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Otto domande economiche frequenti…

Mentre leggevo i commenti del post “Una Lira bucata“, di Nicola Porro, mi sono imbattuto in un commento di un certo Emanuele, il quale, in un tono civile ed educato, chiedeva a Porro di rispondere a delle domande. Purtroppo però, la risposta a queste è piuttosto lunga e giustamente Nicola gli ha risposto che un commento non era la sede più adatta.

Essendo argomentazioni piuttosto comuni, l’ho preso per spunto per un post, nel quale risponderò ad Emanuele.

Caro Emanuele, a differenza di Porro io sono di scuola Austriaca di Economia. In ogni caso la teoria monetarista  è infinite volte meno errata delle seguite Keynesiane e Neokeynesiane.

1) Non si capisce perchè il passaggio dall’euro alla lira dovrebbe essere repentino o improvviso. Se preparato per tempo, sarebbe meno traumatico;

Deve essere improvviso perché tutti sanno che subito dopo, step 0, ci sarà un deprezzamento. Quindi la gente tende a prelevare i soldi dalle banche, perché quelli reali non li puoi convertire. E se ha particolarmente paura, gli euro li manda pure all’estero. Siccome il sistema attuale collassa se la gente richiede ciò che è suo, questo va impedito. Ti rendi conto dell’immoralità della frase precedente?

Che la svalutazione nell’immediato sia poca non ci crede nessuno, e comunque la considera una perdita e quindi agisce per evitarlo. Lo fanno per primi quelli che dicono “niente panico”. Lo fanno ancora prima le banche che disinvestono immediatamente. Ci fu lo stesso problema quando Amato si fotté il 6 per mille di tutti i conti correnti degli italiani. Infatti Amato che è malvagio ma non completamente stupido, lo fece nel weekend a banche chiuse.

2)Con una Banca centrale autonoma, si potrebbe SICURAMENTE far fronte alla perdita di potere d’acquisto della lira, perchè non è solo importante quanto vale una moneta , ma anche quanta se ne ha. Avere un euro forte ma uno stipendio da fame, è così conveniente? Guardi che i tedeschi stanno già pagando a caro prezzo la deflazione; l’Euro sta uccidendo l’economia di tutta l’Eurozona;

In effetti è riuscito bene ai tedeschi di Weimar. Erano tutti milionari. Pure il più scarso pezzente era stramilionario. Però i meschini continuavano a buttare milioni di marchi nel caminetto per riscaldarsi.

I soldi, ti ricordo, servono a COMPRARE beni reali. Se li raddoppi e i beni reali non raddoppiano (cosa impossibile), i soldi dimezzano il valore. Ti pare a te che se bastava stamparsi la carta fiduciaria non avevano risolto già tutti i problemi dell’Uomo gli Egiziani?

Hai un euro forte che ti permette di importare beni a poco prezzo dai paesi che attualmente ti stanno campando, mentre hai uno stipendio da fame per i seguenti tre motivi:

1) I tuoi soldi finiscono per il 60% allo stato e non a te. Sfortunatamente questo accade anche per le aziende (70%) che poi chiudono e tu fai difficoltà pure a trovare lavoro.

2) Le modalità di lavoro, le innovazioni, le possibilità sono ostacolate da regolamenti e giustizia immorali e bizantini.

3) I soldi che arrivano allo Stato, ben lungi dall’essere amministrati con la saggezza di chi ha sputato sangue per ottenerli, finiscono a gente che investe da un punto di vista politico e non economico, e quindi finanziano progetti sbagliati e generale malinvestment, che deforma la struttura del capitale e la fa crollare. Distruggendolo.

Detto in altre parole. Produci poco perché ti fanno lavorare male e disagiato (2). Due terzi di ciò che guadagni va a qualcun altro (1). E questo qualcun altro li spreca in progetti sballati, vizi, e sostentamento di se stessi(3) .

3) la solita storia della svalutazione=inflazione. Non è così. Una svalutazione non sempre corrisponde   all’inflazione e, se quest’ultima si verifica, è dell’ordine di circa 1/15-1/20 rispetto alla svalutazione (meglio dire deprezzamento).Veda gli studi di Bagnai, che non è uno stupidotto e viene interpellato dalle tv sempre più spesso;

Prima o poi dovrò fare un post su questo Bagnai, che da quello che ho letto mi pare il solito megafono Neokeynesiano, ma tutti me lo citano. Un “ricercatore associato” della prestigiosa università di Chieti-Pescara. Bah..

Svalutazione-inflazione. Tu consideri l’inflazione come l’aumento del livello generale dei prezzi , in perfetto accordo con le teorie mainstream. In realtà il significato originale di inflazione è “aumento della massa monetaria”. L’aumento del livello generale dei prezzi è una media fatta a caso su un paniere di beni scelti arbitrariamente e che se anche fosse fatto diversamente, non significa un cavolo. Pensa che succede se il prezzo dei carburanti quadruplica e il prezzo del chewing gum diminuisse di quattro volte.

Quello che devi capire, perché é fondamentale, da capire in economia, è chi rimane col cerino in mano, espressione eufemistica per dire chi lo prende nel … alla fine.

Supponiamo che l’Italia passi alla lira. Quello che avviene è sostanzialmente che converte tutto il debito pubblico in Lire, poi se ne stampa una buona quantità e ripaga parte del debito. O anche tutto chi lo sa..

La domanda è: siccome il debito è stato pagato, chi lo ha pagato? Qualcuno lo ha pagato no? Lo Stato Italiano.    Essendo la moneta stampabile un mezzo per acquistare beni reali, sostanzialmente si è dato ai debitori una promessa di acquisizione di un certo numero di beni e servizi. Siccome lo Stato non produce beni e servizi, è chiaro che i debitori verranno pagati in beni e servizi di coloro che sono obbligati a commerciare con le lire. Quindi i contribuenti.Ma non tutti i contribuenti allo stesso modo. Perché chi può farsi pagare in valuta estera invece non paga. Principalmente quindi pagano i dipendenti, tutti coloro che lavorano nel mercato interno e in maniera tragica coloro che invece devono pagare le importazioni. Con moneta meno buona.

Che abbiamo fatto quindi? Abbiamo aumentato le tasse per pagare il debito, accanendoci in maniera particolare su tutti i consumatori e i lavoratori di prodotti importati. Tipo tutti i carburanti, il ferro per tutti gli usi e quant’altro.

Diversamente sarebbe supporre, per qualche sortilegio alieno, che i beni e servizi di cui abbiamo usufruito e che abbiamo evitato di pagare si annichiliscano in una esplosione nucleare che lasci intatto il resto della realtà. Non credo che tu dichiarandoti favorevole alla lira volessi intendere:

“Il debito va ripagato alzando le tasse a tutti i lavoratori di basso livello italiani favorendo le aziende che vendono all’estero rispetto a quelle che vendono agli italiani.

Poi, che il livello generale dei prezzi  tenda a crescere in maniera disomogenea a seconda di come evolve la situazione, e che quindi per panieri ben studiati possa sembrare moderato, è un fenomeno ottico.

Ora fai attenzione: chiediamoci chi invece ci guadagna.

I creditori sicuramente no, visto che vengono pagati con una moneta con una data di scadenza più vicina dell’euro,  e visto che loro in fondo, hanno il diritto a veder pagati i beni e i servizi erogati senza corrispettivo.

Gli italiani poveri ci rimettono, le aziende che vendono all’interno pure

Le aziende esportatrici ne traggono un vantaggio nel breve termine.

Chi ha fatto il debito, ovvero la politica, invece si sarà lavato la coscienza, tolto le castagne dal fuoco e con un pò di sano populismo sarà anche ritenuto uno geniale stratega.

Chi ha sperperato in maniera sballata i prestiti del debito, non verrà punito né sarà costretto a ridimensionarsi : la politica, il pletorico apparato pubblico, la parte inutile di dipendenti pubblici, la pubblicità politica  a suon di cattedrali nel deserto potrà continuare. E continueranno a spiegare economia gli economisti pagati dai soldi pubblici, gli apparati sindacali.

Ora se unisci i puntini, forse potrai capire perché qualcuno vorrebbe adottare questa  soluzione. Inoltre, siccome il debito è causato da una certa smania di spendere più di quanto si preleva dalle tasse, ci puoi scommettere che lo stato continuerà a farlo, potendo ripetere il procedimento ad libitum.

4) un articolo rigoroso dovrebbe dire a quanto ammonterebbe il deprezzamento della lira. La banca giapponese Nomura dice intorno al 20, diciamo pure 30%. Non mi sembra una tragedia. Vorrebbe dire inflazione più alta (ma non è neppure detto)del 2%;

Il deprezzamento  immediato della lira dipende da quanta parte del debito vogliono ripagare, dalla fiducia che otterranno dai paesi esteri sulla solidità (…..) della tua moneta e da una miriade quantità di fattori. Provare a quantificarla è esercizio inutile. Ciò che ti ho mostrato prima è avvenuto, il trasferimento di ricchezza c’è stato. Ma quel che è più importante ancora, il debito pubblico è un termometro che ti sta dicendo indubitabilmente, che il tuo  Stato sta spendendo più soldi pubblici di quanti ne incassa. (E lo fa nonostante incassi le più alte tasse del mondo). Tu cambi l’unità di misura del termometro e fai finta di nulla. Cosa può succedere? Che ignori i sintomi ma non il problema. Quindi sarai costretto a cambiare ancora l’unità di misura del termometro, e ancora e ancora, perché ti è evidentemente più comodo che affrontare il problema. E ogni volta trasferirai ricchezza da qualcuno a qualcun altro.

5) Una banca centrale può fare molto sui cambi (che sarebbe meglio mantenere FLUTTUANTI). Guardi cosa riesce a fare la banca centreale svizzera con il Franco: vogliono che il cambio con l’euro stia intorno all’1,20 e così è da quasi un anno; inoltre, di una moneta deprezzata, sa cosa fanno i mercati, signor Porro? Se la comprano, riportandone il valore a livelli più alti;

Deprezzare una moneta fiat al ritmo dell’Euro, che invero è molto minore di quello che terrebbe la newLira, invece che astenersi dal farlo, è piuttosto facile. Basta stamparne a sufficienza. Il problema è semmai il contrario. Tipo la newLira che volesse mantenere il cambio col Franco a 1.3.  Non ho mai sentito di gente che abbia fatto fortuna accumulando i miliardi di miliardi di foglietti di Weimar riportando il valore in alto. Nè attuali possessori di denaro dello Zimbabwe che stia facendo i salti di gioia.

6) riguardo alle svalutazioni competitive, non c’è nulla di male e lei lo sa bene. Le aziende, forse, smisero di innovare, ma se si sostiene un mercato interno, con adeguati salari, si può raggiungere un discreto equilibrio;

Peccato che gli adeguati salari sono quelli che, nel paragrafo precedente come spiegavo pagano la svalutazione in termini di MERCI, BENI, SERVIZI, reali. La moneta compra MERCI, BENI e SERVIZI veri. Non dimenticarlo mai. Ora, se adesso NON HANNO adeguati salari, e dopo PAGANO le svalutazioni monetarie, come possono stare meglio dopo? Cambiando nome alle promesse di beni futuri?

7) il turismo. E’la risorsa che ci rende grandi e primissimi al mondo; potremmo quasi vivere solo di quello. Ma quando si chiede ai politici di investire sui beni culturali e sul turismo, rispondono che non ci sono i soldi. Bugia: con la lira nulla vieterebbe di creare posti di lavoro pubblici per la conservazione, il potenziamento e lo sviluppo dei beni artistici e paesaggistici del nostro Paese;

Ancora e sempre Keynes. Finanziare lo sviluppo tramite la spesa pubblica. Gli Egizi erano poveri  perché non avevano la stampante e le menti illuminate alla Keynes. Ragionando in beni reali, la spesa pubblica la paghi fornendo beni reali (promesse di acquisto)  ai posti di lavoro pubblico creati per potenziare e sviluppare i beni artistici e paesaggistici del nostro paese. Quindi nel mondo reale che fai? Stai fornendo porzioni di beni reali e servizi delle solite categorie per pagare la spesa pubblica. Probabilmente farai fallire diverse imprese nell’indotto, ma nel frattempo ti illudi che il valore prodotto dai tuoi enti pubblici sia maggiore di quello prodotto dalle imprese che sono per forza di cose fallite. E però non è così. Perché le aziende pubbliche sono meno produttive delle aziende private, e quindi in totale ci hai rimesso. In compenso qualcuno ha piazzato qualcuno dei suoi, comprato qualche voto e, incidentalmente sistemato qualche altra cattedra di economia.

Ma tu pensi veramente che se lasciassi la possibilità agli italiani di guadagnare per sé e non per altri sconosciuti, e contemporaneamente non gli mettessi i bastoni tra le ruote, il turismo IN ITALIA non sarebbe ultramoderno e ultrasviluppato? Ci potremmo campare dici? Lo penso anche io. Ma non puoi campare in nessun modo se il lavorare non è conveniente o è impossibile.  Allora abbassa le tasse, distruggi la legislazione ostativa e lascia che la gente faccia quello che gli riesce meglio. Lavorare per arricchirsi. Ma se per dare

1 Fuffo (come vedi la moneta è indifferente) al mese ad ogni cameriere ne devo pagare 4 fuffi, ma quanti camerieri ti credi che assumo? E poi c’è disoccupazione?

8  ) e ciò è possibile perchè uno stato con moneta propria non ha bisogno di emettere titoli di stato, e lei lo sa benissimo. Si legga (invito anche i lettori a farlo) “Understanding modern money system” di Cullen Roche, che è diventato nemico dei cartalisti-MMTers ma non ha ALCUN dubbio sul fatto che gli Stati Uniti e tutti i paesi con moneta sovrana non fanno altro che emettere denaro a piacimento, senza essere veramente indebitati. Senza “debito pubblco” gli USA non potrebbero sopravvivere perchè hanno la peggior bilancia delle partite correnti del mondo.

Ah beh. Infatti gli Stati Uniti si stanno impoverendo da diverso tempo, come testimonia la crisi economica costante, il disagio sociale, le case abbandonate e quant’altro.  Quello che accade è che piano piano la classe media americana sta pagando in termini di “promesse di beni futuri”, i Cinesi, che li stanno campando da diverso tempo. Pian piano che i cinesi chiedono “beni presenti” (esempio: comprando una azienda) in ossequio a “promesse di beni futuri”, gli americani si impoveriscono. Vero che tutti i paesi con moneta sovrana passano il tempo a  emettere denaro a piacimento. A questo punto dovrebbe pure esserti abbastanza facile capire perché.

Pensa adesso al presidente della FED. Può creare “promesse di beni futuri” a piacimento, prelevare da questi il suo lauto stipendio (in merci beni e servizi reali) e fornire queste promesse di beni futuri ai politici, i quali prelevano  il loro lauto stipendio (in merci beni e servizi reali), e pagano il loro lauto stipendio agli economisti che gli dicono che fanno bene (in merci, beni e servizi reali).

Secondo te, chi dei tre avrebbe interesse a NON farlo?

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Pubblicato da su 19 giugno 2012 in Debito, economia austriaca, moneta, politica, tasse

 

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Questi 5 vogliono solo i nostri soldi.

E’ di oggi la notizia che il quotidiano Bild avrebbe titolato come sopra, parlando delle richieste di eurobond e in generale delle richieste che i seguenti 5 personaggi stanno facendo nell’ambito della moneta unica: Monti, Obama, Rajoy, Hollande, Barroso.

Potete notare dalla notizia pubblicata dal Giornale, come si ponga l’accento sulle “regole” imposte dai tedeschi che permetterebbero ai tedeschi di arricchirsi alle spese nostre. Malsane idee peraltro ripetute in diversi articoli usciti in questi giorni, tipo questo oceano di stronzate elencate da Brunetta.

Potete notare spesso e volentieri il riferimento quasi simpatico alla “cicala” Atene, alla “cicala” Italia, da contrapporre alla “formica” Germania. In realtà la causa della crisi economica è proprio tutta qui. Basterebbe ristudiarsi la parabola della cicala e della formica per capire concetti talmente elementari che dovrebbero essere propri di un bambino di cinque anni, e che invece paiono sfuggire al presunto “gotha” intellettuale italiano.

  1. La cicala muore. La formica rimane in vita. Ci sarà un motivo no? Il motivo è che la cicala non risparmia a sufficienza per proteggersi dagli imprevisti della vita. La formica invece si. Questa è una fottuta legge di natura. Va bene che uno può avere una certa perversa simpatia nei confronti dei perdenti, delle cicale. Ma pretendere che le cicale sopravvivano a spese delle formiche fa schifo, è contro natura e può provocare solo l’annichilazione del mondo intero. Perché se le cicale avessero il diritto di vivere sulle spalle delle formiche, tutti sarebbero cicale, visto che è indubbiamente una vita più comoda.
  2. La formica non ha alcuna necessità di adoperare le cicale per arricchirsi. La cicala non produce un cazzo. E’ un peso per la società. La formica si arricchisce semplicemente perché risparmia. La cicala si impoverisce semplicemente perché non risparmia e sperpera. Più passa il tempo più il divario di capitale tra cicale e formiche aumenta. Non è colpa di nessuna regola. E’ la conseguenza di uno stile di vita sostenibile nei confronti di uno insostenibile. Le “regole” imposte dalla Germania sono solamente richieste di comportarsi stile formica e non stile cicala. La formica sta dicendo: vuoi il mio aiuto cicala? Beh, allora mettiti a produrre e a risparmiare. E le cicale gli rispondono che non è compito suo decidere come devono comportarsi, mentre sarebbe suo dovere sostentarle con il frutto del proprio lavoro. Vergognoso.
  3. A margine di ciò la cicala si lamenta con la formica che se lei ha potuto mettere da parte tutto quel grano è grazie al fatto che invece la cicala non coltivava il suo pezzo di terra. QUINDI, la formica si sarebbe avvantaggiata scorrettamente nei confronti della cicala. Bullshits.

Quindi, in sostanza, il giornale Bild ha detto tutta la verità e nient’altro che la verità. Quei cinque loschi individui anelano soltanto a poter sperperare pure il granaio tedesco, perché fare la formica, evidentemente, è “antisociale” (e non ho difficoltà a crederlo, viste le profonde e solide teorie di logica economica che sottendono il socialismo). Fanno bene a scriverlo, perché è da troppo tempo che sui nostri giornali si leggono attacchi pietosi e senza senso verso i tedeschi, e fanno pure bene ad incazzarsi come iene. Aggiungo poi che a me personalmente piacerebbe diventare un popolo di formiche, perché adoro la ricchezza e non mi piace la povertà. Ragion per cui sarebbe ora che invece di fare la figura dei pezzenti mendicanti con i popoli più evoluti, si adottassero le soluzioni che ho già descritto.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2012 in crisi economica, cronaca, Debito, Europa

 

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Soluzione vera alla crisi economica.

Dopo aver giocato a fare lo stupido con il post precedente, proviamo adesso a fornire una soluzione razionale alla crisi economica. Per razionale, a scanso di equivoci neolinguistici, si intenda una soluzione che rispetti i principi logici di identità e causalità. Cose del tipo:

Se una cosa è Nera, non può essere Bianca.

Se un uomo è morto, non può essere vivo.

Se A è causa di B, allora A è temporalmente precedente B e contemporaneamente B NON E’ temporalmente precedente ad A.

Robe semplici e banali, ma che ormai il mondo, nello studio delle scienze umane ha dimenticato, preferendo affidarsi a superstizioni e intuizioni prive di ogni logica e conflittuali tra loro.

Riassumiamo la realtà.

Per completezza, si rammenta che la definizione di Capitale usata in questo post è quella di Capitale in senso Austriaco, peraltro l’unica scuola economica ad avere una teoria del capitale.

  1. Abbiamo imparato che ogni essere umano si nutre di Capitale. L’uomo per vivere consuma capitale austriaco. Sia per nutrirsi, sia semplicemente vivendo, perché come abbiamo imparato, il tempo vitale di un uomo è il suo capitale principale.
  2. Affinché l’uomo continui a vivere, il capitale consumato deve essere rigenerato e più capitale viene creato più uomini possono mantenersi in vita. Viceversa, la diminuzione del capitale provoca sofferenza e morte.
  3. Abbiamo studiato che, in accordo alla teoria soggettiva del valore, il capitale stesso è valutato soggettivamente e  viene creato attraverso la collaborazione volontaria, gli scambi volontari. Abbiamo altresì imparato che gli scambi forzosi sono una transazione a valore negativo, che pertanto diminuisce il capitale totale degli aderenti allo scambio.
  4. Il Capitale è prezioso e va conservato. L’uomo ne impiega ingenti quantità per nutrirsi, il che significa che non è igienico che una quota parte delle riserve venga distrutto dall’incuria. Il che significa che nella società è fondamentale avere una riserva di valore.

Appare chiaro quindi che per arginare la crisi, bisogna incrementare la quantità di capitale accumulato. Questo, per il terzo punto, significa ridurre le transizioni forzate e aumentare le transizioni volontarie.

In effetti l’Italia va a rotoli semplicemente perché il numero di transizioni economiche forzate e distruttrici di capitale è maggiore di quelle volontarie e creatrici di capitale. Questo può essere riconosciuto agevolmente pensando che le transizioni economiche fatte dallo Stato o dagli enti pubblici, nascono tutte da una transazione forzata. Nello stato italiano, la quota parte di PIL intermediato dallo Stato è superiore alla quota parte di PIL basato su transazioni volontarie.

Per uscire dalla crisi economica quindi, bisogna solo far sì che la gente decida di accumulare capitale. Ci viene in soccorso quindi l’azione umana, che ci dice che per fortuna non c’è bisogno di costringere nessuno ad accumulare capitale. L’attività umana, tutta l’attività umana ha come unico scopo l’accumulo di capitale Austriaco.

Se il capitale non si accumula ma si riduce, è perché l’attività umana è ostacolata. Non si accumula capitale perché è sempre più difficile agire. La cosa da fare è banale e semplice. Lasciare che il capitale si crei e si accumuli.

In parole povere, l’Italia deve diventare un paese in cui:

  1. Lavorando ci si arricchisca. Il che significa che se Gino lavora, Gino deve arricchirsi. Non si deve arricchire Mario con il lavoro di Gino. Né Fernando. Questo per il semplice fatto che se Gino lavora e Fernando si arricchisce, a causa della soggettività del valore e quindi del capitale, il capitale perso da Gino è maggiore del capitale guadagnato da Fernando. In soldoni, i soldi degli altri valgono meno che i soldi propri.
  2. Gli imprenditori devono fare la fila per lavorare in Italia. Perché imprendere in Italia deve essere sinonimo di facilità di arricchimento.
  3. Il capitale in Italia deve essere al sicuro. Al sicuro da furti, redistribuzioni forzate, perdita di valore. Coloro che possiedono capitale devono anelare, bramare di tenerlo in Italia perché qui è più al sicuro che in altri posti (e.g. Svizzera, Cayman, Lussemburgo etc.).
  4. Fare impresa in Italia deve essere facile e conveniente. La burocrazia deve essere quasi assente, i controlli preventivi devono essere limitati, le spese da sostenere minime. Solo così si può ricreare quel substrato di imprenditori che sono la base per una economia florida.
  5. I diritti di proprietà devono essere rispettati. Questo significa una legislatura che li tutela principalmente CONTRO il potere costituito e una giustizia che sia veloce e giusta.

Che fare dunque? Il salvataggio italiano deve procedere attraverso due direzioni contemporaneamente. La prima è puntare a trasformare il Paese in uno che abbia nei cinque punti precedenti il suo punto di forza. La seconda, molto molto importante, è fare in modo che il Paese, governato da chicchessia, non sia in grado di tornare indietro e fare strage dei suddetti principi.

Ragion per cui, è fondamentale che le riforme partano dalla Costituzione Italiana. L’attuale Costituzione infatti è sostanzialmente inutile. Non protegge nessuno dal più completo esproprio dei suoi beni. In effetti si adatta perfettamente ad una ipotetica situazione in cui la tassazione totale sia il 100% dei propri redditi. Nulla, nell’attuale carta, osta una situazione di questo tipo. Tralascio poi le dichiarazioni di intenti tipo che l’Italia sia fondata sul lavoro e che lo Stato promuova lo stesso.

Le riforme da fare in carta costituzionale devono essere importanti e sostanzialmente irrevocabili. Principalmente bisogna modificare il primo articolo, fondando l’Italia sulla proprietà privata individuale.

Introdurre un articolo che renda automaticamente incostituzionale una tassazione totale (diretta, indiretta, curvilinea, a semicerchio) maggiore del 30%

Qualcosa di verificabile automaticamente. Se dimostri che ti sto rubando più del 30% di quanto guadagni, l’eccedenza semplicemente non me la paghi.

Introdurre un articolo che renda possibile l’abrogazione referendaria delle leggi fiscali.

Introdurre un articolo che renda obbligatorio un referendum in caso di aumento di tassazione (sempre nei limiti del 30%)

Introdurre un articolo che renda impossibile per lo Stato emettere titoli di debito. Lo Stato spende ciò che incassa. E se non incassa abbastanza, riduce i consumi.

Introdurre un articolo che renda incostituzionale le tasse sulle proprietà.

Introdurre un articolo che renda immodificabili i precedenti articoli costituzionali.

Questa parte non è un di più che si potrebbe fare. Questa parte delle riforme rappresenta la garanzia per il cittadino di non essere lo schiavo del potere politico. Rappresenta la garanzia di non vedersi espropriati di venti anni di lavoro, di tutti gli sforzi fatti nella propria vita e così via.  Queste modifiche vanno fatte. Vanno fatte bene e va impedito che il primo stronzo socialcomunista che arriva le demolisca una ad una riconsegnando di fatto allo Stato il potere di schiavizzare i propri cittadini. Per questo devono essere al di fuori della possibilità da parte della politica di modificarle. Per vederla (erroneamente) alla Rousseau, sono quella parte del “contratto sociale”, che deve tutelare il contraente.

Parallelamente a queste riforme, direi contemporaneamente, bisogna far ripartire l’economia. Per far ciò si proceda come segue:

Si prende la “spesa pubblica”. Si sottrae da questa il capitolo Pensioni.  Il rimanente viene diviso per due.

Si effettuano tagli alla spesa pubblica per una di queste due metà. Lo spreco c’è ed è elevato, quindi un taglio simile, se fatto coscientemente fa solo del bene. Lo si faccia con un occhio di riguardo per gli stipendiati pubblici a reddito basso, mentre si può avere molta meno pietà per la pletora di dirigenti e quadri pubblici con stipendi alti. Se un manager da 10000 euro al mese si ritrova senza stipendio, sarà meno incasinato di un dipendente il cui stipendio è 1200.

Una volta tagliata la spesa pubblica in questo modo, si prende la cifra risparmiata e la si impiega tutta per l’abbassamento della tassazione, che deve rapidamente raggiungere quel 30% iscritto in Costituzione. Il suggerimento è di cominciare detassando completamente la benzina, in questo modo le merci ricominciano a spostarsi e diverse attività tornano ad essere convenienti. In secondo luogo, si abbassi la tassazione alle imprese. Si elimini l’IRAP.

Fatto questo, mancano ancora un paio di cosette. Prima di tutto si DELEGIFERI. Non è possibile avere 200 mila leggi. Non è possibile che qualunque attività venga in mente di intraprendere, ci sono chili di burocrazia, permessi, contropermessi, tangenti da mollare e richieste di autorizzazione da espletare. Il corpus normativo va snellito e tutte le limitazioni all’attività imprenditoriale privata devono essere abolite. Come recita il punto 2 gli imprenditori devono fare la fila per investire e aprire in Italia. Ogni singola persona deve avere sempre come opzione fattuale quella di aprire una attività privata. Anche perché se si vuole che gli stipendi dei dipendenti siano alti, bisogna mettere in concorrenza gli imprenditori. Con tre aziende e 20 milioni di aspiranti dipendenti, non si può chiedere che si abbiano degli stipendi competitivi. Ovviamente si abolisca istantaneamente il CCN, in modo da depotenziare le varie sigle sindacali che in Italia godono di superpoteri simili a quelle dei banchieri.

Si ristabilisca e si fortifichi il segreto bancario. Anche questo potrebbe essere messo in Costituzione. Si ridimensioni il corpo della guardia di finanza alle sole frodi e truffe finanziarie e si uniscano le eccedenze ai corpi di Polizia e/o Carabinieri con lo scopo di proteggere la vita e la proprietà dei privati.

Con queste riforme, la popolazione Italiana, non solo smetterà di arrancare, ma otterrà un boom economico sostenibile e duraturo tale da portarla sicuramente tra le migliori nazioni al mondo. E non la 93esima. Il Boom economico che ne deriverebbe permetterebbe alle casse dello stato, costretto a non rubare più del 30%, un discreto surplus di entrate che potrebbe perfino essere utilizzato per ripianare il debito. Ammesso che sia la cosa da fare…

A completamento di tutto ciò è necessaria una riforma della Giustizia che consenta in special modo alle cause civili, di essere risolte in tempi brevi. Meno di un anno possibilmente. Sulla Giustizia Penale ci sarebbe ancora da dire, ma in questa sede soprassederò. Infine la moneta. Benché la massa di coglioni economici stia ululando al ritorno alla lira del cazzo, la moneta  DEVE avere la funzione di riserva di valore. La Lira non aveva questa funzione e da ciò deriva che non serve, anzi è dannosa.

Allora se si crede di dover uscire dall’Euro, che comunque è una moneta molto più stabile della lira, si esca per una moneta merce e NON per una moneta fiat.

 

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L’Inganno degli EuroBond. Ovvero: Merkel Resisti!

La gazzarra degli straccioni.

Come potete leggere anche nell’odierno articolo de “Il Giornale”, si fa sempre più intenso il pressing degli stati maiali verso la Germania affinché approvi gli Euro Bond. Cosa sono gli EuroBond? Sono l’allargamento di quel sistema di indebitamento dei governi che ha portato all’attuale fase della crisi. La crisi dei debiti sovrani. In pratica l’eurobond è l’equivalente dei BTP italiani, ma allargato a tutta l’Europa. Quindi se il pericolo di collasso italiano è dato dallo spread tra BTP e BUND, un domani con l’eurobond, il pericolo di collasso di tutta l’Europa verrà calcolato con lo spread tra eurobond e non so, buoni del tesoro americani, o cinesi, o quant’altro. L’eurobond è un modo “furbo” di indebitarsi. I paesi maiali sono incazzati perché la realtà oggettiva è calata sulle loro teste e gli ha detto in faccia: belli, guardate che nessuno può campare senza produrre. E’ il problema che ha la Grecia, il problema che ha l’Italia, quello che ha la Spagna e il Portogallo ed è, parimenti, il problema Francese. Ci sono un sacco di paesi europei dove non si produce più nulla perché la tassazione, le regolamentazioni e la follia legislativa e persecutoria delle classi politiche succedutesi, ha reso non conveniente produrre.

Tutto questo branco di fetide cicale guarda oltreconfine e vede un granaio immenso: quello della Germania. Allora dice: ma perché dovremmo cominciare a produrre per sostentarci quando la Germania ha ancora tanto tanto grano che noi potremmo continuare a mangiarci con disinvoltura?

L’idea quindi sarebbe quella di creare gli Eurobond, che indebitano complessivamente tutta l’europa e non solo le cicale, accollare l’enorme debito delle cicale sulle spalle dei pochi paesi produttivi e continuare a non produrre , sostanzialmente appoggiandolo nel didietro della Germania e dei cittadini tedeschi. Lo scopo è continuare come adesso, ma costringere i produttori ad accollarsi i debiti infiniti che vogliono continuare a fare i maiali. Una volta fossero approvati gli Eurobond, la Grecia e l’Italia non avrebbero nessun motivo per fare riforme atte a favorire la crescita del PIL, perché potrebbero attaccarsi come parassiti alla mammella tedesca, vivere di sovvenzioni statali a debito, ma un debito condiviso e soprattutto pagato da tutti gli stati europei e non solo da chi li fa. E’ il solito modo di allungare lo schema di Ponzi.

Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, avendo arguito che hanno succhiato tutto il succhiabile dai cittadini dei rispettivi paesi, hanno pensato che sarebbe una ottima cosa se potessero adesso succhiare in maniera condivisa da tutti i cittadini europei. Come ogni socialista che si rispetti, rosicano che altri siano meno stupidi di loro e anelano alla distruzione di coloro che si sono comportati più virtuosamente. Nulla di nuovo sotto il sole. Il socialismo nasce per distruggere il merito e la virtù e premiare il parassitismo e l’incapacità congenita.

Gli Eurobond sarebbero la certezza che il collasso in Europa arriverà tutto insieme e travolgerà tutti gli stati. Sia quelli che lavorano, sia quelli che si grattano la pancia e parassitano gli altri. L’eurobond è il veicolo di infezione del virus del debito che, avendo visto che il corpo che lo ospita sta morendo, vorrebbe infettare un altro corpo per continuare a sopravvivere. L’eurobond è il passpartout per infettare tutta l’Europa.

L’eurobond è l’untore della peste nera, la legge che impedisce ai sani di chiudere la porta e non far entrare gli appestati in casa propria. L’eurobond è la legge per cui se non hai la peste, te la devi prendere a norma di legge.

Ed è per la sopravvivenza dei sani (o di quelli meno gravemente malati) che chiedo alla Merkel ed alla Germania di rifiutarsi CATEGORICAMENTE di fare una simile oscenità, per la quale tra l’altro sarebbero i primi temporalmente  a rimetterci. E’ per questo che la Merkel farebbe bene, anzi benissimo, a minacciare per prima un ritorno al Marco e una uscita dall’Euro NON della Grecia, ma della Germania stessa, con tanti saluti ai paesi minchioni, ai francesi socialisti di Hollande, ai Greci falliti, agli Italiani falliti, ignoranti e economicamente incompetenti.

Con l’aiuto di google translate quindi chiudo il post con un accorato appello in tedesco (forse).

Frau Merkel strikt weigern die Euro Bond!

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in crisi economica, Debito, Europa

 

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