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Elogio del denaro – Repost

Da un pò di tempo non pubblicavo un repost del mio precedente blog su splinder. E’ il caso di farlo oggi con questo stupendo brano tratto da La Rivolta di Atlante, di Ayn Rand, in cui si spiega chiaramente il vero significato dell’istituzione sociale per Eccellenza: IL DENARO.  In tempi in cui non si fa altro che sentire coglioni attribuirgli i mali del mondo e sempre più spesso di accusarlo di essere lo “sterco del demonio”, mi pare ancora più cogente e necessario.

 

 

 

Ayn Rand nasce a San Pietroburgo nel 1905. Costretta dal regime sovietico a fuggire negli States, diviene una icona dell’ American Way of Living, della libertà e dell’individualismo. Il suo libro forse più famoso, è “La rivolta di Atlante”. Un libro che tutti gli italiani dovrebbero leggere e capire.

Il seguente brano è tratto da lì.  Il libro è del 1957.  Sembra attualissimo. Le affermazioni che leggerete si adattano benissimo all’America Obamiana, e ancor di più alla vecchia Europa, e in primis al nostro disgraziato paese.  Se avete la possibilità compratelo!
Un ringraziamento speciale a chi mi ha fatto leggere il libro.

<<E così lei pensa che il denaro sia alla radice di tutti i mali?>> disse Francisco d’Anconia. << Si è mai chiesto quali sono le radici del denaro?  Il denaro é un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono merci prodotte e uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l’uno con l’altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che vi chiedono il prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che ve lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. E’ questo che lei chiama male?

Quando accetta del denaro in pagamento dei suoi sforzi, lei lo accetta esclusivamente perché sa di poterlo dare in pagamento degli sforzi di qualcun altro. Non sono i miserabili o i pescecani che danno valore al denaro. Non basterebbero un oceano di lacrime né tutti i fucili del mondo per cambiare i pezzi di carta che si hanno nel portafogli col pane che ci servirà domani per sopravvivere. Quei pezzi di carta, che dovrebbero essere d’oro, sono un contrassegno d’onore…. il nostro diritto sull’energia degli uomini che producono. Il portafogli è la nostra speranza che in qualche parte del mondo ci siano uomini che non tradiscano il principio morale che é alla radice del denaro. E’ questo che lei considera un male?

Ha mai osservato le radici della produzione? Dia un’occhiata a un generatore elettrico e osi dichiarare che è stato creato dagli sforzi muscolari di bruti senza cervello. Cerchi di far crescere un chicco di frumento senza la conoscenza lasciatale da uomini che l’hanno dovuta scoprire per la prima volta. Cerchi di ottenere il suo cibo solo con movimenti fisici…. e scoprirà che la mente dell’uomo è alla radice di tutte le cose prodotte e di tutto il benessere che esiste sulla terra.

Ma forse vuol dire che il denaro è creato dal forte a spese del debole? Di che forza intende parlare? Non della forza dei muscoli o dei fucili. Il benessere è il prodotto della capacità dell’uomo di pensare. Allora il denaro è fatto dall’uomo che inventa un motore a spese di quelli che non l’hanno inventato? Il denaro è fatto dall’intelligenza a spese dell’idiozia? Dalla capacità a spese della incompetenza? Dall’ambizione a spese della pigrizia? Il denaro è fatto….prima che possa esservi tolto dai piagnistei o dai fucili… fatto dallo sforzo di ogni uomo onesto, a seconda della sua capacità. Un uomo onesto sa che non può consumare più di quanto abbia prodotto.

Commerciare per mezzo del denaro è il codice degli uomini di buona volontà. Il denaro poggia sull’assioma che ogni uomo è il proprietario della propria mente e dei propri sforzi. Il denaro non permette di valutare i nostri sforzi se non con la scelta volontaria dell’uomo disposto a commerciare in cambio i suoi sforzi. Il denaro ci permete di ottenere per i nostri prodotti e per il nostro lavoro quello che valgono per gli uomini che li acquistano., non di più. Il denaro non permette alcun affare all’infuori di quelli a beneficio reciproco secondo il libero giudizio dei contraenti. Il denaro ci impone il principio che gli uomini devono lavorare per il proprio benessere, non per la propria sofferenza, per guadagnare, non per rimetterci…. il principio che non esistono bestie da soma, destinate a portare il peso della nostra cattiveria….. che bisogna offrir loro valori, non ferite….. che il vincolo che unisce gli uomini non é lo scambio di sofferenze, ma lo scambio di merci. Il denaro ci impone di vendere, non la nostra debolezza alla stupidità degli uomini, ma il nostro talento alla loro intelligenza; ci impone di comprare non quello che ci offrono, ma quello che più soddisfa le nostre esigenze. E quando gli uomini vivono di commercio…. avendo la ragione, non la forza, come arbitro finale…. è il miglior prodotto che vince, la migliore realizzazione, l’uomo che ha più criterio e più abilità. E il grado della produttività dell’uomo determina la sua ricompensa. Questo é il codice dell’esistenza, il cui simbolo è il denaro. E’ questo che lei considera un male?

Ma il denaro è solo uno strumento. Ci condurrà ovunque vogliamo, ma non prenderà il nostro posto. Ci darà i mezzi per la soddisfazione dei nostri desideri, ma non ci procurerà i desideri. Il denaro é la frusta per gli uomini che tentano di invertire la legge della causalità….per gli uomini che cercano di rimpiazzare la mente rubando i prodotti della mente.

Il denaro non comprerà la felicità all’uomo che non sa quello che vuole:il denaro non gli darà un codice di valori, se quest’uomo evade la conoscenza di ciò che deve valutare, e non gli procurerà uno scopo, se evade la scelta di quello che cerca. Il denaro non comprerà l’intelligenza allo sciocco, né l’ammirazione al codardo, né il rispetto all’incompetente.L’uomo che tenta di comprare il cervello di coloro che gli sono superiori, sostituendo il denaro al discernimento, finirà con l’essere vittima di quanti gli sono inferiori. Gli uomini intelligenti lo sfuggiranno, e gli imbrogli e le frodi si ritorceranno su di lui, spinte da una legge che non ha scoperto: che l’uomo non può essere più piccolo del suo denaro. E’ per questa ragione che lei lo chiama un male?
Solo l’uomo che non ne ha bisogno, è adatto a ereditare il benessere… l’uomo chapace di farsi una fortuna anche se non l’avesse. Se un erede è uguale al suo denaro, il denaro lo servirà: altrimenti lo distruggerà. Ma voi che guardate gridereste che è stato il denaro a corromperlo. Davvero ? Non é stato lui, invece, a corrompere il suo denaro? Non invidiate un erede che non vale niente; la sua fortuna non è vostra, e voi non avreste agito meglio di lui. Non pensate che dovrebbe venir distribuita fra voi; gravare il mondo di cinquanta parassiti, invece che di uno, non farebbe rimanere la virtù che ha creato quella fortuna. Il denaro è una potenza vivente che muore senza le sue radici. Il denaro non servirà la mente incapace di esserne degna. E’ per questa ragione che lei lo chiama un male?

Il denaro è il mezzo per sopravvivere. Il verdetto  che pronunciamo sulla nostra fonte di guadagno è un verdetto che pronunciamo sulla nostra vita. Se la fonte é corrotta, avremo dannato tutta la nostra esistenza. Abbiamo ottenuto il denaro conuna frode? Sfruttando i vizi o la stupidità degli uomini? Imbrogliando gli sciocchi, in modo da ottenere più di quanto la nostra abilità meriti? Scendendo a compromessi con i nostri principi? Facendo un lavoro che disprezziamo per gente che non stimiamo? Allora il denaro non ci darà un attimo né un centesimo di gioia. Allora le cose che acquisteremo diverranno non un tributo, ma un rimprovero. Non una conquista, ma il ricordo di una vergogna. Allora grideremo che il denaro é un male. n male, solo perché non ci aiuterà a trovare il rispetto in noi stessi? Un male, perché non ci permetterà di goderci la nostra depravazione? E’ questa la radice del suo vero odio per il denaro?
Il denaro rimarrà sempre un effetto e si rifiuterà di divenire una causa. Il denaro è il prodotto della virtù, ma non ci darà la virtù né redimerà i nostri vizi. Il denaro non ci procurerà quello che non abbiamo guadagnato, né in materia né in spirito. E’ questa la radice del suo odio per il denaro?

O ha detto che é l’amore per il denaro, la radice di tutti i mali? Amare una cosa vuol dire conoscerne e amarne la natura. Amare il denaro vuol dire conoscere e amare il fatto che il denaro è la creazione di quanto di meglio abbiamo in noi, il mezzo di scambiare i nostri sforzi con gli sforzi di quanto di meglio c’é negli uomini. La prima a proclamare il suo odio per il denaro è proprio la persona disposta a vendere la propria anima per un centesimo…. e ha tutte le ragioni per odiarlo. Quelli che amano il denaro sono disposti a lavorare, per procurarselo. Sanno di meritarselo.

Lasciate che vi dia un consiglio che vi aiuterà a capire il carattere degli uomini: l’uomo che detesta il denaro è quello che l’ha ottenuto in modo poco onorevole; l’uomo che lo rispetta se l’é guadagnato.

Sfuggite gli uomini che vi dicono che il denaro è un male. Qeusta frase é il campanello d’allarme, vi avvisa che c’è un pescecane in arrivo. Finché gli uomini vivranno insieme sulla terra e avranno bisogno di qualcosa per commerciare gli uni con gli altri….l’unico surrogato, se scartano il denaro , è il calcio di un fucile.

Ma il denaro esige da noi le più alte virtù, se vogliamo guadagnarcelo e mantenercelo. Gli uomini privi di coraggio, di orgoglio e di stima in se stessi, gli uomini che non hanno alcun senso morale del loro diritto al denaro e che non sono disposti a difenderlo come difenderebbero le loro stesse vite, gli uomini che chiedeono scusa perché sono ricchi… non rimarranno ricchi a lungo. Essi sono la preda naturale dei pescecani che stanno nascosti sotto gli scogli per secoli, pronti a saltar fuori  al primo odore di un uomo che chiede di essere perdonato perché possiede il benessere. Si affretteranno a liberarlo della colpa… e della vita, come si merita.

Allora assisteremo al cammino degli uomini di due tipi…. degli uomini che vivono con la forza, pur contando su quelli che vivono di commercio perché creino il valore del loro denaro…. e degli uomini che vivono secondo virtù.
In una società morale, questi sono i criminali, e i codici sono fatti apposta per difenderci da loro. Ma quando una società stabilisce dei criminali-per-diritto e dei pescecani-per-legge, uomini che usano la forza per appropriarsi del benessere di vittime disarmate, allora il denaro diventa il vendicatore di colui che lo ha creato. Questi pescecani pensano che non ci sia pericolo a derubare degli uomini indifesi, una volta approvata una legge che li disarmi. Ma il loro furto diventa un magnete per gli altri ladri, che ruberanno il denaro a coloro che l’hanno a loro volta rubato. E così la gara continua non per quelli che sono i più abili a produrre, ma per quelli che posseggono la maggior dose di spietata brutalità. Quando si agisce secondo forza, l’assassino vince sul borsaiolo. E allora la società scompare, in un nuvolo di rovine.

Volete sapere se questo giorno arriverà? Attenti al denaro. Il denaro è il barometro delle virtù di una società. Quando vi accorgerete che il commercio é fatto non per consenso, ma per costrizione, quando vedrete che per poter produrre avete bisogno di un permesso da parte di uomini che non producono, quando vi renderete conto che il denaro vi sfuma dalle mani non per merci, ma per favori, quando osserverete che gli uomini diventaono più ricchi rubano e costringendo che lavorando, e che le leggi non vi proteggono contro di essi, ma proteggono loro contro di voi….
quando vedrete che la corruzione viene ricompensata e l’onestà diventa un olocausto…. allora capirete che la vostra soceità è condannata. Il denaro è una cosa tanto nobile che non scende a patti con i fucili o con la brutalità. Non permetterà ad una società di sopravvivere fra i pescecani e i ladri.

Ogni qualvolta fra gli uomini appaiono dei distruttori, cominciano prima di tutto a distruggere il denaro, perché il denaro é la protezione degli uomini e la base di un’esistenza morale. I distruttori si impossessano dell’oro, dando in cambio un mucchio di carta. Questo uccide tutti i principi obbiettivi e consegna gli uomini al potere arbitrario, un arbitrario giudice dei valori. L’oro era un valore oggettivo, un equivalente della ricchezza prodotta. La carta é un’ipoteca su una ricchezza che non esiste, appoggiata da un fucile puntato su coloro che devono produrre. La carta é un assegno rilasciato dai pescecani legali su un conto che non é il loro: sulle virtù delle vittime. Attenti al giorno in cui l’assegno vi sarà rimandato indietro con sopra scritto: “Per mancanza di fondi”
Quando avrete fatto del male un mezzo per sopravvivere, non vi aspettate che gli uomni rimangano buoni. Non vi aspettate che rimangano morali per far cuscino agli immorali. Non vi aspettate che producano, quando la produzione viene punita e il ladrocinio ricompensatoNon chiedetevi: “Chi distrugge il mondo?” Siete voi.
Siete in mezzo alle più grandi conquiste della più grande civiltà produttiva e vi chiedete perché vi cade a pezzi intorno, mentre condannate la sua linfa vitale… il denaro. Considerate il denaro come lo consideravano i selvaggi prima di voi, e vi chiedete perchè la giungla sta man mano inghiottendo le vostre città. Nella storia dell’uomo, il denaro è sempre stato rubato da pescecani di un tipo o dell’altro, i cui nomi cambiavano, ma i metodi rimanevano gli stessi: impossessarsi della ricchezza con la forza e tenere i produttori legati, diffamati, oppressi, privati dell’onore.
Quella frase sul male del denaro, che pronunciate con tanta virtuosa indifferenza, proviene da un’epoca in cui il denaro veniva prodotto dal lavoro degli schiavi… schiavi che continuavano a ripeterla, dopo che fu scoperta dalla mente di qualcuno, e rimasta così per secoli. Finché la produzione veniva regolata dalla forza e la ricchezza veniva conquistata con la violenza, poteva andar bene.
Però, attraverso secoli di miseria e di fame, gli uomini hanno continuato a esaltare i pescecani, a considerarli aristocratici della spada, aristocratici per nascita, aristocratici della burocrazia,e a disprezzare i produttori, a considerarli schivi, commercianti…. e industriali.

Per la gloria dell’umanità,c’é stata, per la prima e ultima volta nella storia, una nazione del denaro…  e non trovo miglior tributo da offrire all’America, perché questo significa: una nazione di ragione, di giustizia, di libertà, di produzione, di conquista. Per la prima volta, la mente dell’uomo e il denaro furono liberati e non esistevano più fortune-per-conqusta, ma fortune-per lavoro,  e al posto degli uomini con la spada in  mano apparvero i reali costruttori del benessere, i più grandi lavoratori, gli esseri umani più evoluti…. gli uomini fatti da sè.. gli industiali americani.
Se mi chiedete di nominare la più orgogliosa  distinzione degli americani sceglierei…. perché contiene tutte le altre…  il fatto che sono stati loro a creare la frase “far soldi”. Nessun altro popolo e nessun’altra nazione aveva mai usato prima qeuste parole; gli uomini avevano sempre pensato alla ricchezza come a una quantità statica… da ereditare, chiedere, rubare, dividere o ottenere come un favore. Gli americani sono stati i primi a capire che la ricchezza deve essere creata. Le parole “far soldi” contengono l’essenza della moralità umana.

Eppure queste furono le parole per le quali gli americani furono condannati dalla cultura dei continenti dei pescecani. Ora il credo dei pescecani vi ha convinti a considerare le vostre più grandi conquiste come un marchio di infamia, la vostra prosperità come una colpa, gli industriali come delinquenti, e le vostre meravigliose fabbriche com il prodotto e la proprietà di un lavoro muscolare, il lavoro di schiavi, frustati come quelli delle piramidi d’Egitto. Il farabutto che dice di non vedere alcuna differenza fra il potere del dollaro e quello della frusta, dovrebbe imparare la differenza sulla sua stessa schiena….. come penso che avverrà.
Finché e a meno che non scoprirete che il denaro é alla radice di ogni bene, sarete voi stessi gli artefici della vostra rovina. Quando il denaro finirà di essere il mezzo di scambio fra gli uomini, allora gli uomini diverranno gli schiavi degli uomini. Sangue,fruste e fucili….. o dollari. Fate la vostra scelta…. non c’è n’é altra… è giunto il momento.

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Perché lo Stato vuole il Controllo della Moneta — di Hans Hermann Hoppe

Spettacolare articolo di Hoppe pubblicato dal Mises.org , e tradotto da Niccolo Viviani per il Von Mises Italia    . Vale la pena leggerlo, ripubblicarlo, stamparlo e darlo in mano a parenti e amici.

 

Immagina di essere al comando dello Stato, inteso come un’istituzione che ha il monopolio territoriale della decisione ultima in ogni disputa, incluse quelle che coinvolgono lo Stato stesso ed i suoi agenti e, per implicazione, che possiede il diritto di tassare, ovvero di determinare unilateralmente il prezzo che ogni suo suddito deve pagarti affinché tu possa esercitare il compito di decisore finale.

Agire sotto questi vincoli o, piuttosto, in assenza di vincoli, è ciò che costituisce la politica e l’azione politica e dovrebbe essere chiaro, sin dal principio che la politica, per sua vera natura, è sempre un male. Non dal tuo punto di vista, naturalmente, ma per coloro che sono soggetti alle tue regole come giudice ultimo. Prevedibilmente, userai la tua posizione per arricchirti alle spalle degli altri.

Più specificamente, possiamo prevedere in particolare quale sarà la tua attitudine e la tua politica per quanto riguarda il denaro e il sistema bancario.

Assumi di comandare su un territorio che si è sviluppato oltre la fase primitiva del baratto, dove c’è quindi in uso un comune mezzo di scambio: il denaro.

Prima di tutto, è facile comprendere perché saresti particolarmente interessato nel denaro e negli affari monetari: come detentore del potere statuale, in linea di principio, sei nelle condizioni di poter confiscare qualsiasi cosa tu voglia e ricavare per te un’ infinità di beni.

Ma piuttosto che confiscare i vari prodotti o beni di consumo, naturalmente preferirai confiscare del denaro. Perché il denaro, essendo il bene più facilmente scambiabile, ti permette di spendere il tuo ricavo, così da acquistare facilmente la più grande varietà di beni di consumo con la massima libertà e piacimento.

E’ fondamentale allora che le tasse che imporrai alla società siano pagate in forma di denaro, siano esse sulla proprietà oppure sul reddito. Infatti il tuo obiettivo sarà sempre quello di tentare di massimizzare i ricavi dalle tasse.

In questo tentativo, tuttavia, non potrai fare a meno di incontrare delle difficoltà piuttosto complicate. Inevitabilmente, i tuoi tentativi di aumentare continuamente i ricavi dalle tasse incontreranno un limite: tasse più alte, ad un certo punto, non comportano ricavi più alti ma ricavi più bassi.

Il tuo ricavo, il tuo denaro da spendere, diminuisce, perché i produttori, vessati da una aliquota fiscale sempre maggiore, semplicemente producono di meno.

In questa situazione, ti rimane solo un’altra opzione per aumentare o almeno per tentare di mantenere costante il tuo attuale livello di spesa: prendere a prestito i soldi che non riesci ad ottenere tramite le tasse.

Per fare questo devi andare dalle banche; da qui nasce il tuo particolare interesse per le banche e l’industria bancaria. Se prendi in prestito del denaro, queste ultime si prenderanno automaticamente un interesse sui tuoi ricavi futuri. Esse vorranno che tu rimanga nel business, vorranno che lo Stato continui nella sua attività di sfruttamento. E dato che le banche tendono a diventare grandi attori nella società, il loro supporto ti sarà sicuramente di aiuto.

D’altra parte però, come elemento negativo, se prendi in prestito del denaro dalle banche tu non solo dovrai restituirlo, ma dovrai anche pagare un interesse.

La domanda nasce spontanea data la tua posizione apicale: come posso liberarmi da queste restrizioni, dalla limitazione ai ricavi dovuta all’aumento dell’aliquota fiscale e dalla necessità di farmi prestare il denaro dalle banche dovendo però pagare un interesse?

Non è molto difficile vedere quale sarà la soluzione definitiva al tuo problema.

Puoi ottenere la desiderata indipendenza sia dai cittadini, che pagano le tasse, che dalle banche solo se crei il monopolio territoriale di produttore di denaro.

Sul tuo territorio, sei l’unico cui è permesso produrre denaro.

Ma questo non è ancora sufficiente; il denaro è un bene che, per essere prodotto, comporta necessariamente grandi spese: devi aspettarti di dover sostenere grandi costi per la sua produzione.

Molto più efficace sarebbe, invece, utilizzare la tua posizione di monopolista per abbassare i costi di produzione e la qualità del denaro sino ad arrivare vicino al costo zero!

Invece di una moneta di qualità così alta e quindi costosa come l’oro o l’argento, sarebbe meglio se sostituissi a questi un bel pezzo di carta senza valore che potrebbe essere prodotto praticamente a costo zero (normalmente, nessuno accetterebbe come mezzo di pagamento un pezzo di carta; sono accettati come pagamenti solo se sono dei titoli di qualcos’altro, titoli su qualche proprietà reale. In altre parole,dovresti sostituire pezzi di carta che erano titoli su denaro vero, su un bene reale, con pezzi di carta che siano titoli su niente).

In un’eventuale condizione competitiva, se ognuno fosse libero di produrre il proprio denaro, denaro che potrebbe essere prodotto a costo zero, è facile prevedere che tale denaro sarebbe prodotto in quantità tale da arrivare al limite dell’uguaglianza del ricavo marginale con il costo marginale e, dato che il costo marginale sarebbe pari a zero seguirebbe che anche il ricavo marginale, cioè il potere di acquisto di questo ultimo denaro, sarebbe zero!

Da qui deriva la necessità di avere, da parte tua, il monopolio della produzione del denaro di carta, cosi da restringere l’offerta ed evitare le condizioni dell’iperinflazione e la sparizione improvvisa e totale del denaro dal mercato (una fuga nei “valori reali”), tenendo presente che più si stampa denaro di carta più il suo potere d’acquisto diminuisce.

In una certa maniera, tu sei riuscito ad ottenere quello che tutti gli alchimisti e i loro accoliti hanno sempre tentato: hai prodotto qualcosa di valore (denaro con un potere d’acquisto) da qualcosa che praticamente non ha nessun valore. Che impresa!

A te non costa praticamente niente, e puoi andare in giro a comprare beni di grande valore, come una casa oppure una Mercedes; e puoi ottenere questi meravigliosi risultati non solo per te stesso ma anche per i tuoi amici e accoliti che, improvvisamente, scopri essere molti più di quanti pensassi (compresi molti economisti, che spiegano perché il tuo monopolio è essenzialmente qualcosa di buono e positivo per tutti).

Ma quali sono gli effetti?

Innanzitutto più denaro di carta in circolazione non influisce in alcun modo sulla qualità e quantità dei beni non monetari. Ci sono esattamente tanti beni e servizi quanti ne esistevano prima. Questa considerazione smentisce immediatamente la nozione, apparentemente considerata giusta da molti se non tutti i principali economisti, che “più” denaro possa in qualche maniera aumentare “la ricchezza sociale”.

Credere ciò, come fa chi propone quale via d’uscita efficiente e “socialmente responsabile” dai problemi economici la cosiddetta politica di “stimolo monetario”, equivale a credere nella magia: che le pietre, o piuttosto la carta, possano essere trasformate in pane!

Piuttosto, la moneta addizionale che hai stampato avrà due effetti di cui tener conto.

Da una parte, i prezzi saranno più alti di quanto lo sarebbero stati altrimenti e il potere d’acquisto di ogni unità monetaria si abbasserà.

In una parola, il risultato sara l’inflazione.

Più importante, tuttavia, sarà l’effetto redistributivo: tutta questa nuova massa di denaro non aumenta (o diminuisce) il totale dell’attuale ricchezza sociale (la quantità totale di tutti i beni della società), ma redistribuisce la ricchezza esistente in favore tuo e di chi ti è vicino, in favore cioè di coloro che ricevono prima il nuovo denaro. Tu ed i tuoi amici diventate più ricchi (aumentate la vostra ricchezza acquisendo una certa parte della ricchezza totale) alle spese degli altri (che diminuiscono la loro parte di ricchezza totale).

Il problema, per te ed i tuoi amici, di questa decisione istituzionale non è il suo funzionamento: infatti, funziona perfettamente, sempre a tuo (e dei tuoi amici) vantaggio e sempre alle spese degli altri!

Tutto quello che devi fare è evitare l’iperinflazione.

Perché in quel caso la gente eviterebbe di utilizzare il tuo denaro e correrebbe nel rifugio dei “beni reali”, togliendoti così la bella bacchetta magica. Il problema del monopolio del denaro di carta, se proprio bisogna trovarne uno, sta nell’estensione immediata della fuga verso i beni reali a tutta la società; il tuo operare verrebbe riconosciuto per la criminale rapina quale effettivamente è.

Ma questo problema può essere superato se, in aggiunta al monopolio della produzione di denaro, assumi la veste di banchiere ed entri nel business, fondando una bella banca centrale.

Adesso puoi creare dal niente anche del credito (senza avere prima risparmiato); sei in grado di poter offrire prestiti a condizioni migliori di chiunque altro, addirittura a tassi d’interesse pari a zero (o perfino negativi). Con questa nuova facoltà, non solo hai eliminato la tua vecchia dipendenza dalle banche e dall’industria bancaria; avrai ottenuto molto di più: renderai le banche dipendenti da te, potrai forgiare un’alleanza e una complicità permanente tra le banche e lo Stato.

Addirittura potrai evitare di essere direttamente coinvolto nel business del credito creato; quest’incombenza, insieme al rischio connesso con essa, puoi tranquillamente lasciarla nelle mani delle banche commerciali.

Quello che tu e la tua banca centrale dovrete fare sarà solo creare credito dal nulla e prestare questo denaro ad un tasso inferiore a quello di mercato alle banche commerciali. Invece di pagare tu l’interesse alle banche, saranno le banche a pagarlo a te!

E le banche, a loro volta, presteranno il nuovo credito ai loro amici ad un interesse appena maggiorato, ma sempre al di sotto di quello di mercato (per guadagnare dalla differenza tra i due tassi).

In aggiunta, per far sì che le banche siano particolarmente disponibili a lavorare con te, permetterai l’ulteriore creazione di una certa quantità di credito (moneta in assegni) collegati alla tua emissione precedente (il sistema bancario a riserva frazionaria).

Quali sono le conseguenze di questa politica monetaria?

Per gran parte, sono le stesse di quelle della politica di moneta facile: per prima cosa, una politica monetaria facile è inflazionaria. Quando si mette in circolazione più denaro i prezzi saranno più alti e il potere d’acquisto sarà più basso.

Secondo, anche l’espansione del credito non ha nessun effetto sulla quantità e qualità dei beni reali attualmente in esistenza. Né li aumenta né li diminuisce. Più denaro equivale, semplicemente, a più carta. Non fa e non farà crescere di una virgola la ricchezza sociale.

Terzo, il credito facile causerà una sistematica redistribuzione della ricchezza sociale a favore tuo e della banca centrale con il suo cartello di amici: riceverai un ricavo dall’interesse pagato sul denaro che hai creato praticamente a costo zero (al posto del denaro risparmiato con sacrificio da un vero ricavo precedente) e così faranno le banche, che potranno ricevere un interesse dai prestiti creati.

Sia tu che i tuoi amici banchieri vi approprierete di un ricavo  “non guadagnato”: vi arricchirete alle spalle dei risparmiatori di denaro “reale” (che ricevono un interesse più basso di quello che avrebbero ricevuto in assenza del denaro creato dal nulla ed immesso nel mercato del credito).

Dall’altra parte, c’è un altra fondamentale differenza tra una politica di moneta facile, stampa e spendie una di credito facile, stampa e presta.

Prima di tutto, una politica di credito facile altera la struttura di produzione, ovvero cosa si produce e chi produce, in maniera decisamente significativa.

Tu, il capo della banca centrale, puoi creare credito dal nulla. Tu non devi risparmiare denaro dai tuoi ricavi, non devi tagliare prima le tue spese, non devi astenerti dal comprare determinati beni di consumo reali (così come deve fare ogni persona normale se vuole prestare del credito a qualcuno). Devi semplicemente accendere la stampante e fissare il tasso d’interesse sotto quello richiesto dai prestatori sul mercato.

Abbassare l’interesse sul tuo prestito non comporta nessun sacrificio da parte tua (ecco perché questa istituzione piace così tanto).

Se le cose vanno bene, riceverai comunque un interesse positivo sul tuo prestito, se invece le cose non andranno bene, potrai sempre coprire le perdite in modo più semplice di chiunque altro: stampando una quantità addizionale di denaro di carta.

Senza costi e senza nessun rischio personale di perdite, puoi prestare del credito in modo indiscriminato a chiunque e per qualsiasi scopo, senza preoccuparti della solvibilità del debitore o della qualità del suo business plan. A causa del credito facile, certe persone (in particolare i banchieri d’affari), che altrimenti non avrebbero le qualità sufficienti per ottenere credito, e certi progetti (in particolare quelli delle banche e dei loro clienti più importanti), che non sarebbero considerati profittevoli e troppo rischiosi,  otterranno credito e verranno finanziati!

Essenzialmente, la stessa cosa accade alle banche commerciali all’interno del cartello bancario. Grazie alla loro speciale relazione con te, essendo coloro che ricevono per primi il prestito, anche queste banche potranno offrire credito dal nulla ai loro clienti ad un tasso d’interesse più basso di quello di mercato; e se le cose andranno bene per loro, andranno bene anche per le banche, se invece no, esse potranno sempre affidarsi a te, al monopolista della produzione del denaro, per lasciarsi salvare così come faresti tu in caso di necessità: stampando più denaro di carta.

Di conseguenza, anche da parte delle banche mancherà la necessaria attenzione nella selezione dei clienti e dei loro business plan e questa leggerezza le porterà a finanziare persone “sbagliate” e progetti “sbagliati”.

E c’è una seconda significativa differenza tra la politica stampa e spendi e quella stampa e presta che spiega perché la redistribuzione a favore tua e dei tuoi amici banchieri, messa in moto dal credito facile, prende la forma di un momentaneo ciclo di boom-bust, cioè di una fase iniziale di generale prosperità (di una generale aspettativa di aumento dei redditi e di ricchezza futura) seguita da una fase di generale impoverimento (quando la prosperità della fase di boom si rivela essere una mera illusione).

La fase di boom-bust è la conseguenza logica, fisicamente necessaria, del credito creato dal nulla, del credito non corrispondente ad un pari risparmio antecedente, del credito fiduciario (o come vogliamo denominarlo) e del fatto che ogni investimento richiede tempo e può mostrare il suo successo successo solo più tardi, in un determinato momento nel futuro.

La ragione del ciclo economico é tanto elementare quanto fondamentale.

Robinson Crusoe può dare in prestito a Venerdì del pesce (che non ha consumato). Venerdì può convertire questo prestito in una rete da pesca (ovvero può sostenersi mangiando il pesce mentre costruisce la rete), e con questa rete Venerdì, in linea di principio, potrà essere nelle condizioni di ripagare il prestito a Robinson, più l’interesse e avere ancora del pesce addizionale come profitto.

Ma questo processo è fisicamente impossibile se il prestito di Robinson è fatto solo di denaro di carta, una ricevuta dove c’e solo scritto “pesce”, ma che non corrisponde a pesce reale, dal momento che Robinson  non ha risparmiato niente, avendolo invece consumato (si è mangiato il pesce e ha dato a Venerdì un pezzo di carta con la scritta “pesce”!).

Quindi, necessariamente, Venerdì non potrà che fallire nel suo tentativo d’investimento.

In una economia semplice come quella del baratto, questa verità è immediatamente visibile. Venerdì non accetterebbe mai del credito sotto forma ricevute cartacee (ma solo credito cui corrispondono valori reali) e, per questo motivo, il ciclo economico non avrebbe mai inizio!

Ma in una economia complessa come quella monetaria, il fatto che il credito sia stato creato dal nulla con denaro di carta non è evidente: le banconote di denaro dal nulla date a credito sono esattamente uguali alle altre (quelle create con il risparmio vero) e, per questo motivo, esse sono accettate da coloro che prendono a prestito (Venerdì).

Ma questo non cambia la verità fondamentale: niente può essere prodotto da niente e progetti d’investimento intrapresi senza un finanziamento reale (derivante da risparmio reale) devono fallire. Ma questo spiega anche perché la fase di boom, una fase di crescita del livello degli investimenti accompagnato dalle aspettative generalizzate di un aumento dei redditi e della ricchezza può avere inizio (Venerdì infatti accetta le note con la scritta “pesce” invece di rifiutarle immediatamente).

Questo spiega anche perché ci vuole del tempo prima che la realtà fisica venga fuori e riveli comeillusorie certe aspettative.

Ma cosa significa per te, capo dello Stato, una piccola crisi? Proprio perché il tuo cammino verso il potere avviene tramite crisi ripetute, causate dal tuo regime di denaro di carta e dalle politiche della banca centrale, dal tuo punto di vista questo sistema di stampa e presta, che redistribuisce a favore tuo e dei tuoi amici banchieri, anche se meno immediato ed efficace di quanto possa essere il sistema più semplice di stampa e spendi, è ancora largamente preferibile a quest’ultimo, perché molto più difficile da individuare e da comprendere per ciò che veramente è!

Piuttosto che essere riconosciuta come una pura e semplice truffa organizzata da un parassita, perseguendo una politica di credito facile puoi pretendere addirittura di essere visto come qualcuno impegnato nell’altruistico obiettivo di “investire nel futuro” (piuttosto che spendere nelle frivolezze quotidiane) e nel curare la crisi economica (piuttosto che nell’averla causata).

In che meraviglioso mondo viviamo!

 

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Milena Gabanelli, dove sei??

Dopo il furto istituzionale cipriota, nel quale i porci governanti, uniti agli assassini delle banche centrali hanno estorto a mano armata il 37 e passa percento dei capitali oltre i 100000 euro (la nuova soglia di ricchezza evidentemente è pari ad un terzo di casa in una città italiana), ci si chiede dove sia finita la paladina del denaro elettronico e della sicurezza bancaria. Ricordate quella donna, socialista, che ci ha smaronato a più riprese su quanto sarebbe bello se la totalità della moneta si muovesse tramite conti elettronici? Si chiamava Milena Gabanelli. Mi sto chiedendo dove sia ora, se sta pensando di chiederci scusa con un onesto articolo di giornale in cui dichiara di essere una completa ignorante economica, molto naif e pronta  a farsi rubare tutti i suoi risparmi, o se la sua assenza non sia dovuta ad una disperata ricerca di un posto ove nascondere i suoi sudati risparmi dalla rapina prossima ventura. Tanto lo sappiamo tutti che la Gabanelli più di 100000 euro ce li ha di sicuro. Allora dove sei cara Milena Gabanelli?

A pensare alle stronzate dette e scritte negli ultimi anni, oppure a fare un giro perlustrativo alle Cayman, oppure a seppellire contante nel giardino di casa? Lo diciamo o no, che come era ovvio, io avevo ragione e tu torto? Se ci sei batti un colpo

 
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Pubblicato da su 1 aprile 2013 in banche, Europa, moneta

 

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La mia banca è differente

Vuoi una banca veramente differente? Ecco i motivi per cui scegliere finalmente una banca di cui fidarsi:

  1. Zero spese di gestione
  2. Prelievo immediato, illimitato e gratuito
  3. Perfetto anonimato
  4. Immunità garantita contro i prelievi forzosi dei governi
  5. Riserva integrale al 100%, rimani protetto contro gli squilibri della riserva frazionaria.
  6. Chiunque volesse rubare i tuoi risparmi deve mettere in gioco la sua vita e non può farlo per semplice atto legislativo.
  7. Tassa sui conti implicitamente pagata

In cambio di tutto questo l’unico svantaggio è che non ti paghiamo gli interessi dello 0.00000004% come le altre banche. Ma non avendo spese di gestione, il saldo rimane positivo, a differenza di ciò che accade con i conti correnti usuali nei quali tasse e spese sono sempre maggiori degli interessi percepiti.

Cosa aspetti? Chiudi il tuo attuale conto ed aprilo con noi. Dormirai sonni tranquilli.

 

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2013 in banche, crisi economica, cronaca, Europa, moneta

 

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LibertyFighter per Contante Libero

E’ stata lanciata oggi una grande e notevole iniziativa per contrastare l’abuso, l’esproprio e la messa al bando delle nostre più intime libertà. Le libertà economiche, la libertà di privacy, il diritto alla difesa personale.

La petizione Contante Libero, conta di dare voce a tutti coloro che sanno, a differenza di utili idioti quali la Gabanelli, ad esempio, che l’abolizione del contante e la sua sostituzione con pagamenti elettronici è foriera solo di grandi problemi, non producendo alcun beneficio per consumatori e possessori di moneta.

Consigliando a tutti voi di correre a sottoscriverla, vi ricordo ancor di più perché il contante deve essere libero e non sottoposto a limitazioni. Nè di 1000 euro, né 2500, né, financo 1 milione di euro.

  1. La riserva frazionaria. Quella perversa truffa bancaria legalizzata che permette ai banchieri di moltiplicare il vostro denaro in banca, neanche fossero novelli Gesù, e che ha come conseguenza da una parte lo svilimento del vostro potere di acquisto, dall’altro la possibilità, sempre maggiore quanto più la leva finanziaria è alta, di fallimenti bancari, con la conseguente perdita del VOSTRO DENARO. Se contro lo svilimento della moneta potete solo agire comprando materie prime, contro la riserva frazionaria agite tenendo i capitali lontano dalle banche. Esattamente quello che, tramite le limitazioni al contante, stanno cercando di impedirvi di fare.
  2. L’immoralità di dover per forza acquistare un servizio privato (e se fosse pubblico sarebbe lo stesso), semplicemente per poter lavorare o addirittura ricevere i soldi della propria pensione.
  3. La facilità con la quale il Parlamento e il Governo Italiano potranno accedere ai vostri risparmi, tramite una patrimoniale sui conti correnti, per poter finanziare il prossimo carico di cocaina per Montecitorio, o il prossimo tour di escort, o perché no, gli sperperi della regione Campania o della Sicilia, semplicemente prelevandoli dai “vostri” conti correnti.
  4. Il pericolo, o meglio la certezza che solerti funzionari statali potranno setacciare le vostre spese, tutte documentate e certificate, per analizzare i vostri gusti personali, le vostre tendenze religiose, i vostri gusti sessuali, le vostre abitudini, il vostro orientamento politico. Tramite questa possibilità, sarà possibile per qualsiasi futuro governo, ghettizzare e ricattare chiunque, facilitando opere di discriminazione su base razziale, religiosa, sessuale o di censo. Pensate ad un prossimo governo di oltranzisti cattolici che conosce l’indirizzo di tutti gli omosessuali che hanno frequentato un night omosex. O ad un governo fascista che conoscesse per filo e per segno tutti coloro che hanno comprato un panino alla festa dell’unità. O il viceversa. Pensate a oppositori politici che possono venire sputtanati a mezzo stampa perché magari hanno l’amante e la collana per lei l’han pagata col bancomat.
  5. La completa tracciabilità degli spostamenti delle persone, che possono essere individuate sul territorio per qualunque spesa e, in casi estremi ma non inimmaginabili, raggiunti da killer prezzolati o  agenti dei servizi segreti ed eliminati senza processo.
  6. La facilità con la quale un uomo può venir privato di ogni forma di sostentamento dall’Agenzia delle Entrate, semplicemente bloccandogli il conto in banca. Magari per un errore burocratico. Magari per cinque mesi. Con il risultato che la vittima è costretta a ricorrere allo strozzinaggio o comunque ad un indebitamento inutile.
  7. L’impossibilità di svolgere qualunque attività remunerata (e quindi di sostentamento), che non sia perfettamente in regola con il sogno visionario di un corpus legislativo di oltre 200000 leggi, vetuste e contraddittorie.
  8. Il consistente drenaggio di moneta per commissioni bancarie che sarebbero state evitate tramite un pagamento in contanti.
  9. I danni economici cagionati da tutte quelle operazioni economiche che vuoi per la zona ove sono effettuate, vuoi per l’ora, vuoi per una serie infinita di altri motivi tecnologici, non possono essere effettuate in maniera elettronica e quindi, sostanzialmente, non possono proprio essere effettuate, causando mancata produzione, mancati introiti e quindi mancati guadagni.
  10. L’incredibile e pericolosissima dipendenza dall’elettricità perfino per pagare, con situazioni neppure immaginabili in caso di blackout prolungato. Immaginate un paesino dell’appennino in cui per una qualche catastrofe naturale, anche piccola, manchi l’elettricità per tre o quattro giorni.

E’ quindi con enorme piacere che vi invito a sottoscrivere e a far sottoscrivere la petizione. La riabilitazione piena del contante è un primo, importantissimo passo, verso la rinascita economica del paese, oltre che una misura che coniuga “maggiore sicurezza” con “maggiore libertà”.

Vi lascio infine i link (1 e 2) agli articoli che scrissi a suo tempo, dopo ogni uscita della ormai tristemente famosa Milena Gabanelli, riguardo alla limitazione del contante. Per non dimenticare chi sono  e come agiscono i nemici della prosperità.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2013 in moneta, petizione

 

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PETIZIONE. Se sei di sinistra non devi aver diritto di parlare di economia.

Vi ricordate la pazza scatenata, nonché economicamente demente e socialmente pericolosa Milena Gabanelli?

Quella che ogni tre per due vuole eliminare il contante?  Ebbene, come ci si poteva attendere in un paese di minchioni, ha subito trovato emuli “importanti”. Importanti si fa per dire. Noti, sarebbe la parola giusta.

E’ il caso di Geronimo Emili, che su Repubblica, ovvero la casa degli ignoranti economici, se ne esce addirittura con la petizione “war on cash” per l’abolizione “mondiale” del contante.

Siamo pieni di gente pronta a lanciare guerre a tutto lo scibile umano. Il contante, gli evasori fiscali, la droga. Perché il buon Geronimo, invece di aprire una guerra al contante, non prende un fucile e va a difendere i nostri soldati in Afghanistan, se proprio ci tiene a fare la guerra, è un segreto. Perché altrettanto non faccia in prima persona Mario Monti, che invece fa la guerra “all’evasione fiscale”, è un altro segreto.

Tutti segreti di pulcinella. La guerra è bello farla contro chi non risponde al fuoco. Il “contante” non risponde al fuoco. L’Afgano si.

Le puttanate sparse nell’articolo di supporto alla petizione sono sempre le solite:

ahhh, l’evasione fiscale.

ahhh, le rapine in banca

aaahhh le monete da 500 euro al confine.

Tutte CAZZATE. I soldi dell’evasione fiscale o li lasci circolare come nero, oppure scompaiono da soli. Non è economicamente possibile recuperare un cazzo di niente dall’evasione fiscale. Supponendo per assurdo che il PIL Italiano sia di 2000 miliardi + 150 miliardi di nero (evasione fiscale), nel caso in cui si sopprimesse tutta l’evasione fiscale, il PIL italiano sarebbe 2000 miliardi + 0.

Ammesso e non concesso che, senza l’indotto da lavoro nero, il PIL bianco continui ad essere di 2000 miliardi e non si contragga ancor di più.

Ma queste cose è inutile dirle, tanto coglioni sono quelli che scrivono, coglioni sono quelli che leggono, coglioni sono quelli che scrivono petizioni. Non gliene frega un cazzo di capire come funzionano le cose. Aprono la fogna e gli fanno prendere aria. Che c’è bisogno di sapere qualcosa prima di aprire la bocca? E da quando??

Le rapine in banca… Prima di tutto, le rapine in banca sono rarissime oggigiorno. Secondo poi, non sarebbe il caso di cominciare a ragionare se per caso il vero ladro non sia chi fonda una banca (a riserva frazionaria e banca centrale prestatrice di ultima istanza)?? E secondo questo branco di coglioni, noi per evitare le rapine in banca, dovremmo obbligatoriamente lasciare tutti i nostri soldi ad istituzioni truffaldine???

Ma andasse a zappare la terra coi denti.

Ulteriore problema di questo Geronimo sono le banconote da 500 euro. Che sono tutte intorno al confine italiano. Chissà perché. La soluzione di Geronimo, ben lungi dal capire come mai accade che i capitali escano dall’italia invece di entrarvi, è che è ora di far uscire moneta a pezzatura da 200 euro. O da 100 euro. Certo, se 6 milioni di euro di capitale escono dall’Italia in pezzi da 500 euro è un problema. Se vi escono in pezzi da 50 euro, allora va tutto bene.

Bisognerebbe proporre una petizione per evitare che chi si definisce di sinistra, poi possa anche parlare, esprimersi e proporre leggi e petizioni economiche, visto che è palese che non ne capiscono nulla. Non vedo perché, a causa di latente e vasta ignoranza economica nell’elettorato sinistro, dobbiamo per forza mandare a carte quarantotto tutta la civilizzazione. Ma chi l’ha detto?

Per correttezza, offro anche a Geronimo la possibilità di studiare Economia con LibertyFighter. Il corso costa soli 50 Euro NETTI a lezione (2 ore). Netto significa che il prezzo è agganciato alla tassazione italiana. Ovvero io prendo 50 puliti, il mio commercialista vi dirà quanto dovrete pagarmi l’ora in modo che ciò avvenga.

 

 

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 3 dicembre 2012 in articoli economici, giornali, moneta, socialismo

 

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Limiti alla circolazione del contante = Obbligo di uso servizio bancario. Non è anticostituzionale e pericoloso?

Nella società attuale è di moda inventare diritti positivi, da offrire alle persone imponendo ad altre di pagare al posto loro. La vita sociale di questo paese scorre sempre più, come era abbondantemente prevedibile, tra scontri e manifestazioni per ciò che erroneamente è chiamato diritto, invece che privilegio.

Fa però tanta paura che nessuno si batta per diritti veri e ancor più fondamentali.

Non sto parlando del diritto alla proprietà privata tout court. E’ illusorio pensare che l’Italia riesca a tutelare in maniera seria il diritto alla proprietà. Sto parlando di elementari diritti di difesa che, sebbene derivanti dal diritto alla proprietà, dovrebbero essere garantiti anche in assenza di un perfetto diritto alla proprietà.

Il diritto ai propri soldi, per esempio. E il diritto alla protezione della propria famiglia.

Mi spiego meglio. Mr. Mario Bildenberg Monti ha imposto a tutti gli Italiani la regola della tracciabilità delle operazioni bancarie e il limite massimo all’uso del contante.

Tutto ciò, oltre alla marea di effetti indesiderati che chi mi legge conosce a menadito, crea un problema di fondo che secondo me viola tutti i più elementari diritti umani.

Siamo OBBLIGATI a richiedere un servizio bancario. Siamo OBBLIGATI ad affidare i nostri soldi ad una banca. E’ giusto tutto ciò? Veramente non abbiamo più il diritto di non fidarci di talune aziende economiche?

Ho o non ho il diritto di pensare che le Banche siano truffaldine e che il frutto del mio lavoro sia più al sicuro dentro la mia tasca a riserva integrale 100%, piuttosto che in una banca a riserva 2% ???

 Nel momento in cui io credo che un qualunque esercizio commerciale sia truffaldino, io ho sempre avuto il diritto di non comprare nessun servizio da questo esercizio commerciale. Secondo quale principio il servizio bancario invece devo utilizzarlo per forza, arrischiando così tutto il mio capitale, peraltro in cambio di una irrisoria percentuale di interessi, che a malapena coprono le sempre più cospicue “spese di gestione”?

Ogni singolo cittadino non può essere obbligato a scommettere controvoglia. Non può essere obbligato a scommettere tutta la sua vita sulla solidità di uno schema di Ponzi. Non può essere obbligato a credere che non accadrà mai un default che è già accaduto in più parti del mondo e anche in Europa.

Quando accadrà perché é probabile che accadrà, che il sistema bancario collasserà, per quale motivo è necessario che si ritrovi spiantato OGNI SINGOLO ITALIANO? Chi si assumerà la colpa della perdita totale di tutti gli averi da parte di tutta la popolazione italiana?

E’ un pò come se a L’Aquila, dopo lo sciame sismico di sei mesi, il Governo non si fosse limitato a raccontare cazzate per cui il big one era escluso, ma avesse diramato una circolare in cui impediva alle persone di dormire fuori casa per paura del terremoto.

O come se una legge statale mi obbligasse ad andare a comprare un kg di carne tutti i giorni dal macellaio di Via Panisperna, pur se avessi forti sospetti, se non la certezza che stia vendendo carne avariata.

Inoltre, obbligando la popolazione ad avere un conto in banca, ed obbligandoli anche a versare lo stipendio sul conto, si obbligano gli italiani ad investire i loro risparmi (moltiplicati per il moltiplicatore frazionario) in titoli tossici di debito pubblico.

Riassumiamo. Le banche con i soldi CHE IO DEVO PER FORZA METTER LORO A DISPOSIZIONE, compra titoli di Stato (ormai fanno solo quello), di Stati più o meno in crisi, titoli Greci, titoli Italiani, titoli Spagnoli. La banca fa tutto ciò senza alcun rischio. Primo perché usa soldi non suoi, secondo perché io sono IMPOSSIBILITATO A SMETTERE DI FINANZIARLA. Quindi allo stato attuale la banca prende i miei soldi, ci compra titoli tossici, intasca i guadagni se fa guadagni, se perde perde i miei soldi, e io non posso nemmeno più toglierglieli di mano. La banca gioca a poker con i soldi della gente e lo Stato fa da garante affinché le persone non possano smettere di finanziare il poker. Poi insieme si spartiscono i dividendi. Se ci sono.

Il diritto di non fidarsi di qualcuno è qualcosa di ancor più naturale del diritto di proprietà. Tremonti e Monti, con i limiti alla circolazione del contante hanno di fatto legiferato che le pecore debbano fidarsi dei lupi e lasciar loro gli agnellini da pascolare.

Io credo che una cosa simile non sia assolutamente tollerabile. Anche da un punto di vista di semplice marketing, la differenziazione del rischio è sempre stata una strategia funzionante. Invece noi stiamo concentrando tutte le risorse sul sistema bancario a riserva frazionaria. Nessun broker, nessuno scommettitore punta tutti i suoi capitali solo su un tipo di investimento.

Lo Stato Italiano sta scommettendo la vita di tutti i suoi cittadini. Tutto sul sistema bancario, il quale peraltro riscommette tutto sul sistema politico.

Allarghiamo il problema.

Diciamo che io sono un pò paranoico e pensi che i quattro dementi che ci governano stiano già pensando ad una seconda patrimoniale dopo l’IMU. E ammettiamo che decidano che un bel 10% dai conti correnti potrebbe essere adeguato. Oppure, supponiamo che salga al potere qualcuno di ancor più stolto e che decida direttamente la nazionalizzazione di tutti i conti in banca. Dove è scritto che non ho il diritto di farglielo trovare vuoto?

Chi ha dimostrato scientificamente che il Governo agisca “a favore del popolo” e non “a favore di chi governa” ?

Nessuno.

Chi ha dimostrato scientificamente che Banche e Governanti siamo amici della gente onesta????

Anzi, in tutta Italia c’è qualcuno che pensa che lo siano?

Si parla tanto di tracciabilità dei conti. Anche qui si parte dal presupposto che lo Stato tracci i tuoi movimenti per contrastare l’Evasione Fiscale (a torto) ritenuta dannosa per il popolo.

Ma se invece lo Stato tracciasse ogni nostro movimento per sapere in ogni istante dove si trovano tutti i soldi ai quali anela?

Fate un gioco. Prendete il vostro vicino di casa, quello con cui andate più d’accordo. Immaginate il vostro vicino di casa, che conoscete bene, mica come un (Tre) Monti qualsiasi, cominciasse a farvi domande su quanto guadagnate, quali sono le vostre abitudini, dove tenete i soldi e soprattutto quanti ne avete…

Immaginate che parallelamente vi dica che lo fa solo per meglio tutelarvi. Ma voi ci credereste o avreste il fondato dubbio che quelle domande hanno uno scopo recondito fondamentalmente diverso dall’altruistico scopo di tutelare voi?

Se il dubbio vi assale, come sono certo vi assalirebbe, con un vostro vicino, magari anche relativamente amico, come è possibile che questo dubbio non debba tormentarvi quando a farvi certe domande è uno sconosciuto di nome Befera?

Pure in una situazione in cui paradossalmente l’Evasione Fiscale non fosse considerata per quel che realmente è, ovvero una legittima difesa da una estorsione continuativa, ma fosse trattata alla stregua di un crimine, cionondimeno c’è un limite oltre il quale non è possibile valutare tutti i mezzi idonei al perseguimento del crimine. Non si può arrischiare la stabilità economica di un intero paese perché qualcuno commette dei crimini. Ammesso che lo siano.

Non si può lasciare il patrimonio di 60 milioni di persone in balia del primo legislatore a cui viene in mente di espropriare tutto. Neanche se, in un universo parallelo, questo permetterebbe di eliminare l’Evasione Fiscale.

Alla luce di queste considerazioni, mi chiedo se non sia possibile, auspicabile e doveroso, riconsiderare la legge sulla limitazione all’uso del contante come ANTICOSTITUZIONALE, contro i DIRITTI UMANI, perniciosa per la STABILITA’ e la PACE e in potenza capace di ANNIENTARE completamente la ricchezza di una Nazione. La legge sulla limitazione del contante, avendo di fatto obbligato il cittadino a servirsi delle banche per le sue transazioni economiche è una violazione del diritto di difesa del cittadino. Ci è impedito di difendere noi, la nostra famiglia e i nostri figli da qualsiasi frode bancaria e perfino da un collasso generale del sistema bancario. Mi piacerebbe che la Corte Costituzionale o quella dei diritti dell’uomo rispondesse alla questione.

 

 

 

 

 

 

 

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