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Legal ashtray

23 Nov

Quando uno statalista ed un liberale si incontrano e dibattono, il liberale sostiene che lo stato non è necessario, o al limite necessario in misura minima, mentre lo statalista sostiene  l’opposto.

L’obiezione tipica dello statalista sarà che una società ha bisogno di regole. Lo statalista darà per scontato che ovviamente sarà lo stato a doverle dettare. Lo statalista è affetto da un complesso d’inferiorità permanente che lo porta a desiderare un “qualcuno” a lui superiore” il quale decida le regole per tutti, ma contemporaneamente è anche contagiato da un complesso di furbizia che lo porta a pensare uno stato indispensabile per alleviargli la fatica di dover lavorare per vivere. Lo statalista è una figura contraddittoria e schizofrenica. Lo statalista pensa che lo stato rappresenti la società, che la interpreti, che sia la coscienza della società e quindi abbia il potere di dettare le sue regole che fa diventare legge. A quel punto chiunque trasgredisca la legge dello stato diventa sanzionabile. Quella sanzione la incasserà e avvantaggerà lo stato, quindi secondo lo statalista, la società. Resta da capire come un individuo di quella società possa godere di un vantaggio dall’essere sanzionato. Anche secondo il liberale la società ha bisogno di regole, secondo lui però il procedimento per determinare quelle regole lo adotta naturalmente la società. Secondo il liberale non esiste “superiorità” o “inferiorità” di qualcuno nell’imporre o subire una regola. Se una regola serve, nascerà da sola. Se non serve non nascerà mai. Un liberale davanti ad un negozio troverà un portacenere, lo troverà anche davanti al bar, davanti al tabaccaio e così via, non si interrogherà sull’esistenza di un politico così intelligente da aver imposto una regola per il portacenere. No. Ogni volta che il liberale ne vedrà uno apprezzerà la sensibilità e l’iniziativa del singolo gestore che ha risolto individualmente un’esigenza. Tanti negozianti che condividono lo stesso pensiero e la stessa attenzione per il prossimo agiscono SPONTANEAMENTE e liberamente nello stesso modo mettendo a disposizione il portacenere. Quella moltitudine di azioni diventano nel tempo una regola non scritta della società. In quel caso a nessuno viene ordinato o impedito nulla, succede che quella regola esiste perché nasce dalla società. Ma a questo punto cosa potrebbe fare lo statalista nel constatare l’inutilità dello stato nel dettare regole alla società? Nulla di nulla, se non prenderne atto e preoccuparsi. Una regola libera non scritta non prevede obblighi, non prevede sanzioni monetarie, non prevede che uno debba sborsare forzatamente denaro per comprare un portacenere a “norma di legge” e nemmeno che lo debba cambiare magari dopo cinque anni perché è cambiata la norma. Niente giro di soldi per lo stato e niente soldi per lo statalista. Una regola libera prevede solo che persone libere, individualmente ed in silenzio giudichino e scelgano. Diventa legittima la preoccupazione del mantenuto (lo statalista). Non ci sarebbe da stupirsi se a questo punto lo stato rendesse obbligatori i portacenere, che già ci sono, magari regolamentandone le dimensioni, le forme, il colore, i materiali, le posizioni per la loro allocazione, che rendesse obbligatoria la certificazione degli stessi e che autorizzasse solo qualche azienda a lui vicino a produrli e commercializzarli. Sarebbe un bel giro di denaro, lo statalista potrebbe porre fine al suo stato d’ansia da mancanza d’ossigeno e procedere nell’automantenimento a mezzo legge statale.

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1 Commento

Pubblicato da su 23 novembre 2015 in Uncategorized

 

Una risposta a “Legal ashtray

  1. giostark

    3 dicembre 2015 at 12:38

    Statalismo e liberalismo , due meta-strutture ideologiche utili a se stesse e agli altri,tal volta, ed inutili quasi sempre, come tutte le altre meta-strutture ideologiche.
    L’illusione del controllo e’ proprio una brutta bestia e questa realta’ e’ davvero troppo eterogenea per essere imbrigliata. Certo un “meno peggio” potrebbe essere ricercato, attuato e sottoposto a continua evoluzione-revisione. L’eterogeneita’ pare aver sempre la meglio pero’ e finche’ una qualsiasi ideologia portera’ con se una parvenza di “garanzia” di sopravvivenza (di base o migliore o presunte tali), non ci saranno freni alle peggiori scempiaggini. Perche’ di fatto , purtroppo , l’essere umano pare troppo spesso essere poco piu’ di una pecora.

     

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