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Tutte le idiozie sul PIL

26 Set

Qualche giorno fa, mentre commentavo sul giornale meno peggio italiano (IlGiornale), unico che permette di leggere pezzi di liberali autentici alla Lottieri e Stagnaro, tra i pochi a nominare Croce ed Einaudi, mi sono imbattuto in un commentatore che, alla mia affermazione su quanto un abbassamento della spesa pubblica facesse bene all’economia e facesse aumentare il PIL, mi ha risposto che IO sono ignorante perché è risaputo che se elimini spesa pubblica, il PIL si abbassa.

Purtroppo i commenti dei giornali non sono il miglior posto per discutere, in quanto tra una moderazione e l’altra rischi di aspettare qualche giorno prima di una risposta che difficilmente andrà a segno perché dispersa in un mare di altri commenti.

Ho deciso quindi di fare qui una analisi riguardante il concetto di PIL, in maniera che nel futuro, qualche ricerca google possa permettere a individui ignoranti perché ignorano, di capire la verità.

Che cos’è il PIL. Il PIL è Prodotto Interno Lordo (GDP in inglese). L’esatto conteggio del PIL di una nazione è affetto da svariati parametri, ma grossolanamente possiamo dire che il PIL conteggia la produzione (destinata al consumo) di tutte le attività  presenti nel paese.

Se consideriamo una persona, il PIL di questa persona è proporzionale alla quantità di denaro incassata a seguito dei servizi che offre agli altri cittadini.

Nel caso di una persona singola quindi, il PIL misura con una certa imprecisione la sua produttività  annuale. Quanto questo individuo ha prodotto nel corso di un anno. Il PIL si misura ovviamente in moneta e quindi il “quanto” è espresso dal conto economico.

La prima cosa da notare è che perfino quando parliamo di un solo individuo, il PIL non è un indicatore di ricchezza. Per esserlo manca ad esempio lo Stato Patrimoniale.

Giovanni produce e vende merce incassando 1000 euro al mese. Luigi non fa nulla, ma ha un capitale accumulato di 2 milioni di euro e sette case. Il PIL  di Giovanni è 1000. Quello di Luigi è 0. Eppure Luigi è ricco sfondato e Giovanni no.  Da questo si evince chiaramente che il PIL non misura la ricchezza.

Di conseguenza un popolo che ogni anno radesse al suolo tutto ciò che ha faticosamente costruito e l’anno dopo lo ricostruisse solo per distruggerlo ancora, come per magia avrebbe un PIL altissimo e sarebbe assurdamente considerato “ricco” o “economicamente florido”. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che pagando gente per distruggere tutto, questa distruzione figurerebbe come una variazione positiva di PIL. Perfino 2000 funerali dopo una strage di bambini, provocano un aumento del PIL: i bambini non producono nulla, quindi se sono vivi non fanno PIL. Il PIL non considera lo Stato Patrimoniale e quindi neppure il CAPITALE UMANO rappresentato dai bambini. Però le agenzie funebri nel nostro caso fanno un sacco di PIL, che senza la strage di bambini non avrebbero fatto.

Ecco quindi che se si desse retta a questo indicatore, Erode era un valente economista e benefattore, mentre i Palestinesi non avrebbero da lamentarsi se bombe e droni gli falciano tutti i bambini. Il PIL aumenta. Inoltre, con tutte le case da ricostruire è chiaro che diventano floridissimi.

Inoltre, considerate una sorta di paradiso terrestre in cui praticamente tutti i beni fossero abbondanti e non scarsi, dove nessuno debba produrre alcunché perché c’è già tutto ciò che ci viene in mente di poter volere. Se al PIL associamo la ricchezza ecco che è più ricca la palestina che il paradiso terrestre.

Il PIL, già vale poco come indicatore quando lo applichiamo al singolo. Quando lo applichiamo ad una Nazione, semplicemente non significa nulla. Non distingue la situazione in cui Luigi produce 100000 e altre 10 persone producono zero, da una situazione in cui 11 persone producono in tutto 100000. Ha senso? E’ la stessa realtà economica? Si può dire che tra le due società non ci sono differenze? Che sono ricche uguale??

Come se non bastasse già questo per inserire il PIL all’interno delle ecumeniche stronzate dette e scritte dall’umanità nel corso dei secoli, arriva la questione AZIENDE PUBBLICHE.

Il PIL di un privato è il frutto di uno scambio volontario che, come sappiamo, produce un aumento di valore in entrambi i contraenti. E’ chiaro quindi che il PIL in questo caso dà una indicazione di una ricchezza prodotta. Ricchezza prodotta e riconosciuta come tale da chi l’ha acquistata liberamente. E’ possibile dire che se Giovanni ha prodotto un PIL di Xmila euro, ha effettivamente arricchito la società (nella persona di lui e di tutti coloro che hanno acquistato i prodotti di Giovanni).

Ma quando andiamo a calcolare il prodotto di una azienda pubblica, tutte le  considerazioni misesiane sull’impossibilità del calcolo economico in regime socialista ci colpiscono come un macigno. Nessuno compra volontariamente i prodotti dell’azienda pubblica. Spesso non si capisce neppure che prodotto fornisca la tale azienda: che prodotto fornisce una Comunità Montana? E l’ufficio dell’anagrafe? Fornisce servizi che non vuol nessuno e che diventano necessari solo in virtù di una legislazione che li rende obbligatori. Che prodotto fornisce un politico? E il 40000esimo forestale siculo, quanto produce?

La risposta a questa domanda non c’è e, caso strano, se ne sono accorti perfino gli economisti. Allora cosa hanno ben pensato di fare? Hanno deciso che, così, d’arbitrio e senza alcuna motivazione, il PIL di una azienda pubblica è pari alle proprie spese. Quindi se sei una persona normale, produci PIL  solo SE riesci a vendere i tuoi beni, SE lo fai ad un prezzo maggiore di quello che hai speso, SE investi oculatamente, SE non ti spendi tutto in droga e ragazze.

Se invece per caso sei una azienda pubblica, ricevi i soldi altrui (impedendo loro di provare a fare il PIL precedente, quello dei SE), e come per magia, anche se sei chiuso, anche se li butti a mare, anche se lasci aperta l’aria condizionata in un ufficio deserto, anche se ci paghi solo stipendi e ristorante di tutti quelli che NON lavorano lì, perché in realtà non vanno neppure al lavoro, anche in questo caso, tutti i soldi rubati ai privati si trasformano in PIL.

Se sei un dirigente pubblico e ti intimano di produrre “ricchezza” ovvero “PIL”, la sola cosa che devi fare è comprare 300 bocce di tavernello a 300 euro l’uno coi soldi degli altri. Oppure affittare sventolatrici d’aria per te stesso. Tutto questo, magicamente, per gli economisti fa PIL. Ricchezza, per come la definiscono loro, della società.

Il PIL di una azienda pubblica è semplicemente non conoscibile. Quanto valgano i suoi servizi può essere definito solo da scelte volontarie di acquisto o meno. Non significa che non esista a priori. Una percentuale delle spese probabilmente diventa veramente produzione utile e quindi PIL buono. E’ il caso di un ospedale pubblico. Produce qualcosa. Quanto è indefinibile, sicuramente meno dell’equivalente di libero mercato. Viceversa un ufficio burocratico è probabile che non abbia alcuna utilità in un libero mercato e che quindi il PIL sia proprio nullo.

Il buon Rothbard sulla questione della spesa pubblica ha una posizione molto particolare, che sicuramente approfondirò nel tempo. Secondo lui, la spesa pubblica andrebbe catalogata completamente in “consumo”, in quanto caratteristica di un investimento produttivo è che l’imprenditore investe non seguendo i suoi interessi, ma seguendo gli interessi del consumatore. Viceversa l'”investimento  pubblico” segue gli interessi dell’imprenditore pubblico e non del consumatore. Siccome le spese fatte nell’interesse personale sono propriamente consumi, la spesa pubblica potrebbe essere ragionevolmente considerata totalmente consumo.

Il fatto di considerare qualunque spesa pubblica come incremento di PIL cagiona una serie di perversioni economiche assurde, secondo cui è sempre conveniente che i soldi vengano gestiti dal pubblico, perché sono talmente bravi da trasformare il 100% delle risorse a loro destinate in aumento di ricchezza. Non è vero, non sarà mai vero, ma è il motivo per cui ci dicono di non tagliare la spesa pubblica.

 

 

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10 risposte a “Tutte le idiozie sul PIL

  1. Stefano Nobile

    27 settembre 2013 at 08:40

    Il tuo articolo è perfetto.
    Il PIL come viene definito è una cagata pazzesca, stile corazzata Potëmkin, ma sai perfettamente che fa comodo a chi vive di Stato, politica, sindacati, ecc.
    Anche il rapporto debito/PIL è una vaccata immonda, però con quella scusa ci stanno spogliando.
    Un abbraccio B/N

     
  2. pierino60

    27 settembre 2013 at 17:35

    Il problema del PIl è semplice, nessun sistema complesso può reggersi senza una forma di contabilità, e finora per il PIl si può dire la stessa cosa che si dice del capitalismo, può fare schifo a qualcuno ma finora nessuno è riuscito a trovare un alternativa migliore.
    Il PIL non calcola la ricchezza, ma nel 99% dei casi il benessere delle persone e la salute dell’economia ha una decente correlazione con il PIL e una scarsa correlazione con la ricchezza patrimoniale, un ricco improduttivo è sostanzialmente inutile.
    Per quanto riguarda la a diatriba poi sul fatto che diminuire la spesa pubblica per tagliare l’indebitamento abbia un effetto recessivo nel breve termine non c’è nessuna incertezza, gli effetti di stimolo dell’economia di una riduzione della spesa pubblica ci sono ma sono TUTTI a medio-lungo termine ed esistono SOLO se il taglio della spesa pubblica è fatta per RIDURRE LE TASSE.
    Finchè non si capisce che una riduzione della spesa pubblica è una dieta che ci farà dimagrire tutti, ma ci renderà più sani e non la cornucopia che crea ricchezza dal nulla qualsiasi discussione sarà solo spazzatura ideologica.
    Se non sbaglio l’idea che una recessione frutto dell’eliminazione di distorsioni nell’economia non è vista come negativa in sè da voi Austriaci…
    Per questo trovo incomprensibile l’idea di qualche cretino che un crollo dei valori immobiliari dopo una bolla speculativa debba esser visto come un male da combattere.

     
  3. libertyfighter

    27 settembre 2013 at 18:17

    No Pierino. Stavolta non sono d’accordo. La contabilità esiste ed è il “conto economico” che qualunque imprenditore fa per cavoli suoi. Il PIL è un tentativo goffo e patetico di ricondurre un sistema complesso e distribuito ad un sistema macroeconomico che possa essere pilotato e comandato centralmente. Non hai una forma di contabilità perché NON LA PUOI AVERE. Siccome non la puoi avere, ma desideri ugualmente farti i cazzi degli altri e dir loro cosa devono fare coi loro soldi e con le loro attività hai inventato indici a cazzo di cane che ti aggiusti come vuoi per giustificare interferenze barbare ed inutili.
    NON C’E’ ALCUN MOTIVO di calcolare il Pil dell’Italia se non per fottere e inculare ripetutamente i produttori di ricchezza ivi presenti. A te il Pil ad esempio serve per calcolare la “solvibilità”, riguardo ai debiti sovrani. Ma i debiti sovrani sono una illegittima intromissione nelle tasche altrui e sono loro ad essere sbagliati. Non serve inventare un indice a cappella per poi giustificare i debiti. Io non vado contabilizzando la ricchezza della famiglia Rossi che abita in Valdichiana. Non vedo perché Tremonti DEBBA farlo. E non vedo perché io debba avere conseguenze da come Tremonti decide di contabilizzare la ricchezza della famiglia Rossi.
    Si cerca di fare quel che fa una azienda, che può farlo perché i capitali e le decisioni afferiscono alle stesse persone (e che l’azienda fa SOLO IN RELAZIONE A QUEI CAPITALI) , in un qualcosa di “oggettivo” e valido per tutti. L’azienda non si sogna di calcolare il PIL (o la ricchezza) di un suo dipendente, né di un suo cliente. Il branco di coglioni che governano invece si.

    Questa non è una approssimazione economica. E’ una PUTTANATA economica.
    Domani decido che le mele valgono 1 le banane 2 e la carta da parati 3 e poi sommo tutte le banane, la carta da parati e le mele e decido quanto sono ricche le persone. Ma che gioco è?

    Spesa pubblica ed effetto recessivo.
    Anche qui non sono d’accordo. Hai un effetto recessivo SE E SOLO SE dai un valore economico diverso da zero e positivo alla spesa pubblica. Ovvero SE E SOLO SE la spesa pubblica che tagli PRODUCE PIU’ RICCHEZZA di quanta ne ASSORBE.

    Questo come ti spiegavo, non puoi calcolarlo. Se per esempio tutto il PIL pubblico fosse dovuto a luci e condizionatori accesi senza alcun prodotto utile, tagliare quella spesa NON influirebbe in alcun modo negativo sull’economia reale. Non c’è NULLA DI BUONO a cui rinunci non pagando più i soldi per i condizionatori e le luci di uffici deserti no?
    Certo, infliggi un danno a chi vende elettricità, ma avresti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE questo effetto di riduzione di PIL, che verrebbe però ampiamente compensato da qualunque uso produttivo tu faccia dei soldi che risparmi. E non nel “medio-lungo” periodo. Domani. Appena qualche privato ci compra qualcosa con i soldi risparmiati.

    Certo poi se partiamo dal presupposto che tutta la spesa pubblica è produttiva e produce il 100% dell’investimento, risulta vero tutto. Pure Hansel e Gretel, la Sirenetta e perfino il Moltiplicatore Keynesiano.

    Ma ritorniamo al dunque. Se io definisco come PIL positivo la produzione di escrementi solidi da parte MIA, ecco che per magia vi conviene pagarmi tutti i giorni pranzo e cena al ristorante, in quanto produco come un pazzo e la società diventa ricca.

    Converrai con me però che l’unico che diventa ricco a questa maniera sono io. O no????

    Per quanto riguarda la riduzione della spesa, ovvio che lo scopo mio è la riduzione delle tasse, visto che l’INDEBITAMENTO è illegale e contro i diritti umani.
    Per conto mio il debito non lo pagherei affatto, ma bisognerebbe entrare nell’ottica di non poter indebitare gli altri. Cosa che Pagliacci e Pagliaccini al governo non vogliono fare. Per ovvi motivi. Indebitare gli altri per i nostri scopi è il NIRVANA.

    “Se non sbaglio l’idea che una recessione frutto dell’eliminazione di distorsioni nell’economia non è vista come negativa in sè da voi Austriaci…”

    Non proprio, più che altro è inevitabile una recessione quando distorci l’economia. Che una recessione sia negativa è fuor di dubbio e se si potesse avere una economia distorta che non va in recessione è ovvio che sarebbe meglio, ma ciò dimostrato dalla FED, non è possibile.

    “Per questo trovo incomprensibile l’idea di qualche cretino che un crollo dei valori immobiliari dopo una bolla speculativa debba esser visto come un male da combattere.”

    Qua pure dipende. Vero che in caso di bolla speculativa il crollo è inevitabile e quindi non può neppure essere combattuto. Ma se invece il crollo è dovuto all’esproprio proletario che avviene tramite tassa di proprietà (IMU), le cose cambiano drasticamente. Non è “la bolla”. E’ “lo Stato” che rende diseconomico avere una casa o un capannone. Non stiamo eliminando distorsioni. Ne stiamo aggiungendo altre. Che provocano il crollo vero, ma sempre ulteriori distorsioni sono. Non è che ogni crollo è dovuto ad una rimozione di una distorsione.

     
  4. pierino60

    27 settembre 2013 at 20:56

    Mi sembra ovvio che nella contabilità di un privato il PIL non abbia nessuna utilità, ma dato che gli stati esistono, gestiscono una pare enorme dell’economia, è indispensabile un metodo per gestirne la contabilità, non viviamo nell’utopia libertaria, se non si utilizza il PIl è indispensabile trovare un alternativa utilizzabile nella contabilità statale.
    E il 100% delle alternative proposte finora erano stronzate galattiche, conosco bene tutte le obiezioni nei confronti del PIL, ma alla fine il problema è che chi lo critica non sa proporre niente di utilizzabile praticamente al suo posto, se non utopie bislacche mai realizzate decentemente in nessun luogo reale al mondo.
    Il mondo reale, con gli stati la spesa pubblica e le tasse fa schifo, ma in questo mondo viviamo, se bene o male con la schifosa società stataliste attuale abbiamo passato il più lungo periodo di realtiva stabilità economica e sociale della storia dell’umanità chi pensa di avere qualcosa di meglio deve proporre COME REALIZZARLO PRATICAMENTE, non dire “non va bene perchè la teoria dice questo” , mi sembra poco….
    Per quanto riguarda l’effetto dell’ IMU sul mercato immobiliare, e anche del precedente ICI è praticamente irrilevante, di fronte al enorme numero di abitazioni attualmente invendute perchè invendibili.
    Basta guardare l’andamento del mercato immobiliare il peggioramento è iniziato nel 2009, chi racconta che è colpa dell’IMU è un analfabeta.

     
  5. libertyfighter

    27 settembre 2013 at 22:49

    No bello, ci sono invischiato, casa mia con l’IMU ha perso di botto un 30000 euro.

    Torniamo al PIL.
    La domanda sorge spontanea. CHE CI DEVI FARE?
    Gestisci la contabilità dici. Ma per la contabilità ti basta sapere ENTRATE (Tasse) e USCITE (Spese). Cosa altro ti serve per “gestire una parte dell’economia”? Non mi pare che una azienda privata, per quanto grossa, utilizzi qualcosa di paragonabile al PIL no?

    Il PIL non ti serve affatto a gestire l’economia. Ti serve a:

    1) Fare inutili statistiche di “crescita”, le quali ti servono A GIUSTIFICARE PROVVEDIMENTI DI INTROMISSIONE NEL MERCATO e tassazioni assurde.

    2) A gestire il DEBITO fatto alle spalle altrui tramite il famosissimo e assurdo “rapporto debito/PIL”.

    Quindi spiegami. Cosa ci dovrebbe fare lo Stato con questo indice?

     
  6. pierino60

    28 settembre 2013 at 19:00

    Ripeto, so benissimo e TUTTI sanno benissimo quali sono i limiti del PIL come indicatore dello stato dell’economia di un paese, ma TUTTi sanno che un indicatore imperfetto e da prendere con intelligenza è meglio delle puttanate dei politicanti che propongono di tornare alla Lira per poter stampare tutti i soldi che ci servono come SIlvio Berlusconi.
    Il crollo delle quotazioni immobiliari è uno dei tanti aspetti della crisi iniziata nel 2008 che i cretini negavano per poter continuare a spendere soldi del contribuente in stronzate come il salvataggio Alitalia che è costato 5 miliardi al contribuente.
    Forse non ti rendi conto che se gli investitori stranieri si convincono che l’italia sia in mano ad una banda di politicanti imbroglioni in malafede come stava succedendo nell ‘ estate 2011 con tutti i discorsi filosofici ci fai la birra, ogni anno scadono 120 miliardi di euro di titoli in mano ad investitori stranieri, se non li comperano più da qualche parte i soldi devi trovarli, non sono virtuali come tu ritieni sia il PIL, la soluzione berlusconiana si chiama inflazione monetaria, a me sembra una stronzata pericolosa.
    Il PIL è un dato statistico, serve esattamente come le ricerche di marketing delle imprese, le entrate dello stato dipendono dal PIl se usi numeri falsi come ha fatto Berlusconi dal 2001 al 2006 programmando la spesa pubblica in base ad una crescita del pil prevista del 3% reale annuo e poi hai 5 anni di crescita ZERO le tue entrate fiscali diminuiscono ( non perchè la gente paghi meno tasse ma perchè ha meno redditi ) e la differenza tra le entrate e le uscite dello stato peggiora drasticamente, al netto degli interessi l’aumento della spesa fatto da berlusconi in base alle sue previsioni farlocche ha portato un peggioramento dei conti dello stato di 90 miliardi annui, appena la crisi ha fatto saltare il tappo questa spesa si è trasformata in tasse, solo un ignorante non lo capisce.
    Puoi anche rifiutarti di usare il PIl o altri numeri del genere per decidere cosa fai quando sei al governo, ma poi non credere che chi ti presta i soldi per tenere in peidi la baracca si fidi di te.
    I critici del PIL secondo me sono solo complici della politica di spesa in deficit che ci ha portato al collasso, e incolpare chi come Monti è stato costretto a mantenere gli impegni berlusconiani di aumento delle tasse del fatto che per 20 anni i cretini di destra e sinistra ci hanno portato a questo punto è ridicolo.
    L’idea che il crollo dei prezzi degli immobili sia frutto dell’IMU è assolutamente assurda di fronte ai DATI REALI: http://img341.imageshack.us/img341/1083/prezziitalia20122.jpg

    Se poi nella patria delle zecche di partito ( Roma ) le cose siano andate diversamente non so…..

     
    • libertyfighter

      28 settembre 2013 at 23:17

      Amico mio. Primo. Io non voglio nessuna “inflazione monetaria” e le idee di Berlusconi in tal senso hanno sempre conflitto con le mie in maniera DRASTICA.
      Secondo: il debito pubblico è “crimine contro l’umanità”, quindi i titoli che scadono non dovresti ripagarli e dovresti semplicemente smettere di venderli. Il reato è VENDERE TITOLI DI STATO, il come debbano essere ripagati è mero esercizio stilistico dacché non c’è principio giuridico (esclusa la schiavitù) per cui possano essere contratti. CERTO, se poi vuoi continuare a fare debito, è chiaro che devi ripagarlo. Chi presta i soldi allo Stato può basarsi pure sul volo delle cicogne. A me non interessa. Il volo delle cicogne resta inutile perché è lo STATO che non può prendere a prestito una beata fava. Non ha un cazzo di suo, perché é un ente collettivo e quindi su quali fondamentali contrae questo prestito? SU CASA MIA????????? Troppo facile. Al limite gli dò fuoco a casa mia, pagasse con macerie fumanti.
      Per programmare la spesa pubblica invece è necessario sapere solo QUANTI SOLDI TI SONO ENTRATI DI TASSE. E al limite una stima di quanti te ne entreranno. In entrambi questi dati, l’indice PIL è inutile. E infatti non serve ad un cazzo.

      Per quanto riguarda il crollo degli immobili, sei troppo intelligente per non capire che l’IMU non è certo l’unico fattore che contribuisce al crollo.
      Il crollo del potere di acquisto e dei salari contribuisce ugualmente. Chi paga una casa 600000 euro se sa che il suo lavoro gliene darà al massimo 15000 l’anno?
      Quindi è ovvio che in una crisi economica, sapendo che guadagnerai sempre meno e quel meno ti verrà confiscato, i prezzi degli immobili crollino.

      Come è altrettanto OVVIO che imporre una spesa aggiuntiva di 400-600-1000 euri l’anno su ogni immobile renda l’immobile meno appetibile e ne deprima il valore.
      Sempre lo stesso “power and market” spiega come il mercato capitalizzi le perdite da tasse di proprietà decrementando il valore del capitale.

      Quindi mi puoi presentare duemiladuecento statistiche. Quello che fai, per usare termini Misesiani è “interpretare la storia”. Ma la storia contiene miliardi di interconnessioni e la tua interpretazione può essere giusta, parzialmente giusta o totalmente sbagliata. Le cause sono molteplici e per capirle DEVI conoscere la prasseologia. E la prasseologia spiega, senza tema di smentita, che quel che accade ad una proprietà soggetta a tassa è una svalutazione del capitale. Punto.

       
  7. LightQuantum

    3 ottobre 2013 at 15:24

    Questa è la migliore!

    “Se io definisco come PIL positivo la produzione di escrementi solidi da parte MIA, ecco che per magia vi conviene pagarmi tutti i giorni pranzo e cena al ristorante, in quanto produco come un pazzo e la società diventa ricca. Converrai con me però che l’unico che diventa ricco a questa maniera sono io.”

     

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