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Fuggite ! Sciocchi!

Mi è parso di capire che non si avrà la tanto auspicata diminuzione consistente della spesa pubblica, delle tasse e della burocrazia.

Mi è anche parso di capire che la gente abbia le palle piene della classe politica, e che abbia finalmente mostrato, con le elezioni sicule, il palese disinteresse che merita tutta la liturgia del voto.

Roba scontata, anzi fin troppo lieve se si pensa che, secondo la politica, il problema italiano adesso oscilla tra il Berlusconi che non sa se ritirarsi o meno, Vendola che vuol regalare un settennato a Prodi al quirinale, Napolitano che ripropone il ritornello che prima di andare a votare ci vogliono nuove regole. Roba ascoltata per la prima volta 45 anni fa e mai smesso di ascoltarla.

Le aziende hanno chiuso, i buoi sono scappati, il capitale o ha dislocato, oppure si è estinto nelle trappole da fallimento poste dalla legislatura italiana. Una serie di ottimi strumenti per provocare fallimento, disoccupazione e miseria.

La gente muore, lo stato pignora le abitazioni di chi non riesce a pagare l’Imu, ma parallelamente in una lotta di potere intestina che esiste dal 1993, la magistratura falcidia la politica per ribadire chi è che comanda in Italia.

Nulla di strano, due branchi di faine in lotta per un cadavere. Il nostro. Quello dell’Italia della gente che lavora(va).

Insomma, tutto procede come deve procedere. Come altrimenti non potrebbe procedere. Come una valanga che ormai si è staccata e procede senza ostacoli verso la vallata. Ho paura a pensare alla situazione di questo “Stato” tra una decina di anni. Ho anche difficoltà a pensare che si chiami ancora “Italia” questo posto, tra una decina di anni.

Come proseguirà adesso?

Si andrà per gradi. La diminuzione di lavoro porterà ancor più disavanzo tra debito e Pil. Presto o tardi il Leviatano avrà nuovamente bisogno del nostro sangue. E lo prenderà ancora una volta aumentando le tasse. Il lavoro in bianco, diminuirà ancora, quello in nero ovviamente aumenterà.

Vivremo per un pò in una situazione in cui parte una buona parte degli incassi dello Stato non verrà da tasse, ma da cause per “millantata evasione fiscale”, millantata dallo Stato e non provata, ma comunque cagione di pignoramenti, e da pignoramenti in seguito a denunce per lavoro nero. Lavoro nero che ben presto dovrà punire anche il lavoratore, al quale verrà impedito quindi di trovare un lavoro e verrà condannato alla disoccupazione. Anche la legge sulla diffamazione a mezzo stampa, la legge “Sallusti”, è un’ottima idea per poter drenare risorse ad libitum da giornalisti e blogger e contemporaneamente mantenerli sotto scacco. Ottima, ottima legge per uno Stato Totalitario.

A questo punto però il sistema rischierà di bruciarsi. Un sistema socialista si regge solo se si isola completamente dal mercato, dalla libera cooperazione tra individui.

Faranno leggi per impedire agli imprenditori di chiudere, arriveranno a minacciare pignoramenti a coloro che decideranno di dislocare. E prima o poi, dovranno per forza chiudere le frontiere. Non puoi permetterti di mantenere una tassazione così alta e una burocrazia così elevata, lasciando alle persone la libertà di emigrare e quella di non lavorare. Si arriverà alla legge sul lavoro obbligatorio, termine neolinguistico per “lavori forzati”.

Fuggite! Sciocchi!

(cit. Gandalf – Lord of The Rings the Fellowship of the ring)

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La fine dello stato di diritto in America

Dopo lo squallido Patriot Act, gli americani abdicano completamente lo stato di diritto con questa dichiarazione:

Abbiamo il diritto di uccidere senza processo gli americani che siano terroristi di Al Qaeda

Già, ma come fai a dire che dei cittadini americani sono terroristi di Al Qaeda se non gli hai fatto un regolare processo? Simpatica domanda che nessuno si degna di spiegare. Noi in Italia questo genere di domande abbiamo smesso da tempo di porcele. Adesso è il turno degli USA.

Chiaro che tutto ciò non è altro che la normale conseguenza dell’essersi dedicati anima e corpo al socialismo. Almeno smetta ora la tiritera per cui l’ideale di stato liberale sarebbero gli USA.

 

 

 
25 commenti

Pubblicato da su 6 marzo 2012 in diritti, socialismo, USA

 

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