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L’evasione prioritaria

30 Mar

Ci sono infinite buone ragioni per non farsi estorcere denaro dallo stato, la più ovvia e naturale è che una persona degna di questo nome non potendo disporre di soldi a sufficienza provvede prima di tutto a comprare il pane per sé e per i propri cari.
Oppure perché non si è disposti a rendersi complici nel finanziare aggressioni ai propri simili, come per esempio le guerre, anche quando vengono definite strumentalmente “missioni di pace”.
O per la consapevolezza del danno provocato all’economia dal dirigismo statale.
O magari perché semplicemente non si necessita o desidera i servizi che lo stato impone.
O ancora, perché la propria coscienza ecologica vede nelle politiche economiche statali keynesiane un ingiusto ladrocinio e relativo spreco di risorse che produrranno inevitabilmente un inquinamento per nulla necessario al nostro benessere.
Di ragioni sacrosante e nobili per non dare soldi allo stato ce ne saranno infinite, ed ognuno di noi può avere le proprie, tutte assolutamente degne di considerazione e rispetto.
Volendo semplificare si può dire semplicemente: “perché ogni soldo dato allo stato mi si ritorcerà contro”.
In quest’ottica vale poi la pena sviscerare ed approfondire i distinti percorsi che prenderanno quei denari rubati e stilare una classifica a più ampio raggio sulla dannosità di quei soldi relativamente a cosa andranno a finanziare.
Stiamo parlando di un danno non immediatamente percepibile, che in certi casi non andrà ad interessarci direttamente ma potrà riguardare le generazioni future, quelle dei nostri figli, nipoti, pronipoti ecc., in pratica si tratta del danno che procura nel tempo l’informazione di stato.
Mi rendo conto che “informazione” sia una parola grossa, e che molti di voi la tradurranno a ragione in PROPAGANDA.
La propaganda è inesorabile, è subdola, colpisce maggiormente le persone passive e superficiali, nemmeno le persone più critiche ne sono completamente immuni, e nel medio/lungo periodo può dare i suoi velenosissimi frutti.
Troviamo la sua presenza sin dalla nostra più tenera età nella scuola di stato, nell’editoria sovvenzionata, e nella tv di stato.
E adesso arriviamo al dunque di tutto il discorso:
quale che sia la nostra personale classifica in fatto di priorità evasive abbiamo il problema della non tracciabilita’ dei soldi che ci vengono estorti; essi finiscono infatti in quell’unica cesta bucata che va poi a finanziare i vari organi propagandistici non permettendoci di distinguere con esattezza “quanto” andrà a “chi”.
Ma c’è una eccezione: il canone Rai. Sappiamo esattamente che quel canone andrà a foraggiare direttamente la tv e la radio, e sappiamo che chi paga quel canone va ad ingrassare direttamente quella macchina efficientissima preposta al lavaggio del cervello. Io pago per farmi lavare il cervello, è l’equivalente di buttare cianuro nell’acqua che bevo e che farò bere ai miei figli.
In quel caso non pagare è forse più che mai una questione di amor proprio e logica, oltreché di principio.

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2 commenti

Pubblicato da su 30 marzo 2015 in Uncategorized

 

2 risposte a “L’evasione prioritaria

  1. libertyfighter

    30 marzo 2015 at 16:13

    Gran bella riflessione.
    Pensavo proprio ieri che ogni uomo nasce VUOTO. Perciò non importa quanto l’uomo sia progredito nel tempo, bastano due generazioni di insegnamenti sbagliati e distruggi tutto. Puoi perderti pure la nozione di “accendere un fuoco”.

     
  2. depaolifabrizio

    31 marzo 2015 at 06:14

    Libertyfighter ti ringrazio. Vero che nasce “vuoto”, ma è anche vero che può essere considerato un vantaggio, in quel caso bastano due generazioni per ricostruire tutto.
    L’importanza del pensiero e dell’istruzione che vadano nella direzione della libertà (anche economica) l’ho imparata e capita grazie a Carlo Lottieri. Ci sono alcuni suoi video al riguardo veramente stimolanti.
    Un saluto .

     

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