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Discussioni libertarie

Questa sera, come spesso mi accade, ho discusso pesantemente su Facebook con qualcuno che non conoscevo. Dopo esserci vicendevolmente insultati e minacciati di morte, dopo aver giocato a chi ce l’ha più grosso dal punto di vista scientifico-culturale, siamo riusciti a pervenire ad una discussione pacata.

Ad un certo punto, costui scrive il seguente testo, sfidandomi a dimostrare logicamente che ha torto.

Analizzo il testo e rispondo su queste pagine, principalmente perché scrivere un commento articolato su Facebook è una impresa e non favorisce la risoluzione di controversie.

[cut di insulti e minacce precedenti]

tentate se vi è possibile di confutare la mia tesi, dare opinioni a capocchia è facoltà di chiunque, dimostrare ciò che si afferma è esercizio ben più impegnativo. Se sostengo che chiunque sia liberista, non possa che avere palesi difetti sinaptici, non è per desiderio di proferire garbati apprezzamenti, verso che non ritengo degno di confronto, bensì perché ciò è facilmente dimostrabile. Ma passiamo oltre. Trovo che le tesi liberiste contengano implicitamente un’enorme confusione sul concetto di Stato. Cos’è lo Stato? Per definizione lo Stato è l’insieme dei cittadini, un insieme che si pone nei confronti del singolo come entità rappresentativa di tutti e di conseguenza degli interessi di tutti, in questo senso valgono dei paletti concettuali nei confronti delle azioni del singolo, un singolo si contrappone allo stato unicamente nel caso in cui le sue azioni siano lesive di altri componenti dello Stato, ergo non può essere lecita la libertà di ledere l’altrui libertà, ciò va comunque contro gli interessi collettivi. Vi sono state svariate interpretazione di come possa venir correttamente gestito il rapporto tra singoli e collettività, la democrazia rappresentativa è una di queste, è un sistema che personalmente ritengo sia una grandissima puttanata, ma è una questione filosofica che si può rimandare ad altro momento. Soltanto un concetto in questo caso però è giusto sottolineare, lo Stato non è il governo, né tanto meno il parlamento, il Governo è un organo al servizio dello Stato, ossia di tutti i cittadini e ciò presuppone che debba fare l’interesse di tutti i cittadini, di tutti, non soltanto di alcuni e in caso che vi sia una contrapposizione tra una minoranza ed una maggioranza, che non possa trovare un compromesso accettabile, lo Stato deve fare gli interessi della maggioranza. (come da logica vulcaniana, il bene dei tanti conta più del bene di pochi o di uno). Perché questo avvenga è necessario che chi governa abbia a disposizioni risorse, risorse che vengono date in gestione al governo dai singoli cittadini in forma di tasse. Prima dimenticavo di citare una serie di “servizi” che da anarchico non ritengo tali: organi di polizia e sistema giuridico nel suo complesso. Si pretende che lo Stato non reclami il contributo dei singoli, ma questo significherebbe anche la scomparsa di organi di polizia e sistema giuridico, in altre parole, il capitale che vuole sostanzialmente farsi liberamente i cazzi suoi, accumulando risorse che potrebbero altrimenti venir utilizzati per il bene collettivo, pretende però che lo Stato difenda la sua proprietà. Bene, togliamo ogni tassa, facciamo sì che chi non ha risorse finanziarie non possa curarsi, che nei quartieri povere non vi sia manutenzione stradale, che i poveri non possano mandare i figli a scuola, però eliminiamo coerentemente anche tutti gli altri servizi che vengono pagati con le tasse! Tu accumuli danaro, io mi armo di Ak-47 vengo a casa tua, una bella raffica e ti tolgo dal novero degli esseri viventi senza alcun rischio di subire la repressione da parte dello Stato che non può più permettersi di pagare i poliziotti, né ti i giudici che emettano sentenze. Certo chi dispone di potere finanziario potrebbe anche costituire eserciti privati per proteggere la proprietà, ma non essendoci alcuna possibilità di ritorsione, gli uomini dell’esercito privato, pur nella loro stupidita tipica di chi indossa divise ed usa armi per vivere, potrebbero facilmente rendersi conto che migliorerebbero le loro condizioni di vita, se anziché proteggere l’altrui proprietà e ricevere in cambio delle briciole, rivolgessero le loro armi verso chi dovrebbero proteggere. Una bella giungla in cui vale la legge del più forte, che in questo caso non sarebbe più chi dispone di maggiori risorse finanziaria, ma chi dispone delle armi migliori e della più totale assenza di scrupoli. Ora provate a demolire questa tesi con la logica, o in alternativa rassegnatevi a mantenere un religioso silenzio!!!!

Devo dire che quando ho letto per intero questo papiro, sono stato piacevolmente sorpreso dal testo. I ripetuti incitamenti all’uso della logica non me li aspettavo proprio, considerato che il tizio sembra essere sinistroide dell’area bakuniana. (Magari prendo una cantonata nel definirlo così, ma non è interessante la cosa). Resta il fatto che con uno che promette di basarsi sulla logica e mi SFIDA a dialogare sulla logica… beh.. in Italia? Quando mi ricapita?  Proverò quindi a spiegare il mio punto di vista (e quello della scuola Austriaca di Economia, e quello dei libertari (da non confondere con i lib-dem, i liberisti (chi sono?) i liberali moderati, i liberal, i (!)  socialliberali, il PLI.). Speriamo che il tizio in questione mantenga le promesse e magari argomenti le controrepliche in maniera (civile e pacata è un di più) logica.

Analizziamo la prima parte.

Trovo che le tesi liberiste contengano implicitamente un’enorme confusione sul concetto di Stato. Cos’è lo Stato? Per definizione lo Stato è l’insieme dei cittadini, un insieme che si pone nei confronti del singolo come entità rappresentativa di tutti e di conseguenza degli interessi di tutti, in questo senso valgono dei paletti concettuali nei confronti delle azioni del singolo, un singolo si contrappone allo stato unicamente nel caso in cui le sue azioni siano lesive di altri componenti dello Stato, ergo non può essere lecita la libertà di ledere l’altrui libertà, ciò va comunque contro gli interessi collettivi.

Tante sono le definizioni di Stato date da tanta gente. Per Mises ad esempio è colui che ha il monopolio legale della coercizione in un dato territorio. Per me anche, ma è una definizione. Usiamo la sua.

Lo Stato è l’insieme dei cittadini. Ok

Che si pone nei confronti del singolo come entità rappresentativa di tutti

 Ok. Effettivamente “parla” a nome di tutti. Se infatti dichiara guerra al Congo, pure io mi trovo in guerra col Congo. Anche se a me, del Congo, potrebbe non fregarmi nulla.

Però poi dice “e di conseguenza degli interessi di tutti”.

E NO. Qua non condivido. Non puoi affermare che lo Stato faccia gli interessi di tutti. Lo Stato è una entità collettiva, quindi non in grado di agire né pro, né contro gli interessi di chiunque. Quindi ad essere contro o pro, e ad agire sono “coloro che governano” . Persone. Le persone, essendo esseri umani, sono soggette al Teorema dell’Azione Umana, che ci rammenta sostanzialmente che ognuno agisce per i suoi interessi personali (che possono essere egoistici, umanitari, solidaristici, di qualunque tipo.. ma suoi) Nessuno agisce nell’interesse di qualcun altro, a meno che questo interesse non coincida con il suo. (Cioé a meno che il provocare il bene di Terzi, non lo renda più vicino al suo scopo personale (che ancora può essere egoistico, umanitario, solidaristico, fisico o spirituale..).

La stessa definizione di “interessi di tutti” è una definizione collettiva priva di senso logico, se si pensa che ogni singolo cittadino ha interessi personali che spesso e volentieri collidono con quelli degli altri. Quando togli soldi da A per darli a B, non puoi identificare B come “interesse di tutti”, perché se così fosse, A, per suo interesse personale avrebbe già finanziato B, e comunque e semplicemente, perché A non è d’accordo, non è nel suo interesse quindi, nel darti soldi. In pratica, ci sarebbe da discutere (con scarsi risultati) su cosa sia “l’interesse generale” e come venga definito.

Quindi, non c’è nessun legame CONSEQUENZIALE per cui essendo “rappresentanti” della popolazione si debba essere “rappresentativi degli interessi di tutti”. Chiunque vada al Governo, fino a che sarà un essere umano, sarà rappresentante degli interessi suoi e di coloro che possono aiutarlo a raggiungere i suoi interessi.

Quando riusciremo a eleggere creature ultraterrene e il teorema dell’Azione Umana non sarà applicabile, questo cambierà. Ma fino ad allora, stiamo discutendo se sia opportuno dare del potere a determinati individui umani e, se si vuole dimostrare che in tal modo essi perseguiranno interessi DIVERSI dai loro personali, bisogna dimostrare in che modo li si costringe a farlo.

Potremmo  (e magari lo faremo) discutere a lungo sui metodi (inefficienti) per costringerli ad agire conto terzi, ma in ogni caso il fatto di essere rappresentanti dei cittadini non significa che DI CONSEGUENZA seguano gli interessi dei cittadini, (Ammesso di riuscire poi a definire questo interesse comune collettivo che potrebbe non esistere per 60M di persone).

Poi però il dibattente afferma che:

un singolo si contrappone allo stato unicamente nel caso in cui le sue azioni siano lesive di altri componenti dello Stato, ergo non può essere lecita la libertà di ledere l’altrui libertà, ciò va comunque contro gli interessi collettivi

Bene. Torniamo ad essere d’accordo.un singolo si contrappone agli altri cittadini unicamente nel caso in cui le sue azioni siano lesive di altri componenti dell'”insieme dei cittadini”, quindi non può essere lecita la libertà di ledere l’altrui libertà. L’ultima semifrase è ininfluente.

Secondo questa proposizione, un cittadino (quindi, avendo stabilito che lo Stato è fatto di persone e che solo quelle agiscono), QUALUNQUE ESSO SIA, non può commettere le seguenti cose:

  • Decidere chi può o non può comprare un’arma. Né chi può vendere o non vendere sigarette, francobolli, servizi domestici, servizi medici, servizi sanitari. (Non si lede alcuna libertà offrendo in vendita un servizio né comprando un’arma. Casomai lo si fa utilizzando l’arma in maniera scorretta o vendendo prodotti non veritieri, ma agire sugli acquisti  o le vendite è un processo alle intenzioni che viola chiaramente la LIBERTA’ di qualcuno di vendere prodotti veritieri o utilizzare le armi in maniera corretta)
  • Decidere che qualcuno debba acquistare per forza un servizio (ancor più ad un prezzo stabilito) . E’ chiaro che se mi costringi a comprare 30 mele al giorno a 2 euro l’una, non puoi blaterare di rispetto della libertà. E quindi ugualmente illegale costringere qualcuno a pagare servizi sanitari pubblici, scuole pubbliche, strade pubbliche, rai pubbliche, spazzini pubblici, etc. E’ possibile offrire il servizio sul mercato, è possibile impedire ai cittadini di usare determinati servizi senza pagarli, ma se invece imponi a qualcuno di comprarli (e pure a un prezzo che decidi tu) STAI LEDENDO L’ALTRUI LIBERTA’.

 

Andiamo avanti.

il Governo è un organo al servizio dello Stato, ossia di tutti i cittadini e ciò presuppone che debba fare l’interesse di tutti i cittadini, di tutti, non soltanto di alcuni e in caso che vi sia una contrapposizione tra una minoranza ed una maggioranza, che non possa trovare un compromesso accettabile, lo Stato deve fare gli interessi della maggioranza. (come da logica vulcaniana, il bene dei tanti conta più del bene di pochi o di uno).

Anche questa è una interpretazione semplicistica. Se tutto un paese trova bella la casa di Gianni Rossi e decidono di prendergliela e mandarlo sulla strada, stiamo facendo gli interessi di tanti (tutto il paese) a discapito del bene di pochi (di uno…. il solo Gianni).

La faccio ancora più perversa. Giacomo e Luigi hanno entrambi un cancro al polmone. Necessitano trapianto immediato.  Carla, ha due polmoni in perfetto stato.

E’ giusto fare il bene dei più (Giacomo e Luigi) espiantando i polmoni di pochi (Carla) ?

E se il rapporto 2:1 vi sembra poco, potremmo espiantare tutti gli organi di Carla (in vita) per salvare 20 persone. E’ giusto?????

Per l’amor di Dio, spero che siate d’accordo con me che NO.

E’ chiaro quindi che c’è una discriminante e questa discriminante è la proprietà privata. Perché, come spiega l’economia austriaca è vita ed estensione della stessa. Perché, come spiegato da Mises, non c’è libertà alcuna senza libertà economica e chi controlla tutti i mezzi, controlla tutti i fini…

Quindi, NO. Lo Stato in caso di contrapposizioni, dovrebbe tutelare la proprietà privata (e la vita) delle persone. Non fare il conto tanti o pochi. Il diritto di vita non può essere certo alla mercé di maggioranze varie…

Arriviamo poi alla discussione su “servizi di polizia” e “magistratura” che sparirebbero se non ci fossero le estorsioni di stato chiamate tasse.

Potrei dilungarmi su svariati autori libertari che hanno ipotizzato soluzioni di mercato per fornire servizi di polizia e di magistratura che adempiano allo scopo. Ma voglio affrontare il discorso da un altro punto di vista.

Se sono uno che ha accumulato soldi, e tu ti armi di ak-47 e vieni da me per rubare, anche in assenza di “tutela di stato”, io, che ho accumulato soldi è banale che abbia servizi di sicurezza privati, pagati coi miei bei dindi (che potrebbero pure essere in posti più sicuri di casa mia ma lasciamo perdere il caso). Quindi tu per farmi fuori e rubare i miei soldi dovrai comunque pagare un costo. Magari ti servono 10 mercenari, 10 ak-47 due jeep armate di mitragliatrice, soldi da garantire alla famiglia del mercenario se crepa e quant’altro. Insomma. Tu comunque affronti di tasca tua un COSTO. D’altra parte se fossi uno straccione, se anche non ci fossero soluzioni di mercato alla tutela degli straccioni (e come ti dicevo poco fa, molti ne han teorizzato il funzionamento), è poco probabile che mi attaccheresti, perché pagheresti sicuramente un costo minore, ma con ricavi nulli. Affrontiamo ora il caso in cui io ho accumulato soldi e tu vuoi derubarmi in regime di forza di polizia statale.  Sarebbe bello poter dire “non lo fai”. Ma in realtà lo fai, pagandone il COSTO. Esattamente come prima. Solo che adesso il costo è qualche mazzetta alla polizia o al politico di turno. Oppure, in maniera molto più semplice mi derubi legalmente senza ammazzarmi. Come si fa? Facile. Paghi un politico per aumentarmi le tasse e un altro per dirottare finanziamenti pubblici verso la tua azienda. Con questo giochino raggiungi il fantastico risultato di “prestare” soldi alla  politica affinché mi derubi. Soldi che poi ricevi indietro tramite finanziamento pubblico con tanti interessi, perché se al politico hai passato 100000 euro, di finanziamento ti arrivano magari 5 milioni di euro. Aggiungiamoci che nel primo caso (ak-47 senza Stato), dovresti poi convivere con la gente che ti giudica un assassino (COSTO aggiuntivo), nel secondo caso no. Anzi, magari ti sei fatto un nome gridandomi contro che pagavo poche tasse…(Vantaggio Aggiuntivo).

Se poi guardi alla faccenda dal punto di vista del Governo, scopri che hai dato al Governo il potere di fare tutto. E il governo sono uomini. E torna la Teoria dell’Azione Umana. Se a uno del governo “serve” che un tizio muoia, il tizio muore a spese del contribuente, senza che il governante in questione debba neppure pagare un euro suo. Tanto è vero che quasi tutti gli Stati al Mondo fanno stragi. Putin ammazza gente pure all’estero. Chavez e Maduro hanno sterminato migliaia di Venezuelani… il governo Ucraino ha mandato cecchini a sparare sulla sua folla, il governo Italiano ha tolto Aldo Moro dall’Italicus evitando accuratamente di far scendere gli altri passeggeri.

Anche il discorso dei “mercenari che si ribellano”.. Il fatto che lo Stato non abbia certificato che l’omicidio è reato, non significa che il mondo cominci a considerare l’omicidio o il furto, legittimi, giusti. E’ vero che un mercenario potrebbe ribellarsi… è vero pure però che avrebbe chiuso per sempre con la carriera di mercenario, perché poi col cazzo che ti assume qualcuno. E se poi i parenti miei assumono altri mercenari per ammazzare il mercenario furbetto? Sicuro che non gli convenga fare la persona corretta e prendersi “le briciole” che poi briciole non sono perché non é “lo Stato” a pagarli?

In qualunque professione ad assunzione su base volontaria, conta tantissimo la “reputazione”… un furto a casa di chi dovevi proteggere o addirittura l’omicidio del datore di lavoro  ti fanno terminare la carriera istantaneamente e per sempre.

D’altra parte ci sono migliaia di informazioni, nella situazione Statale attuale che ti indicano che “normalmente” non succede: un qualunque picciotto della ndrangheta ha diverse occasioni per ammazzare il suo boss, magari in combutta con altri picciotti… Però questo solitamente non accade, e stanne certo, non per la paura che la polizia lo arresti. Quel che più realisticamente otterresti è semplicemente tante agenzie di protezione privata che operano sul territorio in maniera concorrenziale e che NON sparano ai datori di lavoro per derubarli. Come appunto non lo fa il picciotto verso il “boss”.

Infine è errata l’affermazione che chi ha armi migliori sarebbe avvantaggiato su chi ha maggiori capitali. Non è così, perché il denaro è il “mezzo” per eccellenza per raggiungere i propri scopi. Le armi NO. Le armi possono essere un MEZZO per impadronirsi del denaro, ma sono quindi un MEZZO “di secondo grado”. Poi, tu puoi immaginare di avere l’arma più potente che puoi portare con te. Ma senza soldi UNO solo rimani. Quello coi soldi invece è “tanti”. Tantissimi, tutti quelli che può pagare, armati come meglio può pagare. Tu senza soldi non paghi nessuno, con pochi soldi paghi poche persone. Poche persone poche armi, poche armi poca potenza di fuoco.

In realtà la violenza per ottenere le cose è una cosa talmente stupida e economicamente fallimentare che solo i bambini piccoli e gli Stati Grandi continuano ad usare sistematicamente. Nel mondo vince chi ha più mezzi. E il mezzo migliore sono i soldi. Ora, puoi decidere che i soldi vengano divisi a seconda del merito, e allora devi abolire gli scambi coatti, o al limite ridurli al minimo, oppure puoi decidere che i soldi vengano depredati tramite tasse e distribuiti tramite conoscenze. Che è il metodo “politico”.

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Supponenza, ignoranza e approssimazione

Chiacchierando tra “liberali” su Facebook, mi viene consigliato questo post, scritto da un sedicente liberale che però evidentemente ha le idee tanto tanto confuse, anche se si rifiuta di ammetterlo.

Il che non sarebbe grave, quel che è grave è che se lo riprendi e gli fai notare che probabilmente non ci ha capito granché, la sua risposta è “tu non capisci, travisi i pensieri degli altri, lasciamo perdere”. Per poi girare l’etere raccontando che i libertari sono dogmatici e oltranzisti. Ora, non è questione di essere dogmatici e oltranzisti. E’ questione di capire una cosa, oppure non averla capita.

Il post in questione è questo.

L’autore è tal Gian Piero De Bellis.

Il post parte con la famosa frase di Proudhon: “la proprietà è un furto“.

L’autore ci fa notare che lo stesso Proudhon dice successivamente che        “la proprietà è la libertà

Ora, una persona normale applicando la proprietà transitiva, deduce che la “libertà è un furto”   (dim. (A = B) (A = C) ====> B=C )

Per quel discorso vetusto e obsoleto del principio di identità e non contraddizione che starebbe alla base della logica umana.  Un altro tipo di persona,  si limiterebbe a dire che Proudhon è un dissociato mentale e terminerebbe qui la questione. Probabilmente il posto giusto sarebbe un manicomio, a meno che non intenda costui veramente affermare che la libertà è un furto e che quindi la schiavitù è qualcosa di buono.

Il nostro autore invece si lancia nell’impossibile dimostrazione che le due proposizioni possano coesistere.

La prima affermazione è perentoria:

Innanzitutto va affermato che la proprietà non è un diritto e tanto meno un diritto naturale

BOOOM. Però tranquilli che adesso ce la spiega. Mica ci lascia così.

Però prima di lanciare la chicca, si attarda in due affermazioni condivisibili. Probabilmente è una strategia retorica per farti bere la puttanata successiva. Non ne ho la certezza ovviamente…. I motivi per cui abbia messo due affermazioni sensate prima di una puttanata cosmica esulano dal mio sapere. I fini, come ben sapete, sono personali.

Comunque. Giustamente afferma che lo Stato non è alla base dei diritti e che i diritti positivi sono una stronzata.

Chapeau. Mentre leggevo queste affermazioni, facevo veramente fatica a capire come potessero giustificare l’affermazione “tanto meno un diritto naturale”. Ma poi arriva il terzo capoverso. La bomba. Bomba che va riportata integralmente affinché anche voi che non volete leggervi l’articolo completo possiate gioire di cotanta arguzia mentale.

Indebita estensione: quando utilizziamo l’espressione diritto naturale, facciamo capire a tutti che stiamo parlando di un diritto pre-statuale e pre-welfare state che nulla ha a che fare con lo stato; se poi riteniamo lo stato come una entità istituita per opprimere e sfruttare, il diritto naturale è l’unico che consideriamo accettabile (a parte norme e regolamenti prodotti autonomamente da gruppi interessati). Ma il diritto naturale garantisce diritti inalienabili che sono intrinseci alla persona fin dalla sua nascita (ad es. life, liberty and the pursuit of happiness – la vita, la libertà e la ricerca della felicità); includere tra questi il diritto alla proprietà mi sembra una estensione indebita. Infatti nessuno nasce con il diritto naturale alla proprietà ma solo con il diritto naturale al libero accesso alla proprietà, che sarà conseguita a seguito di determinati comportamenti produttivi. Altrimenti rimarremmo nella situazione presente in cui anche gli sfaccendati e i parassiti rivendicano il loro “diritto naturale” alla proprietà, ed espropriano con la tassazione una quota delle proprietà di coloro che si sono dati da fare con il loro impegno e i loro sforzi.

Et voila. Indebita estensione. Ancora un accenno a definizioni corrette. “il diritto naturale è l’unico che consideriamo accettabile”  seguito addirittura dalla presentazione di diritti naturali inalienabili intrinseci alla persona (life liberty and pursuit of happiness).

Ma poi frana. E frana fragorosamente. A lui estendere i “diritti naturali” alla proprietà sembra una estensione indebita. INVENTA di sana pianta il concetto di “diritto naturale al libero accesso alla proprietà”.

Concetto quanto mai vago, spiegato di merda, e probabilmente che non sta né in cielo né in terra. Che cazzo significa? Che uno nasce con il diritto ad accedere liberamente alla proprietà… di chi?  Libero accesso DOVE? A casa mia? Che può usare la mia motozappa? Che ha il libero accesso alla mia macchina?  Non si sa, nessuno lo sa, non lo spiega, però da per scontato che questo sia un diritto naturale. Mica la proprietà, che invece è una “estensione indebita”…   La spiegazione del perché invece la proprietà NON SIA UN DIRITTO NATURALE è data con l’affermazione idiota per cui se lo fosse, gli sfaccendati e i parassiti rivendicherebbero il “diritto naturale” alla proprietà (altrui) ESPROPRIANDO (tassando) la proprietà altrui.

Quindi in pratica per questo signore qua, un diritto naturale si esercita privando gli altri del proprio diritto naturale. Il fatto che per lui (e anche per me) chi non fa un cazzo non ha diritto alla proprietà (altrui), fa scadere il diritto naturale a un qualcosa di ambiguo che lui definisce “fatto naturale”. 

Questo accade quando non ci hai capito un cazzo. Perché il diritto NATURALE è un diritto che deve valere PER OGNI ESSERE UMANO. Si distingue dal “diritto alla casa”, proprio perché questo secondo presuppone che qualcuno deve espropriare qualcun altro per garantirlo a sé stesso. Ed è per questo che non è un diritto ma una puttanata. La proprietà privata è un diritto naturale proprio perché vale per tutti. Ma se vale per tutti è lapalissiano che nessuno può, in nome di questo, violare il diritto naturale alla proprietà di un altro. Siamo tutti uguali, Cristo. Quindi tu hai diritto alla proprietà quanto ne ho io, ragion per cui IO non ho alcun diritto di esproprio e TU nemmeno.  Sembrano discorsi semplici, ma evidentemente non lo sono, se persone che riescono a capire che lo Stato non è la fonte di alcun diritto, poi non riescono a capire che cosa significa che un diritto deve valere PER TUTTI. Se non si capisce questo, è possibile dimostrare che neppure i “diritti naturali” che ha identificato prima, sono diritti naturali. Perché per esempio, un tizio che reclami il “diritto alla vita” avente bisogno di un trapianto di cuore, potrebbe reclamare il cuore di un altro, ucciderlo e innestarselo. E’ giusto no? Ho o non ho “diritto alla vita?” Beh mi serve un cuore. Tu ce l’hai e me lo prendo. Peccato però che quello a cui lo strappi, dovrebbe avere lo stesso tuo diritto alla vita… Prendiamo il diritto a perseguire la propria felicità. Se io mi diverto e mi sento felice lanciando sassi dal cavalcavia contro le auto in corsa, ho diritto di farlo, perché è ho “diritto di perseguire la mia felicità”. Esticazzi se quell’altro sbanda e crepa (violando il diritto alla vita). Io “reclamo il mio diritto alla felicità” che per me è lanciare sassi dal cavalcavia. Cazzo vuoi?  

Se questo ragionamento avesse un senso quindi, non solo il diritto alla proprietà sarebbe un “fatto naturale” e non un “diritto naturale”, ma neppure il diritto alla vita e il diritto di perseguire la propria felicità sarebbero “diritti naturali”.  Non si capisce quindi su quali contorte basi logiche l’autore definisca il primo un “non diritto” e gli altri due dei “diritti naturali”.  

L’ignoranza e la superficialità di analisi sono dei peccati. Ma non sono gravissimi, se non vengono abbinati alla supponenza di chi, di fronte a coloro che gli mostrano gli errori concettuali e logici commessi, si nasconde dietro un “voi tutti travisate”. Tu puoi pure essere un praticone con un pò di letture sulle spalle. Ma lo devi essere con umiltà, pronto a considerare l’ipotesi che sia tu quello che va contromano in autostrada e non tutto il resto del traffico.

 

 

Datagate: Chi non ha niente da nascondere, non ha niente da temere???

Le reazioni alla notizia che gli USA spiavano la UE, da parte dei politici di mezza Europa è quanto di più patetico e doppiopesista si sia mai sentito. Non si contano le grida di indignazione, al ritmo di “Come possiamo essere amici se non ci si fida di noi?”, o “tra alleati non ci si spia”, o “L’America deve spiegare”.

Tutte belle frasi che, se prese avulse da qualunque contesto e in particolare da qualunque contesto Europeo, avrebbero un senso ed io sarei il primo ad appoggiarle.

Ma calate nel contesto Europeo, l’unico effetto che sortiscono in me è quello di prendere a pugni coloro che le profferiscono.

Qualche anno fa la santa Germania Uber Alles, ha corrotto un dipendente di una banca svizzera per ottenere i nomi dei correntisti tedeschi che avevano un conto svizzero.

L’Italia è il Paese Occidentale con il maggior numero di intercettazioni telefoniche. In pratica, ogni cittadino Italiano è costantemente spiato dal proprio governo, anche se ovviamente, il Cittadino Berlusconi un (bel) pò più degli altri.

Proprio l’altro ieri, Befera ha avuto il permesso di spiare TUTTE LE NOSTRE TRANSAZIONI ECONOMICHE bancarie e non , retroattivamente di tre anni, E DOPO CHE il nostro governo ci ha imposto, per poterci spiare meglio e per poterci fottere i soldi qualora lo ritenga necessario, di possedere un conto in banca e di versarvi sopra per forza lo stipendio.

Ora, andando di retorica in retorica, se tra alleati non ci si spia, devo ritenere il MIO GOVERNO qualcosa di diverso di un mio alleato?

Posso chiedere a Napolitano: “Come posso essere amico delle istituzioni se non si fidano di me????

Delle due l’una. O tra alleati non ci si spia, tra amici non ci si spia, e allora dovremmo essere MOLTO MA MOLTO PIU’ preoccupati di Befera e dei NOSTRI GOVERNI NAZIONALI E SOVRANAZIONALI, che ci spiano come fossimo luridi cani bastardi, piuttosto che una Nazione Estera, la quale, ha molto più “diritto” nello spiare nazioni estere, anche per motivi di sicurezza nazionale. Del resto se l’America non considera alleati milioni di americani, tanto da spiarli giornalmente, come potrebbe mai considerare alleati strani personaggi alberganti nelle istituzioni di nazioni estere e in competizione tra loro??

La seconda opzione è che lo spionaggio sia perfettamente lecito, ammissibile e giusto.. e allora ai nostri “leader” europei e nazionali, l’unica risposta che mi sento di dare è la puttanata cosmica con la quale pretendono di liquidare le nostre proteste:

Signori governanti, diplomatici e ladri in generale: “Chi non ha niente da nascondere, non ha niente da temere.” Giusto?

 

N.d.A.

Ovvio che la mia posizione è la prima e quindi PRIMA mi indigno perché il mio governo mi tratta da cane bastardo, poi e solo poi, una volta che il mio governo avrà smesso di spiarmi, mi preoccuperò dello spionaggio estero. Ma io posso vantare una dote che la politica non conosce. La coerenza e la lucidità di pensiero.

 

 

 
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Pubblicato da su 2 luglio 2013 in diritti, intercettazioni, politica, USA

 

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Diritti degli animali ??? -Repost

Su richiesta di Giostark, ripubblico questo post che analizza la sbornia di diritti concessi agli animali a discapito dei diritti umani, i quali invero in questa crisi stanno dimostrando quanto fossero fintamente garantiti e quanto i NOSTRI diritti umani veri siano minacciati e siano quelli di cui ci dobbiamo preoccupare. A Giostark e anche agli altri dico che il software per estrarre i post dal blog ce l’ho. Non posso però reintrodurli automaticamente e quindi non li ho mai postati tutti. In ogni caso se chiedete sono pronto a cercarli e pubblicarli.

 

 

Sinceramente, dopo il politico ed il giornalista (anche se qui qualcuno si salva), la categoria che più mi sta sulla punta del cosiddetto, è l’ambientalista.
Non perché non reputi la causa onorevole, ma perché come al solito, pretendono di imporre le loro idee a scapito delle idee e delle libertà di tutti gli altri.
La branca contro cui mi scaglio in particolare, e quella capeggiata dagli animalisti. Prendo spunto da un articolo di libero , che viene riportato qui (la versione originale non l’ho trovata online), nella quale si appoggia in maniera piuttosto chiara, l’interrogazione parlamentare di Benedetto Della Vedova, uno che si dice liberale quindi, per

promuovere iniziative per introdurre, sia in Italia che a livello europeo, ulteriori restrizioni (secondo quanto già fatto sulle pelli di cane e gatto con l’Articolo 2 della Legge 189/04 in materia di maltrattamento degli animali) all’importazione di pellicce da Paesi nei cui allevamenti non siano verificabili e rispettate condizioni minime di benessere animale

Se queste sono le proposte avanzate da un liberale, figuriamoci che può fare un marxista….
I cinesi torturano gli animali allevati allo scopo di fare pelliccia. Qui c’è già una buona notizia.

I cinesi allevano appositamente animali per produrre pellicce. Evitano quindi di cacciarli e di ridurli all’estinzione.

La cattiva notizia invece è che lo stato italiano, non pago dell’ottima prova in campo economico e sociale che sta ottenendo da venti anni a questa parte in Italia,  si  diletta in insegnamenti su come trattare gli animali alla Cina, e vuole costringere tutti gli italiani ad adeguarsi ai suoi pensieri.

Ora, a me maltrattare gli animali fa schifo.
Ma da qui a concedere gli ormai famigerati diritti ad essi, ce ne passa di acqua sotto i ponti.

Proviamo ad immaginare un mondo nel quale effettivamente e non soltanto di facciata, esistano i suddetti diritti.

Tutti gli animali sono uguali di fronte alla legge
dovrebbe essere questo il primo articolo. Altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarmi il motivo per il quale dovremmo differenziare gli animali a seconda delle specie. Non sarebbe un provvedimento razzista accordare al cane dei diritti che il gatto non ha?
Deciso dunque che tutti gli animali sono uguali, andiamo avanti.
Gli animali possono essere uccisi???
Chiaro che un mondo in cui tutti gli animali non possono essere uccisi, e fortemente utopico, oltreché ingestibile.
Pensate che macello se quando schiacciate una mosca vi beccate 300 euro di multa. E le zanzare?
E gli scorpioni che ogni tanto infestano le case?
Oltre al fatto che, ovviamente, diventeremmo tutti forzatamente vegetariani.
Pensate inoltre che il riconoscere tali diritti agli animali, fa decadere di fatto il concetto di proprietà di un animale. Nessuno può essere più proprietario di animali. Non puoi dire
“io ho un cane”
ma piuttosto:
“c’è un cane che vive con me”
Questo ovviamente perché si è proprietari di cose, oggetti che non hanno diritti. Io il mio PC posso anche sfasciarlo in mille pezzi, magari torturandolo un pò, ma nessuno si sogna di dirmi che non posso, perché è di mia proprietà.
Discorso a parte merita la frase “mio figlio”, in quanto l’aggettivo mio non ha valore di proprietà quanto di identificazione del genitore.
In un attimo abbiamo notato dunque che concedere diritti agli animali implica automaticamente l’annichilimento del diritto di proprietà, e la nascita di una nuova figura giuridica. L’animale.
Resta da studiare un apposito codice penale che punisca l’animale quando sbaglia, in quanto il padrone dello stesso non esiste più.

Ma limitiamoci anche all’idea che si possa stabilire una “proprietà limitata” <—> concetto che aborro, e che ci sia concesso di ammazzare gli animali per determinati fini.
Sorge lo stesso alcuni insormontabili problemi.
Primo tra tutti: chi decide i fini, come al solito diviene il sostanziale proprietario dell’animale. Ma l’esempio della zanzara o della mosca rimane lampante.
Ammazzo una mosca perché mi da fastidio.
Perché non potrei farlo con il mio cane???
Se viceversa è ammesso il fine “mi da fastidio”, allora la legge si modifica in:
è sempre concesso uccidere i propri animali
Questo perché ovviamente il motivo di fastidio è completamente soggettivo.
Allora l’unico diritto che ancora si può concedere ad un animale è quello del metodo di uccisione.
E già a questo punto, parlare di diritti mi sembra esagerato.
Come se mi dicessero che gli ebrei avrebbero goduto di diritti qualora fosse stato codificato che potevano solo venir gasati…..
Ma ugualmente, se concediamo l’uguaglianza agli animali, il caso della mosca o della zanzara viene ancora a rompere le uova nel paniere dell’ingegnere sociale di turno.
Chi decide quale metodo di macellazione è giusto????
Il metodo “schiacciamento”, attualmente utilizzatissimo per le mosche, è giusto o sbagliato?
Dobbiamo forse utilizzare la sparachiodi per uccidere le zanzare la notte???
Ma se invece è giusto, posso legare il gatto e poi schiacciarlo di retromarcia????

Allora il prode ingegnere sociale ne pensa un’altra. Inventa il termine “maltrattamenti”
E qui raggiunge l’apice dell’apoteosi dell’arbitrio imposto per legge.
E’ maltrattamento torturare un animale.
E’ maltrattamento vivisezionarlo per scopi medici.
Pare invece che i cani godano a vivere legati per il collo ad un metro di catena.
O i polli  a stare in batterie di 1 metro quadrato addossati l’uno all’altro.
Il bove che tira l’aratro poi, fa la fila per poterlo fare.
Per non parlare dei cavalli in lista d’attesa per poter portare gli uomini a bighellonare in giro.

In questa rapida descrizione dei problemi connessi al riconoscimento dei “diritti degli animali”, abbiamo accertato che l’ipotesi di partenza è sbagliata, in quanto porta automaticamente ad un assurdo.
Dunque i diritti degli animali sono solo per alcuni. Per parafrasare i comunisti, abbiamo animali di serie A e di serie B.
Ma anche qui sorge la spontanea domanda. Chi decide quali sono di serie A????
Ma è ovvio, l’ingegnere sociale di prima.
E lo decide per i suoi animali?
No, lo decide per tutti gli animali.
E adesso si spinge pure a rompere i coglioni agli ingegneri sociali degli altri stati. Sempre, ovviamente a scapito di noi comuni mortali che sopporteremo le conseguenze dei soprusi di questi pezzi di sterco.
Adesso vogliamo limitare l’importazione di pellicce perché lo stato cinese, che secondo la dottrina statale è sovrano in Cina ha idee diverse dai nostri ingegneri sociali su come trattare alcune specie di animali. Noto dall’articolo che già la buona Eurss ha vietato / ristretto il commercio di pellicce di cane e gatto, oltreché dell’uso degli stessi per uso alimentare.   Notate che in cina il cane si mangia ed è pure apprezzato.
Ma i cinesi non prendono il MIO cane e se lo mangiano. Si allevano i LORO cani e se li mangiano.
“Noi”  vogliamo che NON allevino i loro cani e NON mangino i loro cani.
“Noi” vogliamo che NON allevino i loro cani e NON si coprano con le loro pelli.

Pensate che bello non appena altri furbi ingegneri sociali propongono queste leggi in altri Stati.
In India, potrebbero interrompere le relazioni commerciali con l’Italia, paese che osa mangiare la mucca che per loro è sacra (qui potrei dire una imprecisione, ma la sostanza è la stessa). Niente più import export con l’India fino a che non smettiamo di mangiare bovini.
Gli arabi, seguendo lo stesso ragionamento fichissimo, potrebbero vietare la vendita di petrolio nei paesi impuri che mangiano la carne di maiale. E il loro ragionamento non farebbe una grinza.

E la domanda che dovete farvi è: chi ci rimette?
Ci rimette la popolazione. Ci rimette l’italiano, che non può in alcun modo coprirsi con pelli di cane. Anche se a lui il cane fa schifo.
Ci rimette l’italiano che invece il cane lo vorrebbe mangiare (magari ce ne sono) ma non può a causa dell’ingegnere sociale di cui sopra.
Ci rimette il cinese o l’arabo, che sempre a causa di un ingegnere sociale non può vendere pelle di cane oppure petrolio agli italiani.

Eppure la soluzione c’è ed è a portata di mano. Vuoi salvare un milione di cani dallo sterminio cinese?
Ebbene, caro ingegnere sociale, comprateli e mantieniteli. Io sarò il primo a difenderti qualora qualcuno volesse rubarteli o ucciderteli.
Ah, ovviamente, fallo con i tuoi soldi. Dovessi ritrovarmi con ingenti spese di denaro pubblico per ricettare i cani cinesi….

Tra l’altro, si può notare che, mentre madre natura ha creato una sorta di regolamentazione interna alle specie animali, si è ben guardata dall’introdurla tra diverse specie. Un motivo ci sarà pure…
Le idee animaliste somigliano sempre più a deliri di onnipotenza

 
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Pubblicato da su 29 maggio 2013 in animali, diritti

 

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Nel paese della libertà di pensiero: questo calciatore ha il DASPO

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Arcidiacono, calciatore del Cosenza, è stato punito con il DASPO per la maglietta che vedete nell’immagine. Il DASPO come forse saprete è una ordinanza restrittiva della libertà personale, che impedisce a chi vi è sottoposto di accedere alle competizioni sportive. Essendo anche calciatore, gli è comunque concesso di giocare le partite, ma non può andare in tribuna. Tutto questo per 3 anni.

La sua colpa è essere convinto che Speziale non sia il colpevole dell’omicidio dell’ispettore capo di polizia Raciti,  in occasione del derby col Palermo del 2 febbraio 2007.

Pare che non sia più concesso dubitare dell’operato delle istituzioni. Corsi e ricorsi storici: succedeva nell’URSS, nella DDR, nella Romania di Ceaucescu, nella Jugoslavia di Tito, nel Terzo Reich e nel fascismo mussoliniano. Anche ovviamente sotto Santa Romana Chiesa, fino a che ha avuto il potere temporale.

 
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Pubblicato da su 28 novembre 2012 in cronaca, diritti

 

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E perché non l’habeas corpus?

Vladimir Il’ič Monti è un banchiere associato al gruppo Bildenberg, al quale un annetto fa sono stati regalati 25KEuro al mese di soldi pubblici per tutto il proseguo della sua (si spera breve) vita.

Vladimir Il’ič Monti, in quanto grande banchiere è sicuramente uno dei grandi elusori fiscali italiani, se non evasore bello e buono.  E’ probabile, se non certo, che il nostro caro Monti abbia una decina di conti esteri differenziati in vari paradisi fiscali e la solita ridda di società a scatole cinesi che servono a proteggere le proprie proprietà dall’aggressione degli stati ladri e fiscalmente oppressivi.

Vladimir Il’ič Monti è colluso con tutto quanto le banche han fatto fino ad adesso, colluso con la strage dei derivati, i titoli tossici mollati alle famiglie, la grande piramide rovesciata del contante, i dividendi pagati mentre le banche fanno passivo e quant’altro.

Banchieri , truffe monetarie ed elusione fiscale, sono quasi sinonimi al tempo  della crisi della moneta fiat e del debito ad libitum.

Vladimir Il’ič Monti, assieme a Draghi è la perfetta icona del banchiere e quindi per associazione dell’elusore e del truffatore monetario.

Ciò nonostante, Monti fa finta di non saperlo e continua a blaterare di lotta all’evasione fiscale. Ove per evasione fiscale, a scanso di equivoci, intende la VOSTRA, la NOSTRA. Quella attuata per mantenere in vita una attività, quella di pochi spicci risparmiati evitando uno scontrino, o andando a dare ripetizioni ad un bambino, oppure facendosi riparare il cesso da un irregolare. Non certo le grandi evasioni ed elusioni, che riguardano personalmente lui, il gruppo Bildenberg e tutti i potenti della terra.

In questa feroce campagna contro la vostra microevasione e la vostra ostinata sopravvivenza su questa terra, Vladimir Il’ič Monti è risceso oggi in campo parlando di guerra all’evasione fiscale e che addirittura vale la pena di dare meno importanza alla privacy.

Lo sdoganamento della STASI, fatto da un banchiere dittatore mai votato da nessuno, assurto al trono italico grazie ad un altro dittatore mai votato da nessuno.

Certo, chi se ne frega della privacy, l’importante è scoparsi a sangue il povero cristo che fa tre lavori per mantenere il figlio, la moglie divorziata a carico e due mutui, uno sulla casa andata alla moglie, uno su quella che si è comprato dopo il divorzio.

Per uno scopo nobile come questo, perché non eliminare altri inutili orpelli della società civile?

L‘habeas corpus?  A che serve? Non basta un bel processo sommario, una indicazione di massima, una delazione o un semplice sospetto?

La convenzione di Ginevra? Roba da checche isteriche, va bene se lanci bombe a grappolo sui bambini, mica se non batti uno scontrino….

La presunzione di innocenza? Stupido retaggio liberale. Tutti colpevoli a meno che Vladimir Monti non dica il contrario.

Direi che potremmo sdoganare anche i roghi di piazza, tornare a Salem e a Giordano Bruno. Potremmo pure mettere i cadaveri penzolanti di “evasori fiscali” alle porte della città, monito per chiunque cerchi di sbarcare il lunario.

E’ necessario, soprattutto da parte di istituzioni che non hanno alcun diritto di esistere, soprattutto da parte di personaggi che intascano in soldi pubblici giornalmente quanto 25-30 famiglie italiane guadagnano col proprio lavoro, soprattutto da parte di chi, comunque ha il dovere di mantenere la calma, evitare di pensare certe porcate ed evitare  di esprimersi con determinati termini.

Al signor Vladimir Il’ič Monti chiedo: se lo Stato è in guerra con l’evasione fiscale come dice lui, allora lo Stato è in guerra contro tutti i suoi cittadini, visto che in Italia chi più chi meno, tutti evadono. Anche quelli con lo stipendio fisso e pubblico, perché magari si affittano una stanzetta ogni tanto e si scordano di pagare la tangente allo Stato. Oppure si permettono di dare 800 euro al dentista invece che 800 euro al dentista e 800 alla puttana del politico.

Quindi se c’è una GUERRA di uno stato contro i suoi cittadini, contro la quasi totalità dei propri cittadini, è lecito che anche il cittadino, che subisce un atto di GUERRA, debba rispondere con la guerra.

E’ dunque lecito che noi si spari a vista ai militari invasori (guardia di finanza ad esempio) che ci muovono guerra? E’ dunque lecito organizzare la resistenza armata contro atti di guerra nel proprio paese?

E’ dunque lecito che oltre ai militari di leva, si aneli a colpire il comando generale dell’esercito di occupazione ovverosia chi li manda, questi soldati a rischiare la vita per conquistare le nostre case? E’ lecito attaccare il comando politico delle operazioni militari, ovverosia in questo momento proprio Monti, Napolitano, Befera, Grilli e chi per loro? O non è un atto normale di ogni guerra, anche quelle “portatrici di democrazia”, colpire i figli e i nipoti dei vari rais?

Se siamo in guerra, è dunque lecito che anche la controparte perda i diritti che esistono in tempo di pace, ad esempio il diritto ad una giusta difesa, e quindi nel caso in cui uno di questi venga catturato, sia giudicato da un “tribunale di guerra” ??

Perché se la guerra c’è, la guerra c’è da ambo le parti. Non si è mai vista guerra in cui una parte paga le spese militari ai nemici affinché possano distruggerli.

Vladimir Il’ič Monti invece di perseverare in allucinati discorsi da dittatore sudamericano, dovrebbe avere il fegato di rispondere coerentemente a queste domande.

 

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Limiti alla circolazione del contante = Obbligo di uso servizio bancario. Non è anticostituzionale e pericoloso?

Nella società attuale è di moda inventare diritti positivi, da offrire alle persone imponendo ad altre di pagare al posto loro. La vita sociale di questo paese scorre sempre più, come era abbondantemente prevedibile, tra scontri e manifestazioni per ciò che erroneamente è chiamato diritto, invece che privilegio.

Fa però tanta paura che nessuno si batta per diritti veri e ancor più fondamentali.

Non sto parlando del diritto alla proprietà privata tout court. E’ illusorio pensare che l’Italia riesca a tutelare in maniera seria il diritto alla proprietà. Sto parlando di elementari diritti di difesa che, sebbene derivanti dal diritto alla proprietà, dovrebbero essere garantiti anche in assenza di un perfetto diritto alla proprietà.

Il diritto ai propri soldi, per esempio. E il diritto alla protezione della propria famiglia.

Mi spiego meglio. Mr. Mario Bildenberg Monti ha imposto a tutti gli Italiani la regola della tracciabilità delle operazioni bancarie e il limite massimo all’uso del contante.

Tutto ciò, oltre alla marea di effetti indesiderati che chi mi legge conosce a menadito, crea un problema di fondo che secondo me viola tutti i più elementari diritti umani.

Siamo OBBLIGATI a richiedere un servizio bancario. Siamo OBBLIGATI ad affidare i nostri soldi ad una banca. E’ giusto tutto ciò? Veramente non abbiamo più il diritto di non fidarci di talune aziende economiche?

Ho o non ho il diritto di pensare che le Banche siano truffaldine e che il frutto del mio lavoro sia più al sicuro dentro la mia tasca a riserva integrale 100%, piuttosto che in una banca a riserva 2% ???

 Nel momento in cui io credo che un qualunque esercizio commerciale sia truffaldino, io ho sempre avuto il diritto di non comprare nessun servizio da questo esercizio commerciale. Secondo quale principio il servizio bancario invece devo utilizzarlo per forza, arrischiando così tutto il mio capitale, peraltro in cambio di una irrisoria percentuale di interessi, che a malapena coprono le sempre più cospicue “spese di gestione”?

Ogni singolo cittadino non può essere obbligato a scommettere controvoglia. Non può essere obbligato a scommettere tutta la sua vita sulla solidità di uno schema di Ponzi. Non può essere obbligato a credere che non accadrà mai un default che è già accaduto in più parti del mondo e anche in Europa.

Quando accadrà perché é probabile che accadrà, che il sistema bancario collasserà, per quale motivo è necessario che si ritrovi spiantato OGNI SINGOLO ITALIANO? Chi si assumerà la colpa della perdita totale di tutti gli averi da parte di tutta la popolazione italiana?

E’ un pò come se a L’Aquila, dopo lo sciame sismico di sei mesi, il Governo non si fosse limitato a raccontare cazzate per cui il big one era escluso, ma avesse diramato una circolare in cui impediva alle persone di dormire fuori casa per paura del terremoto.

O come se una legge statale mi obbligasse ad andare a comprare un kg di carne tutti i giorni dal macellaio di Via Panisperna, pur se avessi forti sospetti, se non la certezza che stia vendendo carne avariata.

Inoltre, obbligando la popolazione ad avere un conto in banca, ed obbligandoli anche a versare lo stipendio sul conto, si obbligano gli italiani ad investire i loro risparmi (moltiplicati per il moltiplicatore frazionario) in titoli tossici di debito pubblico.

Riassumiamo. Le banche con i soldi CHE IO DEVO PER FORZA METTER LORO A DISPOSIZIONE, compra titoli di Stato (ormai fanno solo quello), di Stati più o meno in crisi, titoli Greci, titoli Italiani, titoli Spagnoli. La banca fa tutto ciò senza alcun rischio. Primo perché usa soldi non suoi, secondo perché io sono IMPOSSIBILITATO A SMETTERE DI FINANZIARLA. Quindi allo stato attuale la banca prende i miei soldi, ci compra titoli tossici, intasca i guadagni se fa guadagni, se perde perde i miei soldi, e io non posso nemmeno più toglierglieli di mano. La banca gioca a poker con i soldi della gente e lo Stato fa da garante affinché le persone non possano smettere di finanziare il poker. Poi insieme si spartiscono i dividendi. Se ci sono.

Il diritto di non fidarsi di qualcuno è qualcosa di ancor più naturale del diritto di proprietà. Tremonti e Monti, con i limiti alla circolazione del contante hanno di fatto legiferato che le pecore debbano fidarsi dei lupi e lasciar loro gli agnellini da pascolare.

Io credo che una cosa simile non sia assolutamente tollerabile. Anche da un punto di vista di semplice marketing, la differenziazione del rischio è sempre stata una strategia funzionante. Invece noi stiamo concentrando tutte le risorse sul sistema bancario a riserva frazionaria. Nessun broker, nessuno scommettitore punta tutti i suoi capitali solo su un tipo di investimento.

Lo Stato Italiano sta scommettendo la vita di tutti i suoi cittadini. Tutto sul sistema bancario, il quale peraltro riscommette tutto sul sistema politico.

Allarghiamo il problema.

Diciamo che io sono un pò paranoico e pensi che i quattro dementi che ci governano stiano già pensando ad una seconda patrimoniale dopo l’IMU. E ammettiamo che decidano che un bel 10% dai conti correnti potrebbe essere adeguato. Oppure, supponiamo che salga al potere qualcuno di ancor più stolto e che decida direttamente la nazionalizzazione di tutti i conti in banca. Dove è scritto che non ho il diritto di farglielo trovare vuoto?

Chi ha dimostrato scientificamente che il Governo agisca “a favore del popolo” e non “a favore di chi governa” ?

Nessuno.

Chi ha dimostrato scientificamente che Banche e Governanti siamo amici della gente onesta????

Anzi, in tutta Italia c’è qualcuno che pensa che lo siano?

Si parla tanto di tracciabilità dei conti. Anche qui si parte dal presupposto che lo Stato tracci i tuoi movimenti per contrastare l’Evasione Fiscale (a torto) ritenuta dannosa per il popolo.

Ma se invece lo Stato tracciasse ogni nostro movimento per sapere in ogni istante dove si trovano tutti i soldi ai quali anela?

Fate un gioco. Prendete il vostro vicino di casa, quello con cui andate più d’accordo. Immaginate il vostro vicino di casa, che conoscete bene, mica come un (Tre) Monti qualsiasi, cominciasse a farvi domande su quanto guadagnate, quali sono le vostre abitudini, dove tenete i soldi e soprattutto quanti ne avete…

Immaginate che parallelamente vi dica che lo fa solo per meglio tutelarvi. Ma voi ci credereste o avreste il fondato dubbio che quelle domande hanno uno scopo recondito fondamentalmente diverso dall’altruistico scopo di tutelare voi?

Se il dubbio vi assale, come sono certo vi assalirebbe, con un vostro vicino, magari anche relativamente amico, come è possibile che questo dubbio non debba tormentarvi quando a farvi certe domande è uno sconosciuto di nome Befera?

Pure in una situazione in cui paradossalmente l’Evasione Fiscale non fosse considerata per quel che realmente è, ovvero una legittima difesa da una estorsione continuativa, ma fosse trattata alla stregua di un crimine, cionondimeno c’è un limite oltre il quale non è possibile valutare tutti i mezzi idonei al perseguimento del crimine. Non si può arrischiare la stabilità economica di un intero paese perché qualcuno commette dei crimini. Ammesso che lo siano.

Non si può lasciare il patrimonio di 60 milioni di persone in balia del primo legislatore a cui viene in mente di espropriare tutto. Neanche se, in un universo parallelo, questo permetterebbe di eliminare l’Evasione Fiscale.

Alla luce di queste considerazioni, mi chiedo se non sia possibile, auspicabile e doveroso, riconsiderare la legge sulla limitazione all’uso del contante come ANTICOSTITUZIONALE, contro i DIRITTI UMANI, perniciosa per la STABILITA’ e la PACE e in potenza capace di ANNIENTARE completamente la ricchezza di una Nazione. La legge sulla limitazione del contante, avendo di fatto obbligato il cittadino a servirsi delle banche per le sue transazioni economiche è una violazione del diritto di difesa del cittadino. Ci è impedito di difendere noi, la nostra famiglia e i nostri figli da qualsiasi frode bancaria e perfino da un collasso generale del sistema bancario. Mi piacerebbe che la Corte Costituzionale o quella dei diritti dell’uomo rispondesse alla questione.

 

 

 

 

 

 

 

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