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Maradona, ombrelli e assassini.

Diego Armando Maradona. Il Calciatore, il Campione, el pibe de oro, il Dio del calcio. Ma, dicono tanti, campione solo in campo, mentre fuori dal campo è stato un pessimo esempio.   Effettivamente tra piste di cocaina e donne, Diego Armando Maradona è stato inferiore solo al politico medio italiano, con la grossa differenza che Diego, cocaina e donne le pagava con soldi suoi, mentre il politico medio usa i nostri. Che fa più chic. Veramente ce ne sarebbe anche un’altra. Diego, quando pippava di cocaina, non faceva leggi proibizioniste valide per tutti gli altri.

Comunque sia, Maradona è tornato ieri sulla bocca di tutti , per l’unico motivo per cui puoi far parlare di te in Italia. L’evasione fiscale. Siamo un paese dove non si lavora, non si mangia, non si produce, si pagano tasse con le riserve del nonno e del trisavolo e poi, finite queste ci si suicida senza dare nell’occhio. Siamo un paese in cui tutti, appena possono evadono, ma siccome siamo pieni di ipocriti giganti, dagli addosso agli ALTRI, in special modo se costoro sono più ricchi di noi.

E poco importa se chi parla non ha mai eccelso in alcuna arte. Quello riusciva a portare 100000 persone in uno stadio a vederlo palleggiare. Questi hanno bisogno dell’esercito per spostare 100000 persone ed hanno bisogno di finanziamenti pubblici per portarsi le claques  che applaudano ai loro comizi da illetterati.

Insomma, Diego torna in Italia e va da quello la, quello che non evade perché tanto gli danno 5MEuro per un programma di merda, lui che a pallone non è buono, a mandare in orbita shuttle nemmeno, pilotare aerei nisba, arare un campo neppure, costruire un ponte no, fare un concerto neppure….

Però sa dire due stronzate radical chic. Eppoi, se volevi la meritocrazia non ti iscrivevi certo al PD e andavi in RAI.

Insomma Diego va da Fazio. E Fazio gli chiede, ovviamente, conto del solito debito col fisco che adesso è salito a 39MEuro (solo qualche stagione di “che tempo che fa”) a causa di enormi more e interessi che il fisco italiano si diletta ad applicare per fustigare i propri sudditi.

Solo che purtroppo per i pugnettari amanti dei fucili, delle stragi e delle estorsioni, Diego Armando Maradona NON è italiano. E non ha neppure più proprietà in questo paese del cazzo (variante a “paese di merda” giudicato reato).    Morale della favola, gli equamente assassini non possono fargli nulla salvo come avvoltoi su un cadavere, strappargli i monili d’oro e d’argento che si porta addosso.

Ora, Maradona non sarà una cima, ma scemo non è, e quindi dopo aver raccontato da Fazio che ogni volta che viene in Italia gli strappano via orecchini e braccialetti, ha mostrato i polsi nudi e ha fatto, candidamente, il gesto dell’ombrello a EquiAssassini.

Gesto dell’ombrello cui vogliamo unirci con gaudio, perché Noi (plurale majestatis) non siamo spinti dall’odio sociale e quindi non ci da fastidio che uno abbia sfondato nella vita né ci da fastidio che lui sia riuscito a liberarsi degli equiassassini e noi ancora no. Anzi, se Dieguito avesse un modo per farci emigrare e abbandonare la cittadinanza italiana, noi ne saremmo contenti.

Il gesto di Maradona è dal significato inequivocabile, Significa “Adesso non porto nulla, attaccatevi a questo! (stronzi)” .

Sinceramente, con tutta la disistima che ho di Fazio, ammetto che si è comportato come un presentatore di un paese normale dovrebbe fare. Ha interpretato il gesto come una simpatica nota di colore in una discussione che aveva altri argomenti e non si è fossilizzato come una scimmia ebete e ubriaca sul gesto.

Non così però han fatto le scimmie ebeti e ubriache, tipo Fassina, che ha cominciato a blaterare frasi senza senso, o anche prodi commentatori sui più disparati quotidiani italiani. Fassina ha detto:

“È un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione, funzionari di Equitalia hanno notificato nei giorni scorsi a Diego Armando Maradona un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro, stiamo parlando di quasi 40 milioni di euro, farebbe bene a imparare a rispettare le leggi”

Prima di tutto Miserabile è per definizione colui il quale ha una poltrona in parlamento, si ciuccia soldi di privati cittadini che muoiono di fame, si autoregola lo stipendio, le ore di lavoro e il tipo di lavoro che fa. Questa è la definizione di MISERABILE. Un tizio senza arte né parte, con qualche amico nei posti giusti, bravo con la lingua, ficcato in un posto in cui qualunque cazzata egli faccia, qualcun altro ne paga le conseguenze.

E questa definizione ricalca la situazione di Fassina, molto più che quella di Diego. Miserabile è anche chi parla a sproposito di perseguire, non rendendosi conto che a mesi, lui e i suoi sodali saranno perseguiti dalla folla inferocita. Fassina è come un fottuto bambino viziato e capriccioso che scopre ineluttabilmente i limiti terreni del suo potere e comincia ad urlare e battere piedi.

Purtroppo la situazione non cambia, caro, miserabile Fassina. Tu sei uno squallido parlamentare italiano, non hai alcun potere di andare a rubare soldi ad un cittadino argentino e residente in argentina. Tu persegui l’anima dei meglio mortacci tua, non Maradona. Non puoi farci nulla, smetti di rosicare e vai a piangere sul cesso. Equiassassini  non possono pignorare nulla in Argentina, perché la “legge” italiana, quel principio dogmatico a cui tutti dovremmo attenerci, non viene CAGATA NEMMENO DI STRISCIO IN ARGENTINA.

Anzi, a dire la verità a doversi attenere alle cagate scritte sul codice civile e penale italiano, sono solo gli sfigati 60 milioni di individui residenti in Italia.

Per 6.940.000.000 di persone al mondo, le leggi italiane equivalgono ad un ricamino sulla carta igienica e le notifiche di equiassassini valgono meno della moneta dello zimbabwe. L’unico potere che ha Fassina in Argentina è quello di ricevere una pallottola in fronte in qualche barrios. Non certo di raccontare agli argentini cosa sia giusto  o sbagliato né cosa sia morale.

Che poi noi libertari si sostenga che neanche il Parlamento Argentino ha questo potere sugli argentini (a proposito in Argentina i libertari stanno ottenendo discreti successi), è un altro discorso. Ma nemmeno nella concezione stragista e omicida dello Stato Socialdemocratico, è contemplata la possibilità che il fisco di uno Stato vada a pignorare alcunché in altri Stati. Quindi al miserabile fassina, in compagnia degli assassini equamente solidali, non resta che parlare, parlare e attaccarsi al cazzo.

Tutto questo da un punto di vista strettamente legale e interpretando la merda che Loro chiamano Leggi. E’ nel loro giochino da aspiranti dittatori che hanno fallito. Sul loro campo. Se poi volessimo andare a vedere le cose su altri campi, la situazione non potrebbe che peggiorare.

Parliamo ad esempio del campo “morale”. Le direttive mainstream ovviamente vogliono l’evasore (a meno che non si chiami Ezio Mauro) come tizio moralmente infido e da condannare sempre e comunque. Gli altri possono pure essere pluriomicidi, ma se chiamano Gandhi “evasore fiscale”, hanno diritto di farlo e tutti giù ad applaudire.

Però analizzando la situazione scopriamo che l’esistenza di Maradona ha portato tantissimi, tantissimi soldi in Italia, perché Maradona, essendo un privato ha prodotto “PIL buono”, ha “creato ricchezza” in abbondanza per tutto l’indotto e l’indotto dell’indotto. Ha portato felicità nei cuori della gente che andava ad ammirarlo e reso l’Italia un paese più ricco.

Viceversa, Fassina o un politico qualunque o Befera o un equoassassino non hanno mai prodotto PIL, se anche lo avessero fatto per sbaglio, è “PIL pubblico”, quindi un numero senza senso, hanno diminuito la ricchezza del Paese deprivando dei mezzi coloro che producevano e arricchivano la nazione e massacrato sia l’indotto di coloro che producevano, sia l’indotto dell’indotto. Entrambi spariti per mancanza di capitale residuo. Hanno poi arricchito altra gente, amici loro, che si sono tutti distinti per l’incapacità o la non volontà di competere nel libero mercato. Hanno distorto l’allocazione di risorse, creato bolle e depauperato l’intera nazione. Addirittura Befera ed Equiassassini hanno sulla coscienza un paio di mila suicidi, che ovviamente non gli vengono imputati per legge, perché la legge (italiana non argentina) è fatta a loro uso e consumo. Ma in ogni caso, duemila vittime sono sulla coscienza di Befera e dei dipendenti di Equitalia.

Oltreché di altri parassiti legislatori tipo Fassina.

E non valgono obiezioni stupide tipo “i servizi”, “il bene comune” o quant’altro. Considerato che lo “sperpero” pubblico è quello che è, qualunque evasore può ragionevolmente pensare che i soldi che NON CONSEGNA al rapinatore, siano quelli che andrebbero “a  spreco” e non c’è alcun ragionamento logico o prasseologico per dimostrare il contrario. Se volessimo farne una questione percentuale, supponendo in maniera conservativa uno spreco “solo” del 60%, significa che su 100 euro NON pagati di tasse, 40 li abbiamo tolti a servizi veramente erogati, mentre 60 li abbiamo tolti agli sprechi, riportandone poi 100 nel mercato libero. In pratica evadendo abbiamo donato al mercato libero e al “PIL BUONO” la somma di 100. Non evadendo  avremmo aiutato la società a produrre “PIL CATTIVO” per un totale di 40.

Quindi anche vedendo la cosa dal punto di vista strettamente PRASSEOLOGICO, Maradona finisce tra i buoni mentre Fassina, Befera e “la compagnia dei killer equi e solidali”, tra i cattivi.

Possiamo concludere questo post quindi con la massima che ormai conoscete benissimo:

LE TASSE SONO UN FURTO, NON PAGARLE E’ LEGITTIMA DIFESA.

Evadere il Fisco è un dovere morale!

PS Cari miei due lettori, vi prego con tutto il cuore di non indulgere mai in giustificazionismo per coloro che attaccano qualcuno sull’evasione fiscale. Il socialismo ha sempre bisogno di indulgenza sulle principali idee populiste su cui si basa. Mai iniziare un discorso con “Posto che tutti dovrebbero pagare le tasse”. NO NON E’ VERO. L’evasione non è giustificata se ti stanno facendo morir di fame. L’evasione è giustificata a PRIORI. PRASSEOLOGICAMENTE. Come è giustificato difendersi da furti e omicidi. Che poi non ci vada più di tanto di opporci a tassazioni dell’ordine del 10% è un discorso diverso. Un discorso che dice “MI STAI DERUBANDO, MA PER LA CIFRA IN QUESTIONE NON MI VA DI REAGIRE”.  Questo non significa sia giusto. Non è giusto neppure pagare 0.5 Euro di tasse.

E’ casomai la nostra indulgenza di cittadini a far si che non ci lamentiamo troppo per una tassazione del 10%. Guai però a far passare questa indulgenza come un diritto dello Stato a depredarti del 10%.

E’ importante che questa cosa sia ripetuta come un mantra in faccia a coloro che aggrediscono gli evasori fiscali, ai prezzolati e sussidiati giornalisti  nostrani, agli insegnanti di scuola pubblica, ai nostri amici che li infamano e così via. Fin troppo abbiamo abbozzato che la neolingua trasformasse la parola “RAPINA” in “CONTRIBUTO”.

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Inoccupabili? Bene. Allora la chiudiamo la scuola pubblica????

Da un pò di tempo a questa parte è hobby nazionale dei parassiti al governo, quelli che guada.. pardon, RUBANO 15000 euro al mese di soldi degli italiani, dare addosso ai giovani per giustificare il 40% di disoccupazione giovanile. L’ultimo in ordine di tempo è il ministro del lavoro, tal Giovannini, il quale dice di essere d’accordo con l’OCSE che ci giudica inoccupabili, perché con preparazione scarsissima. Prima ancora era stato Rigor Mortis a definire bamboccioni i giovani che non trovavano lavoro. Ora, che l’OCSE ci certifichi come inoccupabili, che non costituiamo capitale umano, è nel pieno del suo diritto. Urge però una riflessione in patria. Prima di tutto, vediamola alla maniera stupida, quella dei mentecatti socialisti:  chissenefrega, il capitale è lo sterco del demonio, se non costituiamo “capitale” è meglio. Il fatto che stiam morendo di fame è una logica conseguenza di tutto ciò, ma se proprio non si vuole vederlo, si può continuare a morir di fame per strane congiunture o complotti internazionali.

Dal punto di vista serio, quindi quello non socialista, ci si domanda che senso abbia spendere il 5% del PIL per produrre dei giovani inoccupabili, con una cultura rasente il nulla che sono diretta espressione della scuola pubblica. Tutti questi inoccupabili li ha creati negli anni l’ideale pubblico della mediocrità come regola generale, l’ideale pubblico del sindacalismo comunista, l’ideale pubblico dell’istruzione garantita dallo Stato. E’ quindi certificato che lo stato non garantisce affatto alcuna istruzione. Garantisce un qualcosa che autonomamente chiama istruzione, ma che, a conti fatti, per tutto il mondo non serve a nulla. Poi certo, la “cultura personale”, il “fai quello che ti piace non quello che ti serve” è tutto giusto, in un mondo di fiabe. Purtroppo però non siamo in quel mondo là.

Visto e considerato che abbiamo 800 miliardi di spesa pubblica, di cui oltre 30 sono impiegati per farci diventare inoccupabili, visto che stiamo morendo di tasse e debito pubblico, visto che la produzione è in caduta libera, non sarebbe forse il caso di PRIVATIZZARE la scuola e utilizzare tutti e 30 i miliardi alla riduzione delle tasse??

Si avrebbe il duplice effetto: da un lato la ripresa economica dovuta ai soldi lasciati nelle tasche dei cittadini. Dall’altro otterremmo lo stesso effetto (l’inoccupabilità) senza spendere un quattrino. Abolendo contestualmente il valore legale del titolo di studio otterremmo addirittura meritocrazia nella novella scuola privata con conseguente diminuzione degli inoccupabili e una serie di lavoratori capaci a produrre vero PIL e non quello farlocco del pubblico. Per conseguenza, aumenterebbe la capitalizzazione totale italiana (ovvero la produzione di beni ritenuti utili dalle persone nel libero mercato) dovuta al maggior valore dei giovani istruiti e alla vera produttività degli insegnanti capaci.

Dal punto di vista sociale poi sarebbe un toccasana: niente più cagate sessantottine con collettivi studenteschi a dire idiozie, niente più sei politici inutili ai fini lavorativi, niente più istruzione uniformata e scarsa per tutti ma offerte variegate e soggette all’immediato test del mercato.

Purtroppo però sparirebbe il potere di indottrinamento statale, quello che tutt’oggi consente agli “inoccupabili” italiani di essere felici per idee tragiche come le multe in base al reddito.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in cronaca, politica, scuola, socialismo, tasse

 

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Videomessaggio di Berlusconi

A parte l’ovvia pubblicità a favore di Forza Italia, e l’autodifesa (parzialmente vera) riguardo alle riforme liberali mancate dal suo partito,  il discorso di Silvio Berlusconi oggi, fotografa ESATTAMENTE la situazione italiana e mi trova perfettamente d’accordo. L’analisi economica:

Il peso dello Stato, delle tasse,della spesa pubblica è eccessivo. Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che quando è stata intrapresa ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i paesi dell’occidente. Qual è questa strada? Meno Stato, Meno Spesa Pubblica, Meno Tasse.

Tutto estremamente corretto. Non posso criticare una virgola, forse solo chiedermi ironicamente QUANDO la strada maestra del liberalismo sia stata realmente applicata? Un pò la Tatcher, Pineda in Chile.. Poco altro nell’ultimo secolo. Il secolo del Socialismo appunto. E quanti John Galt che hanno prodotto in questo secolo cibo per le bestie al potere… Scusate, divagavo.  L’Italia si riprende SE E SOLO SE si seguono le ricette elencate in queste poche righe dal Berlusca, che poi è quel che in ambito liberale non si smette di dire.

Voi direte: scontato, lo sanno tutti. E no, magari lo sapessero tutti. Difatti prosegue il Berlusca

“Con la sinistra al potere il programma sarebbe invece come sempre altre tasse: una imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato, e di tutti i servizi pubblici”

E pure qui sfonda una porta aperta. Il PD, SEL, Scelta Civica, sono APERTAMENTE contrari NON soltanto al Berlusca, ma alla sua analisi e alla sua ricetta di guarigione. Alle tre righe in rosso, quelle quattro “banalità” liberali, che però, disgraziatamente coincidono, nella Realtà con l’unica cosa da fare per evitare la catastrofe. Già, perché parliamo di Realtà. Quella cosa barbara, incivile, politicamente scorretta e antidemocratica, per cui se non hai cibo, deperisci e muori. Nonostante duecento leggi che lo proibiscano.

Quella per cui se non ti proteggi dalle intemperie, se non ti scaldi, ti ammali e muori. Muori, nonostante una democratica votazione abbia sancito, a larghissima maggioranza il contrario. Sempre quella per cui non ti puoi mangiare quello che non hai, e quindi quella per cui non puoi mangiare più di quello che produci. Nonostante centinaia di associazioni sindacali abbiano garantito il contrario. La stessa realtà per cui non puoi nutrirti di carta, neppure se la stessa è filigranata e con un faccione stampigliato sopra.

Insomma, c’è gente che a prescindere dal Berlusca, se sia colpevole o no, bello o brutto se trombi Ruby o meno, è convinta oggi, nel 2013 in Italia, che da questa crisi economica ci usciremo aumentando le tasse e aumentando gli impieghi pubblici. Suggerirei un paio di forestali in più in Sicilia.

Tante volte si è detto:

“Berlusconi parla liberale, ma poi alla resa dei conti non lo fa, o lo fa poco, e la spesa pubblica comunque, aumenta lo stesso”

Vero. Lapalissiano anche questo.

Ora però fate un gioco con me. Voi siete un facoltoso emiro arabo, e volete assumere un tizio per la sicurezza delle vostre quattordici mogli.

Chissà come mai, nonostante siate il padrone e possiate permettervi qualunque guardiano, vi ritrovate solo due candidati. Tizio  e Caio.

Tizio a colloquio vi racconta che lui non toccherà MAI le vostre donne. La reputazione di Tizio però non è molto buona e precedenti datori di lavoro di Tizio vi hanno fatto sapere che non disdegna una sveltina con le donne su cui vigila.

Caio a colloquio vi racconta che il miglior modo per proteggerle è quello di stremarle e che quindi provvederà a fottersele in maniera continuativa tutte e quattordici, ma visto che non ce la fa da solo, chiamerà anche due tre amici.

(estensione della parabola: Sempronio. In realtà c’è un terzo candidato, Sempronio. La reputazione è migliore, ma al colloquio ha detto: “Cos’è una “moglie” ?”)

Il problema sorge perché, nonostante vi chiamino “emiro” e dicano che siate “sovrano”, qualcuno (e precisamente avi di Tizio e Caio) vi ha imposto di DOVER SCEGLIERE OBBLIGATORIAMENTE un guardiano per le vostre mogli.

Ora, la particolarità, la tragicità, e al contempo la parte “comica” della situazione italiana, NON è che ci sia gente in Italia, che odia Tizio e che non voglia sceglierlo. E’ normalissimo e giustificato.  La tragicità della situazione italiana è CHE ESISTA gente pronta ad assumere Caio.

E questa gente non è poca, perché forma l’elettorato del PD, quello di SEL e quello di Scelta Civica. Tutta gente che si masturba con le Tasse, crogiola nella spesa pubblica e si comporta coerentemente di conseguenza… Io veramente non riesco a capire, se non si è ammanicati politicamente in maniera pesante, come si possa genuinamente pensare che queste idee qua, perché di questo si tratta, di una battaglia di idee, possano essere utili a noi popolo.

Esiste in Italia, un discreto numero di persone al di fuori della realtà, nelle cui case ci sono scale di Escher, gente che si scambia avanti e indietro un panino per tutto il giorno e alla sera se ne ritrova 20… Personaggi che si aggrappano alle caviglie e iniziano a volare, altri che scavano buche e le riempiono, poi tornano a casa e un prosciutto gli si materializza sul tavolo. Gente per cui  A paga le tasse a B che ci paga lo stipendio di A e A e B prosperano felici. Perché questa è gente fondamentalmente convinta che possano semplicemente dare un impiego pubblico a tutti. Gente per cui la produzione è DATA a priori. Gente che non capisce neanche lontanamente il senso economico di valore, capitale, ricchezza, produzione, guadagno, perdita. Gente convinta che il conto economico sia qualcosa da depravati materialisti. Mentre invece è solo da saggi realisti. Il conto economico è quello che ci permette di aderire alla Realtà. Quella descritta prima.

 Andiamo avanti nel discorso.

“E proprio nella giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un paese dove non esiste più la certezza del diritto. Siamo diventati una democrazia dimezzata, alla mercé di una magistratura politicizzata che unica tra le magistrature tra i paesi civili gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità.  “

Questo fa il paio con quanto scrissi qualche post fa, in particolare in queste righe:

In Italia è morto il diritto, è morto l’habeas corpus e siamo tutti alla mercé di qualunque cazzo di procuratore o giudice o amico di procuratore o di giudice che tragga vantaggio dall’inquisirci  Per qualsiasi cosa è dimostrato, non serve aver compiuto nulla, non servono le prove. Non ci sono giudici a Berlino.

Ci hanno dimostrato che siamo schiavi, pronti ad essere sacrificati sull’altare del loro culo flaccido. Quando avranno bisogno di soldi, li prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di una casa, la prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di scopare, si fotteranno le nostre mogli e le nostre figlie. Perché possono. E quindi lo faranno.

Berlusconi:

“… si è trasformata in un contro-potere, in grado di condizionare il potere legislativo e il potere esecutivo e si è data come missione quella ,è una loro dichiarazione (di Magistratura Democratica ndL), di realizzare la via giudiziaria al socialismo”

Segue con la ricostruzione storica dei fatti di Tangentopoli e la sua discesa in campo. Berlusconi è convinto che l’idea di Socialismo della magistratura sia quella della sinistra italiana. Crede cioé che la magistratura agisca così per dare il potere alla sinistra. Dissento da questa visione. La magistratura usa la sinistra perché è sufficientemente stupida da accordargli sempre più poteri, ma stia tranquillo, il potere resterà totalmente nelle mani della magistratura e come lo stanno usando adesso su Berlusconi, come lo hanno usato su Mastella, come lo usarono in Tangentopoli, lo useranno per imporre alla sinistra i propri scopi.

Pensare che la magistratura accetti un ruolo di subalternità alla politica dopo che ha ottenuto di esserne superiore è naif.

Segue poi il racconto della condanna, con l’ovvia indignazione per la condanna farlocca. Nel resto del discorso Berlusconi promuove il suo partito ergendolo a superlativo assoluto dei principi liberali, essendo invece purtroppo un superlativo relativo. Relativo a PD-SEL-MONTI e Magistratura.

Cionondimeno sono molto significative, a mio modo di vedere, due frasi. La prima, inquadra bene cosa accadrà nel futuro:

non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si  occuperà comunque di te, del tua vita della tua famiglia del tuo lavoro del tuo futuro.” 

La seconda fotografa invece la gravità della cosa:

“In questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino”

Si rischia, concretamente, di smettere di vivere in Italia. Il mio consiglio lo trovate nascosto nei link.

 

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Quattro Senatori e Cinque Funerali. Almeno si spera.

Non ci sono soldi per abolire l’IMU. Ce lo dice pure Fassina. Non ci sono soldi per evitare di aumentare l’IVA. Ce lo ricordano ogni volta.

Invece pare proprio che i soldi ci siano a strabuttare, visto che il rincoglionito ottuagenario comunista ha deciso di regalare contrattini da 300000 euro annui vita natural durante a quattro strani soggetti che sono accomunati da un’unica caratteristica.

Sono merde socialiste. Una di queste merde è perfino una cinquantenne, quindi con una speranza di vita bella alta che gli garantirà diversi milioni di euro di regali dai contribuenti.

C’è il solito architetto del cazzo, il direttore d’orchestra del menga, la ricercatrice sconosciuta o quasi, e poi lo scienziato che ha già rivestito una dozzina di cariche pubbliche ad alta remunerazione e basso sbattimento.

L’unico scopo di questa allegra paccottiglia di merda inviata in senato è rimpolpare le schiera dei politici di influenza PD, affinché sia possibile fare ciò che i comunisti han sempre avuto adito di fare: scagare completamente i cittadini e andare al potere per vie traverse come loro solito. Il tutto sotto la sapiente regia del rincoglionito ottuagenario amante delle stragi d’Ungheria.

Certo direte, seppure spropositati, gli stipendi dei quattro coglioni dell’apocalisse sono nulla in confronto al gettito IMU. Ma sono pure molto, molto, molto, ma molto inutili. E se uno ha i soldi da sprecare in puttanate, vuol dire che ne ha troppi, e quindi non sarà certo la perdita di 4 miliardi di gettito IMU a preoccuparli no?

Non ci sarà immagino, nessun problema neppure a non alzare l’IVA, visto che possiamo permetterci di dare trecentomila euro l’anno per (si teme) trenta anni a Elena Cattaneo (chi????) .

E poi diciamolo chiaramente. Il socialismo è una grave malattia mentale. Non si capisce perché se non si è mentalmente malati non si possa rappresentare l’Italia. Non si capisce perché io, che odio questa grave malattia, mi debba ritrovare per forza casi clinici come questi quattro a fare il senatore per me. Come non capisco perché a Presidente della Repubblica non ci sia mai stato uno che non fosse gravemente ammalato di socialismo. Non è gente che possa rappresentarmi. Non in maggioranza né in minoranza. Non è gente a cui il cervello funziona, almeno nel campo dell’interazione umana. Magari qualcuno sarà pure bravo a tirare su aereoporti e ponti. Un altro sarà pure bravo a creare centrali a concentrazione solare. Un altro rapido a eleggere senatori a vita comunisti.

Ma quando si tratta di capire l’interazione tra gli esseri umani, ovvero i principi economici, ovvero la vita in società, purtroppo la malattia mentale si nota in tutta la sua possenza e non sono in grado di dire alcunché che abbia un briciolo di raziocinio.

Adesso dovremo stipendiare per diversi anni altri 4 malati di socialismo. Ed è per questo che spero vivamente in una epidemia di ictus e infarti che se li portino via nel minor tempo possibile. Sperando che assieme a loro diparta in fretta anche il Nonno Comunista, che mi ha già rotto tre quarti e l’altro quarto me lo ha fatto bollito.

Basta comunisti, basta coglioni, basta malati di socialismo. Abbiamo bisogno di sanità mentale, non di altri tossicodipendenti da sussidi statali.

E non è possibile, per Dio, che chiunque non sia malato di socialismo e peraltro socialismo di sinistra, non possa mai e poi mai avere rappresentanza né tra i Senatori a Vita, che da qualche parte in Costituzione deve essere scritto che possono essere solo di sinistra, né tra i Presidenti della Repubblica, visto che l’ultimo che non era un comunista di merda era Einaudi.

 

 

 
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Pubblicato da su 2 settembre 2013 in politica, socialismo

 

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Posso, quindi faccio.

Non so quanti di voi conoscano i giochi di ruolo online. Sono giochi nei quali si interagisce con altri partecipanti online e si condivide uno spazio virtuale, nel quale ogni individuo fa la sua vita virtuale. A seconda del tipo di gioco di ruolo ovviamente, l’ambientazione cambia. In quelli fantasy ad esempio, ogni personaggio nasce mago o bardo, o guerriero o altro, e come tale ha certe caratteristiche innate che poi utilizza come meglio crede.

Benché tali giochi non offrano né possano offrire un livello di complessità paragonabile alla vita reale, cionondimeno sono spesso degli ottimi strumenti per lo studio economico, molto più che le derivate parziali o qualche altra astrazione matematica.

Questo perché in tutti questi giochi, benché in maniera semplificata, l’uomo Agente esiste. Non è un numero, non una simulazione: in tutti i MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game), interagiscono tra loro un’enorme quantità di uomini agenti ed ognuno persegue i propri fini personali. I beni, benché virtuali sono comunque scarsi e i giocatori virtuali si scambiano beni economici in continuazione.

Le differenze ovviamente ci sono: prima di tutto, non si muore (definitivamente) e questa, rispetto alla realtà conosciuta è una differenza fondamentale. In secondo luogo l’evoluzione tecnologica spesso non è contemplata affatto e quando lo è (vedi ad esempio Second Life) non assomiglia certamente a quella reale.

Nessun MMORPG quindi può essere utilizzato allo scopo di prevedere l’evoluzione della realtà, però ciascuno di questi è un campo adatto allo studio della prasseologia misesiana: Attori con fini diversi e variabili nel tempo, che condividono tra loro spazio e risorse.

Qualche giorno fa un mio amico mi ha raccontato la sua esperienza in uno di questi. Nel gioco in questione, come in tutti quelli fantasy, non è vietato né impossibile, uccidere altri player. Tipicamente quando un player viene ucciso, perde tutti gli oggetti e rinasce in particolari luoghi, che possono essere templi o quant’altro. Accade quindi che un player gnomo fosse solito girovagare nei pressi della città ove “viveva” l’amico mio. E quest’ultimo si divertiva a ucciderlo ripetutamente, tornando a cercarlo dopo ogni omicidio per killarlo ancora.

Ad un certo punto lo gnomo, dopo innumerevoli uccisioni si rivolge al mio amico e gli chiede: “Ma perché mi uccidi sempre???”

La risposta del mio amico è una frase lapidaria che condensa tutta la conoscenza austriaca sull’interazione umana:

Perché Posso“.

Posso. Potere. Se ci pensate, il “guadagno” che il mio amico otteneva dall’uccisione dello gnomo, era puramente immateriale, almeno dopo la prima volta, ammesso che l’equipaggiamento dello gnomo avesse un qualche valore. Ciò che il mio amico valutava come fine da raggiungere in quella occasione era solo la soddisfazione cagionata dalla violenza (virtuale) gratuita sopra un altro essere umano. Niente soldi, case, ville, oggetti magici o altro. Pura soddisfazione psichica personale.

Con questo non voglio dire che la violenza sia un fine generale dell’essere umano ovviamente, anche perché fini collettivi non esistono.

Appare però evidente che qualora l’esercizio del potere sia propedeutico ad un fine riconosciuto come tale, generalmente l’uomo lo esercita.

Se Tizio non prova alcun interesse nell’esercitare violenza su altri uomini, è chiaro che nel nostro caso non si metterebbe ad uccidere ripetutamente lo gnomo. Supponiamo per semplicità che l’azione stessa in questione lasci Tizio indifferente: non gli crei felicità, ma neppure infelicità. Non appena esiste un fine che egli reputi raggiungibile PER MEZZO di questo atto, data la possibilità di esercitare l’atto stesso, Tizio compierà quell’atto.

Quel che voglio dire è  che quando l’oceano di derelitti statolatri e amanti delle “regole” discute di donare questo o quel potere ad altri esseri umani, in qualsiasi modo questi vengano scelti, la domanda che dovrebbe porsi è:

Esiste un modo affinché costoro, esercitando il potere concessogli in maniera arbitraria raggiungano i propri scopi in maniera più efficiente che viceversa?

Ad esempio:

Se diamo il potere di concedere licenze per una data attività ad un Ente, c’è un modo attraverso il quale l’individuo che esercita questo potere si arricchisca? Se c’è ad esempio richiedendo favori, tangenti, o quant’altro, questo è il modo in cui, nel medio termine, si organizzerà quel potere.

Altro esempio.

Se diamo il potere ad un Comune di regolamentare strade e parcheggi e contestualmente di ricavare soldi da coloro che infrangono queste regole, esiste un modo attraverso il quale il comune possa agire per sfruttare questo potere al meglio per i propri scopi?

Il modo potrebbe essere eliminare gradualmente gli spazi validi per parcheggiare e aumentare le regole a cui i cittadini devono sottostare, allo scopo di fare più multe e quindi ottenere più mezzi per i propri scopi personali. Perché il Comune dovrebbe farlo? Perché può, è la lapidaria risposta del mio amico. E se può, e qualcuno lo trova utile, lo si fa.

Perché un ente a cui si da il permesso di prestare soldi altrui e prelevarli con la forza dagli altri in caso di perdita dovrebbe farlo? Perché può e perché qualcuno lo trova utile.

Se diamo il permesso a dei funzionari di spiare le nostre telefonate, c’è un modo affinché questo potere possa essere usato arbitrariamente per scopi personali? Si, certo che c’è: ricatti, sputtanamento a mezzo stampa sono i primi esempi che mi vengono in mente. Ce ne sono sicuramente molti altri. Perché tali funzionari dovrebbero farlo? Perché Possono.

Se un Governo ha il potere di creare moneta “dal nulla”, cioé tassare tramite tasse e inflazione tutti i suoi schia..   cittadini, esiste un modo affinché tramite questo potere egli si arricchisca personalmente?

Allora questo accadrà. Non c’è stato uno Stato che potendo inflazionare non lo abbia fatto né uno Stato che potendo tassare non lo abbia fatto. Ovvio, la correlazione tra propri scopi personali e il potere di rubare agli altri per legge è totale.

Quando si dà a qualcuno il potere di fare qualcosa, gli si dà necessariamente una nuova serie di opportunità per raggiungere i propri fini. La proprietà privata, ben lungi dall’essere una invenzione di avidi capitalisti, è semplicemente il limite con il quale si impedisce l’esercizio arbitrario del potere sugli altri: infatti quando si parla di “potere”, si parla sempre e necessariamente dell’invasione della proprietà privata di qualcuno da parte di qualcun altro. Il “potere” è semplicemente questo. Se non contemplasse l’invasione della proprietà o della vita altrui, non sarebbe potere.

Non esiste alcun potere che donato a qualsivoglia individuo, venga usato come noi pensiamo sia usato. Verrà usato sempre e comunque per raggiungere i propri scopi “prasseologici”.

 

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Riflessioni sulla Sinistra

Non vorrei che qualche ardito potesse prendere questo articolo come una difesa di Silvio Berlusconi. Questo articolo è solo a ricordare sempre quali sono quelli moralmente superiori.

Berlusconi è un puttaniere.

Loro invece no

Berlusconi, secondo alcuni geniali personaggi, si sarebbe trombato una minorenne, la quale ha sempre negato. Loro invece vanno solo con le quarantenni. In questo caso però a differenza di Ruby, le “quarantenni” in questione non negano, anzi. Qualcosa vorrà dire.

Berlusconi ovviamente, fa soltanto i suoi sporchi interessi di capitalista. Loro no. Loro hanno una banca,  ma non si può dire, perché se esce sui giornali si commette reato e si incolpa l’editore di un giornale, ma solo perché quell’ editore è Berlusconi, visto che questa è l’UNICA intercettazione telefonica uscita sui giornali per la quale si sia incriminato qualcuno per la fuga di notizie.

Eppure tutti i giorni io leggo intercettazioni telefoniche “sfuggite accidentalmente” dalle sedi preposte e finite sui giornali. Conosco un caso, dove non solo certe telefonate sono “sfuggite accidentalmente” e finite sui giornali, ma altre si sono “perse” nelle sedi opportune e mai arrivate a processo, salvo poi dover essere scovate dalla difesa a caro prezzo.

Conosco un caso dove la fuga di notizie si è spinta fino a pubblicare commenti su donne di spettacolo e mettere in crisi relazioni familiari.

In questo caso, le intercettazioni sono arrivate ai giornali e nessun giornale è stato incriminato per aver divulgato notizie riservate.

Non solo, in questo caso, dove peraltro in primo grado hanno decretato una “associazione a delinquere” formata da sole tre persone che non avevano alcuna possibilità di delinquere senza l’aiuto di altri, il tenore delle telefonate che avrebbero decretato la condanna non sono del tenore di quella che avete visto trascritta su youtube, nella quale si evince che LORO, sempre gli stessi, i paladini del bene pubblico, si stavano comprando una banca con l’aiuto delle coop. Sapete quelle altre aziende paraculate fiscalmente perché agiscono anche loro per il Bene Comune?   Si intravede poi un pericoloso “lui vuole lavorare con le coop” che sa un pò di chiara minaccia pregressa.

Eppure questa telefonata non deve finire sui giornali. Qui si applica la legge ovvio, quella legge che è sempre più applicata coi nemici e sbeffeggiata, non interpretata, con gli amici. Amici di chi poi, che per definizione la Magistratura non ha preferenze politiche?

Però vabbé, alla fine con la banca, visto che sono ottimi imprenditori, faranno degli utili e finalmente faranno il tanto sospirato bene comune.

Poi se casualmente e per colpa di Berlusconi, non dovessero fare utili, la soluzione che propongono è di sicuro funzionamento, perché “non sempre il “comune buon senso” è il metodo più adatto a risolvere situazioni difficili”, come ci dice il loro giornale di riferimento. Questa cagata la scrive tre mesi fa, mica un secolo fa.

Per inciso una simile frase, che lascia poi intuire la lucidità dell’articolo seguente, lascia PIENAMENTE COMPRENDERE, come abbiano l’idea che Economia e VITA DI TUTTI I GIORNI, siano cose completamente scorrelate e non un qualcosa di estremamente ben connesso e quasi sovrapponibile. Ma non solo, la loro teoria non è applicabile neppure a situazioni di economia familiare. Figurarsi applicarle su scala mondiale (Oh, ma lo stanno facendo da un bel pezzo). Se quando si accorgesse di aver finito i soldi, la massaia si desse all’acquisto compulsivo per “risollevare l’economia familiare” prenderebbe solo un sacco di calci dal marito, oltre a contribuire al fallimento familiare. Solo che il buon senso, quello FONDAMENTALE in economia, la induce a risparmiare e ridurre le spese. Questi ci vogliono far credere che se la “famiglia” è di 54M di componenti, la spesa compulsiva sia una soluzione.

Torniamo a noi.

Sono completamente coglioni in economia. Si gestiscono la Prostituzione di Giunta mentre a noi ci multano per la strada se solo le accostiamo.

Si scopano i bambini e per di più pure maschi mentre si fanno mantenere coi nostri soldi.

Si comprano le banche, le gestiscono, coi loro soldi oltre i voti, molto probabilmente ci comprano la Giustizia, le fanno fallire e poi scatenano i loro scagnozzi per convincerci ad indebitarCI NOI ancora di più.

Altrimenti il Forteto potrebbe chiudere….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le agevolazioni al credito non sono una misura liberale

E’ allo studio, almeno a detta di Zanonato, una serie di misure per far ripartire l’economia italiana. Per quanto riguarda le imprese, oltre ad un taglio delle bollette elettriche di cui ancora non si sa come avverrà, spicca la seguente intenzione:

Per le imprese arriveranno dalla Cassa Depositi e Prestiti “cinque miliardi di credito agevolato, ad un tasso dimezzato rispetto a quello di mercato”, per chi rinnoverà “il processo produttivo acquistando nuovi macchinari, fino a 2 milioni di euro”.

Ecco, questo è il tipico modo di agire della congrega farabutto-statale. Le imprese falliscono per troppo esproprio tassatorio. Significa che gli incassi non coprono le spese. Perché appunto gli incassi netti sono scarsi a causa delle tasse e le spese pure. In questa situazione non conviene investire, punto e basta. Non sono due aziende in crisi per mancanza di mezzi di produzione o di capitale da investire, mentre le altre sono floride. La stragrande maggioranza delle nostre aziende soccombe. Vogliamo forse credere che siano tutte obsolete nei macchinari e che non ci sia un problema sistemico di tassazione che semplicemente, rende impossibile imprendere?

Ma allora che senso ha agevolare l’indebitamento di aziende già sufficientemente all’avanguardia? Se l’aumento di produttività e competitività che si ottiene dall’acquisto di nuovi macchinari è troppo poco per compensare gli interessi (dimezzati) più il buco di bilancio causato dalla tassazione omicida, cosa accade?

Ovvio, che regaliamo un’altra azienda alla cricca bancaria. Nuovo trasferimento di denaro verso quel 10% di persone che ha il 90% della ricchezza italiana (a voler credere a certi sondaggi): banchieri e politici

Quella che può sembrare una misura di alleggerimento del carico fiscale per le imprese quindi, è in realtà un doppio tranello. Prima di tutto le spinge ad indebitarsi nell’acquisto di nuovi macchinari che rischiano di non risolvere il problema strutturale. Secondo, le mantiene sotto il ricatto dell’elemosina di Stato.

Io non riconosco che non sia giusto espropriarti del 75% di ciò che guadagni e non mi sogno di abbassare le pretese, tutt’al più ti restituisco una elemosina del maltolto che posso revocarti quando voglio. Io sono il signore tuo Dio e non avrai altro Dio al di fuori di me.

Un pò blasfemo lo Stato ?

Che se ne debba occupare Francesco ?

Le uniche misure liberali sono Abbassare le pretese. Abbassare le tasse.

Non agevolazioni fiscali per qualunque cosa venga loro in mente, non cercare di pilotare il risparmio o quel che ne resta verso ciò che Loro e non i titolari del risparmio credono sia l’allocazione giusta. Idee del genere sono tutt’altro che idee di libertà. Sono sprezzanti elemosine.

 

 

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2013 in liberalismo, politica, socialismo, tasse

 

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