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Milena Gabanelli, dove sei??

Dopo il furto istituzionale cipriota, nel quale i porci governanti, uniti agli assassini delle banche centrali hanno estorto a mano armata il 37 e passa percento dei capitali oltre i 100000 euro (la nuova soglia di ricchezza evidentemente è pari ad un terzo di casa in una città italiana), ci si chiede dove sia finita la paladina del denaro elettronico e della sicurezza bancaria. Ricordate quella donna, socialista, che ci ha smaronato a più riprese su quanto sarebbe bello se la totalità della moneta si muovesse tramite conti elettronici? Si chiamava Milena Gabanelli. Mi sto chiedendo dove sia ora, se sta pensando di chiederci scusa con un onesto articolo di giornale in cui dichiara di essere una completa ignorante economica, molto naif e pronta  a farsi rubare tutti i suoi risparmi, o se la sua assenza non sia dovuta ad una disperata ricerca di un posto ove nascondere i suoi sudati risparmi dalla rapina prossima ventura. Tanto lo sappiamo tutti che la Gabanelli più di 100000 euro ce li ha di sicuro. Allora dove sei cara Milena Gabanelli?

A pensare alle stronzate dette e scritte negli ultimi anni, oppure a fare un giro perlustrativo alle Cayman, oppure a seppellire contante nel giardino di casa? Lo diciamo o no, che come era ovvio, io avevo ragione e tu torto? Se ci sei batti un colpo

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2013 in banche, Europa, moneta

 

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La mia banca è differente

Vuoi una banca veramente differente? Ecco i motivi per cui scegliere finalmente una banca di cui fidarsi:

  1. Zero spese di gestione
  2. Prelievo immediato, illimitato e gratuito
  3. Perfetto anonimato
  4. Immunità garantita contro i prelievi forzosi dei governi
  5. Riserva integrale al 100%, rimani protetto contro gli squilibri della riserva frazionaria.
  6. Chiunque volesse rubare i tuoi risparmi deve mettere in gioco la sua vita e non può farlo per semplice atto legislativo.
  7. Tassa sui conti implicitamente pagata

In cambio di tutto questo l’unico svantaggio è che non ti paghiamo gli interessi dello 0.00000004% come le altre banche. Ma non avendo spese di gestione, il saldo rimane positivo, a differenza di ciò che accade con i conti correnti usuali nei quali tasse e spese sono sempre maggiori degli interessi percepiti.

Cosa aspetti? Chiudi il tuo attuale conto ed aprilo con noi. Dormirai sonni tranquilli.

 

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2013 in banche, crisi economica, cronaca, Europa, moneta

 

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Senza Parole..

CopioIncollo da il fatto quotidiano:

Brusco risveglio stamani per i cittadini di Cipro quando le radio hanno annunciato l’accordo raggiunto in nottata dai ministri delle Finanze dell’Eurozona che prevede, in cambio di un piano diaiuti per circa 10 miliardi di euro al governo di Nicosia, un pesante prelievo sui depositi bancari. Dalle prime ore del giorno, lunghe file di cittadini, a piedi e in auto, si sono create davanti alle succursali delle banche che dispongono di uno sportello automatico per effettuare prelievi di contante.

La prima reazione della gente è stata di incredulità poi di rabbia, sia per le tante promesse “che i risparmi non sarebbero mai stati toccati” fatte sia dal vecchio sia dal nuovo governo, ma anche perché questa è la prima volta che i correntisti bancari di un Paese vengono colpiti direttamente dalle misure di un piano di aiuti europeo. Una tale misura infatti non è mai stata presa nei casi diSpagnaGreciaIrlanda e Portogallo. Dal prelievo sui depositi bancari – molti dei quali si ritiene appartengano a cittadini russi non residenti – sono attesi introiti per circa 5,8 miliardi di euro. Il prelievo consisterà in un’imposta unica del 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori. Le banche effettueranno i prelievi martedì mattina, dopo la festività religiosa e bancaria del cosiddetto ‘Lunedì pulito’, l’equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri.

Anche le banche cooperative, che in genere il sabato sono aperte, hanno deciso di chiudere gli sportelli a causa dell’enorme afflusso di clienti che volevano prelevare il denaro in contanti e chiudere i propri conti. Il governo cipriota ha dato inoltre disposizioni affinché le banche blocchino durante questo fine settimana la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro via internet.

Il prelievo sui depositi bancari previsto dal piano di aiuti per Cipro porterà 5,8 miliardi di euro, spiega il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. “La situazione di Cipro è unica” in ragione del suo “settore bancario ipertrofico”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, ed è per questo che “abbiamo ritenuto giustificato il tassare i depositi”, ha sostenuto.

Il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro concordato con Ue ed Fmi è l’opzione “meno onerosa” per Cipro ha detto la notte scorsa ai giornalisti il ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris. “C’era una seria minaccia alla stabilità del nostro sistema bancario e finanziario. Non è un esito piacevole, ma crediamo che sia la meno onerosa, se paragonata con altri possibili esiti”. Secondo il ministro, “molti più soldi avrebbero potuto essere persi in una bancarotta del sistema bancario o del Paese”. Sottolineato che l’accordo permette di evitare “tagli ai salari ed alle pensioni”, Sarris ha infine auspicato che il pacchetto possa “contribuire a segnare un nuovo inizio per Cipro”.

Il numero uno del FmiChristine Lagarde fa sapere che il suo istituto è pronto ad approvare un contributo, ma senza specificare l’ammontare degli aiuti. “Crediamo che la proposta sia sostenibile per l’economia di Cipro. Il Fmi sta considerando la proposta di un contributo al pacchetto di finanziamenti. L’esatto ammontare – aggiunge – non è ancora specificato, ci vorrà del tempo per decidere”.

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2013 in banche, Europa, politica, socialismo, tasse

 

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Il caso Montepaschi di Siena.

Il caso montepaschi di Siena è la dimostrazione lampante dei disastri che solo il connubio politica – economia- politica monetaria, può generare. Se MPS non fosse stata posseduta dalla politica non ci sarebbe stato alcun “bene superiore” rispetto al criterio economico nel perseguire gli investimenti. Se la politica non avesse avuto il potere di fottere i soldi altrui per gestirli per “beni superiori”, come non far crollare la banca del PD, e se la politica non si fosse arrogata il diritto di impegnare i vostri culi e quelli dei vostri figli tramite BTP, tutto questo non sarebbe potuto succedere. Per il racconto dei fatti, mi affido all’ottimo sito del  Movimento Libertario, e a questo preciso articolo di Giovanni Gabriele Vecchio. Mi limito a ricordare che coloro che sono soleti gestire così l’economia e le banche, sono gli stessi (Bersani, Bindi, D’Alema, …) che adesso avrebbero trovato un piano economico con cui salvare l’Italia. Quando dissi che se sei di sinistra non puoi parlare di economia, intendevo proprio questo. Il problema semmai è che neppure gli altri sono molto più svegli. E pure Monti è di sinistra, quindi non capisce un cazzo per definizione. Con o senza la laurea, magari pagatagli dal MPS

MPS BENE COMUNE: STORIA DI UNA BANCA E DEL PARTITO CHE L’HA AFFOSSATA

Gia’ squillano le trombe dell’ “attacco speculativo” al Monte dei Paschi di Siena, ennessima vittima degli eccessi di liberismo che ammorbano questo povero Paese. E’ doveroso in questo caso ricordare la storia del Monte e capire come si e’ arrivati alla gravissima situazione attuale.

Negli anni ’90, si cerco’ di ridurre il peso delle fondazioni bancarie nei Consigli di Amministrazione delle banche obbligando le fondazioni a ridurre le loro quote nel capitale delle banche stesse. Tutte le fondazioni scesero, anche di molto, tant’e’ che oggi in molte banche le fondazioni rivestono un ruolo simili a quello di molti altri azionisti. Tutte tranne una: la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. In questo caso la Fondazione non scese sotto il 50% +1 del capitale per non perdere il controllo storico sulla banca. Va ricordato che le fondazioni bancarie sono organi para-pubblici, i cui vertici vengono nominati dal mondo politico. Il controllo politico della Banca la porterà a fare gravissimi errori. Ma procediamo per punti.

Introduzione. Anni Novanta: la Banca opera principalmente su scala regionale in Toscana e in Umbria. Ma il suo presidente Mussari e’ un uomo ambizioso e la politica sembra molto favorevole alle fusioni tra banche. Circola infatti la bislacca idea che i problemi del sistema finanziario italiano siano dovuti alle scarse dimensioni degli operatori. Vengono incentivate le fusioni tra banche per costruire “campioni nazionali” in grado di competere con le grandi banche estere.

1. Durante il primo decennio del nuovo millennio, il sistema bancario italiano si consolida enormemente. MPS procede con l’acquisto di numerosissimi sportelli in tutta Italia e, nel 2007, acquista a cifre folli Banca Antonveneta. Tutti gli analisti sconsigliavano l’operazione ma Mussari non era interessato a costruire una banca sana, era interessato a costruire una banca “grossa”, che potesse competere con gli altri big italiani – UniCredit e Intesa San Paolo – e dare lustro ai politici che approvarono Mussari e la sua operazione. L’acquisto scellerato viene finalizzato a cifre astronomiche, Mussari lascia MPS in trionfo e viene nominato capo dell’Associazione Bancaria Italiana. Bravo!

2. Pochi mesi dopo, scoppia la crisi finanziaria. MPS registra pesanti perdite su Banca Antonveneta ma gli amministratori successivi, nominati dal Partito Democratico senese attraverso la Fondazione, provano in tutti i modi a nasconderle tramite artifici contabili. Intanto, il management non si dimentica di chi gli ha permesso di arrivare dov’e’:  Mussari dona a PdS-DS-PD quasi 700mila euro in nove anni.

3. Nel frattempo, il PD in Comune continua con una vecchia e consolidata pratica: usare i soldi del Monte per erogare prestazioni di para-welfare nel territorio e comprarsi cosi il consenso a livello locale. Chiunque abbia vissuto a Siena avra’ notato che li quasi tutto e’ finanziato coi soldi della Banca o della Fondazione. Ristrutturazione di teatri o siti storici, eventi culturali, concerti, etc. Ad esempio, per molti anni, la Fondazione MPS ha versato 200mila euro alla fondazione Liberal di Adornato oggi con Lista Civica Monti. Insomma, appare chiaro come i soldi generati dal Monte venissero sistematicamente impiegati per gestire il consenso a livello locale. Non e’ una pratica nuova ma l’ipotesi che i soldi potessero finire non scalfisce minimamente il Sindaco Maurizio Cenni – che ha governato initerrottamente per due mandati dal 2001 al 2011 – e i membri della Giunta.

4. I soldi invece iniziano a finire. Il dividendo scende e i cash flows dalla Banca alla Fondazione crollano. Per far fronte alle sue prestazioni, la Fondazione potrebbe vendere delle azioni MPS ma decide di non farlo per non perdere il controllo della Banca. Contrae invece dei prestiti strutturati e usa quei soldi per continuare ad erogare prestazioni sul territorio.

5. Nel 2011 scoppia l’emergenza spread: le banche straniere vendono BTP italiani. C’e’ urgentemente bisogno di compratori ma nessuno si fida. Il Monte dei Paschi interviene, come molte altre banche italiane, e si imbottisce di BTP. Vediamo qui all’opera il classico esempio di crowding out del debito pubblico sul debito privato: per finanziare le esigenze di liquidita’ dello Stato, si dirottano soldi che invece avrebbero potuto finanziare le famose Piccole e Medie Imprese, in piena crisi economica.

6. Nel 2012 la strategia di rimandare i problemi – in USA direbbero kicking the can down the road – arriva al capolinea. Emergono perdite multimilionarie sui contratti di finanziamento strutturati fatti dalla Banca e dalla Fondazione. La Fondazione e’ costretta a vendere e scende sotto la soglia del 50%+1, la Banca ha bisogno di soldi e prova a fare un’aumento di capitale. Infine, interviene il Governo Monti il quale “presta” a MPS 3.5 miliardi di euro. Intanto, anche il Comune di Siena finisce i soldi e piomba nel caos. Il sindaco Franco Ceccuzzi si dimette e il Governo Monti nomina un commissario straordinario, Enrico Laudanna, per gestire l’emergenza.

7. In questi giorni sono emerse altre perdite su contratti conclusi all’epoca dell’affare Antonveneta. Il tutto proprio mentre, a Milano, gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale stanno conducendo un’analisi sulla solidita’ del sistema bancario italiano. Un caso? Non lo sappiamo. Sappiamo che il titolo e’ crollato in Borsa del 10% in due giorni e che Mussari si e’ finalmente dimesso dal suo incarico all’ABI.

Non possiamo sapere come si evolvera’ la situazione. L’impressione e’ che il Monte dei Paschi abbia moltissimi scheletri nell’armadio e che probabilmente avra’ bisogno di un’ulteriore aumento di capitale o di un ennesimo salvataggio coi soldi dei contribuenti. Una lezione mi pare pero’ chiara. Il caso MPS racchiude in se tutti i mali storici della scarsa competitivita’ dell’economia italiana: un management incapace, amministratori pubblici corrotti, un’eccessiva capacita’ di gestione di risorse pubbliche e private da parte della politica, capacita’ che traborda ogni buon senso, e compiacenza degli organi di vigilanza (Banca D’Italia, AntiTrust e Consob in primis). La soluzione a questo porcile e’ una sola: cacciare la politica dalle banche ed iniettare una massiccia dose di competizione nel settore bancario italiano, abbattendo le barriere all’ingresso e permettendo la nascita di molti nuovi operatori, indipendenti, puliti ed efficienti. Come dice bene Luigi Zingales: “Il libero mercato e la competizione sono il disinfettante contro la corruzione”.

 

 

 
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Pubblicato da su 24 gennaio 2013 in banche, cronaca, politica

 

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