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Videomessaggio di Berlusconi

A parte l’ovvia pubblicità a favore di Forza Italia, e l’autodifesa (parzialmente vera) riguardo alle riforme liberali mancate dal suo partito,  il discorso di Silvio Berlusconi oggi, fotografa ESATTAMENTE la situazione italiana e mi trova perfettamente d’accordo. L’analisi economica:

Il peso dello Stato, delle tasse,della spesa pubblica è eccessivo. Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che quando è stata intrapresa ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i paesi dell’occidente. Qual è questa strada? Meno Stato, Meno Spesa Pubblica, Meno Tasse.

Tutto estremamente corretto. Non posso criticare una virgola, forse solo chiedermi ironicamente QUANDO la strada maestra del liberalismo sia stata realmente applicata? Un pò la Tatcher, Pineda in Chile.. Poco altro nell’ultimo secolo. Il secolo del Socialismo appunto. E quanti John Galt che hanno prodotto in questo secolo cibo per le bestie al potere… Scusate, divagavo.  L’Italia si riprende SE E SOLO SE si seguono le ricette elencate in queste poche righe dal Berlusca, che poi è quel che in ambito liberale non si smette di dire.

Voi direte: scontato, lo sanno tutti. E no, magari lo sapessero tutti. Difatti prosegue il Berlusca

“Con la sinistra al potere il programma sarebbe invece come sempre altre tasse: una imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato, e di tutti i servizi pubblici”

E pure qui sfonda una porta aperta. Il PD, SEL, Scelta Civica, sono APERTAMENTE contrari NON soltanto al Berlusca, ma alla sua analisi e alla sua ricetta di guarigione. Alle tre righe in rosso, quelle quattro “banalità” liberali, che però, disgraziatamente coincidono, nella Realtà con l’unica cosa da fare per evitare la catastrofe. Già, perché parliamo di Realtà. Quella cosa barbara, incivile, politicamente scorretta e antidemocratica, per cui se non hai cibo, deperisci e muori. Nonostante duecento leggi che lo proibiscano.

Quella per cui se non ti proteggi dalle intemperie, se non ti scaldi, ti ammali e muori. Muori, nonostante una democratica votazione abbia sancito, a larghissima maggioranza il contrario. Sempre quella per cui non ti puoi mangiare quello che non hai, e quindi quella per cui non puoi mangiare più di quello che produci. Nonostante centinaia di associazioni sindacali abbiano garantito il contrario. La stessa realtà per cui non puoi nutrirti di carta, neppure se la stessa è filigranata e con un faccione stampigliato sopra.

Insomma, c’è gente che a prescindere dal Berlusca, se sia colpevole o no, bello o brutto se trombi Ruby o meno, è convinta oggi, nel 2013 in Italia, che da questa crisi economica ci usciremo aumentando le tasse e aumentando gli impieghi pubblici. Suggerirei un paio di forestali in più in Sicilia.

Tante volte si è detto:

“Berlusconi parla liberale, ma poi alla resa dei conti non lo fa, o lo fa poco, e la spesa pubblica comunque, aumenta lo stesso”

Vero. Lapalissiano anche questo.

Ora però fate un gioco con me. Voi siete un facoltoso emiro arabo, e volete assumere un tizio per la sicurezza delle vostre quattordici mogli.

Chissà come mai, nonostante siate il padrone e possiate permettervi qualunque guardiano, vi ritrovate solo due candidati. Tizio  e Caio.

Tizio a colloquio vi racconta che lui non toccherà MAI le vostre donne. La reputazione di Tizio però non è molto buona e precedenti datori di lavoro di Tizio vi hanno fatto sapere che non disdegna una sveltina con le donne su cui vigila.

Caio a colloquio vi racconta che il miglior modo per proteggerle è quello di stremarle e che quindi provvederà a fottersele in maniera continuativa tutte e quattordici, ma visto che non ce la fa da solo, chiamerà anche due tre amici.

(estensione della parabola: Sempronio. In realtà c’è un terzo candidato, Sempronio. La reputazione è migliore, ma al colloquio ha detto: “Cos’è una “moglie” ?”)

Il problema sorge perché, nonostante vi chiamino “emiro” e dicano che siate “sovrano”, qualcuno (e precisamente avi di Tizio e Caio) vi ha imposto di DOVER SCEGLIERE OBBLIGATORIAMENTE un guardiano per le vostre mogli.

Ora, la particolarità, la tragicità, e al contempo la parte “comica” della situazione italiana, NON è che ci sia gente in Italia, che odia Tizio e che non voglia sceglierlo. E’ normalissimo e giustificato.  La tragicità della situazione italiana è CHE ESISTA gente pronta ad assumere Caio.

E questa gente non è poca, perché forma l’elettorato del PD, quello di SEL e quello di Scelta Civica. Tutta gente che si masturba con le Tasse, crogiola nella spesa pubblica e si comporta coerentemente di conseguenza… Io veramente non riesco a capire, se non si è ammanicati politicamente in maniera pesante, come si possa genuinamente pensare che queste idee qua, perché di questo si tratta, di una battaglia di idee, possano essere utili a noi popolo.

Esiste in Italia, un discreto numero di persone al di fuori della realtà, nelle cui case ci sono scale di Escher, gente che si scambia avanti e indietro un panino per tutto il giorno e alla sera se ne ritrova 20… Personaggi che si aggrappano alle caviglie e iniziano a volare, altri che scavano buche e le riempiono, poi tornano a casa e un prosciutto gli si materializza sul tavolo. Gente per cui  A paga le tasse a B che ci paga lo stipendio di A e A e B prosperano felici. Perché questa è gente fondamentalmente convinta che possano semplicemente dare un impiego pubblico a tutti. Gente per cui la produzione è DATA a priori. Gente che non capisce neanche lontanamente il senso economico di valore, capitale, ricchezza, produzione, guadagno, perdita. Gente convinta che il conto economico sia qualcosa da depravati materialisti. Mentre invece è solo da saggi realisti. Il conto economico è quello che ci permette di aderire alla Realtà. Quella descritta prima.

 Andiamo avanti nel discorso.

“E proprio nella giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un paese dove non esiste più la certezza del diritto. Siamo diventati una democrazia dimezzata, alla mercé di una magistratura politicizzata che unica tra le magistrature tra i paesi civili gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità.  “

Questo fa il paio con quanto scrissi qualche post fa, in particolare in queste righe:

In Italia è morto il diritto, è morto l’habeas corpus e siamo tutti alla mercé di qualunque cazzo di procuratore o giudice o amico di procuratore o di giudice che tragga vantaggio dall’inquisirci  Per qualsiasi cosa è dimostrato, non serve aver compiuto nulla, non servono le prove. Non ci sono giudici a Berlino.

Ci hanno dimostrato che siamo schiavi, pronti ad essere sacrificati sull’altare del loro culo flaccido. Quando avranno bisogno di soldi, li prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di una casa, la prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di scopare, si fotteranno le nostre mogli e le nostre figlie. Perché possono. E quindi lo faranno.

Berlusconi:

“… si è trasformata in un contro-potere, in grado di condizionare il potere legislativo e il potere esecutivo e si è data come missione quella ,è una loro dichiarazione (di Magistratura Democratica ndL), di realizzare la via giudiziaria al socialismo”

Segue con la ricostruzione storica dei fatti di Tangentopoli e la sua discesa in campo. Berlusconi è convinto che l’idea di Socialismo della magistratura sia quella della sinistra italiana. Crede cioé che la magistratura agisca così per dare il potere alla sinistra. Dissento da questa visione. La magistratura usa la sinistra perché è sufficientemente stupida da accordargli sempre più poteri, ma stia tranquillo, il potere resterà totalmente nelle mani della magistratura e come lo stanno usando adesso su Berlusconi, come lo hanno usato su Mastella, come lo usarono in Tangentopoli, lo useranno per imporre alla sinistra i propri scopi.

Pensare che la magistratura accetti un ruolo di subalternità alla politica dopo che ha ottenuto di esserne superiore è naif.

Segue poi il racconto della condanna, con l’ovvia indignazione per la condanna farlocca. Nel resto del discorso Berlusconi promuove il suo partito ergendolo a superlativo assoluto dei principi liberali, essendo invece purtroppo un superlativo relativo. Relativo a PD-SEL-MONTI e Magistratura.

Cionondimeno sono molto significative, a mio modo di vedere, due frasi. La prima, inquadra bene cosa accadrà nel futuro:

non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si  occuperà comunque di te, del tua vita della tua famiglia del tuo lavoro del tuo futuro.” 

La seconda fotografa invece la gravità della cosa:

“In questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino”

Si rischia, concretamente, di smettere di vivere in Italia. Il mio consiglio lo trovate nascosto nei link.

 

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2013 The italian Golpe

In un paese normale, questo è il momento in cui si prendono i fucili e scoppia la rivolta armata. In un paese normale, l’omicidio politico del principale e unico leader della politica italiana porterebbe come conseguenza fiamme, fuoco, distruzione, colpi di mortaio e bombe per le strade.

Sinceramente mi aspettavo che il colpo di stato avvenisse sul caso Ruby. Che un ottuagenario col passato cancro alla prostata possa scoparsi una minorenne, nonostante che neghi lui, la vittima, la mamma la zia della vittima, il Papa, Obama e pure Putin, lo trovavo meno assurdo della teoria secondo cui l’unico politico votato dagli italiani negli ultimi venti anni evadesse 3 milioni di euro su oltre quattrocento versati. E per fare questa grandiosa operazione di “frode fiscale” ovviamente lavorasse in prima persona per una azienda di cui era solo ed esclusivamente azionista.

Puttanate. Prese per il culo. Stronzate che qualcuno pretende noi si debba accettare per forza, per un principio, altrettanto assurdo che “le sentenze si rispettano”. Principio che non è mai e poi mai esistito.

Nella storia del diritto, si rispettano le decisioni di organi nei quali si crede e ai quali si dia un briciolo di fiducia. Non esiste il rispetto per i folli, non esiste il rispetto per i matti, non esiste i rispetto tout court, solo perché qualcuno ha scritto da qualche parte che si debbano rispettare.

Di Re folli, di principi sanguinari, di tiranni assassini e omicidi ne è piena la storia umana, ne è pieno il mondo. Ceaucescu, Stalin, Hitler, Mao, Saddam Hussein.. Nessuno decisione di costoro veniva rispettata perché “le sentenze si rispettano”, ma semplicemente per l’uso della forza bruta.

Le sentenze, come dice la merda troglodita comunista di Epifani, si eseguono, con la forza, perché solo di forza si tratta. La decapitazione sommaria su un ceppo fuori da palazzo Chigi, o il teatrino del  processo pubblico maoista, con l’annichilimento di tutte le basi teoriche del diritto umano, pari sono.

Come scrissi nell’articolo precedente. Possono farlo, quindi lo fanno. Mao poteva farlo e lo faceva. Hitler e le SS potevano fare “equi processi” agli ebrei ad Auschwitz e lo facevano.

Che si tolga di mezzo politicamente il principale contribuente italiano tramite una ridicola accusa di frode fiscale, quando i vari Bersani, Occhetto, Andreotti, Prodi, Monti, e tutta l’altra cacca propinataci negli anni non ha versato un solo euro di contributo perché nullafacenti votati alla politica, è paradossale e pietoso.

Le guerre di potere ci sono sempre state, fanno parte della politica e della democrazia totalitaria. Stabilito che devono esistere persone sadiche e violente contro gli altri e stabilito che queste vanno anche osannate e rispettate col titolo di “onorevole” o “vostra grazia”, o “sua eccellenza”, è normale che la società diventa una gara a chi prima occupa quei posti in modo da quantomeno, evitare la violenza su se stessi.

Ma in un paese normale, le guerre di potere si fanno sottobanco. Nessuno dovrebbe avere il diritto di fare porcate alla luce del Sole. Se alla vigilia delle elezioni politiche venisse trucidato tutto un partito politico e il giorno dopo si andasse ugualmente ad elezioni, questo sarebbe fare porcate alla luce del Sole. Avrebbero senso le successive elezioni? Che sfoggio, che manifestazione di potere assoluto e irrispettoso è far finta di nulla e dichiarare valida la successiva tornata elettorale? Fai una strage, e un giudice si dimentica di scrivere le motivazioni e non vai in galera. Prendi a picconate tre persone, ma senti le voci? Fa nulla sei libero. Sei per caso il politico più votato degli ultimi 40 anni? La revoca del passaporto è pronta prima ancora che sia letta la sentenza.

Ma chi cazzo volete prendere per il culo? Ma pretendete che ci crediamo seriamente o vi basta una istituzionale leccata di culo?

Sento troiate uscire dalla bocca della migliore “cretinenzia” italiana.

“Non si metta a repentaglio il governo”  dice aterosclerosi Napolitano.

“Non cadiamo nel baratro istituzionale” dice un altro pirla sul corriere della sera.

In Italia è morto il diritto, è morto l’habeas corpus e siamo tutti alla mercé di qualunque cazzo di procuratore o giudice o amico di procuratore o di giudice che tragga vantaggio dall’inquisirci. Per qualsiasi cosa è dimostrato, non serve aver compiuto nulla, non servono le prove. Non ci sono giudici a Berlino.

Ci hanno dimostrato che siamo schiavi, pronti ad essere sacrificati sull’altare del loro culo flaccido. Quando avranno bisogno di soldi, li prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di una casa, la prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di scopare, si fotteranno le nostre mogli e le nostre figlie. Perché possono. E quindi lo faranno.

C’è l’obbligatorietà dell’azione penale no? C’è la procedura d’ufficio no? Ci sono i reati di diffamazione di spergiuro, di parola, di pensiero. C’è l’inferno fiscale. Sai tu quanto devi pagare di tasse? No, non lo sa nessuno. Fai silenzio e parla a bassa voce, se non dai fastidio ti lasciano sopravvivere. Altrimenti, domani cartella pazza e via la casa.

STICAZZI del baratro istituzionale. Fanculo la solidità delle istituzioni. Ma istituzioni de che? Cosa altro c’è da salvare in Italia se non il grasso culo di magistrati e politici, alle spese della gente che lavora e produce?

Quando un Paese non ha più lo stato di diritto, quando ogni cittadino può essere inquisito, indagato, condannato e privato di ogni libertà per il semplice capriccio di un potente (sia esso politico o in questo caso magistrato), quando vieni regolarmente spiato in ogni tua attività, quando ti svegli la mattina e non sai se hanno proibito di respirare, o se devi pagare una nuova tassa per pisciare. Quando sai che tutti gli sforzi, i risparmi di una vita possono essere vanificati dal primo orgasmo di potere di uno sconosciuto, magari con un cappello in testa o un mantellino particolare, scopri che il Paese non esiste più.

L’Italia è ormai un enorme, fetido lager nazista, in cui la magistratura passeggia sulle torri di guardia, e per gioco, ogni tanto prende un fucile e spara a qualcuno. Magari non a quello che sta violentando due donne, quello fa parte del circo, è divertente, dà un pò di pepe alla giornata. Gli innocenti son sempre più simpatici da colpire: poveri coglioni che hanno creduto che la vita onesta pagasse veramente.

Come ho spiegato nel post precedente, “posso, quindi faccio”, vi racconto il futuro in pochi punti:

  1. La magistratura ha dimostrato all’Italia di poter condannare senza prove e sulla base del nulla anche uomini potentissimi, figuratevi  cosa potrebbe, volendo, fare con voi lettori di questo blog.
  2. L’economia va male (per i motivi che sappiamo) e lo Stato ha bisogno di soldi. Di tanti soldi.
  3. Lo stipendio e la carriera dei magistrati sono dipendenti dal punto 2.

Ora, se unite i puntini, il futuro dovreste vederlo a chiare lettere dinanzi ai vostri occhi.

Le vie di uscita da questa situazione sono solo due. Io non ne vedo altre. La prima è appunto la rivoluzione armata, la guerra civile e lo spargimento di tanto sangue.

Una brutta strada, ma inevitabile se non si vuol vivere in una nuova nord corea: l’inazione e la sopportazione quando lo stato di diritto viene abolito sono controproducenti: il numero di morti che crea l’abolizione del diritto cresce esponenzialmente con il tempo.

La seconda, che vedo più realistica perché NON siamo un paese civile e perché il PDL è composto da una manica di dementi decoglionizzati, è la fuga. SCAPPARE dalla nuova nord corea europea.

Io vi confesso che ho paura. Ho paura per me, per i miei parenti, per gli amici, e per tutti quelli che conosco. Perfino per quegli amici un pò coglioni, e ce ne sono tanti, che stanno esultando come larve, martellandosi i coglioni perché hanno condannato Berlusconi. Nonostante in cambio di questo favore, gli abbiano tolto ogni diritto costituito.

Quando, nel corso delle vicende umane, diventa necessario per un Popolo sciogliere i legami politici che lo hanno vincolato ad un altro ed assumere il rango eguale e separato al quale le leggi di Natura e la natura di Dio gli danno diritto tra le potenze della Terra, il rispetto del giudizio del genere umano richiede che esso dichiari le ragioni che lo spingono alla separazione. Noi consideriamo le seguenti Verità evidenti di per sé: 

che tutti gli uomini sono creati eguali,

che essi sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili dal loro Creatore,

che tra questi diritti ci sono la vita, la libertà e il perseguimento della felicità,

che per assicurare questi diritti sono istituite tra gli uomini delle forme di governo che traggono il loro giusto potere dal consenso di coloro che sono governati,    

Che ogniqualvolta una forma di governo diventa distruttiva di queste finalità è diritto del Popolo modificarla o abolirla ed istituire un nuovo governo, posando le sue fondamenta su tali principi ed organizzandone il potere nella forma che pare la migliore per realizzare la propria sicurezza e felicità.

 La prudenza, in verità, detta che governi in vigore da molto tempo non siano cambiati per motivi futili e passeggeri; e conformemente l’esperienza ha mostrato che il genere umano è più disposto a soffrire, finché i mali siano sopportabili, piuttosto che raddrizzarsi abolendo le forme alle quali si è abituato; ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, mirate invariabilmente allo stesso scopo mostra il progetto di ridurlo sotto un dispotismo assoluto, è suo diritto, è suo dovere rovesciare tale governo e procurare nuove salvaguardie per la sua futura sicurezza.

 

DISCLAIMER

Non so se il contenuto di questo articolo sia legale o meno, nel paese delle trecentomila leggi che si contraddicono tra loro e che vengono interpretate per gli amici e applicate per i nemici. Nel mio caso, non ritenendomi amico di nessun potente, non so se tra le trecentomila leggi contraddittorie che verrebbero applicate su di me ci sia qualche motivo per cui questo articolo sia illegale. Non me ne stupirei, visto che siamo il paese che blatera di tutelare la libertà di stampa e di pensiero. Come ben sanno sia Galileo che Giordano Bruno (ah, ma quella non era l’Italia comunista di oggi).  Non so neppure se è importante se questo articolo sia legale o meno d’altra parte potrei essere arrestato retroattivamente per avere i capelli neri, dopo che nel 2014 un pm prestato alla politica abbia fatto una legge che li rende illegali (retroattivamente). Ammesso che non ci sia già. O potrei essere arrestato per un crimine inesistente, mentre ero da un’ altra parte con 350 testimoni a favore che verrebbero tutti incriminati con me per falsa testimonianza. O potrei essere incriminato in anticipo per un crimine che commetterò nel futuro. Del resto, non ho alcun alibi né prove a discarico, né testimoni a favore per un caso simile. Chi lo sa.

Purtroppo questo articolo dice cose vere e le cose vere tendono a dare fastidio, quindi nel caso in cui il Signore Onnipotente dei Magistrati ritenesse che questo articolo violi un codicillo passato presente, futuro, immaginario che sia, può postare un commento con il codicillo in questione e provvederò a rimuovere il pezzo. Lasciando il codicillo. Se nel frattempo e prima che ciò accada, qualcuno pensa di divulgare questo pezzo, sappiate bene che da parte mia non violate alcun “copyright”.

Non sono però responsabile dell’ira funesta del Dio Magistrato su quanti di voi lo riposteranno.

 

 

 

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2013 in cronaca, magistratura, politica

 

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Posso, quindi faccio.

Non so quanti di voi conoscano i giochi di ruolo online. Sono giochi nei quali si interagisce con altri partecipanti online e si condivide uno spazio virtuale, nel quale ogni individuo fa la sua vita virtuale. A seconda del tipo di gioco di ruolo ovviamente, l’ambientazione cambia. In quelli fantasy ad esempio, ogni personaggio nasce mago o bardo, o guerriero o altro, e come tale ha certe caratteristiche innate che poi utilizza come meglio crede.

Benché tali giochi non offrano né possano offrire un livello di complessità paragonabile alla vita reale, cionondimeno sono spesso degli ottimi strumenti per lo studio economico, molto più che le derivate parziali o qualche altra astrazione matematica.

Questo perché in tutti questi giochi, benché in maniera semplificata, l’uomo Agente esiste. Non è un numero, non una simulazione: in tutti i MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game), interagiscono tra loro un’enorme quantità di uomini agenti ed ognuno persegue i propri fini personali. I beni, benché virtuali sono comunque scarsi e i giocatori virtuali si scambiano beni economici in continuazione.

Le differenze ovviamente ci sono: prima di tutto, non si muore (definitivamente) e questa, rispetto alla realtà conosciuta è una differenza fondamentale. In secondo luogo l’evoluzione tecnologica spesso non è contemplata affatto e quando lo è (vedi ad esempio Second Life) non assomiglia certamente a quella reale.

Nessun MMORPG quindi può essere utilizzato allo scopo di prevedere l’evoluzione della realtà, però ciascuno di questi è un campo adatto allo studio della prasseologia misesiana: Attori con fini diversi e variabili nel tempo, che condividono tra loro spazio e risorse.

Qualche giorno fa un mio amico mi ha raccontato la sua esperienza in uno di questi. Nel gioco in questione, come in tutti quelli fantasy, non è vietato né impossibile, uccidere altri player. Tipicamente quando un player viene ucciso, perde tutti gli oggetti e rinasce in particolari luoghi, che possono essere templi o quant’altro. Accade quindi che un player gnomo fosse solito girovagare nei pressi della città ove “viveva” l’amico mio. E quest’ultimo si divertiva a ucciderlo ripetutamente, tornando a cercarlo dopo ogni omicidio per killarlo ancora.

Ad un certo punto lo gnomo, dopo innumerevoli uccisioni si rivolge al mio amico e gli chiede: “Ma perché mi uccidi sempre???”

La risposta del mio amico è una frase lapidaria che condensa tutta la conoscenza austriaca sull’interazione umana:

Perché Posso“.

Posso. Potere. Se ci pensate, il “guadagno” che il mio amico otteneva dall’uccisione dello gnomo, era puramente immateriale, almeno dopo la prima volta, ammesso che l’equipaggiamento dello gnomo avesse un qualche valore. Ciò che il mio amico valutava come fine da raggiungere in quella occasione era solo la soddisfazione cagionata dalla violenza (virtuale) gratuita sopra un altro essere umano. Niente soldi, case, ville, oggetti magici o altro. Pura soddisfazione psichica personale.

Con questo non voglio dire che la violenza sia un fine generale dell’essere umano ovviamente, anche perché fini collettivi non esistono.

Appare però evidente che qualora l’esercizio del potere sia propedeutico ad un fine riconosciuto come tale, generalmente l’uomo lo esercita.

Se Tizio non prova alcun interesse nell’esercitare violenza su altri uomini, è chiaro che nel nostro caso non si metterebbe ad uccidere ripetutamente lo gnomo. Supponiamo per semplicità che l’azione stessa in questione lasci Tizio indifferente: non gli crei felicità, ma neppure infelicità. Non appena esiste un fine che egli reputi raggiungibile PER MEZZO di questo atto, data la possibilità di esercitare l’atto stesso, Tizio compierà quell’atto.

Quel che voglio dire è  che quando l’oceano di derelitti statolatri e amanti delle “regole” discute di donare questo o quel potere ad altri esseri umani, in qualsiasi modo questi vengano scelti, la domanda che dovrebbe porsi è:

Esiste un modo affinché costoro, esercitando il potere concessogli in maniera arbitraria raggiungano i propri scopi in maniera più efficiente che viceversa?

Ad esempio:

Se diamo il potere di concedere licenze per una data attività ad un Ente, c’è un modo attraverso il quale l’individuo che esercita questo potere si arricchisca? Se c’è ad esempio richiedendo favori, tangenti, o quant’altro, questo è il modo in cui, nel medio termine, si organizzerà quel potere.

Altro esempio.

Se diamo il potere ad un Comune di regolamentare strade e parcheggi e contestualmente di ricavare soldi da coloro che infrangono queste regole, esiste un modo attraverso il quale il comune possa agire per sfruttare questo potere al meglio per i propri scopi?

Il modo potrebbe essere eliminare gradualmente gli spazi validi per parcheggiare e aumentare le regole a cui i cittadini devono sottostare, allo scopo di fare più multe e quindi ottenere più mezzi per i propri scopi personali. Perché il Comune dovrebbe farlo? Perché può, è la lapidaria risposta del mio amico. E se può, e qualcuno lo trova utile, lo si fa.

Perché un ente a cui si da il permesso di prestare soldi altrui e prelevarli con la forza dagli altri in caso di perdita dovrebbe farlo? Perché può e perché qualcuno lo trova utile.

Se diamo il permesso a dei funzionari di spiare le nostre telefonate, c’è un modo affinché questo potere possa essere usato arbitrariamente per scopi personali? Si, certo che c’è: ricatti, sputtanamento a mezzo stampa sono i primi esempi che mi vengono in mente. Ce ne sono sicuramente molti altri. Perché tali funzionari dovrebbero farlo? Perché Possono.

Se un Governo ha il potere di creare moneta “dal nulla”, cioé tassare tramite tasse e inflazione tutti i suoi schia..   cittadini, esiste un modo affinché tramite questo potere egli si arricchisca personalmente?

Allora questo accadrà. Non c’è stato uno Stato che potendo inflazionare non lo abbia fatto né uno Stato che potendo tassare non lo abbia fatto. Ovvio, la correlazione tra propri scopi personali e il potere di rubare agli altri per legge è totale.

Quando si dà a qualcuno il potere di fare qualcosa, gli si dà necessariamente una nuova serie di opportunità per raggiungere i propri fini. La proprietà privata, ben lungi dall’essere una invenzione di avidi capitalisti, è semplicemente il limite con il quale si impedisce l’esercizio arbitrario del potere sugli altri: infatti quando si parla di “potere”, si parla sempre e necessariamente dell’invasione della proprietà privata di qualcuno da parte di qualcun altro. Il “potere” è semplicemente questo. Se non contemplasse l’invasione della proprietà o della vita altrui, non sarebbe potere.

Non esiste alcun potere che donato a qualsivoglia individuo, venga usato come noi pensiamo sia usato. Verrà usato sempre e comunque per raggiungere i propri scopi “prasseologici”.

 

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La morte dei diritti umani.

Come sicuramente ho già avuto modo di scrivere, il processo Ruby e la condanna di primo grado a Berlusconi e l’avviso di indagini a tutti i testimoni a favore, ha una serie di punti di contatto interessanti con il processo farsa che lo ha preceduto, che è stato il Beta Test, prima del lancio sul mercato del prodotto “giustizia su misura”. Mi riferisco a Farsopoli, detta anche da taluni Farsopoli.

Non è in effetti la prima volta che in Italia si fa scempio dei diritti umani in ambito della Giustizia. Ovvero quel corpo, ormai farsesco da un lato, dittatoriale dall’altro e enormemente pericoloso nel complesso, dello Stato che in teoria dovrebbe proprio garantire i diritti umani, l’equo processo, la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio e tutta la serie di troiate blasfeme che ci hanno raccontato in 150 anni di puzzolente vita patria.

Nel processo di Farsopoli in effetti, si è giunti a condannare in primo grado alcune persone per associazione a delinquere al fine di truccare i campionati.  La sentenza dichiara bellamente che non c’è prova di campionati falsati, che anzi sembrano tutti regolari, che non ci sono arbitri né calciatori, né notai, né chiunque abbia diretto accesso ad una partita condannati nell’associazione. Che questa associazione esisteva comunque e avrebbe agito non si sa come per truccare non si sa che, senza alcun passaggio di soldi per non meglio specificate gratificazioni professionali che non si sono trovate e non sono mai avvenute. La prova regina sarebbe il possesso di una comune scheda telefonica non Nazionale, ovviamente legale in ogni dove.

Questo in sintesi il riquadro della sentenza, tralasciando tante varie amenità tipo le intercettazioni a discolpa occultate e quelle ritenute utili all’accusa efficacemente ritagliate e passate ai giornali.

Come nel processo Ruby, dove c’è una condanna per concussione con il concusso indagato perché non si sente concusso e quindi mentitore, una condanna per sfruttamento della prostituzione minorile, senza che ci sia alcuna donna che dichiari di aver fatto sesso con il Berlusca e per tale motivo indagata anche lei per aver detto il falso (?). Ora io capisco certe fantasie sessuali di taluni, che vorrebbero volentieri trovarsi tra Ruby e Berlusconi per fare sesso a tre (a mio modo di vedere se il Berlusca non ci fosse sarebbe meglio, ma tutti i gusti sono gusti), però per sapere se costoro hanno fatto sesso, o stai in mezzo a loro mentre lo fanno o chiedi ai testimoni. Capisco quindi che ad una certa età e con mariti che evitano accuratamente di toccarti, ti possano venire in mente certe fantasie erotiche, ma la realtà dei fatti è che nessuno era con Ruby e Berlusconi mentre scopavano. SE scopavano. E che tutti i testimoni dicono che questo rapporto non c’è mai stato.

I due processi sono quindi accomunati da un primo grande elemento in comune: non c’è il fatto.  Ci sono illazioni, pensieri a vanvera, deliri perbenisti e fughe di notizie pilotate verso la stampa. Fuga di notizie che ricordiamo da articolo 192384576/ter comma bisbis boccia, è reato solo se riguarda connessioni tra banche e partito democratico e soprattutto se chi le pubblica è un giornale di berlusconi.

Non c’è il fatto né in Ruby, né in Farsopoli, niente sesso, niente concusso, niente partite alterate, niente sorteggi pilotati, nessun atto vietato.

Altro punto in comune. In entrambi i processi ci sono comportamenti legali ma giudicati illegali in forza di arbitrio:   in uno ci sono cene private a casa di un cittadino privato, nelle quali c’erano pure delle ragazze. Reato? Dolo? Perché? Poi ci sono soldi prestati o regalati da Berlusconi a Ruby. Altro atto perfettamente legale. Posso fare donazioni a istituti di carità, a scuole, a fondazioni a chiunque, perfino a ladri patentati come partiti politici o perfino, se proprio voglio promuovere la violenza in maniera efficiente, donarli allo Stato.

Se li doni ad una donna sotto i 50 anni diventano automaticamente e arbitrariamente “compenso per prestazione sessuale”. Prove? Non servono è ovvio, a cosa vuoi che servano se no?

Ricorda un pò il processo di Idiocracy, solo che è vero.  Il video linkato è già una parodia ed è già montato su Farsopoli, a testimonianza di quanto le similitudini ANCHE nell’altro caso siano inquietanti.

Qualunque sia il motivo per cui Berlusconi abbia prestato o donato soldi a Ruby, è un motivo che va provato, non si può tirare ad indovinare. Altrimenti sarebbe opportuno che la legge si applicasse alla stessa maniera e anche la quantità di cemento con cui vengono costruiti i tribunali fosse tirata a caso.

Allo stesso modo in Farsopoli, il legale e sacrosanto possesso di schede telefoniche non Nazionali, è diventato reato ed è alla base di una condanna per associazione a delinquere.

Dicevano: “se non infrangi la legge non hai nulla da temere”.   Eppure comprare schede telefoniche svizzere non infrange nessuna legge e qualcuno si è beccato associazione a delinquere.

Fare la carità è illegale? Se lascio 5 euro ad una rom per la strada, sono passibile di sfruttamento della prostituzione se questa ha meno di 50 anni e se disgraziatamente ne avesse 6, mi becco pure pedofilia? Vorrei saperlo. Nell’indecisione, si fotta il papa e la chiesa cattolica, non lascio in carità neppure mezzo centesimo. Sia mai che se lo lascio ad un ottantenne uomo mi accusano pure di gerontofilia.

Anche il telefono, mi par di capire che è meglio buttare le schede telefoniche in toto, non si sa mai. Lo cestiniamo e così magari siamo al sicuro che l’acquisto di Vodafone piuttosto che Wind non possa diventare sospetto e infine prova provata di qualunque malefatta.

La seconda analogia tra i due processi è che in entrambi le vittime erano benestanti economicamente ed hanno potuto tenere testa alla magistratura fino all’ultimo, facendo sì che il processo stesso salisse agli onori della cronaca. Ma quante associazioni a delinquere basate su comportamenti legali saranno state promulgate nel frattempo a carico di Mario Rossi, Carlo Verdi e Chiara Santamaria?

In uno stato di diritto, cosa che l’Italia ufficialmente NON E’ PIU’, per condannare qualcuno, ci vuole la prova di un fatto avvenuto. Condannare senza fatto è analogo a mettersi sulla torretta di guardia di Aushwitz e sparare in testa agli ebrei deportati. Sono bravi tutti. Certo, puoi farlo perché sei quello forte, magari non hai i coglioni neanche per andarlo ad ammazzare a mani nude l’ebreo deportato, ma che ti frega? Sei in posizione di forza e fai lo stronzo come tutti quelli che si trovano in posizione di forza.

Avendo seguito per motivi vari la Farsa Calciopolara, devo dire che il modus operandi della magistratura tenuto nel processo Ruby non mi ha sorpreso affatto. Farsopoli aveva uno scopo che non poteva essere semplicemente quello di far fuori Moggi. Troppo insignificante, per quanto potente nel calcio. Era lampante che Farsopoli era un test. Riusciamo a sbattere dentro uno senza avere prove e nonostante uno stuolo di avvocati? SI! Bene, allora adesso passiamo al vero obbiettivo.

Quel che mi ha stupito è però la gradazione. Nel processo napoletano infatti, si è tenuta su una condanna nonostante le evidenze del contrario, ma ci si è ben guardati da incriminare 32 testimoni come spergiuri.

Una cosa che non ha avuto mai precedenti nonostante 150 anni di merda italica. 32 testimoni. Pensateci, trentadue testimoni sono all’incirca 8 volte il numero di testimoni che voi comuni mortali potreste produrre in caso di un qualunque reato a voi contestato. Supponete che per qualche motivo qualcuno vi contesti di aver commesso che so, un furto il giorno tal dei tali nel luogo X. Supponete che questo non sia vero e che per vostra fortuna eravate al ristorante con gli amici quella sera.

Voi portate i vostri amici a testimoniare e pure l’oste con voi. Dovreste essere sicuri, ma invece e da oggi ne abbiamo le prove, è sufficiente che la corte decida di incriminare pure i vostri amici (sono vostri amici è ovvio che mentano per proteggervi) e pure l’oste (lo paghi tutti i venerdì, non vuole perderti come cliente, è ovvio che menta). Voi finite dentro, senza passare dal via, per un reato non commesso e nonostante alibi, testimoni, prove provate del contrario.

L’analisi di questi due procedimenti penali staglia sull’Italia una amara verità: non servono gli alibi, non servono le prove, non servono i testimoni. Non serve che tu abbia o meno commesso un qualunque fatto. In questo momento, potrebbero accusarmi di aver ammazzato Aldo Moro e io, pur presentando il mio certificato di nascita, rischierei solo di far condannare per “falso in atto pubblico” quello che me lo ha redatto, quello che ha certificato la mia nascita, quello che lo ha messo sulla patente e pure il dottore che interpellato per fornire una opinione sulla mia età dicesse che non avevo un sufficiente numero di anni per poter sparare a Moro.

Ora, tutto questo non  è triste. E’ spaventoso. E lo è ancor di più se lo caliamo nel contesto economico nazionale.

Mi spiego meglio. Lo Stato Italiano è in bancarotta. Le misure dei governi continueranno ad essere a cazzo di cane e continueranno a peggiorare la recessione. Ma lo Stato avrà bisogno di soldi, nonostante tutto. In un momento in cui nessuno spende e tutti cercano di sopravvivere. Parallelamente lo Stato ha istituito il grande fratello fiscale per cui se ti soffi il naso, befera lo sa e vorrebbe capire se hai pagato l’IVA sui fazzoletti di carta o meno.

La ricchezza residua degli italiani è distribuita in asset e proprietà appartenenti al ceto povero e medio, ovvero il più numeroso. A questo punto la strategia sarà la seguente:

1) Befera emette per ogni cittadino in possesso di Capitale (casa di proprietà, conto bancario in positivo), una cartella pazza.

2) Il cittadino fa ricorso e trova tutte le prove per dimostrare a Befera che la cartella pazza è un errore.

3) Lo Stato va in causa col cittadino (tanto paga Pantalone) e in sede di processo, una volta ribadito al cittadino che le prove, i testimoni e gli alibi non hanno alcun senso in sede processuale, gli viene ingiunto di pagare la cartella pazza più le spese esattoriali.

4) Il cittadino medio non può farlo, quindi interviene una ipoteca coatta sul bene di proprietà (tipo la casa) e questo viene regalato ad una banca che in cambio si fa stampare un pò di soldini da dare allo Stato.

Tutto questo purtroppo, è pacifico che avverrà, ed avverrà con sempre maggiore frequenza mano a mano che i conti per lo Stato peggioreranno. E i conti dello Stato peggioreranno per forza, visto che di economia non han mai capito una mazza.

Quando si abolisce lo stato di diritto ci sono solo due opzioni rimanenti. La prima è una rivoluzione armata che tolga il potere all’attuale gruppo di potere. La seconda è l’emigrazione con distruzione del capitale non delocalizzabile. Pensateci.

UPDATE

Segnalo l’articolo di Marcello Veneziani su “Il Giornale” perché a differenza della maggior parte dei casi, mi trovo in perfetta sintonia con lui.

L’unico appunto che potrei fargli è che il potere smisurato non ha bisogno di una “società relativista” per trasformarsi in abuso. Ogni fonte di potere tende automaticamente all’abuso per sua natura e in qualunque cosa creda la “società”. Sempre perché la società è un concetto collettivo e chi ha il potere invece è un individuo.

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2013 in crisi economica, cronaca, magistratura, politica

 

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Interdizione dai Pubblici Uffici == Colpo di Stato Manifesto.

La farsa delle farse si è completata con una giuria tutta al femminile per discutere di una barzelletta raccontata da qualcuno su una ipotetica prostituzione minorile, smentita dall’accusa (la vittima) e dalla difesa (Berlusconi).

Uno potrebbe perfino pensare che la donna, nel giudicare un reato di prostituzione possa non essere propriamente “superpartes”. Ma cosa volete che sia in confronto ad un processo in cui non c’è alcun reato e lo si inventa di sana pianta in sede di magistratura?

O certo, il reato c’è ma non c’è la vittima, o meglio la vittima non parla perché non gli conviene. Cazzate. La vittima parla e dice che non è vero, qualche stronzo pensa che la parola della vittima valga di meno delle elucubrazioni mentali a base di oppiacei e derivati della cannabis di magistrati e procuratori e che quindi, la parte lesa sia un qualcosa di inutile in un processo.

Direi che si potrebbe perfino eliminare la parte lesa. Tenere la parte da condannare, eliminare pure il dibattimento, eliminare le prove, eliminare anche l’accusa. A che cazzo serve sto residuato storico? Uno dice Tizio X è colpevole!

Di che? Non importa. Verso di chi? Ininfluente. Facciamo votare un paio di magistrati in camera di consiglio et voilà giustizia è fatta. In questo modo potremmo snellire pure i processi, visto che non si capisce cosa ci si stia a fare a passare 8-10 anni in Tribunale se tanto la logica non serve.  Facciamo pure un sito internet dove ogni cittadino indica una persona che gli sta sul cazzo e ogni 100000 click la portiamo a processo con l’accusa di essere colpevole. Votazione, magari pure online e poi gabbio. Diretto e senza passare dal via, che ritirare le ventimila lire è un aggravio per lo Stato.

Tutto questo ovviamente non era per salvare Ruby, la quale ovviamente non aveva da esser salvata da alcunché, tutto questo era per ottenere l’Interdizione dai Pubblici Uffici, molto più che improbabili carcerazioni di Silvio Berlusconi. Interdizione dai pubblici uffici che in realtà significa semplicemente:

Impedire al 25% dei votanti di votare il loro candidato, mica altro.

Allora, siccome la Procura di Milano si ritiene in grado di decidere al posto dei cittadini Italiani e siccome di fatto, lo fa già, non vedo per quale motivo IO debba continuare a giocare a questo gioco del dito in culo. Domani imbusto la mia tessera elettorale e la spedisco diretta alla Procura di Milano, cosicché decidano pure per chi devo votare io.

Vero che già votavo il dottor Di Minchia, quindi il mio gesto sul risultato di elezioni future sarà ininfluente, ma almeno togliamo sto schifo di ipocrisia per cui sarebbe mio diritto scegliere chi mi deve derubare.

 Domani mattina Raccomandata A/R alla procura di Milano del mio certificato elettorale.

Per chi volesse aderire, l’indirizzo della procura è il seguente:

Via Freguglia n° 1 – 20122 Milano

Mi raccomando A/R così avete prova che gli sia arrivato e, quale ufficio non so, né é importante.

 

Anche qui, per anticipare i “pierini”. Lo stesso ragionamento lo farei, e lo farò, quando tale interdizione la applicheranno a Grillo, oppure in seguito ad uno di sinistra, tipo Renzi. Non è importante se io lo voti o no, se così fosse mi fregherebbe nulla, visto che Di Minchia non lo possono interdire dai pubblici uffici. E’ importante che SE VOLESSI, e SE LUI VOLESSE CANDIDARSI, io potrei votarlo.

Se invece candidati e voti li deve decidere la procura, allora lasciate perdere che scendo dal treno. Pigliatevi la mia tessera elettorale.

 
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Pubblicato da su 24 giugno 2013 in cronaca, magistratura, politica

 

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Riflessioni sulla Sinistra

Non vorrei che qualche ardito potesse prendere questo articolo come una difesa di Silvio Berlusconi. Questo articolo è solo a ricordare sempre quali sono quelli moralmente superiori.

Berlusconi è un puttaniere.

Loro invece no

Berlusconi, secondo alcuni geniali personaggi, si sarebbe trombato una minorenne, la quale ha sempre negato. Loro invece vanno solo con le quarantenni. In questo caso però a differenza di Ruby, le “quarantenni” in questione non negano, anzi. Qualcosa vorrà dire.

Berlusconi ovviamente, fa soltanto i suoi sporchi interessi di capitalista. Loro no. Loro hanno una banca,  ma non si può dire, perché se esce sui giornali si commette reato e si incolpa l’editore di un giornale, ma solo perché quell’ editore è Berlusconi, visto che questa è l’UNICA intercettazione telefonica uscita sui giornali per la quale si sia incriminato qualcuno per la fuga di notizie.

Eppure tutti i giorni io leggo intercettazioni telefoniche “sfuggite accidentalmente” dalle sedi preposte e finite sui giornali. Conosco un caso, dove non solo certe telefonate sono “sfuggite accidentalmente” e finite sui giornali, ma altre si sono “perse” nelle sedi opportune e mai arrivate a processo, salvo poi dover essere scovate dalla difesa a caro prezzo.

Conosco un caso dove la fuga di notizie si è spinta fino a pubblicare commenti su donne di spettacolo e mettere in crisi relazioni familiari.

In questo caso, le intercettazioni sono arrivate ai giornali e nessun giornale è stato incriminato per aver divulgato notizie riservate.

Non solo, in questo caso, dove peraltro in primo grado hanno decretato una “associazione a delinquere” formata da sole tre persone che non avevano alcuna possibilità di delinquere senza l’aiuto di altri, il tenore delle telefonate che avrebbero decretato la condanna non sono del tenore di quella che avete visto trascritta su youtube, nella quale si evince che LORO, sempre gli stessi, i paladini del bene pubblico, si stavano comprando una banca con l’aiuto delle coop. Sapete quelle altre aziende paraculate fiscalmente perché agiscono anche loro per il Bene Comune?   Si intravede poi un pericoloso “lui vuole lavorare con le coop” che sa un pò di chiara minaccia pregressa.

Eppure questa telefonata non deve finire sui giornali. Qui si applica la legge ovvio, quella legge che è sempre più applicata coi nemici e sbeffeggiata, non interpretata, con gli amici. Amici di chi poi, che per definizione la Magistratura non ha preferenze politiche?

Però vabbé, alla fine con la banca, visto che sono ottimi imprenditori, faranno degli utili e finalmente faranno il tanto sospirato bene comune.

Poi se casualmente e per colpa di Berlusconi, non dovessero fare utili, la soluzione che propongono è di sicuro funzionamento, perché “non sempre il “comune buon senso” è il metodo più adatto a risolvere situazioni difficili”, come ci dice il loro giornale di riferimento. Questa cagata la scrive tre mesi fa, mica un secolo fa.

Per inciso una simile frase, che lascia poi intuire la lucidità dell’articolo seguente, lascia PIENAMENTE COMPRENDERE, come abbiano l’idea che Economia e VITA DI TUTTI I GIORNI, siano cose completamente scorrelate e non un qualcosa di estremamente ben connesso e quasi sovrapponibile. Ma non solo, la loro teoria non è applicabile neppure a situazioni di economia familiare. Figurarsi applicarle su scala mondiale (Oh, ma lo stanno facendo da un bel pezzo). Se quando si accorgesse di aver finito i soldi, la massaia si desse all’acquisto compulsivo per “risollevare l’economia familiare” prenderebbe solo un sacco di calci dal marito, oltre a contribuire al fallimento familiare. Solo che il buon senso, quello FONDAMENTALE in economia, la induce a risparmiare e ridurre le spese. Questi ci vogliono far credere che se la “famiglia” è di 54M di componenti, la spesa compulsiva sia una soluzione.

Torniamo a noi.

Sono completamente coglioni in economia. Si gestiscono la Prostituzione di Giunta mentre a noi ci multano per la strada se solo le accostiamo.

Si scopano i bambini e per di più pure maschi mentre si fanno mantenere coi nostri soldi.

Si comprano le banche, le gestiscono, coi loro soldi oltre i voti, molto probabilmente ci comprano la Giustizia, le fanno fallire e poi scatenano i loro scagnozzi per convincerci ad indebitarCI NOI ancora di più.

Altrimenti il Forteto potrebbe chiudere….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby si ribella: sconcertanti dichiarazioni

 

Le dichiarazioni di Ruby fuori dal tribunale di Milano sono qualcosa di sconcertante.

Sconcertante perché ciò che ha detto non può essere assolutamente considerato falso. Nessuno va a fare una dichiarazione pubblica del genere riempendola di frottole. Si rischiano figure di merda in mondovisione e oceani di denunce.

Se dobbiamo quindi credere alle sue dichiarazioni, scopriamo l’ovvio, ovvero che non è mai andata a letto con Berlusconi, ma scopriamo molto di più il meno ovvio.

Per esempio che esisteva un passaporto con scritto  Mubarak. Vero o falso che fosse.

Per esempio un processo con una parte lesa che non si dichiara tale, che per precauzione non viene sentita nel processo.  Atipico, molto atipico, per certi versi inquietante  e kafkiano.

Oppure che gli interrogatori vengono comunemente svolti promettendo aiuti in cambio di dichiarazioni. Molto Molto Molto inquietante.

O ancora che certi interrogatori vengono verbalizzati, altri no. Alcuni controfirmati, altri no (inventati di sana pianta ??).

Che in RAI pagano 3000 euro un tizio per inventarsi storie su altre persone spacciandosi per fidanzato.

Che i giornalisti in Italia sono abilitati a mentire.

Insomma, che la magistratura e il giornalismo in Italia siano da denuncia al tribunale dell’Aia per i crimini contro l’umanità è ormai più che un fondato sospetto. E’ imperativo ed urgente, al pari delle riforme economiche, che l’Italia si doti di un sistema giudiziario che sia efficiente e rispettoso del Capitale in senso austriaco delle persone: vita, soldi, patrimonio, tempo.

 

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2013 in cronaca, giornali, magistratura, politica

 

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