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Archivi categoria: petizione

LibertyFighter per Contante Libero

E’ stata lanciata oggi una grande e notevole iniziativa per contrastare l’abuso, l’esproprio e la messa al bando delle nostre più intime libertà. Le libertà economiche, la libertà di privacy, il diritto alla difesa personale.

La petizione Contante Libero, conta di dare voce a tutti coloro che sanno, a differenza di utili idioti quali la Gabanelli, ad esempio, che l’abolizione del contante e la sua sostituzione con pagamenti elettronici è foriera solo di grandi problemi, non producendo alcun beneficio per consumatori e possessori di moneta.

Consigliando a tutti voi di correre a sottoscriverla, vi ricordo ancor di più perché il contante deve essere libero e non sottoposto a limitazioni. Nè di 1000 euro, né 2500, né, financo 1 milione di euro.

  1. La riserva frazionaria. Quella perversa truffa bancaria legalizzata che permette ai banchieri di moltiplicare il vostro denaro in banca, neanche fossero novelli Gesù, e che ha come conseguenza da una parte lo svilimento del vostro potere di acquisto, dall’altro la possibilità, sempre maggiore quanto più la leva finanziaria è alta, di fallimenti bancari, con la conseguente perdita del VOSTRO DENARO. Se contro lo svilimento della moneta potete solo agire comprando materie prime, contro la riserva frazionaria agite tenendo i capitali lontano dalle banche. Esattamente quello che, tramite le limitazioni al contante, stanno cercando di impedirvi di fare.
  2. L’immoralità di dover per forza acquistare un servizio privato (e se fosse pubblico sarebbe lo stesso), semplicemente per poter lavorare o addirittura ricevere i soldi della propria pensione.
  3. La facilità con la quale il Parlamento e il Governo Italiano potranno accedere ai vostri risparmi, tramite una patrimoniale sui conti correnti, per poter finanziare il prossimo carico di cocaina per Montecitorio, o il prossimo tour di escort, o perché no, gli sperperi della regione Campania o della Sicilia, semplicemente prelevandoli dai “vostri” conti correnti.
  4. Il pericolo, o meglio la certezza che solerti funzionari statali potranno setacciare le vostre spese, tutte documentate e certificate, per analizzare i vostri gusti personali, le vostre tendenze religiose, i vostri gusti sessuali, le vostre abitudini, il vostro orientamento politico. Tramite questa possibilità, sarà possibile per qualsiasi futuro governo, ghettizzare e ricattare chiunque, facilitando opere di discriminazione su base razziale, religiosa, sessuale o di censo. Pensate ad un prossimo governo di oltranzisti cattolici che conosce l’indirizzo di tutti gli omosessuali che hanno frequentato un night omosex. O ad un governo fascista che conoscesse per filo e per segno tutti coloro che hanno comprato un panino alla festa dell’unità. O il viceversa. Pensate a oppositori politici che possono venire sputtanati a mezzo stampa perché magari hanno l’amante e la collana per lei l’han pagata col bancomat.
  5. La completa tracciabilità degli spostamenti delle persone, che possono essere individuate sul territorio per qualunque spesa e, in casi estremi ma non inimmaginabili, raggiunti da killer prezzolati o  agenti dei servizi segreti ed eliminati senza processo.
  6. La facilità con la quale un uomo può venir privato di ogni forma di sostentamento dall’Agenzia delle Entrate, semplicemente bloccandogli il conto in banca. Magari per un errore burocratico. Magari per cinque mesi. Con il risultato che la vittima è costretta a ricorrere allo strozzinaggio o comunque ad un indebitamento inutile.
  7. L’impossibilità di svolgere qualunque attività remunerata (e quindi di sostentamento), che non sia perfettamente in regola con il sogno visionario di un corpus legislativo di oltre 200000 leggi, vetuste e contraddittorie.
  8. Il consistente drenaggio di moneta per commissioni bancarie che sarebbero state evitate tramite un pagamento in contanti.
  9. I danni economici cagionati da tutte quelle operazioni economiche che vuoi per la zona ove sono effettuate, vuoi per l’ora, vuoi per una serie infinita di altri motivi tecnologici, non possono essere effettuate in maniera elettronica e quindi, sostanzialmente, non possono proprio essere effettuate, causando mancata produzione, mancati introiti e quindi mancati guadagni.
  10. L’incredibile e pericolosissima dipendenza dall’elettricità perfino per pagare, con situazioni neppure immaginabili in caso di blackout prolungato. Immaginate un paesino dell’appennino in cui per una qualche catastrofe naturale, anche piccola, manchi l’elettricità per tre o quattro giorni.

E’ quindi con enorme piacere che vi invito a sottoscrivere e a far sottoscrivere la petizione. La riabilitazione piena del contante è un primo, importantissimo passo, verso la rinascita economica del paese, oltre che una misura che coniuga “maggiore sicurezza” con “maggiore libertà”.

Vi lascio infine i link (1 e 2) agli articoli che scrissi a suo tempo, dopo ogni uscita della ormai tristemente famosa Milena Gabanelli, riguardo alla limitazione del contante. Per non dimenticare chi sono  e come agiscono i nemici della prosperità.

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Pubblicato da su 3 gennaio 2013 in moneta, petizione

 

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Petizione: Immediata chiusura della facoltà di Economia della Bocconi

Considerato le scelte economiche proposte dal governo Monti, che è la massima espressione della facoltà di economia dell’Università Bocconi, si chiede l’immediata soppressione di suddetta facoltà per l’evidente inutilità e l’impreparazione che fornisce.
Se tutto quello che hanno saputo fare i migliori prodotti di questa facoltà per far uscire l’Italia dalla crisi economica è stato alzare le tasse e di conseguenza distruggere il PIL, e intascarsi altri anni di contributi pensionistici senza erogarne il corrispondente servizio, è evidente che il permanere in funzione di questa facoltà è solo un inutile sperpero di denaro pubblico in un momento di cogente crisi economica.
Si chiede pertanto che la doverosa riduzione di spesa pubblica inizi subito, con la soppressione di suddetta facoltà

 

Questo il testo di una petizione pubblica che ho creato un pò per provocazione.

Non serve a nulla, e sicuramente non la firmerà quasi nessuno.  Però sarebbe divertente se invece per qualche ragione la firmassero in tantissimi. Io l’ho buttata lì. Se vi piace l’idea firmatela, se vi piace tanto fate una bella catena di sant’antonio e spargete zizzania.

 

 

 

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in crisi economica, manovra dei geni, petizione

 

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