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Digressione
08 Ago

Mitico Giampiero Mughini da liberoquotidiano. Finalmente un articolo serio di condanna al Fisco italiano e di sana economia quotidiana (leggasi funzionante). Sarà che Mughini è anche juventino, ma mi resta grandemente simpatico.

Caro Fisco, non ho ancora ricevuto il vostro modulo di cui leggo nei giornali in cui chiedete a noi contribuenti se in questi ultimi anni abbiamo pagato in nero un qualche artigiano, un qualche professionista, una  qualche prestazione da noi richiesta. Non ci posso credere che voi facciate una tale richiesta da quanto è lapalissiano che ognuno di noi ha di certo pagato in nero un qualche idraulico, un qualche avvocato o dentista, una qualche prestazione che gli veniva offerta a miglior costo se non dichiarata in fattura.

Davvero non posso crederci che voi vi immaginiate un’Italia diversa da così, una quotidianità economica diversa da quella di cui sto dicendo. Non posso credere che voi vi immaginiate l’economia di tutti i giorni come un presepe, e non la lotta della giungla qual è. Una lotta in cui in molti risparmiano i cento euro da dare al fisco perché altrimenti perirebbero.

GIUSTA SEVERITA’
Non fraintendetemi. Sono orgoglioso di pagare le tasse, e dunque di essere corresponsabile della comunità italiana di cui faccio parte. Ho qui alla mia sinistra, già preparata, la cartella con gli F24 con cui pagare Iva, Imu, chiusura del dovuto fiscale 2012, acconto Irpef per il 2013, monnezza e tutto. Di più. Non ho nulla contro il redditometro, contro il fatto che voi chiediate una spiegazione a chi spende oltre il 20 per cento più del reddito imponibile da lui dichiarato. Non ho nulla nemmeno contro i vostri controlli più o meno bruschi nei luoghi di villeggiatura: se uno ha un’automobile grossa così parcheggiata a Cortina o a Forte dei Marmi, deve pur spiegare con quali soldi se la paga. Se poi voi scoprite, come leggo sulla  Repubblica, che un architetto leccese che si dichiara nullatenente ha una barca a vela di notevole entità, se è per me lo potete arrestare anche subito. Prima lo arrestate e più sono contento,   a meno che non abbiate preso una cantonata.

Altra cosa sono i  pagamenti in nero. Per andare subito al cuore della questione vi confesso che più di vent’anni fa un ho comprato un libro in una libreria antiquaria che ho pagato con lire italiane contanti, perché altrimenti il libraio non me lo avrebbe venduto. Più di dieci anni fa, ho pagato un professionista in nero perché altrimenti non mi avrebbe fatto il lavoro di cui avevo un assoluto bisogno e di cui lui era un esperto. Qualche volta ho pagato un idraulico o un corniciaio o un elettricista in nero o perché lui mi supplicava di farlo o perché non avevo nessuna voglia di pagare in bianco 120 euro laddove ne potevo pagare in nero 80. Cose così vi sono chiare o fingete di essere talmente stupidi da non capirlo?

Badate bene. Io fatturo quasi tutto quello che compro perché poi lo posso dedurre fiscalmente, per il lavoro che faccio e per lo studio professionale che gestisco. Ma veramente vi immaginate che un pensionato a 800 euro il mese chiami un idraulico di cui ha   bisogno immantinente, e quello gli dice di scegliere se pagare 80 euro cash o 121 euro con una fattura bell’e rifinita, e il pensionato si affretta a pagare i 121 euro pur di farvi contenti? 

Ma possibile che siate così stupidi da credere una cosa del genere? Ovvio che chi non può dedurre le spese, quelle spese le fa in nero perché gli costano meno. So benissimo che se voi accettaste la deduzione di quelle spese, tutto il vantaggio fiscale per lo Stato ne morrebbe. Ok. E allora accettate la realtà della vita, che ognuno si batta per sopravvivere. E quando paga, e quando incassa. 

Per molti il quantum che riescono a sottrarre al fisco è una questione di vita o di morte. Come mi disse una volta un tassista con il quale chiacchieravo. Che quel po’ che riusciva a sottrarre al fisco gli permetteva di pagare gli studi della figlia. Sacrosanto. Cari amici del fisco, non penserete certo che tutti possano pagare interamente le aliquote fiscali in vigore nel nostro Paese? Non penserete neppure un attimo che un professionista metta in chiaro ogni euro del suo reddito, sul quale pagherebbe qualcosa di vicino al 50 per cento di tasse.

LA COSTITUZIONE
Cari amici del fisco, non potete non saperlo che l’articolo 1 della Costituzione italiana di cui molti babbei dicono che è la migliore del mondo (è ottima, ma è l’unica cosa in Italia che abbia gli stessi anni del Festival di Sanremo e dunque un po’ arrugginita), quello dov’è inscritto che la nostra Repubblica è fondata sul “lavoro” è una fasullaggine assoluta. La nostra bella Repubblica non è fondata sul lavoro e bensì sulle tasse addosso al lavoro, sullo Stato che non paga i suoi debiti, sull’evasione fiscale veniale.

Perché di questo sto parlando. L’evasione fiscale veniale. Né più né meno di quello che aveva detto Fassina e per il quale gli imbecilli lo hanno morso senza pietà. Ossia che senza una parte di quell’evasione fiscale, saremmo tutti più poveri e derelitti e incapaci di andare avanti. Sì, lo confesso. Se mi arriva un artigiano la cui spesa non posso dedurre, senz’altro lo pagherò in nero. E con tutto questo continuerò a guardarmi allo specchio orgoglioso di quel che pago ogni anno a voi del Fisco. Orgoglioso.

Quel che mi sento di obbiettare, ma è chiaro il tentativo di autodifesa nei confronti delle ripicche del Fisco, è che non deve sentirsi orgoglioso di pagare le tasse.

Infatti OGNI euro pagato in tasse è un euro che che la gente comune non ha potuto gestire ed è stato gestito a livello politico. Se analizza la percentuale di sperpero proprio del sistema pubblico italiano, che ben conosce, rispetto all’attento e funzionale uso che ne avrebbe fatto il privato (lui e gli altri taxpayer), non potrà evitare di dedurre che pagando le tasse ha contribuito ad uno sperpero che non ci sarebbe stato o che sarebbe stato inferiore. Ovviamente a livello macroeconomico.

Mitico Mughini

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1 Commento

Pubblicato da su 8 agosto 2013 in evasione fiscale, giornali, tasse

 

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Una risposta a “Mitico Mughini

  1. Stefano Nobile

    2 settembre 2013 at 07:49

    non sempre sono d’accordo con Mughini, ma del resto mi pare normale che sia così.
    In generale bisogna però ammettere che è una persona a modo, che cerca di discutere civilmente.
    E ha pure il difetto di essere onesto. Qui in Italia TUTTI hanno chiesto fattura per le prestazioni di un idraulico? E dico idraulico per fare un esempio. Lavorando con questi artigiani so per certo che hanno grandissime difficoltà quando presentano il conto: praticamente nessuno vuole la fattura.
    Il fatto è che le imprese artigiane sono soggette a studi di settore, per cui anche se non emettono fatture devono comunque rientrare in determinati parametri. Per quanto mi è dato sapere, tutti denunciano qualcosa in più per essere congrui e non avere simpatiche visite da parte dell’amministrazione finanziaria.
    Mughini, semplicemente, non è ipocrita e dice pubblicamente quello che tutti sanno e fanno.
    Sia relativamente all’evasione fiscale, sia riguardo alla Juve: “91 punti… teste di cazzo!”

     

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