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L’OCSE spinge per uccidere l’Italia.

Il nuovo governo non ha neanche fatto a tempo a profferire le parole “riduzione” e “fiscale” l’una di seguito all’altra e già qualche buontempone non trova di meglio da fare che farsi gli affari altrui alzando il ditino saccente. Ditino saccente che avrebbe urgente bisogno di trovare collocazione calda e umida in luogo a portata di mano  dello stesso che emette certi consigli.

Sto parlando ovviamente dell” Organizzazione per il Collasso Sociale ed Economico, la quale ci ha tenuto a far sapere cosa ne pensano i suoi valenti economisti sussidiati e stipendiati da governi pubblici e banche pubbliche. Tali valenti economisti, per tener fede alla loro fama, ovvero di non azzeccarne una neppure se gliela spiegano gli dei stessi delle tre religioni monoteiste maggiori, ci spiegano che adesso, no, proprio adesso non è possibile in Italia abbassare le tasse.

Considerato il fatto che la nostra politica tende ad agire come una banderuola perché la competenza alberga in ben altri luoghi (non nell’OCSE ovviamente), mi permetto di dare un consiglio al ministro Saccomanni e a lorsignori tutti.

Se la frase dell’OCSE sembra una palese cazzata, non è perché non si ha il cervello sufficientemente fine da capirne i risvolti tecnici e teorici. E’ proprio perché é una solenne cazzata.

Quindi non seguirla, al limite spingersi il più possibile in direzione opposta.

Se mai ce ne fosse bisogno, e in condizioni di normali capacità logico deduttive non obnubilate da propaganda e false teorie economiche non ce ne sarebbe, vado a spiegare il perché.

Allo stato attuale, l’Italia perde capitali, imprenditori e persone, che o emigrano o si suicidano. Questo deriva da uno stato di pressione fiscale E di lacciuoli burocratici che impediscono di fare legalmente una enorme quantità di lavori, che sono diventati submarginali con le regole imposte nei lustri dalla politica. Non conviene aprire una tipografia perché le spese sono maggiori dei ricavi. Non conviene costruire case, perché le spese sono maggiori dei ricavi, non conviene costruire navi, non conviene fare quasi più nulla legalmente. Perché siamo nella classica situazione in cui, come ti muovi ti fai male. Ti fai male perché il rischio che ti assumi nell’aprire una attività ( capitale da investire, contratti da fare e rispettare, spese di acquisto merce etc. ) è enorme rispetto alla valutazione oggettiva delle possibilità di guadagno.

Perché accade tutto questo?

Perché i consumi sono troppo pochi, direbbe un keynesiano. Ma noi che conosciamo la realtà (e l’economia austriaca), sappiamo che la categoria prasseologica di “consumo” viene DOPO la categoria prasseologica di “produzione”. In altri termini, che se vuoi consumare prima devi produrre. Questo vale per una persona, per due, per tre e pure per cinque miliardi di persone. Se fosse stato possibile consumare prima di produrre, sarebbe dai tempi degli assiro babilonesi che nessuno produrrebbe più nulla, limitandosi a consumare. A nessuno interessa produrre tout court. All’uomo interessa utilizzare mezzi economici per il soddisfacimento dei propri scopi, per il miglioramento delle proprie condizioni di vita. Se fosse possibile ottenere beni economici senza produrli, la produzione non sarebbe mai esistita.

Il consumo viceversa avviene DOPO la produzione, se e solo se si verificano alcune situazioni complementari.

Gli elevati costi di produzione, imposti tramite la tassazione di qualunque cosa abbia valore economico, tramite le perdite di tempo, le lungaggini, i vincoli burocratici e legislativi, la mancanza di certezza del diritto, fanno si che quasi tutte le imprese si rivelino antieconomiche. 

Vedetela così. In un sistema nel quale NON ci sono vincoli legislativi e burocratici, il diritto funziona bene e la tassazione complessiva è nulla, nascono e sopravvivono tutte le attività che generano utili sufficienti  a “far vivere bene” coloro che la fanno.

Con una tassazione del 20% sopravvivono solo le attività che ce la fanno con l’80% di quegli utili.

Le attività più piccole e precarie, quelle della maggior parte degli individui più poveri, muoiono.

Con una tassazione del 40% sopravvivono solo le attività che riescono a far vivere bene i loro proprietari con solo il 60% degli utili.

Cominciano ad andare in crisi anche lavori un pò meno precari, attività che con la tassazione a 0 andavano bene, che han cominciato a stentare al 20% al 40% cominciano a chiudere.

Con una tassazione all’ 80% sopravvivono SOLO le attività in grado di permettere una vita decente anche con il 30% degli utili.

Le più grandi, quelle con più capitali investiti, le multinazionali e qualche fortunatissimo genio.

Se a tutto questo cominciamo ad aggiungere vincoli burocratici e proibizioni legislative, il numero dei lavori economicamente convenienti (privati) si riduce, non può far altro che ridursi. Non è possibile creare lavoro attraverso l’istituzione di una proibizione, mentre autorizzazioni, permessi e vincoli burocratici possono essere considerati costi aggiuntivi che limano ancor di più la percentuale di utile aziendale e quindi riducono ancor di più il numero di attività private redditizie.

Il discorso ovviamente non è così semplice né così lineare. C’è da considerare l’uso che viene fatto della tassazione, che fa sì che una percentuale molto minore di quanto si è versato torni sotto forma di beni e servizi e quindi migliori un pò la situazione sopra descritta. 

Tutto questo è vero sempre. E’ vero per forza. Che al governo ci sia Letta, Prodi, Berlusconi, Obama, Hollande, Pippo, Pluto, Paperino o il Re Sole. Qualunque idea possa esser partorita da qualunque essere umano, queste regole saranno sempre valide. Esattamente come un corpo massivo verrà sempre attirato da un altro corpo massivo. Qualunque cosa ne pensino i governi. Certo, se proprio vuoi evitare di vederlo, puoi sempre fingere che ciò non sia vero. Puoi attaccare con una catena il corpo massivo e raccontare che siccome non cade, la legge di gravità è sbagliata. O puoi prendere un palloncino gonfiato di Elio e dirmi che siccome va verso l’alto, la legge di gravità è sbagliata. (e qui sette ottavi dei politici che leggono si bloccano e cominciano a dubitare della legge di gravità)

Anche per l’Azione Umana, è sempre possibile fingere. Puoi per esempio decidere di conteggiare nel PIL l’intera spesa delle aziende pubbliche e raccontare alla gente che andremmo in recessione se diminuissimo la spesa pubblica. E’ come dipingere il termometro  ai 37° per fingere di non avere la febbre.

Ma sto divagando, torniamo all’OCSE. Allora:

  1. Se non diminuiamo le tasse, nessuna attività che prima rendeva e adesso non più, tornerà redditizia da sola. Il freddo che sentiamo non è una nevicata passeggera. E’ che ci siamo chiusi nella cella frigorifero. Apriamo la porta, o aspettiamo tempi migliori?
  2. Dal momento che chiudono svariate migliaia di aziende al giorno, se ne deduce abbastanza facilmente che l’aggiustamento del numero di imprese redditizie, in base alla tassazione e ai vincoli burocratici attuali, non è ancora terminata. Siamo ancora in divenire. E a derivata negativa. Il termostato della cella frigorifero continua a scendere.
  3. Se le aziende continuano a chiudere, di riflesso il numero di persone che lavorano diminuisce, conseguentemente, diminuisce anche il numero di coloro che mangiano.
  4. Quando coloro che NON mangiano sono un numero sufficientemente ampio, accadono fenomeni come quello di Preiti. Ma accadono su una scala molto più vasta. Quando questo avviene, generalmente gli affamati dimenticano il tipo di sistema politico nel quale sono immersi e reagiscono alla stessa maniera in tutti i casi:  guerra civile e l’impiccagione, la fucilazione o la decapitazione di svariati politici.  Purtroppo non hanno la lucidità di capire che un governo “democraticamente eletto” se ti riduce alla fame lo fa per il tuo bene, mentre se lo fa un governo dittatoriale allora no. Si sa la fame gioca brutti scherzi.

Quindi la domanda da fare all’OCSE è:

Per quale motivo aneli ad una guerra civile in Italia? Che ci guadagni? Chi ti paga per cercare di scatenare il massacro? Ti sta antipatico il popolo italiano, vuoi vedere morire qualche politico e sei disposto ad avere una guerra civile nel centro dell’Europa?

Leggendo l’articolo infatti, si ha sempre più la certezza che o l’OCSE è veramente un organismo allo scopo di promuovere il collasso economico e sociale, oppure stanno attentando scientemente e per qualche motivo celato alla vita in Italia. Esagero? No affatto.

La prima proposta che incontriamo è “aumentare la base imponibile eliminando le “agevolazioni fiscali senza giustificazione economica”.

Chiaro che la giustificazione economica di una agevolazione fiscale è un concetto completamente arbitrario e che l’insieme delle agevolazioni fiscali da eliminare va da zero alla totalità delle agevolazioni a seconda del potere e dell’arbitrio del funzionario preposto.

In ogni caso “aumentare la base imponibile” a casa mia significa “aumento della tassazione”. Chi prima era esentato adesso paga, chi prima pagava un pò meno, dopo pagherà di più.

Questa prima proposta è la migliore per andare direttamente alla guerra civile, ma all’Organizzazione per il Collasso Economico non scherzano e poco dopo arriva addirittura il Generale di Stato Maggiore a sparare cannonate:

Per ridurre il costo del lavoro, il segretario generale Ocse Angel Gurria ha affermato che si possono fare tre cose per compensare: “Imposte sui consumi come l’Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di CO2

Secondo il Genio Capo Supremo, per recuperare i soldi restituiti ai cittadini, cioé per far finta di restituirglieli e poi tenerseli ridendogli in faccia, si potrebbe diminuire il costo del lavoro, ma siccome per decreto divino tutte le manovre devono essere fatte SENZA RIDURRE MAI E POI MAI LE ENTRATE STATALI, bisogna fottere i cittadini in una maniera più astuta: tassando i consumi, le proprietà e l’aria respirata.

Qual è lo scopo manifesto e l’effetto di una tale idea?   E’ ovvio, diminuendo le tasse sul lavoro, la gente tornerebbe a lavorare, facendo ugualmente la fame perché qualunque acquisto sarebbe tassato da un IVA maggiore di quella attuale, con la quale già si appropriano del 21% delle tue fatiche, pagando multe periodiche su ogni bene duraturo che nonostante tutto e ostinatamente sono riusciti ad acquistare (tasse sulla proprietà). Questo ovviamente sul mercato interno, perché probabilmente le aziende lavorerebbero con l’estero per poter rimanere in vita. In questo modo:

  1. Il lavoro rimarrebbe producendo beni acquistati però al di fuori dell’Italia.
  2. I soldi in ingresso finirebbero nelle tasche dei lavoratori italiani, dalle quali però evaporerebbero ben presto per tornare per il 70% nelle mani dello Stato tra IVA e tasse di proprietà
  3. Lo Stato potrebbe con quei soldi far campare degnamente i politici italiani, finanziare l’OCSE e restituire il resto dei soldi agli esteri tramite pagamento di debito e interessi sul debito.

Chi lo prende dove non batte il sole, mi pare sia evidente a voler seguire queste semplici ricette.

Tralasciamo poi la tassa sulle emissioni di CO2, in quanto vi ricordo che ogni essere umano respirando emette CO2, nonché ogni essere vegetale durante la notte, nonché qualsiasi caminetto, stufa, caldaia.

Quando si dice “tassare anche l’aria che respiri”.

 

 

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Milena Gabanelli, dove sei??

Dopo il furto istituzionale cipriota, nel quale i porci governanti, uniti agli assassini delle banche centrali hanno estorto a mano armata il 37 e passa percento dei capitali oltre i 100000 euro (la nuova soglia di ricchezza evidentemente è pari ad un terzo di casa in una città italiana), ci si chiede dove sia finita la paladina del denaro elettronico e della sicurezza bancaria. Ricordate quella donna, socialista, che ci ha smaronato a più riprese su quanto sarebbe bello se la totalità della moneta si muovesse tramite conti elettronici? Si chiamava Milena Gabanelli. Mi sto chiedendo dove sia ora, se sta pensando di chiederci scusa con un onesto articolo di giornale in cui dichiara di essere una completa ignorante economica, molto naif e pronta  a farsi rubare tutti i suoi risparmi, o se la sua assenza non sia dovuta ad una disperata ricerca di un posto ove nascondere i suoi sudati risparmi dalla rapina prossima ventura. Tanto lo sappiamo tutti che la Gabanelli più di 100000 euro ce li ha di sicuro. Allora dove sei cara Milena Gabanelli?

A pensare alle stronzate dette e scritte negli ultimi anni, oppure a fare un giro perlustrativo alle Cayman, oppure a seppellire contante nel giardino di casa? Lo diciamo o no, che come era ovvio, io avevo ragione e tu torto? Se ci sei batti un colpo

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2013 in banche, Europa, moneta

 

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La mia banca è differente

Vuoi una banca veramente differente? Ecco i motivi per cui scegliere finalmente una banca di cui fidarsi:

  1. Zero spese di gestione
  2. Prelievo immediato, illimitato e gratuito
  3. Perfetto anonimato
  4. Immunità garantita contro i prelievi forzosi dei governi
  5. Riserva integrale al 100%, rimani protetto contro gli squilibri della riserva frazionaria.
  6. Chiunque volesse rubare i tuoi risparmi deve mettere in gioco la sua vita e non può farlo per semplice atto legislativo.
  7. Tassa sui conti implicitamente pagata

In cambio di tutto questo l’unico svantaggio è che non ti paghiamo gli interessi dello 0.00000004% come le altre banche. Ma non avendo spese di gestione, il saldo rimane positivo, a differenza di ciò che accade con i conti correnti usuali nei quali tasse e spese sono sempre maggiori degli interessi percepiti.

Cosa aspetti? Chiudi il tuo attuale conto ed aprilo con noi. Dormirai sonni tranquilli.

 

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2013 in banche, crisi economica, cronaca, Europa, moneta

 

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Senza Parole..

CopioIncollo da il fatto quotidiano:

Brusco risveglio stamani per i cittadini di Cipro quando le radio hanno annunciato l’accordo raggiunto in nottata dai ministri delle Finanze dell’Eurozona che prevede, in cambio di un piano diaiuti per circa 10 miliardi di euro al governo di Nicosia, un pesante prelievo sui depositi bancari. Dalle prime ore del giorno, lunghe file di cittadini, a piedi e in auto, si sono create davanti alle succursali delle banche che dispongono di uno sportello automatico per effettuare prelievi di contante.

La prima reazione della gente è stata di incredulità poi di rabbia, sia per le tante promesse “che i risparmi non sarebbero mai stati toccati” fatte sia dal vecchio sia dal nuovo governo, ma anche perché questa è la prima volta che i correntisti bancari di un Paese vengono colpiti direttamente dalle misure di un piano di aiuti europeo. Una tale misura infatti non è mai stata presa nei casi diSpagnaGreciaIrlanda e Portogallo. Dal prelievo sui depositi bancari – molti dei quali si ritiene appartengano a cittadini russi non residenti – sono attesi introiti per circa 5,8 miliardi di euro. Il prelievo consisterà in un’imposta unica del 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori. Le banche effettueranno i prelievi martedì mattina, dopo la festività religiosa e bancaria del cosiddetto ‘Lunedì pulito’, l’equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri.

Anche le banche cooperative, che in genere il sabato sono aperte, hanno deciso di chiudere gli sportelli a causa dell’enorme afflusso di clienti che volevano prelevare il denaro in contanti e chiudere i propri conti. Il governo cipriota ha dato inoltre disposizioni affinché le banche blocchino durante questo fine settimana la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro via internet.

Il prelievo sui depositi bancari previsto dal piano di aiuti per Cipro porterà 5,8 miliardi di euro, spiega il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. “La situazione di Cipro è unica” in ragione del suo “settore bancario ipertrofico”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, ed è per questo che “abbiamo ritenuto giustificato il tassare i depositi”, ha sostenuto.

Il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro concordato con Ue ed Fmi è l’opzione “meno onerosa” per Cipro ha detto la notte scorsa ai giornalisti il ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris. “C’era una seria minaccia alla stabilità del nostro sistema bancario e finanziario. Non è un esito piacevole, ma crediamo che sia la meno onerosa, se paragonata con altri possibili esiti”. Secondo il ministro, “molti più soldi avrebbero potuto essere persi in una bancarotta del sistema bancario o del Paese”. Sottolineato che l’accordo permette di evitare “tagli ai salari ed alle pensioni”, Sarris ha infine auspicato che il pacchetto possa “contribuire a segnare un nuovo inizio per Cipro”.

Il numero uno del FmiChristine Lagarde fa sapere che il suo istituto è pronto ad approvare un contributo, ma senza specificare l’ammontare degli aiuti. “Crediamo che la proposta sia sostenibile per l’economia di Cipro. Il Fmi sta considerando la proposta di un contributo al pacchetto di finanziamenti. L’esatto ammontare – aggiunge – non è ancora specificato, ci vorrà del tempo per decidere”.

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2013 in banche, Europa, politica, socialismo, tasse

 

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Questi 5 vogliono solo i nostri soldi.

E’ di oggi la notizia che il quotidiano Bild avrebbe titolato come sopra, parlando delle richieste di eurobond e in generale delle richieste che i seguenti 5 personaggi stanno facendo nell’ambito della moneta unica: Monti, Obama, Rajoy, Hollande, Barroso.

Potete notare dalla notizia pubblicata dal Giornale, come si ponga l’accento sulle “regole” imposte dai tedeschi che permetterebbero ai tedeschi di arricchirsi alle spese nostre. Malsane idee peraltro ripetute in diversi articoli usciti in questi giorni, tipo questo oceano di stronzate elencate da Brunetta.

Potete notare spesso e volentieri il riferimento quasi simpatico alla “cicala” Atene, alla “cicala” Italia, da contrapporre alla “formica” Germania. In realtà la causa della crisi economica è proprio tutta qui. Basterebbe ristudiarsi la parabola della cicala e della formica per capire concetti talmente elementari che dovrebbero essere propri di un bambino di cinque anni, e che invece paiono sfuggire al presunto “gotha” intellettuale italiano.

  1. La cicala muore. La formica rimane in vita. Ci sarà un motivo no? Il motivo è che la cicala non risparmia a sufficienza per proteggersi dagli imprevisti della vita. La formica invece si. Questa è una fottuta legge di natura. Va bene che uno può avere una certa perversa simpatia nei confronti dei perdenti, delle cicale. Ma pretendere che le cicale sopravvivano a spese delle formiche fa schifo, è contro natura e può provocare solo l’annichilazione del mondo intero. Perché se le cicale avessero il diritto di vivere sulle spalle delle formiche, tutti sarebbero cicale, visto che è indubbiamente una vita più comoda.
  2. La formica non ha alcuna necessità di adoperare le cicale per arricchirsi. La cicala non produce un cazzo. E’ un peso per la società. La formica si arricchisce semplicemente perché risparmia. La cicala si impoverisce semplicemente perché non risparmia e sperpera. Più passa il tempo più il divario di capitale tra cicale e formiche aumenta. Non è colpa di nessuna regola. E’ la conseguenza di uno stile di vita sostenibile nei confronti di uno insostenibile. Le “regole” imposte dalla Germania sono solamente richieste di comportarsi stile formica e non stile cicala. La formica sta dicendo: vuoi il mio aiuto cicala? Beh, allora mettiti a produrre e a risparmiare. E le cicale gli rispondono che non è compito suo decidere come devono comportarsi, mentre sarebbe suo dovere sostentarle con il frutto del proprio lavoro. Vergognoso.
  3. A margine di ciò la cicala si lamenta con la formica che se lei ha potuto mettere da parte tutto quel grano è grazie al fatto che invece la cicala non coltivava il suo pezzo di terra. QUINDI, la formica si sarebbe avvantaggiata scorrettamente nei confronti della cicala. Bullshits.

Quindi, in sostanza, il giornale Bild ha detto tutta la verità e nient’altro che la verità. Quei cinque loschi individui anelano soltanto a poter sperperare pure il granaio tedesco, perché fare la formica, evidentemente, è “antisociale” (e non ho difficoltà a crederlo, viste le profonde e solide teorie di logica economica che sottendono il socialismo). Fanno bene a scriverlo, perché è da troppo tempo che sui nostri giornali si leggono attacchi pietosi e senza senso verso i tedeschi, e fanno pure bene ad incazzarsi come iene. Aggiungo poi che a me personalmente piacerebbe diventare un popolo di formiche, perché adoro la ricchezza e non mi piace la povertà. Ragion per cui sarebbe ora che invece di fare la figura dei pezzenti mendicanti con i popoli più evoluti, si adottassero le soluzioni che ho già descritto.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2012 in crisi economica, cronaca, Debito, Europa

 

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L’Inganno degli EuroBond. Ovvero: Merkel Resisti!

La gazzarra degli straccioni.

Come potete leggere anche nell’odierno articolo de “Il Giornale”, si fa sempre più intenso il pressing degli stati maiali verso la Germania affinché approvi gli Euro Bond. Cosa sono gli EuroBond? Sono l’allargamento di quel sistema di indebitamento dei governi che ha portato all’attuale fase della crisi. La crisi dei debiti sovrani. In pratica l’eurobond è l’equivalente dei BTP italiani, ma allargato a tutta l’Europa. Quindi se il pericolo di collasso italiano è dato dallo spread tra BTP e BUND, un domani con l’eurobond, il pericolo di collasso di tutta l’Europa verrà calcolato con lo spread tra eurobond e non so, buoni del tesoro americani, o cinesi, o quant’altro. L’eurobond è un modo “furbo” di indebitarsi. I paesi maiali sono incazzati perché la realtà oggettiva è calata sulle loro teste e gli ha detto in faccia: belli, guardate che nessuno può campare senza produrre. E’ il problema che ha la Grecia, il problema che ha l’Italia, quello che ha la Spagna e il Portogallo ed è, parimenti, il problema Francese. Ci sono un sacco di paesi europei dove non si produce più nulla perché la tassazione, le regolamentazioni e la follia legislativa e persecutoria delle classi politiche succedutesi, ha reso non conveniente produrre.

Tutto questo branco di fetide cicale guarda oltreconfine e vede un granaio immenso: quello della Germania. Allora dice: ma perché dovremmo cominciare a produrre per sostentarci quando la Germania ha ancora tanto tanto grano che noi potremmo continuare a mangiarci con disinvoltura?

L’idea quindi sarebbe quella di creare gli Eurobond, che indebitano complessivamente tutta l’europa e non solo le cicale, accollare l’enorme debito delle cicale sulle spalle dei pochi paesi produttivi e continuare a non produrre , sostanzialmente appoggiandolo nel didietro della Germania e dei cittadini tedeschi. Lo scopo è continuare come adesso, ma costringere i produttori ad accollarsi i debiti infiniti che vogliono continuare a fare i maiali. Una volta fossero approvati gli Eurobond, la Grecia e l’Italia non avrebbero nessun motivo per fare riforme atte a favorire la crescita del PIL, perché potrebbero attaccarsi come parassiti alla mammella tedesca, vivere di sovvenzioni statali a debito, ma un debito condiviso e soprattutto pagato da tutti gli stati europei e non solo da chi li fa. E’ il solito modo di allungare lo schema di Ponzi.

Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, avendo arguito che hanno succhiato tutto il succhiabile dai cittadini dei rispettivi paesi, hanno pensato che sarebbe una ottima cosa se potessero adesso succhiare in maniera condivisa da tutti i cittadini europei. Come ogni socialista che si rispetti, rosicano che altri siano meno stupidi di loro e anelano alla distruzione di coloro che si sono comportati più virtuosamente. Nulla di nuovo sotto il sole. Il socialismo nasce per distruggere il merito e la virtù e premiare il parassitismo e l’incapacità congenita.

Gli Eurobond sarebbero la certezza che il collasso in Europa arriverà tutto insieme e travolgerà tutti gli stati. Sia quelli che lavorano, sia quelli che si grattano la pancia e parassitano gli altri. L’eurobond è il veicolo di infezione del virus del debito che, avendo visto che il corpo che lo ospita sta morendo, vorrebbe infettare un altro corpo per continuare a sopravvivere. L’eurobond è il passpartout per infettare tutta l’Europa.

L’eurobond è l’untore della peste nera, la legge che impedisce ai sani di chiudere la porta e non far entrare gli appestati in casa propria. L’eurobond è la legge per cui se non hai la peste, te la devi prendere a norma di legge.

Ed è per la sopravvivenza dei sani (o di quelli meno gravemente malati) che chiedo alla Merkel ed alla Germania di rifiutarsi CATEGORICAMENTE di fare una simile oscenità, per la quale tra l’altro sarebbero i primi temporalmente  a rimetterci. E’ per questo che la Merkel farebbe bene, anzi benissimo, a minacciare per prima un ritorno al Marco e una uscita dall’Euro NON della Grecia, ma della Germania stessa, con tanti saluti ai paesi minchioni, ai francesi socialisti di Hollande, ai Greci falliti, agli Italiani falliti, ignoranti e economicamente incompetenti.

Con l’aiuto di google translate quindi chiudo il post con un accorato appello in tedesco (forse).

Frau Merkel strikt weigern die Euro Bond!

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2012 in crisi economica, Debito, Europa

 

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