RSS

Archivi categoria: giornali

Maradona, ombrelli e assassini.

Diego Armando Maradona. Il Calciatore, il Campione, el pibe de oro, il Dio del calcio. Ma, dicono tanti, campione solo in campo, mentre fuori dal campo è stato un pessimo esempio.   Effettivamente tra piste di cocaina e donne, Diego Armando Maradona è stato inferiore solo al politico medio italiano, con la grossa differenza che Diego, cocaina e donne le pagava con soldi suoi, mentre il politico medio usa i nostri. Che fa più chic. Veramente ce ne sarebbe anche un’altra. Diego, quando pippava di cocaina, non faceva leggi proibizioniste valide per tutti gli altri.

Comunque sia, Maradona è tornato ieri sulla bocca di tutti , per l’unico motivo per cui puoi far parlare di te in Italia. L’evasione fiscale. Siamo un paese dove non si lavora, non si mangia, non si produce, si pagano tasse con le riserve del nonno e del trisavolo e poi, finite queste ci si suicida senza dare nell’occhio. Siamo un paese in cui tutti, appena possono evadono, ma siccome siamo pieni di ipocriti giganti, dagli addosso agli ALTRI, in special modo se costoro sono più ricchi di noi.

E poco importa se chi parla non ha mai eccelso in alcuna arte. Quello riusciva a portare 100000 persone in uno stadio a vederlo palleggiare. Questi hanno bisogno dell’esercito per spostare 100000 persone ed hanno bisogno di finanziamenti pubblici per portarsi le claques  che applaudano ai loro comizi da illetterati.

Insomma, Diego torna in Italia e va da quello la, quello che non evade perché tanto gli danno 5MEuro per un programma di merda, lui che a pallone non è buono, a mandare in orbita shuttle nemmeno, pilotare aerei nisba, arare un campo neppure, costruire un ponte no, fare un concerto neppure….

Però sa dire due stronzate radical chic. Eppoi, se volevi la meritocrazia non ti iscrivevi certo al PD e andavi in RAI.

Insomma Diego va da Fazio. E Fazio gli chiede, ovviamente, conto del solito debito col fisco che adesso è salito a 39MEuro (solo qualche stagione di “che tempo che fa”) a causa di enormi more e interessi che il fisco italiano si diletta ad applicare per fustigare i propri sudditi.

Solo che purtroppo per i pugnettari amanti dei fucili, delle stragi e delle estorsioni, Diego Armando Maradona NON è italiano. E non ha neppure più proprietà in questo paese del cazzo (variante a “paese di merda” giudicato reato).    Morale della favola, gli equamente assassini non possono fargli nulla salvo come avvoltoi su un cadavere, strappargli i monili d’oro e d’argento che si porta addosso.

Ora, Maradona non sarà una cima, ma scemo non è, e quindi dopo aver raccontato da Fazio che ogni volta che viene in Italia gli strappano via orecchini e braccialetti, ha mostrato i polsi nudi e ha fatto, candidamente, il gesto dell’ombrello a EquiAssassini.

Gesto dell’ombrello cui vogliamo unirci con gaudio, perché Noi (plurale majestatis) non siamo spinti dall’odio sociale e quindi non ci da fastidio che uno abbia sfondato nella vita né ci da fastidio che lui sia riuscito a liberarsi degli equiassassini e noi ancora no. Anzi, se Dieguito avesse un modo per farci emigrare e abbandonare la cittadinanza italiana, noi ne saremmo contenti.

Il gesto di Maradona è dal significato inequivocabile, Significa “Adesso non porto nulla, attaccatevi a questo! (stronzi)” .

Sinceramente, con tutta la disistima che ho di Fazio, ammetto che si è comportato come un presentatore di un paese normale dovrebbe fare. Ha interpretato il gesto come una simpatica nota di colore in una discussione che aveva altri argomenti e non si è fossilizzato come una scimmia ebete e ubriaca sul gesto.

Non così però han fatto le scimmie ebeti e ubriache, tipo Fassina, che ha cominciato a blaterare frasi senza senso, o anche prodi commentatori sui più disparati quotidiani italiani. Fassina ha detto:

“È un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione, funzionari di Equitalia hanno notificato nei giorni scorsi a Diego Armando Maradona un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro, stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro, farebbe bene a imparare a rispettare le leggi”

Prima di tutto Miserabile è per definizione colui il quale ha una poltrona in parlamento, si ciuccia soldi di privati cittadini che muoiono di fame, si autoregola lo stipendio, le ore di lavoro e il tipo di lavoro che fa. Questa è la definizione di MISERABILE. Un tizio senza arte né parte, con qualche amico nei posti giusti, bravo con la lingua, ficcato in un posto in cui qualunque cazzata egli faccia, qualcun altro ne paga le conseguenze.

E questa definizione ricalca la situazione di Fassina, molto più che quella di Diego. Miserabile è anche chi parla a sproposito di perseguire, non rendendosi conto che a mesi, lui e i suoi sodali saranno perseguiti dalla folla inferocita. Fassina è come un fottuto bambino viziato e capriccioso che scopre ineluttabilmente i limiti terreni del suo potere e comincia ad urlare e battere piedi.

Purtroppo la situazione non cambia, caro, miserabile Fassina. Tu sei uno squallido parlamentare italiano, non hai alcun potere di andare a rubare soldi ad un cittadino argentino e residente in argentina. Tu persegui l’anima dei meglio mortacci tua, non Maradona. Non puoi farci nulla, smetti di rosicare e vai a piangere sul cesso. Equiassassini  non possono pignorare nulla in Argentina, perché la “legge” italiana, quel principio dogmatico a cui tutti dovremmo attenerci, non viene CAGATA NEMMENO DI STRISCIO IN ARGENTINA.

Anzi, a dire la verità a doversi attenere alle cagate scritte sul codice civile e penale italiano, sono solo gli sfigati 60 milioni di individui residenti in Italia.

Per 6.940.000.000 di persone al mondo, le leggi italiane equivalgono ad un ricamino sulla carta igienica e le notifiche di equiassassini valgono meno della moneta dello zimbabwe. L’unico potere che ha Fassina in Argentina è quello di ricevere una pallottola in fronte in qualche barrios. Non certo di raccontare agli argentini cosa sia giusto  o sbagliato né cosa sia morale.

Che poi noi libertari si sostenga che neanche il Parlamento Argentino ha questo potere sugli argentini (a proposito in Argentina i libertari stanno ottenendo discreti successi), è un altro discorso. Ma nemmeno nella concezione stragista e omicida dello Stato Socialdemocratico, è contemplata la possibilità che il fisco di uno Stato vada a pignorare alcunché in altri Stati. Quindi al miserabile fassina, in compagnia degli assassini equamente solidali, non resta che parlare, parlare e attaccarsi al cazzo.

Tutto questo da un punto di vista strettamente legale e interpretando la merda che Loro chiamano Leggi. E’ nel loro giochino da aspiranti dittatori che hanno fallito. Sul loro campo. Se poi volessimo andare a vedere le cose su altri campi, la situazione non potrebbe che peggiorare.

Parliamo ad esempio del campo “morale”. Le direttive mainstream ovviamente vogliono l’evasore (a meno che non si chiami Ezio Mauro) come tizio moralmente infido e da condannare sempre e comunque. Gli altri possono pure essere pluriomicidi, ma se chiamano Gandhi “evasore fiscale”, hanno diritto di farlo e tutti giù ad applaudire.

Però analizzando la situazione scopriamo che l’esistenza di Maradona ha portato tantissimi, tantissimi soldi in Italia, perché Maradona, essendo un privato ha prodotto “PIL buono”, ha “creato ricchezza” in abbondanza per tutto l’indotto e l’indotto dell’indotto. Ha portato felicità nei cuori della gente che andava ad ammirarlo e reso l’Italia un paese più ricco.

Viceversa, Fassina o un politico qualunque o Befera o un equoassassino non hanno mai prodotto PIL, se anche lo avessero fatto per sbaglio, è “PIL pubblico”, quindi un numero senza senso, hanno diminuito la ricchezza del Paese deprivando dei mezzi coloro che producevano e arricchivano la nazione e massacrato sia l’indotto di coloro che producevano, sia l’indotto dell’indotto. Entrambi spariti per mancanza di capitale residuo. Hanno poi arricchito altra gente, amici loro, che si sono tutti distinti per l’incapacità o la non volontà di competere nel libero mercato. Hanno distorto l’allocazione di risorse, creato bolle e depauperato l’intera nazione. Addirittura Befera ed Equiassassini hanno sulla coscienza un paio di mila suicidi, che ovviamente non gli vengono imputati per legge, perché la legge (italiana non argentina) è fatta a loro uso e consumo. Ma in ogni caso, duemila vittime sono sulla coscienza di Befera e dei dipendenti di Equitalia.

Oltreché di altri parassiti legislatori tipo Fassina.

E non valgono obiezioni stupide tipo “i servizi”, “il bene comune” o quant’altro. Considerato che lo “sperpero” pubblico è quello che è, qualunque evasore può ragionevolmente pensare che i soldi che NON CONSEGNA al rapinatore, siano quelli che andrebbero “a  spreco” e non c’è alcun ragionamento logico o prasseologico per dimostrare il contrario. Se volessimo farne una questione percentuale, supponendo in maniera conservativa uno spreco “solo” del 60%, significa che su 100 euro NON pagati di tasse, 40 li abbiamo tolti a servizi veramente erogati, mentre 60 li abbiamo tolti agli sprechi, riportandone poi 100 nel mercato libero. In pratica evadendo abbiamo donato al mercato libero e al “PIL BUONO” la somma di 100. Non evadendo  avremmo aiutato la società a produrre “PIL CATTIVO” per un totale di 40.

Quindi anche vedendo la cosa dal punto di vista strettamente PRASSEOLOGICO, Maradona finisce tra i buoni mentre Fassina, Befera e “la compagnia dei killer equi e solidali”, tra i cattivi.

Possiamo concludere questo post quindi con la massima che ormai conoscete benissimo:

LE TASSE SONO UN FURTO, NON PAGARLE E’ LEGITTIMA DIFESA.

Evadere il Fisco è un dovere morale!

PS Cari miei due lettori, vi prego con tutto il cuore di non indulgere mai in giustificazionismo per coloro che attaccano qualcuno sull’evasione fiscale. Il socialismo ha sempre bisogno di indulgenza sulle principali idee populiste su cui si basa. Mai iniziare un discorso con “Posto che tutti dovrebbero pagare le tasse”. NO NON E’ VERO. L’evasione non è giustificata se ti stanno facendo morir di fame. L’evasione è giustificata a PRIORI. PRASSEOLOGICAMENTE. Come è giustificato difendersi da furti e omicidi. Che poi non ci vada più di tanto di opporci a tassazioni dell’ordine del 10% è un discorso diverso. Un discorso che dice “MI STAI DERUBANDO, MA PER LA CIFRA IN QUESTIONE NON MI VA DI REAGIRE”.  Questo non significa sia giusto. Non è giusto neppure pagare 0.5 Euro di tasse.

E’ casomai la nostra indulgenza di cittadini a far si che non ci lamentiamo troppo per una tassazione del 10%. Guai però a far passare questa indulgenza come un diritto dello Stato a depredarti del 10%.

E’ importante che questa cosa sia ripetuta come un mantra in faccia a coloro che aggrediscono gli evasori fiscali, ai prezzolati e sussidiati giornalisti  nostrani, agli insegnanti di scuola pubblica, ai nostri amici che li infamano e così via. Fin troppo abbiamo abbozzato che la neolingua trasformasse la parola “RAPINA” in “CONTRIBUTO”.

Annunci
 
 

Tag: , , , , , ,

Digressione

Mitico Giampiero Mughini da liberoquotidiano. Finalmente un articolo serio di condanna al Fisco italiano e di sana economia quotidiana (leggasi funzionante). Sarà che Mughini è anche juventino, ma mi resta grandemente simpatico.

Caro Fisco, non ho ancora ricevuto il vostro modulo di cui leggo nei giornali in cui chiedete a noi contribuenti se in questi ultimi anni abbiamo pagato in nero un qualche artigiano, un qualche professionista, una  qualche prestazione da noi richiesta. Non ci posso credere che voi facciate una tale richiesta da quanto è lapalissiano che ognuno di noi ha di certo pagato in nero un qualche idraulico, un qualche avvocato o dentista, una qualche prestazione che gli veniva offerta a miglior costo se non dichiarata in fattura.

Davvero non posso crederci che voi vi immaginiate un’Italia diversa da così, una quotidianità economica diversa da quella di cui sto dicendo. Non posso credere che voi vi immaginiate l’economia di tutti i giorni come un presepe, e non la lotta della giungla qual è. Una lotta in cui in molti risparmiano i cento euro da dare al fisco perché altrimenti perirebbero.

GIUSTA SEVERITA’
Non fraintendetemi. Sono orgoglioso di pagare le tasse, e dunque di essere corresponsabile della comunità italiana di cui faccio parte. Ho qui alla mia sinistra, già preparata, la cartella con gli F24 con cui pagare Iva, Imu, chiusura del dovuto fiscale 2012, acconto Irpef per il 2013, monnezza e tutto. Di più. Non ho nulla contro il redditometro, contro il fatto che voi chiediate una spiegazione a chi spende oltre il 20 per cento più del reddito imponibile da lui dichiarato. Non ho nulla nemmeno contro i vostri controlli più o meno bruschi nei luoghi di villeggiatura: se uno ha un’automobile grossa così parcheggiata a Cortina o a Forte dei Marmi, deve pur spiegare con quali soldi se la paga. Se poi voi scoprite, come leggo sulla  Repubblica, che un architetto leccese che si dichiara nullatenente ha una barca a vela di notevole entità, se è per me lo potete arrestare anche subito. Prima lo arrestate e più sono contento,   a meno che non abbiate preso una cantonata.

Altra cosa sono i  pagamenti in nero. Per andare subito al cuore della questione vi confesso che più di vent’anni fa un ho comprato un libro in una libreria antiquaria che ho pagato con lire italiane contanti, perché altrimenti il libraio non me lo avrebbe venduto. Più di dieci anni fa, ho pagato un professionista in nero perché altrimenti non mi avrebbe fatto il lavoro di cui avevo un assoluto bisogno e di cui lui era un esperto. Qualche volta ho pagato un idraulico o un corniciaio o un elettricista in nero o perché lui mi supplicava di farlo o perché non avevo nessuna voglia di pagare in bianco 120 euro laddove ne potevo pagare in nero 80. Cose così vi sono chiare o fingete di essere talmente stupidi da non capirlo?

Badate bene. Io fatturo quasi tutto quello che compro perché poi lo posso dedurre fiscalmente, per il lavoro che faccio e per lo studio professionale che gestisco. Ma veramente vi immaginate che un pensionato a 800 euro il mese chiami un idraulico di cui ha   bisogno immantinente, e quello gli dice di scegliere se pagare 80 euro cash o 121 euro con una fattura bell’e rifinita, e il pensionato si affretta a pagare i 121 euro pur di farvi contenti? 

Ma possibile che siate così stupidi da credere una cosa del genere? Ovvio che chi non può dedurre le spese, quelle spese le fa in nero perché gli costano meno. So benissimo che se voi accettaste la deduzione di quelle spese, tutto il vantaggio fiscale per lo Stato ne morrebbe. Ok. E allora accettate la realtà della vita, che ognuno si batta per sopravvivere. E quando paga, e quando incassa. 

Per molti il quantum che riescono a sottrarre al fisco è una questione di vita o di morte. Come mi disse una volta un tassista con il quale chiacchieravo. Che quel po’ che riusciva a sottrarre al fisco gli permetteva di pagare gli studi della figlia. Sacrosanto. Cari amici del fisco, non penserete certo che tutti possano pagare interamente le aliquote fiscali in vigore nel nostro Paese? Non penserete neppure un attimo che un professionista metta in chiaro ogni euro del suo reddito, sul quale pagherebbe qualcosa di vicino al 50 per cento di tasse.

LA COSTITUZIONE
Cari amici del fisco, non potete non saperlo che l’articolo 1 della Costituzione italiana di cui molti babbei dicono che è la migliore del mondo (è ottima, ma è l’unica cosa in Italia che abbia gli stessi anni del Festival di Sanremo e dunque un po’ arrugginita), quello dov’è inscritto che la nostra Repubblica è fondata sul “lavoro” è una fasullaggine assoluta. La nostra bella Repubblica non è fondata sul lavoro e bensì sulle tasse addosso al lavoro, sullo Stato che non paga i suoi debiti, sull’evasione fiscale veniale.

Perché di questo sto parlando. L’evasione fiscale veniale. Né più né meno di quello che aveva detto Fassina e per il quale gli imbecilli lo hanno morso senza pietà. Ossia che senza una parte di quell’evasione fiscale, saremmo tutti più poveri e derelitti e incapaci di andare avanti. Sì, lo confesso. Se mi arriva un artigiano la cui spesa non posso dedurre, senz’altro lo pagherò in nero. E con tutto questo continuerò a guardarmi allo specchio orgoglioso di quel che pago ogni anno a voi del Fisco. Orgoglioso.

Quel che mi sento di obbiettare, ma è chiaro il tentativo di autodifesa nei confronti delle ripicche del Fisco, è che non deve sentirsi orgoglioso di pagare le tasse.

Infatti OGNI euro pagato in tasse è un euro che che la gente comune non ha potuto gestire ed è stato gestito a livello politico. Se analizza la percentuale di sperpero proprio del sistema pubblico italiano, che ben conosce, rispetto all’attento e funzionale uso che ne avrebbe fatto il privato (lui e gli altri taxpayer), non potrà evitare di dedurre che pagando le tasse ha contribuito ad uno sperpero che non ci sarebbe stato o che sarebbe stato inferiore. Ovviamente a livello macroeconomico.

Mitico Mughini

 
1 Commento

Pubblicato da su 8 agosto 2013 in evasione fiscale, giornali, tasse

 

Tag: , , , ,

Riflessioni sulla Sinistra

Non vorrei che qualche ardito potesse prendere questo articolo come una difesa di Silvio Berlusconi. Questo articolo è solo a ricordare sempre quali sono quelli moralmente superiori.

Berlusconi è un puttaniere.

Loro invece no

Berlusconi, secondo alcuni geniali personaggi, si sarebbe trombato una minorenne, la quale ha sempre negato. Loro invece vanno solo con le quarantenni. In questo caso però a differenza di Ruby, le “quarantenni” in questione non negano, anzi. Qualcosa vorrà dire.

Berlusconi ovviamente, fa soltanto i suoi sporchi interessi di capitalista. Loro no. Loro hanno una banca,  ma non si può dire, perché se esce sui giornali si commette reato e si incolpa l’editore di un giornale, ma solo perché quell’ editore è Berlusconi, visto che questa è l’UNICA intercettazione telefonica uscita sui giornali per la quale si sia incriminato qualcuno per la fuga di notizie.

Eppure tutti i giorni io leggo intercettazioni telefoniche “sfuggite accidentalmente” dalle sedi preposte e finite sui giornali. Conosco un caso, dove non solo certe telefonate sono “sfuggite accidentalmente” e finite sui giornali, ma altre si sono “perse” nelle sedi opportune e mai arrivate a processo, salvo poi dover essere scovate dalla difesa a caro prezzo.

Conosco un caso dove la fuga di notizie si è spinta fino a pubblicare commenti su donne di spettacolo e mettere in crisi relazioni familiari.

In questo caso, le intercettazioni sono arrivate ai giornali e nessun giornale è stato incriminato per aver divulgato notizie riservate.

Non solo, in questo caso, dove peraltro in primo grado hanno decretato una “associazione a delinquere” formata da sole tre persone che non avevano alcuna possibilità di delinquere senza l’aiuto di altri, il tenore delle telefonate che avrebbero decretato la condanna non sono del tenore di quella che avete visto trascritta su youtube, nella quale si evince che LORO, sempre gli stessi, i paladini del bene pubblico, si stavano comprando una banca con l’aiuto delle coop. Sapete quelle altre aziende paraculate fiscalmente perché agiscono anche loro per il Bene Comune?   Si intravede poi un pericoloso “lui vuole lavorare con le coop” che sa un pò di chiara minaccia pregressa.

Eppure questa telefonata non deve finire sui giornali. Qui si applica la legge ovvio, quella legge che è sempre più applicata coi nemici e sbeffeggiata, non interpretata, con gli amici. Amici di chi poi, che per definizione la Magistratura non ha preferenze politiche?

Però vabbé, alla fine con la banca, visto che sono ottimi imprenditori, faranno degli utili e finalmente faranno il tanto sospirato bene comune.

Poi se casualmente e per colpa di Berlusconi, non dovessero fare utili, la soluzione che propongono è di sicuro funzionamento, perché “non sempre il “comune buon senso” è il metodo più adatto a risolvere situazioni difficili”, come ci dice il loro giornale di riferimento. Questa cagata la scrive tre mesi fa, mica un secolo fa.

Per inciso una simile frase, che lascia poi intuire la lucidità dell’articolo seguente, lascia PIENAMENTE COMPRENDERE, come abbiano l’idea che Economia e VITA DI TUTTI I GIORNI, siano cose completamente scorrelate e non un qualcosa di estremamente ben connesso e quasi sovrapponibile. Ma non solo, la loro teoria non è applicabile neppure a situazioni di economia familiare. Figurarsi applicarle su scala mondiale (Oh, ma lo stanno facendo da un bel pezzo). Se quando si accorgesse di aver finito i soldi, la massaia si desse all’acquisto compulsivo per “risollevare l’economia familiare” prenderebbe solo un sacco di calci dal marito, oltre a contribuire al fallimento familiare. Solo che il buon senso, quello FONDAMENTALE in economia, la induce a risparmiare e ridurre le spese. Questi ci vogliono far credere che se la “famiglia” è di 54M di componenti, la spesa compulsiva sia una soluzione.

Torniamo a noi.

Sono completamente coglioni in economia. Si gestiscono la Prostituzione di Giunta mentre a noi ci multano per la strada se solo le accostiamo.

Si scopano i bambini e per di più pure maschi mentre si fanno mantenere coi nostri soldi.

Si comprano le banche, le gestiscono, coi loro soldi oltre i voti, molto probabilmente ci comprano la Giustizia, le fanno fallire e poi scatenano i loro scagnozzi per convincerci ad indebitarCI NOI ancora di più.

Altrimenti il Forteto potrebbe chiudere….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tag: , , , , , , , , ,

Cosa NON è l’Economia, e cosa NON è la Logica.

Uno degli articoli più letti e apprezzati di questo blog, è “Capire l’economia per capire la realtà“, articolo in cui spiegavo in maniera molto semplice il significato di valore, il suo essere soggettivo e da cui estraevo le prime conseguenze di questo fatto.

Quello è un articolo di economia. L’economia, come ben dovreste sapere, si coniuga uno ad uno con i principi logici di identità, non contraddizione e col principio di causa ed effetto. Questo perché sono i principi cardine attraverso i quali l’individuo agisce: essendo l’economia una scienza che studia l’Azione Umana, non può certo prescindere dalla comprensione dei metodi attraverso i quali i miliardi di individui pensano ed agiscono.

Ma per alcuni articoli economici seri, tipo il succitato, esiste nel mondo una variegata quantità di merda, spacciata a più riprese come studi economici, con finalità diverse, diversissime da quelle della comprensione della realtà e dell’azione umana.

E’ il caso di quest’articolo, comparso sul peggior giornale italiano per distacco, quale è Repubblica.

Non fosse altro che poi la gente tende a credere a qualunque idiozia gli venga propinata, a maggior ragione se con l’imprimatur di “studi economici”, non varrebbe neppure la pena di commentarlo, quanto è sconclusionato.

Il titolo dell’articolo è già tutto un programma: “nel mercato sopravvivono i cattivi”. L’incipit è il solito concentrato di frasi senza alcun senso economico, ma pregne di buonismo e politically correct:

IL LAVORO minorile è uno scandalo, lo sfruttamento degli operai cinesi un’ingiustizia, la morte di mille persone nel crollo del palazzo di Dacca grida vendetta.

Tutte e tre queste frasi sono palesi idiozie. Il lavoro minorile non era uno scandalo quando lo ha fatto mio nonno, il padre di mio nonno, il nonno di mio nonno e le rispettive future mogli. Per un sufficiente periodo di tempo, conclusosi da poco grazie alle politiche governative, siamo stati in grado di permetterci di non utilizzarlo, grazie al CAPITALE ACCUMULATO precedentemente, CAPITALE che ha permesso ai genitori di mantenere i figli fino all’arbitraria età decisa dallo Stato nel quale diveniva lecito farli entrare nel mondo del lavoro. Non esiste alcunché di etico nel non far lavorare i ragazzi fino ad una certa età (decisa da Terzi). E’ semplicemente un fattore economico che ti permette di farlo o meno, che lo rende sostenibile o insostenibile.

Lo sfruttamento degli operai cinesi andrebbe spiegato meglio. Dove? In Cina o in Italia? Quello in Italia non può certo essere definito sfruttamento, visto che ci vengono apposta dalla Cina per praticarlo, visto che NON si presentano in nessun corpo di polizia per farsi rimpatriare onde non essere più sfruttati e visto che addirittura pagano somme dell’ordine dei diecimila euro per poter scappare dal paradiso cinese per poter venire ad essere sfruttati in Italia. Bisogna perciò, seguendo semplici deduzioni logiche, desumere che lo sfruttamento di cui si parla avviene nella loro madrepatria. La Cina. Ora, che in Cina i lavoratori siano sfruttati può essere vero o non vero, l’articolo non spiega certo il perché lo sarebbero. Di certo non si può desumere che siano sfruttati facendo un confronto con i salari occidentali: la struttura dei prezzi è completamente diversa e per tale motivo lo è anche l’utilità marginale del lavoro dipendente. Nè tantomeno lo si può desumere, per motivi analoghi, dal numero di ore lavorative rispetto a quelle italiane. In ogni caso, pur volendo ob torto collo credere all’affermazione iniziale, cosa c’entri la condizione dell’operaio dipendente cinese in Cina, con una situazione di mercato libero non ci è dato saperlo.

La Cina attualmente, secondo l’ IEF è 136esima   nella classifica delle libertà economiche, con un risibile punteggio nel caposaldo delle economie di mercato: il rispetto della proprietà privata, dove ottiene un punteggio di 20 (su un massimo di 100).

Gli operai cinesi si spostano dalla Cina verso nazioni più libere e più mercatiste. Lo fanno scientemente proprio perché più la nazione è libera più si vive bene. Per loro lo schifo italiano (83°) è molto meglio dello schifo cinese.

Terzo punto. La famosa fabbrica in Bangladesh. In Bangladesh. Il Bangladesh è un altro di quei posti famosi per essere il faro delle economie liberali: 132esima con un punteggio di difesa di diritti di proprietà analogo alla Cina.  Crolla una fabbrica in un posto del genere e sarebbe colpa del mercato???? E’ chiaro poi che gli incidenti accadono molto di più in posti in cui si lavora e si agisce che in posti in cui si sta fermi a rigirarsi i pollici. Per tale motivo è chiaro che è più probabile che crolli una fabbrica piuttosto che un ufficio governativo. Collegamenti col “mercato”??? Nessuno. Non solo, ma il sistema che il branco di coglioni che considera il Bangladesh una nazione ad alto contenuto mercatista, si dimentica un pò troppo spesso che la LORO soluzione è far costruire le fabbriche come la CASA DELLO STUDENTE dell’Aquila (STRUTTURA PUBBLICA), o la SCUOLA MATERNA DI SAN GIULIANO.

Ma andiamo avanti.

Questo “economista”  fa un esperimento veramente geniale. Prende un pò di persone e le mette davanti a delle cavie di laboratorio. Chiede loro se vogliono che vivano e, piuttosto ovviamente, tutti rispondono di si.

Poi comincia ad offrire loro dei soldi per sopprimerli ed ha scoperto, cosa inaudita, che la vita dei topi di laboratorio ha un valore che si aggira mediamente intorno alla decina di euro.

Grossa scoperta. Se fosse andato al mercato avrebbe scoperto che la vita di un pollo si aggira intorno ai 3 euro e la vita di un coniglio altrettanto. Questo, per quanto riguarda i normali clienti. Il valore del pollo per l’allevatore di polli è inferiore. Egli è disposto a farli uccidere e portarli via per molto meno. Il valore della vita di una acciuga è ancora molto molto inferiore.

Insomma, esperimentone degno di nota.    Da questo geniale esperimento scientifico, il nostro “economista” e  la giornalaia in questione derivano conclusioni allucinate. Chi opera nel mercato viola continuamente la sua etica.

Questa frase è un condensato di strafalcioni. Primo. L’etica è un comportamento personale. Dire che qualcuno viola la sua etica è assurdo. La propria etica è, coincide col proprio comportamento assunto liberamente. Tu puoi violare la tua etica se sei costretto con la forza  a fare qualcosa. Non di certo se puoi liberamente decidere se agire o meno. Quando agisci liberamente, per costruzione rispetti la tua etica. Il problema casomai è che il nostro presunto economista non ha capito quale fosse l’etica di ogni partecipante. Il fatto che senza alcun corrispettivo monetario nessuno degli astanti fosse disposto a far ammazzare un topo, non significa che la vita dei topi fosse il primo elemento nella loro scala valoriale. Significa semplicemente che valutano la vita di un topo  in maniera maggiore di zero. Significa che la vita del topo ha valore e significa che nessuno degli astanti provava gusto per una uccisione immotivata.

Il fatto che avendo qualcosa da guadagnare molti abbiano scelto di sopprimere il topo è indicativo solo e soltanto del fatto che per queste persone il guadagno era superiore al valore che davano alla vita del topo. NON che il malvagio dio denaro abbia traviato i loro puri cuori di asceti mistici.

Se andate dall’allevatore di polli di prima e gli dite:  “ti dispiace se scanno una decina dei tuoi polli?”

La risposta sarà sempre e comunque ovvia. Ma l’allevatore è ben disposto a lasciarveli scannare dietro ricompensa. Anzi, è proprio il suo lavoro. Lo fa per campare. Nulla lo ha traviato, come nulla ha traviato i partecipanti all’esperimento.

Certo se poi si è sufficientemente idioti o maldisposti da trasformare un “non sono disposto a far ammazzare un topo senza aver nulla in cambio” con un “non sono disposto a far ammazzare un topo in nessun caso al mondo e per nessuna ricompensa immaginabile”,  beh allora si può dire di tutto o di più. Ma questa non è scienza. E’ tutt’al più cinema e varietà. Crozza può farlo, un economista e una giornalista no.

E’ ovvio che la vita di un topo abbia un valore ed è ovvio che superato tale valore, la gente sia disposta a farlo uccidere. Succede per qualunque animale e non si capisce a quale “morale” si attenga l’economista. Non si capisce perché derivi che questo tipo morale sia la stessa degli altri, secondo cui non solo ci sarebbero dei fini “non valutabili”, ma che addirittura tra questi fini ci sia la vita di una cavia da laboratorio. Queste sono follie mentali.

Visto che però né il signor Falk, l’ “economiere” in questione, né la giornalaia di BananasRepublica pare abbiano capito nulla di come funziona l’azione umana, rammento loro che l’uomo agisce cercando di giungere da una situazione meno soddisfacente ad una più soddisfacente, secondo i suoi personali FINI. Questa è l’unica “morale” o “etica” che conta nell’agire. L’insoddisfazione iniziale è maggiore dell’insoddisfazione (presunta) finale, altrimenti non agirei in tal modo.

Il fatto che l’uomo generalmente non rubi o non uccida altri uomini non deriva assolutamente da considerazioni morali di natura collettiva o sovrumana. E’ il calcolo di vantaggi e svantaggi derivanti da ogni atto , visto dagli occhi dell’uomo agente, che fa sì che una azione venga intrapresa o meno.

L’uomo generalmente non uccide un altro uomo né gli ruba qualcosa perché valuta gli svantaggi superiori ai vantaggi. Svantaggi nei quali sicuramente rientra anche la questione “morale”, ovvero l’insoddisfazione generata dal semplice atto di prevaricazione , ma nei quali rientra anche l’effetto che tale atto avrà nella vita futura.

Se la società non punisse l’omicidio e non punisse il furto, se gli amici delle vittime di omicidio non cambiassero atteggiamento  nei confronti dell’omicida, se i derubati non tendessero a non collaborare più con i ladri etc etc, il furto e l’omicidio sarebbero all’ordine del giorno ancor di più di quanto lo sono adesso.

Tornando allora all’esperimento topi. Se il nostro valente “economiere” avesse proposto sì, di dare dieci euro ad ogni persona che avesse deciso di sopprimere un topo, ma contestualmente di fargli fare un anno di carcere, sono certo che, come per magia, le stesse persone sarebbero state “etiche” e “morali” nonostante il fattore economico. Tutto questo almeno fino a quando la cifra offerta non sarebbe stata valutata sufficientemente alta da compensare ampiamente l’anno di carcere E l’insoddisfazione causata dall’atto di soppressione.   Che in assenza di adeguati svantaggi le persone intraprendano abitualmente azioni violente come furti e omicidi è facilmente dimostrabile in tutti quei campi in cui gli svantaggi o non ci sono o sono notevolmente alleviati.

Per esempio in POLITICA.  Un politico può rubare soldi a tutti i propri cittadini tramite un procedimento chiamato “legislazione”, che gli permette di farlo senza pagare le conseguenze che la società riserva a qualunque altro tipo di persona che compisse lo stesso furto. Il risultato è che diventa usuale rubare soldi e la tassazione infatti arriva ben oltre il 50%.  Anche in questo caso non c’è nessuna “morale” che ferma la mano del politico. Le uniche considerazioni sono quelle riguardanti vantaggi e svantaggi. Il politico si ferma se e solo se vede che aumentare la percentuale di furto mette al rischio il suo guadagno futuro (default, crack del sistema, rivoluzione civile).

Alla stessa maniera, quando un dittatore può uccidere persone senza pagarne il fio, ma avendone solo  vantaggi, ecco che questa azione viene intrapresa in maniera ripetuta, perché valutata a saldo positivo nella rincorsa ai mezzi per raggiungere i propri fini.

Da questo cosa si può dedurre?

In primo luogo che l’etica  e la morale sono concetti soggettivi e che comunque non hanno un valore infinito.

In secondo luogo è che gli atti di prevaricazione vengono limitati dagli svantaggi che la società riserva a coloro che li compiono e non da un ente estraneo chiamato “Morale Collettiva” o “Etica” o qualche altro concetto avulso dal calcolo dei pro e dei contro.

In terzo luogo che non è opportuno finanziare pubblicamente l’economia

In quarto luogo che non è opportuno finanziare pubblicamente l’editoria

E infine che sarebbe opportuno comprare, coi soldi risparmiati da tali finanziamenti, numero DUE zappe da spedire al signor Falk e alla signora Elena Dusi, in modo tale che si possano specializzare in un mestiere più adatto alla loro statura intellettiva.

Date le particolari conoscenze economiche brillantemente mostrate da entrambi, sconsiglio vivamente che il campo da zappare sia di loro proprietà, ma che possano svolgere tale lavoro da dipendenti pagati un tot a colpo di zappa. Gestire un intero podere, con tali rudimenti economici, potrebbe portarli velocemente alla rovina economica.

 

Tag: , , , , , ,

Ma quanto fanno schifo!

Mio Dio che merda.

Non basta che si siano presi DUE mensilità per non fare un beneamato cazzo, perché sono due mesi che traccheggiano senza decidere chi cazzo debba governare il paese. Non basta Bersani, che dice che il “governissimo” non è la cura, e che quindi NON FARE UN CAZZO è meglio che lavorare in un governissimo.

Non basta che, incredibile a dirsi e a sentirsi, per il prossimo inquilino del Quirinale si fanno nomi di feccia d.o.p. riciclata come Romano Frodi, oppure completamente fuori posto come Gino Strada, e addirittura la Gabanelli. Ma come cazzo si fa???  Ma chi è sta manica di coglioni? Ma se non sono EBETI, di SINISTRA e RICICLATI non li vogliamo? Mister Merda Amato????? MARINI ?? Un altro fottuto sindacalista? E perché non ci tagliamo pure tutti i coglioni, oltre ad eleggere sti qua? LA FINOCCHIARO??????????????

Ma come cazzo si fa anche solo a pensare alla Finocchiaro? Non è che siccome sono donne, devono per forza essere in gamba, messaggio per tutti. Esistono un sacco di donne incapaci e stupide. Il fatto che oltre ad essere donna sia pure brutta da non potersi guardare in faccia, non è un sintomo di intelligenza. E’ una constatazione che madre natura, sul piano fisico non sia stata magnanima. Ma esattamente come per la Bindi, questo non significa che invece sia stata magnanima di qualità intellettive. Se i nomi sono questi, fatemi un favore, metteteci un cavallo al Quirinale.

Non basta che la sinistra, uscita praticamente sconfitta dalle elezioni abbia già Presidente del Senato e della Camera, ma come usualmente le capita, vuole pure la Presidenza della Repubblica, e tutto ciò per permettere di far governare un papocchio con PD e un pò di Grillini, che cadrà alla prima legge utile.

Non basta che prima di mettersi a NON FARE UN CAZZO per due mesi, abbiano sistemato le cose in modo tale da uccidere una azienda ogni 3 minuti e provocare un suicidio ogni 3 giorni.

Il peggio è quando li senti parlare di come risollevare il paese. E’ lì che ti accorgi che NON NE SANNO UN CAZZO e che quindi non potranno mai risollevare nulla.

A sinistra non ne parlano proprio. A loro non interessa la veniale questione economica, ci saranno cose ben più importanti che il pane e il companatico che mancano, su cui ragionare:  le unioni civili per esempio, oppure una bella e attesissima legge sul conflitto di interessi, la quale se fatta bene (e non lo sarà) porterà vantaggi nell’arco temporale di 15-20 anni… Oppure perché no? Una bella legge elettorale. Se poi a qualcuno di costoro passasse in mente di disquisire di meri e bigi problemi materiali, gli unici aborti che partoriscono sono soluzioni orwelliane di sparizione del contante o patetici tentativi di aggirare la legge che non ti puoi consumare quello che non produci.  SCHIFO, SCHIFO E DISGUSTO.

Allora guardi al Movimento Cinque Stelle.

E loro neppure vogliono avere a che fare col principio di Realtà. Idee alla rinfusa, in conflitto tra loro e avulse dalla realtà.

Il “reddito di cittadinanza” mi sembra giusto, perché affannarsi a produrre per poi mangiare quando è più comodo mangiare a basta?  Che fessi i Sumeri a non averci pensato prima. Però la TAV no, produciamo verde, che costa di più e non funziona, mi raccomando coi pannelli solari finanziati dal pubblico e avanti con stronzate new age. Mettiamo la moneta auritiana, stampiamole a quadrucci verdi luccicanti e dichiariamo che sono di tutti, vedrai come si trasformano in bistecche. Anzi no, in zucchine, saranno pure vegetariani?

Allora vai a vedere che dicono nel PDL. Nel PDL  è più facile, parla solo uno: Berlusconi. Poi Alfano ripete le stesse cose. Gli altri stanno zitti e giocano a carte coi colleghi della sinistra. E Berlusconi si, spesso dice cose più sensate in economia. Riduciamo la pressione fiscale. Aboliamo l’IMU, snelliamo la burocrazia. Peccato poi la messa in pratica sia risultata molto discutibile (L’idea del ministero per la semplificazione legislativa non era brutta, se avesse semplificato le leggi, la pressione fiscale non è diminuita) e quando anche riesci a togliere una tassa come l’ICI, i compagni te la riappioppano subito rendendo inutile e vano il lavoro svolto.

Ma Berlusconi ha un difetto. Voi direte: “Uno solo????”  Parlavo in senso economico. La sua visione microeconomica è giusta, essendo stato imprenditore per una vita ed avendo gestito cose reali e non discettato del sesso degli angeli assieme a Bersani, D’Alema, Romano Prodi, Casini e Vendola. Purtroppo quando si tratta di analizzare il livello marco economico, non ne sa e si lascia influenzare dal mainstream che vuole il “prestatore di ultima istanza” come soluzione a tutti i mali.

Soluzione che funzionerebbe benissimo, se il prestatore fosse in grado di prestare, senza perdite di tempo un numero illimitato di beni reali a chi ne facesse richiesta.

Purtroppo con la tecnologia di cui siamo in possesso, possiamo tutt’al più prestare foglietti di carta o determinate configurazioni di bit in un float a 64 bit. Quindi questa soluzione FA CAGARE. Non serve ad una beneamata fava, non più di quanto possiamo mangiarci i foglietti di carta o i bit.

Allora pensi che forse però, qualcuno che spieghi le cose come stanno, lo puoi trovare sui giornali.

Invece se i giornali di sinistra si limitano  a seguire i partiti nel loro fregarsene di mere questioni economiche, mentre incentrano le prime pagine sulla cronaca politica, i giornali di destra fanno peggio.

Se Berlusconi infatti pensa di risolvere il problema macroeconomico europeo tramite il prestatore di ultima istanza, questi altri hanno rilanciato al buio, incartandosi su ragionamenti circolari secondo cui il problema è la Germania e l’Euro. Incitando così la popolazione a lasciare una moneta forte per una moneta del cazzo, la nuova lira, guidata da gente come Frodi, la Finocchiaro, o Bossi o Tremonti o qualunque pseudopolitico del cazzo italiano. Seee, usciamo dall’euro, che il problema è che non ci permettono di stamparci le bistecche, questi affamatori europei.

Io sinceramente, mi sono veramente rotto il cazzo di questo paese di merda e del letamaio partorito dai cervelli in pappa delle persone che contano qualcosa nei confini patrii.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 16 aprile 2013 in cronaca, giornali, politica

 

Tag: , , , , , , , , , , ,

Ruby si ribella: sconcertanti dichiarazioni

 

Le dichiarazioni di Ruby fuori dal tribunale di Milano sono qualcosa di sconcertante.

Sconcertante perché ciò che ha detto non può essere assolutamente considerato falso. Nessuno va a fare una dichiarazione pubblica del genere riempendola di frottole. Si rischiano figure di merda in mondovisione e oceani di denunce.

Se dobbiamo quindi credere alle sue dichiarazioni, scopriamo l’ovvio, ovvero che non è mai andata a letto con Berlusconi, ma scopriamo molto di più il meno ovvio.

Per esempio che esisteva un passaporto con scritto  Mubarak. Vero o falso che fosse.

Per esempio un processo con una parte lesa che non si dichiara tale, che per precauzione non viene sentita nel processo.  Atipico, molto atipico, per certi versi inquietante  e kafkiano.

Oppure che gli interrogatori vengono comunemente svolti promettendo aiuti in cambio di dichiarazioni. Molto Molto Molto inquietante.

O ancora che certi interrogatori vengono verbalizzati, altri no. Alcuni controfirmati, altri no (inventati di sana pianta ??).

Che in RAI pagano 3000 euro un tizio per inventarsi storie su altre persone spacciandosi per fidanzato.

Che i giornalisti in Italia sono abilitati a mentire.

Insomma, che la magistratura e il giornalismo in Italia siano da denuncia al tribunale dell’Aia per i crimini contro l’umanità è ormai più che un fondato sospetto. E’ imperativo ed urgente, al pari delle riforme economiche, che l’Italia si doti di un sistema giudiziario che sia efficiente e rispettoso del Capitale in senso austriaco delle persone: vita, soldi, patrimonio, tempo.

 

 
9 commenti

Pubblicato da su 4 aprile 2013 in cronaca, giornali, magistratura, politica

 

Tag: , , , , ,

Impresentabili.

Il motivo per cui non si riesce a venire a capo di un governo, come già detto, è che la parte sinistra (nel senso di tetra) dell’Italia vive da decenni nella immotivata idea che il PDL sia il Demonio. Anzi no, essendo loro anticlericali probabilmente se vedessero il PDL come Demonio, ci si accorderebbero. Lo vedono come il male assoluto e il loro pensiero, ricalca uno ad uno quello che si è permessa di dire Lucia Annunziata, ieri su Rai3.

Voi siete impresentabili

Lucia Annunziata è l’ennesima portatrice di eskimo che ci è stata fatta digerire, in nome di non so più quale spartizione delle cadreghe, come conduttrice di un talk show di parte, completamente di parte, sul canale pubblico più di parte d’Italia (peraltro quello con minori ascolti), ed è perfino accreditata di una qualifica che ormai non si nega più a nessuno. Quella di giornalista.

E’ perfino direttrice di un giornale: l’Huffington Post Italia. Quanti leggono sto giornale in Italia? Boh, 3-4 oltre la propria redazione.

Lucia Annunziata è comunista da una vita. Ha fatto una tesi sugli aiuti pubblici al sud (!!!) e ha iniziato la carriera su Il Manifesto, per poi proseguirla su Repubblica.

In sostanza costei ha fatto carriera nei peggiori letamai di idee dell’Italia: (IlManifesto, Repubblica, Rai3)

E’ il prototipo del comunista classico, che afferma e propaganda idee perniciose per l’umanità (idee socialiste), si fa strada tra giornali di partito e similia, approda finalmente alle televisioni di partito. Sul mercato mai. Non è la Ventura che saluta il posto pubblico perché nel privato la assumono.

Lei l’Annunziata, nel privato non la vogliono.

Però lei lo stipendio lo prende da noi. Pantalone paga per lei. Per sentire le sue puttanate cosmiche per la precisione. Come per la Gabanelli, Pantalone paga per sentirsi proporre idee tipo la sparizione del contante. Ma con la Annunziata è diverso, perché Pantalone la paga per farsi dire che il suo 30% è impresentabile. Ovviamente Pantalone paga e basta, a lui non è richiesto di dire quanto sia impresentabile l’Annunziata.

Glielo dico io alla signora con l’eskimo. Lei è impresentabilissima. E’ il solito relitto comunista le cui idee, in quanto sbagliate e perniciose, non andrebbero neppure fatte trapelare in sede di informazione sussidiata. Ancor più in sede di informazione pubblica. E’ l’ennesimo esempio di carriera con la tessera di partito, cosa di cui non abbiamo bisogno e che fa un pò schifo a tutti.

Quindi prima di tutto abbiamo un individuo impresentabile, su cui nutro molti dubbi sulle capacità professionali (non c’è un posto di lavoro serio nel suo curriculum), che emette patenti di impresentabilità sugli altri. 

Già questo basterebbe a squalificare del tutto questa triste donna, ma non siamo soddisfatti e andiamo a contestualizzare.

L’Annunziata ha detto “impresentabili” al 30% degli italiani, nel confronto tra il 30% di coloro che hanno scelto il PD, e del 30% di coloro che hanno scelto Grillo. Mi avesse detto che gli altri erano la Tatcher e Reagan..

Certo, il PDL sarebbe stato impresentabile. Ma proprio per questo non avrebbe preso il 30% dei voti. Il problema è che se gli altri sono Pinotto e Giamburrasca, diventa presentabile pure Paperino. L’Annunziata ragiona però come i ridicoli, vetusti, squallidi e impresentabili, soprattutto impresentabili, esponenti del partito che gli ha garantito la carriera. Costoro pensano sempre che gli altri siano la feccia e, mentre passeggiano, dormono e mangiano in un fiume di liquami, dicono agli altri che puzzano.

Impresentabile il PD di Bersani.

Impresentabile perché non ha una posizione su nulla che non sia Berlusconi. E ci vuole molta fantasia per risolvere i problemi italiani semplicemente cacciando Berlusconi.

Impresentabile perché se proprio deve avere una posizione, le idee proposte sono socialiste, perciò sbagliate, dannose e pericolose.

Impresentabile perché è l’UNICO, ripeto l’UNICO dei tre grandi partiti che vuol mantenere i finanziamenti ai partiti (secondo il programma almeno).

Impresentabile perché con la stessa superbia, saccenza e aria di infondata superiorità morale, spiega che i finanziamenti sono necessari per la politica.

Ecco, prendiamo ad esempio questa posizione, più volte ribadita dai suoi esponenti. E’ l’esempio lampante di che cazzo di elementi sono. A chiacchiere stanno sempre a difendere la democrazia, le regole, la costituzione. Però non l’hanno mai capita la democrazia. Perché il popolo è sovrano e se il popolo decide di togliere i finanziamenti i meri esecutori del volere del popolo, devono togliere i finanziamenti.

Se vado dal mio broker finanziario e gli dico “vendi”, lui vende.

Il referendum,  non è una richiesta di uno studio sulle conseguenze di un’ipotetica eliminazione dei rimborsi elettorali ai partiti. Nessuno ha mai chiesto il vostro parere in proposito. Se avessimo voluto il parere di qualcuno, lo avremmo chiesto a qualcuno competente e non ad un eletto e a qualcuno di nostra fiducia. Nessuno vi paga per avere opinioni in merito né per esternarle. Siete pagati e state lì, secondo i principi democratici, per fare la volontà del popolo. Più chiara dell’esito di un referendum mi pare non esista modo.

Invece no. Il PD ha sempre qualcosa da insegnare agli altri. Questo si fa così, quest’altro non è “politically correct”, l’opinione GIUSTA è questa. Ma andate a fare in culo invece.

Ecco. Questo è un altro motivo per cui è impresentabile il PD.

E’ impresentabile, perché sono sempre gli stessi, indagati quanto gli altri, ma con un occhio di riguardo da parte di tutte le Lucie Annunziate che hanno sparso (facendoci pagare noi) nel corso dei lustri.

Sono sempre gli stessi, trombati da generazioni, perché se è vero come è vero che sempre gli stessi sono quelli del PDL, sempre gli stessi sono quelli del PD, con la differenza che negli ultimi trent’anni, i primi hanno quasi sempre vinto, mentre i secondi hanno quasi sempre perso ma, di mollar cadreghe, ritirarsi a vita privata no. Bindi, Bersani, Vendola, Franceschini, Fassina, Finocchiaro…

Lustri di sconfitte elettorali, ma mai che andassero efficacemente a fare in culo. No, è sempre colpa di qualcun altro, perché loro sono “buoni e presentabili” per definizione. Quindi se perdono è perché qualcun altro circuisce gli elettori che non sono più illuminati dalla luce del sol dell’avvenire e votano come fantocci. Solo che lo fa Berlusconi, lo fa Grillo.. Gli unici che non riescono mai a farsi votare sono i teorici della buona politica. Ma riandate a fare in culo.

Impresentabili, perché con la solita spocchiosa falsa democrazia, fanno primarie farsa da quando le hanno istituite, ed ogni volta vince il candidato di apparato nonostante, come nel caso di Renzi, era palese chi sarebbe stato il vincitore in una competizione normale. Impresentabili, perché mentre accade tutto questo, decine di impresentabili giornalai come l’Annunziata ci smaronano su quanto siano democratici.

Impresentabili, perché ad ogni dichiarazione fanno trapelare il disprezzo per il voto per la gente che non la pensa come loro. Chi non li vota o è mafioso o corrotto oppure abbindolato dai burattinai. E se è il 70% della popolazione che non li vota, il motivo è che il 70% della popolazione è mafiosa, corrotta o circuita.

Con un pò più di fantasia si potrebbero giudicare impresentabili pure gli esponenti del M5S, vista la loro ovvia, completa inesperienza politica. Infine, si poteva giudicare irripresentabile Monti, dopo le scelleratezze da lui compiute. Un intero panorama politico impresentabile.

Con questo cosa voglio dire all’Annunziata? Che la sua “illuminazione” di un PDL impresentabile dal suo punto di vista è valida alla stessa maniera per tutta quella gente che la pensa come me e che non voterebbe MAI e poi MAI il PD. Si calcola che almeno la metà degli Italiani, se no di più, rientra in questa categoria, in parte confluiti al M5S perché seppur schifati del PDL non sono riusciti a votare la merda che propongono gli amici dell’Annunziata.  Il discorso “alleiamoci col PD” fa schifo alla stessa maniera agli esponenti del PDL e ai suoi elettori. L’unica differenza è che gli uni sono disposti a turarsi il naso per formare un governo di larghe intese. I secondi invece mirano al solito governo che sistema un pò di amici e poi cade, con la compravendita dei senatori grillini (che sarà avallata dalla magistratura stavolta) e una pseudo maggioranza di 2 senatori.

Chiudo con una domanda diretta alla Annunziata:

Chi cazzo sei? Chi ti credi di essere? Con quale diritto morale vieni a giudicare per me chi devo o non devo votare e soprattutto chi è presentabile e chi meno? Cosa ti fa pensare che nella tua testolina alberghi più senno che nella mia? Dove sono le stigmati almeno di santità? Chi ti ha sciolto? Perché non te ne torni a zappare la terra che forse come attività ti riesce meglio? Se le dico che tra lei e la Minetti ci passa solo il fatto che da una mi piacerebbe ricevere dei pompini, mentre con lei neanche quelli, basta a quantificare la stima che ho di lei, nonostante obtorto collo le stia pagando lauti e immeritati (sono soldi miei e decido io) stipendi???

 

 

 

 

 
4 commenti

Pubblicato da su 18 marzo 2013 in cronaca, giornali, politica, programmi tv

 

Tag: , , , ,