RSS

Archivi categoria: crisi economica

La crisi economica non è normale nelle società umane

Si sente spesso dire che il progresso nelle condizioni di vita di tanta parte della popolazione nei passati cinquanta – sessanta anni è la prova che l’intromissione statale nell’economia sia cosa buona e giusta.

Si sente spesso dire che senza lo Stato non saremmo mai cresciuti e diventati più ricchi di cento o duecento anni fa. Si sente pure dire che la recessione, la crisi economica, sia qualcosa di endemico connaturato al “mercato” se non alla stessa essenza umana.

In generale, in economia si sentono dire tante cose, che purtroppo però, per la maggior parte, sono sbagliate. Se vi state chiedendo perché politici e economisti di grido debbano dire castronerie economiche, la risposta è semplice: interesse personale. Se la si finisse di spersonalizzare le istituzioni e si realizzasse che al loro interno ci sono esseri umani che ragionano secondo i canoni dell’Azione Umana, si capirebbe infatti in un baleno che il miglior modo per trarre vantaggi dal sistema attuale, per questi individui, sta nell’affermare che il sistema attuale è buono e va conservato. Certo, se ci si ostina a credere che chi è eletto o che gli economisti siano interessati a dire la verità piuttosto che quel che fa comodo a loro, diventa difficile capire il perché dovrebbero mentire.

In realtà il motivo per cui siamo più “ricchi” di cento anni fa è molto semplice, addirittura banale per qualcuno che avesse studiato un pò di basi di economia austriaca. Per coloro che ne siano digiuni, abbiamo le basi pronte su questo sito, qui, e qui.

Il motivo è la capitalizzazione. L’ uomo, per sua natura tende a trasformare il capitale “tempo vitale“, in altri mezzi economici, che lo portano più vicino ai propri scopi. Ogni persona che coltiva la terra, lavora, costruisce qualcosa, scambia il suo tempo vitale (e altri mezzi economici) in cambio di mezzi economici che per lui valgono di più.

Valgono, ovviamente nel senso austriaco del termine. Il tempo vitale si esaurisce ed è poco facilmente scambiabile. Questo significa che per sua natura, un essere umano di 30 anni è generalmente più ricco di un essere umano di 3 anni, non perché lo Stato, la Nazione, la Regina o il Dittatore di turno abbiano fatto qualcosa, ma semplicemente perché ha investito il suo unico capitale iniziale (il tempo, la sua vita) in azioni che lo hanno portato ad una situazione che egli valuta migliore. Certo, è possibile che uno faccia tutte azioni sbagliate e si ritrovi col capitale azzerato, ma essendo questo fonte di grosso disagio per se stesso, naturalmente e senza alcuna imposizione statale, fa di tutto per evitarlo. Il capitale tempo si esaurisce, il bambino di 3 anni è molto più ricco di tempo, rispetto a quello di 30 e rispetto a quello di 60. Ma gli altri due hanno investito e trasformato questo capitale naturale in mezzi materiali, esperienza e capacità che per loro valgono di più del capitale impiegato.

Ripeto, può benissimo darsi che abbia preso decisioni sbagliate e che si sia pentito delle scelte fatte. Ma siccome queste scelte ricadono sulla sua personale possibilità di raggiungere i propri fini, egli subisce un fortissimo incentivo a non sbagliare. Se volete, in termini tecnici, il sistema è fortemente retroazionato dalla disutilità di ottenere perdite personali.

Questa affermazione vale ovviamente fino a che le proprie azioni provocano vantaggi o perdite personali. Se si permette di scaricare perdite su altre persone e mantenerne i vantaggi, il modo di agire cambia radicalmente. E’ il caso di quasi tutte le decisioni politiche ed è l’origine del detto “son tutti froci col culo degli altri”.

Quindi, un uomo, allo stato di natura, in qualunque situazione sia, tende a diventare più ricco col passare del tempo, per il semplice fatto che AGISCE SCIENTEMENTE per diventare più ricco. Ancora, vale la pena di ripeterlo, ricco in senso Austriaco, ovvero più vicino ai propri scopi e con una maggiore disponibilità di mezzi per ottenerli. Gli scopi però sono personali e ci sono casi (pochi in verità) in cui questa “ricchezza” non coincide con l’essere più ricco di beni materiali.

Se al posto di un singolo uomo, abbiamo 60 milioni di persone, tipo la popolazione italiana, è chiaro e limpido che questi 60 milioni, col tempo, semplicemente perché agiscono per esserlo, diventano tutti più ricchi. Ed è ovvio che l’Italia di cento anni fa sia meno ricca di quella di adesso, perché l’Italia di adesso ha almeno tre generazioni di persone che hanno agito, lavorato, prodotto ricchezza e aggiunto la loro ricchezza a quella dei figli e dei nipoti. Sessanta, Ottanta, Centoventi milioni di vite si sono consumate e trasformate in ricchezza per i posteri. E se siamo più ricchi degli Etruschi, non è perché “lo Stato Nazionale ci ha reso ricchi”, ma perché centinaia di generazioni si sono succedute da allora, capitalizzando e lasciando ricchezza in eredità agli altri su questa terra.

A questo punto bisogna chiedersi:

Cosa deve accadere perché questo processo di accumulo di capitale austriaco, questo miglioramento delle condizioni generali di tutti si arresti e si inverta, come sta accadendo per esempio in Italia e per esempio in Grecia nell’ultima decade?

Un motivo sono senza dubbio le catastrofi naturali. Uno Tsunami come quello thailandese del 2005 distrugge tanto di quel capitale da costringere gli uomini a ricominciare da molto più indietro nell’accumulo di risorse che la generazione seguente potrebbe essere meno ricca di quella precedente. L’esplosione del Krakatoa ha creato questo. Un meteorite che disintegrasse tre quarti delle terre emerse, ridurrebbe le popolazioni ad uno stato di indigenza enorme e diverse generazioni sarebbero più povere di noi adesso. MA non è il caso dell’Italia né della Grecia. Non ci sono state catastrofi naturali tali da produrre un depauperamento generale.

Un altro motivo sono senza dubbio le guerre e le guerriglie. Non credo ci sia bisogno di spiegare quanto capitale viene sprecato e distrutto durante guerre e guerriglie, in termini di vite umane (capitale tempo), macchine, edifici, infrastrutture, macchinari industriali e soldi. Neanche questo però è il motivo alla base del depauperamento generale Italiano. In Italia la guerra è finita nel 1945 e non ne abbiamo avute altre.

Resta un unico altro motivo. Lo SPRECO di Capitale. L’unico modo per far si che la gente impoverisca, è trovare un sistema capace di distruggere continuamente più capitale di quello che il normale vivere delle persone in tempo di pace riesca a produrre. Ma attenzione, non è semplice trovare qualcosa in grado di farlo. Le persone come detto, agiscono per diventare più “ricche”, non per impoverirsi. E’ necessario che questo qualcosa sia abbastanza potente da impedire loro di utilizzare il loro capitale nella maniera che preferiscono, perché questo porterebbe inevitabilmente ad una maggiore ricchezza per tutti.

Questo qualcosa quindi, deve essere in grado di ESPROPRIARE e DIROTTARE il capitale prodotto da ognuno di loro in maniera che non possano utilizzarlo per migliorare la loro posizione. Questo qualcosa deve impedir loro di usare il loro tempo in maniera efficiente e di usare il loro capitale fisico per migliorarsi. Deve essere in grado, qualora non riesca ad impedire completamente la produzione, di redistribuire questo capitale tra poche, fidate persone, lasciando tutti gli altri con le briciole.

Se questo qualcosa non è in grado di farlo, allora non c’è speranza. In tempo di pace l’uomo si arricchisce.

Questo qualcosa, l’avrete capito, si chiama Stato. Con tutto il para-Stato annesso. E’ solo lui che può, ed abilmente riesce, azzerare la crescita spontanea di 60 milioni di vite che incessantemente brigano per migliorare la propria condizione.

Ora, il PIL di una nazione è, come ho già spiegato, un dato poco veritiero e fuorviante. Manca completamente dello Stato Patrimoniale e poi rimane arbitrario. Però il PIL è manovrato dallo Stato, che ha tutto l’interesse a raccontare che questo cresce, pure quando non cresce. Ora capite che se perfino il PIL, con l’aggiunta della stima del traffico di droga e la stima della prostituzione, con i magheggi contabili dei vari economisti di Stato, non cresce, ma anzi decresce, vuol dire che la quantità di ricchezza sprecata annualmente dallo Stato è veramente incredibile.

Se supponiamo che il PIL rispecchi in qualche maniera “l’aumento” di capitalizzazione che anno dopo anno aggiungiamo alla capitalizzazione di tutte le persone, il fatto che esso cresca poco, o addirittura decresca, significa che la gente anno dopo anno, nonostante la capitalizzazione (quindi la somma dei capitali guadagnati gli anni precedenti), riesce sempre meno a raggiungere i propri scopi.  Valori come una crescita del 2% sono valori scarsissimi, vuol dire, a spanne, che in un anno nonostante i tuoi sforzi, il capitale impiegato e l’esperienza che aumenta, la tua attività lavorativa va solo un 2% meglio di un anno fa.

Tutto questo a spanne e con la legge del taglione, non vuole essere una misura precisa né potrebbe esserlo per come è calcolato il PIL. Però di certo, dopo aver speso un anno di tempo, la tua produttività, la tua esperienza, sono migliorate solo di un 2%.

Se il PIL (sempre supposto affidabile) è a zero, significa che in un anno non hai migliorato la tua capacità  lavorativa. Significa che un anno di TEMPO è passato invano, dal punto di vista delle tue capacità produttive.

Immaginate un tizio che inizia a fare il produttore di cioccolatini. Inizierà con poco, avrà poco capitale e poca esperienza e quindi in principio produrrà poco. Ma col passare del tempo, accumulando capitale ed esperienza, potrà comprare macchinari migliori, scegliere metodi produttivi migliori, espandersi e produrre di più. E invece, a spanne, il PIL a zero ci dice che o non lo ha fatto per nulla o se lo ha fatto lo ha fatto inutilmente, perché produce comunque quanto l’anno prima.

Se il PIL è addirittura negativo, significa che questo qua, più diventa esperto e più (se e quando) accumula capitale e mezzi per produrre, MENO BENE e MENO produce. Che belli i tempi in cui aveva appena iniziato, e senza sapere nulla di come produrre cioccolata e avendo solo le proprie mani, una paletta e un secchiello, produceva più di adesso.

Tutto questo è semplicemente un controsenso logico. Ed è dovuto solo ed esclusivamente all’interferenza statale nelle libere azioni imprenditoriali dei cittadini. Gli aumenti dei costi imposti per legge, la dilazione dei tempi per fare qualunque cosa (quindi un aumento dei COSTI in capitale tempo) , l’espropriazione di risorse che sarebbero potute servire per migliorare la produzione e la competitività e invece sono dirottate in spese correnti senza senso e in consumo di capitale… Tutto questo è la causa principale della recessione e della crisi economica.

Ora, se pensate che per nascondere tutto questo, TUTTA la quantità di denaro utilizzata in SPESA CORRENTE pubblica, viene segnata come PIL (quando così non è e non può essere perché di incontestabili sprechi pubblici ne abbiamo evidenze in ogni dove) e nonostante questo trucco, il PIL è negativo, potete farvi una idea di quanto in realtà sia molto più ripida la caduta della capacità delle persone di migliorare se stesse, indotta dallo Stato.

Annunci
 
2 commenti

Pubblicato da su 23 aprile 2015 in crisi economica, economia

 

Tag: , , ,

Videomessaggio di Berlusconi

A parte l’ovvia pubblicità a favore di Forza Italia, e l’autodifesa (parzialmente vera) riguardo alle riforme liberali mancate dal suo partito,  il discorso di Silvio Berlusconi oggi, fotografa ESATTAMENTE la situazione italiana e mi trova perfettamente d’accordo. L’analisi economica:

Il peso dello Stato, delle tasse,della spesa pubblica è eccessivo. Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che quando è stata intrapresa ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i paesi dell’occidente. Qual è questa strada? Meno Stato, Meno Spesa Pubblica, Meno Tasse.

Tutto estremamente corretto. Non posso criticare una virgola, forse solo chiedermi ironicamente QUANDO la strada maestra del liberalismo sia stata realmente applicata? Un pò la Tatcher, Pineda in Chile.. Poco altro nell’ultimo secolo. Il secolo del Socialismo appunto. E quanti John Galt che hanno prodotto in questo secolo cibo per le bestie al potere… Scusate, divagavo.  L’Italia si riprende SE E SOLO SE si seguono le ricette elencate in queste poche righe dal Berlusca, che poi è quel che in ambito liberale non si smette di dire.

Voi direte: scontato, lo sanno tutti. E no, magari lo sapessero tutti. Difatti prosegue il Berlusca

“Con la sinistra al potere il programma sarebbe invece come sempre altre tasse: una imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato, e di tutti i servizi pubblici”

E pure qui sfonda una porta aperta. Il PD, SEL, Scelta Civica, sono APERTAMENTE contrari NON soltanto al Berlusca, ma alla sua analisi e alla sua ricetta di guarigione. Alle tre righe in rosso, quelle quattro “banalità” liberali, che però, disgraziatamente coincidono, nella Realtà con l’unica cosa da fare per evitare la catastrofe. Già, perché parliamo di Realtà. Quella cosa barbara, incivile, politicamente scorretta e antidemocratica, per cui se non hai cibo, deperisci e muori. Nonostante duecento leggi che lo proibiscano.

Quella per cui se non ti proteggi dalle intemperie, se non ti scaldi, ti ammali e muori. Muori, nonostante una democratica votazione abbia sancito, a larghissima maggioranza il contrario. Sempre quella per cui non ti puoi mangiare quello che non hai, e quindi quella per cui non puoi mangiare più di quello che produci. Nonostante centinaia di associazioni sindacali abbiano garantito il contrario. La stessa realtà per cui non puoi nutrirti di carta, neppure se la stessa è filigranata e con un faccione stampigliato sopra.

Insomma, c’è gente che a prescindere dal Berlusca, se sia colpevole o no, bello o brutto se trombi Ruby o meno, è convinta oggi, nel 2013 in Italia, che da questa crisi economica ci usciremo aumentando le tasse e aumentando gli impieghi pubblici. Suggerirei un paio di forestali in più in Sicilia.

Tante volte si è detto:

“Berlusconi parla liberale, ma poi alla resa dei conti non lo fa, o lo fa poco, e la spesa pubblica comunque, aumenta lo stesso”

Vero. Lapalissiano anche questo.

Ora però fate un gioco con me. Voi siete un facoltoso emiro arabo, e volete assumere un tizio per la sicurezza delle vostre quattordici mogli.

Chissà come mai, nonostante siate il padrone e possiate permettervi qualunque guardiano, vi ritrovate solo due candidati. Tizio  e Caio.

Tizio a colloquio vi racconta che lui non toccherà MAI le vostre donne. La reputazione di Tizio però non è molto buona e precedenti datori di lavoro di Tizio vi hanno fatto sapere che non disdegna una sveltina con le donne su cui vigila.

Caio a colloquio vi racconta che il miglior modo per proteggerle è quello di stremarle e che quindi provvederà a fottersele in maniera continuativa tutte e quattordici, ma visto che non ce la fa da solo, chiamerà anche due tre amici.

(estensione della parabola: Sempronio. In realtà c’è un terzo candidato, Sempronio. La reputazione è migliore, ma al colloquio ha detto: “Cos’è una “moglie” ?”)

Il problema sorge perché, nonostante vi chiamino “emiro” e dicano che siate “sovrano”, qualcuno (e precisamente avi di Tizio e Caio) vi ha imposto di DOVER SCEGLIERE OBBLIGATORIAMENTE un guardiano per le vostre mogli.

Ora, la particolarità, la tragicità, e al contempo la parte “comica” della situazione italiana, NON è che ci sia gente in Italia, che odia Tizio e che non voglia sceglierlo. E’ normalissimo e giustificato.  La tragicità della situazione italiana è CHE ESISTA gente pronta ad assumere Caio.

E questa gente non è poca, perché forma l’elettorato del PD, quello di SEL e quello di Scelta Civica. Tutta gente che si masturba con le Tasse, crogiola nella spesa pubblica e si comporta coerentemente di conseguenza… Io veramente non riesco a capire, se non si è ammanicati politicamente in maniera pesante, come si possa genuinamente pensare che queste idee qua, perché di questo si tratta, di una battaglia di idee, possano essere utili a noi popolo.

Esiste in Italia, un discreto numero di persone al di fuori della realtà, nelle cui case ci sono scale di Escher, gente che si scambia avanti e indietro un panino per tutto il giorno e alla sera se ne ritrova 20… Personaggi che si aggrappano alle caviglie e iniziano a volare, altri che scavano buche e le riempiono, poi tornano a casa e un prosciutto gli si materializza sul tavolo. Gente per cui  A paga le tasse a B che ci paga lo stipendio di A e A e B prosperano felici. Perché questa è gente fondamentalmente convinta che possano semplicemente dare un impiego pubblico a tutti. Gente per cui la produzione è DATA a priori. Gente che non capisce neanche lontanamente il senso economico di valore, capitale, ricchezza, produzione, guadagno, perdita. Gente convinta che il conto economico sia qualcosa da depravati materialisti. Mentre invece è solo da saggi realisti. Il conto economico è quello che ci permette di aderire alla Realtà. Quella descritta prima.

 Andiamo avanti nel discorso.

“E proprio nella giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un paese dove non esiste più la certezza del diritto. Siamo diventati una democrazia dimezzata, alla mercé di una magistratura politicizzata che unica tra le magistrature tra i paesi civili gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità.  “

Questo fa il paio con quanto scrissi qualche post fa, in particolare in queste righe:

In Italia è morto il diritto, è morto l’habeas corpus e siamo tutti alla mercé di qualunque cazzo di procuratore o giudice o amico di procuratore o di giudice che tragga vantaggio dall’inquisirci  Per qualsiasi cosa è dimostrato, non serve aver compiuto nulla, non servono le prove. Non ci sono giudici a Berlino.

Ci hanno dimostrato che siamo schiavi, pronti ad essere sacrificati sull’altare del loro culo flaccido. Quando avranno bisogno di soldi, li prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di una casa, la prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di scopare, si fotteranno le nostre mogli e le nostre figlie. Perché possono. E quindi lo faranno.

Berlusconi:

“… si è trasformata in un contro-potere, in grado di condizionare il potere legislativo e il potere esecutivo e si è data come missione quella ,è una loro dichiarazione (di Magistratura Democratica ndL), di realizzare la via giudiziaria al socialismo”

Segue con la ricostruzione storica dei fatti di Tangentopoli e la sua discesa in campo. Berlusconi è convinto che l’idea di Socialismo della magistratura sia quella della sinistra italiana. Crede cioé che la magistratura agisca così per dare il potere alla sinistra. Dissento da questa visione. La magistratura usa la sinistra perché è sufficientemente stupida da accordargli sempre più poteri, ma stia tranquillo, il potere resterà totalmente nelle mani della magistratura e come lo stanno usando adesso su Berlusconi, come lo hanno usato su Mastella, come lo usarono in Tangentopoli, lo useranno per imporre alla sinistra i propri scopi.

Pensare che la magistratura accetti un ruolo di subalternità alla politica dopo che ha ottenuto di esserne superiore è naif.

Segue poi il racconto della condanna, con l’ovvia indignazione per la condanna farlocca. Nel resto del discorso Berlusconi promuove il suo partito ergendolo a superlativo assoluto dei principi liberali, essendo invece purtroppo un superlativo relativo. Relativo a PD-SEL-MONTI e Magistratura.

Cionondimeno sono molto significative, a mio modo di vedere, due frasi. La prima, inquadra bene cosa accadrà nel futuro:

non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si  occuperà comunque di te, del tua vita della tua famiglia del tuo lavoro del tuo futuro.” 

La seconda fotografa invece la gravità della cosa:

“In questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino”

Si rischia, concretamente, di smettere di vivere in Italia. Il mio consiglio lo trovate nascosto nei link.

 

Tag: , , , , , , ,

FMI, Standards and Poor, Gesù Cristo e gli Alieni

Mentre aspetto fiducioso la dimostrazione che qualsivoglia governo quantunque di “larghe intese” e a “larga maggioranza”, non sia in grado di fare una sola riforma a favore della libertà e del libero scambio, registro che l’idea che in Italia venga abolità l’IMU per la prima casa (e i capannoni industriali che non vuole più nessuno?), e l’IVA venga mantenuta all’enorme, abominevole, scabroso valore del 21%, pare non piacere a diverse categorie di persone.

Pare che si sia espresso in tal senso il FMI e addirittura, udite udite, che Standards and Poor abbia declassato per l’ennesima volta l’Italia proprio perché vorrebbe eliminare l’esproprio di stato almeno sulla abitazione principale e perché non vuole aumentare di un altro punto l’IVA.

Pare dico, perché diverse cose non mi convincono. Prima di tutto il rating. L’abbassamento del rating italiano è ovvio, che il paese fallirà a breve lo sanno tutti, figurati se una agenzia di rating ignora il fatto.

D’altra parte è altrettanto ovvio che l’IMU e l’aumento dell’IVA NON possono salvare l’Italia dal fallimento e quindi non possono certo rendere più sicuri i titoli del debito italiano. L’unica cosa che si può fare con queste due tasse maggiorate è diminuire ancor di più il valore delle case, finir di distruggere il settore edilizio e contrarre ancora di più i consumi.

Quindi è chiaro che l’abbassamento di rating deve essere completamente scorrelato dalle ipotetiche, molto ipotetiche, modifiche alla tassazione che questo governo delle intenzioni intenderebbe forse un domani prendere.

Il Fondo Monetario Internazionale invece, essendo un organismo prettamente politico, espleta la sua funzione di organo politico: fare danni alle persone. Da questo punto di vista quindi, sarebbe plausibile che per danneggiare un numero sufficiente di persone proponga la mancata abolizione di tasse. Però …

A rigor di logica e facendo finta di credere che questo organo politico abbia un senso, chiaro che quel che conterebbe per lui è il saldo positivo tra ingressi ed uscite. Anche qui è probabile, se sono in buona fede, che di fronte all’abbattimento della spesa pubblica e della tassazione non possano avere nulla da ridire. Certo, se invece si presuppone un abbassamento fiscale finanziato a debito, allora le cose cambiano.

Rimane il dubbio amletico. Il paese più burocratico e incancrenito al mondo, con la tassazione più alta e in cui ogni singolo balzello introdotto anche come temporaneo, cresce si alimenta e diventa bandiera nazionale, ad un certo punto si mette in testa di abbassare le tasse e, come per magia, spunta fuori il FMI, poi ST&P, poi interviene pure Gesù Cristo in apparizione mistica ad una giovane contadina, poi Superman, poi gli XMen e infine, si narra che perfino i Grigi, dall’Area 51 abbiano espresso parere contrario  all’eliminazione di alcune tasse…

Non sarà forse che il governo, il paragoverno, i paraculi in generale, si stiano appellando a tutto pur di non tagliare? Non è che magari la scusa “volevamo tanto tagliare le tasse, ma purtroppo i cattivoni ESTERNI non ce lo permettono”  è particolarmente comoda?

Oppure, potrei postulare che una Italia che torni competitiva possa dare fastidio ad un FMI composto da persone di altre nazioni o stipendiate comunque da entità diverse che i cittadini italiani. E che quindi, siccome l’abbassamento della spesa pubblica e della tassazione sono una misura efficace per ridare competitività all’Italia, questo sia inviso a tutti coloro che hanno preso il suo posto nei vari mercati mondiali. 

Consiglio spassionato. Lasciate perdere gli amorevoli consigli esteri, se esistono. Togliere l’IMU porta solo benefici, perché l’esproprio legalizzato provoca solo danni economici. Non è possibile sbagliare togliendo una tassa di proprietà e se si vuole fare di meglio è sufficiente toglierla del tutto e non solo per l’unico fabbricato destinato ad uso abitativo principale.

E’ parimenti IMPOSSIBILE sbagliare non aumentando l’IVA dal 21% al 22% o 23%, perché il pagamento del pizzo su ogni cosa acquistata è una estorsione e l’estorsione legalizzata provoca solo danni economici. Altrimenti in Sicilia e in Campania vivrebbero tutti nel lusso più sfrenato grazie alla Doppia Dose di Protezione accordata sia dallo Stato che dalle varie mafie locali.

Non c’è da interrogarsi, non c’è da pensare, c’è solo da decidere quali sanguisughe statali lasciare a secco per coprire le tasse abolite.

Il compito di questo governo, per paradosso è piuttosto semplice, perché non c’è appunto da individuare alcuna strategia particolarmente geniale per risolvere la crisi. La ricetta funzionante è una sola e la conosce qualsiasi massaia da quando è iniziato il mondo e la cooperazione tra individui. Non devono inventare nulla. Non c’è alcuna possibilità di sbagliare applicando questa ricetta. Tagliare Spesa, Diminuire Tasse. Qualunque riforma in questa direzione, migliora l’economia nel paese. Qualunque riforma nell’altra direzione, peggiora l’economia e spinge ancor di più verso il fallimento, la guerra civile e l’impiccagione compulsiva di tutta la classe politica.

 

Tag: , , , , , , , ,

La morte dei diritti umani.

Come sicuramente ho già avuto modo di scrivere, il processo Ruby e la condanna di primo grado a Berlusconi e l’avviso di indagini a tutti i testimoni a favore, ha una serie di punti di contatto interessanti con il processo farsa che lo ha preceduto, che è stato il Beta Test, prima del lancio sul mercato del prodotto “giustizia su misura”. Mi riferisco a Farsopoli, detta anche da taluni Farsopoli.

Non è in effetti la prima volta che in Italia si fa scempio dei diritti umani in ambito della Giustizia. Ovvero quel corpo, ormai farsesco da un lato, dittatoriale dall’altro e enormemente pericoloso nel complesso, dello Stato che in teoria dovrebbe proprio garantire i diritti umani, l’equo processo, la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio e tutta la serie di troiate blasfeme che ci hanno raccontato in 150 anni di puzzolente vita patria.

Nel processo di Farsopoli in effetti, si è giunti a condannare in primo grado alcune persone per associazione a delinquere al fine di truccare i campionati.  La sentenza dichiara bellamente che non c’è prova di campionati falsati, che anzi sembrano tutti regolari, che non ci sono arbitri né calciatori, né notai, né chiunque abbia diretto accesso ad una partita condannati nell’associazione. Che questa associazione esisteva comunque e avrebbe agito non si sa come per truccare non si sa che, senza alcun passaggio di soldi per non meglio specificate gratificazioni professionali che non si sono trovate e non sono mai avvenute. La prova regina sarebbe il possesso di una comune scheda telefonica non Nazionale, ovviamente legale in ogni dove.

Questo in sintesi il riquadro della sentenza, tralasciando tante varie amenità tipo le intercettazioni a discolpa occultate e quelle ritenute utili all’accusa efficacemente ritagliate e passate ai giornali.

Come nel processo Ruby, dove c’è una condanna per concussione con il concusso indagato perché non si sente concusso e quindi mentitore, una condanna per sfruttamento della prostituzione minorile, senza che ci sia alcuna donna che dichiari di aver fatto sesso con il Berlusca e per tale motivo indagata anche lei per aver detto il falso (?). Ora io capisco certe fantasie sessuali di taluni, che vorrebbero volentieri trovarsi tra Ruby e Berlusconi per fare sesso a tre (a mio modo di vedere se il Berlusca non ci fosse sarebbe meglio, ma tutti i gusti sono gusti), però per sapere se costoro hanno fatto sesso, o stai in mezzo a loro mentre lo fanno o chiedi ai testimoni. Capisco quindi che ad una certa età e con mariti che evitano accuratamente di toccarti, ti possano venire in mente certe fantasie erotiche, ma la realtà dei fatti è che nessuno era con Ruby e Berlusconi mentre scopavano. SE scopavano. E che tutti i testimoni dicono che questo rapporto non c’è mai stato.

I due processi sono quindi accomunati da un primo grande elemento in comune: non c’è il fatto.  Ci sono illazioni, pensieri a vanvera, deliri perbenisti e fughe di notizie pilotate verso la stampa. Fuga di notizie che ricordiamo da articolo 192384576/ter comma bisbis boccia, è reato solo se riguarda connessioni tra banche e partito democratico e soprattutto se chi le pubblica è un giornale di berlusconi.

Non c’è il fatto né in Ruby, né in Farsopoli, niente sesso, niente concusso, niente partite alterate, niente sorteggi pilotati, nessun atto vietato.

Altro punto in comune. In entrambi i processi ci sono comportamenti legali ma giudicati illegali in forza di arbitrio:   in uno ci sono cene private a casa di un cittadino privato, nelle quali c’erano pure delle ragazze. Reato? Dolo? Perché? Poi ci sono soldi prestati o regalati da Berlusconi a Ruby. Altro atto perfettamente legale. Posso fare donazioni a istituti di carità, a scuole, a fondazioni a chiunque, perfino a ladri patentati come partiti politici o perfino, se proprio voglio promuovere la violenza in maniera efficiente, donarli allo Stato.

Se li doni ad una donna sotto i 50 anni diventano automaticamente e arbitrariamente “compenso per prestazione sessuale”. Prove? Non servono è ovvio, a cosa vuoi che servano se no?

Ricorda un pò il processo di Idiocracy, solo che è vero.  Il video linkato è già una parodia ed è già montato su Farsopoli, a testimonianza di quanto le similitudini ANCHE nell’altro caso siano inquietanti.

Qualunque sia il motivo per cui Berlusconi abbia prestato o donato soldi a Ruby, è un motivo che va provato, non si può tirare ad indovinare. Altrimenti sarebbe opportuno che la legge si applicasse alla stessa maniera e anche la quantità di cemento con cui vengono costruiti i tribunali fosse tirata a caso.

Allo stesso modo in Farsopoli, il legale e sacrosanto possesso di schede telefoniche non Nazionali, è diventato reato ed è alla base di una condanna per associazione a delinquere.

Dicevano: “se non infrangi la legge non hai nulla da temere”.   Eppure comprare schede telefoniche svizzere non infrange nessuna legge e qualcuno si è beccato associazione a delinquere.

Fare la carità è illegale? Se lascio 5 euro ad una rom per la strada, sono passibile di sfruttamento della prostituzione se questa ha meno di 50 anni e se disgraziatamente ne avesse 6, mi becco pure pedofilia? Vorrei saperlo. Nell’indecisione, si fotta il papa e la chiesa cattolica, non lascio in carità neppure mezzo centesimo. Sia mai che se lo lascio ad un ottantenne uomo mi accusano pure di gerontofilia.

Anche il telefono, mi par di capire che è meglio buttare le schede telefoniche in toto, non si sa mai. Lo cestiniamo e così magari siamo al sicuro che l’acquisto di Vodafone piuttosto che Wind non possa diventare sospetto e infine prova provata di qualunque malefatta.

La seconda analogia tra i due processi è che in entrambi le vittime erano benestanti economicamente ed hanno potuto tenere testa alla magistratura fino all’ultimo, facendo sì che il processo stesso salisse agli onori della cronaca. Ma quante associazioni a delinquere basate su comportamenti legali saranno state promulgate nel frattempo a carico di Mario Rossi, Carlo Verdi e Chiara Santamaria?

In uno stato di diritto, cosa che l’Italia ufficialmente NON E’ PIU’, per condannare qualcuno, ci vuole la prova di un fatto avvenuto. Condannare senza fatto è analogo a mettersi sulla torretta di guardia di Aushwitz e sparare in testa agli ebrei deportati. Sono bravi tutti. Certo, puoi farlo perché sei quello forte, magari non hai i coglioni neanche per andarlo ad ammazzare a mani nude l’ebreo deportato, ma che ti frega? Sei in posizione di forza e fai lo stronzo come tutti quelli che si trovano in posizione di forza.

Avendo seguito per motivi vari la Farsa Calciopolara, devo dire che il modus operandi della magistratura tenuto nel processo Ruby non mi ha sorpreso affatto. Farsopoli aveva uno scopo che non poteva essere semplicemente quello di far fuori Moggi. Troppo insignificante, per quanto potente nel calcio. Era lampante che Farsopoli era un test. Riusciamo a sbattere dentro uno senza avere prove e nonostante uno stuolo di avvocati? SI! Bene, allora adesso passiamo al vero obbiettivo.

Quel che mi ha stupito è però la gradazione. Nel processo napoletano infatti, si è tenuta su una condanna nonostante le evidenze del contrario, ma ci si è ben guardati da incriminare 32 testimoni come spergiuri.

Una cosa che non ha avuto mai precedenti nonostante 150 anni di merda italica. 32 testimoni. Pensateci, trentadue testimoni sono all’incirca 8 volte il numero di testimoni che voi comuni mortali potreste produrre in caso di un qualunque reato a voi contestato. Supponete che per qualche motivo qualcuno vi contesti di aver commesso che so, un furto il giorno tal dei tali nel luogo X. Supponete che questo non sia vero e che per vostra fortuna eravate al ristorante con gli amici quella sera.

Voi portate i vostri amici a testimoniare e pure l’oste con voi. Dovreste essere sicuri, ma invece e da oggi ne abbiamo le prove, è sufficiente che la corte decida di incriminare pure i vostri amici (sono vostri amici è ovvio che mentano per proteggervi) e pure l’oste (lo paghi tutti i venerdì, non vuole perderti come cliente, è ovvio che menta). Voi finite dentro, senza passare dal via, per un reato non commesso e nonostante alibi, testimoni, prove provate del contrario.

L’analisi di questi due procedimenti penali staglia sull’Italia una amara verità: non servono gli alibi, non servono le prove, non servono i testimoni. Non serve che tu abbia o meno commesso un qualunque fatto. In questo momento, potrebbero accusarmi di aver ammazzato Aldo Moro e io, pur presentando il mio certificato di nascita, rischierei solo di far condannare per “falso in atto pubblico” quello che me lo ha redatto, quello che ha certificato la mia nascita, quello che lo ha messo sulla patente e pure il dottore che interpellato per fornire una opinione sulla mia età dicesse che non avevo un sufficiente numero di anni per poter sparare a Moro.

Ora, tutto questo non  è triste. E’ spaventoso. E lo è ancor di più se lo caliamo nel contesto economico nazionale.

Mi spiego meglio. Lo Stato Italiano è in bancarotta. Le misure dei governi continueranno ad essere a cazzo di cane e continueranno a peggiorare la recessione. Ma lo Stato avrà bisogno di soldi, nonostante tutto. In un momento in cui nessuno spende e tutti cercano di sopravvivere. Parallelamente lo Stato ha istituito il grande fratello fiscale per cui se ti soffi il naso, befera lo sa e vorrebbe capire se hai pagato l’IVA sui fazzoletti di carta o meno.

La ricchezza residua degli italiani è distribuita in asset e proprietà appartenenti al ceto povero e medio, ovvero il più numeroso. A questo punto la strategia sarà la seguente:

1) Befera emette per ogni cittadino in possesso di Capitale (casa di proprietà, conto bancario in positivo), una cartella pazza.

2) Il cittadino fa ricorso e trova tutte le prove per dimostrare a Befera che la cartella pazza è un errore.

3) Lo Stato va in causa col cittadino (tanto paga Pantalone) e in sede di processo, una volta ribadito al cittadino che le prove, i testimoni e gli alibi non hanno alcun senso in sede processuale, gli viene ingiunto di pagare la cartella pazza più le spese esattoriali.

4) Il cittadino medio non può farlo, quindi interviene una ipoteca coatta sul bene di proprietà (tipo la casa) e questo viene regalato ad una banca che in cambio si fa stampare un pò di soldini da dare allo Stato.

Tutto questo purtroppo, è pacifico che avverrà, ed avverrà con sempre maggiore frequenza mano a mano che i conti per lo Stato peggioreranno. E i conti dello Stato peggioreranno per forza, visto che di economia non han mai capito una mazza.

Quando si abolisce lo stato di diritto ci sono solo due opzioni rimanenti. La prima è una rivoluzione armata che tolga il potere all’attuale gruppo di potere. La seconda è l’emigrazione con distruzione del capitale non delocalizzabile. Pensateci.

UPDATE

Segnalo l’articolo di Marcello Veneziani su “Il Giornale” perché a differenza della maggior parte dei casi, mi trovo in perfetta sintonia con lui.

L’unico appunto che potrei fargli è che il potere smisurato non ha bisogno di una “società relativista” per trasformarsi in abuso. Ogni fonte di potere tende automaticamente all’abuso per sua natura e in qualunque cosa creda la “società”. Sempre perché la società è un concetto collettivo e chi ha il potere invece è un individuo.

 
3 commenti

Pubblicato da su 26 giugno 2013 in crisi economica, cronaca, magistratura, politica

 

Tag: , , , , , , , ,

Il Due per Mille? Ma voi siete scemi !

Ricapitoliamo gli ultimi avvenimenti del documentario    “Italia, verso la guerra civile”

Caduto il governo dei geni, le elezioni hanno portato ad un sostanziale pareggio a tre tra M5S, PD e PDL. A questo punto la politica, solitamente lesta e attiva come un bradipo azzoppato da una mina, agisce fulmineamente e decide all’istante di prendersi UN MESE e MEZZO per pensare a cosa fare.

Nel piccolo e infimo paese nel frattempo le cose vanno sempre peggio, suicidi, stragi familiari, omicidi, aziende che chiudono a ritmi da record, strade che si riempiono di senzatetto.

La politica quindi decide di formare un governo PD – PDL e di escludere il M5S.    Partono in quarta. Sospensione della rata dell’ IMU..

Alla prima curva, si evidenziano già i primi problemi.   E A SETTEMBRE CHE SI FA? BOH

I cittadini pagheranno due rate insieme? Verrà abrogata? E quella sui capannoni industriali che sta affossando l’economia???

Nessuna risposta. Perché il governone nel frattempo stava già pensando ai nuovi provvedimenti: il finanziamento pubblico ai partiti.

E’ qui che il governone da il meglio di se:   non ci sarà più il finanziamento pubblico ai partiti. O meglio, i rimborsi elettorali. Perché tanto i soldi li prenderanno direttamente dall’ irpef dei cittadini. Il due per mille per la precisione. Si certo, la legge dice destinazione volontaria. Ma O ad un partito, O ad un fondo Statale “che si occuperà di redistribuirli ai partiti proporzionalmente ai voti presi“. E    se ad uno diciamo che facessero schifo tutti i partiti e preferisse dare fuoco al 2 per mille piuttosto che “donarlo” alla politica?

Nessuna risposta. Non si sa che accade ai soldi di chi non esprime preferenze, ma è piuttosto facile indovinarlo.

Ora, è vero che il paese Italia è ormai al collasso, ma il due per mille dell’irpef mi pare che ancora per qualche anno siano un bel mucchietto di euro. Quindi cos’è che questi qua avrebbero abolito? Ha ragione il movimento cinque stelle quando parla di legge truffa, visto che potenzialmente il due per mille può essere addirittura superiore a quello che prendono adesso.

Ad aggiungere pepe ci pensa il corredo alla portata principale:

 Finanziamento volontario detassato più di qualunque ONLUS, ricerca scientifica, religione o quant’altro. Loro sono LA COSA PIU’ IMPORTANTE E MORALE AL MONDO.

L’ IMU ovviamente non la pagano. E mica sono scemi no? Hai visto che mazzate che sta dando in giro?

Infine serie di servizi scontati e gratuiti per i partiti. Corre voce che l’Italia sia diventata piuttosto cara, a causa di inopitate tasse, e quindi è meglio se ci si protegge un pò con una leggina.

Nel frattempo, giù nella strada, riecheggiano i colpi di pistola, alla luce delle poche luminarie pubbliche che ancora riescono ad alimentare.

Bella figura di merda ed importante passo verso la guerra civile o un monocolore grillino..

 

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 1 giugno 2013 in crisi economica, cronaca, politica

 

Tag: , , , , ,

L’OCSE spinge per uccidere l’Italia.

Il nuovo governo non ha neanche fatto a tempo a profferire le parole “riduzione” e “fiscale” l’una di seguito all’altra e già qualche buontempone non trova di meglio da fare che farsi gli affari altrui alzando il ditino saccente. Ditino saccente che avrebbe urgente bisogno di trovare collocazione calda e umida in luogo a portata di mano  dello stesso che emette certi consigli.

Sto parlando ovviamente dell” Organizzazione per il Collasso Sociale ed Economico, la quale ci ha tenuto a far sapere cosa ne pensano i suoi valenti economisti sussidiati e stipendiati da governi pubblici e banche pubbliche. Tali valenti economisti, per tener fede alla loro fama, ovvero di non azzeccarne una neppure se gliela spiegano gli dei stessi delle tre religioni monoteiste maggiori, ci spiegano che adesso, no, proprio adesso non è possibile in Italia abbassare le tasse.

Considerato il fatto che la nostra politica tende ad agire come una banderuola perché la competenza alberga in ben altri luoghi (non nell’OCSE ovviamente), mi permetto di dare un consiglio al ministro Saccomanni e a lorsignori tutti.

Se la frase dell’OCSE sembra una palese cazzata, non è perché non si ha il cervello sufficientemente fine da capirne i risvolti tecnici e teorici. E’ proprio perché é una solenne cazzata.

Quindi non seguirla, al limite spingersi il più possibile in direzione opposta.

Se mai ce ne fosse bisogno, e in condizioni di normali capacità logico deduttive non obnubilate da propaganda e false teorie economiche non ce ne sarebbe, vado a spiegare il perché.

Allo stato attuale, l’Italia perde capitali, imprenditori e persone, che o emigrano o si suicidano. Questo deriva da uno stato di pressione fiscale E di lacciuoli burocratici che impediscono di fare legalmente una enorme quantità di lavori, che sono diventati submarginali con le regole imposte nei lustri dalla politica. Non conviene aprire una tipografia perché le spese sono maggiori dei ricavi. Non conviene costruire case, perché le spese sono maggiori dei ricavi, non conviene costruire navi, non conviene fare quasi più nulla legalmente. Perché siamo nella classica situazione in cui, come ti muovi ti fai male. Ti fai male perché il rischio che ti assumi nell’aprire una attività ( capitale da investire, contratti da fare e rispettare, spese di acquisto merce etc. ) è enorme rispetto alla valutazione oggettiva delle possibilità di guadagno.

Perché accade tutto questo?

Perché i consumi sono troppo pochi, direbbe un keynesiano. Ma noi che conosciamo la realtà (e l’economia austriaca), sappiamo che la categoria prasseologica di “consumo” viene DOPO la categoria prasseologica di “produzione”. In altri termini, che se vuoi consumare prima devi produrre. Questo vale per una persona, per due, per tre e pure per cinque miliardi di persone. Se fosse stato possibile consumare prima di produrre, sarebbe dai tempi degli assiro babilonesi che nessuno produrrebbe più nulla, limitandosi a consumare. A nessuno interessa produrre tout court. All’uomo interessa utilizzare mezzi economici per il soddisfacimento dei propri scopi, per il miglioramento delle proprie condizioni di vita. Se fosse possibile ottenere beni economici senza produrli, la produzione non sarebbe mai esistita.

Il consumo viceversa avviene DOPO la produzione, se e solo se si verificano alcune situazioni complementari.

Gli elevati costi di produzione, imposti tramite la tassazione di qualunque cosa abbia valore economico, tramite le perdite di tempo, le lungaggini, i vincoli burocratici e legislativi, la mancanza di certezza del diritto, fanno si che quasi tutte le imprese si rivelino antieconomiche. 

Vedetela così. In un sistema nel quale NON ci sono vincoli legislativi e burocratici, il diritto funziona bene e la tassazione complessiva è nulla, nascono e sopravvivono tutte le attività che generano utili sufficienti  a “far vivere bene” coloro che la fanno.

Con una tassazione del 20% sopravvivono solo le attività che ce la fanno con l’80% di quegli utili.

Le attività più piccole e precarie, quelle della maggior parte degli individui più poveri, muoiono.

Con una tassazione del 40% sopravvivono solo le attività che riescono a far vivere bene i loro proprietari con solo il 60% degli utili.

Cominciano ad andare in crisi anche lavori un pò meno precari, attività che con la tassazione a 0 andavano bene, che han cominciato a stentare al 20% al 40% cominciano a chiudere.

Con una tassazione all’ 80% sopravvivono SOLO le attività in grado di permettere una vita decente anche con il 30% degli utili.

Le più grandi, quelle con più capitali investiti, le multinazionali e qualche fortunatissimo genio.

Se a tutto questo cominciamo ad aggiungere vincoli burocratici e proibizioni legislative, il numero dei lavori economicamente convenienti (privati) si riduce, non può far altro che ridursi. Non è possibile creare lavoro attraverso l’istituzione di una proibizione, mentre autorizzazioni, permessi e vincoli burocratici possono essere considerati costi aggiuntivi che limano ancor di più la percentuale di utile aziendale e quindi riducono ancor di più il numero di attività private redditizie.

Il discorso ovviamente non è così semplice né così lineare. C’è da considerare l’uso che viene fatto della tassazione, che fa sì che una percentuale molto minore di quanto si è versato torni sotto forma di beni e servizi e quindi migliori un pò la situazione sopra descritta. 

Tutto questo è vero sempre. E’ vero per forza. Che al governo ci sia Letta, Prodi, Berlusconi, Obama, Hollande, Pippo, Pluto, Paperino o il Re Sole. Qualunque idea possa esser partorita da qualunque essere umano, queste regole saranno sempre valide. Esattamente come un corpo massivo verrà sempre attirato da un altro corpo massivo. Qualunque cosa ne pensino i governi. Certo, se proprio vuoi evitare di vederlo, puoi sempre fingere che ciò non sia vero. Puoi attaccare con una catena il corpo massivo e raccontare che siccome non cade, la legge di gravità è sbagliata. O puoi prendere un palloncino gonfiato di Elio e dirmi che siccome va verso l’alto, la legge di gravità è sbagliata. (e qui sette ottavi dei politici che leggono si bloccano e cominciano a dubitare della legge di gravità)

Anche per l’Azione Umana, è sempre possibile fingere. Puoi per esempio decidere di conteggiare nel PIL l’intera spesa delle aziende pubbliche e raccontare alla gente che andremmo in recessione se diminuissimo la spesa pubblica. E’ come dipingere il termometro  ai 37° per fingere di non avere la febbre.

Ma sto divagando, torniamo all’OCSE. Allora:

  1. Se non diminuiamo le tasse, nessuna attività che prima rendeva e adesso non più, tornerà redditizia da sola. Il freddo che sentiamo non è una nevicata passeggera. E’ che ci siamo chiusi nella cella frigorifero. Apriamo la porta, o aspettiamo tempi migliori?
  2. Dal momento che chiudono svariate migliaia di aziende al giorno, se ne deduce abbastanza facilmente che l’aggiustamento del numero di imprese redditizie, in base alla tassazione e ai vincoli burocratici attuali, non è ancora terminata. Siamo ancora in divenire. E a derivata negativa. Il termostato della cella frigorifero continua a scendere.
  3. Se le aziende continuano a chiudere, di riflesso il numero di persone che lavorano diminuisce, conseguentemente, diminuisce anche il numero di coloro che mangiano.
  4. Quando coloro che NON mangiano sono un numero sufficientemente ampio, accadono fenomeni come quello di Preiti. Ma accadono su una scala molto più vasta. Quando questo avviene, generalmente gli affamati dimenticano il tipo di sistema politico nel quale sono immersi e reagiscono alla stessa maniera in tutti i casi:  guerra civile e l’impiccagione, la fucilazione o la decapitazione di svariati politici.  Purtroppo non hanno la lucidità di capire che un governo “democraticamente eletto” se ti riduce alla fame lo fa per il tuo bene, mentre se lo fa un governo dittatoriale allora no. Si sa la fame gioca brutti scherzi.

Quindi la domanda da fare all’OCSE è:

Per quale motivo aneli ad una guerra civile in Italia? Che ci guadagni? Chi ti paga per cercare di scatenare il massacro? Ti sta antipatico il popolo italiano, vuoi vedere morire qualche politico e sei disposto ad avere una guerra civile nel centro dell’Europa?

Leggendo l’articolo infatti, si ha sempre più la certezza che o l’OCSE è veramente un organismo allo scopo di promuovere il collasso economico e sociale, oppure stanno attentando scientemente e per qualche motivo celato alla vita in Italia. Esagero? No affatto.

La prima proposta che incontriamo è “aumentare la base imponibile eliminando le “agevolazioni fiscali senza giustificazione economica”.

Chiaro che la giustificazione economica di una agevolazione fiscale è un concetto completamente arbitrario e che l’insieme delle agevolazioni fiscali da eliminare va da zero alla totalità delle agevolazioni a seconda del potere e dell’arbitrio del funzionario preposto.

In ogni caso “aumentare la base imponibile” a casa mia significa “aumento della tassazione”. Chi prima era esentato adesso paga, chi prima pagava un pò meno, dopo pagherà di più.

Questa prima proposta è la migliore per andare direttamente alla guerra civile, ma all’Organizzazione per il Collasso Economico non scherzano e poco dopo arriva addirittura il Generale di Stato Maggiore a sparare cannonate:

Per ridurre il costo del lavoro, il segretario generale Ocse Angel Gurria ha affermato che si possono fare tre cose per compensare: “Imposte sui consumi come l’Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di CO2

Secondo il Genio Capo Supremo, per recuperare i soldi restituiti ai cittadini, cioé per far finta di restituirglieli e poi tenerseli ridendogli in faccia, si potrebbe diminuire il costo del lavoro, ma siccome per decreto divino tutte le manovre devono essere fatte SENZA RIDURRE MAI E POI MAI LE ENTRATE STATALI, bisogna fottere i cittadini in una maniera più astuta: tassando i consumi, le proprietà e l’aria respirata.

Qual è lo scopo manifesto e l’effetto di una tale idea?   E’ ovvio, diminuendo le tasse sul lavoro, la gente tornerebbe a lavorare, facendo ugualmente la fame perché qualunque acquisto sarebbe tassato da un IVA maggiore di quella attuale, con la quale già si appropriano del 21% delle tue fatiche, pagando multe periodiche su ogni bene duraturo che nonostante tutto e ostinatamente sono riusciti ad acquistare (tasse sulla proprietà). Questo ovviamente sul mercato interno, perché probabilmente le aziende lavorerebbero con l’estero per poter rimanere in vita. In questo modo:

  1. Il lavoro rimarrebbe producendo beni acquistati però al di fuori dell’Italia.
  2. I soldi in ingresso finirebbero nelle tasche dei lavoratori italiani, dalle quali però evaporerebbero ben presto per tornare per il 70% nelle mani dello Stato tra IVA e tasse di proprietà
  3. Lo Stato potrebbe con quei soldi far campare degnamente i politici italiani, finanziare l’OCSE e restituire il resto dei soldi agli esteri tramite pagamento di debito e interessi sul debito.

Chi lo prende dove non batte il sole, mi pare sia evidente a voler seguire queste semplici ricette.

Tralasciamo poi la tassa sulle emissioni di CO2, in quanto vi ricordo che ogni essere umano respirando emette CO2, nonché ogni essere vegetale durante la notte, nonché qualsiasi caminetto, stufa, caldaia.

Quando si dice “tassare anche l’aria che respiri”.

 

 

 

Tag: , , , , ,

Attentato durante il giuramento. Riflettiamoci su.

Quello che avrò preventivato almeno una decina di volte già un anno fa, è puntualmente avvenuto oggi. Difficile stupirsi quando ormai tutto quello che dico accadrà, accade perentoriamente.

Ma come dicono alcuni amici, non è poi tanto difficile prevedere certe cose. E in effetti l’attentato di oggi l’avevano previsto in tanti. Salvo magari proprio coloro cui era diretto.

I fatti sono noti ormai:

Mentre al Quirinale il nuovo governo giurava, un tale Luigi Preiti stava aspettando l’arrivo dei nuovi ministri a Piazza Chigi. Non aveva però previsto che la polizia avrebbe fatto sgomberare la piazza prima del loro arrivo e, visto andare in fumo il suo piano di strage di politici e suicidio, ha scaricato l’arma contro i Carabinieri posti a guardia delle porte di Palazzo Chigi.

Togliamo subito un dubbio. Non è colpa della campagna grillina per Rodotà, né dei toni dei grillini. Luigi Preiti non è un attivista di estrema sinistra o estrema destra che è partito per motivi politici. Luigi Preiti è un cinquantenne disoccupato, come tanti, troppi nel nostro paese. Un separato,  che inoltre non riusciva più a vedere il figlio.  Uno, uno dei tanti che non ha retto. Uno che invece di impiccarsi in silenzio ha pensato quello che tanti pensano e pochi dicono. Perché una volta che devo suicidarmi, non la faccio pagare a coloro che per buona parte e come classe in generale, sono responsabili del mio disastro?

Se uno non ce la fa più, nessun prezzo da pagare è troppo alto. Se la propria vita non interessa più, di certo non interessa neppure il rispetto della legge. E allora se la colpa secondo me é tua, ti ammazzo prima di me. Pura prasseologia. Funziona così.

Non conosco la situazione generale riguardo il matrimonio di Luigi, quindi non so come stiano le cose in quel caso specifico. Però è indubbio che il problema separazioni e relative assegnazioni di proprietà è un problema serio in Italia.

Sulla disoccupazione invece sono molto più ferrato e so bene che tale situazione era inevitabile. Quando per trenta, quaranta, cinquanta anni si continua ad aumentare l’imposizione fiscale e le regolamentazioni, distorcendo sempre più la struttura produttiva, prima o poi finisci in crisi economica. E se poi quando sei in crisi le uniche idee che ti vengono sono ALTRE LEGGI E ALTRE TASSE, prima o poi le cose degenerano. Quanti politici avete sentito negli ultimi 30 anni che volessero abolire leggi piuttosto che proporne di nuove??? Altre leggi = altri regolamenti, altre spese pubbliche, altre tasse, altri fallimenti, altra disoccupazione, altre possibili attività che scadono nel submarginale.

E siccome non c’è speranza per un cittadino, di farsi rimborsare dei danni causati dai politici, né di citarli in tribunale per ottenere giustizia, ecco che l’unico modo che rimane è quello di farsi “giustizia da soli”.

Luigi Preiti è “uno dei tanti”. Luigi Preiti è un segnale. Sono i prodromi dei prodromi della rivoluzione. La rivoluzione che la Storia insegna c’è sempre, dall’antica roma fino all’Argentina.

La rivoluzione non è una cosa buona. Lo sarebbe, se tutti coloro che la fanno avessero capito le cause dei problemi e le soluzioni per risolverli. Così non è e probabilmente finiremmo in un neo fascismo o neo comunismo senza nessun beneficio per le persone.

Per evitare la rivoluzione però, vanno fatte le cose giuste, e vanno fatte in fretta. Molto in fretta. Fare appelli alla calma o alla coesione non serve a nulla. Servono fatti. E fatti giusti, perché la politica ha cazzeggiato e gozzovigliato per quaranta anni, ma se questo governo non fa il GIUSTO, non so se ci sarà un’altra elezione democratica. Tanto per dire.

Non vanno prese decisioni solo per “fare qualcosa”. Bisogna RESTITUIRE RISORSE AI CITTADINI. Tante risorse.

Questo affinché riparta l’economia.

Pacifico che le risorse vadano restituite e non redistribuite. Toglietevi in fretta dalla testa l’idea di tassare qualcuno per aiutare chi perde il lavoro, oppure per aiutare le imprese ad andare avanti. Non funziona è il solito gioco perverso in cui prima mi levi soldi, poi me ne ridai parte come “concessione straordinaria di sua magnificenza il governo”. RITIRARE LA MANO FISCALE.

Quindi la domanda successiva è DOVE REPERIRE I SOLDI che mancheranno nella Spesa pubblica.

Qui pure i soldi vanno risparmiati e non presi in prestito. Primo perché lorsignor politici non dovrebbero essere abilitati a indebitare noi gentili cittadini. Secondo perché è il risparmio che permette le economie sostenibili e non il debito. Come ai signori politici può insegnare qualunque massaia italiana. Quello che non funziona nel piccolo e nel privato, non diventa sostenibile in grande e nel pubblico. Solo magari, ci mette di più a manifestare i danni, che però sono molto più ingenti.

Che tutto questo sia ben chiaro al nuovo governo e al nuovo parlamento, perché il segnale Preiti ha certificato che potrebbe essere l’ultimo prima della guerra civile. Ci stupiscano per una volta in 40 anni, prendano decisioni economicamente intelligenti.

 

 

 

 

Tag: , , , , ,