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A Chi vogliamo fare la morale?

Sono successe due interessanti cose oggi.

La prima è che in India hanno incarcerato i due nostri Marò.

La seconda è che Putin ha, ovviamente, vinto le “democratiche” elezioni Russe.

Come potete immaginare, si è scatenata una selva di polemiche e strali di nazionalismo. Da una parte si fa a gara ad irridere il sistema di giustizia (!) e le carceri (!) indiane.

Dall’altra si blatera sulla finta democrazia in atto in Russia e sul fatto che Putin sia in realtà lo Zar di Russia e le elezioni siano sistematicamente farlocche.

Il Giornale fa anche la campagna “Facciamoci Sentire”, chiedendo ai lettori di scrivere all’ambasciata indiana!

Ora, io non conosco né il sistema di giustizia indiano, né il sistema carcerario indiano.

Però CONOSCO BENE il sistema di giustizia italiano, e credo che difficilmente quello indiano possa essere peggiore.

Gente incarcerata anni in attesa di processo, processi infiniti, magistrati in vacanza due giorni su tre, procuratori che occultano le prove, avvocati difensori che inquinano la scena del delitto, clamorosi ribaltamenti di sentenze a distanza di anni, corpi di investigazione inadeguati. Leggi retroattive, alcune incostituzionali (come il sostituto di imposta), ma mantenute in vigore perché fa comodo, sostanziale impunità di giudici e procuratori, uso politico della giustizia.

Se poi parliamo del sistema carcerario, ricordo un paio di giorni fa lo “scoop” del Corriere:

1.5 mq a detenuto.

In più morti nelle carceri, violenze da parte della polizia carceraria (oltre che degli altri detenuti) e posso solo immaginare lo stato di fatiscenza degli edifici.

 

Allora da quale pulpito vogliamo predicare? Sarà che magari il LORO sistema di giustizia e carcerario è migliore del nostro? Magari hanno semplicemente ragione.

Del resto sono 123esimi nella classifica delle libertà economiche, ma noi non è che siamo lontani, siamo 93°

Stesso discorso vale per Putin.

E’ una farsa la loro democrazia? Ne sono certo. Invece la nostra cos’è?

Abbiamo visto anche noi brogli elettorali, alcuni perfino certificati nel caso di voti all’estero. Nessuna elezione invalidata per questo. Abbiamo lo stesso gruppo di persone al potere da 30 anni a questa parte, con solo i nomi che cambiano, partiti che ad ogni elezione vengono discrezionalmente ammessi o meno alle elezioni, spesso per motivi di firme. Ma sappiamo già che le firme false le portano pure i partiti più grossi.

Facciamo referendum che vengono ritmicamente perculati dalla classe dirigente, salvo quelli distruttivi in cui ci tagliamo i cabbasisi da soli.

Ma a chi vogliamo fare la morale? Alla Russia?

La Russia ci vede come una delle tante dittature sparse per il mondo. Un zinzino meno dittatoriali di loro (ma abbiamo un ottimo trend in corso), ma in compenso, male armati, improduttivi, inutili e inoffensivi come lo Zimbabwe.

E ci dovrebbero calcolare? Come esempio di democrazia da seguire?

Credo che per i politici, per i media e per i cittadini sia arrivato il momento di mettere da parte la spocchia da nazione evoluta e prendere coscienza di ciò che siamo adesso.

Una squallida dittatura come tante, in corso di inasprimento, male armati, improduttivi, inutili e inoffensivi come lo Zimbabwe.

 

 

 
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Pubblicato da su 5 marzo 2012 in cronaca, moralismo

 

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