RSS

Archivi categoria: economia

Supponenza, ignoranza e approssimazione

Chiacchierando tra “liberali” su Facebook, mi viene consigliato questo post, scritto da un sedicente liberale che però evidentemente ha le idee tanto tanto confuse, anche se si rifiuta di ammetterlo.

Il che non sarebbe grave, quel che è grave è che se lo riprendi e gli fai notare che probabilmente non ci ha capito granché, la sua risposta è “tu non capisci, travisi i pensieri degli altri, lasciamo perdere”. Per poi girare l’etere raccontando che i libertari sono dogmatici e oltranzisti. Ora, non è questione di essere dogmatici e oltranzisti. E’ questione di capire una cosa, oppure non averla capita.

Il post in questione è questo.

L’autore è tal Gian Piero De Bellis.

Il post parte con la famosa frase di Proudhon: “la proprietà è un furto“.

L’autore ci fa notare che lo stesso Proudhon dice successivamente che        “la proprietà è la libertà

Ora, una persona normale applicando la proprietà transitiva, deduce che la “libertà è un furto”   (dim. (A = B) (A = C) ====> B=C )

Per quel discorso vetusto e obsoleto del principio di identità e non contraddizione che starebbe alla base della logica umana.  Un altro tipo di persona,  si limiterebbe a dire che Proudhon è un dissociato mentale e terminerebbe qui la questione. Probabilmente il posto giusto sarebbe un manicomio, a meno che non intenda costui veramente affermare che la libertà è un furto e che quindi la schiavitù è qualcosa di buono.

Il nostro autore invece si lancia nell’impossibile dimostrazione che le due proposizioni possano coesistere.

La prima affermazione è perentoria:

Innanzitutto va affermato che la proprietà non è un diritto e tanto meno un diritto naturale

BOOOM. Però tranquilli che adesso ce la spiega. Mica ci lascia così.

Però prima di lanciare la chicca, si attarda in due affermazioni condivisibili. Probabilmente è una strategia retorica per farti bere la puttanata successiva. Non ne ho la certezza ovviamente…. I motivi per cui abbia messo due affermazioni sensate prima di una puttanata cosmica esulano dal mio sapere. I fini, come ben sapete, sono personali.

Comunque. Giustamente afferma che lo Stato non è alla base dei diritti e che i diritti positivi sono una stronzata.

Chapeau. Mentre leggevo queste affermazioni, facevo veramente fatica a capire come potessero giustificare l’affermazione “tanto meno un diritto naturale”. Ma poi arriva il terzo capoverso. La bomba. Bomba che va riportata integralmente affinché anche voi che non volete leggervi l’articolo completo possiate gioire di cotanta arguzia mentale.

Indebita estensione: quando utilizziamo l’espressione diritto naturale, facciamo capire a tutti che stiamo parlando di un diritto pre-statuale e pre-welfare state che nulla ha a che fare con lo stato; se poi riteniamo lo stato come una entità istituita per opprimere e sfruttare, il diritto naturale è l’unico che consideriamo accettabile (a parte norme e regolamenti prodotti autonomamente da gruppi interessati). Ma il diritto naturale garantisce diritti inalienabili che sono intrinseci alla persona fin dalla sua nascita (ad es. life, liberty and the pursuit of happiness – la vita, la libertà e la ricerca della felicità); includere tra questi il diritto alla proprietà mi sembra una estensione indebita. Infatti nessuno nasce con il diritto naturale alla proprietà ma solo con il diritto naturale al libero accesso alla proprietà, che sarà conseguita a seguito di determinati comportamenti produttivi. Altrimenti rimarremmo nella situazione presente in cui anche gli sfaccendati e i parassiti rivendicano il loro “diritto naturale” alla proprietà, ed espropriano con la tassazione una quota delle proprietà di coloro che si sono dati da fare con il loro impegno e i loro sforzi.

Et voila. Indebita estensione. Ancora un accenno a definizioni corrette. “il diritto naturale è l’unico che consideriamo accettabile”  seguito addirittura dalla presentazione di diritti naturali inalienabili intrinseci alla persona (life liberty and pursuit of happiness).

Ma poi frana. E frana fragorosamente. A lui estendere i “diritti naturali” alla proprietà sembra una estensione indebita. INVENTA di sana pianta il concetto di “diritto naturale al libero accesso alla proprietà”.

Concetto quanto mai vago, spiegato di merda, e probabilmente che non sta né in cielo né in terra. Che cazzo significa? Che uno nasce con il diritto ad accedere liberamente alla proprietà… di chi?  Libero accesso DOVE? A casa mia? Che può usare la mia motozappa? Che ha il libero accesso alla mia macchina?  Non si sa, nessuno lo sa, non lo spiega, però da per scontato che questo sia un diritto naturale. Mica la proprietà, che invece è una “estensione indebita”…   La spiegazione del perché invece la proprietà NON SIA UN DIRITTO NATURALE è data con l’affermazione idiota per cui se lo fosse, gli sfaccendati e i parassiti rivendicherebbero il “diritto naturale” alla proprietà (altrui) ESPROPRIANDO (tassando) la proprietà altrui.

Quindi in pratica per questo signore qua, un diritto naturale si esercita privando gli altri del proprio diritto naturale. Il fatto che per lui (e anche per me) chi non fa un cazzo non ha diritto alla proprietà (altrui), fa scadere il diritto naturale a un qualcosa di ambiguo che lui definisce “fatto naturale”. 

Questo accade quando non ci hai capito un cazzo. Perché il diritto NATURALE è un diritto che deve valere PER OGNI ESSERE UMANO. Si distingue dal “diritto alla casa”, proprio perché questo secondo presuppone che qualcuno deve espropriare qualcun altro per garantirlo a sé stesso. Ed è per questo che non è un diritto ma una puttanata. La proprietà privata è un diritto naturale proprio perché vale per tutti. Ma se vale per tutti è lapalissiano che nessuno può, in nome di questo, violare il diritto naturale alla proprietà di un altro. Siamo tutti uguali, Cristo. Quindi tu hai diritto alla proprietà quanto ne ho io, ragion per cui IO non ho alcun diritto di esproprio e TU nemmeno.  Sembrano discorsi semplici, ma evidentemente non lo sono, se persone che riescono a capire che lo Stato non è la fonte di alcun diritto, poi non riescono a capire che cosa significa che un diritto deve valere PER TUTTI. Se non si capisce questo, è possibile dimostrare che neppure i “diritti naturali” che ha identificato prima, sono diritti naturali. Perché per esempio, un tizio che reclami il “diritto alla vita” avente bisogno di un trapianto di cuore, potrebbe reclamare il cuore di un altro, ucciderlo e innestarselo. E’ giusto no? Ho o non ho “diritto alla vita?” Beh mi serve un cuore. Tu ce l’hai e me lo prendo. Peccato però che quello a cui lo strappi, dovrebbe avere lo stesso tuo diritto alla vita… Prendiamo il diritto a perseguire la propria felicità. Se io mi diverto e mi sento felice lanciando sassi dal cavalcavia contro le auto in corsa, ho diritto di farlo, perché è ho “diritto di perseguire la mia felicità”. Esticazzi se quell’altro sbanda e crepa (violando il diritto alla vita). Io “reclamo il mio diritto alla felicità” che per me è lanciare sassi dal cavalcavia. Cazzo vuoi?  

Se questo ragionamento avesse un senso quindi, non solo il diritto alla proprietà sarebbe un “fatto naturale” e non un “diritto naturale”, ma neppure il diritto alla vita e il diritto di perseguire la propria felicità sarebbero “diritti naturali”.  Non si capisce quindi su quali contorte basi logiche l’autore definisca il primo un “non diritto” e gli altri due dei “diritti naturali”.  

L’ignoranza e la superficialità di analisi sono dei peccati. Ma non sono gravissimi, se non vengono abbinati alla supponenza di chi, di fronte a coloro che gli mostrano gli errori concettuali e logici commessi, si nasconde dietro un “voi tutti travisate”. Tu puoi pure essere un praticone con un pò di letture sulle spalle. Ma lo devi essere con umiltà, pronto a considerare l’ipotesi che sia tu quello che va contromano in autostrada e non tutto il resto del traffico.

 

Annunci
 

La crisi economica non è normale nelle società umane

Si sente spesso dire che il progresso nelle condizioni di vita di tanta parte della popolazione nei passati cinquanta – sessanta anni è la prova che l’intromissione statale nell’economia sia cosa buona e giusta.

Si sente spesso dire che senza lo Stato non saremmo mai cresciuti e diventati più ricchi di cento o duecento anni fa. Si sente pure dire che la recessione, la crisi economica, sia qualcosa di endemico connaturato al “mercato” se non alla stessa essenza umana.

In generale, in economia si sentono dire tante cose, che purtroppo però, per la maggior parte, sono sbagliate. Se vi state chiedendo perché politici e economisti di grido debbano dire castronerie economiche, la risposta è semplice: interesse personale. Se la si finisse di spersonalizzare le istituzioni e si realizzasse che al loro interno ci sono esseri umani che ragionano secondo i canoni dell’Azione Umana, si capirebbe infatti in un baleno che il miglior modo per trarre vantaggi dal sistema attuale, per questi individui, sta nell’affermare che il sistema attuale è buono e va conservato. Certo, se ci si ostina a credere che chi è eletto o che gli economisti siano interessati a dire la verità piuttosto che quel che fa comodo a loro, diventa difficile capire il perché dovrebbero mentire.

In realtà il motivo per cui siamo più “ricchi” di cento anni fa è molto semplice, addirittura banale per qualcuno che avesse studiato un pò di basi di economia austriaca. Per coloro che ne siano digiuni, abbiamo le basi pronte su questo sito, qui, e qui.

Il motivo è la capitalizzazione. L’ uomo, per sua natura tende a trasformare il capitale “tempo vitale“, in altri mezzi economici, che lo portano più vicino ai propri scopi. Ogni persona che coltiva la terra, lavora, costruisce qualcosa, scambia il suo tempo vitale (e altri mezzi economici) in cambio di mezzi economici che per lui valgono di più.

Valgono, ovviamente nel senso austriaco del termine. Il tempo vitale si esaurisce ed è poco facilmente scambiabile. Questo significa che per sua natura, un essere umano di 30 anni è generalmente più ricco di un essere umano di 3 anni, non perché lo Stato, la Nazione, la Regina o il Dittatore di turno abbiano fatto qualcosa, ma semplicemente perché ha investito il suo unico capitale iniziale (il tempo, la sua vita) in azioni che lo hanno portato ad una situazione che egli valuta migliore. Certo, è possibile che uno faccia tutte azioni sbagliate e si ritrovi col capitale azzerato, ma essendo questo fonte di grosso disagio per se stesso, naturalmente e senza alcuna imposizione statale, fa di tutto per evitarlo. Il capitale tempo si esaurisce, il bambino di 3 anni è molto più ricco di tempo, rispetto a quello di 30 e rispetto a quello di 60. Ma gli altri due hanno investito e trasformato questo capitale naturale in mezzi materiali, esperienza e capacità che per loro valgono di più del capitale impiegato.

Ripeto, può benissimo darsi che abbia preso decisioni sbagliate e che si sia pentito delle scelte fatte. Ma siccome queste scelte ricadono sulla sua personale possibilità di raggiungere i propri fini, egli subisce un fortissimo incentivo a non sbagliare. Se volete, in termini tecnici, il sistema è fortemente retroazionato dalla disutilità di ottenere perdite personali.

Questa affermazione vale ovviamente fino a che le proprie azioni provocano vantaggi o perdite personali. Se si permette di scaricare perdite su altre persone e mantenerne i vantaggi, il modo di agire cambia radicalmente. E’ il caso di quasi tutte le decisioni politiche ed è l’origine del detto “son tutti froci col culo degli altri”.

Quindi, un uomo, allo stato di natura, in qualunque situazione sia, tende a diventare più ricco col passare del tempo, per il semplice fatto che AGISCE SCIENTEMENTE per diventare più ricco. Ancora, vale la pena di ripeterlo, ricco in senso Austriaco, ovvero più vicino ai propri scopi e con una maggiore disponibilità di mezzi per ottenerli. Gli scopi però sono personali e ci sono casi (pochi in verità) in cui questa “ricchezza” non coincide con l’essere più ricco di beni materiali.

Se al posto di un singolo uomo, abbiamo 60 milioni di persone, tipo la popolazione italiana, è chiaro e limpido che questi 60 milioni, col tempo, semplicemente perché agiscono per esserlo, diventano tutti più ricchi. Ed è ovvio che l’Italia di cento anni fa sia meno ricca di quella di adesso, perché l’Italia di adesso ha almeno tre generazioni di persone che hanno agito, lavorato, prodotto ricchezza e aggiunto la loro ricchezza a quella dei figli e dei nipoti. Sessanta, Ottanta, Centoventi milioni di vite si sono consumate e trasformate in ricchezza per i posteri. E se siamo più ricchi degli Etruschi, non è perché “lo Stato Nazionale ci ha reso ricchi”, ma perché centinaia di generazioni si sono succedute da allora, capitalizzando e lasciando ricchezza in eredità agli altri su questa terra.

A questo punto bisogna chiedersi:

Cosa deve accadere perché questo processo di accumulo di capitale austriaco, questo miglioramento delle condizioni generali di tutti si arresti e si inverta, come sta accadendo per esempio in Italia e per esempio in Grecia nell’ultima decade?

Un motivo sono senza dubbio le catastrofi naturali. Uno Tsunami come quello thailandese del 2005 distrugge tanto di quel capitale da costringere gli uomini a ricominciare da molto più indietro nell’accumulo di risorse che la generazione seguente potrebbe essere meno ricca di quella precedente. L’esplosione del Krakatoa ha creato questo. Un meteorite che disintegrasse tre quarti delle terre emerse, ridurrebbe le popolazioni ad uno stato di indigenza enorme e diverse generazioni sarebbero più povere di noi adesso. MA non è il caso dell’Italia né della Grecia. Non ci sono state catastrofi naturali tali da produrre un depauperamento generale.

Un altro motivo sono senza dubbio le guerre e le guerriglie. Non credo ci sia bisogno di spiegare quanto capitale viene sprecato e distrutto durante guerre e guerriglie, in termini di vite umane (capitale tempo), macchine, edifici, infrastrutture, macchinari industriali e soldi. Neanche questo però è il motivo alla base del depauperamento generale Italiano. In Italia la guerra è finita nel 1945 e non ne abbiamo avute altre.

Resta un unico altro motivo. Lo SPRECO di Capitale. L’unico modo per far si che la gente impoverisca, è trovare un sistema capace di distruggere continuamente più capitale di quello che il normale vivere delle persone in tempo di pace riesca a produrre. Ma attenzione, non è semplice trovare qualcosa in grado di farlo. Le persone come detto, agiscono per diventare più “ricche”, non per impoverirsi. E’ necessario che questo qualcosa sia abbastanza potente da impedire loro di utilizzare il loro capitale nella maniera che preferiscono, perché questo porterebbe inevitabilmente ad una maggiore ricchezza per tutti.

Questo qualcosa quindi, deve essere in grado di ESPROPRIARE e DIROTTARE il capitale prodotto da ognuno di loro in maniera che non possano utilizzarlo per migliorare la loro posizione. Questo qualcosa deve impedir loro di usare il loro tempo in maniera efficiente e di usare il loro capitale fisico per migliorarsi. Deve essere in grado, qualora non riesca ad impedire completamente la produzione, di redistribuire questo capitale tra poche, fidate persone, lasciando tutti gli altri con le briciole.

Se questo qualcosa non è in grado di farlo, allora non c’è speranza. In tempo di pace l’uomo si arricchisce.

Questo qualcosa, l’avrete capito, si chiama Stato. Con tutto il para-Stato annesso. E’ solo lui che può, ed abilmente riesce, azzerare la crescita spontanea di 60 milioni di vite che incessantemente brigano per migliorare la propria condizione.

Ora, il PIL di una nazione è, come ho già spiegato, un dato poco veritiero e fuorviante. Manca completamente dello Stato Patrimoniale e poi rimane arbitrario. Però il PIL è manovrato dallo Stato, che ha tutto l’interesse a raccontare che questo cresce, pure quando non cresce. Ora capite che se perfino il PIL, con l’aggiunta della stima del traffico di droga e la stima della prostituzione, con i magheggi contabili dei vari economisti di Stato, non cresce, ma anzi decresce, vuol dire che la quantità di ricchezza sprecata annualmente dallo Stato è veramente incredibile.

Se supponiamo che il PIL rispecchi in qualche maniera “l’aumento” di capitalizzazione che anno dopo anno aggiungiamo alla capitalizzazione di tutte le persone, il fatto che esso cresca poco, o addirittura decresca, significa che la gente anno dopo anno, nonostante la capitalizzazione (quindi la somma dei capitali guadagnati gli anni precedenti), riesce sempre meno a raggiungere i propri scopi.  Valori come una crescita del 2% sono valori scarsissimi, vuol dire, a spanne, che in un anno nonostante i tuoi sforzi, il capitale impiegato e l’esperienza che aumenta, la tua attività lavorativa va solo un 2% meglio di un anno fa.

Tutto questo a spanne e con la legge del taglione, non vuole essere una misura precisa né potrebbe esserlo per come è calcolato il PIL. Però di certo, dopo aver speso un anno di tempo, la tua produttività, la tua esperienza, sono migliorate solo di un 2%.

Se il PIL (sempre supposto affidabile) è a zero, significa che in un anno non hai migliorato la tua capacità  lavorativa. Significa che un anno di TEMPO è passato invano, dal punto di vista delle tue capacità produttive.

Immaginate un tizio che inizia a fare il produttore di cioccolatini. Inizierà con poco, avrà poco capitale e poca esperienza e quindi in principio produrrà poco. Ma col passare del tempo, accumulando capitale ed esperienza, potrà comprare macchinari migliori, scegliere metodi produttivi migliori, espandersi e produrre di più. E invece, a spanne, il PIL a zero ci dice che o non lo ha fatto per nulla o se lo ha fatto lo ha fatto inutilmente, perché produce comunque quanto l’anno prima.

Se il PIL è addirittura negativo, significa che questo qua, più diventa esperto e più (se e quando) accumula capitale e mezzi per produrre, MENO BENE e MENO produce. Che belli i tempi in cui aveva appena iniziato, e senza sapere nulla di come produrre cioccolata e avendo solo le proprie mani, una paletta e un secchiello, produceva più di adesso.

Tutto questo è semplicemente un controsenso logico. Ed è dovuto solo ed esclusivamente all’interferenza statale nelle libere azioni imprenditoriali dei cittadini. Gli aumenti dei costi imposti per legge, la dilazione dei tempi per fare qualunque cosa (quindi un aumento dei COSTI in capitale tempo) , l’espropriazione di risorse che sarebbero potute servire per migliorare la produzione e la competitività e invece sono dirottate in spese correnti senza senso e in consumo di capitale… Tutto questo è la causa principale della recessione e della crisi economica.

Ora, se pensate che per nascondere tutto questo, TUTTA la quantità di denaro utilizzata in SPESA CORRENTE pubblica, viene segnata come PIL (quando così non è e non può essere perché di incontestabili sprechi pubblici ne abbiamo evidenze in ogni dove) e nonostante questo trucco, il PIL è negativo, potete farvi una idea di quanto in realtà sia molto più ripida la caduta della capacità delle persone di migliorare se stesse, indotta dallo Stato.

 
2 commenti

Pubblicato da su 23 aprile 2015 in crisi economica, economia

 

Tag: , , ,

Dialoghi coi Keynesiani.

Pubblico una mia risposta, direi più uno sbrocco, in risposta ai soliti keynesiani, che Dio Mio, fanno a gara per sembrare deficienti.

Lasciate pure perdere il discorso sul quale si discuteva, godetevi il commento che mi ha scritto:

La moneta non è una merce, semmai è la promessa, la garanzia di corrispondere una merce, un contratto. Ipotizziamo che io voglia produrre uva per 100 euro, e un altro contadino grano per 100 euro. Nessuno di noi due ha prodotto alcunché, e quindi non ha nessuna merce da scambiare. Però se ci conosciamo, ed io gli dico: «io ti produco uva per 100 euro, tu producimi grano per 100 euro» entrambi abbiamo una motivazione per produrre. Quando il grano è pronto a luglio lui mi dà il grano e io in cambio non gli do assolutamente nulla, se non la promessa di dargli qualcosa in cambio a ottobre. Ad ottobre, nel momento in cui gli do l’uva, il debito è ripianato. Il tutto avviene senza che nessuno avesse accumulato oro o qualche altro metallo prezioso per pagare il debito. Storicamente i debiti nascono prima della moneta. In un piccolo villaggio, dove tutti si conoscono, non c’era bisogno di usare la moneta per onorare i debiti. La moneta nasce nel momento in cui sorgono i commerci internazionali, che non funzionavano su un rapporto di fiducia, perché non ci si può fidare degli sconosciuti. Pertanto si usavano delle merci con del valore intrinseco. Oggigiorno ci sono istituzioni che garantiscono che i debiti vengano onorati senza dover ricorrere ai metalli preziosi. Il valore di una moneta Fiat è piú stabile del prezzo dell’oro o dei metalli preziosi. Lo Stato democratico è uno strumento per coordinare le decisioni individuali, se lo Stato decide di diluire il valore della moneta è perché gl’individui hanno votato un governo che lo faccia. Una cosa molto piú sensata rispetto all’essere sottoposti alle variazioni casuali di un metallo prezioso.

 

Potete immaginare il mio stato d’animo alla lettura di tutte queste oscenità. Vi chiedo quindi scusa per il turpiloquio che purtroppo ogni tanto travalica. Ecco la mia, of course, lunga risposta.

 

 

Il tuo ragionamento finisce dopo tre righe. Perché tu ed il tuo amico in questa ipotetica situazione siete morti dopo una settimana di fame e sete. Allora, ripartiamo. Se non hai capitale, puoi solo che fare caccia a mani nude e raccolta di frutta. Non puoi pensare di scambiare alcunché né di fare agricoltura. Altro che “aspetta luglio che è pronto il grano”. Questa cosa è talmente vera, che l’umanità ha passato diverse centinaia di migliaia di anni allo stato brado facendo caccia e raccolta di frutta.
Gli scambi avvengono dopo che si è RISPARMIATO ed accumulato CAPITALE. Siano essi 2 conigli che non ti sei mangiato dopo averli schiattati a mani nude, siano essi 2M euro. I prestiti, che nascono temporalmente DOPO il baratto e DOPO lo scambio monetario, avvengono comunque in condizioni in cui uno ha il capitale (e non promesse di uva a ottobre) e l’altro non ce l’ha, ma magari ha garanzie.
Punto numero 2. Nessun cazzo di contadino, già in possesso di uva o grano da scambiare e non di fantomatiche promesse, dirà mai “voglio che tu produca 100 euro di grano”. Ti dirà “voglio che tu produca 10 quintali di grano. Userà il “quintale” o la “tonnellata”, perché sono MISURE DI BENI, e non termini inventati. Lui vuole una definita quantità di grano, non “cento euro”… Quindi, anche nel caso di un baratto, avrebbero usato quintali e tonnellate ed a nessuno sarebbe sbattuto uno stracazzo di misurare in “euro”, in modo da far scegliere l’unità di misura a Terzi.

Punto numero 3. La gente non passa il tempo a fare debiti. La gente scambia beni che ha. A masturbarvi di debiti siete rimasti solo voi keynesiani. La moneta poi non è una forma di debito. Non può esserlo perché se é un “pagherò” alle buone intenzioni, ognuno potrebbe firmarne infiniti. Se devo dare ad un tizio un foglietto con su scritto “ti fornirò 100 euro di uva”, non è necessario che me lo guadagni prima. Prendo e lo scrivo. Invece io per prendere cento euro, PRIMA faccio un lavoro (scambio un bene che ho: tempo e soldi), ricevo IN CAMBIO un altro BENE che non è una fottuta promessa, perché pure quello che me l’ha dato, PRIMA ha scambiato un altro bene. Etc etc etc. Fino alla banca centrale che non fa un cazzo e trucca la moneta. Io ci sono nato in un piccolo villaggio. Col cazzo che tutti facevamo debito. E ci conoscevamo tutti. Ma tutti tutti tutti tutti. E gli scambi con l’esterno erano pochi pochi pochi. E pure nel 3000 avanti cristo, quando andavi dal sacerdote per la benedizione, gli portavi un pollo. Non un “prometto che ti porterò un fottuto pollo a giugno 2999 a.C.” Per lo stesso identico motivo per cui sono morti i tuoi due coltivatori. Lo sciamano deve mangiare. Il capotribù deve mangiare, tutta la tribù deve mangiare.
Ma siccome sono tutti a scambiarsi pagherò su beni futuri, non c’è un cazzo da mangiare.

Punto 4
La moneta nasce come bene facilmente divisibile ed inalterabile. Non per onorare i tuoi cazzo di debiti. L’umanità è campata 5000 anni facendo pochissimi debiti sul volume di affari. Siete solo voi cancro dell’umanità con la sega “debito è bello”.
Il Sale, inalterabile e molto ben divisibile è stata una delle più antiche monete, quando il termine “scambio internazionale” non era neanche concepito.
2 pecore = 7 Kg di Sale
1 pecora = 3.5 Kg di Sale
1 coniglio = 500 g di Sale.

Ma attenzione. La pecora era vera e il sale pure. Nessun cazzo di pagherò.

Poi, ad un certo punto hanno detto: perché portarmi dietro la bilancia per ogni acquisto in Sale che devo fare? Suddividiamo il sale in pacchetti da 10g l’uno, sarà più facile contarli.
Poi, grave errore, hanno detto: invece di 10g di Sale, chiamiamolo Dollaro, è più semplice che dire 50 decine di grammi di Sale.
Ecco come è nata la moneta.

Punto 5
“Il valore di una moneta Fiat è piú stabile del prezzo dell’oro o dei metalli preziosi”

AHAHHHHHHHHHHHHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH

Vediamo. Oro contro Dollaro.

1998 1 oncia di oro == 300 $
2008 1 oncia di oro == 920 $
2014 1 oncia di oro == 1267 $

Minchia. Aspetta, però tu mi dirai che gli ultimi 16 anni non bastano. Però la moneta fiat fiat, non è che ha tantissimi anni. E’ dal 1971 che ha le briglie sciolte. Non mi puoi portare certo l’andamento dell’oro nell’800 ad esempio.

Però forse è l’oro. Vediamo argento/Dollaro
1998 1 oncia di argento == 6 $
2008 1 oncia di argento == 16 $
2014 1 oncia diargento == 20 $

Evito di controllare il platino o il rame rispetto alla stabilissima moneta fiat.
Allora sarebbe giusto dire che la moneta fiat DECRESCE IN MANIERA PIU’ STABILE rispetto all’oro ed ai metalli preziosi

” Lo Stato democratico è uno strumento per coordinare le decisioni individuali, se lo Stato decide di diluire il valore della moneta è perché gl’individui hanno votato un governo che lo faccia. Una cosa molto piú sensata rispetto all’essere sottoposti alle variazioni casuali di un metallo prezioso.”

 

Questa poi è l’apoteosi, la fiera, la festa delle stronzate allineate e coperte, in fila per 3 con il resto di 2.

IL SISTEMA DEI PREZZI è LO strumento, l’UNICO FOTTUTO STRUMENTO per coordinare le decisioni individuali di miliardi di persone. Quattro pagliacci mentecatti ladri eletti a testa o croce NON SONO IN GRADO NE’ LO SARANNO MAI di coordinare le decisioni neanche di 100 persone, figurarsi l’interazione uomo-uomo.
Il sistema dei prezzi ci riesce perché è un sistema di controllo distribuito e retroazionato. Non sono 100 persone. E’ un sistema di controllo distribuito e retroazionato. Gli individui votano ogni giorno governi che poi fanno quello che vogliono con tanto di leggi a favore tipo “nessun vincolo di mandato”, che equivale a dire che i cittadini votano perché sono obbligati e votano solo tra quelli che gli dicono loro, e poi i governi fanno il cazzo che vogliono. Compreso diluire la moneta, che non è “diluire la moneta”. E’ RUBARE. E tu mi stai dicendo che gli individui hanno coscientemente votato qualcuno che li derubi. Ed è pure “più sensata” di lasciarsi governare dalle oscillazioni (meglio la caduta libera) dei metalli preziosi.

C’era l’oste che diceva che la gente lo pagava per annacquare il vino. E’ finito appeso

 

Tag: , , ,

Bisogna recuperare risorse dall’Evasione Fiscale

Si devono recuperare risorse dall’Evasione Fiscale.

Quante volte avete sentito questa affermazione?

E’ praticamente il mantra di ogni politico ed è un’idea che è ormai profondamente insita nella testa di tante persone. Purtroppo non è un qualcosa di fattibile. Non nel mondo reale, dove vigono le leggi della fisica, della chimica, della prasseologia.

L’ affermazione è un’altra PANZANA che vi propinano GOVERNI e GURU LADRI per giustificare i loro insuccessi.

Innanzi tutto non si può assolutamente quantificare, né stimare con basso margine di errore la quantità di scambi in nero, quindi i numeri che vi bevete sui telegiornali sono campati in aria.

SECONDO E PIU’ IMPORTANTE. Fatta 100 la supposta evasione totale, questa esiste se e solo se permangono le condizioni che la generano. In pratica prezzi più bassi grazie all’assenza di tassazione. L’idraulico che chiede 50 euro senza fattura non avrebbe MAI gli stessi clienti che se chiedesse 100, ma molti di meno, dipendendo da quanti sono disposti a pagare 100 quel servizio. Che sono DI MENO di quelli che sono disposti a pagarlo 50 euro.  Quindi, una volta stimato (e non è possibile) il volume degli scambi i nero, si deve stimare la forma della curva domanda/offerta per ogni singolo stimato tipo di merce, pesato per la stima della percentuale di volume di quegli scambi, pesato a loro volta per ogni singola stimata realtà territoriale dove questi scambi avvengono.

In pratica sappiamo con certezza che molti meno scambi avverrebbero, ma non possiamo assolutamente stimare un numero da poter sottrarre al volume totale degli scambi in nero (sempre stimati).

A questo punto dobbiamo pensare a come viene distorto il mercato rispetto all’attuale. Ovverosia, coloro che pagheranno 100, avranno ovviamente 50 in meno da spendere in altri generi. Questi altri generi subiranno anche loro una flessione. Ci sono coloro che si sono astenuti dallo spendere 100, che hanno più capacità di spesa rispetto a se avessero acquistato il servizio a 50, ma hanno un problema non risolto (l’idraulico, l’elettricista, il dentista), e non sappiamo se spendano o meno quei soldi: se li spendono è probabile che scelgano un servizio di minor pregio sostitutivo del primo. Quindi idraulico scarso, elettricista incapace, dentista scarso.

Entrano adesso in gioco le imprese marginali. Quelle che stentavano. Quella parte di evasione che evadeva per non fallire e quelle che pur non evadendo stentavano negli altri generi di cui abbiam parlato poc’anzi. Queste falliscono e il loro apporto al budget statale si riduce a ZERO. Non X+ evasione. Zero.

La somma di tutti questi eventi non è detto che dia segno positivo sugli introiti statali già di per sé.  E’ plausibile che lo sia per economie molto efficienti, a bassa tassazione, bassa regolamentazione, in cui il numero di aziende che potrebbero dover chiudere pagando tutti gli oneri fiscali è relativamente basso. In Italia, col 70% della tassazione effettiva, è un crimine contro l’umanità, oltre ad essere sicuramente a segno negativo.

A questo si devono aggiungere le ingenti spese sostenute per la stessa lotta all’evasione fiscale e tutto il PIL non prodotto a causa delle regolamentazioni atte a controllare la stessa evasione.

Se adesso, per amor di discussione, supponiamo che ciononostante l’ammontare complessivo dell’esazione fiscale nel nuovo quadro fiscale, tralasciando i danni sul capitale dovuti al transiente, sia ancora superiore allo stato iniziale, di qualche zero virgola, attribuite voi la probabilità che questo zero virgola venga destinato a:

  1. Nuove Auto blu
  2. Nuovi privilegi politici
  3. Nuove assunzioni forestali in Sicilia
  4. Banchetti e voli di stato
  5. Puttane e Cocaina
  6. Assunzione di zii e parenti raccomandatissimi in società pubbliche inutili
  7. Privilegi o sussidi per lobby di pressione (De Benedetti, Moratti, Sindacati, Stampa Nazionale,etc. etc.)
  8. Fondi per la sanità
  9. Aumento delle pensioni
  10. Abbassamento delle tasse
  11. Abbattimento del debito
  12. Pagamento dei debiti delle PA

“Volevo salutare Francesco P. che mi ha scritto un sms al quale non ho potuto replicare: il mio cellulare si rifiuta di mandare sms verso il suo. Strana cosa, sarà l’NSA ? Inoltre non ho avuto il tempo di chiamarlo per scusarmi.

 
 

Tag: , , ,

Maradona, ombrelli e assassini.

Diego Armando Maradona. Il Calciatore, il Campione, el pibe de oro, il Dio del calcio. Ma, dicono tanti, campione solo in campo, mentre fuori dal campo è stato un pessimo esempio.   Effettivamente tra piste di cocaina e donne, Diego Armando Maradona è stato inferiore solo al politico medio italiano, con la grossa differenza che Diego, cocaina e donne le pagava con soldi suoi, mentre il politico medio usa i nostri. Che fa più chic. Veramente ce ne sarebbe anche un’altra. Diego, quando pippava di cocaina, non faceva leggi proibizioniste valide per tutti gli altri.

Comunque sia, Maradona è tornato ieri sulla bocca di tutti , per l’unico motivo per cui puoi far parlare di te in Italia. L’evasione fiscale. Siamo un paese dove non si lavora, non si mangia, non si produce, si pagano tasse con le riserve del nonno e del trisavolo e poi, finite queste ci si suicida senza dare nell’occhio. Siamo un paese in cui tutti, appena possono evadono, ma siccome siamo pieni di ipocriti giganti, dagli addosso agli ALTRI, in special modo se costoro sono più ricchi di noi.

E poco importa se chi parla non ha mai eccelso in alcuna arte. Quello riusciva a portare 100000 persone in uno stadio a vederlo palleggiare. Questi hanno bisogno dell’esercito per spostare 100000 persone ed hanno bisogno di finanziamenti pubblici per portarsi le claques  che applaudano ai loro comizi da illetterati.

Insomma, Diego torna in Italia e va da quello la, quello che non evade perché tanto gli danno 5MEuro per un programma di merda, lui che a pallone non è buono, a mandare in orbita shuttle nemmeno, pilotare aerei nisba, arare un campo neppure, costruire un ponte no, fare un concerto neppure….

Però sa dire due stronzate radical chic. Eppoi, se volevi la meritocrazia non ti iscrivevi certo al PD e andavi in RAI.

Insomma Diego va da Fazio. E Fazio gli chiede, ovviamente, conto del solito debito col fisco che adesso è salito a 39MEuro (solo qualche stagione di “che tempo che fa”) a causa di enormi more e interessi che il fisco italiano si diletta ad applicare per fustigare i propri sudditi.

Solo che purtroppo per i pugnettari amanti dei fucili, delle stragi e delle estorsioni, Diego Armando Maradona NON è italiano. E non ha neppure più proprietà in questo paese del cazzo (variante a “paese di merda” giudicato reato).    Morale della favola, gli equamente assassini non possono fargli nulla salvo come avvoltoi su un cadavere, strappargli i monili d’oro e d’argento che si porta addosso.

Ora, Maradona non sarà una cima, ma scemo non è, e quindi dopo aver raccontato da Fazio che ogni volta che viene in Italia gli strappano via orecchini e braccialetti, ha mostrato i polsi nudi e ha fatto, candidamente, il gesto dell’ombrello a EquiAssassini.

Gesto dell’ombrello cui vogliamo unirci con gaudio, perché Noi (plurale majestatis) non siamo spinti dall’odio sociale e quindi non ci da fastidio che uno abbia sfondato nella vita né ci da fastidio che lui sia riuscito a liberarsi degli equiassassini e noi ancora no. Anzi, se Dieguito avesse un modo per farci emigrare e abbandonare la cittadinanza italiana, noi ne saremmo contenti.

Il gesto di Maradona è dal significato inequivocabile, Significa “Adesso non porto nulla, attaccatevi a questo! (stronzi)” .

Sinceramente, con tutta la disistima che ho di Fazio, ammetto che si è comportato come un presentatore di un paese normale dovrebbe fare. Ha interpretato il gesto come una simpatica nota di colore in una discussione che aveva altri argomenti e non si è fossilizzato come una scimmia ebete e ubriaca sul gesto.

Non così però han fatto le scimmie ebeti e ubriache, tipo Fassina, che ha cominciato a blaterare frasi senza senso, o anche prodi commentatori sui più disparati quotidiani italiani. Fassina ha detto:

“È un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione, funzionari di Equitalia hanno notificato nei giorni scorsi a Diego Armando Maradona un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro, stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro, farebbe bene a imparare a rispettare le leggi”

Prima di tutto Miserabile è per definizione colui il quale ha una poltrona in parlamento, si ciuccia soldi di privati cittadini che muoiono di fame, si autoregola lo stipendio, le ore di lavoro e il tipo di lavoro che fa. Questa è la definizione di MISERABILE. Un tizio senza arte né parte, con qualche amico nei posti giusti, bravo con la lingua, ficcato in un posto in cui qualunque cazzata egli faccia, qualcun altro ne paga le conseguenze.

E questa definizione ricalca la situazione di Fassina, molto più che quella di Diego. Miserabile è anche chi parla a sproposito di perseguire, non rendendosi conto che a mesi, lui e i suoi sodali saranno perseguiti dalla folla inferocita. Fassina è come un fottuto bambino viziato e capriccioso che scopre ineluttabilmente i limiti terreni del suo potere e comincia ad urlare e battere piedi.

Purtroppo la situazione non cambia, caro, miserabile Fassina. Tu sei uno squallido parlamentare italiano, non hai alcun potere di andare a rubare soldi ad un cittadino argentino e residente in argentina. Tu persegui l’anima dei meglio mortacci tua, non Maradona. Non puoi farci nulla, smetti di rosicare e vai a piangere sul cesso. Equiassassini  non possono pignorare nulla in Argentina, perché la “legge” italiana, quel principio dogmatico a cui tutti dovremmo attenerci, non viene CAGATA NEMMENO DI STRISCIO IN ARGENTINA.

Anzi, a dire la verità a doversi attenere alle cagate scritte sul codice civile e penale italiano, sono solo gli sfigati 60 milioni di individui residenti in Italia.

Per 6.940.000.000 di persone al mondo, le leggi italiane equivalgono ad un ricamino sulla carta igienica e le notifiche di equiassassini valgono meno della moneta dello zimbabwe. L’unico potere che ha Fassina in Argentina è quello di ricevere una pallottola in fronte in qualche barrios. Non certo di raccontare agli argentini cosa sia giusto  o sbagliato né cosa sia morale.

Che poi noi libertari si sostenga che neanche il Parlamento Argentino ha questo potere sugli argentini (a proposito in Argentina i libertari stanno ottenendo discreti successi), è un altro discorso. Ma nemmeno nella concezione stragista e omicida dello Stato Socialdemocratico, è contemplata la possibilità che il fisco di uno Stato vada a pignorare alcunché in altri Stati. Quindi al miserabile fassina, in compagnia degli assassini equamente solidali, non resta che parlare, parlare e attaccarsi al cazzo.

Tutto questo da un punto di vista strettamente legale e interpretando la merda che Loro chiamano Leggi. E’ nel loro giochino da aspiranti dittatori che hanno fallito. Sul loro campo. Se poi volessimo andare a vedere le cose su altri campi, la situazione non potrebbe che peggiorare.

Parliamo ad esempio del campo “morale”. Le direttive mainstream ovviamente vogliono l’evasore (a meno che non si chiami Ezio Mauro) come tizio moralmente infido e da condannare sempre e comunque. Gli altri possono pure essere pluriomicidi, ma se chiamano Gandhi “evasore fiscale”, hanno diritto di farlo e tutti giù ad applaudire.

Però analizzando la situazione scopriamo che l’esistenza di Maradona ha portato tantissimi, tantissimi soldi in Italia, perché Maradona, essendo un privato ha prodotto “PIL buono”, ha “creato ricchezza” in abbondanza per tutto l’indotto e l’indotto dell’indotto. Ha portato felicità nei cuori della gente che andava ad ammirarlo e reso l’Italia un paese più ricco.

Viceversa, Fassina o un politico qualunque o Befera o un equoassassino non hanno mai prodotto PIL, se anche lo avessero fatto per sbaglio, è “PIL pubblico”, quindi un numero senza senso, hanno diminuito la ricchezza del Paese deprivando dei mezzi coloro che producevano e arricchivano la nazione e massacrato sia l’indotto di coloro che producevano, sia l’indotto dell’indotto. Entrambi spariti per mancanza di capitale residuo. Hanno poi arricchito altra gente, amici loro, che si sono tutti distinti per l’incapacità o la non volontà di competere nel libero mercato. Hanno distorto l’allocazione di risorse, creato bolle e depauperato l’intera nazione. Addirittura Befera ed Equiassassini hanno sulla coscienza un paio di mila suicidi, che ovviamente non gli vengono imputati per legge, perché la legge (italiana non argentina) è fatta a loro uso e consumo. Ma in ogni caso, duemila vittime sono sulla coscienza di Befera e dei dipendenti di Equitalia.

Oltreché di altri parassiti legislatori tipo Fassina.

E non valgono obiezioni stupide tipo “i servizi”, “il bene comune” o quant’altro. Considerato che lo “sperpero” pubblico è quello che è, qualunque evasore può ragionevolmente pensare che i soldi che NON CONSEGNA al rapinatore, siano quelli che andrebbero “a  spreco” e non c’è alcun ragionamento logico o prasseologico per dimostrare il contrario. Se volessimo farne una questione percentuale, supponendo in maniera conservativa uno spreco “solo” del 60%, significa che su 100 euro NON pagati di tasse, 40 li abbiamo tolti a servizi veramente erogati, mentre 60 li abbiamo tolti agli sprechi, riportandone poi 100 nel mercato libero. In pratica evadendo abbiamo donato al mercato libero e al “PIL BUONO” la somma di 100. Non evadendo  avremmo aiutato la società a produrre “PIL CATTIVO” per un totale di 40.

Quindi anche vedendo la cosa dal punto di vista strettamente PRASSEOLOGICO, Maradona finisce tra i buoni mentre Fassina, Befera e “la compagnia dei killer equi e solidali”, tra i cattivi.

Possiamo concludere questo post quindi con la massima che ormai conoscete benissimo:

LE TASSE SONO UN FURTO, NON PAGARLE E’ LEGITTIMA DIFESA.

Evadere il Fisco è un dovere morale!

PS Cari miei due lettori, vi prego con tutto il cuore di non indulgere mai in giustificazionismo per coloro che attaccano qualcuno sull’evasione fiscale. Il socialismo ha sempre bisogno di indulgenza sulle principali idee populiste su cui si basa. Mai iniziare un discorso con “Posto che tutti dovrebbero pagare le tasse”. NO NON E’ VERO. L’evasione non è giustificata se ti stanno facendo morir di fame. L’evasione è giustificata a PRIORI. PRASSEOLOGICAMENTE. Come è giustificato difendersi da furti e omicidi. Che poi non ci vada più di tanto di opporci a tassazioni dell’ordine del 10% è un discorso diverso. Un discorso che dice “MI STAI DERUBANDO, MA PER LA CIFRA IN QUESTIONE NON MI VA DI REAGIRE”.  Questo non significa sia giusto. Non è giusto neppure pagare 0.5 Euro di tasse.

E’ casomai la nostra indulgenza di cittadini a far si che non ci lamentiamo troppo per una tassazione del 10%. Guai però a far passare questa indulgenza come un diritto dello Stato a depredarti del 10%.

E’ importante che questa cosa sia ripetuta come un mantra in faccia a coloro che aggrediscono gli evasori fiscali, ai prezzolati e sussidiati giornalisti  nostrani, agli insegnanti di scuola pubblica, ai nostri amici che li infamano e così via. Fin troppo abbiamo abbozzato che la neolingua trasformasse la parola “RAPINA” in “CONTRIBUTO”.

 
 

Tag: , , , , , ,

Ignoranza (economica) in servizio permanente effettivo.

Il magico mondo di L’aura

Nella mia quotidiana lotta per far comprendere la realtà a più persone possibile, mi sono ritrovato sul blog di Marcello Foa a commentare il post “Sei sicuro di essere ancora libero“. Pezzo molto interessante, che evoca la scontata risposta NO sono sicuro di NON ESSERE PER NULLA LIBERO.

Comunque, mentre si dialogava tra i vari commentatori, il vostro prode ha provato a spiegare due o tre concetti base ad alcuni altri commentatori. Tra le altre cose, mi sono permesso di dire che la domanda non crea l’offerta, e citare Robinson Crusoe, che di domanda ne aveva tanta, ma l’offerta non si è creata da sola. Ricevo un commento da tal  “L’aura”, che non so bene come trattare. Dovrebbe essere offensivo nei miei confronti, ma dice talmente tante amenità che sono qui a riproporvelo con il duplice intento di farci due tristi risate su quanto si possa essere ignoranti e arroganti al tempo stesso e su quanto questo paese sia spacciato se il livello di conoscenza della realtà è quello di questa signora/signorina qua.

Ecco il commento integrale, con le mie considerazioni.

valoroso combattente per la libertà, a me non interessano i discorsi sui dobloni d’oro nei forzieri, non abito a paperopoli.
fuori da fumetti e cartoni animati siamo passati da una quarantina d’anni alla moneta fiat.

Questo prende spunto da un altro commento particolarmente intelligente, al quale avevo risposto. Noterete che la saccenza degli ignoranti è sempre presente:

bgzz bzzzzz
e noi Supremi-Cervelloni rispondiamo / che problema c’è / se il debito dello stato non serve non serve / se non serve non si fa / è scientifico / ripetiamo: scien-ti-fi-co / lo stato incassa 100 e spende 70 / virtuosamente / come dice monti / va a quota + 30 / in surplus di bilancio / si mette i dobloni d’oro nei forzieri / e i cittadini lo fanno loro il debito con gli interessi per pagare le tasse”

La ragazza aveva già scritto amenità, dando per acclarato senza alcuna spiegazione che se lo stato spende MENO di quanto incassa, allora i cittadini fanno debito per pagare le tasse. Logica stringente. Quando gli fai notare che ha detto una cazzata, cominciano a non interessarLe più i Dobloni, perché da quaranta anni siam passati alla moneta fiat. Come se cambiasse qualcosa se entrate-uscite lo fai in dobloni, in euro, o in patate. Noto poi che a paperopoli usano i dobloni. Devono aver cambiato da poco tempo, perché io ricordo i dollari.  

tantomeno mi interessa il surplus di bilancio, e neanche il pareggio di bilancio. stipi la testolina con tante informazioni che poi non sai collegare fra loro e te la prendi con gli altri? chiediti piuttosto chi ha promosso le idee di pareggio e surplus di bilancio, dai che magari ci arrivi, mai perdere la speranza, impavido guerriero.

Non le interessa però con la logica stringente di prima mi spiega che se non fai deficit pubblico lo fanno i privati. Ma questo senza che le interessi pareggio o surplus. Le interessa solo il deficit. Ce ne vuole eh. In compenso, sono io che mi devo chiedere chi ha promosso tali idee. La parte più divertente di questo paragrado è che la stessa persona che due righe più su scrive: lo stato incassa 100 e spende 70 / virtuosamente / come dice monti / va a quota + 30 / in surplus di bilancio / si mette i dobloni d’oro nei forzieri / e i cittadini lo fanno loro il debito con gli interessi per pagare le tasse”    viene poi da me a dire che stipo troppe informazioni e non so collegarle. Sorvolando sulla grammatica e la semantica: io avrei detto stipi NELLA testa tante informazioni. Lei invece stipa la testa con le informazioni. Non si sa dove le stipi entrambe, ma va bene così.

chissà da dove li prendono i soldi, coloro che prima risparmiano per creare poi gli investimenti, da altri risponderai tu, e questi da altri ancora, certo, si può andare avanti così per un po’. ma poi i soldi finiscono se lo stato fa il pareggio di bilancio, vanno tutti in tasse, quindi che vuoi risparmiare?

Dunque, se lo stato fa il pareggio di bilancio, i soldi vanno tutti in tasse. Torna nuovamente questo logico assioma talmente lampante che non necessita neppure di essere argomentato. 

ci vuole la spesa a deficit, ma immagino che ciò sia contrario ai tuoi solenni giuramenti ideologici e alla tua mistica fede nel gold standard, prode guerriero.

E beh si, se fai il pareggio i soldi vanno tutti in tasse, quindi ovvia conseguenza fare la spesa a deficit. Fila. Tutto fila. Che c’entri poi il gold standard con il pareggio di bilancio, non ci è dato di sapere, a noi prodi guerrieri e combattenti.

per favore lascia perdere robinson crosue sull’isola deserta che non aveva risparmi e quindi non poteva investire, è troppo ridicolo!!! se avesse avuto tanti bigliettoni, tutt’ al più gli sarebbero serviti per accendere il fuoco. mi sa che lo confondi con qualche personaggio dell’isola dei famosi.

Qui L’aura ci dà proprio il meglio di sé, chiamando risparmio solo quello monetario, scagando completamente il risparmio di beni capitali e di consumo. Per lei se compri dieci uova e ne mangi solo cinque, non stai risparmiando, perché non ci sono i bigliettoni. Non si risparmia il tempo, non si risparmia la carta, non si risparmia la benzina non si risparmia un cazzo, solo bigliettoni. Strano però che si sia accorta che su un’isola deserta i bigliettoni servono solo a dargli fuoco. Non la pensavo in grado di fare una simile lineare scoperta. Ancora non capisco quando dalla domanda di beni di Crusoe, si passa all’offerta di beni. Ma il problema deve essere che Crusoe, sbagliando non fa deficit di bilancio. 

ciao eh, continua a combattere per la libertà di saccheggio! ps. attento a non consumarti le dita sulla tastiera durante la durissima battaglia!!!

La conclusione è ovviamente dello stesso valore: frase buttata lì in cui mi si accusa di essere per la libertà di saccheggio (io, non chi indebita la popolazione) con il solito scopo di screditare chi ti dimostra che sei un pezzente e patetico tentativo di presa per il culo che naufraga nella pochezza delle affermazioni.

A me diverte molto questo fatto che esista gente che ragiona così ed ha pure il coraggio di aprire bocca, diverte perché tanto ormai i danni sono relativi, l’Italia è condannata già, in compenso io posso aggiornare il mio blog con queste perle di saggezza e far divertire i miei lettori. Il tutto gratis e per lungo tempo, perché questa mica andrà a nascondersi, continuerà a deliziarci con questi capolavori e io non dovrò far altro che copiaincollarli qui e cominciare a ridere. 

Solo un pensiero mi sovviene. Forse ho sbagliato a fare l’ingegnere elettronico. Questa gente qua va sfruttata: li cerchi, li trovi, gli vendi un tappeto di plastica dicendo che vola e loro te lo pagano 10000 euro. Oppure gli vendi la macchina del moto perpetuo a 100000 euro. In qualche senso i politici non hanno tutti i torti. A che serve lavorare se c’è gente così malmessa?

 
 

Tag: , , , , ,