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Egoista! Certo! Perché no…?

14 Mag

Vasco proseguiva: “quando c’ho il mal di stomaco, ce l’ho io mica tu, o no?”
Un concetto tanto ovvio quanto scontato.
È male essere egoisti? Pare di sì.
Tutta l’architettura cattocomu si basa sul promuovere un’ideologia che esalta l’altruismo e condanna l’egoismo.
Naturalmente poi nei fatti non funziona poiché l’essere umano è contemporaneamente sia egoista che altruista, come in economia è al tempo stesso sia produttore che consumatore.
Tornando all’egoismo, uno dei miei esempi preferiti che dimostrano la sua necessità prioritaria è di derivazione aeronautica.
L’esempio dimostra anche che l’egoismo è indispensabile e precedente all’altruismo.
Molti di voi avranno sicuramente sentito, nei momenti precedenti al decollo di un aereo di linea, dei consigli che riguardano la sicurezza.
Uno di questi dice che “nel caso di de-pressurizzazione della cabina si renderanno disponibili (grazie ad un sistema automatico) le maschere per l’ossigeno”, prosegue poi dicendo che “è necessario indossare la maschera e respirare PRIMA di aiutare gli altri”.
Sacrilegio! Egoismo puro! La compagnia aerea mi sta invitando prima di tutto ad essere egoista, roba da far impallidire qualsiasi radical-chic o prete.
Ma persino loro, se smettessero per un istante i panni dei predicatori casti e puri comprenderebbero il senso logico di quel comportamento egoista, difatti se dovessi morire per mancanza di ossigeno sarebbe matematicamente impossibile qualsiasi mia azione altruista volta ad aiutare il prossimo.
L’egoismo è quindi, non solo precedente all’altruismo, ma anche positivo poiché è grazie alla sua spinta che posso successivamente diventare altruista. Mentre non può avvenire il contrario.
Proviamo ad immaginare due poveri che siano SOLO altruisti, quei due poveri non hanno nulla da mangiare se non un bellissimo pesce, grosso e fresco. Quei due poveri però sono così altruisti da continuare a regalarselo a vicenda finché quel pesce diventa marcio.
I due altruisti muoiono entrambi di fame.
Se uno dei due poveri fosse stato anche un pochino egoista avrebbe potuto tenersi il pesce, venderlo e comperarsi una canna da pesca, dopo quindi avrebbe avuto la possibilità di disporre di più pesci, e quindi avrebbe potuto essere anche altruista.
Se invece uno dei due poveri fosse stato SOLO egoista l’altro sarebbe morto di fame lo stesso.
Bilancio comunque positivo ed a favore dell’egoismo, poiché nella situazione precedente avevamo due morti per fame mentre ora solo più uno.
Se tutti e due fossero stati egoisti avrebbero potuto scambiarsi lavoro (pescare) e capitale (canna da pesca e pesci) mangiando entrambi. Bilancio nettamente positivo a favore dell’egoismo: nessun morto di fame.

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2 commenti

Pubblicato da su 14 maggio 2015 in Uncategorized

 

2 risposte a “Egoista! Certo! Perché no…?

  1. giostark

    8 luglio 2015 at 09:39

    Nasce dall’ego e parte tutto da li>>>la scelta>>>per la funzione.
    Credo che il problema riguardo il termine “altruismo” sia legato alla distorta semantica che lo accompagna . Si cerca inoltre di comparare le varie forme di egoismo come fossero tutte uguali.
    L’egoismo e’ come un contenitore cosi’ come tutti i concetti. Una “scelta funzionale viziata” non puo’ essere accostata ad una “scelta funzionale di base” . Il risultato e’ una mondezza.
    “L’altruismo” , abbreviazione di “egoismo dotato di lungimiranza” , solo pare invece che abbia acquisito un significato contrastante la funzione. Ecco l’errore (ben voluto) di interpretazione; la “generosita’ ” non e’ da intendersi altruista come “altro dall’egoismo” ma proprio invece “un’estensione irradiata dell’egoismo” indirizzata ANCHE ad “altro”, che ha dunque risvolti positivi non solo per l’attuatore.
    Come il termine si inserisce nelle frasi? Oggi rimane l’inflazione dell’egoismo come cosa necessariamente “brutta” perche’ le “ignobili scelte funzionali viziate” spesso son state e sono amalgamate illecitamente con “le scelte funzionali di base” godendo degli stessi diritti.
    Per il discorso cattocomu, pare che il lavaggio del cervello sia riuscito alla perfezione. Deglutire e ingerire senza reagire. Per poterlo ottenere han dovuto distruggere l’idea di “egoismo-scelta funzionale di base” a favore “dell’egoismo-scelta funzionale viziato” esasperando la distorsione semantica sopra menzionata.

     
  2. sasà

    9 luglio 2015 at 20:36

    Ciao Liberty, era da tanto che non passavo di qua, ti faccio un regalo, una chicca da un bel romanzo di un autrice che scoprii grazie a te.

    “La teoria che distrugge il mondo, che lo divora, il principio di cui lei parlava. Il vero altruismo.”
    Per secoli ci è stato insegnato che l’altruismo è l’ideale supremo della nostra disciplina morale, e gli uomini hanno accettato questa teoria nell’unica interpretazione possibile, cercano cioè la stima per se stessi attraverso gli altri, vivendo, comportandosi, agendo in funzione degli altri. Così è stato dato il via a questo gigantesco errore, a questo equivoco: l’altruismo è diventato una forma di egoismo così totale, così assoluto, così dannoso che un uomo veramente egoista non riesce a concepirlo. E ora, per curare un uomo che soffre di altruismo, gli viene consigliato di spogliarsi della sua personalità. Ascolti quello che si predica oggigiorno, osservi la gente che pratica, che avvicina. Lei si chiede perchè l’umanità soffre, perchè insegue un miraggio di felicità che non raggiungerà mai? Se un uomo un bel momento si mettesse a riflettere sinceramente e si chiedesse se non ha mai avuto un desiderio personale, non suggerito da alcuno, troverebbe la risposta. Capirebbe che tutti i suoi desideri, i suoi sogni, le sue aspirazioni, i suoi sforzi sono motivati da altri. Egli non lotterebbe veramente nemmeno per ottenere la ricchezza materiale se non vi fosse di mezzo quello che chiamiamo il ‘prestigio’. Aspira all’approvazione degli altri, non alla propria. Non trova soddisfazione vera nella lotta, non trova gioia nel successo. Non può dire di nessuna cosa: ‘Questo è quello che volevo perchè fa piacere a me, non perchè costringe i miei simili a guardarmi a bocca aperta’. Poi si chiede perchè è infelice. Ogni forma di felicità è individuale. I nostri momenti migliori nascono da impulsi o da soddisfazioni intime, e vanno preservati da qualsiasi soffio estraneo. Che cose sacre e preziose sono quelle che noi riusciamo a sottrarre, a celare, a difendere dalla curiosità, dalla banalità, dalla incomprensione altrui! Adesso ci insegnano a gettare in pasto al pubblico i nostri sentimenti più segreti, i nostri tesori più intimi, a cercare piaceri e soddisfazioni nelle riunioni, nelle compagnie volgari e rumorose, in società, nei circoli, nei ritrovi mondani, nei tè intellettuali! Gail, io mi convinco sempre più che il male capitale sulla terra consiste nell’interessamento che concediamo al nostro prossimo. Ho sempre chiesto qualità non comuni ai pochi uomini che potevano piacermi, e sono giunto alla conclusione che l’egoismo è la virtù che in un uomo io rispetto maggiormente. I miei amici li ho scelti selezionando in base a questa identità di istinti e di vedute. Egoismo, individualità, coscienza del proprio ‘io’. Niente altro conta.”

    Da “La Fonte Meravigliosa”

     

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