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Maradona, ombrelli e assassini.

22 Ott

Diego Armando Maradona. Il Calciatore, il Campione, el pibe de oro, il Dio del calcio. Ma, dicono tanti, campione solo in campo, mentre fuori dal campo è stato un pessimo esempio.   Effettivamente tra piste di cocaina e donne, Diego Armando Maradona è stato inferiore solo al politico medio italiano, con la grossa differenza che Diego, cocaina e donne le pagava con soldi suoi, mentre il politico medio usa i nostri. Che fa più chic. Veramente ce ne sarebbe anche un’altra. Diego, quando pippava di cocaina, non faceva leggi proibizioniste valide per tutti gli altri.

Comunque sia, Maradona è tornato ieri sulla bocca di tutti , per l’unico motivo per cui puoi far parlare di te in Italia. L’evasione fiscale. Siamo un paese dove non si lavora, non si mangia, non si produce, si pagano tasse con le riserve del nonno e del trisavolo e poi, finite queste ci si suicida senza dare nell’occhio. Siamo un paese in cui tutti, appena possono evadono, ma siccome siamo pieni di ipocriti giganti, dagli addosso agli ALTRI, in special modo se costoro sono più ricchi di noi.

E poco importa se chi parla non ha mai eccelso in alcuna arte. Quello riusciva a portare 100000 persone in uno stadio a vederlo palleggiare. Questi hanno bisogno dell’esercito per spostare 100000 persone ed hanno bisogno di finanziamenti pubblici per portarsi le claques  che applaudano ai loro comizi da illetterati.

Insomma, Diego torna in Italia e va da quello la, quello che non evade perché tanto gli danno 5MEuro per un programma di merda, lui che a pallone non è buono, a mandare in orbita shuttle nemmeno, pilotare aerei nisba, arare un campo neppure, costruire un ponte no, fare un concerto neppure….

Però sa dire due stronzate radical chic. Eppoi, se volevi la meritocrazia non ti iscrivevi certo al PD e andavi in RAI.

Insomma Diego va da Fazio. E Fazio gli chiede, ovviamente, conto del solito debito col fisco che adesso è salito a 39MEuro (solo qualche stagione di “che tempo che fa”) a causa di enormi more e interessi che il fisco italiano si diletta ad applicare per fustigare i propri sudditi.

Solo che purtroppo per i pugnettari amanti dei fucili, delle stragi e delle estorsioni, Diego Armando Maradona NON è italiano. E non ha neppure più proprietà in questo paese del cazzo (variante a “paese di merda” giudicato reato).    Morale della favola, gli equamente assassini non possono fargli nulla salvo come avvoltoi su un cadavere, strappargli i monili d’oro e d’argento che si porta addosso.

Ora, Maradona non sarà una cima, ma scemo non è, e quindi dopo aver raccontato da Fazio che ogni volta che viene in Italia gli strappano via orecchini e braccialetti, ha mostrato i polsi nudi e ha fatto, candidamente, il gesto dell’ombrello a EquiAssassini.

Gesto dell’ombrello cui vogliamo unirci con gaudio, perché Noi (plurale majestatis) non siamo spinti dall’odio sociale e quindi non ci da fastidio che uno abbia sfondato nella vita né ci da fastidio che lui sia riuscito a liberarsi degli equiassassini e noi ancora no. Anzi, se Dieguito avesse un modo per farci emigrare e abbandonare la cittadinanza italiana, noi ne saremmo contenti.

Il gesto di Maradona è dal significato inequivocabile, Significa “Adesso non porto nulla, attaccatevi a questo! (stronzi)” .

Sinceramente, con tutta la disistima che ho di Fazio, ammetto che si è comportato come un presentatore di un paese normale dovrebbe fare. Ha interpretato il gesto come una simpatica nota di colore in una discussione che aveva altri argomenti e non si è fossilizzato come una scimmia ebete e ubriaca sul gesto.

Non così però han fatto le scimmie ebeti e ubriache, tipo Fassina, che ha cominciato a blaterare frasi senza senso, o anche prodi commentatori sui più disparati quotidiani italiani. Fassina ha detto:

“È un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione, funzionari di Equitalia hanno notificato nei giorni scorsi a Diego Armando Maradona un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro, stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro, farebbe bene a imparare a rispettare le leggi”

Prima di tutto Miserabile è per definizione colui il quale ha una poltrona in parlamento, si ciuccia soldi di privati cittadini che muoiono di fame, si autoregola lo stipendio, le ore di lavoro e il tipo di lavoro che fa. Questa è la definizione di MISERABILE. Un tizio senza arte né parte, con qualche amico nei posti giusti, bravo con la lingua, ficcato in un posto in cui qualunque cazzata egli faccia, qualcun altro ne paga le conseguenze.

E questa definizione ricalca la situazione di Fassina, molto più che quella di Diego. Miserabile è anche chi parla a sproposito di perseguire, non rendendosi conto che a mesi, lui e i suoi sodali saranno perseguiti dalla folla inferocita. Fassina è come un fottuto bambino viziato e capriccioso che scopre ineluttabilmente i limiti terreni del suo potere e comincia ad urlare e battere piedi.

Purtroppo la situazione non cambia, caro, miserabile Fassina. Tu sei uno squallido parlamentare italiano, non hai alcun potere di andare a rubare soldi ad un cittadino argentino e residente in argentina. Tu persegui l’anima dei meglio mortacci tua, non Maradona. Non puoi farci nulla, smetti di rosicare e vai a piangere sul cesso. Equiassassini  non possono pignorare nulla in Argentina, perché la “legge” italiana, quel principio dogmatico a cui tutti dovremmo attenerci, non viene CAGATA NEMMENO DI STRISCIO IN ARGENTINA.

Anzi, a dire la verità a doversi attenere alle cagate scritte sul codice civile e penale italiano, sono solo gli sfigati 60 milioni di individui residenti in Italia.

Per 6.940.000.000 di persone al mondo, le leggi italiane equivalgono ad un ricamino sulla carta igienica e le notifiche di equiassassini valgono meno della moneta dello zimbabwe. L’unico potere che ha Fassina in Argentina è quello di ricevere una pallottola in fronte in qualche barrios. Non certo di raccontare agli argentini cosa sia giusto  o sbagliato né cosa sia morale.

Che poi noi libertari si sostenga che neanche il Parlamento Argentino ha questo potere sugli argentini (a proposito in Argentina i libertari stanno ottenendo discreti successi), è un altro discorso. Ma nemmeno nella concezione stragista e omicida dello Stato Socialdemocratico, è contemplata la possibilità che il fisco di uno Stato vada a pignorare alcunché in altri Stati. Quindi al miserabile fassina, in compagnia degli assassini equamente solidali, non resta che parlare, parlare e attaccarsi al cazzo.

Tutto questo da un punto di vista strettamente legale e interpretando la merda che Loro chiamano Leggi. E’ nel loro giochino da aspiranti dittatori che hanno fallito. Sul loro campo. Se poi volessimo andare a vedere le cose su altri campi, la situazione non potrebbe che peggiorare.

Parliamo ad esempio del campo “morale”. Le direttive mainstream ovviamente vogliono l’evasore (a meno che non si chiami Ezio Mauro) come tizio moralmente infido e da condannare sempre e comunque. Gli altri possono pure essere pluriomicidi, ma se chiamano Gandhi “evasore fiscale”, hanno diritto di farlo e tutti giù ad applaudire.

Però analizzando la situazione scopriamo che l’esistenza di Maradona ha portato tantissimi, tantissimi soldi in Italia, perché Maradona, essendo un privato ha prodotto “PIL buono”, ha “creato ricchezza” in abbondanza per tutto l’indotto e l’indotto dell’indotto. Ha portato felicità nei cuori della gente che andava ad ammirarlo e reso l’Italia un paese più ricco.

Viceversa, Fassina o un politico qualunque o Befera o un equoassassino non hanno mai prodotto PIL, se anche lo avessero fatto per sbaglio, è “PIL pubblico”, quindi un numero senza senso, hanno diminuito la ricchezza del Paese deprivando dei mezzi coloro che producevano e arricchivano la nazione e massacrato sia l’indotto di coloro che producevano, sia l’indotto dell’indotto. Entrambi spariti per mancanza di capitale residuo. Hanno poi arricchito altra gente, amici loro, che si sono tutti distinti per l’incapacità o la non volontà di competere nel libero mercato. Hanno distorto l’allocazione di risorse, creato bolle e depauperato l’intera nazione. Addirittura Befera ed Equiassassini hanno sulla coscienza un paio di mila suicidi, che ovviamente non gli vengono imputati per legge, perché la legge (italiana non argentina) è fatta a loro uso e consumo. Ma in ogni caso, duemila vittime sono sulla coscienza di Befera e dei dipendenti di Equitalia.

Oltreché di altri parassiti legislatori tipo Fassina.

E non valgono obiezioni stupide tipo “i servizi”, “il bene comune” o quant’altro. Considerato che lo “sperpero” pubblico è quello che è, qualunque evasore può ragionevolmente pensare che i soldi che NON CONSEGNA al rapinatore, siano quelli che andrebbero “a  spreco” e non c’è alcun ragionamento logico o prasseologico per dimostrare il contrario. Se volessimo farne una questione percentuale, supponendo in maniera conservativa uno spreco “solo” del 60%, significa che su 100 euro NON pagati di tasse, 40 li abbiamo tolti a servizi veramente erogati, mentre 60 li abbiamo tolti agli sprechi, riportandone poi 100 nel mercato libero. In pratica evadendo abbiamo donato al mercato libero e al “PIL BUONO” la somma di 100. Non evadendo  avremmo aiutato la società a produrre “PIL CATTIVO” per un totale di 40.

Quindi anche vedendo la cosa dal punto di vista strettamente PRASSEOLOGICO, Maradona finisce tra i buoni mentre Fassina, Befera e “la compagnia dei killer equi e solidali”, tra i cattivi.

Possiamo concludere questo post quindi con la massima che ormai conoscete benissimo:

LE TASSE SONO UN FURTO, NON PAGARLE E’ LEGITTIMA DIFESA.

Evadere il Fisco è un dovere morale!

PS Cari miei due lettori, vi prego con tutto il cuore di non indulgere mai in giustificazionismo per coloro che attaccano qualcuno sull’evasione fiscale. Il socialismo ha sempre bisogno di indulgenza sulle principali idee populiste su cui si basa. Mai iniziare un discorso con “Posto che tutti dovrebbero pagare le tasse”. NO NON E’ VERO. L’evasione non è giustificata se ti stanno facendo morir di fame. L’evasione è giustificata a PRIORI. PRASSEOLOGICAMENTE. Come è giustificato difendersi da furti e omicidi. Che poi non ci vada più di tanto di opporci a tassazioni dell’ordine del 10% è un discorso diverso. Un discorso che dice “MI STAI DERUBANDO, MA PER LA CIFRA IN QUESTIONE NON MI VA DI REAGIRE”.  Questo non significa sia giusto. Non è giusto neppure pagare 0.5 Euro di tasse.

E’ casomai la nostra indulgenza di cittadini a far si che non ci lamentiamo troppo per una tassazione del 10%. Guai però a far passare questa indulgenza come un diritto dello Stato a depredarti del 10%.

E’ importante che questa cosa sia ripetuta come un mantra in faccia a coloro che aggrediscono gli evasori fiscali, ai prezzolati e sussidiati giornalisti  nostrani, agli insegnanti di scuola pubblica, ai nostri amici che li infamano e così via. Fin troppo abbiamo abbozzato che la neolingua trasformasse la parola “RAPINA” in “CONTRIBUTO”.

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17 risposte a “Maradona, ombrelli e assassini.

  1. FP

    22 ottobre 2013 at 18:25

    Diego siamo tutti con te!!!!

     
  2. Fabrizio de Paoli

    23 ottobre 2013 at 06:51

    Libertyfighter, bel pezzo, come al solito.
    In una mia risposta ad un blogger sulla questione “Valentino”, facevo notare come, in quel caso, il comportamento dello stato fosse identico a quello di un attore del libero mercato: si accorda con Valentino, mercanteggia, patteggia, tratta.
    Ma come sarebbe? È in netta contraddizione con i princìpi -presunti- che vorrebbe vendermi (a caro prezzo) lo stato. È l’ipocrisia. È l’ingiustizia. È la corruzione legale dello stato.
    La domanda che mi pongo è sempre la stessa: visto che questo stato non ci serve se non a distruggerci completamente, quanto tempo occorrerà per annientarlo definitivamente?
    Un saluto .

     
  3. libertyfighter

    23 ottobre 2013 at 15:19

    Accade quando non possono agire con la forza. Sono costretti a mercanteggiare. Però fai attenzione che non è ugualmente un libero mercato, il mercanteggio si basa sulla minaccia di rappresaglie di un qualche tipo, non su un servizio che in cambio lo Stato venderebbe. In pratica, comunque Valentino viene minacciato. Lo Stato NON riesce a mettere le mani da solo sul suo patrimonio, allora lo minaccia per vie traverse in modo da rendergli più sgradita la soluzione “non ti do nulla pezzo di merda”. In ogni caso, sebbene un mercanteggio è un mercanteggio che ha una promessa di minori ritorsioni come parametro di scambio. Non è purtroppo, libero mercato. Lo é molto di più ciò che accade tra stato e stato, dimostrando l’inutilità di un ente superiore per permettere il libero mercato tra due enti agenti.

     
    • Fabrizio de Paoli

      24 ottobre 2013 at 09:18

      Sì, son d’accordo. Forse non son riuscito a spiegarmi: ho parlato di “comportamento” per evidenziare l’ipocrisia dello stato il quale si vende come garante del “tutto, uguale per tutti” e poi lui per primo non tiene fede a quel principio.
      Voleva essere una critica anche volendo vedere la cosa da un punto di vista statalista -e non son certo io, sia ben chiaro-.

       
  4. matteo barto

    23 ottobre 2013 at 20:15

    cacchio mi ero dimenticato dei suicidi, grazie per avermeli ricordati
    c’è nell’aria un’indifferenza spaventosa per queste cose
    sarebbe una gran cosa poter leggere le lettere d’addio di tutte quelle persone
    grazie ancora liberty

     
    • Stefano Nobile

      28 ottobre 2013 at 12:22

      Bisogna sottolineare che i suicidi, provocati spesso e volentieri da Equitalia e le sue folli pretese, non possono essere imputati a Befera ed al suo seguito. Che obbedisce ad ordini superiori.
      Come Priebke.
      Con la differenza che se Priebke non ubbidiva si ritrovava dall’altra parte del fucile, Befera e i suoi accoliti non devono temere tale drastica minaccia.
      In più, a quanto ne so, i vari giannizzeri del fisco hanno trovato il modo di arrotondare le entrate approfittando di informazioni privilegiate. La qual cosa costituisce peraltro un piccolissimo, quasi impercettibile, conflittino d’interessi.

       
      • libertyfighter

        28 ottobre 2013 at 18:55

        Beh, il modo più semplice e più sfruttato al mondo è quello di farsi pagare tangenti per chiudere occhi. In realtà il 98% delle leggi ha quello scopo lì.

         
  5. Fp

    24 ottobre 2013 at 22:13

    Qualcuno non sa che per fattispecie identiche il fisco si rivolse anche ai compagni di squadra di Maradona, cioè’ Careca e Alemao, i quali, essendo in Italia, ricevettero la contestazione, fecero ricorso e vinsero. Maradona invece ne ’94 era in Argentina e l’atto, in sua assenza fu affisso alla casa comunale di Napoli, senza che lui se ne potesse accorgere per contestarlo. Quindi lo stato pretende 39 milioni di euro non in virtù di una legge, sbagliatissima che sia, ma per non aver ritirato una raccomandata…! È questo caso giuridico uno dei pochi al mondo in cui la scadenza dei termini va a discapito del cittadino… Cose da matti! È di fronte a tutto questo non dovremmo indignar ci verso chi pretende di applicare una formalità a discapito della vita di un essere umano? Quanti altri, senza essere Maradona e per molto meno si sono uccisi? Quante volte noi siamo trattati allo stesso modo? ASSASSINI!!!!! Assassini della libertà’ del diritto e di ogni senso di umanità’! Si offendete pure, ma miserabili siete voi, voi e chi non vi sputa in faccia quando vi incontra per strada, e ancor più quelli che con voi si prostituiscono venendo ad applaudirvi per le cagate che vomitate!! Cari Fassina & co., eterni orfani del comunismo che pensate anche di dare lezioni di economia, per adesso mi associo a Maradona, in attesa di associare il mio braccio teso per a quello di chi si stancherà prima o poi e be la fara’ pagare! Spero che presto qualcuno vi notifichi una bella raccomandata, di quelle senza cartolina di ritorno….

     
  6. Stefano Nobile

    30 ottobre 2013 at 14:37

    è semplicemente giunto il momento di rifiutarsi di pagare le tasse. Ci hanno svenati, per niente oltretutto.
    Per chi fosse interessato sto raccogliendo le offerte bancarie in Austria, in modo tale da poter portare i soldi fuori dalle mani di questi delinquenti che ci governano.
    Ci si rivede qui.

     
    • libertyfighter

      30 ottobre 2013 at 19:35

      Io sono interessato. Mi farai sapere 🙂

       
      • Stefano Nobile

        7 novembre 2013 at 16:45

        già preso contatti. Devo vedermi con una gentile signora che mi spiegherà tutto. Relativamente al suo istituto. Sto organizzando altri incontri. E farò sapere a tutti. E’ legale ed è giusto.
        Pensa, gli stronzi che ci governano, dopo averci rapinato tramite tasse e imposte, poi pretenderanno anche di rapinarci gli attivi bancari.
        Perché abolire il contante significa precisamente togliere dalla nostra disponibilità i nostri risparmi, in genere tassati già. Anche perché non vedo molti premi Nobel mettere in banca guadagni in nero o i proventi di attività illecite. Tangenti MPS escluse, ovviamente.

         
  7. Cristiana

    13 novembre 2013 at 00:46

    Interessa anche a me. Grazie

     
  8. Stefano Nobile

    13 novembre 2013 at 16:31

    dunque, sono appena tornato da uno dei colloqui avuti in banca. La bancaria è una gentile Signora austriaca, che parla un ottimo Italiano, la quale mi ha dato le risposte che attendevo in base al mio cc. Se qualcuno ha domande specifiche ho i suoi recapiti e le posso chiedere.
    Comunque il discorso verte sul fatto che “pare” che nel giro di un paio d’anni il segreto bancario sparirà (al che ho detto che nel giro d’un paio di anni sparirà l’Italia, l’UE e l’euro, ma questa è un’altra simpatica storia).
    Ragion per cui il cc in Austria va benissimo per difendersi dalle rapine in stile Cipro’s bail-in, e per spendere i propri soldi senza far sapere ai nostri cari leader come li spendiamo.
    cc nominale (anche cointestato)
    spese tenuta conto 50€ annui
    bancomat 26 € annui – i prelievi sono gratuiti da tutte le banche della UE
    carta di credito 26 € annui – per non residenti obbligo di deposito permanente pari al doppio del limite di spesa della carta di credito
    internet banking gratuito
    Quello che bisogna tenere presente è che le banche in Austria vogliono sapere da dove vengono i soldi, per cui è impossibile andare là con 200’000 € in contanti senza pezza giustificativa.
    Siccome non abbiamo nulla da nascondere, ma molto da temere, si possono fare bonifici banca su banca dall’Italia all’Austria. Legale, trasparente, per la disperazione di Saccomanni e dei suoi amici banchieri italici. Non potranno più metterci le mani.
    Se vi servono altre info, e se a Liberty non dispiace, aggiungetele qui che poi farò tutto un bel componimento.
    Nome della funzionaria e della banca non sono segreti, ma preferisco non metterli per il momento.

    Per Liberty: controlla se vedi il mio indirizzo mail, essendo tu il blogger, altrimenti rintraccerò il tuo indirizzo (che una volta ho visto) e ti contatterò in privato.

     
    • libertyfighter

      14 novembre 2013 at 15:23

      Si ti vedo, ti contatto a breve via mail. LF

       
  9. Cristiana

    13 novembre 2013 at 17:39

    Grazie Stefano per i dettagli. Per caso avete parlato anche di costi/vincoli sul deposito titoli?

     
    • Stefano Nobile

      13 novembre 2013 at 17:51

      no, non ne ho parlato. Ma sono pronto a fare un piccolo componimento con domande di vario genere per poi sottoporlo alla signora.
      Intendo rivelare i dati quando saremo pronti in modo da operare in fretta.
      Perché sono arcisicuro che ci stanno leggendo i figli di mignotta.

       

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