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Impresentabili.

Il motivo per cui non si riesce a venire a capo di un governo, come già detto, è che la parte sinistra (nel senso di tetra) dell’Italia vive da decenni nella immotivata idea che il PDL sia il Demonio. Anzi no, essendo loro anticlericali probabilmente se vedessero il PDL come Demonio, ci si accorderebbero. Lo vedono come il male assoluto e il loro pensiero, ricalca uno ad uno quello che si è permessa di dire Lucia Annunziata, ieri su Rai3.

Voi siete impresentabili

Lucia Annunziata è l’ennesima portatrice di eskimo che ci è stata fatta digerire, in nome di non so più quale spartizione delle cadreghe, come conduttrice di un talk show di parte, completamente di parte, sul canale pubblico più di parte d’Italia (peraltro quello con minori ascolti), ed è perfino accreditata di una qualifica che ormai non si nega più a nessuno. Quella di giornalista.

E’ perfino direttrice di un giornale: l’Huffington Post Italia. Quanti leggono sto giornale in Italia? Boh, 3-4 oltre la propria redazione.

Lucia Annunziata è comunista da una vita. Ha fatto una tesi sugli aiuti pubblici al sud (!!!) e ha iniziato la carriera su Il Manifesto, per poi proseguirla su Repubblica.

In sostanza costei ha fatto carriera nei peggiori letamai di idee dell’Italia: (IlManifesto, Repubblica, Rai3)

E’ il prototipo del comunista classico, che afferma e propaganda idee perniciose per l’umanità (idee socialiste), si fa strada tra giornali di partito e similia, approda finalmente alle televisioni di partito. Sul mercato mai. Non è la Ventura che saluta il posto pubblico perché nel privato la assumono.

Lei l’Annunziata, nel privato non la vogliono.

Però lei lo stipendio lo prende da noi. Pantalone paga per lei. Per sentire le sue puttanate cosmiche per la precisione. Come per la Gabanelli, Pantalone paga per sentirsi proporre idee tipo la sparizione del contante. Ma con la Annunziata è diverso, perché Pantalone la paga per farsi dire che il suo 30% è impresentabile. Ovviamente Pantalone paga e basta, a lui non è richiesto di dire quanto sia impresentabile l’Annunziata.

Glielo dico io alla signora con l’eskimo. Lei è impresentabilissima. E’ il solito relitto comunista le cui idee, in quanto sbagliate e perniciose, non andrebbero neppure fatte trapelare in sede di informazione sussidiata. Ancor più in sede di informazione pubblica. E’ l’ennesimo esempio di carriera con la tessera di partito, cosa di cui non abbiamo bisogno e che fa un pò schifo a tutti.

Quindi prima di tutto abbiamo un individuo impresentabile, su cui nutro molti dubbi sulle capacità professionali (non c’è un posto di lavoro serio nel suo curriculum), che emette patenti di impresentabilità sugli altri. 

Già questo basterebbe a squalificare del tutto questa triste donna, ma non siamo soddisfatti e andiamo a contestualizzare.

L’Annunziata ha detto “impresentabili” al 30% degli italiani, nel confronto tra il 30% di coloro che hanno scelto il PD, e del 30% di coloro che hanno scelto Grillo. Mi avesse detto che gli altri erano la Tatcher e Reagan..

Certo, il PDL sarebbe stato impresentabile. Ma proprio per questo non avrebbe preso il 30% dei voti. Il problema è che se gli altri sono Pinotto e Giamburrasca, diventa presentabile pure Paperino. L’Annunziata ragiona però come i ridicoli, vetusti, squallidi e impresentabili, soprattutto impresentabili, esponenti del partito che gli ha garantito la carriera. Costoro pensano sempre che gli altri siano la feccia e, mentre passeggiano, dormono e mangiano in un fiume di liquami, dicono agli altri che puzzano.

Impresentabile il PD di Bersani.

Impresentabile perché non ha una posizione su nulla che non sia Berlusconi. E ci vuole molta fantasia per risolvere i problemi italiani semplicemente cacciando Berlusconi.

Impresentabile perché se proprio deve avere una posizione, le idee proposte sono socialiste, perciò sbagliate, dannose e pericolose.

Impresentabile perché è l’UNICO, ripeto l’UNICO dei tre grandi partiti che vuol mantenere i finanziamenti ai partiti (secondo il programma almeno).

Impresentabile perché con la stessa superbia, saccenza e aria di infondata superiorità morale, spiega che i finanziamenti sono necessari per la politica.

Ecco, prendiamo ad esempio questa posizione, più volte ribadita dai suoi esponenti. E’ l’esempio lampante di che cazzo di elementi sono. A chiacchiere stanno sempre a difendere la democrazia, le regole, la costituzione. Però non l’hanno mai capita la democrazia. Perché il popolo è sovrano e se il popolo decide di togliere i finanziamenti i meri esecutori del volere del popolo, devono togliere i finanziamenti.

Se vado dal mio broker finanziario e gli dico “vendi”, lui vende.

Il referendum,  non è una richiesta di uno studio sulle conseguenze di un’ipotetica eliminazione dei rimborsi elettorali ai partiti. Nessuno ha mai chiesto il vostro parere in proposito. Se avessimo voluto il parere di qualcuno, lo avremmo chiesto a qualcuno competente e non ad un eletto e a qualcuno di nostra fiducia. Nessuno vi paga per avere opinioni in merito né per esternarle. Siete pagati e state lì, secondo i principi democratici, per fare la volontà del popolo. Più chiara dell’esito di un referendum mi pare non esista modo.

Invece no. Il PD ha sempre qualcosa da insegnare agli altri. Questo si fa così, quest’altro non è “politically correct”, l’opinione GIUSTA è questa. Ma andate a fare in culo invece.

Ecco. Questo è un altro motivo per cui è impresentabile il PD.

E’ impresentabile, perché sono sempre gli stessi, indagati quanto gli altri, ma con un occhio di riguardo da parte di tutte le Lucie Annunziate che hanno sparso (facendoci pagare noi) nel corso dei lustri.

Sono sempre gli stessi, trombati da generazioni, perché se è vero come è vero che sempre gli stessi sono quelli del PDL, sempre gli stessi sono quelli del PD, con la differenza che negli ultimi trent’anni, i primi hanno quasi sempre vinto, mentre i secondi hanno quasi sempre perso ma, di mollar cadreghe, ritirarsi a vita privata no. Bindi, Bersani, Vendola, Franceschini, Fassina, Finocchiaro…

Lustri di sconfitte elettorali, ma mai che andassero efficacemente a fare in culo. No, è sempre colpa di qualcun altro, perché loro sono “buoni e presentabili” per definizione. Quindi se perdono è perché qualcun altro circuisce gli elettori che non sono più illuminati dalla luce del sol dell’avvenire e votano come fantocci. Solo che lo fa Berlusconi, lo fa Grillo.. Gli unici che non riescono mai a farsi votare sono i teorici della buona politica. Ma riandate a fare in culo.

Impresentabili, perché con la solita spocchiosa falsa democrazia, fanno primarie farsa da quando le hanno istituite, ed ogni volta vince il candidato di apparato nonostante, come nel caso di Renzi, era palese chi sarebbe stato il vincitore in una competizione normale. Impresentabili, perché mentre accade tutto questo, decine di impresentabili giornalai come l’Annunziata ci smaronano su quanto siano democratici.

Impresentabili, perché ad ogni dichiarazione fanno trapelare il disprezzo per il voto per la gente che non la pensa come loro. Chi non li vota o è mafioso o corrotto oppure abbindolato dai burattinai. E se è il 70% della popolazione che non li vota, il motivo è che il 70% della popolazione è mafiosa, corrotta o circuita.

Con un pò più di fantasia si potrebbero giudicare impresentabili pure gli esponenti del M5S, vista la loro ovvia, completa inesperienza politica. Infine, si poteva giudicare irripresentabile Monti, dopo le scelleratezze da lui compiute. Un intero panorama politico impresentabile.

Con questo cosa voglio dire all’Annunziata? Che la sua “illuminazione” di un PDL impresentabile dal suo punto di vista è valida alla stessa maniera per tutta quella gente che la pensa come me e che non voterebbe MAI e poi MAI il PD. Si calcola che almeno la metà degli Italiani, se no di più, rientra in questa categoria, in parte confluiti al M5S perché seppur schifati del PDL non sono riusciti a votare la merda che propongono gli amici dell’Annunziata.  Il discorso “alleiamoci col PD” fa schifo alla stessa maniera agli esponenti del PDL e ai suoi elettori. L’unica differenza è che gli uni sono disposti a turarsi il naso per formare un governo di larghe intese. I secondi invece mirano al solito governo che sistema un pò di amici e poi cade, con la compravendita dei senatori grillini (che sarà avallata dalla magistratura stavolta) e una pseudo maggioranza di 2 senatori.

Chiudo con una domanda diretta alla Annunziata:

Chi cazzo sei? Chi ti credi di essere? Con quale diritto morale vieni a giudicare per me chi devo o non devo votare e soprattutto chi è presentabile e chi meno? Cosa ti fa pensare che nella tua testolina alberghi più senno che nella mia? Dove sono le stigmati almeno di santità? Chi ti ha sciolto? Perché non te ne torni a zappare la terra che forse come attività ti riesce meglio? Se le dico che tra lei e la Minetti ci passa solo il fatto che da una mi piacerebbe ricevere dei pompini, mentre con lei neanche quelli, basta a quantificare la stima che ho di lei, nonostante obtorto collo le stia pagando lauti e immeritati (sono soldi miei e decido io) stipendi???

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2013 in cronaca, giornali, politica, programmi tv

 

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Ferrara e le tasse: un Radio Londra stereotipato e patetico.

La puntata di Radio Londra del 3 maggio scorso , verteva ovviamente sul povero imprenditore, uno tra i tanti vessato e stuprato da Equitalia e Mafia di Stato, che ha reagito imbracciando un fucile a pompa e chiudendosi nell’ufficio di Equitalia, trattenendo con lui pure un ostaggio.

Vicenda che si è conclusa da poco con la resa del povero imprenditore. Giuliano Ferrara ha dunque preso la palla al balzo ed ha dedicato la sua puntata alla sua opinione sul fatto.

Quando però uno non è preparato a discutere di certi argomenti, capita che infila una serie di strafalcioni economici. Che noi che non abbiamo niente da fare (tanto se lavori guadagna lo Stato e tu rimani povero uguale, meglio non fare un cazzo), gli andiamo a contestare.

Ferrara ci dice che nel mondo del web sta nascendo il mito che:

“Le tasse sono una rapina contro gente che non merita questa rapina, che è in credito economico, psicologico e civile nei confronti dello Stato.

Ci dice che “se le tasse sono un furto, costui fa figura da eroe popolare, di eroe della resistenza contro la prepotenza di Stato”.

Devo dire che l’analisi della situazione è perfetta. Il “sentimento comune” è proprio questo. Solo che GUAI se non fosse questo. Ferrara inoltre ammette che nell’ “informazione non ufficiale”, l’appoggio al nostro prode imprenditore è alla luce del sole.

Anche questo è un bene e guai non fosse così. Si tratta in fin dei conti di libertà di opinione. La stessa che concessa a lui, ci permette di sentire le stronzate che ci propina.

Io ad esempio sono uno di quelli che dice che ha fatto bene. Che Equitalia è un bersaglio legittimo, ma che sarebbe ancor più legittimo un palazzo governativo, Montecitorio o Palazzo Madama.

Ciò detto, Ferrara al termine dell’esposizione del suo concetto ci dice:

E’ vero che Grillo dice che lo Stato strangola molto più che la Mafia, è vero che Di Pietro ha detto che il governo è responsabile dei suicidi, è vero un altro paio di cosette, ma ciononostante, “le tasse sono impopolari, ma quando andiamo a curarci, quando prendiamo la pensione, quando camminiamo su una strada asfaltata, sempre di tasse si tratta, altrimenti tutto questo non c’è più

E termina dicendo che un altro popolo al quale non piacciono le tasse, sarebbe quello Greco e udite udite, sarebbe a causa del non pagare le tasse se sono in bancarotta.

Come vedete, dopo una analisi piuttosto attinente alla realtà dei fatti accaduti e del sentimento naturale delle persone, a Ferrara mancano le basi economiche (facendo salva la sua buona fede) per giustificare ciò che dice, e per tale motivo la spiegazione del perché bisognerebbe essere d’accordo con il di lui pensiero risulta stereotipata e fallace.

Tutto il rispetto che ho per Ferrara, unito alla minor gravità delle sue affermazioni, mi permette di esimermi dal prenderlo ad insulti come una Gabanelli qualunque. Però Ferrara deve cominciare  a porsi domande, studiare la prasseologia e analizzare i fatti. Deve farsi una cultura se vuole passare dalla “storia” alla “economia” (cit. Mises). I principi cause effetto, deve conoscerli.

Eviterò quindi di fare del qualunquismo, sul fatto che Monti ci dice di pagare le tasse, dalle quali vengono i suoi 25Keuro al mese solo come senatore a vita, o che Ferrara ci dice di pagare il suo stipendio alla RAI con le tasse. Eviterò e risponderò diversamente:

Iniziamo dal semplice semplice. Anche volendo credere alla storia del pagare le tasse per avere i servizi (curarsi, pensioni, strade asfaltate), faccio notare a Ferrara che, ad esempio IO:

1) Non avrò la pensione. Ma la pago lo stesso. Mi servono 42 anni di contribuzione il che significa che SE arrivo a 69 anni e SE nei prossimi 35 anni lo Stato non cambia unilateralmente le regole, allora comincierò a riavere parte dei miei contributi.  Le probabilità che questo accada sono infinitesime e quindi pago le tasse per non avere la pensione.

2) Non cammino su strade asfaltate. Cammino su collezioni di buche e crateri. Talmente grossi da farmi desiderare di incontrare il responsabile delle strade, per suonargli una picconata sul cranio, modello Trozsky.

3) Curarsi. Qua ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Per ottenere una mammografia in 6 mesi pago le tasse. Per avere il privilegio di morire in un letto in corsia. Per trovare una ambulanza che in 40 minuti mi soccorre in caso di infarto, pago le tasse.

Ma lasciamo perdere, perché caro Giuliano, il problema non è neanche avere dei servizi decenti per cui l’attuale corresponsione delle imposte sia adeguata. Il problema è come al solito il principio di identità e il principio di causa ed effetto.

Le tasse sono un furto, non è un modo di dire di quattro scalmanati antipolitici. Non è una provocazione. E’ la semplice analisi tramite principio di identità (A è A -per chi avesse fatto studi classici)  e del principio di causa ed effetto.

La tassazione è l’esproprio forzoso di una certa quantità di capitale. In quanto forzato, è un atto di violenza. A è A.  L’esproprio forzato di capitale, quando non si specifica ulteriormente chi lo commette, é conosciuto da diecimila anni e prende attualmente il nome di FURTO (o RAPINA).

A è A, ancora una volta.

Per quali fini sia utilizzato poi il denaro rubato, non è importante a identificare l’atto. Il quale è un furto, o più correttamente una rapina perché eseguito sotto minaccia. L’aggiunta di lodevoli fini, anche ammesso che siano veritieri e non una semplice scusa per altri, molto meno lodevoli fini, non può permettere di disconoscere il principio di identità.

Si potrebbe dire che il fine giustifica i mezzi. Ma così facendo si realizzerebbe che in una società in cui un governo sceglie sia i fini da perseguire che i mezzi con cui perseguirli sia giustificabile tutto. Perché non un eccidio, con il fine di liberare posti di lavoro? Perché non lo sterminio degli anziani per diminuire la spesa pensionistica? Poco vale anche il criterio per cui l’omicidio è un mezzo sbagliato e il furto invece no. Fa differenza uccidere Giovanni per fregargli il raccolto o obbligarlo a cedertelo fino a che non muore di fame? No.

La realtà, molto più banale, è che la proprietà è una estensione della persona e violare la proprietà di qualcuno coincide con il violare la persona. Questo è quello che si vuol cercare di ignorare. 

Un altro sbagliato modo di vedere la cosa, è dire che l’imposizione fiscale non sia un furto in quanto queste sarebbero il corrispettivo di un lavoro svolto e contrattualizzato attraverso il fantomatico contratto sociale. Un contratto per essere valido deve essere sottoscritto da ambo le parti. Da tutte, a meno di deleghe che non ci sono mai state. Un contratto non viene arbitrariamente modificato monolateralmente. Un contratto non viene automaticamente firmato dai discendenti dei firmatari.

Il problema Grillo e Di Pietro esiste. Ma non è l’antipolitica. L’antipolitica è imbattibile perché soddisfa il principio di identità. L’antipolitica, nei campi in cui compare, non è altro che l’affermazione che A é A, e non il suo opposto.

Le tasse sono FURTO perché vale il principio di identità

Lo Stato strozza più della mafia è semplicemente vero. Ed è vero razionalmente. Per il principio di identità più il principio di causa ed effetto.

Il governo è responsabile dei suicidi è vero. Per il principio di identità più il principio di causa ed effetto.

Grillo e Di Pietro non li si batte combattendo l’antipolitica. Li si batte combattendo la politica e fornendo soluzioni migliori di quelle proposte da Grillo e Di Pietro. Proposte che possono venire facilmente smontate adottando il principio di identità, di causa ed effetto e il concetto di proprietà (che è quello scritto in rosso poco su).

Grillo e Di Pietro sono pericolosi per le proposte di governo. Non per l’antipolitica, ma solo perché non la applicano anche alla strutturazione di un paese che rispetti i tre principi succitati. E’ il programma che li rende potenziali Hitler e Stalin, è la mancata comprensione delle cause dell’antipolitica a renderli pericolosi. Perché, se anche fossero animati dalle più sane intenzioni (tutto da dimostrare), non SANNO cosa fare, perché si rifiutano di applicare A TUTTA LA REALTA’ quei tre concetti.

Concludendo, Giuliano Ferrara sbaglia. Non nel condannare l’atto in se. Il sequestro di persona è una violazione dei diritti umani. Sbaglia nel non considerare che l’atto è conseguenza di violazioni ai diritti umani subite. Violazioni molto più estese nel tempo e forse più gravi di quelle del sequestro, dove peraltro non è morto nessuno. Sbaglia nel giustificare il mezzo attraverso il fine.

 
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Pubblicato da su 4 maggio 2012 in economia austriaca, programmi tv, tasse

 

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