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Il buonsenso non ha limiti

19 Mar

Il miglior sistema che è riuscito ad elaborare la razza umana per vivere in pace e prosperare è l’istituzione di due princìpi: la proprietà e la non aggressione.
Prosperare è il fine di qualsiasi essere vivente, non si vede quindi il motivo per cui la razza umana dovrebbe esserne esclusa, ma la razza umana va oltre: ha l’ambizione di prosperare in pace.
Se un branco di sciacalli prospera aggredendo, e quindi raggiunge solo il fine di prosperare senza curarsi di farlo in pace, la razza umana presume di poter raggiungere entrambi i fini grazie allo scambio volontario e pacifico tra individui.
Si può definire quel sistema “il migliore” sulla base di due elementi: il primo è logico: se il fine è prosperare e farlo in pace, e siccome queste due cose potrebbero essere in conflitto tra loro allora si adotta un limite, si stabilisce un principio: la proprietà privata.
Quel principio è l’unico in grado di garantire all’individuo la disponibilità totale di se stesso e dei beni a lui necessari
Lo si può definire il migliore, lo si applica e si constata che funziona.
L’altro elemento è la condivisione sociale spontanea di quei princìpi (da non confondere assolutamente con la democrazia cui siamo abituati): la maggior parte degli uomini, grazie ad un’intelligenza differente rispetto agli sciacalli comprende il meccanismo, la necessità di quei princìpi, li accetta e li condivide.
Tanto basta per vivere in pace.
Ma non succede.
Il motivo è curioso: alcuni uomini vogliono imporsi su altri comportandosi come gli sciacalli.
Sebbene essi abbiano le capacità per comprendere la bontà del meccanismo elaborato dall’uomo pacifico, rifiutano di accettare i princìpi, o li accettano a seconda dei casi, oppure li impongono in modo incoerente per trarne un vantaggio personale.
Potrebbe sembrare difficile che quegli uomini riescano ad imporsi, poiché gli altri uomini nel condividere e difendere i princìpi saranno ben determinati a difenderli e difendersi, e sarebbe la normale conseguenza ma…
…Ecco che allora gli sciacalli si inventano uno stato che, secondo loro, può violare i princìpi.
Si inventano anche la democrazia che, sempre secondo loro, ha il potere di legittimare quello stato.
Questo nuovo sistema inizia pian pianino ad insinuarsi ed a corrompere lentamente ma inesorabilmente i principi originali e, se da una parte quel sistema sembra autoalimentarsi all’infinito, dall’altra trova un ostacolo insormontabile proprio negli uomini onesti e di buonsenso.
Questi ultimi, in presenza di uno stato del genere, iniziano a rilevare una serie di contraddizioni proprio in loro stessi, nelle loro personali elaborazioni e comportamenti: quando iniziano a vivere rispettando le regole dello stato e seguendo le sue “logiche”, noteranno che molte volte sono in conflitto con i princìpi in cui si riconoscono.
Finché quel conflitto sarà poco frequente verrà in qualche modo accettato o tollerato dall’individuo perché intaccherà solo marginalmente la sua coerenza e la sua autostima, coerenza ed autostima necessaria ad ognuno di noi per riconoscersi e distinguersi dagli sciacalli.
Quando invece quel conflitto sarà molto più frequente e diventa abituale allora iniziano i problemi: in cosa mi riconosco? Nel principio e nella coerenza, oppure nella legge dello stato e nell’incoerenza?
Grossolanamente si potrebbe sintetizzare: mi riconosco nella razza umana o negli sciacalli?
La persona di buonsenso che arriva a questo dilemma a questo punto può intraprendere un percorso inverso.
Torna, grazie alla sua naturale necessità di distinguersi dagli sciacalli, a rielaborare il proprio pensiero cercando di essere coerente con i principi iniziali.
Credo che nel momento in cui decida di fare quella scelta non potrà più tornare indietro e sarà sempre meno incline, nel nome dei princìpi e della propria coerenza, ad accettare compromessi.
Il libertario che inizia a ragionare da libertario, ad analizzare da libertario e ad agire da libertario, si renderà conto ben presto che quasi nulla -specialmente nel modo- di ciò che lo stato ha elaborato ed imposto potrà essere utile e quindi salvato; non solo, vedrà proprio in quell’architettura demoniaca il principale ostacolo nel riconoscere sé stesso come individuo appartenente alla razza umana, e non a quella degli sciacalli.
Quando scopri che il buonsenso non ha limiti ti si apre un universo, e non è un universo nuovo, c’è sempre stato, era lì, seppellito da strati sempre più numerosi e spessi di statalismo che incrostano il nostro pensiero.
Un uomo appartenente alla razza umana non può sopportare il peso di quegli strati e deve liberarsene.
In quel modo scoprirà anche di essere vivo.

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2 commenti

Pubblicato da su 19 marzo 2015 in Uncategorized

 

2 risposte a “Il buonsenso non ha limiti

  1. libertyfighter

    23 marzo 2015 at 21:04

    Leggevo proprio oggi una frase di Friedman, quello buono, David. Il sistema “con la forza” per ottenere la proprietà altrui è TALMENTE INEFFICIENTE che lo usano solo i bambini e le grandi nazioni”…

     
  2. depaolifabrizio

    24 marzo 2015 at 21:38

    È vero perché è dimostrabile. D’accordo sul distinguo padre/figlio.

    Ti segnalo un nuovo post dell’ecomunista perché avresti da sbizzarrirti e divertirti.
    Mi ha bannato due interventi uno dei quali l’ho mandato da Porro che però non ha ancora pubblicato.
    Un caro saluto .

     

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