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Diritti degli animali ??? -Repost

29 Mag

Su richiesta di Giostark, ripubblico questo post che analizza la sbornia di diritti concessi agli animali a discapito dei diritti umani, i quali invero in questa crisi stanno dimostrando quanto fossero fintamente garantiti e quanto i NOSTRI diritti umani veri siano minacciati e siano quelli di cui ci dobbiamo preoccupare. A Giostark e anche agli altri dico che il software per estrarre i post dal blog ce l’ho. Non posso però reintrodurli automaticamente e quindi non li ho mai postati tutti. In ogni caso se chiedete sono pronto a cercarli e pubblicarli.

 

 

Sinceramente, dopo il politico ed il giornalista (anche se qui qualcuno si salva), la categoria che più mi sta sulla punta del cosiddetto, è l’ambientalista.
Non perché non reputi la causa onorevole, ma perché come al solito, pretendono di imporre le loro idee a scapito delle idee e delle libertà di tutti gli altri.
La branca contro cui mi scaglio in particolare, e quella capeggiata dagli animalisti. Prendo spunto da un articolo di libero , che viene riportato qui (la versione originale non l’ho trovata online), nella quale si appoggia in maniera piuttosto chiara, l’interrogazione parlamentare di Benedetto Della Vedova, uno che si dice liberale quindi, per

promuovere iniziative per introdurre, sia in Italia che a livello europeo, ulteriori restrizioni (secondo quanto già fatto sulle pelli di cane e gatto con l’Articolo 2 della Legge 189/04 in materia di maltrattamento degli animali) all’importazione di pellicce da Paesi nei cui allevamenti non siano verificabili e rispettate condizioni minime di benessere animale

Se queste sono le proposte avanzate da un liberale, figuriamoci che può fare un marxista….
I cinesi torturano gli animali allevati allo scopo di fare pelliccia. Qui c’è già una buona notizia.

I cinesi allevano appositamente animali per produrre pellicce. Evitano quindi di cacciarli e di ridurli all’estinzione.

La cattiva notizia invece è che lo stato italiano, non pago dell’ottima prova in campo economico e sociale che sta ottenendo da venti anni a questa parte in Italia,  si  diletta in insegnamenti su come trattare gli animali alla Cina, e vuole costringere tutti gli italiani ad adeguarsi ai suoi pensieri.

Ora, a me maltrattare gli animali fa schifo.
Ma da qui a concedere gli ormai famigerati diritti ad essi, ce ne passa di acqua sotto i ponti.

Proviamo ad immaginare un mondo nel quale effettivamente e non soltanto di facciata, esistano i suddetti diritti.

Tutti gli animali sono uguali di fronte alla legge
dovrebbe essere questo il primo articolo. Altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarmi il motivo per il quale dovremmo differenziare gli animali a seconda delle specie. Non sarebbe un provvedimento razzista accordare al cane dei diritti che il gatto non ha?
Deciso dunque che tutti gli animali sono uguali, andiamo avanti.
Gli animali possono essere uccisi???
Chiaro che un mondo in cui tutti gli animali non possono essere uccisi, e fortemente utopico, oltreché ingestibile.
Pensate che macello se quando schiacciate una mosca vi beccate 300 euro di multa. E le zanzare?
E gli scorpioni che ogni tanto infestano le case?
Oltre al fatto che, ovviamente, diventeremmo tutti forzatamente vegetariani.
Pensate inoltre che il riconoscere tali diritti agli animali, fa decadere di fatto il concetto di proprietà di un animale. Nessuno può essere più proprietario di animali. Non puoi dire
“io ho un cane”
ma piuttosto:
“c’è un cane che vive con me”
Questo ovviamente perché si è proprietari di cose, oggetti che non hanno diritti. Io il mio PC posso anche sfasciarlo in mille pezzi, magari torturandolo un pò, ma nessuno si sogna di dirmi che non posso, perché è di mia proprietà.
Discorso a parte merita la frase “mio figlio”, in quanto l’aggettivo mio non ha valore di proprietà quanto di identificazione del genitore.
In un attimo abbiamo notato dunque che concedere diritti agli animali implica automaticamente l’annichilimento del diritto di proprietà, e la nascita di una nuova figura giuridica. L’animale.
Resta da studiare un apposito codice penale che punisca l’animale quando sbaglia, in quanto il padrone dello stesso non esiste più.

Ma limitiamoci anche all’idea che si possa stabilire una “proprietà limitata” <—> concetto che aborro, e che ci sia concesso di ammazzare gli animali per determinati fini.
Sorge lo stesso alcuni insormontabili problemi.
Primo tra tutti: chi decide i fini, come al solito diviene il sostanziale proprietario dell’animale. Ma l’esempio della zanzara o della mosca rimane lampante.
Ammazzo una mosca perché mi da fastidio.
Perché non potrei farlo con il mio cane???
Se viceversa è ammesso il fine “mi da fastidio”, allora la legge si modifica in:
è sempre concesso uccidere i propri animali
Questo perché ovviamente il motivo di fastidio è completamente soggettivo.
Allora l’unico diritto che ancora si può concedere ad un animale è quello del metodo di uccisione.
E già a questo punto, parlare di diritti mi sembra esagerato.
Come se mi dicessero che gli ebrei avrebbero goduto di diritti qualora fosse stato codificato che potevano solo venir gasati…..
Ma ugualmente, se concediamo l’uguaglianza agli animali, il caso della mosca o della zanzara viene ancora a rompere le uova nel paniere dell’ingegnere sociale di turno.
Chi decide quale metodo di macellazione è giusto????
Il metodo “schiacciamento”, attualmente utilizzatissimo per le mosche, è giusto o sbagliato?
Dobbiamo forse utilizzare la sparachiodi per uccidere le zanzare la notte???
Ma se invece è giusto, posso legare il gatto e poi schiacciarlo di retromarcia????

Allora il prode ingegnere sociale ne pensa un’altra. Inventa il termine “maltrattamenti”
E qui raggiunge l’apice dell’apoteosi dell’arbitrio imposto per legge.
E’ maltrattamento torturare un animale.
E’ maltrattamento vivisezionarlo per scopi medici.
Pare invece che i cani godano a vivere legati per il collo ad un metro di catena.
O i polli  a stare in batterie di 1 metro quadrato addossati l’uno all’altro.
Il bove che tira l’aratro poi, fa la fila per poterlo fare.
Per non parlare dei cavalli in lista d’attesa per poter portare gli uomini a bighellonare in giro.

In questa rapida descrizione dei problemi connessi al riconoscimento dei “diritti degli animali”, abbiamo accertato che l’ipotesi di partenza è sbagliata, in quanto porta automaticamente ad un assurdo.
Dunque i diritti degli animali sono solo per alcuni. Per parafrasare i comunisti, abbiamo animali di serie A e di serie B.
Ma anche qui sorge la spontanea domanda. Chi decide quali sono di serie A????
Ma è ovvio, l’ingegnere sociale di prima.
E lo decide per i suoi animali?
No, lo decide per tutti gli animali.
E adesso si spinge pure a rompere i coglioni agli ingegneri sociali degli altri stati. Sempre, ovviamente a scapito di noi comuni mortali che sopporteremo le conseguenze dei soprusi di questi pezzi di sterco.
Adesso vogliamo limitare l’importazione di pellicce perché lo stato cinese, che secondo la dottrina statale è sovrano in Cina ha idee diverse dai nostri ingegneri sociali su come trattare alcune specie di animali. Noto dall’articolo che già la buona Eurss ha vietato / ristretto il commercio di pellicce di cane e gatto, oltreché dell’uso degli stessi per uso alimentare.   Notate che in cina il cane si mangia ed è pure apprezzato.
Ma i cinesi non prendono il MIO cane e se lo mangiano. Si allevano i LORO cani e se li mangiano.
“Noi”  vogliamo che NON allevino i loro cani e NON mangino i loro cani.
“Noi” vogliamo che NON allevino i loro cani e NON si coprano con le loro pelli.

Pensate che bello non appena altri furbi ingegneri sociali propongono queste leggi in altri Stati.
In India, potrebbero interrompere le relazioni commerciali con l’Italia, paese che osa mangiare la mucca che per loro è sacra (qui potrei dire una imprecisione, ma la sostanza è la stessa). Niente più import export con l’India fino a che non smettiamo di mangiare bovini.
Gli arabi, seguendo lo stesso ragionamento fichissimo, potrebbero vietare la vendita di petrolio nei paesi impuri che mangiano la carne di maiale. E il loro ragionamento non farebbe una grinza.

E la domanda che dovete farvi è: chi ci rimette?
Ci rimette la popolazione. Ci rimette l’italiano, che non può in alcun modo coprirsi con pelli di cane. Anche se a lui il cane fa schifo.
Ci rimette l’italiano che invece il cane lo vorrebbe mangiare (magari ce ne sono) ma non può a causa dell’ingegnere sociale di cui sopra.
Ci rimette il cinese o l’arabo, che sempre a causa di un ingegnere sociale non può vendere pelle di cane oppure petrolio agli italiani.

Eppure la soluzione c’è ed è a portata di mano. Vuoi salvare un milione di cani dallo sterminio cinese?
Ebbene, caro ingegnere sociale, comprateli e mantieniteli. Io sarò il primo a difenderti qualora qualcuno volesse rubarteli o ucciderteli.
Ah, ovviamente, fallo con i tuoi soldi. Dovessi ritrovarmi con ingenti spese di denaro pubblico per ricettare i cani cinesi….

Tra l’altro, si può notare che, mentre madre natura ha creato una sorta di regolamentazione interna alle specie animali, si è ben guardata dall’introdurla tra diverse specie. Un motivo ci sarà pure…
Le idee animaliste somigliano sempre più a deliri di onnipotenza

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Pubblicato da su 29 maggio 2013 in animali, diritti

 

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