento, il costo della politica in sè è un millesimo della spesa pubblica quindi anche un suo estremamente probabile azzeramento sarebbe irrilevante dal punto di vista reale, per quanto riguarda le banche non esiste capitalismo senza gestione del credito e senza finanza, e le banche italia sono con le pezze al culo credere di cavarne qualcosa senza toglierlo agli investimenti produttivi è assurdo.
    Per quanto riguarda gli investimenti in innovazione ti posso assicurare che il 99% delle aziende che sono all’avanguardia non hanno grossi problemi, chi ha problemi sono i 5 milioni di partite iva, le tanto adorate piccole imprese che tiravano avanti facendosi il culo 14 ore al giorno in un seminterrato e adesso scoprono di non poter fare concorrenza ai cinesi, e si impiccano.
    Forse tu vivi a Roma dove la principale fonte di reddito sono i ministeri, ma nella brianza industrializzata che conosco bene il problema del credito per gli investimenti è una delle principali pietre al collo alle imprese.

     
    • libertyfighter

      17 giugno 2013 at 18:52

      Mah guarda, io sono pienamente d’accordo con te. Ma se la spesa pubblica non la riducono i liberalidelcazzo, figurati se la riducono i socialisticonvinti. Anche io mi incazzo due per tre ogni volta qualche stronzo, e ce ne sono a iosa, pretende di risolvere il problema stampando carta straccia.
      Riguardo i punti numerati:

      1) Completamente d’accordo
      2) Esistono già tali aziende e son quelle private. Una “azienda pubblica” gestita differentemente che con “criteri politici” è prasseologicamente impossibile. La soluzione è privatizzarle sul mercato libero. Ma sarei d’accordo se non fosse prasseologicamente impossibile

      3) E sarei pure d’accordo qui, se non fosse che ci sono una valanga di problemi pratici. Il primo è che con le leggi attuali, il pubblico paga anche dopo un anno e il prezzo di un bene, pagato cash o dopo un anno è diverso. Quindi su tanti beni il ricarico è la normale conseguenza di un prodotto che viene venduto anticipatamente. Poi, siccome la gestione è pubblica, quello che ottieni mettendo “nome e cognome”, è solo di allungare infinitamente i tempi per fare qualunque attività l’azienda pubblica dovesse fare. Nessun burocrate si assume un tale rischio, il suo stipendio non è direttamente correlato ai rischi che si assume. Quindi torniamo al precedente. Le privatizzi così non ci sono problemi.
      Quel 2-3-10% di aziende che resteranno, resteranno tale e quali ad adesso, quindi il target è “accettiamo lo spreco ineluttabile”, ma limitiamolo impedendo allo stato di gestire complessivamente più del 30% del PIL privato.

      4) Qui non son d’accordo. La soluzione è: PRIVATIZZI le pensioni per tutti i neolavoratori e garantisci ai presenti le pensioni che hai promesso di garantire. Come? Vendendoti il culo magari. In ogni caso è una spesa che, una volta privatizzato il futuro è facilmente gestibile.

      Vero ciò che dici su “costi della Politica”, il problema non sono quelli ma appunto la quantità di denaro sotto il controllo della politica (circa il 70% del PIL)

      Le banche sono la causa del problema Mondiale. Ma il problema è ampio e di non facile risoluzione nel breve termine. Di sicuro aiutarle non mi pare il caso. Una riforma monetaria che estingua il fiat money e tolga la possibilità sia di stampare moneta, sia di moltiplicarla con la leva finanziaria, sia di indebitare Terzi sarebbe la soluzione. Ma serve una forza infinita per fargliela adottare tutta.

      Riguardo l’innovazione, riformulo il mio parere per renderlo più chiaro:

      Il problema è strutturale: con questa situazione fiscale scappano tutte le aziende, comprese quelle all’avanguardia. Tutte e tutte insieme? No. Ma bene o male stanno scappando un pò tutti. Aziende estere che investono, neanche a parlarne: non sono sceme.
      A questo punto che senso ha preoccuparsi primariamente del credito quando, pure con un accesso al credito sufficiente e speso tutto in innovazione, si corre il rischio che l’azienda, prima obsoleta e adesso all’avanguardia, se ne vada lo stesso. Considerato il rate di aziende all’avanguardia che se ne stanno andando, questo rischio è quasi una certezza.

      Vediamola da un altro punto di vista: supponiamo che tu abbia la migliore e la più all’avanguardia delle aziende produttrici di un bene X. Sai con certezza che la tua azienda che in Italia fa utili per Y, se si sposta abroad fa utili anche per 10Y. Se riesci ad essere il migliore o tra i migliori in questa Italia, la prima cosa che fai è andare in un posto dove ti fottono meno soldi.

      Se sei invece una aziendina in crisi e con apparecchiature abbastanza obsolete, potresti indebitarti e rischiare il tutto per tutto in innovazione tecnologica. Nel caso migliore possibile ti ritrovi nell’azienda precedente e te ne vai all’estero. Nel caso peggiore non riesci a ripagare il debito e ti pignorano l’auto, la fabbrica e poi pure la casa. E nel frattempo, come tanti, tu ti sei sparato un colpo in testa.
      A questo punto ti domanderai: Ma se proprio mi devo indebitare, perché non mi indebito all’estero per portare tutta l’attività all’estero?

      E non è un pensiero peregrino.

       
  2. pierino60

    17 giugno 2013 at 22:05

    Punto 3: questo mi fa incazzare come una biscia,” Nessun burocrate si assume un tale rischio, il suo stipendio non è direttamente correlato ai rischi che si assume” è semplicemente una cazzata i burocrati statali e ministeriali hanno stipendi esageratamente sproporzionati alle loro responsabilità, un cretino di segretario comunale guadagna molto più di un direttore di stabilimento con qualche centinaio di dipendenti, se pensano di rifiutare responsabilità provino a cercare un lavoro migliore nel privato.
    I dirigenti della PA italiana sono il quadruplo della media europea e hanno stipendi almeno doppi.
    I problemi PRATICI che ci sono nel responsabilizzare i pubblici amministratori esistono solo in Italia?
    Non è che è SOLO il problema di difendere amici e parenti delle merdine con la tessera di partito che spadroneggiano impunemente?
    Quando dopo Mani Pulite i politici si sono cagati sotto il costo della Nuova Malpensa è STRANAMENTE passato da un preventivo di 5000 miliardi di lire a una spesa finale di 2000 miliardi, quindi la possibilità c’è .
    Se per tenerti buono l’amico Putin fai firmare contratti capestro all’ENI e adesso paghiamo il Metano ( e di conseguenza l’energia elettrica ) almeno il 25% più che la Francia o la Germania la causa non è la proprietà statale ma la gestione da parte dei cretini al governo.
    punto 4: anche se i cretini che hanno governato l’Italia dopo il 1995 hanno fatto finta di niente la legge che regola il pagamento delle pensioni, cioè l’unico contratto che abbia qualche valore ( le stronzate dette in TV non contano niente ) permette tranquillamente il ricalcolo delle pensioni per chi va in pensione e il loro mancato adeguamento all’inflazione e quindi TUTTI i pensionati che sono andati in pensione dopo il 95 ( e sono tanti ) non hanno nessuna “promessa” da far rispettare se non le minchiate delle propagande elettorali, ma da quel punto di vista non credo che tu le consideri vincolanti ( chi mai le ha mantenute? ).
    Il problema delle pensioni è che in Italia la spesa per le pensioni in essere è almeno un CENTINAIO di miliardi di euro più alta di quella che sarebbe in base alla media degli altri paesi europei, ( 17% del PIL contro una media del 12% ) e quindi la pressione fiscale è PIU ALTA di 5 punti percentuali di quella che sarebbe con un sistema pensionistico meno GENEROSO.
    SI paga generosamente chi non fa niente per tirare il collo a chi lavora, questo genere di DIRITTI ACQUISITI sono peggio delle cavallette ( cerchiamo di non parlare come la GCIL ).

     
  3. libertyfighter

    18 giugno 2013 at 20:07

    Pierino, io sono d’accordo con te. Un autonomo che gestisce una impresa con 2 dipendenti si assume molte più responsabilità di un dirigente pubblico. Ma pure molte di più del ministro del Lavoro se è per questo. Ciò non di meno, questo è, perché il burocrate risponde al politico e quanti più posticini di lavoro ad hoc, o quante più pratiche riesce ad insabbiare e a disseppellire dopo ricevimento di apposita mazzetta da parte del politico di turno, più è bravo. I dirigenti delle PA sono di più perché noi siamo più comunisti del resto d’Europa. La mentalità è uguale ovunque, ma nel processo di degenerazione della società civile l’Italia è più avanti di altri. Ma supponi di “congelare” l’Italia per un quinquennio e ti troverai con gli Spagnoli che diranno le stesse cose dei loro dipendenti pubblici, poi i Francesi, poi tutti gli altri, compresi i Tedeschi.
    Le idee hanno conseguenze. E le idee su come funzioni una società sono le stesse in Italia, Spagna, Francia e resto d’Europa. Tutti sono d’accordo che lo Stato è una FUNZIONE POSITIVA e tutti sono d’accordo che debba avere dei compiti di “tutela” del mercato.
    Le operazioni che fa a “tutela” sfasciano il mercato e permettono allo Stato di affermare che il mercato non sia capace di gestirsi da solo e che quindi è necessaria altra “tutela”.
    E così via fino alla guerra civile. Prevedibile e Inevitabile.

    Non so quali siano i capisaldi del contratto con Putin, ma ti garantisco che sulla bolletta elettrica una notevole parte di spesa sono gli “incentivi al fotovoltaico” voluti a gran voce dai sostenitori del cazzo di “sostenibile”.
    Se la domanda è “c’è dello spreco nel pubblico?”, la mia risposta è ovviamente più che affermativa. L’idea è che lo spreco è direttamente proporzionale alla percentuale di tassazione estorta dai cittadini. Noi siamo i primi al mondo in estorsione fiscale. Quindi secondo me se vuoi diminuire lo spreco pubblico non devi inventarti strane formule per “farlo funzionare meglio”, ma RIDURLO. Anche perché la sola possibilità concreta che possa essere ridotto seriamente è un pungolo a non sprecare. RIDURLO e toglierti la possibilità per sempre di RIAUMENTARLO

    PENSIONI
    Qui forse hai frainteso. Quando parlo di “diritto acquisito” non parlo delle puttanate elettorali. Parlo del fatto che tu un giorno, quando inizio a lavorare mi dici:

    “Paga TOT% al mese dei tuoi risparmi e io ti GARANTISCO che quando arriverai ad X anni avrai un TOT2% al mese come vitalizio.”

    Tralasciando che è un patto forzato, che ti fotti i soldi di chi crepa prima e quant’altro, rimane il fatto che se poi cambi X a tuo piacimento e TOT2% a tuo piacimento, questo non è neppure un patto forzato, ma un semplice furto.
    Se io vado da una assicurazione privata e stipulo un accordo simile, non esiste che lei possa decidere che le mia polizza a 10 anni diventi improvvisamente a 20, o che gli interessi promessi si dimezzino.
    In questo senso parlo di “promesse”
    Figurati se voglio confondermi con la merda cgiellina. Però il diritto naturale al frutto del mio lavoro lo difenderò sempre.

     
  4. Borderline Keroro

    9 luglio 2013 at 02:44

    Il costo sulla bolletta elettrica dovuto alle rinnovabili, secondo i verdi non supera il 10%.
    Secondo altre fonti siamo sopra il 20%.
    Secondo me, in ogni caso, è un’esagerazione.
    Per quanto riguarda le pensioni, ce ne sono alcune che sembrano ritagliate apposta su misura per chi ne gode. Vedi quella di Amato.
    Il carissimo Dottor Sottile dice che “purtroppo” sono trattamenti irrinunciabili: Pare che tali diritti si estinguano con la morte del titolare. Ecco… preparo la corda saponata.

     
  5. Borderline Keroro

    9 luglio 2013 at 02:47

    dimenticavo: ovviamente il modo per abbassare le bollette c’è: basta aumentare la benzina! E le sigarette! E il punto di IVA! E la tassa sugli animali domestici – se hai un gatto sei ricco.
    (No, non si scappa, questi non sanno più cosa inventarsi)

     

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