RSS

Archivi tag: crisi economica

La crisi economica non è normale nelle società umane

Si sente spesso dire che il progresso nelle condizioni di vita di tanta parte della popolazione nei passati cinquanta – sessanta anni è la prova che l’intromissione statale nell’economia sia cosa buona e giusta.

Si sente spesso dire che senza lo Stato non saremmo mai cresciuti e diventati più ricchi di cento o duecento anni fa. Si sente pure dire che la recessione, la crisi economica, sia qualcosa di endemico connaturato al “mercato” se non alla stessa essenza umana.

In generale, in economia si sentono dire tante cose, che purtroppo però, per la maggior parte, sono sbagliate. Se vi state chiedendo perché politici e economisti di grido debbano dire castronerie economiche, la risposta è semplice: interesse personale. Se la si finisse di spersonalizzare le istituzioni e si realizzasse che al loro interno ci sono esseri umani che ragionano secondo i canoni dell’Azione Umana, si capirebbe infatti in un baleno che il miglior modo per trarre vantaggi dal sistema attuale, per questi individui, sta nell’affermare che il sistema attuale è buono e va conservato. Certo, se ci si ostina a credere che chi è eletto o che gli economisti siano interessati a dire la verità piuttosto che quel che fa comodo a loro, diventa difficile capire il perché dovrebbero mentire.

In realtà il motivo per cui siamo più “ricchi” di cento anni fa è molto semplice, addirittura banale per qualcuno che avesse studiato un pò di basi di economia austriaca. Per coloro che ne siano digiuni, abbiamo le basi pronte su questo sito, qui, e qui.

Il motivo è la capitalizzazione. L’ uomo, per sua natura tende a trasformare il capitale “tempo vitale“, in altri mezzi economici, che lo portano più vicino ai propri scopi. Ogni persona che coltiva la terra, lavora, costruisce qualcosa, scambia il suo tempo vitale (e altri mezzi economici) in cambio di mezzi economici che per lui valgono di più.

Valgono, ovviamente nel senso austriaco del termine. Il tempo vitale si esaurisce ed è poco facilmente scambiabile. Questo significa che per sua natura, un essere umano di 30 anni è generalmente più ricco di un essere umano di 3 anni, non perché lo Stato, la Nazione, la Regina o il Dittatore di turno abbiano fatto qualcosa, ma semplicemente perché ha investito il suo unico capitale iniziale (il tempo, la sua vita) in azioni che lo hanno portato ad una situazione che egli valuta migliore. Certo, è possibile che uno faccia tutte azioni sbagliate e si ritrovi col capitale azzerato, ma essendo questo fonte di grosso disagio per se stesso, naturalmente e senza alcuna imposizione statale, fa di tutto per evitarlo. Il capitale tempo si esaurisce, il bambino di 3 anni è molto più ricco di tempo, rispetto a quello di 30 e rispetto a quello di 60. Ma gli altri due hanno investito e trasformato questo capitale naturale in mezzi materiali, esperienza e capacità che per loro valgono di più del capitale impiegato.

Ripeto, può benissimo darsi che abbia preso decisioni sbagliate e che si sia pentito delle scelte fatte. Ma siccome queste scelte ricadono sulla sua personale possibilità di raggiungere i propri fini, egli subisce un fortissimo incentivo a non sbagliare. Se volete, in termini tecnici, il sistema è fortemente retroazionato dalla disutilità di ottenere perdite personali.

Questa affermazione vale ovviamente fino a che le proprie azioni provocano vantaggi o perdite personali. Se si permette di scaricare perdite su altre persone e mantenerne i vantaggi, il modo di agire cambia radicalmente. E’ il caso di quasi tutte le decisioni politiche ed è l’origine del detto “son tutti froci col culo degli altri”.

Quindi, un uomo, allo stato di natura, in qualunque situazione sia, tende a diventare più ricco col passare del tempo, per il semplice fatto che AGISCE SCIENTEMENTE per diventare più ricco. Ancora, vale la pena di ripeterlo, ricco in senso Austriaco, ovvero più vicino ai propri scopi e con una maggiore disponibilità di mezzi per ottenerli. Gli scopi però sono personali e ci sono casi (pochi in verità) in cui questa “ricchezza” non coincide con l’essere più ricco di beni materiali.

Se al posto di un singolo uomo, abbiamo 60 milioni di persone, tipo la popolazione italiana, è chiaro e limpido che questi 60 milioni, col tempo, semplicemente perché agiscono per esserlo, diventano tutti più ricchi. Ed è ovvio che l’Italia di cento anni fa sia meno ricca di quella di adesso, perché l’Italia di adesso ha almeno tre generazioni di persone che hanno agito, lavorato, prodotto ricchezza e aggiunto la loro ricchezza a quella dei figli e dei nipoti. Sessanta, Ottanta, Centoventi milioni di vite si sono consumate e trasformate in ricchezza per i posteri. E se siamo più ricchi degli Etruschi, non è perché “lo Stato Nazionale ci ha reso ricchi”, ma perché centinaia di generazioni si sono succedute da allora, capitalizzando e lasciando ricchezza in eredità agli altri su questa terra.

A questo punto bisogna chiedersi:

Cosa deve accadere perché questo processo di accumulo di capitale austriaco, questo miglioramento delle condizioni generali di tutti si arresti e si inverta, come sta accadendo per esempio in Italia e per esempio in Grecia nell’ultima decade?

Un motivo sono senza dubbio le catastrofi naturali. Uno Tsunami come quello thailandese del 2005 distrugge tanto di quel capitale da costringere gli uomini a ricominciare da molto più indietro nell’accumulo di risorse che la generazione seguente potrebbe essere meno ricca di quella precedente. L’esplosione del Krakatoa ha creato questo. Un meteorite che disintegrasse tre quarti delle terre emerse, ridurrebbe le popolazioni ad uno stato di indigenza enorme e diverse generazioni sarebbero più povere di noi adesso. MA non è il caso dell’Italia né della Grecia. Non ci sono state catastrofi naturali tali da produrre un depauperamento generale.

Un altro motivo sono senza dubbio le guerre e le guerriglie. Non credo ci sia bisogno di spiegare quanto capitale viene sprecato e distrutto durante guerre e guerriglie, in termini di vite umane (capitale tempo), macchine, edifici, infrastrutture, macchinari industriali e soldi. Neanche questo però è il motivo alla base del depauperamento generale Italiano. In Italia la guerra è finita nel 1945 e non ne abbiamo avute altre.

Resta un unico altro motivo. Lo SPRECO di Capitale. L’unico modo per far si che la gente impoverisca, è trovare un sistema capace di distruggere continuamente più capitale di quello che il normale vivere delle persone in tempo di pace riesca a produrre. Ma attenzione, non è semplice trovare qualcosa in grado di farlo. Le persone come detto, agiscono per diventare più “ricche”, non per impoverirsi. E’ necessario che questo qualcosa sia abbastanza potente da impedire loro di utilizzare il loro capitale nella maniera che preferiscono, perché questo porterebbe inevitabilmente ad una maggiore ricchezza per tutti.

Questo qualcosa quindi, deve essere in grado di ESPROPRIARE e DIROTTARE il capitale prodotto da ognuno di loro in maniera che non possano utilizzarlo per migliorare la loro posizione. Questo qualcosa deve impedir loro di usare il loro tempo in maniera efficiente e di usare il loro capitale fisico per migliorarsi. Deve essere in grado, qualora non riesca ad impedire completamente la produzione, di redistribuire questo capitale tra poche, fidate persone, lasciando tutti gli altri con le briciole.

Se questo qualcosa non è in grado di farlo, allora non c’è speranza. In tempo di pace l’uomo si arricchisce.

Questo qualcosa, l’avrete capito, si chiama Stato. Con tutto il para-Stato annesso. E’ solo lui che può, ed abilmente riesce, azzerare la crescita spontanea di 60 milioni di vite che incessantemente brigano per migliorare la propria condizione.

Ora, il PIL di una nazione è, come ho già spiegato, un dato poco veritiero e fuorviante. Manca completamente dello Stato Patrimoniale e poi rimane arbitrario. Però il PIL è manovrato dallo Stato, che ha tutto l’interesse a raccontare che questo cresce, pure quando non cresce. Ora capite che se perfino il PIL, con l’aggiunta della stima del traffico di droga e la stima della prostituzione, con i magheggi contabili dei vari economisti di Stato, non cresce, ma anzi decresce, vuol dire che la quantità di ricchezza sprecata annualmente dallo Stato è veramente incredibile.

Se supponiamo che il PIL rispecchi in qualche maniera “l’aumento” di capitalizzazione che anno dopo anno aggiungiamo alla capitalizzazione di tutte le persone, il fatto che esso cresca poco, o addirittura decresca, significa che la gente anno dopo anno, nonostante la capitalizzazione (quindi la somma dei capitali guadagnati gli anni precedenti), riesce sempre meno a raggiungere i propri scopi.  Valori come una crescita del 2% sono valori scarsissimi, vuol dire, a spanne, che in un anno nonostante i tuoi sforzi, il capitale impiegato e l’esperienza che aumenta, la tua attività lavorativa va solo un 2% meglio di un anno fa.

Tutto questo a spanne e con la legge del taglione, non vuole essere una misura precisa né potrebbe esserlo per come è calcolato il PIL. Però di certo, dopo aver speso un anno di tempo, la tua produttività, la tua esperienza, sono migliorate solo di un 2%.

Se il PIL (sempre supposto affidabile) è a zero, significa che in un anno non hai migliorato la tua capacità  lavorativa. Significa che un anno di TEMPO è passato invano, dal punto di vista delle tue capacità produttive.

Immaginate un tizio che inizia a fare il produttore di cioccolatini. Inizierà con poco, avrà poco capitale e poca esperienza e quindi in principio produrrà poco. Ma col passare del tempo, accumulando capitale ed esperienza, potrà comprare macchinari migliori, scegliere metodi produttivi migliori, espandersi e produrre di più. E invece, a spanne, il PIL a zero ci dice che o non lo ha fatto per nulla o se lo ha fatto lo ha fatto inutilmente, perché produce comunque quanto l’anno prima.

Se il PIL è addirittura negativo, significa che questo qua, più diventa esperto e più (se e quando) accumula capitale e mezzi per produrre, MENO BENE e MENO produce. Che belli i tempi in cui aveva appena iniziato, e senza sapere nulla di come produrre cioccolata e avendo solo le proprie mani, una paletta e un secchiello, produceva più di adesso.

Tutto questo è semplicemente un controsenso logico. Ed è dovuto solo ed esclusivamente all’interferenza statale nelle libere azioni imprenditoriali dei cittadini. Gli aumenti dei costi imposti per legge, la dilazione dei tempi per fare qualunque cosa (quindi un aumento dei COSTI in capitale tempo) , l’espropriazione di risorse che sarebbero potute servire per migliorare la produzione e la competitività e invece sono dirottate in spese correnti senza senso e in consumo di capitale… Tutto questo è la causa principale della recessione e della crisi economica.

Ora, se pensate che per nascondere tutto questo, TUTTA la quantità di denaro utilizzata in SPESA CORRENTE pubblica, viene segnata come PIL (quando così non è e non può essere perché di incontestabili sprechi pubblici ne abbiamo evidenze in ogni dove) e nonostante questo trucco, il PIL è negativo, potete farvi una idea di quanto in realtà sia molto più ripida la caduta della capacità delle persone di migliorare se stesse, indotta dallo Stato.

 
2 commenti

Pubblicato da su 23 aprile 2015 in crisi economica, economia

 

Tag: , , ,

Videomessaggio di Berlusconi

A parte l’ovvia pubblicità a favore di Forza Italia, e l’autodifesa (parzialmente vera) riguardo alle riforme liberali mancate dal suo partito,  il discorso di Silvio Berlusconi oggi, fotografa ESATTAMENTE la situazione italiana e mi trova perfettamente d’accordo. L’analisi economica:

Il peso dello Stato, delle tasse,della spesa pubblica è eccessivo. Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che quando è stata intrapresa ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i paesi dell’occidente. Qual è questa strada? Meno Stato, Meno Spesa Pubblica, Meno Tasse.

Tutto estremamente corretto. Non posso criticare una virgola, forse solo chiedermi ironicamente QUANDO la strada maestra del liberalismo sia stata realmente applicata? Un pò la Tatcher, Pineda in Chile.. Poco altro nell’ultimo secolo. Il secolo del Socialismo appunto. E quanti John Galt che hanno prodotto in questo secolo cibo per le bestie al potere… Scusate, divagavo.  L’Italia si riprende SE E SOLO SE si seguono le ricette elencate in queste poche righe dal Berlusca, che poi è quel che in ambito liberale non si smette di dire.

Voi direte: scontato, lo sanno tutti. E no, magari lo sapessero tutti. Difatti prosegue il Berlusca

“Con la sinistra al potere il programma sarebbe invece come sempre altre tasse: una imposta patrimoniale sui nostri risparmi, un costo più elevato dello Stato, e di tutti i servizi pubblici”

E pure qui sfonda una porta aperta. Il PD, SEL, Scelta Civica, sono APERTAMENTE contrari NON soltanto al Berlusca, ma alla sua analisi e alla sua ricetta di guarigione. Alle tre righe in rosso, quelle quattro “banalità” liberali, che però, disgraziatamente coincidono, nella Realtà con l’unica cosa da fare per evitare la catastrofe. Già, perché parliamo di Realtà. Quella cosa barbara, incivile, politicamente scorretta e antidemocratica, per cui se non hai cibo, deperisci e muori. Nonostante duecento leggi che lo proibiscano.

Quella per cui se non ti proteggi dalle intemperie, se non ti scaldi, ti ammali e muori. Muori, nonostante una democratica votazione abbia sancito, a larghissima maggioranza il contrario. Sempre quella per cui non ti puoi mangiare quello che non hai, e quindi quella per cui non puoi mangiare più di quello che produci. Nonostante centinaia di associazioni sindacali abbiano garantito il contrario. La stessa realtà per cui non puoi nutrirti di carta, neppure se la stessa è filigranata e con un faccione stampigliato sopra.

Insomma, c’è gente che a prescindere dal Berlusca, se sia colpevole o no, bello o brutto se trombi Ruby o meno, è convinta oggi, nel 2013 in Italia, che da questa crisi economica ci usciremo aumentando le tasse e aumentando gli impieghi pubblici. Suggerirei un paio di forestali in più in Sicilia.

Tante volte si è detto:

“Berlusconi parla liberale, ma poi alla resa dei conti non lo fa, o lo fa poco, e la spesa pubblica comunque, aumenta lo stesso”

Vero. Lapalissiano anche questo.

Ora però fate un gioco con me. Voi siete un facoltoso emiro arabo, e volete assumere un tizio per la sicurezza delle vostre quattordici mogli.

Chissà come mai, nonostante siate il padrone e possiate permettervi qualunque guardiano, vi ritrovate solo due candidati. Tizio  e Caio.

Tizio a colloquio vi racconta che lui non toccherà MAI le vostre donne. La reputazione di Tizio però non è molto buona e precedenti datori di lavoro di Tizio vi hanno fatto sapere che non disdegna una sveltina con le donne su cui vigila.

Caio a colloquio vi racconta che il miglior modo per proteggerle è quello di stremarle e che quindi provvederà a fottersele in maniera continuativa tutte e quattordici, ma visto che non ce la fa da solo, chiamerà anche due tre amici.

(estensione della parabola: Sempronio. In realtà c’è un terzo candidato, Sempronio. La reputazione è migliore, ma al colloquio ha detto: “Cos’è una “moglie” ?”)

Il problema sorge perché, nonostante vi chiamino “emiro” e dicano che siate “sovrano”, qualcuno (e precisamente avi di Tizio e Caio) vi ha imposto di DOVER SCEGLIERE OBBLIGATORIAMENTE un guardiano per le vostre mogli.

Ora, la particolarità, la tragicità, e al contempo la parte “comica” della situazione italiana, NON è che ci sia gente in Italia, che odia Tizio e che non voglia sceglierlo. E’ normalissimo e giustificato.  La tragicità della situazione italiana è CHE ESISTA gente pronta ad assumere Caio.

E questa gente non è poca, perché forma l’elettorato del PD, quello di SEL e quello di Scelta Civica. Tutta gente che si masturba con le Tasse, crogiola nella spesa pubblica e si comporta coerentemente di conseguenza… Io veramente non riesco a capire, se non si è ammanicati politicamente in maniera pesante, come si possa genuinamente pensare che queste idee qua, perché di questo si tratta, di una battaglia di idee, possano essere utili a noi popolo.

Esiste in Italia, un discreto numero di persone al di fuori della realtà, nelle cui case ci sono scale di Escher, gente che si scambia avanti e indietro un panino per tutto il giorno e alla sera se ne ritrova 20… Personaggi che si aggrappano alle caviglie e iniziano a volare, altri che scavano buche e le riempiono, poi tornano a casa e un prosciutto gli si materializza sul tavolo. Gente per cui  A paga le tasse a B che ci paga lo stipendio di A e A e B prosperano felici. Perché questa è gente fondamentalmente convinta che possano semplicemente dare un impiego pubblico a tutti. Gente per cui la produzione è DATA a priori. Gente che non capisce neanche lontanamente il senso economico di valore, capitale, ricchezza, produzione, guadagno, perdita. Gente convinta che il conto economico sia qualcosa da depravati materialisti. Mentre invece è solo da saggi realisti. Il conto economico è quello che ci permette di aderire alla Realtà. Quella descritta prima.

 Andiamo avanti nel discorso.

“E proprio nella giustizia, diciamoci la verità, siamo diventati un paese dove non esiste più la certezza del diritto. Siamo diventati una democrazia dimezzata, alla mercé di una magistratura politicizzata che unica tra le magistrature tra i paesi civili gode di una totale irresponsabilità, di una totale impunità.  “

Questo fa il paio con quanto scrissi qualche post fa, in particolare in queste righe:

In Italia è morto il diritto, è morto l’habeas corpus e siamo tutti alla mercé di qualunque cazzo di procuratore o giudice o amico di procuratore o di giudice che tragga vantaggio dall’inquisirci  Per qualsiasi cosa è dimostrato, non serve aver compiuto nulla, non servono le prove. Non ci sono giudici a Berlino.

Ci hanno dimostrato che siamo schiavi, pronti ad essere sacrificati sull’altare del loro culo flaccido. Quando avranno bisogno di soldi, li prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di una casa, la prenderanno da noi. Quando avranno bisogno di scopare, si fotteranno le nostre mogli e le nostre figlie. Perché possono. E quindi lo faranno.

Berlusconi:

“… si è trasformata in un contro-potere, in grado di condizionare il potere legislativo e il potere esecutivo e si è data come missione quella ,è una loro dichiarazione (di Magistratura Democratica ndL), di realizzare la via giudiziaria al socialismo”

Segue con la ricostruzione storica dei fatti di Tangentopoli e la sua discesa in campo. Berlusconi è convinto che l’idea di Socialismo della magistratura sia quella della sinistra italiana. Crede cioé che la magistratura agisca così per dare il potere alla sinistra. Dissento da questa visione. La magistratura usa la sinistra perché è sufficientemente stupida da accordargli sempre più poteri, ma stia tranquillo, il potere resterà totalmente nelle mani della magistratura e come lo stanno usando adesso su Berlusconi, come lo hanno usato su Mastella, come lo usarono in Tangentopoli, lo useranno per imporre alla sinistra i propri scopi.

Pensare che la magistratura accetti un ruolo di subalternità alla politica dopo che ha ottenuto di esserne superiore è naif.

Segue poi il racconto della condanna, con l’ovvia indignazione per la condanna farlocca. Nel resto del discorso Berlusconi promuove il suo partito ergendolo a superlativo assoluto dei principi liberali, essendo invece purtroppo un superlativo relativo. Relativo a PD-SEL-MONTI e Magistratura.

Cionondimeno sono molto significative, a mio modo di vedere, due frasi. La prima, inquadra bene cosa accadrà nel futuro:

non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si  occuperà comunque di te, del tua vita della tua famiglia del tuo lavoro del tuo futuro.” 

La seconda fotografa invece la gravità della cosa:

“In questo momento, nella drammatica situazione in cui siamo, ogni persona consapevole e responsabile che vuol continuare a vivere in Italia ha il dovere di occuparsi direttamente del nostro comune destino”

Si rischia, concretamente, di smettere di vivere in Italia. Il mio consiglio lo trovate nascosto nei link.

 

Tag: , , , , , , ,

Le agevolazioni al credito non sono una misura liberale

E’ allo studio, almeno a detta di Zanonato, una serie di misure per far ripartire l’economia italiana. Per quanto riguarda le imprese, oltre ad un taglio delle bollette elettriche di cui ancora non si sa come avverrà, spicca la seguente intenzione:

Per le imprese arriveranno dalla Cassa Depositi e Prestiti “cinque miliardi di credito agevolato, ad un tasso dimezzato rispetto a quello di mercato”, per chi rinnoverà “il processo produttivo acquistando nuovi macchinari, fino a 2 milioni di euro”.

Ecco, questo è il tipico modo di agire della congrega farabutto-statale. Le imprese falliscono per troppo esproprio tassatorio. Significa che gli incassi non coprono le spese. Perché appunto gli incassi netti sono scarsi a causa delle tasse e le spese pure. In questa situazione non conviene investire, punto e basta. Non sono due aziende in crisi per mancanza di mezzi di produzione o di capitale da investire, mentre le altre sono floride. La stragrande maggioranza delle nostre aziende soccombe. Vogliamo forse credere che siano tutte obsolete nei macchinari e che non ci sia un problema sistemico di tassazione che semplicemente, rende impossibile imprendere?

Ma allora che senso ha agevolare l’indebitamento di aziende già sufficientemente all’avanguardia? Se l’aumento di produttività e competitività che si ottiene dall’acquisto di nuovi macchinari è troppo poco per compensare gli interessi (dimezzati) più il buco di bilancio causato dalla tassazione omicida, cosa accade?

Ovvio, che regaliamo un’altra azienda alla cricca bancaria. Nuovo trasferimento di denaro verso quel 10% di persone che ha il 90% della ricchezza italiana (a voler credere a certi sondaggi): banchieri e politici

Quella che può sembrare una misura di alleggerimento del carico fiscale per le imprese quindi, è in realtà un doppio tranello. Prima di tutto le spinge ad indebitarsi nell’acquisto di nuovi macchinari che rischiano di non risolvere il problema strutturale. Secondo, le mantiene sotto il ricatto dell’elemosina di Stato.

Io non riconosco che non sia giusto espropriarti del 75% di ciò che guadagni e non mi sogno di abbassare le pretese, tutt’al più ti restituisco una elemosina del maltolto che posso revocarti quando voglio. Io sono il signore tuo Dio e non avrai altro Dio al di fuori di me.

Un pò blasfemo lo Stato ?

Che se ne debba occupare Francesco ?

Le uniche misure liberali sono Abbassare le pretese. Abbassare le tasse.

Non agevolazioni fiscali per qualunque cosa venga loro in mente, non cercare di pilotare il risparmio o quel che ne resta verso ciò che Loro e non i titolari del risparmio credono sia l’allocazione giusta. Idee del genere sono tutt’altro che idee di libertà. Sono sprezzanti elemosine.

 

 

 
6 commenti

Pubblicato da su 14 giugno 2013 in liberalismo, politica, socialismo, tasse

 

Tag: , , , , , ,

L’OCSE spinge per uccidere l’Italia.

Il nuovo governo non ha neanche fatto a tempo a profferire le parole “riduzione” e “fiscale” l’una di seguito all’altra e già qualche buontempone non trova di meglio da fare che farsi gli affari altrui alzando il ditino saccente. Ditino saccente che avrebbe urgente bisogno di trovare collocazione calda e umida in luogo a portata di mano  dello stesso che emette certi consigli.

Sto parlando ovviamente dell” Organizzazione per il Collasso Sociale ed Economico, la quale ci ha tenuto a far sapere cosa ne pensano i suoi valenti economisti sussidiati e stipendiati da governi pubblici e banche pubbliche. Tali valenti economisti, per tener fede alla loro fama, ovvero di non azzeccarne una neppure se gliela spiegano gli dei stessi delle tre religioni monoteiste maggiori, ci spiegano che adesso, no, proprio adesso non è possibile in Italia abbassare le tasse.

Considerato il fatto che la nostra politica tende ad agire come una banderuola perché la competenza alberga in ben altri luoghi (non nell’OCSE ovviamente), mi permetto di dare un consiglio al ministro Saccomanni e a lorsignori tutti.

Se la frase dell’OCSE sembra una palese cazzata, non è perché non si ha il cervello sufficientemente fine da capirne i risvolti tecnici e teorici. E’ proprio perché é una solenne cazzata.

Quindi non seguirla, al limite spingersi il più possibile in direzione opposta.

Se mai ce ne fosse bisogno, e in condizioni di normali capacità logico deduttive non obnubilate da propaganda e false teorie economiche non ce ne sarebbe, vado a spiegare il perché.

Allo stato attuale, l’Italia perde capitali, imprenditori e persone, che o emigrano o si suicidano. Questo deriva da uno stato di pressione fiscale E di lacciuoli burocratici che impediscono di fare legalmente una enorme quantità di lavori, che sono diventati submarginali con le regole imposte nei lustri dalla politica. Non conviene aprire una tipografia perché le spese sono maggiori dei ricavi. Non conviene costruire case, perché le spese sono maggiori dei ricavi, non conviene costruire navi, non conviene fare quasi più nulla legalmente. Perché siamo nella classica situazione in cui, come ti muovi ti fai male. Ti fai male perché il rischio che ti assumi nell’aprire una attività ( capitale da investire, contratti da fare e rispettare, spese di acquisto merce etc. ) è enorme rispetto alla valutazione oggettiva delle possibilità di guadagno.

Perché accade tutto questo?

Perché i consumi sono troppo pochi, direbbe un keynesiano. Ma noi che conosciamo la realtà (e l’economia austriaca), sappiamo che la categoria prasseologica di “consumo” viene DOPO la categoria prasseologica di “produzione”. In altri termini, che se vuoi consumare prima devi produrre. Questo vale per una persona, per due, per tre e pure per cinque miliardi di persone. Se fosse stato possibile consumare prima di produrre, sarebbe dai tempi degli assiro babilonesi che nessuno produrrebbe più nulla, limitandosi a consumare. A nessuno interessa produrre tout court. All’uomo interessa utilizzare mezzi economici per il soddisfacimento dei propri scopi, per il miglioramento delle proprie condizioni di vita. Se fosse possibile ottenere beni economici senza produrli, la produzione non sarebbe mai esistita.

Il consumo viceversa avviene DOPO la produzione, se e solo se si verificano alcune situazioni complementari.

Gli elevati costi di produzione, imposti tramite la tassazione di qualunque cosa abbia valore economico, tramite le perdite di tempo, le lungaggini, i vincoli burocratici e legislativi, la mancanza di certezza del diritto, fanno si che quasi tutte le imprese si rivelino antieconomiche. 

Vedetela così. In un sistema nel quale NON ci sono vincoli legislativi e burocratici, il diritto funziona bene e la tassazione complessiva è nulla, nascono e sopravvivono tutte le attività che generano utili sufficienti  a “far vivere bene” coloro che la fanno.

Con una tassazione del 20% sopravvivono solo le attività che ce la fanno con l’80% di quegli utili.

Le attività più piccole e precarie, quelle della maggior parte degli individui più poveri, muoiono.

Con una tassazione del 40% sopravvivono solo le attività che riescono a far vivere bene i loro proprietari con solo il 60% degli utili.

Cominciano ad andare in crisi anche lavori un pò meno precari, attività che con la tassazione a 0 andavano bene, che han cominciato a stentare al 20% al 40% cominciano a chiudere.

Con una tassazione all’ 80% sopravvivono SOLO le attività in grado di permettere una vita decente anche con il 30% degli utili.

Le più grandi, quelle con più capitali investiti, le multinazionali e qualche fortunatissimo genio.

Se a tutto questo cominciamo ad aggiungere vincoli burocratici e proibizioni legislative, il numero dei lavori economicamente convenienti (privati) si riduce, non può far altro che ridursi. Non è possibile creare lavoro attraverso l’istituzione di una proibizione, mentre autorizzazioni, permessi e vincoli burocratici possono essere considerati costi aggiuntivi che limano ancor di più la percentuale di utile aziendale e quindi riducono ancor di più il numero di attività private redditizie.

Il discorso ovviamente non è così semplice né così lineare. C’è da considerare l’uso che viene fatto della tassazione, che fa sì che una percentuale molto minore di quanto si è versato torni sotto forma di beni e servizi e quindi migliori un pò la situazione sopra descritta. 

Tutto questo è vero sempre. E’ vero per forza. Che al governo ci sia Letta, Prodi, Berlusconi, Obama, Hollande, Pippo, Pluto, Paperino o il Re Sole. Qualunque idea possa esser partorita da qualunque essere umano, queste regole saranno sempre valide. Esattamente come un corpo massivo verrà sempre attirato da un altro corpo massivo. Qualunque cosa ne pensino i governi. Certo, se proprio vuoi evitare di vederlo, puoi sempre fingere che ciò non sia vero. Puoi attaccare con una catena il corpo massivo e raccontare che siccome non cade, la legge di gravità è sbagliata. O puoi prendere un palloncino gonfiato di Elio e dirmi che siccome va verso l’alto, la legge di gravità è sbagliata. (e qui sette ottavi dei politici che leggono si bloccano e cominciano a dubitare della legge di gravità)

Anche per l’Azione Umana, è sempre possibile fingere. Puoi per esempio decidere di conteggiare nel PIL l’intera spesa delle aziende pubbliche e raccontare alla gente che andremmo in recessione se diminuissimo la spesa pubblica. E’ come dipingere il termometro  ai 37° per fingere di non avere la febbre.

Ma sto divagando, torniamo all’OCSE. Allora:

  1. Se non diminuiamo le tasse, nessuna attività che prima rendeva e adesso non più, tornerà redditizia da sola. Il freddo che sentiamo non è una nevicata passeggera. E’ che ci siamo chiusi nella cella frigorifero. Apriamo la porta, o aspettiamo tempi migliori?
  2. Dal momento che chiudono svariate migliaia di aziende al giorno, se ne deduce abbastanza facilmente che l’aggiustamento del numero di imprese redditizie, in base alla tassazione e ai vincoli burocratici attuali, non è ancora terminata. Siamo ancora in divenire. E a derivata negativa. Il termostato della cella frigorifero continua a scendere.
  3. Se le aziende continuano a chiudere, di riflesso il numero di persone che lavorano diminuisce, conseguentemente, diminuisce anche il numero di coloro che mangiano.
  4. Quando coloro che NON mangiano sono un numero sufficientemente ampio, accadono fenomeni come quello di Preiti. Ma accadono su una scala molto più vasta. Quando questo avviene, generalmente gli affamati dimenticano il tipo di sistema politico nel quale sono immersi e reagiscono alla stessa maniera in tutti i casi:  guerra civile e l’impiccagione, la fucilazione o la decapitazione di svariati politici.  Purtroppo non hanno la lucidità di capire che un governo “democraticamente eletto” se ti riduce alla fame lo fa per il tuo bene, mentre se lo fa un governo dittatoriale allora no. Si sa la fame gioca brutti scherzi.

Quindi la domanda da fare all’OCSE è:

Per quale motivo aneli ad una guerra civile in Italia? Che ci guadagni? Chi ti paga per cercare di scatenare il massacro? Ti sta antipatico il popolo italiano, vuoi vedere morire qualche politico e sei disposto ad avere una guerra civile nel centro dell’Europa?

Leggendo l’articolo infatti, si ha sempre più la certezza che o l’OCSE è veramente un organismo allo scopo di promuovere il collasso economico e sociale, oppure stanno attentando scientemente e per qualche motivo celato alla vita in Italia. Esagero? No affatto.

La prima proposta che incontriamo è “aumentare la base imponibile eliminando le “agevolazioni fiscali senza giustificazione economica”.

Chiaro che la giustificazione economica di una agevolazione fiscale è un concetto completamente arbitrario e che l’insieme delle agevolazioni fiscali da eliminare va da zero alla totalità delle agevolazioni a seconda del potere e dell’arbitrio del funzionario preposto.

In ogni caso “aumentare la base imponibile” a casa mia significa “aumento della tassazione”. Chi prima era esentato adesso paga, chi prima pagava un pò meno, dopo pagherà di più.

Questa prima proposta è la migliore per andare direttamente alla guerra civile, ma all’Organizzazione per il Collasso Economico non scherzano e poco dopo arriva addirittura il Generale di Stato Maggiore a sparare cannonate:

Per ridurre il costo del lavoro, il segretario generale Ocse Angel Gurria ha affermato che si possono fare tre cose per compensare: “Imposte sui consumi come l’Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di CO2

Secondo il Genio Capo Supremo, per recuperare i soldi restituiti ai cittadini, cioé per far finta di restituirglieli e poi tenerseli ridendogli in faccia, si potrebbe diminuire il costo del lavoro, ma siccome per decreto divino tutte le manovre devono essere fatte SENZA RIDURRE MAI E POI MAI LE ENTRATE STATALI, bisogna fottere i cittadini in una maniera più astuta: tassando i consumi, le proprietà e l’aria respirata.

Qual è lo scopo manifesto e l’effetto di una tale idea?   E’ ovvio, diminuendo le tasse sul lavoro, la gente tornerebbe a lavorare, facendo ugualmente la fame perché qualunque acquisto sarebbe tassato da un IVA maggiore di quella attuale, con la quale già si appropriano del 21% delle tue fatiche, pagando multe periodiche su ogni bene duraturo che nonostante tutto e ostinatamente sono riusciti ad acquistare (tasse sulla proprietà). Questo ovviamente sul mercato interno, perché probabilmente le aziende lavorerebbero con l’estero per poter rimanere in vita. In questo modo:

  1. Il lavoro rimarrebbe producendo beni acquistati però al di fuori dell’Italia.
  2. I soldi in ingresso finirebbero nelle tasche dei lavoratori italiani, dalle quali però evaporerebbero ben presto per tornare per il 70% nelle mani dello Stato tra IVA e tasse di proprietà
  3. Lo Stato potrebbe con quei soldi far campare degnamente i politici italiani, finanziare l’OCSE e restituire il resto dei soldi agli esteri tramite pagamento di debito e interessi sul debito.

Chi lo prende dove non batte il sole, mi pare sia evidente a voler seguire queste semplici ricette.

Tralasciamo poi la tassa sulle emissioni di CO2, in quanto vi ricordo che ogni essere umano respirando emette CO2, nonché ogni essere vegetale durante la notte, nonché qualsiasi caminetto, stufa, caldaia.

Quando si dice “tassare anche l’aria che respiri”.

 

 

 

Tag: , , , , ,

Alea Iacta Est

Due mesi non sono stati sufficienti ai derelitti del PD per comprendere di aver perso le elezioni e per capire quello che io avevo scritto un minuto dopo il voto. Sono riusciti ad implodere su se stessi in un impeto di tafazzismo fuor dal comune. Ma che fossero una manica di coglioni era risaputo. In ogni caso, per non fare la “Grosse Coalition”, semplicemente perché l’altro lato era composto dai paria del voto: quelli che se pure prendono quanto loro valgono un terzo e sarebbe meglio se fossero schiacciati come serpi sull’altare della “presentabilità presunta”, per non fare la Grosse Coalition, dicevo, sono riusciti a non fare neppure il presidente della Repubblica.

Devo dire che ho passato le elezioni presidenziali a ridere come un matto. Lanciati a 200 Km/h contro un muro e con alla radio la voce del Berlusca che diceva: “FRENATE!”. E loro ad accellerare perché l’ha detto il Berlusca e quindi BISOGNA fare tutto il contrario. Anche se il muro è là.

Certo parte dell’elettorato del PD è composto da bambini mocciosi che se pure perdono, battono i piedi e vogliono che il mondo cambi affinché loro si trasformino in vincitori, frignano e si lagnano affinché possano governare senza numeri, o più pateticamente, cercando una coalizione con un movimento di protesta trasversale come quello grillino.

Che fosse trasversale ovviamente, per questa gente è un dettaglio da poco, era ovvio che dovessero comportarsi come costola del PD, e sticavoli a tutti coloro che han votato M5S partendo da CDX.

Comunque alle elezioni presidenziali i nodi vengono al pettine. La parte del PD ancora ragionante prova a candidare Marini. I fusi di cervello glielo bocciano.

Allora Bersani fa una piroetta e da fautore delle larghe intese, torna sui suoi passi per accontentare gli estremisti antiPDL. PRODI.

Stroncato pure lui, stavolta da parecchi dei ragionanti.  Esce fuori Rodotà: un simpatico signore in politica da altrettanti anni di Marini, con la stessa età dello stesso, solo di estrazione comunista d’antan come si confà a qualcuno che debba fare danni.

Non ho capito il motivo logico per cui i grillini si siano tanto affezionati a questa figura, tanto da proporlo come panacea dei mali italiani, e attribuirgli la qualifica di “presidente voluto da tutti gli italiani”.

Maddeché ? Ma io un altro comunista non lo volevo proprio. E come me penso TANTI E TANTI italiani. L’unica cosa in più che aveva Rodotà rispetto a Marini era ovviamente la netta distanza dal PDL e da Berlusconi, e avrebbe pertanto potuto mantenere il livello di scontro a quello che è stato per diverse decadi.

Esattamente l’idea che scorre nella testa dei bambini mocciosi di cui sopra, ai quali non frega assolutamente nulla di non fare un governo, non fare riforme, non fare niente. L’importante è che non faccia neppure il PDL.

Ecco quindi che la candidatura di Rodotà era ben vista SOLO PERCHE’ GARANTIVA (forse) la mancanza di larghe intese. Il Comunista Rodotà, come il Comunista Prodi, sono stati chiesti non per le loro dubbie (o indubbie) capacità, ma solo perché garantivano il proseguo dello scontro frontale sulle palle degli italiani tra “destra” e “sinistra” italiane.

Chiaro che l’insulto è comodo, perché non deve mai essere verificato dalla prova dei fatti. Ma chiaro anche che in teoria in parlamento ci si sta per FARE e non per FAR PASSARE IL TEMPO insultandosi l’un l’altro, mentre si maturano mensilità.

Specie in un momento in cui, causa 40 anni di becero socialismo, siamo con le pezze al culo e le persone muoiono come mosche nonostante noi si sia in tempo di “pace”.

Fortunatamente la teoria dello scontro fino alla fine tra i due maggiiori partiti italiani non ha avuto i voti e si è dissolta con l’intero partito del PD.

La rielezione di Napolitano è stata la piena e più totale sconfitta, sia del PD che della politica in generale. Si sono dimostrati incapaci di fare qualunque cosa, perfino di sceglier un presidente non di tutti, ma neppure di maggioranza come fecero con Napolitano I.

Napolitano II , è stato il “time over” della politica. Il tempo è finito, avete perso, e per forza di cose c’è dovuto tornare un 87 enne che stava già con la testa alle Bermuda. Non è stato “scelto”, nel senso più vero del termine, ma è stata la CONSEGUENZA del non scegliere e del non fare un cazzo dilazionato per due mesi.

Non credo di poter essere tacciato di simpatie per Napolitano, ma nel frangente, ha la stessa idea mia, quindi sono piuttosto soddisfatto della sua rielezione: il suo discorso è molto simile alla mia soluzione unica, e inoltre non ha mancato di bastonare selvaggiamente il PD tafazziano.

In questo concordo con Berlusconi quando dice di aver apprezzato moltissimo il discorso di Napolitano, e questo non perché debba fare sviolinate sul Berlusca, ma semplicemente perché é quel che ho detto io già da due mesi. Se Berlusconi è d’accordo con me e Napolitano pure: bene vuol dire che entrambi sono su decisioni giuste.

Detto ciò, adesso e con due mesi di ritardo, andrà fatto un governo di coalizione che faccia le riforme GIUSTE, e non le idiozie. In accordo a quanto detto a suo tempo, andranno fatte soprattutto e alla peggio anche soltanto, le riforme economiche, con una dieta paleolitica per le spese statali e l’abbassamento netto della pressione fiscale, una selvaggia delegiferazione e una riforma della magistratura.

Tutto il resto può attendere.  Non che non sia necessario, ma è meno urgente di quanto detto sopra.

Badino bene i signori che mettono su il governo di larghe intese: non hanno ancora salvato nulla. Né dell’Italia, né dei loro partiti, né delle loro vite.

Hanno la possibilità, di comune accordo di abbassare nettamente le imposte, abrogare il regime fiscale assassino, ripristinare la certezza del diritto. MA SE NON LO FANNO, o se ci ripropinano un altro governo di merda come il governo Monti, dei professori dei miei coglioni che pensano a come estrarre soldi, invece che come produrli, sarà l’olocausto.

La decisione di larghe intese è giusta. Giustissima. Unica e Inevitabile. Ma è il punto di partenza. Un fallimento lungo questa strada non ammette nuovi tentativi. La riedizione dello governo Schiatta Italia avrebbe una delle seguenti conseguenze:

1) Monocolore Grillino con maggioranza Bulgara alle prossime elezioni.

Con tutto ciò che ne consegue, per la politica ovviamente e purtroppo pure per noi per le idee economiche sballate che hanno costoro. Il M5S non ha mai pensato che il potere statuale sia eccessivo. Chiaro quindi che in un monocolore M5S possiamo aspettarci ancor più potere da parte di organi dello Stato e ancora più arbitrario per i motivi che noi conosciamo bene.

2) Guerra Civile a metà mandato con venuta al potere di leader armati, caduta della Repubblica e instaurazione di governi di guerra o similia.

Basta analizzare i commenti dei vari giornali conseguenti la rielezione di Napolitano per accorgersi che, oltre al fatto che Napolitano è diventato servo di Berlusconi a detta di alcuni, tutto il panorama forcaiolo italiano da Repubblica a FattoQuotidiano la vedono come una prova di “inciucio gattopardesco” con l’unico scopo di non cambiare nulla.

Ecco. Non solo questo non è più possibile, visto che causa gli effetti su-indicati. Ma inoltre le riforme GIUSTE dovranno esser fatte alla svelta, perché il malcontento generale, che alimenta il M5S e le posizioni Travagline, sarà sconfitto SOLO CON UNA EVIDENTE RIPROVA FATTUALE DELLA BONTA’ ECONOMICA DELLE DECISIONI PRESE.

I privati devono ricominciare a guadagnare per il loro sozzo profitto, che mi auguro sia tanto, la gente deve tornare a lavorare nel privato e deve tornare a guadagnarsi i denari che, non possono essere né stampati, né inventati né “redistribuiti”, ma devono essere PRODOTTI.

Il dado è tratto. O un governo che per la prima volta nella storia della repubblica prende decisioni economicamente giuste e importanti, oppure sarà probabilmente l’ultimo governo della storia repubblicana.

Non posso certo dire che la prospettiva di “inciucio gattopardesco” sia da escludere a priori, non posso dire che i Travaglini e i Grillini sbaglino a temerla e l’unico motivo per cui non sono a spingere affinché l’ antipolitica trionfi, è SOLO perché l’attuale antipolitica ha idee economiche che sono pure anti-vita.

In linea teorica hanno ragione dicendo quel che dicono. Sarebbe da appoggiarli, ma quando la soluzione ai problemi economici poi è “suicidiamoci sorridendo”, capite bene che il mio appoggio a mettere in pratica tali “idee” non ci sarà mai.

 
1 Commento

Pubblicato da su 23 aprile 2013 in crisi economica, cronaca, politica, socialismo, tasse

 

Tag: , , , , , , , , ,

Perché lo Stato vuole il Controllo della Moneta — di Hans Hermann Hoppe

Spettacolare articolo di Hoppe pubblicato dal Mises.org , e tradotto da Niccolo Viviani per il Von Mises Italia    . Vale la pena leggerlo, ripubblicarlo, stamparlo e darlo in mano a parenti e amici.

 

Immagina di essere al comando dello Stato, inteso come un’istituzione che ha il monopolio territoriale della decisione ultima in ogni disputa, incluse quelle che coinvolgono lo Stato stesso ed i suoi agenti e, per implicazione, che possiede il diritto di tassare, ovvero di determinare unilateralmente il prezzo che ogni suo suddito deve pagarti affinché tu possa esercitare il compito di decisore finale.

Agire sotto questi vincoli o, piuttosto, in assenza di vincoli, è ciò che costituisce la politica e l’azione politica e dovrebbe essere chiaro, sin dal principio che la politica, per sua vera natura, è sempre un male. Non dal tuo punto di vista, naturalmente, ma per coloro che sono soggetti alle tue regole come giudice ultimo. Prevedibilmente, userai la tua posizione per arricchirti alle spalle degli altri.

Più specificamente, possiamo prevedere in particolare quale sarà la tua attitudine e la tua politica per quanto riguarda il denaro e il sistema bancario.

Assumi di comandare su un territorio che si è sviluppato oltre la fase primitiva del baratto, dove c’è quindi in uso un comune mezzo di scambio: il denaro.

Prima di tutto, è facile comprendere perché saresti particolarmente interessato nel denaro e negli affari monetari: come detentore del potere statuale, in linea di principio, sei nelle condizioni di poter confiscare qualsiasi cosa tu voglia e ricavare per te un’ infinità di beni.

Ma piuttosto che confiscare i vari prodotti o beni di consumo, naturalmente preferirai confiscare del denaro. Perché il denaro, essendo il bene più facilmente scambiabile, ti permette di spendere il tuo ricavo, così da acquistare facilmente la più grande varietà di beni di consumo con la massima libertà e piacimento.

E’ fondamentale allora che le tasse che imporrai alla società siano pagate in forma di denaro, siano esse sulla proprietà oppure sul reddito. Infatti il tuo obiettivo sarà sempre quello di tentare di massimizzare i ricavi dalle tasse.

In questo tentativo, tuttavia, non potrai fare a meno di incontrare delle difficoltà piuttosto complicate. Inevitabilmente, i tuoi tentativi di aumentare continuamente i ricavi dalle tasse incontreranno un limite: tasse più alte, ad un certo punto, non comportano ricavi più alti ma ricavi più bassi.

Il tuo ricavo, il tuo denaro da spendere, diminuisce, perché i produttori, vessati da una aliquota fiscale sempre maggiore, semplicemente producono di meno.

In questa situazione, ti rimane solo un’altra opzione per aumentare o almeno per tentare di mantenere costante il tuo attuale livello di spesa: prendere a prestito i soldi che non riesci ad ottenere tramite le tasse.

Per fare questo devi andare dalle banche; da qui nasce il tuo particolare interesse per le banche e l’industria bancaria. Se prendi in prestito del denaro, queste ultime si prenderanno automaticamente un interesse sui tuoi ricavi futuri. Esse vorranno che tu rimanga nel business, vorranno che lo Stato continui nella sua attività di sfruttamento. E dato che le banche tendono a diventare grandi attori nella società, il loro supporto ti sarà sicuramente di aiuto.

D’altra parte però, come elemento negativo, se prendi in prestito del denaro dalle banche tu non solo dovrai restituirlo, ma dovrai anche pagare un interesse.

La domanda nasce spontanea data la tua posizione apicale: come posso liberarmi da queste restrizioni, dalla limitazione ai ricavi dovuta all’aumento dell’aliquota fiscale e dalla necessità di farmi prestare il denaro dalle banche dovendo però pagare un interesse?

Non è molto difficile vedere quale sarà la soluzione definitiva al tuo problema.

Puoi ottenere la desiderata indipendenza sia dai cittadini, che pagano le tasse, che dalle banche solo se crei il monopolio territoriale di produttore di denaro.

Sul tuo territorio, sei l’unico cui è permesso produrre denaro.

Ma questo non è ancora sufficiente; il denaro è un bene che, per essere prodotto, comporta necessariamente grandi spese: devi aspettarti di dover sostenere grandi costi per la sua produzione.

Molto più efficace sarebbe, invece, utilizzare la tua posizione di monopolista per abbassare i costi di produzione e la qualità del denaro sino ad arrivare vicino al costo zero!

Invece di una moneta di qualità così alta e quindi costosa come l’oro o l’argento, sarebbe meglio se sostituissi a questi un bel pezzo di carta senza valore che potrebbe essere prodotto praticamente a costo zero (normalmente, nessuno accetterebbe come mezzo di pagamento un pezzo di carta; sono accettati come pagamenti solo se sono dei titoli di qualcos’altro, titoli su qualche proprietà reale. In altre parole,dovresti sostituire pezzi di carta che erano titoli su denaro vero, su un bene reale, con pezzi di carta che siano titoli su niente).

In un’eventuale condizione competitiva, se ognuno fosse libero di produrre il proprio denaro, denaro che potrebbe essere prodotto a costo zero, è facile prevedere che tale denaro sarebbe prodotto in quantità tale da arrivare al limite dell’uguaglianza del ricavo marginale con il costo marginale e, dato che il costo marginale sarebbe pari a zero seguirebbe che anche il ricavo marginale, cioè il potere di acquisto di questo ultimo denaro, sarebbe zero!

Da qui deriva la necessità di avere, da parte tua, il monopolio della produzione del denaro di carta, cosi da restringere l’offerta ed evitare le condizioni dell’iperinflazione e la sparizione improvvisa e totale del denaro dal mercato (una fuga nei “valori reali”), tenendo presente che più si stampa denaro di carta più il suo potere d’acquisto diminuisce.

In una certa maniera, tu sei riuscito ad ottenere quello che tutti gli alchimisti e i loro accoliti hanno sempre tentato: hai prodotto qualcosa di valore (denaro con un potere d’acquisto) da qualcosa che praticamente non ha nessun valore. Che impresa!

A te non costa praticamente niente, e puoi andare in giro a comprare beni di grande valore, come una casa oppure una Mercedes; e puoi ottenere questi meravigliosi risultati non solo per te stesso ma anche per i tuoi amici e accoliti che, improvvisamente, scopri essere molti più di quanti pensassi (compresi molti economisti, che spiegano perché il tuo monopolio è essenzialmente qualcosa di buono e positivo per tutti).

Ma quali sono gli effetti?

Innanzitutto più denaro di carta in circolazione non influisce in alcun modo sulla qualità e quantità dei beni non monetari. Ci sono esattamente tanti beni e servizi quanti ne esistevano prima. Questa considerazione smentisce immediatamente la nozione, apparentemente considerata giusta da molti se non tutti i principali economisti, che “più” denaro possa in qualche maniera aumentare “la ricchezza sociale”.

Credere ciò, come fa chi propone quale via d’uscita efficiente e “socialmente responsabile” dai problemi economici la cosiddetta politica di “stimolo monetario”, equivale a credere nella magia: che le pietre, o piuttosto la carta, possano essere trasformate in pane!

Piuttosto, la moneta addizionale che hai stampato avrà due effetti di cui tener conto.

Da una parte, i prezzi saranno più alti di quanto lo sarebbero stati altrimenti e il potere d’acquisto di ogni unità monetaria si abbasserà.

In una parola, il risultato sara l’inflazione.

Più importante, tuttavia, sarà l’effetto redistributivo: tutta questa nuova massa di denaro non aumenta (o diminuisce) il totale dell’attuale ricchezza sociale (la quantità totale di tutti i beni della società), ma redistribuisce la ricchezza esistente in favore tuo e di chi ti è vicino, in favore cioè di coloro che ricevono prima il nuovo denaro. Tu ed i tuoi amici diventate più ricchi (aumentate la vostra ricchezza acquisendo una certa parte della ricchezza totale) alle spese degli altri (che diminuiscono la loro parte di ricchezza totale).

Il problema, per te ed i tuoi amici, di questa decisione istituzionale non è il suo funzionamento: infatti, funziona perfettamente, sempre a tuo (e dei tuoi amici) vantaggio e sempre alle spese degli altri!

Tutto quello che devi fare è evitare l’iperinflazione.

Perché in quel caso la gente eviterebbe di utilizzare il tuo denaro e correrebbe nel rifugio dei “beni reali”, togliendoti così la bella bacchetta magica. Il problema del monopolio del denaro di carta, se proprio bisogna trovarne uno, sta nell’estensione immediata della fuga verso i beni reali a tutta la società; il tuo operare verrebbe riconosciuto per la criminale rapina quale effettivamente è.

Ma questo problema può essere superato se, in aggiunta al monopolio della produzione di denaro, assumi la veste di banchiere ed entri nel business, fondando una bella banca centrale.

Adesso puoi creare dal niente anche del credito (senza avere prima risparmiato); sei in grado di poter offrire prestiti a condizioni migliori di chiunque altro, addirittura a tassi d’interesse pari a zero (o perfino negativi). Con questa nuova facoltà, non solo hai eliminato la tua vecchia dipendenza dalle banche e dall’industria bancaria; avrai ottenuto molto di più: renderai le banche dipendenti da te, potrai forgiare un’alleanza e una complicità permanente tra le banche e lo Stato.

Addirittura potrai evitare di essere direttamente coinvolto nel business del credito creato; quest’incombenza, insieme al rischio connesso con essa, puoi tranquillamente lasciarla nelle mani delle banche commerciali.

Quello che tu e la tua banca centrale dovrete fare sarà solo creare credito dal nulla e prestare questo denaro ad un tasso inferiore a quello di mercato alle banche commerciali. Invece di pagare tu l’interesse alle banche, saranno le banche a pagarlo a te!

E le banche, a loro volta, presteranno il nuovo credito ai loro amici ad un interesse appena maggiorato, ma sempre al di sotto di quello di mercato (per guadagnare dalla differenza tra i due tassi).

In aggiunta, per far sì che le banche siano particolarmente disponibili a lavorare con te, permetterai l’ulteriore creazione di una certa quantità di credito (moneta in assegni) collegati alla tua emissione precedente (il sistema bancario a riserva frazionaria).

Quali sono le conseguenze di questa politica monetaria?

Per gran parte, sono le stesse di quelle della politica di moneta facile: per prima cosa, una politica monetaria facile è inflazionaria. Quando si mette in circolazione più denaro i prezzi saranno più alti e il potere d’acquisto sarà più basso.

Secondo, anche l’espansione del credito non ha nessun effetto sulla quantità e qualità dei beni reali attualmente in esistenza. Né li aumenta né li diminuisce. Più denaro equivale, semplicemente, a più carta. Non fa e non farà crescere di una virgola la ricchezza sociale.

Terzo, il credito facile causerà una sistematica redistribuzione della ricchezza sociale a favore tuo e della banca centrale con il suo cartello di amici: riceverai un ricavo dall’interesse pagato sul denaro che hai creato praticamente a costo zero (al posto del denaro risparmiato con sacrificio da un vero ricavo precedente) e così faranno le banche, che potranno ricevere un interesse dai prestiti creati.

Sia tu che i tuoi amici banchieri vi approprierete di un ricavo  “non guadagnato”: vi arricchirete alle spalle dei risparmiatori di denaro “reale” (che ricevono un interesse più basso di quello che avrebbero ricevuto in assenza del denaro creato dal nulla ed immesso nel mercato del credito).

Dall’altra parte, c’è un altra fondamentale differenza tra una politica di moneta facile, stampa e spendie una di credito facile, stampa e presta.

Prima di tutto, una politica di credito facile altera la struttura di produzione, ovvero cosa si produce e chi produce, in maniera decisamente significativa.

Tu, il capo della banca centrale, puoi creare credito dal nulla. Tu non devi risparmiare denaro dai tuoi ricavi, non devi tagliare prima le tue spese, non devi astenerti dal comprare determinati beni di consumo reali (così come deve fare ogni persona normale se vuole prestare del credito a qualcuno). Devi semplicemente accendere la stampante e fissare il tasso d’interesse sotto quello richiesto dai prestatori sul mercato.

Abbassare l’interesse sul tuo prestito non comporta nessun sacrificio da parte tua (ecco perché questa istituzione piace così tanto).

Se le cose vanno bene, riceverai comunque un interesse positivo sul tuo prestito, se invece le cose non andranno bene, potrai sempre coprire le perdite in modo più semplice di chiunque altro: stampando una quantità addizionale di denaro di carta.

Senza costi e senza nessun rischio personale di perdite, puoi prestare del credito in modo indiscriminato a chiunque e per qualsiasi scopo, senza preoccuparti della solvibilità del debitore o della qualità del suo business plan. A causa del credito facile, certe persone (in particolare i banchieri d’affari), che altrimenti non avrebbero le qualità sufficienti per ottenere credito, e certi progetti (in particolare quelli delle banche e dei loro clienti più importanti), che non sarebbero considerati profittevoli e troppo rischiosi,  otterranno credito e verranno finanziati!

Essenzialmente, la stessa cosa accade alle banche commerciali all’interno del cartello bancario. Grazie alla loro speciale relazione con te, essendo coloro che ricevono per primi il prestito, anche queste banche potranno offrire credito dal nulla ai loro clienti ad un tasso d’interesse più basso di quello di mercato; e se le cose andranno bene per loro, andranno bene anche per le banche, se invece no, esse potranno sempre affidarsi a te, al monopolista della produzione del denaro, per lasciarsi salvare così come faresti tu in caso di necessità: stampando più denaro di carta.

Di conseguenza, anche da parte delle banche mancherà la necessaria attenzione nella selezione dei clienti e dei loro business plan e questa leggerezza le porterà a finanziare persone “sbagliate” e progetti “sbagliati”.

E c’è una seconda significativa differenza tra la politica stampa e spendi e quella stampa e presta che spiega perché la redistribuzione a favore tua e dei tuoi amici banchieri, messa in moto dal credito facile, prende la forma di un momentaneo ciclo di boom-bust, cioè di una fase iniziale di generale prosperità (di una generale aspettativa di aumento dei redditi e di ricchezza futura) seguita da una fase di generale impoverimento (quando la prosperità della fase di boom si rivela essere una mera illusione).

La fase di boom-bust è la conseguenza logica, fisicamente necessaria, del credito creato dal nulla, del credito non corrispondente ad un pari risparmio antecedente, del credito fiduciario (o come vogliamo denominarlo) e del fatto che ogni investimento richiede tempo e può mostrare il suo successo successo solo più tardi, in un determinato momento nel futuro.

La ragione del ciclo economico é tanto elementare quanto fondamentale.

Robinson Crusoe può dare in prestito a Venerdì del pesce (che non ha consumato). Venerdì può convertire questo prestito in una rete da pesca (ovvero può sostenersi mangiando il pesce mentre costruisce la rete), e con questa rete Venerdì, in linea di principio, potrà essere nelle condizioni di ripagare il prestito a Robinson, più l’interesse e avere ancora del pesce addizionale come profitto.

Ma questo processo è fisicamente impossibile se il prestito di Robinson è fatto solo di denaro di carta, una ricevuta dove c’e solo scritto “pesce”, ma che non corrisponde a pesce reale, dal momento che Robinson  non ha risparmiato niente, avendolo invece consumato (si è mangiato il pesce e ha dato a Venerdì un pezzo di carta con la scritta “pesce”!).

Quindi, necessariamente, Venerdì non potrà che fallire nel suo tentativo d’investimento.

In una economia semplice come quella del baratto, questa verità è immediatamente visibile. Venerdì non accetterebbe mai del credito sotto forma ricevute cartacee (ma solo credito cui corrispondono valori reali) e, per questo motivo, il ciclo economico non avrebbe mai inizio!

Ma in una economia complessa come quella monetaria, il fatto che il credito sia stato creato dal nulla con denaro di carta non è evidente: le banconote di denaro dal nulla date a credito sono esattamente uguali alle altre (quelle create con il risparmio vero) e, per questo motivo, esse sono accettate da coloro che prendono a prestito (Venerdì).

Ma questo non cambia la verità fondamentale: niente può essere prodotto da niente e progetti d’investimento intrapresi senza un finanziamento reale (derivante da risparmio reale) devono fallire. Ma questo spiega anche perché la fase di boom, una fase di crescita del livello degli investimenti accompagnato dalle aspettative generalizzate di un aumento dei redditi e della ricchezza può avere inizio (Venerdì infatti accetta le note con la scritta “pesce” invece di rifiutarle immediatamente).

Questo spiega anche perché ci vuole del tempo prima che la realtà fisica venga fuori e riveli comeillusorie certe aspettative.

Ma cosa significa per te, capo dello Stato, una piccola crisi? Proprio perché il tuo cammino verso il potere avviene tramite crisi ripetute, causate dal tuo regime di denaro di carta e dalle politiche della banca centrale, dal tuo punto di vista questo sistema di stampa e presta, che redistribuisce a favore tuo e dei tuoi amici banchieri, anche se meno immediato ed efficace di quanto possa essere il sistema più semplice di stampa e spendi, è ancora largamente preferibile a quest’ultimo, perché molto più difficile da individuare e da comprendere per ciò che veramente è!

Piuttosto che essere riconosciuta come una pura e semplice truffa organizzata da un parassita, perseguendo una politica di credito facile puoi pretendere addirittura di essere visto come qualcuno impegnato nell’altruistico obiettivo di “investire nel futuro” (piuttosto che spendere nelle frivolezze quotidiane) e nel curare la crisi economica (piuttosto che nell’averla causata).

In che meraviglioso mondo viviamo!

 

Tag: , , , , , ,

Ma quanto fanno schifo!

Mio Dio che merda.

Non basta che si siano presi DUE mensilità per non fare un beneamato cazzo, perché sono due mesi che traccheggiano senza decidere chi cazzo debba governare il paese. Non basta Bersani, che dice che il “governissimo” non è la cura, e che quindi NON FARE UN CAZZO è meglio che lavorare in un governissimo.

Non basta che, incredibile a dirsi e a sentirsi, per il prossimo inquilino del Quirinale si fanno nomi di feccia d.o.p. riciclata come Romano Frodi, oppure completamente fuori posto come Gino Strada, e addirittura la Gabanelli. Ma come cazzo si fa???  Ma chi è sta manica di coglioni? Ma se non sono EBETI, di SINISTRA e RICICLATI non li vogliamo? Mister Merda Amato????? MARINI ?? Un altro fottuto sindacalista? E perché non ci tagliamo pure tutti i coglioni, oltre ad eleggere sti qua? LA FINOCCHIARO??????????????

Ma come cazzo si fa anche solo a pensare alla Finocchiaro? Non è che siccome sono donne, devono per forza essere in gamba, messaggio per tutti. Esistono un sacco di donne incapaci e stupide. Il fatto che oltre ad essere donna sia pure brutta da non potersi guardare in faccia, non è un sintomo di intelligenza. E’ una constatazione che madre natura, sul piano fisico non sia stata magnanima. Ma esattamente come per la Bindi, questo non significa che invece sia stata magnanima di qualità intellettive. Se i nomi sono questi, fatemi un favore, metteteci un cavallo al Quirinale.

Non basta che la sinistra, uscita praticamente sconfitta dalle elezioni abbia già Presidente del Senato e della Camera, ma come usualmente le capita, vuole pure la Presidenza della Repubblica, e tutto ciò per permettere di far governare un papocchio con PD e un pò di Grillini, che cadrà alla prima legge utile.

Non basta che prima di mettersi a NON FARE UN CAZZO per due mesi, abbiano sistemato le cose in modo tale da uccidere una azienda ogni 3 minuti e provocare un suicidio ogni 3 giorni.

Il peggio è quando li senti parlare di come risollevare il paese. E’ lì che ti accorgi che NON NE SANNO UN CAZZO e che quindi non potranno mai risollevare nulla.

A sinistra non ne parlano proprio. A loro non interessa la veniale questione economica, ci saranno cose ben più importanti che il pane e il companatico che mancano, su cui ragionare:  le unioni civili per esempio, oppure una bella e attesissima legge sul conflitto di interessi, la quale se fatta bene (e non lo sarà) porterà vantaggi nell’arco temporale di 15-20 anni… Oppure perché no? Una bella legge elettorale. Se poi a qualcuno di costoro passasse in mente di disquisire di meri e bigi problemi materiali, gli unici aborti che partoriscono sono soluzioni orwelliane di sparizione del contante o patetici tentativi di aggirare la legge che non ti puoi consumare quello che non produci.  SCHIFO, SCHIFO E DISGUSTO.

Allora guardi al Movimento Cinque Stelle.

E loro neppure vogliono avere a che fare col principio di Realtà. Idee alla rinfusa, in conflitto tra loro e avulse dalla realtà.

Il “reddito di cittadinanza” mi sembra giusto, perché affannarsi a produrre per poi mangiare quando è più comodo mangiare a basta?  Che fessi i Sumeri a non averci pensato prima. Però la TAV no, produciamo verde, che costa di più e non funziona, mi raccomando coi pannelli solari finanziati dal pubblico e avanti con stronzate new age. Mettiamo la moneta auritiana, stampiamole a quadrucci verdi luccicanti e dichiariamo che sono di tutti, vedrai come si trasformano in bistecche. Anzi no, in zucchine, saranno pure vegetariani?

Allora vai a vedere che dicono nel PDL. Nel PDL  è più facile, parla solo uno: Berlusconi. Poi Alfano ripete le stesse cose. Gli altri stanno zitti e giocano a carte coi colleghi della sinistra. E Berlusconi si, spesso dice cose più sensate in economia. Riduciamo la pressione fiscale. Aboliamo l’IMU, snelliamo la burocrazia. Peccato poi la messa in pratica sia risultata molto discutibile (L’idea del ministero per la semplificazione legislativa non era brutta, se avesse semplificato le leggi, la pressione fiscale non è diminuita) e quando anche riesci a togliere una tassa come l’ICI, i compagni te la riappioppano subito rendendo inutile e vano il lavoro svolto.

Ma Berlusconi ha un difetto. Voi direte: “Uno solo????”  Parlavo in senso economico. La sua visione microeconomica è giusta, essendo stato imprenditore per una vita ed avendo gestito cose reali e non discettato del sesso degli angeli assieme a Bersani, D’Alema, Romano Prodi, Casini e Vendola. Purtroppo quando si tratta di analizzare il livello marco economico, non ne sa e si lascia influenzare dal mainstream che vuole il “prestatore di ultima istanza” come soluzione a tutti i mali.

Soluzione che funzionerebbe benissimo, se il prestatore fosse in grado di prestare, senza perdite di tempo un numero illimitato di beni reali a chi ne facesse richiesta.

Purtroppo con la tecnologia di cui siamo in possesso, possiamo tutt’al più prestare foglietti di carta o determinate configurazioni di bit in un float a 64 bit. Quindi questa soluzione FA CAGARE. Non serve ad una beneamata fava, non più di quanto possiamo mangiarci i foglietti di carta o i bit.

Allora pensi che forse però, qualcuno che spieghi le cose come stanno, lo puoi trovare sui giornali.

Invece se i giornali di sinistra si limitano  a seguire i partiti nel loro fregarsene di mere questioni economiche, mentre incentrano le prime pagine sulla cronaca politica, i giornali di destra fanno peggio.

Se Berlusconi infatti pensa di risolvere il problema macroeconomico europeo tramite il prestatore di ultima istanza, questi altri hanno rilanciato al buio, incartandosi su ragionamenti circolari secondo cui il problema è la Germania e l’Euro. Incitando così la popolazione a lasciare una moneta forte per una moneta del cazzo, la nuova lira, guidata da gente come Frodi, la Finocchiaro, o Bossi o Tremonti o qualunque pseudopolitico del cazzo italiano. Seee, usciamo dall’euro, che il problema è che non ci permettono di stamparci le bistecche, questi affamatori europei.

Io sinceramente, mi sono veramente rotto il cazzo di questo paese di merda e del letamaio partorito dai cervelli in pappa delle persone che contano qualcosa nei confini patrii.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 16 aprile 2013 in cronaca, giornali, politica

 

Tag: , , , , , , , , , , ,